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Full text of "Memorie istoriche delle chiese di Ferrara e de' suoi borghi : munite, ed illustrate con antichi inediti monumenti, che ponno servire all' istoria sacra della suddetta città"

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MEMORIE ISTORICHE 

DELLE CHIESE 

DI FEB.KAB^A 

E DE' SUOI BORGHI 

Munite , ed Ulti/Irate con antichi inediti 
Monumenti , che ponno Jeryjre ali* 
Ifloria Sacra della Juddetta Città* 

DEDICATE AL NOBIL UOMO 

il Signor conte 

FRANCESCO GRECO 



In Ferrara Mdccixxiiz. 



Pef Carlo Coatti 

Csn Licinu De' SypsRiOR.i.e 




ILLVSTR1SS1M0 S1GK0M 




* Imploro altrettante di per- 
dono air ardire , che d T ag- 
gradile no alt ojfequio 3 con cui a V* 

S. UluJriJJìma mi prefento ^ qttejìa erudita 

Stam- 



Stampa offerendole , il di cui dotto au- 
tore ha il merito degli Encomj de* più 
ragguardevoli Scrittori de' giorni noti ri . La 
Repubblica Letteraria 3 da cui della in/ìgne 
Voftra Biblioteca mènzion non fajjì 3 fé non 
fé co' magnifici caratteri di copiofa 5 di 
rara , e <# fceltìjfima : /* fplendidamentc 
già da V. S. llluflrijjìma promo/fe Lei" 
tere con pubbliche Raunanze in quella ^ 
di er udizioni 5 di faenze , e .frequenti 
Poetiche accademie ; e molto più. le am- 
mirazioni , e le lodi di quanti Principi, 
e Sourani , che per la Patria Vojlra non 

pajfaro- 



pafarono^ fuorché qualificando il nohil Vof- 
tro Palagio col loro Soggiorno , que' ti- 
ioli cofpkui fono , oltre a tanti ancora 
del ragguardevol Lignaggio Vedrò 3 che 
mentre intercjfano Ciafcuno a rilevatamen- 
te /limarvi ? mi fanno illuflre ragione 3 / 
io contrafegnar volli quefli fogli col pri- 
mo ornamento in fronte dell' eccelfo Ho+> 
me di V» S. llluflrìjfima , La gloria poi 
delle cekhratijjìme memorie 9 dal dottijfimo 
Muratovi regìflrate 3 e dell' onore de' Feu- 
di fino dal dodicefimo Secolo alla fegna- 
ìata Profapia Greca conferito dal Mar- 

ebefi 



cbefe Cllizzo Eflpife , Signore allor dì 
Ferrara ; ed ìndi delle fucccjp.ve prege- 
voli di/Unzioni nelle età a Noi più vi- 
cine , ond y ejfa jregiata 'venne ; ed in 
Alfonfo Jlderano^ ed in Antonio Greco 3 
quello fui fine del decimofe/lo , mercè 
le Capitolari Ecclefajliche dignità , alle 
quali fu elevato ; j^aH^p nel principio dei 
Secolo fettimo Cavaliere delle Vettovaglie ? 
pure in Ferrara 3 epoche infigni forma •> che 
luminofamente vi dijlinguono impegnato a quan- 
to d y orrevole a Ferrara ftejfa pub ridon- 
dare . Accolga dunque V. S. Jllma 3 ag- 
gradila 



gradìfca 5 protegga un Dono 5 che peV 
tanti motivi al Donator fa fperare di 
render in e/fo un tefìimonio felice dell 3 
immutabile o/fiquiofo rifpctto , con cui prò-* 
fondare tme s* inchina , proteflandojì . 




Vmo Dhmo Servitore Cllligm 
Carlo Coatti 




AL BENIGNO LETTORE. 



Uantunque a fola ricor- 
danza de cambiamenti , 
che fuccedettero dopo d* 
effer {late pubblicate le 
Storie della Chiefa di 
quefla Città di Ferrara , mia Tem- 
pre riverita Patria , dal Canonico 
Marc. Antonio Guerini , e da 
Monsignor Andrea Borfetti , come 
anche il Profeguimento delle Sto- 
rie Ferrarefi dall' Arciprete Giro- 
lamo BarufTaldi , avelli fcritto ; 
per fuggerimento non ottante d' 
Amici, ed all' iftanze del Signor 
Carlo Coatti , che deriderà far 
pubbliche colle Tue ' Stampe quelle 
qualfianfi Raccolte Memorie a pen- 
na ( fio per dire ) corrente, mi 
fono indotto a rilavargliele , bra- 
mofo folo d' impetrarmi da cor- 
tcfi Leggitori quel {"olito compa- 
timento 



ti mento, con cui tante volte nella 
Repubblica delle Lettere vennero 
accolte le mie letterarie Notizie, 
ricevendoli il mio fentimento, co- 
me in tante impreffe loro Opere, da 
illuftri Autori vien fatto onore a' 
miei forhiniftrati documenti, ed a 
quanto ibpra gli altrui mi è riusci- 
to, ed in Ferrara, e fuori, con più. 
forfè, fortuna, che merito, efporre . 
Chiedo pertanto fcufa di qua- 
lunque fia trafcorfo errore Chiro- 
grafico , o di Stampa, non poten- 
doti tutto prevedere, cosi permet- 
tendo il Sommo Signore a noftra 
confusone , come leggeri nella Storia 
Ecclefiaftica , e prima oJervò il Maf- 
fìmo de' Dottori S. Girolamo in 
Ezechiele. Mi fono pertanto de- 
terminato di fare alcune Ag- 
giunte , non tralafciando di rag- 
guagliare la morte di dne cele- 
bri Letterati , mentre fra va no fotto 
i Torchi quefti fogli , nòti flirti i agli 
Eruditi di tutta 1' Italia, mancati 
con difpiacere univerfale della Città, 

cioè 



cioè del faggio Dott, Giovanni An- 
drea Barotti, qual ebbe, dopo folen- 
ni efequie, lepoicro il di primo del 
1772. nel Gesù; ed il dotto Poeta 
Giovanni Girolamo Agnelli, tumu- 
lato li 6. Giugno corrente Anno 
nel Cimiterio dell' infìgne noftra. 
Certoia. 



Giufeppe Antenore Scalabrini ; 
'di S' T. M. Collegiate ì e nslt antica U- 
mverjìtk Le tu Pubblico (ielle Sacre Carte 
Onorìfico , ed emerito , 2iou Jfofìolico , e 
nella S. Cbie fa di Feri ara Canonico An- 
ticume • 



X * X 








^11 bbenche da altri fiafi con raggùardevol 
^11 fatica, e merito efpofto al Pubblico 
con più notizie ciò, eh' io a restrin- 
ger m' accingo in Libro di piccol mole per render- 
lo più comedo, pure mi fono così determinato d? for- 
mare il prefence Rifritta; e comecché dalla Piaz- 
za, e Cattedrale ordinariamente fi dà principio 
alla vifita della Città, di quella ancora in primo- 
luogo fcriveremo; non pretendendo (cernare agli 
Autori trapalati quel grido dalla loro virtù me- 
ritato, aè ai viventi ©feurare lo fplendore dovuto. 

A ^a 



)( ^ K 

t-9. Cattedrale Ai ?*t rara fotta il titolo dt! Mar- 
tire S. Giorgio dedicata a Dio , edificala venne 
dopo la morte della Duchefla Matilde granContef- 
fa d'Italia, dal Popolo di Ferrara, emendo Tuo 
Capo principale Guglielmo di Bulgaro, Padre di 
Guglielmo, ed Adelardo l'Anno 1 1 $ j. Indi fu con- 
fecrata dal Vefcovo Landolfo colla prefenza di 
A^zo Cardinale Prete del tirolo di S. Anaitafia 
Legato Appoftoljco, a tal effetto mandato da Pa- 
pa innoce.uo li; come dalle lue Lettere Appolt»- 
liche date in Pifa li »tf. Settembre- 

Effa fu architettata , ed in cinque Navate ele- 
vata di grofTe colonne, e pilaftri di cotro con 
bafi, e capitelli dì marmo; neiP interno loffia© 
di tavole di larice con infiniti compartì di fìelle 
d'oro in azzurro; Tribuna veftita di mofaxi , ed 
in un cartello vi fi leggevano i più antichi verfi 
di lingua Italiana, che dalle vetufte memorie rap- 
portali . 

Del Mille ceni» trenta eìnque nate , 
Fo quefì* tempio a S. Gorgi» cimate 
Da Glirlm» (iftadin fer so amore 
E ne fo /' «fra Nicola;) el {colatore , 

Rovinati poi, e caduti per il gran terremoto del 
i J7 « furono ia p ; ttura imperfettamente rimelii, 
JHuffime i due ultimi verfi. 
Fu Nictfò il Scolatore , 
E Guhtimo fu /' aitcl«rc . 

L* Alrar maggiore, già confecrat© da Papa Alef- 
fandro HI. l'Anne Wr/f-J era di una gran tavola 
di roflò di Veiona, longo qmfi pied ìo , e lar- 
go piedi 6 ; oggidì poi crcondato di marmi, la 
maggior pare (cavati dalle rume del Palazzo d*l 
Rè feodorico degli Ofìrogoti ia Ravenna, fu or- 
nato 



)( i X 

sato da Celio Tirini Scultore Veneziano abitan- 
te in Ravenna . 

Il Tuo gran Coro fu opera., ed Archittatura di Bi- 
aggio RofTetti Ferra refe , compito V Anno 1498. 
Le fedi poi in numero di 150 di Noce intagliate 
con rapporti d' architetture , e dorature , termi- 
nate vennero l'Anno 1534. da Maeft.i, Lucchtno 
Francefe CavaHeggiere Ducale, Lodovico da Brefcia, 
e Pietro Riccardi dalle Lande . La eftgrfìoae di 
fua longhezza è di piedi d> Ferrara zùi. , ed un 
oncia, che fono palmi Romani 503. q. 3. e di lar- 
ghezza piedi 94., che fono palmi 169. zj. z. fen- 
za il groffo de' muri . 

Minacciando poi di rov ; na parte di si gran 
Tempio, dal Cardinale Taddeo del Verme Vefco- 
»o allor di Ferrara , nell'Anno 171?. fu cominciato 
internamente a rimoderna>fì , nell'antico ambito, 
e poi dal Cardinal Tommafj Ruffo PucceiTor Tuo, 
ridotto per due terzi a quella magnifica perfezio- 
ne a fue fpefe , in cui prefen temente vedefi in 
tré grandi Navate, e tré ampie Crociere divifo, 
e nobilitato, coli' Architettura del noflro Concittadi- 
no Francefco Mazzarelli, efeguitodai Marefcotti, 
e Santini, indi da Tommafo Mattei Architetto 
Romano . Tempio , che gode le prerogative di 
qualunque Metropolitana , confervata ne' fuoi pri- 
vilegi fino dalla origine fua, d' e/fere immediata- 
mente foggetta al Romano Pontefice . 

La marmorea Facciata affai ben confervata aell' 
astica' fua bruttura Gottica a più ordini è com- 
porta in modo, che per certe fcale interne, che 
ai piani di detr' ordini mettono capo, fi afcende 
fino alla di lei fommità. Capricciosa, e vaga nel 
fua genere é la manifattura degli archi, e delle 
A z colon- 



)( 4 )( 

colonne, elfi ordini componente . 

T;e Porte d.mno ingrefTo alla Cattedrale in 
quefta Facciata, la quale però viene ad e (fere ri- 
partita in tre campi II medio d' efiì , eh' è il 
maggiore, molto fi rende oiTervabile per il vefti- 
bolo , cne alcuni ch'am*no Atrio efteriore , fofie- 
nuto bizzarramente da colonne in Geme aggruppate, 
e su gli omeri erette da due Scarne virili, che il 
dorfo premono di due Leoni , parimenti marmo- 
rei , ad imitazione forfè delle Cariatidi , o piti 
veramente de' Telamoni, e delle S.ìngi , antico, 
e vaghi (lìmo ornamento ufato ne* più fontuofi edi- 
fizj G r echi, e Romani. Sopra la Porta maggiore, 
e nell'arco di mezzo di detto veftlbolo fi vede 
eretta unaStatua della Beata Vergine, colorita 
ad oro in figura Gigantefca, che dal Popolo fi 
venera al tocco dell' Ave Maria vefpertina ; cre- 
duta opera di Criftofaro di Firenze: malte altre (cul- 
ture, e baffi rilievi fono fparfi per quella Facciata, 
e rapprefentano la Nafcita del Redentore, fino al 
Battefimo , la Pena de' Dannati , la Gloria de' Bea- 
ti , il Giudizio Uni v^erfale, la ReflTurezione de 7 Mor- 
ti, e fopra la Porta maggiore il Protettole S. 
Giorgio , eh 3 uccide il Drago. Parimenti due 
Leoni , e due Ippo^rif] nir-narei fono diftribuitia 
pie d' erta Facciata. Quefta fcoltura, e gli altri 
ornamenti tutti furono manifattu-a del celebre 
Niccolò, di cui a» - vi fa la ritrita Inscrizione, ed 
il quale credono i migliori Scorici e fere il Pa- 
dre, o certamente un animato del famofo Filip- 
po B unellefchi , ed oriundo da Ficarolo Villa del 
Ferrarefe, quale Autore per altro dal Vafari Vie- 
ste annoverato coni Fiorentini- Un indizio, che 
avvalora la fuddecta opinione lì è, che nelle tre 

Pira- 



)( 5 )( 

Piramidi fuperiori alfa Loggia , la quale fourafìa 
al mentovato Atrio citeriore, fi vede (colpito un 
arabefco, che imita le foglie di Fico, Ioche an- 
che in altri corniciameati fi olle r va . 

In Firenze pure lafciò limile indizio; quando 
poi fcolpì a lato della Facciata di quella Cattedrale 
ia Porta al fianco deliro dieffa,ove fi conferva la 
/coltura col ramo dtFico. 

Si rimira dal Iato deliro preffo una Porta mi- 
nore il Bufio in bronzo di Clemente Vili. , con 
armi, e tavola, ed infcrizione fatta da Giorgio 
Albenga di metallo con o r nati di marmo rollò . 
Dall' altro lato fopra la minore Porta a de- 
lira vedefi un' antichiffìmo mezzo Bufio di femmi- 
na di marmo Greco , che fi dice Madonna Ferra- 
ra, di cui tutti i noftri Storici ne parlano. 

Ivi poi vedefi anco vicina la Statua del Marchefe 
.Albert© da Elle con quell'Abito, in cui andò con 400. 
Nobili Ferrarefi f anno 1390. a Roma al Giubi- 
leo aperto da Bonifazio IX. Àbito , col quale, aven- 
do fopra il capo il diadema di Marchefe , fu por- 
tato afeppellire Fvvi apprettò in tavole di marmo 
{colpita la Bolla dello fleffo Papa, con cui conce- 
de a' Cittadini di poter godere dei beni delle Ch'e- 
fe Patriarcali , Arcivefcovali , Epifcopali , Prnoc- 
chiali , e di qualunque luogo Ecclefiaftico , e difpor- 
ne come proprj , ed allodiali , Scoltura Gottica di 
Arrigo Orefice di Polonia - 

Nell'architrave della Porta maggiore leggono 
li feguenti verfi . 

Jlnno Milleno centeno ter quoque deno 

Quinque juper laiis firmiti? domus ha e fìeìatis 
^Artificem gnarum qui [culffe.-it beee Nìcolaum 
Hac cencurventes laudeni per Jtfculetgtntes . 
A 5 tu 



)( 6 X 

Fu nativo dì Ficarolo Villa del Ferrarefip, quefi® 
Niccolò, come fopra dicemmo, il quale inalzò fab- 
briche per 1' Italia, e diede origine in Firenze al- 
la N'obil famiglia di Lappi, a detta del Vafari pp. 
Vita d' Arnolfo pag 94. 

Per un magnifico Atrio ornato con colonnati 
di Geffo d' ordine Dorico, nella cui dedra parte 
evvi la Varca del Fonte Bartefìmale ragguarde- 
vole anch'elfa per elfer tutta d'un pezzo di mar- 
mo feflagono largo 6. piedi , e/Tendovi fopra fcol- 
pì ti gli Agnelli colla Bandiera legnata di CrGce, 
flemma del noftro Capitolo; e nella finiftra, fe- 
creta fcala , che alle ftanze conduce dell' Arci vef- 
covale Palazzo ; 1' una, e l'altra con ferrati Can- 
celli cuftodita . 

Entrando in Chiefa vedoafi le due Statue de- 
gli Angioli, che foftengono le Conche dell'Acqua 
Benedetta, fcolpiti dai Vacca di Mafia Carrara a 
fpefe di Monfì. Crifpi . Sopra d'effe fonovi nelli pila- 
ftri le Immagini de Santi Pietro, e Paolo dipinte fu'l 
muro fatte trafportare dal fudderto Patriarca Crif- 
pi Arcivescovo, dalla Parrocchiale di S. Pietro , 
dove le aveva colorite Benvenuto Tifio, detto il 
Garofalo P.'ttor Ferrarefe. Di fopra nelle Nicchie 
fonovi le Statue d> marmo de' Santi Protettori 
Giorgio, e Maurilio , opera del Sig. Giovanni Me!- 
chiori da Belluno Scultor di Venezia , fatte a fpe- 
fe del noftro Pubblico . 

L' Altare a deftra è di fini marmi con le Sta- 
tue di vavj Angeli, e Serafini fcolpite da Andrea 
Ferreri Ferrarefe, con il difegro del S ; g. Agapito 
Poggi pur Ferrarefe, l'Altare è fu! modello di quello 
di S. Luigi in Roma . In quello fi verera un'an- 
ica Immagine della Santiflìma Vergir.e , lattante il 

Santo 



)( 7 )( 

^anto Bambino, già dipinta fui Ritiro «eli' Atrio,. 
ov'è il Fonte Battesimale prefentemente . EiTa è 
una di quell'Immagini, chela pietà de noftri An- 
tichi facevano dipingere per divozione, ma none 
colorita da Ettore BonacofTa, quella efiendo la 
Vergine Addolorata fui muro dipinta dietro là 
la tavola antica dell' Altare di 5. Lodovxo . Que- 
lla ebbe venerazione fin nel Secolo AVI; echia- 
inavafi la Madonna del Cantone* 

Segue la Cappella coi!' Altare di marmo di S. 
Fil'ppo Neri , tela dipinta da Stefano Torelli; 
l'uno, e l'altra li riconofcono dalla pietà del 
Arcivefcoro Ruffo ; il Serafino , ed ornati -fono 
di Andrea Ferreri , le Statue di geflo nelle Nic- 
chie dì S. Niccolò Vefcovo, e S.Brigida, opere 
del Sig. Alefiandro Turchi , quelle di i'ant' Ehgio, 
ed Andronico vennero fatte a fpefe dell' Arte 
deg!' Argentieri, ed Orefici , lavoro del Sig.Giu- 
feppe figlio di Andrea Ferreri. 

Nella feguente la tela con i Santi Vincenzo, e 
Margherita venne colorita da Canvllo Ricci Fer- 
rarefe , I' Altare , ed ornati fono frammenti dell'an- 
tico Pulpito con la Scoltura fuperiore, che rap- 
prefenta la Prefentazione al Tempi© della B. V". 
Le quattro fue colonnate di marmo rofTo fatte 
colorare verdi, fofìenevano anticamente la CafTa 
d' Urbano III ,• ed in effe ancora fi vede lo flem- 
ma fuo del Vaglio, o fi? O vello. Le due belle 
Statue nelle Nicchie di S. Michele Arcangelo, e 
5. Antonio di Padova fono d' Andrea Ferreri ; le 
altre ne' pilaftri di rmpero } di Santi C fr><po, e Cn£ 
miniano, fatte a fpefe dell' Arte de' Calzolari, fono 
lavoro del Sig. Luigi Turchi , detto Turchetti 
Ferràrefe . 

À 4 Neil' 



X * X 

Neil' Altare del Cappellone contiguo ve la gran te- 
la col Martirio di S. Maurelio Vefcovodi Ferrara 
fatta dipingere « Felice Tortelli Verrr.efe da! 
Card. Arcivefcovo Ruffo , che pure a Tue fpefe 
fece erigere l'Altare- Le Stsiue di gffl'o nelle 
Nicchie dèi muro lareralmente all' Altare, dell' 
Angelo RaiTaelle, e S. I ucca Evangelifla, a fpef* 
del Colleggio de' Signori Filofofi , e Medici di 
quella Univerfkà, fatte furono dal Sig Pierro Turchi. 

Segue la Cappella col beli* Altare di marmo, e 
tela del Tranfito di S. Giufeppe dipinta Az Gia- 
como Parolini noflro Concittadino , ornato di 
colonne , e marmi , Architettura dello Scultore 
Angelo Ringhieri Veronefe, S Gioachino, e S. 
Anna, che fono nelle Nicchie, furono fcolpiti da An- 
drea Ferrer' in marmo; una delle Statue di geffo ne' 
pilaftri rappefentante S. Andrea Avellino, a fpefe 
di!' Unione del Signori Computi fìi, da Giuseppe 
figlio del fuccennato Ferreri , e l'altra di S. Fe- 
dele da Sigmarirga,fatta fu dal Sig. Pietro Turehtt- 
ti per li PP. Cappuccini . 

A quelìa la Cappella fegue coli' Altare di irar- 
mo all' antica con una B. Vergine fcolpita ne! 
parapetto di fcuola Verenefe ,fopra il quale mirafi V 
antica Immagine già alla rerza colonna , e pila- 
stro dell' antica Bafìlica , credefì dipinta circa il 
1240. da Gelafìo f^lio di Niccolò della Mafna- 
da di quefta Chiefa di S. Giorgio, già Scolare di 
Teofano Cofiantinopelirano in Venezia, che in 
eiTa Tefafi graziofa la Divina Madre nofìra Signora 
1' Anno 1^45 fu, ed è ancora in fomma vener:.7.ic- 
ne. S^p^a di quefta rell'ornato vederi dipinta da Ip- 
polito Scarfel la , detto Scarfelliro Pitior Ferraref" , 
Marja Vergine Annunziata , idal difotto uè me*- 

ze- 



se f gure de' Santi Carlo Borromeo , Francefe* 
d'Afi'fi, e Francefcodi Paola, da Giacomo Bam- 
bini Pittor Ferrarefe , colorite . Nelle Nicchie I» 
Statue di geflo del B. Bernardo Tolomei , e Santa 
Francefca Romana» fatte furono a fpefe delle tre 
Badie di S. Giorgio , Santa Francefca, eBaurade* 
Monaci Olivetani . Le due delle Nicchie ne' pila- 
ftri di S. Guirino Cardinale, e di S. Giovanni 
Nepomuceno Canonico, e Martire, a fpefe della 
Badia di S. Maria in Vado da Canonici del Sal- 
vatore j opera del Sig Alefi'andro Turchi l'una,e 
l'altra del Sig. Pietro Turchi fuo Fratello. Afce- 
fi i tre gradini trovafi nell' Altare finto marma 
la vaga tela del Martirio di S. Lorenzo, opera di 
Gio. FrancefcoBaibieri, dettoli Guercino di Cento, 
fatta l' anno 1629. per ordine del Cardinale Lorenzo 
Magalotti nofl.ro Vefcovo, qual' era nell* antica 
Chiefa all'Altare di detto Santo, a pie del qua* 
le fu fepolto detto Cardinale . 

Sopra di quefta pittura, e della cornice vi è 
collocata 1' Immagine del Redentore di terracot- 
ta, ed intorno in quello Cappellone, e fuoi Altari, 
ficcome nell' altro dirimpetto del SSmo. Nome di 
Dio, e Cappella delSSmo. Sacramento, fono vi le mez- 
ze figure di fim»! lavoro de' Santi dodeci Apofioli, 
che erano nella Chiefa di Santa Maria Maddale- 
na di Bologna, opere celebri del ncftro Scultore, 
e Figulino Ferrarefe Alfonfo Lombardi, com- 
prate da Monfignor Giovanni Maria Riminaldo, 
Auditore della Sacra Rota, ed a diluì fpefe tras- 
portare , adornate, e fatte collocare per decoro di 
quefa Merropoiitana ; facendone un magnifico re- 
ralo alla Patria, ed alla Cattedrale, nella di cui 
Panocchia trovali il fuo Palazzo. L'ornato della 

pittu- 



X «o )( 

pittura de' Guercinoè fiato colorito, parimente t fpe- 
ie delio fì (io Monfrg. Rim;naldo, dal Sig-Mailìmino 
Bafegsia Ferrarefe. 

L' Altare di rimpetto di colonne /cannellate 
con altri ornati di marmo, che già furono Copra 
l'Aitar magg'ore con tre archi, fcolpiteda Crifto- 
forq di Pier Martire , ed Ambrogio dei Rufconi 
JMilanefi l'Anno i 506. fatte vennero nort dal Duca 
Alfonfo l tv come con errore fcrifle il Guari- 
ti , ed abbiamo da una fcrittura apologetica del 
Cav-alier Alfonfo Marena, citata dal Baruffaldi , ma 
« fpefe del Popolo , come da' Libri della Fabbrica 
di quefta Cattedrale rilevafi . Le Statue di bronzo 
del SSmo. CrocefiHi» , B. Vergine Addolorata, S. 
Giovanni Evangelica , e S. Maurelio Vefcovo 
GompToretrore, furono modellate, e fu fé da Nic- 
colò Baonceili,e Carlo fuo figlio da Firenze, 
dopo la morte de' quali , Domenica da Parife Pa- 
dovano Genero, e Cognato de' medefimi, fece il S. 
€iorgio armato, che uccide il Drago. 

Dagli Anni 1450. fino al 1455. fu nominata 
Niccolò dal Cavallo per aver fatto il bel Cavallo 
di bronzo con la Statua equeftre del Marchefe 
Niccolò Hi ; che fi vede su la Piazza. Quefle cin- 
que Statue colarono alla Fabbrica ducati d' oro 
«•"41. che ridotti alla moneta di Ferrara, allora 
corrente, facevano lire 4175 fcMi 1$. e denari 6" 
Fabbrica Lib. *& fol. 1$ 1. Statue dift>ntamente 
lodate dal fainofo Donatello, fatto venir da Vene- 
sia dove lavorava, per (rimarle. 

Il Card. Carlo Cerri Vefcovo, per mettere' l'Al- 
tare maggiore in ifola alla Romana, le fece quivi 
trafportare I' Anno 1678. col difegno , e parer» 
dtll* Architetta, e Cittadino Ferrarefe Carlo Pa* 

letti.- 



)( " X 

fetti . Dette Altare ài preferite fi è a fpefe d'al- 
cuni Signori Canonici tanto nelle Statue, che ne- 
gli ornati in miglior forma ridotto. 

Dierro ali 1 Aitar fuddettovi è il Coro d'Inver- 
no, che già fu 1' antica Sagreftia fatta al tempo , 
che reggeva quella Chiefa il B.Giovanni da Tof- 
fignano.già noftro Vefcovo l'anno 1451. coli' Ere- 
dita di Paolo Sgurdilli noftro Canonico, e Pre- 
pofito di Ravenaa, flato postulato a quella Metro- 
poli dal fuo Clero dopo la morte del Card. Pileò 
da Prato Arcìvefcovo. Gli Architetti furono Gio- 
vanni de Gennari , e Barrolommeo fuo figlio . 

A fpefe di Clemente XI fu quella convertita PAa. 
no 1705. in Cor© con due ordini di Sedi/i di noce 
lavorati da Giulio Saratelli , che fece fopra l'Al- 
tare del medefìmo, I' Armario per le Reliquie del- 
la Chiefa . Le dipinture a frefco fono di Francef- 
eo Ferrari Concittadino Ferrarefe. 

La Statua della B . Vergine a federe a lato di 
terra cotta colorita è ©pera di Antonio di Crifto- 
foro da Fiorenza . 

Nel Corridore , che porta alle Sagreflie vede- 
fi un' Immagine antichiffima del Salvatore, che 
già era fopra il gran Battiloro, e la Crocettadi 
marmo, che venerata da Fedeli, era dentro la 
Porta maggiore a tal effetto ivi collocata, fecondo 
l'antico coftume delle Chiefe . 

La prima Sagreftia è fituata nel fondo della 
gran Torre delle Campane ad ufo de' Manfiona- 
ri , e Cappellami Beneficiati . II CrocefifTo di legno 
dorato ivi efìftente e opera dello Svizzero Caffia- 
no Olerò Soldato della Guardia Svizzera del Card. 
Legato, morta l'anno 17?$. 

La tavola colla B. Vergine fedente in trono con 

un gran 



an gran Paefe, e diverfe figurine , fra 1« quali un 
Card, genufleflb, un Canonico, e due Fiati Gefuati, 
fu già una Pala d' Altare rell' antica Bafilica, 
opera di Domenico Panetti Pittor Ferrarefe, che 
Vi dipinfe in Greco il principio del Magnificat ,q 
dell' Ave Maria; gli altri Quadri in putuia fono 
titoli di varie Cappellame di quella Chieda le quali 
fono 60. numerarie, che godono le diftribuzioni 
Corali, ed altri emolumenti del loro CoHeggio , 
è 13. Sopranumero, non participanti . 

S' entra indi nella Sagrefìia maggiore Capitola- 
le fatta a fpefe di Clemente XI ,• di cui fi vede 
la mezza Statua di marmo {"colpita da Camillo 
Rufconi Milanefe; gli Armari, ed ornato della 
bella tela dipinta da Domenico Monio Ferrare- 
fe colla Sepoltura del Salvatore, fuiono lavorati 
dal Falegname , e Architetto Sararelli fuddetto. 

La Teff a della B. Vergine fotco il detto Qua- 
dro fu V Altare fu trafportata da un p ; laftro dell' 
antica Basìlica ve rio la via detta Gorgadello, 
già in divozione al Popolo . 

Intorno a detta Sagrefìia fi vedono i Ritratti de' 
Veitovi , ed Arcivefcovi , e Cardinali , che gover - 
narono quella Chiefa , dal Velcovo G ovar ni Fon- 
tana , che iu al tento della Devoluzione dello 
Stato , fno al deferto Catdinale Marcello Crefcen- 
zi di chiara merroria Vi fono due Cappucci di 
Piviali antichi a recamo, uno fu del Vefcovo 
Fontana colla Venuta dello Spirto Sarto, l'altro 
del Paramento preziofo donato dalla Regina Mar- 
gherita d' Aufìria quivi fpofata a Filippo III. Mo- 
narca delle Spagne, dove vederi una Ssnta Mar- 
gherita fedente fu il dorfo d'un Drago. 

Sopra gli Armari la Fuga in Egitto, e la Cadu- 
ta di 



)( »3 )( 

ta di S. Paolo, diconfi del Bambini, ma foni di 
Gio. Andrea Ghirardiirii Ferrarefe," la S. Mina 
Maddalena, Lafcito del fu R. D. Gaetano Garagi ni 

Prior del Colleggio, de'Cappellani.é del Pennello iella 
Terefa Muratori Pictrice BoJognefe , o come ala i di- 
cono Milana fé; S. Niccolò di Bari col Ritratcodi D. 
Michele Mida Albanefe viene ftimaro di Barnar- 
do Zuccaro Scolare delGarofolo, gli altri Quadri 
fono di non intereffante confiderazione . 

Nella Residenza Capitolare la Statua di marmo 
della B. Vergine col Bambino in piedi, qual nella 
deftra tiene un Melagrano , efiftera anticamen- 
te fopra un Al rare , volgarmente dicesti la 
Madonna del Pane, è opera di Giacomo da Sie- 
na Scultore dell' anno 1408. come fi ha da Rog. 
di Domenico Bernardi N ; naro. Il Ritratto d?l 
Canonico Marco Antonio Guarino Idorico ielle 
C liete , e luoghi Pij di Ferrara , è d 1 Carlo Bononi 
Ferrarefe , altri dicono copia dello fteflb fatta da 
Giufeppe Caletti, detto il Cremonefe ; e fopra il 
Cimnvno evvi la Venuta d°Ilo Spirito Santo di 
Gio. Battifta Cozza Milanefe. 

Ritornando in Chiefa Ci va nel gran Coro, o 
fìa Tribuna, coli' Immagini nel nvzzo de' Santi 
Protettori Giorgio, e Ma urei io , e dai l afei i quat- 
tro Evangelici , ed i colonnati d> geTo ornati ia 
fondo d' oro d' Agofii.no RrTì, Pao'o Monferrato, 
con indirizzo d' Alberto S-hiati Architetto, e 
Giulio di Buongmvanni . 

Il Giudizio Univerfafe fu d ; pinto in tre Anni 
da Sebafiiano Filippi Ferrarese . de'to Bafrianino 
Scolare di Michel Angelo Buonarota, non mai 
f\:uo ritoccato; ma che non poco ha fWfferto di 
pregiudizio dall' acqua caduta fopra la Voiu ; quan- 



X M )( 

do nel 1748- rinovato il cadente Coperto . 

Ragguardevoli fono li 13. gran Libri da Cor» 
feruti , e miniati con ottime dorature , ed {fio- 
rie Sacre in carta pergamena non giada Cofmè , 
ma da diverti forfè fuoi Scolari , come Giacomo 
Filippo di Argenta , che principalmente nslla (uà 
Scuola figurò, Francefco Vendramino da Padova, 
Martino di Giorgio da Modena, Andrea dalle Ve- 
ze , Guglielmo Magri Ferra re fé , e Martino di 
Giorgi*) Modonefe , che mmò tutto il libro di 
Giobbe , D. Paolo Concililo, D. Francefco Bi- 
fucci , D- Ambrogio da Cremona, D Sigifmondo 
da Fìeffo Cappellani, con li Religiofì dell' Ordine 
de 1 Minori, Fra Giovanni da Luca, e due Friti, 
Francefco uno da Reggio , 1' altro Tedefco con Se- 
baftiano Chierico di Sagreftia, ed altri , che a (pe* 
fé della Fabbrica compirono quella grand' opera , 
legando i Quaderni de' Libri Francefco da Zio Car- 
tolaio Ferrarefe, principiati l'Anno 1471., e ttr- 
«rnati 1' Anno ij?4' 

D' altrettanta ammirazione fono degni gli otto 
Tappeti detti Arazzi ad u r o di Fiandra , fatti in 
Ferrara a fpefe pure della Fabbrica negli Anni 1*51 
e '55?- f°pra cartoni de' Doffì , e di Gio- Antonio 
Regiilo , detto il Perdente , con otto dal Duca 
Ercole II. da Venezia a tal' effetto per compirli, 
eflendo già morti i Doffi , come co' Ridolfi feri ve 
l'Orlandi, rapprefentandofi in elfi Tappeti la Vita, 
e Martirio de' noftri S»nti Protettori Giorgio, e 
Maurelio, efeguiti da Bernardino Tappezziere . 

Gli Organi, e Cantorie fatte a fpefe dell' Arci- 
vescovo Ruffo, furono d' intaglio derate , architet- 
tate dal Si». Agapito Poggi Ferrarefe, ed efegui- 
te da Maeftro Giovanni Bonetti , detto Moret- 
ti, 



X 15 )( 

ti, e Caftlano Oler Svizzero. 

GÌ' Armari delle Reliquie già del Santuari® 
del Patriarca Crifpi Arcivefcovo di chiara me- 
moria , fatti furono dal medefìmo Benerti , e gì* in- 
tagli di Lucca Fellini, dorature, e dipinture di 
Vincenzo Voi ari , e Malagò. 

Appefe a' muri (òpra gì' Armari fotto le Can- 
torie ve^gon fi la B. Vergine, e li Santi Protet- 
tori G.orgio, e M^urelio in mezze figure, che 
già erano in fcn parapetto dell' Aitar maggiore; 
chi le ftima di Gio. Battifìa Benvenuti detto 1' 
Ortolano , chi del Garofalo, già prima fuo Scuo* 
lare , ma non del Croma , ne del Carpi ; V altra Im- 
magine con S. G'ufeppe, ed il Bambino di Scuola 
Romana, era già della Galleria di Moiifig. Crifpi. 
A lati dell' Organo a deftra fonovi S. Lodovico 
Rè di Francia del Parolini, S. Gio. Evangelica, 
e S. Antonio Abbate di Gio. Bautta Cozza Mi- 
lanefe Pittor Ferrarefe, S. Carlo, S. Biaggio, S. 
Agata, e S. A ppollonia dello Scarfella, di Camillo 
Ricci , e di Giacomo Bambini, compagni della 
Scuola del primo, 

A' iati dell' O gano a finifìra il Salvatore con- 
tornato dagl' Angioli, con S. Agofìino al badò, è 
di Bernardo Zuccaro , in fcrfttu avendovi il fuo 
Nome , non é di Federico . 1 Santi Pietro , e Pao- 
lo fon la caduta di Simon Mago fono di Dome- 
nico Monio . II S. Mattia Apoflolo, eS, Lorenz© 
fìimato di Paolo Francelco Fiammingo, da altri 
creduto di un tal Giovanni Vengembes, credclifi, e 
n^n può negarli fi^no di un'Oltramontano, che 
abbia accopiato quel gufto all'Italiana maniera. 

Appefi aile mura fopra le Sedie del Co*» da 
an laìo 1' Annunciazione di Maria V>*g»»e» dall' 

altro 



X »<r )( 

altro S. Giorgio, che ucr'de i! Drago, fon® d{ 
Cofmo Turra, detto Cofmè Pitror Ferrar fé- ; era- 
no quefte le tele, che chiudevano l' Org-<no an- 
tico, e coftarono alla F iberica Oucati +& (oli 5;. 
denari 6. che di lire Marchefane facevano Se in. 
5. La tela al difotto con la B. Vergine in aria, 
Santi Criftoforo, ed Antonio Abb.ire , é open <T 
un' Imolefe. L' Angelo Cuftode fu colorito da 
Francefco Ci valli Perugino Pittore, che in Roma 
efprefìe il difegno fatto dipingere dal Card. Mac- 
chiavelli Vefcovo . Li quatro Evan?elifti nel 
Baldacchino opraF Aitar maggiore fono di Sigif- 
mondo Scarfella, detto Mondino Padre ti' Ippoli- 
to , Ferrarefi . 

Sopra il Sepolcro di Papa Urbano III. la me- 
daglia con il contorno de' pattini in geflfc , ficcarne 
il coupagno dall' alrro lato di Clemente XI. fono 
•li G10. Barrirla Borfa Scalcare , e Figulino Milanefe, 
morto in Ferrara . 

La Beara Vergine in ana fu dipinta in tavola 
da Benvenuto da Garofalo conforme la di Lei apna- 
rizione in tempo di Pefte 1' Amo m }*.e da quel 
tempo finora a Aia intercefTion 1 ?, e de' Santi Pro- 
tettori G orgio , e Maurelio, di tal morbo Ferrara 
uè ri ma fé immune . 

Dall' altro lato trovafi la figura al naturale dalle 
propria datura, ed abito del Redentore, quando co»- 
verfava fra gli Uomini , conforme apparve a Ma- 
ria d : Efcobar di Vagliadolid , qual dipinura pef- 
i'éduta, e donarafu dal Card-dei Verme, è di Scuola 
Romana, gli ornati intorno fono d' Antonio Fer- 
rari Ferra^efe . 

&°?»-a la Sedia del Trono Arcivefcovale per me- 
moria vi li «-tde app«fa la faccia della B. Vergi- 
le A** 



)( Il )( 

ne Annunziata, qual' era n eli' antico Mufaico della 
Tribuna, nella qual Cappella del S&mo. Sacramen- 
to la bella fela colla Cena dei Signore tu dipinta 
ti?, Giacomo Parolini ; degli ornati di marmo dell' 
Aitale con li. due Angioli, li primi fono dei Rìn- 
ghì eri Veronelè-, li lecordi con i bellJfTìmi Se- 
rafini di Andrea Ferreri; la tela poi conia Vifio- 
ne di San r a Caterina Vegri , ed il B. Giovanni 
da Toffignano in gloria , venne dipinta dal Rev. 
Sig. D. Francefco Pairclini figlio di Giacomo; V al- 
tra di S. Bernardo Abbate di Ch'ars val.'e Protet- 
tore del Collegio de' Cappe^arn f>enefkiati , dal 
Si%. Francefco Pellegrini Ferraì~fe. Il lampada- 
dario d' intaglio con li due Angioli , che ©ma- 
no la Cappella, è opera diligente di Filippo Porri 
Scultor Ferrarefe . 

L' Altare della Circcncifione , che fegue , ha 
la tavola dipinta daSebaftiano Filippi detto Baftia- 
nino ; V ornato, ed Altare di marmo fu opera dì 
Pietro Puttini Veronefe, i due Angioli fopra i 
riminati, di Pietro Turchi Ferrarefe. 

Scefì i tre gradini, la prima Cappella coli' Al- 
tare di tutti li Santi ha V antica tavola dipinta 
da Francefco Francia Bolognefe ,• le Statue nelle 
Nicchie de' Santi Benedetto, e S^olafiica furono 
fatte a fpefe dell' Abbate , e Monaftero di S. 
Benedetto Pompofiano di Ferrara, e dell' Abba- 
delia , e Monache di S. Silveftro della fletta Cit- 
tà, opere de' Fratelli Turchi,- e ne' pilaftri il S. 
Francefco d' Affifi, lavoro di Pietro Turchi, a fpe- 
fe de' PP. Conveatuali di S. Francefco , il S. 
Ignazio Lojola a fpefe de' PP. della Cerapsgnia 
di Gesù fatto da! Sig. Giufepre Ferrtri figlio d* 
Andrea, vicino, al luogo dove cofta, che già il San» 
B to 



X «* )( 

te in pattando per Ferrara fi fermò a fare Orazione , 
L* Altare nella Cappella feguente ha un' an- 
tica Immagine, del S$mo. Crocefitto creduta di 
un tal Maeftro Antonio da Ferrara , di cui fcrive 
il Vafari nella Vita di Gaddo del 1187. e Giaco* 
mo da Marano. Le Statue nelle Nicchie di S. 
Gio. Battirìa, e S. Antonio Abbate fatte vennero 
da Giufeppe Ferreri a fpefe dell' Arte de' Frutta- 
toli, e Cafaroli; il Beato Giovanni da Tottìgnano,co- 
me pure Santa Caterina Vegri da Ferrara, detta di 
Bolojgna, da Pietro Tarchetti còl denaro de' Giu- 
dici , e Notarj d' Argine , o fiano Prefetti al- 
le acque. 

Nel Cappellone la gran tela col Martirio di S. 
Giorgio, e Santa Aleflandra Imperatrice , venne fat- 
ta dalla munificenza del Card. Arcivefcovo Rutto , 
come 1' Altare di marmo ,• etta tela fu dipinta da Er- 
cole Graziani Bolognefe . La Statua nelle Nicchie di 
5. Dionigi Areopagira venne modellata da Fi- 
lippo Suzzi Figulino, e Statuario Ferrarefe, e l'altri 
di S. Iuone di propria invenzione da Lorenzo 
Sarti Bolognefe a fpefe del Collegio de' Signori 
Dottori d* ambi le Leggi di quefìa Città . 

f^ella Cappella contigua la tela con i Santi Giovan- 
ni, e Bartelommee è copia fatta da Scarfellino dall' 
Originale del Porlo , portato a Roma, con per- 
metto di Clemente Vili ; la mezza figura di S. 
Sirio Papa , e Martire su 1' Altare fotto detta pit- 
tura fi riconol'ce dello Scarfellino, Li Santi Fran- 
cefco di Paola fatto a fpefe de' fuoi Reiigiofi 
Min ''mi , e S. Luigi Gonzaga , da' Scolari delle 
Scuole del Gesù , opera del Sig. Pietro Turchi , S. Fi- 
lippo Benizi , e S. Pellegrino Laciofi ne' pilaflri a fpe- 
fe delli loro Reiigiofi de' due Conventi de' Servi, 

e del 



e d*Ila Confolazicnejd' Aleflandro Turchi Fratel- 
lo del iuddetto. 

La Cappella adiacente ha la tela su P Altare 
dipinta da Mattia %>rtploai Ài S, Beiìino Pittor 
Veneziano con il Miracolo di S. Tommafo d' Ac- 
qii no nell' andar a predicare in 5. Pietro .di Ro- 
ma,- tela, ed Altare a fpefe fatti del tante volte 
fu .«mentovato Card. Arcivefcovo Ruffo; gli or- 
nati di marmo, e fiorami con fedoni Coni Mari fcol- 
p>ti da Andrea Ferreri ; le Statue nelle Nicchie dì 
S. Pio V- , e B. Benedetto XI. Sommo Pontefice 
fatte a fpefe de' PP, de 1' Ori ne de' Predicatori 
da Giuseppe Ferreri,che fece ancora le Statue di 
S. Romana M art re , e S. Severo Vefcovo di Ra- 
venna a fpefe delle Arti dei Drappieri , e Merci a- 
rj . Meli' ultimo Cappellone l'Altare del Veicova 
Giovanni Fontana ha la bella tela conia &. Ver- 
gine circondata dagl' Ans oli con fatto le Imma- 
gini di S. Ambrogio, e G?mn ano nel/Volto dì 
cui Ippolito Scarfellino colorì -'Ritratto di quel 
buon Vefcovo Fondatore, dell* Altane , affegnato 
al Canonico Penitenziere , e nella v'Ciha Sacre- 
fìia fopra della Scala, per cui fi parta all' Arci- 
vefeovado, v' ha il foffitto d' intagli dorati, eh* 
era all'antica Cappella, nella fua Sacreftia ripor- 
tati . Venerandi in queita Metmpolttana molti 
Corpi de' Santi, emoltiflìme Reliquie infignì . 

Parimente in una Croce di Cnftallo antica 
due Spine mfanguinate della Corona del Signo- 
re con ragrruatdevol pezzo della Sma Croce, 
il Cranio, ed un Braccio , con una Gamba di S. 
Giorgio Martire , P r otettore Principale della 
Città . Il Cranio di S- Paolino" Martire primo 
Vefcovo di Lucca, ordinato da S. Pietro* con Brac- 
B a ci». 



)( *o )( 

eio, ed altre Offa di S. Maurelio Vefcovo , « 
Martire Comprotettore della Città . 

CORPI SANTI. 

M. S. T Udo Diacono Martire . 

i. S. JLi Abbondio Diacono, Martire, 

■2. S. Floro Martire . 

4. S. Teodoro Soldato , e Martire . 

5. S. Coftanza Martire . 
$. S. Maflìmilla Martire. 

7. S. Giovanni AngelopteArcivefcovo di Ra- 
venna , intieri, e veftiti,coi vafo del loro San- 
gue ; lifeguenti in Gita, Ceneri in varie Urne, 
S. S. Anfano f 
9. S. Aleflandro , 
•io. S. Aclepio . 
ji. S. Aulefio . 

st. S. Anaftafio , g 

15. S Benedetta . ^ 

i 4 . S. Balilla . ^ 

J5 - S. Caio . $ 

if. S. Caflìano , ^ 

nj t S. Crifpina . r> 

fg. S. Fnituofo » pa 

19 S. Giuliano . ^ 

70. S» Genelìo . 
1.1. S. Leonide . 
^z.. S. Marziana , 
jM^, S. Mamilla ♦ 
24. S Saula . 
ay. S. Sjervio ." 
:•$- S. Tecla * 
37. , S. Valeriana , 



)( *I )(' 

iS $. Veftina Martire. 
29. S. Urbano Martire. 

Ceneri de' Corpi de 1 Ss-Genziano Martiri d'An- 
ni 50. S. Florida Verg. e Mart. d'Anni 13. Me- 
fi io. giorni 11. 

aj. S. Teodora Martire d'anni 31. 
3j. S. Giuliano Martire* 

Parti integrali di <varj Santi - 

GRanio. e Ceneri di S* Eutichiano Martire; 
Nome proprio . 
Tefla intiera di S. Felice Martire, 
Tefta intiera di S. Burcardo Martire » 
Tefta intiera di S. Urbano Martire. 
Tefta intiera di S. Vincenzo Martire . 
Parte della Tefta di S. Gorgonio Martire» 
Parte della Tefta di S. Aurelio Martire 
Parte della Tefta di S. Tecla Martire , 
Parte della Tefta di S. Ancilla Martire. 
Parte della Tefta di S. Glicerio Martire. 
Otto di un Braccio di S. Bonifacio Papa. 
O1T0 , Cotena del Capo , Sangue , Grattò , e Carbo* 
ni di S. Lorenzo M. Archid. di S. Sifto Papò 
Cranio parte , ed Otto di S. Barbara V. e M. 
Parte del Braccio di S. Bibiana V. e M. 
Otto, ed un Braccio di S. Agata. 
Otf°> ed un Dente di S. Cecilia V. e M. 
Otto della Tetta di S. Martina V. e M. . . 
Otto , e Ceneri di S, Lucina Difcepola de' Santi 

Appottoli Pietro, e Paolo. 
Otto, Vefte, e Camicia di S. Felicita Vedova 1 ,- 
Tiburtina Madre de' fette Figlioli Martiri. 
Otfo, Camicia, e Vefte di S. Prifca V.* é M. 
battezzata da S. Pietro. 

B ì Mar* 



)( ^^ )( 

Trfartyyis bète Trifcte funtìndumenta "Pttellce , 
Qjtum tetrus Cbrifìo peperit , Nere Claudius a/ìris. 
Olio,- e due Vaiett: col Sangue di S. Agnefe V. 

e Marcire ♦ 
Cranio, ed Otto di S. Orsola V. , e M. 
Àbito, e Diurno manu:critto di S.Caterina Ve- 
gli detta di Be'ogna* 

linne decus Eriuam fupgrum nune una Dìurnum 
y.4l]idua ver/are mantt Catharina folebat . 
Del fangue delie Stimmate, Sacco, e Cilicio di S. 

Francefco d' Aflifì. 
Sangue delle Braccia di S Nicola da Tolentino, 
icatunto nel tempo dell' invasione dell' armi 
eftere neilo Stato Pontificio, e Blocco di Fer- 
rara 1* Anno 1708. 
Di S. Margherita da Cortona OfTo; e Gamba di 

S. Sebastiano Mart're . 
Del Prefepio , delle Fafcie , del luogo della Nati- 
vità, della Menfa dell'ultima Cena, del Linteo, 
con cui rafeiugò i piedi agli Apposoli, della Co- 
lonna, della Fune, delle Spine, della Canna, del 
Sudario, della Spugna, Punta d'un Chiòdo, molte 
parti del Legno della Santa Croce, del Sepolcro 
di N. S, Gesù Cri fio. Calcina afperfadel Sangue 
Miracoloso ufeito dall'Oria Confecrata in Santa 
Maria in Vado di Ferrara l'Anno 1171. Tela «ri- 
tenta nel Sangue Miracolofo Vifcìtò da altra Oftia 
Confecrata , Carelli della SS. V. Maria , della 
fua Camicia, e Sepolcro Reliquie della Sacra 
Famiglia, de' Santi Dodici Appoiìoli , delle Otta, 
Ci-ce , e Limatura delle Catene d- S. Pietro, ed 
infinite altre, che per non efìer partì inegra!i lì tra- 
lasciano, efìendo già dato alle Stampe il loro 
Catalogo, e quetìe fono Mate rivedute, ed appro- 
vate 



)( *5 X 

vate da M«nfig. Domenico Zayli Arciv. diTeodo- 
fin , e Vicegerente di Roma ; Reliquie , che furono 
apprettò de* Cardinali Alderano Cibo, e Francesco 
Barberini, con facoltà di Urbano Vili, eftrat- 
te , e riconofciute dalla fel. mem. di Benedetto 
XIII, dal Card. Gafparo Carpegna, ed ultima- 
mente dal Card. Marcello Crefcenzi Arcivefcovo» 

Ragguardevoli fono le mezze Statue d'Argen- 
to, in cui le fopracennate Sante Reliquie di S. 
Paolino Vefcovo di Lucca dell' Algardi , di S. Gior- 
gio fatta a Milano, e guaita da un Bolognefe . Zeno- 
bio Troni fece quella dLS. Maurelio,e Lucca Bettoni 
Fiorentino quella del B« Giovanni da Toffignino, 
S. Carlo, S. Francefco di Sales di Scuola Romana . 

Altre Reliquie di Santi Martiri fi confermano 
nell'Altare, e Sagre/tia della Penitenziaria, co- 
me de' Santi Martiri Vincenzo, Vito , Luciano, 
Beatrice, Fedele, Angelo, Benedetta, Cencordio, 
Vittore, e Vittoria- Una Cofcia di S. Giuliano 
Martire; Braccia de' Ss. Vincenzo, e Clemente 
Mart, Mandibola di S. Eugenio M; Tempia di S. 
Feliciano M. Altre Reliquie de' Santi Benigno , 
Mario, Claudio, e Lucilla Mart. 

All' Altare di S. Giufeppe Olla de' Ss. Mm. 
Clemente, Illuminato, De fiderio , e Crefcen-zio 

Nella Cappella del SSmo Sacramento, o fia fua 
Sacrefiia, Reliquie di Ss Pietro, e Paolo Appo- 
soli,- Marco, e Lucca Evangelici, de' Ss. Marti- 
ri Benigno; Fauflo , Reftituto, e Lucio, 
Neil' Oratorio del Seminario parte della Tefta di 
Sigifmondo Rè di Borgogna Martire con Reliquia 
ài S. Pietro Apposolo, a cui è dedicate. 

Servono quefia Cattedrale , e Metrop/olitana 

3 * venti» 



)( 14 )( 

venticinque Canonici, de' quali quattordeci parte- 
cipano con ferte Dignità non tutte partecipanti 
come pure quattro Canonici fopranumero. nemmeno 
partecipanti,' foroviottoManfiona - j, che partecipanti, 
delle di fìribuzioni Capitolari .ed hanno Prebenda, 
come i Canonici , e le fette Dignità . Se r rono quat- 
tro Olìiarj, oltre il Sacrifla , due Cappeliam Curati. 

Sonovia'tre fettantadueCappellanie , li Cheriei 
del Seminario veft.t. di rollo al più, al meno con 
li Maenn , e Piv l'etti , e Serventi , al numero di 
cento; dodici Cherxhetti a' fervigio veftiti di 
irorelio,- Coro di Mufio per tutte le Solenn ; tà , 
e giorni Feftivi dell'Anno, Scopatore , ed altri der 
flmati alla Cuftodia degli addobbi. 

Giacciono quivi fepolti Urbano Papa III. di 
Cala Crivelli morto del 1187. Tebaldo, Steffano, 
Kolando, Utuccione, due Guidi, Abbate Federi- 
co di S. Marr'no, Aldobrandino Eftenfe , Tom- 
mafo Mar^apefci, fati rutti Vefcovi di Ferrara , 
Pietro Boiardi già Vefcovo di Modena , Anto- 
nio Aliprandi, alias Trombetta, Vefcovo di Reggio, 
Niccolò Maria Eftenfe Vefcovo di Adria, G aco- 
me degli Oratori Vef«< vo di Adra. Gio. Battila 
Legnami™ Vefcovo di Concorcia.Bartoleirmeo dal- 
la Rovere Patriarca di Gemfalemme Vefcovo di 
Ferra. a , Ippolito Eft*nfe Card. Arcivefcovo di 
Milano, Vefcovo di Ferrara, Gio. Battifìa Sazia- 
ti Card. Vekovo di Ferrara. Alfonfo RofTetti, e 
Paolo Lecni, Gio. Fontana, tutti Vefcovi pure di 
jFerrara ; fucceffi va mente Lorenzo Magalotti Card. 
Fianrefco Mara Machiavelli Card, ambi Vefco- 
vi di Ferrara, Carlo Trotti Vefcovo di Bapna- 
rra , Domenico Tauei Card. Taddeo I irgi dal 
Verme Card. ,ambi Vefcovi di Ferrara; Ronaveti 

tura 



ventura . Barberini Arcivefcovo di Ferrara , Gi- 
rolamo Crifpi Patriarca d' Alefsandria Arcivef- 
covo di Ferrara, e già di Ravenna, Marcello 
Crefcenzi Cardinale Arcivefcovo di Ferrara ; 
Gio. Battilta Patrizj Card. , Gio. Battifta Barni, 
e Niccolò Serra, tutti Cardinali Legati , ed al- 
tri Prelati. Aldobrandino Marchefe Eftenfe , e 
d' Ancona, Adelardo di Guglielmo Marchefel- 
la Bulgaro , colla M archefella Eftenfe fua Ni- 
pote , Monfig. di Turs , il Samudo Arciduca 
dell' Arcipelago , il Sig. di Ventimiglià , Lo- 
renzo de' Medici , Lorenzo Salviati, Fiorentini 
Nipoti di Clemente Vili. , Annibale Gonza- 
ga , ed altri Signori , ed i gran Dottori Lilio 
Gregorio Giraldi, Paolo Sacrati, Girolamo Bo- 
vio noftri Canonici , ed il celebre Lodovico 
Ariofti Zio del gran Poeta , che fu Arcipre- 
te di quefta Chiefa, con una moltitudine di Ca- 
nonici, Giudici de' Savj, de' quali altrove ; e 
Carlo Borfatti Pittor Ferarefe . 

La gran Torre del Campanile architettato da 
Niccolò de Campo Cancelliere del Marchefe 
Niccolò III. 1' Anno 141*. e gettate le fon- 
damenta, raffodate fino del 1454. fu di mar- 
mo cominciata ad inalzarli da Bartolommeo 
Fiorentino, lavorandovi Mattia de' Cafìaldi da 
Mlano le armi Ducali , ed il S. Maureli» . 
Gio. Battifta Aleotti, detto 1' Argenta, compì il 
quarto Ordine a fpefe della Fabbrica, quale fin 
dall' erigine della Chiefa godeva l'importa, det- 
ta Dadia, levata da Clemente VIIL , ed impor- 
tante circa 1600. lire all' Ando in tanta Meli- 
ca, che pagava il terreno lavorato nel diftret- 
to , reftando folo 1' offerte, che pagano le Ar- 
ti deh 



)( ** )( 

ti delfa Cittì', e le Communità del Ducato 
il giorno di S. Giorgio, eflendofi perdute quel- 
le de' Communi d' Adria , Rovigo , Polefine , 
e Final di Modena, paflati fotto altri Principi. 

Il Card. Marcello Crefcenzì Arcivefcovo Io 
fece rifarcire a fue fpefe con 3500. Scudi, pri- 
ma della fua morte , che fé torte compito fa- 
rebbe una delle più belle Torri d' Italia. La 
fua gran Campana Maggiore è di pefi 300 , 
e di n. e mezzo il fuo battaglio. Le Argen- 
terie, e Lampadi , e Candelieri afeendono al 
valore circa Scudi 17850., e li Damafchi, ed 
altre Tappezzarle cogli Apparati Sacri fono fla- 
ti confiderati del valore di Scudi 15250. 

Il Palazzo Arcivefcovale fatto , ed accrefeiu- 
to dall' immortai memoria del Card. Tomrnafo 
Ruffo , coli' architettura di Tomrnafo Mattei 
Romano , ha il foffitto della Scala indicante le tre 
Legazioni di Bologna, Ferrara, e Romagna, fo- 
tfenute dal medefimo Cardinale, e furono dipinte 
da Vittorio Bigari Bolognefe . La Statua della 
Vigilanza, ed i Puttini fono di Andrea Ferre- 
ji , gli Medaglioni di Gio. Battifta Boffa Milanefe. 

Nella Cappella interiore del fuddetto Palazzo, 
il Crifto orante nell' Orto, è d' Ippolito Scarfelli, 
detto Scarfellino, di cui è pure il Volto del- 
la Beata Vergine a mezza Scala fui muro, che 
già formava un'ornato dell' accennata Cappel- 
la del Vefcovo Fontana. 

Nelle ftanze dell* Appartamento del Vicario 
full' Altare della Cappella il S. Giovanni Evan- 
jelirla in Patmos è del Bambini, e l'altro in 
tela nelle fi ante grande al naturale di Bafìia- 
mino . 

Nella 



)( Me )( 

Nella Sala de' Collegj , dove radunatici alle 
funzioni delle Lauree , che conferifconoj evvi 
una tela con la Beata Vergine , S. Giorgio , 
e S. Maurelio , del Bambini , dono dell' Av- 
vocato Lodovico Bofchini* 

Molti Ritratti fonovi intorno di Cardinali 
antichi di buone mani , e Maeftri eccellenti , 
con altri di Prelati, e Teologi , Giurifti, Medici, quali 
hanno quivi eonfeguita la Laurea Dottorale , e 
refi fi fono celebri per virtù» dignità , e ferirti , 
eflendo di quefta celebre Univerfità Cancelliere 
l' Areivefcovo , ed il Capitolo in fua mancanza. 
Sii la Piazza a' lati della porta dell' antica 
Corte Ducale vedonfi le due Statue, una eque- 
stre del Marchefe Niccolò III Figlio d' Alber- 
to Efìènfe , eretta a fpefe pubbliche, già co- 
perta d' Oro colla fottopofta ifcri/ione ks ' Nic$- 
lao Marcbioni Eftinfi M, F< ter. Pacis Italia Jltt- 
efori R. P. Ferrarien Itemelo Marcbioni Germano, 
& Succefori perftei imperante dica-vii Jluguflo 
Villa Patre Patri or procurante MCCCCL: Me- 
moriale L. fol. }4 opera di Niccolò Baroneel- 
li da Firenze fatta T Armo 1440. 

L'altra a federe in Abito Ducale di Borfo 
fuo Fglio, primo Duca di Ferrara, fatta da! 
Popolo, etto vivente, come da feguenti verfì 
intorno al capitello della Colonna a caratteri 
di Metallo già dorati r: 
liane ubi vigenti Ferrarla grata columnam 
Oh merita in Patriam Princeps iufiijjìme Borfi 
Dedicai EJì enfi quo Dux a Sanguine primus 
Excipis imperium , Cr placida regis omnia pace - 
Sonovi pure quattro genj all'intorno, che fof- 
tentano le armi Efienfi-, e Ducali del Com- 
muti 



)( 3o )( 

ceni fu T Aitare, dirimpetto, del Carcere Co- 
mane fatta fare coli' elemofine raccolte da F. 
Cefare Coniughi Maeftro , e Predicale dell' 
Ordine de' Servi l'Anno x 48 9. ha una pittura 
colla B. Vergine, S. Leonardo della S:uula del 
Bononi . 

Nella gran Sala fopra il Tribunale de! Luocotenen 
te Civile vedefi una tela colla Beata Vergine , S. 
Giorgio, e S Maurelio, dipinti da Giacomo Pa- 
rolini, donata dal Dott. Hartolommeo Bartpli , efferv- 
do uno de' Savj del Magi (irato , quando fi 
rifare» quefta fabbricai nell* Oratorio , ed Alta- 
re della Ruota v' è la B. V>r : g ne Annunziata. 
Nel Collegio de' Notari h B. V col Bam- 
bino e' di Giacomo Parolini . La Torre su la 
iìrada, che va verfo S. Pao!o, già fatta ven- 
ne al tempo, eh' era Giudice de' Ss yj, da Tommafo 
Tortona fatta riftorare con moderna Àrchitte- 
tura da Gio, Batti fla Allotti , detto l'Argenta, 
e/Tendo Giudice de' Savj Alefsandro Canani 
Cavali«r «li S. Giacomo del 1600, fa cui vi è 
la Campana della Ragione . Si parìa indi al- 
la Cancelleria Criminale, abitazione del Luo- 
gotenente Criminale, per la gran Volta su det- 
ta ftrada, già detta la volta del Podeflà , for- 
ro la quale Davano ne Botteghini , che vi 
fono , i Nunzi, o fìano Banditori , e Coman- 
datoti , (ìccome fopra la Piazza fotto il gran 
portico coperto ora dalle Botteghe , i Notarj 
Attuar), chiamato Voxùcus Notariornm , che poi 
divenne termico, direttario della Menfa Arci- 
vefcovale, in virtù di permute fatte per le poT- 
. fem>ni di Eelriguardo dal Marchefe Niccolò III. 
ool> Beato Giovanni da Toiììgnano coU 1 aMèn- 

fo di 



)( 3* K 

fa di Papa Eugenio IV. a . 

Del luogo dove fi giuftiziavan© i Rei, rarem 
«ìenzione , nel deferì vere 1' Oratorio della 
Aichiconfraternità della Morte , e S. Giacomo, gì* 
Borgo, e Parrocchia di là dal Po . 



|ÉgÌ B : 




.""■ 



S. Pao« 



X 3* )( 
S. PAOLO ANTICA PARROCCHIALE. 

DA Federico de' Conti di S. Martino quefta ven- 
ne data l'Anno 1195. a' Religia fi dei Mon- 
te Carmelo in perfona di Fra B-nver.uro Tuo 
Cappellano famigliare, e Rettore perpetuo de'la 
Cappella di S. Paolo, così chiamate allora le 
Parrocchie , ..Archivi Arcbiep H Ballar Carmela. 
Rog. di Bona vita Notaro zi. Febbraro , cuiu: 
Caprile Reclorem perpetuiti ex colazione noftra ¥ra~ 
ter Benvenutus Capellanus nofter familiari* cj* tibi 
Frairi Paci Bon: dicli Ordini* Priori Convintus 
.Ver: e di Fra Pace di Bologna, che fa il pri- 
mo Priore in Ferrara di quello Corvento . 

Dirupata per il gran terremoto del 1570. fu 
rifabbricata col difegno del Cittadino Ferrare- 
se Alberto Schiati Architetto, con Crociera, 
Cupola in tre Navi, 1' Anno 1575. avendovi 
latto il Coro a fue ipefe Giufeppe Miari, det- 
to Palmiroli . 

Fu il Coro dipinto da Scarfellino , che vi 
fece alcune mezze figure de' Santi per la Chiefa, 
ed altre il Bononi. I chiari, e feuri lumeggia* 
li con t'ondo d' oro, fono de' loro Scolari Girola- 
mo Gradaleoni , Ippoiito Cafoli , e Girolamo 
Faccini, Compagni . 

Il S- Paolo portato in Cielo dipinto fopra 
la Tribuna con infinità d' Angioletti, tutti in 
attitudine di ver la, fono del Concittadino Do- 
menico Monio, che nel fondo del Coro dipin- 
te F Adorazione de' Magi con f«tto i Rifrat- 
ti di Giufeppe Palmiroli , e Paola Rodi Cam- 
panili fua Conforre, grandi benefattori di qnefla 
Chiefa , Jìccome dello flefìb pennello, è la Con- 
vergo- 



A 35 )( 

verfione di S. Paolo armato , caduto da Caval- 
lo , e dati altro 'I Martirio con la fcure alla prcfenza 
di Nerone , ambedue ii'ìo ie falfe , pèrche S. 
Paolo era Farifeo, ne andava a Ga vaho ,- era 
Cittadino Remano, ne colla fcure , come i fer- 
vi fu fatto Martire, e molto meno v'era pre- 
fente l'Imperatore, cofe compatibili ne' Pittori 
di forfè poca lettura; nel Presbiterio le figure 
in piedi de' Santi Dottori, come pure li quat- 
tro Evangelifti né poftergali de 1 Sedili nella 
Tribuna, fono di Francefco Robbie 

La Cappella del SSrfto Sacramento a deftra 
ha fu 1' Altare la Communione degli Apposo- 
li del Sig. Francefco Pellegrini Ferrarese , il 
Sig. Giufeppe Facchinetti colorì tutta la Cap- 
pella, ed il Salvatore in fimaus , V altro colfa 
Croce , il Profetta Elia, e Melchifedeco già al- 
l' antico Altare, dipinti da Carlo Bononi Fer- 
rarefe;fono nella Sacreftiaad u r o di que fra Cappella 

Da quella fi pafTa al Cappellone della SSrna 
Vergine de! Carmine, che ha fu V Altare un'antic- 
chiffima Statua col Bambino, di legno di No- 
ce di gran mole , reftata illefa fra le ruine 
di quefta Chiefa nel gran fuccennato terremo- 
to dell' Anno 1570. d'Autore ignoto, ornata 
da' Colonnati, ed ornamenti con Angioletti fcol« 
piti da Giufeppe Giuliani ìmolefe . Il Padre 
Eterno di fopra é di Francefco Robbio ; fu i 
muri laterali le Aorie a frefeo, d'Elia, che pre- 
cede il Rè Acabboin Gocdiio giù dal Carme- 
lo da un lato, e dall'altro il Concilio Eftfì- 
ho con S. Cirillo Legato Appoftolico, dove, di- 
fefa la maternità ài Maria fempre Vergine, ven 
ne condannato Neflorio , opere fono entrambi di- 
G Fraa- 



)( 34 X 

Francefco Ferrari Ferrarefe ; ficcome il fbiHttu 
fu dipinto con Maeftrja da Giacomo Parolmi , 
e li miracoli intorno della SSma Vergine, par- 
te daCef '.re Menagatti , ed alcuni Santi da Frane. 
Fantozzi, detto il Parma, Ferrarefi , tuttocche 
altri dicono di Carlo Borfatti . 

Entrando nella vicina Nave la prima Cap- 
pella , con la Circoncifione è di Baftianino, la 
"Tela colia B. Vergine, e S. Liborio, è del 
Parolini, e la Volta della Cappella é di Ba- 
ftianino. Quella, che fegue , ha la Refurrezione di 
Gesù Crifto , dello fteiTo Baftianino con gli 
altri ornati , ed il Paliorto di Carlo Borioni ; 
e quivi degne Cono d' offervazione due Storie 
Sacre ottagone del Paiiotto , e anco li due 
Ritratti di quei, che erellero 1' Altare; fea pure que- 
fta Cappella la Volta con molti Profeti, colorita 
dal {accennato Baftianino. L'altra colla Venu- 
ta dello Spirito Santo può annoverarli tra le più 
celebri opere dello Scarfellino . Segue la Cap- 
pella di Santa Maria Maddalena de' Pazzi di- 
pinta da Clemente Majola : la Volta dipinta da 
Francefco Riv aiolà, detto il Chenda, Pitror Fer- 
refe L' ultima Cappella di S. Giufeppe con la 
di lui Statua, fatta venne da Filippo Porri , 
e del Monio fono le pitture, che l'adornano, 
li laterali, corre palmenti la Volta. 

Sopra la Porta maggiore v 1 è la Tela lafcia» 
ta imperfetta da Carlo Boroni colla B. Ver- 
gine, con S. Angelo M. Carm. compite da Leo- 
nello fuo Nipote, altri dicono dal Chenda , 

L'Altare a deftra dell' entrata nella Chiefa ha un 
Crocelìffo con Statue laterali , di mano incognita 

tela 



X 15 )( 

La Tela, eh' è al'prefemeneir Altare feguenteS. 
Aiberto Carmelitano ia atto di benedire V ac- 
qua , è opera del Sig. Franeèfco Pellegrini 
Fé r rare fé ; mentre (a fc*aU , eh cavi coi li 
miracoli dello fteffo Santo , fatta dallo Scar- 
fellino, é riporta tra Quadri , che adornano il 
Convento. Quella deli A'rare alla Cappella di 
S. Gio. Bartifìa eolia di lui NaJvità, ed al- 
tri quadretti p?r ornaménto, fono del fud- 
detto Scalpellino ; e_ le Statue ne' Capitelli 
fono di eccellente Autore . 

L' altra Cappella ha una Teli dipinta rapprefen- 
tante S. Elia, il Beato Franco, Santa Tere- 
f a , da Ignazio Vcfort Itìglefe di Scuola Fio- 
rentina, il Paliotto è di Baltianino . 

La B. Vergine Annunziata con altri ornati, 
opera fono del detto Balanino nella Cappella 
Crifpi,col Ritrattod' Orlando Configlier Ducale.. 

Il S- Girolamo all' Altare fono 1' Organ», 
è opera celebre di Girolamo Carpi ; ed il Pa- 
liotto colla Santa Famiglia , di Baftianino, delle 
ragioni Fabiani . 

Neil' Aitar di fianco alla Tribuna li Santi 
Pietro, e Giovanni Evangelifta, e S. Sebastia- 
no, di Michele Coltellini, o di Ercole da Fer- 
rara creduti , fono ora coperti da una gran, 
Tela dipinta dal Sig. Gio. Battifta Ettori, con 
fopra la Vergine SSma , il B. Angelo Mazzin- 
ghi Fiorentino, e la B. Giovanna Scopelli da 
Reggio , Carmelitani . Il Paliotto dell* A'tare 
rapprefentante il Salvatore portante la Croce 
del fuddetto Baftianino . Sopra la Menfa del 
meiefìmo , vedefl un Quadro di S. Andrea Cor- 
lini, di non difpregievol mano. 

C a Nel 



K 5« X 

Nel parapetto dell' Organo , ed intorno i 
muri della Nave Croce vi fono molte antiche 
Tavole, che già erano negli Altari, o Paliotti 
dei medefimi nell' antica Chiefa, dipinte dal 
Coltellini; dal Corta, Ercole da Ferrara , Gabrie- 
JottoBonaccioli,ed altri antichi Maeftri Ferrarei!. 
Nella Sagreftia vi é la Tavola di S. Marti- 
no Vefcovo, dipinta da Girolamo dalla Mano, 
che già fu all' antico Altare del Vefcovo Federico. 
Altri di Coftanzo Gattanio , e Francefco Rob- 
bio, fono nel Camerino del Lavello, la t>. Vergine 
con gli Appoftoli è del Coltellini . 

Nella Sacrefiia della Compagnia del SSmo fi 
venera il Corpo di S. Liberato Martire, tras- 
portato dal Cimiterio di Ciriaca in Roma V 
Anno 1 71 7- 

Le Statue di gefTo nelle Cappelle, , e per 
la Chiefa di Santi , e Profeti , fono di Fran- 
cefco Cafella Milanefe; quelle però di S. Gior- 
gio, e Maurelio di Giovan Bologna. 

La mezza Statua di marmo al depofìto fé- 
polcrale di Antonio Montecatini, detto il Filo- 
sofo, é d' Aleffandro Vicentini, quella del Co: 
Annibale Manfredi , di Roberto Accoramboni 
Vicelegato, e del Co: Nicola Gaetano Manfre- 
di morto Giudice de Savj , tutti fepolti in 
quefta Chiefa, fono di fcalpe'lo incognito," ebbero 
pur quivi fepoltura il celebre Alberto Lolii 
mancato l'Anno 1569; e l'Abbate Carli, Uomo 
erudito, e benefattore alla Città nel dono del 
la fua fcelta Libreria; l'uno e l'altro Concit- 
tadini Ferrarefi . 

Nell'Oratorio del primo Chioftro vi è all'Al- 
tare della Cappellina di S. Giacomo , la Tavo- 
la 



)( 37 )(' 

là coli' immagine di S. Giacomo Maggiore, tà 
il Ritratto del Padre M. Gio. Maria Verato 
Teologo , e Scrittore di gran fama , dipinta da 
Niccolò Rofelli Ferrarefe . In quello ChioftrO 
vi fono le mezze Statue di Keligiofi Carmeli- 
ti Ferfarefi di gran nome nelle lettere, una 
di marmo del P. M. Giufeppe Zagaglia , gli al- 
tri di terra cotta de' PP. MM. AJeilandro 
Salicino, Tolomeo Tolomei, Battifìa Panetti, e Gia- 
como Pellegatti , opere di Andrea Ferreri Eravi iì 
Depofito del famofo Guarini Verohéfe , di cui è 
l' infcrizione in Chiefa alia Porta della Sacre- 
ftia, come d'altri chiariffimi Uomini per let- 
tere, ed armi, quali fritti fepolti in quella, 
Chiefa. Quivi pure ebbero fepolcro Battifìa 
Dori®, Fratelli Doffi , e Giufeppe Mazzoli, detto 
il Bafìarolo Pittori. 

Molti Qi:adri per il Convento si nella 
Sala, eh e rte'l Refettorio, fono di Cela re Gennari da 
Cento Scolare del Guereino, di Cofìanzo Cat- 
tani, e del Robbio, oltre una bella raccolta 
d'Anticaglie, fatta dal Padre Antonio Maftei, 
Nel territorio di quefta Parrocchia v' è fitua- 
tafl' antica Corte Ducale con la Regia Sca- 
la di marmo coperta di piombo . CWfìo Pa- 
lazzo più volte incendiato al tempo delle 
guerre civili, per ultimo èra flato rime/To 
da Giovanni Nàfelli Muratore, e Niccolò Ri- 
dolfo" Marangone, Architetti di que' tempi, ri- 
inorando il vecchio , e rUinofo Palazzo già 
dipinto da Gotto, e BondOne dà Vefpafiano, 
Pittori Fiorentini del 130$. Il Duca Borfo lo 
fece dipingere da' Pietro della FrancefCa Fio- 
rentino , GalafTo, Gofmè, Antonio, e' Criftofa- 

G | io, 



X j8 )( 

ro, tutti buoni Pittori Ferrarefi di quel Se- 
colo XV. 11 Duca Ercole I. fotto le Foggie 
k-ce fare li Tribunali, e ftanze per il Gonfi- 
ano di Giuftizìa, dove il Principe con gli 
Configlieli rifede va a giudicar le Caufe , la 
Canceilaria , la Segretaria, la Procuratia del 
rifeo, e quella de Fattori Ducali, tutte a 
terreno, coinè ancora il Tribunale del Giudi- 
te de' dodici S«m, ove oggidì è quello de' 
Confoli a(le Vettovaglie , effendo con affitto 
perpetuo pallaio il Magli rato nelle Manze 
Ducali verfo l Arcivefcovado , dove già era 
un Teairo incendiato l'Anno 1532. in cui li 
Principi recitavano le Commedie particolar- 
n-ence dell' Ariofio ; fu poi rifabbricato dal Du- 
ca Ercole II. del j 559- col difegno di Galaf- 
(o Alghili Architetto Ferrarefe , con gran Log- 
gia di pilaitri di n.armo verfo il Cartello , 
che cosi doveva girare verfo la Piazza , ma 
il gran terremoto ruinó la maggior parte dell' 
antico primiero Palazzo ; fi vedono le gran 
Volte tra le Statue di bronzo de' Principi Eftenfi. 
Daìl' altra parte del prefente Cortile v' era 
la gran Loggia aperta , fotto la quale fi ra- 
dunava il Popolo all'Elezione del nuovo Prin- 
cipe; e quivi vicino, dov'è F Orto, ed Ora- 
torio di S. Filippo Neri , il Duca Alfonfo II. 
fece fare uri gran Teatro con fala Reale , che 
iìendevafì in lunghezza piedi 94., ed in lar- 
ghezza piedi 51., in altezza 65., incendiatoti 
F Anno 1660. dì Carnevale, refìando fcatena- 
te le gran colonne della Loggia pendenti con 
gl'archi, che da un tal Niccolo dell' Ofanna, 
nativo di Codigoro , e Nocchiero di Mare con 

poca 



X 39 )( 

poca fpefa , e maggior ammirazione furono ri-* 
me fife T Anno 1705. Tutti gli altri Tribunali 
foro cambiati in Botteghe , folo la Refidenza 
del Pubblico Magiflrato rellòperl Ccr(cli l'An- 
no 1625., che di poi fu, corre fi vede, ador- 
nata da hrancefco Scala, Frane e '"ce Fenari Pa- 
dre , ed Antonio Figlio , colorando gli Antipor* 
ti Giulio Avellini Merline fé . 

In quella gran Corte vi fi trova f antica 
CappellaDucale, che ha il lume verfo V Occafo dall' 
altra Corte, già dettala Corte Vecchia , ancor 
effa contornata da alte Loggie, fofienute da 
grolle eolonnc di marmo, oggidì ridotta a Fe- 
nile , ed Ofieria con flanze da falegnami* 1 
RefUno al difopra gì' Appartamenti , che 
erano delle Principefie con le grandi fine- 
ihe di marmo fcolpite da un tal Tagliapie- 
tra, detto il Duca , condotto a Ferrara da 
Bologna dal fa moia Pittare Ercole Grandi, 
al f ervigio del Duca Ercole I . F Anno 
1472 . , che fece la gran Scala di marmo. 

Nella Cappella di Corte aperta dal Duca 
fuddetto V Anno 1476. s' efponevano i Ca- 
daveri de' Principi per portarli poi alli loro 
Sepolcri ; fu uffizi ata un tempo dalla Con- 
fraternita dello Spirito Santo ,evi fi predica- 
va agli Ebrei , poi profanata , divenne un 
Teatro, finche il noftro Pubblico ne fece 
1' acquili» dal Serrno di Modena V Anno 
1693. e dal Card. Giufeppe Renato Imperiali 
Legato fu riaperta, riconciliandola il Vica- 
rio Gatti Capitolare , fotto il titolo di S. 
Maureiio Ve(c. ,. e Martire Comprotettore ; 
ed in effa Francefco Ferrari dipinfe tutta* 
C 4 la 



X 4® X 

ia quadratura", e Padiglione . Sorra l'Ai- 
tar Maggiore la er^n Teia ovale con li 
Santi Protettori Giorgio , e Maurelio , fu 
dipinta da Francefco Si volli Genoveie , gli 
Stucchi, Angioli , e mezze Statue di geflo , 
che V adornano , ficccme la Cappella della 
B. Vergine , è opera di Filippo Becci , det- 
to Zambologna . La Cappella della B. V. 
in dipinta da Franceico Scala ; la B. V". 
Annunziata da Carlo Cozza ; la Natività 
di Maria SSfha dal Rev. Sig. D. Fran- 
cefco Paroiini . Neil' altra Cappella dirim- 
petto la Tela di S. Carlo, da alcuni volu- 
ta di Girolamo Bonini Anconitano della Scuo- 
la dell' Albano , altri però la tengono di 
Carlo Mazza , Scolare del Francefchi- 
ni . Intorno all' Oratorio il S. Rocco , è 
originale del Còlerono da Cento , fatto l* 
Anno 1633. , che per efler fcroftato, fu 
rime Ab da Giace mo Parolmi , del cui pen- 
nello è Sarta Caterina Vegli in un Me- 
daglione follevato dagl' Angioli fopra la Cit- 
tà di Ferrara ; il Santo Filippo Neri Pro- 
tettore fopra le acque, è di Giufeppe Avan- 
zi, e gì' Angioli Tuiellari, fono di Giovanni Brac- 
cioli nofìro Concittadino . Il Gonfalone con. 
S. Caterina Vegri , che riceve il Bambi- 
no dalla B. Vergine , è di Gio. Batti/la 
Cozza , e F Ovato fopra la Cantoria col- 
li Santi Francefco di Sales , e Francefco 
di Paola , del fuddetto Braccioli . 

Nelle fìanze fuperiori del Maefirato nel- 
la Cappellina eretta con privilegio d' In- 
nocenzo X. 1' Anno 1646. vi ha un Croce- 
fino 



)( *tfc 

filfo del Parolini . Nelle ftanze la B. Ver- 
gine , S. Giorgio , e S. Maurelio , fono dello 
ftefìb . S. Caterina Vegri , che mofìra al- 
le Conforelle V Ànima del B. Giovanni da 
To ffignano nofìro Vefcovo andar in Cielo 3 
e T altra Immagine della B. Beatrice Elten- 
fe II. in atto di raccomandare il Mona- 
fiero di S Antonio da Lei fondato al B. 
Alberto Pandoni Vefcovo di Ferrara , è del 
S:'g. Matteo Brida Verenefe . Nella Resi- 
denza della Sanità il S. Filippo Neii è 
del Rev. Sig D. Francefco Parolini , nell' 
altre fianze v i fono diverfe pitture del 
Ricci , del Croma , del Ghirardoni , ed 
Avanzi , ed il Fiume Pò del Chenda; tut- 
ti i Ritratti de' Sommi Pontefici da Cle- 
mente Vili, fino al preferite ^ e de' Car- 
dinali Legati dalla Devoluzione dello Stato 
(in al dì d' oggi , con quello del MaB- 
chefe Alberto Penna , che fu Giudice de'j 
Savj , è opera di Maurelio Scanavini , e* 
gli altri di Proreffiori diverfi. 

E' ragguardevole il Gabinetto , che fu 
delle Duchefie , dipinto in fondo d' oro eoa f 
varie figure a grottefehi , oggidì detto alla 
Chinefe , filmate .dei Dofiì , o di Baftia- 
nino ; pallata la Scala di marmo , che va 
agli Appartamenti del Vicelegato , fi en- 
tra nei Camerone , che da 1' ingrefib al 
Teatro dell' Accademia degl' Intrepidi . di- 
pinta a chiaro , e feuro dal Ferrari , e di 
lui Scolari , come Giacomo Filippi , ed al- 
tri , che vi efpieficro le Arme de' Protet- 
tori , e de' Principi dì detta Accademia, 

con 



)( 43 )( 

fazione del Legato , Quei Camerini del Vi- 
ce legato $' incendiarono V Anno j 6 34. , abi- 
tandovi Monfig. Fabio Ghigi , che fu poi 
Papa Aleflandro Vii. , e V Anno 1718. in 
altra parte verfo le ftanze del Mag (irato, 
eftendovi Monfìgnor Girolamo Bardi ,• Monfignor 
Francefco Delci , pure Vicelegato, fece dipin- 
gervi nella Sala le Arme di tutti i fuoi 
Predeceflori ; fìccome nella Sala del Ma- 
giftrato vi fono li Stemma dipinti di tutti i 
Giudici de' Savj , d<>,lla Devoluzione dello 
Stato , fino a' nofìri tempi « 

11 Cartello con tre ingrefil , o Porte , 
non computato il Superiore , che cornimi- 
nica colle ftanze del Vicelegato , erge quattro 
altiflìme Torri oggidì contornate di pergo- 
lati di marmo , pavimentati con balaulìri, 
pure di marmo, conforme il rertante all'in- 
torno di tutta la gran Mole in luogo del- 
le antiche merlature , levate dopo , che fu 
ridotto in nobil Palazzo « 

11 primo Architetto , che d' ordine del 
Matchefe Niccolò IL detto il Zoppo , fon- 
dò , ed ideò quefta gran Macchina fu Ber- 
nardino Pioto da Novara , famofo Archi- 
tetto , e 1' Artefice Giovanni Naieilo l'An- 
no 1385. in forma di Fortezza , per r ^* 
ro de* Principi , unendo ad etto V ant'ea 
Torre , che guardava la Porta della Cit- 
tà verfo Settentrione , ed il Borgo di S. 
Leonardo, detta la Porta de' Leoni , dai 
due Leoni di marmo coronati all' antica , 
che nella femmità di efla Torre y fi ve- 
dono 



)( ti X 

flb del Tarsimi . Nelle fìanze la B. Ver- 
gile , S. Giorgio , e S Maurelio , fono delle 
fieffo . S. Caterina Vegr? , che mofira al- 
le Conforeile l' Anima del B. Giovanili da 
.'ToHìgnano nofìro Vefcovo andar in Cielo , 
e T altra Immagine della B. Beatrice Eften» 
fé II. in atto di raccomandare il Mona- 
fiero di S Antonio da Lei fondato al B. 
Alberto Pandoni Vefcovo di Ferrara , è de! 
Sig. Matteo Brida Veronefe . Nella Resi- 
denza della Sanità il 5. Filippo Neii è 
del Rev. Sig. D. Francefco Parolini 3 nell* 
altre fìanze vi fono diverfe pittura del 
Rieri , del Croma , del Gfrrardonj , eà 
Avanzi , ed il Fiume Pò del Chenda; tut- 
ti i Ritratti de' Sommi Pontefici da Cle- 
mente Vili, fino al prefente , e de' Car- 
dinali Legati dalla Devoluzione dello State 
fin al dì d' oggi , ccn quello del Mas- 
chefe Alberto Penna , che fu Giudice de* 
Savj , è opera di Maurelio Stanavini , e 
gli altri di ProfeiTori divertì. 

E' ragguardevole il Gabinetto , che fu 
/ideile Duchefie , dipinto in fondo d* oro eoa 
varie figure a grottefehi , oggidì detto alla 
Chinefe , fìimate de' Doiìì , o di Baftia- 
nino ; paflata la Scala di marmo , che va 
agli Appai tamen ti del Vicelegato , fi en- 
tra nel Camerone , che dà 1' ìngrefTò si 
Teatro dell' Accademia degl' Intrepidi , di- 
pinta a chiaro , e feuro dal Ferrari , e di 
lui Scolari , come Gia«omo Filippi , ed al- 
tri , che vi efpteffero le Arme de' Proret- 
tori j e de' Principi di detta Accademia, 

ccn 



)( 4* )( 

con le* tre mezze figure dell' Arioflo , Ta(- 
fo , Guarini . Vi é ir Teli la TeiU di 
S. Pai lo Protettore del EaPrroli . li fof- 
fitto de) Camercne , e fìfcnza ce! fuoco, in 
Volta dipinta con itcrie , e favole .fono eie) Car- 
pi , del Doti) ,ede F lippi art h 1 Ci- me» 
rino effofio in fuori fu le coionr civì per 
le infami cene di Calvino , iJ \% con 
Clemente fida tot inrrodottof: m\ìz Corte 
Efttnfe aveva quefìc invilir iau de' fooi errori 
Madama Renèa , Figlia del Re Luigi Xil. 
di Francia > e doglie del Luca h/colt II. 
QutiV Accademia oltre le lettere, e. iom- 
pcfizioni in prò 'a , e verfi , che in efìa il 
ree tano , mantiene a fpefe pubbliche un 
Maeftro di ballo, altro di fcheima , e Ca- 
vallerizzo per intuire la nobl Gioventù in 
tali efercizj. Fu quefto Palazzo ornato al 
di fuori d' ordine del Serro Sig. Duca 
Francefco II. di Modena V Anr.o 1 758, col 
difegno de' Fratelli Angelo, e Franceico San- 
tini Ferra re fi \ di cornici , e di ornati alle 
fineflre ; fi pafia indi all' Abitazione del 
Vicelegato , in cui fu la Piazzetta fi tro- 
va un gran Verone di marmo di vago in- 
taglio j iìccome fono tutre le Porte inte- 
riori , già dipinto da' Dofiì con Grganti 
lotto detto Poggio , e le forze d' Ercole 
fu la Piazza delle Beccane ; la fabbrica di 
quelte contigua é in tre navi di groffe* 
Colonne di cotto f Capitelli » e Bafi ài 
marmo , fatra dal Duca Alfonfo li. V An- 
no 1506, Da detti Appartamenti fi pafla 
per Ponti, una volta levatoi, al Caflello Abi- 

tazio- 



)( 4* )( 

ceti le" tre mezze figure dell' Ariofio , Taf* 
fo , Guarini . Vi é in Tela la Tefìa di 
S- Paolo Protettore del Baltareli . Il fof- 
rìtto del Camerone , e llanza del fuoco, in 
Volta dipinta con ftorie, e favole , fono del Car- 
pi , del Dofìi , e dei Filippi antichi .11 Came- 
rino efpofìo in fuori iu le colonne fervi pel- 
le infami cene di Calvino , il quale con 
Clemente Marot introdottoli nella Corte 
Eftenfe aveva quetfo invifchiàta de' fuoi errori 
Madama Renèa , Figlia del Re Luigi XII. 
di Francia > e Moglie del Duca Ercole II. 
Queir.' Accademia oltre le lettere , e com- 
pofizioni in profa , e verfi , che in ella fi 
recitano , mantiene a fpefe pubbliche un 
Maeftro di balle, altro di fcherma , e Ca- 
vallerizzo per iftruire la nobil Gioventù in 
tali efercizj. Fu quello Palazzo ornato al 
di fuori d' ordine del Sermo Sig. Duca 
Francefco II. di Modena 1' Anno 17^8. col 
difegno de' Fratelli Angelo, e Franceico San- 
tini Ferrareiì , di cornici , e di ornati alle 
finefire ; fi pafia indi all' Abitazione del 
Vicelegato , in cui fu la Piazzetta fi tro- 
va un gran Verone di marmo di vago in- 
taglio , ficcome fono tutte le Porte inte- 
riori , già dipinto da' Doffi Con Giganti 
fotto detto Peggio , e le forze d' Ercole 
fu la Piazza delle Beccane ; la fabbrica di 
cueiìe contigua é in tre navi di grolle 
Cclcnne di cotto , Capitelli , e Bai! di 
marmo , fatta dal Duca Alfonfo IL P An- 
no 1506. Da detti Appartamenti fi palla 
per Ponti , una volta levatoi, al Cartello Abi- 

tazio- - 



X 44 K 

dono in memoria di quelli due Leoni , che 
la Corona dell' Impero furono tolti al- 
peratof Federico II. fotto Parma , di- 
rti uggendogli la Città Vittoria il Marchete 
zzo ìX. V Anno 1248. collegato alla San- 
a Sede ; quai Leoni vivi fi alli mentava- 
10 nelle vicine Cafe , e perciò le loro fi- 
gure collo fuolazzo furonvi lcolpite, e colla paro- 
la longobarda IPORP^IS ; che vuol dire dì 
fiù , ulterius , / puoi fat di flit . Uno di 
quefti refìato vivo, fu poi dal Marchefe 
Obi zzo fuo figlio donato, nella pace fatta, 
ai B dognefi ; che con gran pompa lo al- 
imentarono , e cuftodirono , anzi cominciaro- 
no allora metterlo nelle loro Infegne Pub- 
bliche . Fu alzata in pochi rrefi quèfìa For- 
tezza, la quaF era piana cc.n le merlature 
intorno ; e per il cafo de' Ribelli , perche 
avellerò li Signori JVlarchefì EAenfi , e Miniftri 
ficuro afilo nelle follevazioni popolari , 
non efTendofi potuta reprimere V infolenza 
de' malcontenti nella Uccifione di Tomma- 
fo da Tortona G udice de' dodici Savj . 
Intorno gli gira profonda Fa fifa d' acqua, e 
fotto la già detta Torre de' Leoni , e là 
Marchefana , dov' è il Pubblico Orologio , 
ivi trafportato dopo la caduta della Torre 
ai Riccobello , che era fu 1' angolo della 
Piazza , che pira verfo la Trinità , alta 
150. piedi , 1' Anno 1550. L'Orologio fu 
rifatto da Claudio Panaroli Veneziano , e 
oliò al Pubblico Scudi J400. con tre Cam- 
pane , una delle quali levata nel rifai fi ul- 
timamente 1' Anno 1746. , venne porta al Palaz- 
zo del 



X 45 )( 

z© del Paradifo per io Studio dell' UniverfL 
tà , lafciate V altra due ; prima già nella 
Torre antica , incendiata , e eaduta fu la 
Piazza , rifatta dal Duca Ercole IL l' An- 
no 1557. , i' altra, eh' era fu la Torre più 
antica verfo la Giouecca » e perciò dicefì 
ancora il Cantone della Campana , fatta dal 
Duca Alfonib II. V Anno 1578. di peli 
386. , che batte le ore , chiama a Con- 
feglio , e negl : incendj fi tocca unitamente 
a quella del Duomo . 

II Due* Ercole IL rimife quefto Caftello con 
1' architettura di Girolamo Carpi nella pre- 
ferite forma , e Io compiè il Duca Alfon- 
fo IL ed ultimo di Ferrara , avendo coli' 
opera d' Alberto Schiatti , dopo il gran ter- 
remoto , alzate le fabbriche , e Torri con 
gli Appartameni fuperiori contornati dalle Rin- 
ghiere di marmo , ed ornate dei quattro 
Torricini con palle di rame dorato , e ban- 
dirole dello fte/io metallo, facendolo dipin- 
gere nella gran Corte con tutte le Imma- 
gini della ma Fanrgfia Reale sì d' Italia , 
che di Germania con i loro ftemmi , a co- 
lori efpreflì da Girolamo ,e Bartolommeo Fac- 
c'ni Ferrare!! , il qual vi lafció la vita 
nel terminar il lavoro , precipitando dal pal- 
co l'Anno i?77- In eflo Camello avevano 
lavorato Tiziano Veccelli da Cadore , Ben- 
venuto, detto il Garofalo , Girolamo Carpi, 
Batti fta , e DofTo Doffì Fratelli , tutti Pit- 
tori Ferrarefi , de' quali reitano le Volte 
tlella Sala del gra* Confeglio , già detta 
Camera dello Specchio , per uno Specchio 

di 



X 46 )( 

di metallo , che nel muro ancor rimaneva , fi- 
gurandovi i giochi Olimpici , e fu il Cami- 
no il Sagrifizio a Vertuno ; ne' Camerini 
intorno la Camera dell 1 Aurora fu i muri , 
vi fono ancora moki Baccanali di belli iTI- 
me figure , e paefi de 1 Dotti . Per quefli 
fi parta ad un Cardino p-Mifile , e da quello 
per lungo Poggio di laftre di ma mo con 
Ringhiera di ferra alla Torre Marchefana, 
dove dalli Ferrari Padre, e Figlio , Gacomo 
Filippi Pittori Fé r rarefi , e Pietro Barbieri 
E.omano, furono col difegno dell' Architetto 
Ferrarese , Giudice d' Argini Giufeppe Tom* 
mafo Bonfadini dipinta la Topografia di Fer- 
rara, il Blocco della fteffa , ed i diverfi at* 
tachi , maflìme alli Molini fuori di Porta 
Paola , fucceduti 1' Anno 1709, dalle Trup- 
pe eftere. 

In queftet Cartello vi fono dodici magni- 
fici Appartamenti con pavimenti di marmi 
mifchi in buona parte. 

L' Oratorio è di finiflìmi marmi connetti , 
ed intagliati ali* antica coli' Altare, che met- 
te capo nella Sala della Signatura, o fi a 
delle Udienze degli Eminentif. Legati . Sonovi 
nella Sala, detta de' Svizzeri, dipinte tut- 
te le Arme de* Sommi Pontefici , e de' 
Cardinali Legati, dalla Devoluzione dello Sta- 
to fino al prefente . Nella Sala delle Udien- 
ze alcune virtù , che hanno in mezze le 
Arme Ponrfizie , Cardinalizie , Aldobrandine , 
opera dello Scarfellino. Per un Ponte fi paf- 
fa al Rivelino , che guarda la Porta ver- 
fo Settentrione , con Camera dipinta, per cui 

fi 



)( 47 )( 

fi parta fa il Poggio di marmo con parapet- 
to di ferro, ove fi vede la Corfa de' Bar- 
beri, daila MolFa, che pr nei pi a alla Profpettiva 
verfo Oriente , fino al termine ,. girando 
alla Chiefa degli Angioli . Nella qual Ca- 
mera rapprefentaniì le Valli , e Cafoni di 
Comacchio nella figura, e itaco, in cui erano 
fin dall' Anno 1654. La Giouecca mifurata 
da Pirro Liborio antiquario del Duca Alfon- 
fo II. ed ultimo di Ferrara , è lunga per- 
tiche 448 , e larga cinque , la Via degli 
Angioli pertiche $46, e larga quattro. 

Nella gran Loggia del Cortile di queir© Ca- 
mello a' lati della Scala a chiocciola, fu cui 
fi può andare a Cavallo fino alla cima , 
vi fono dipinti S. Maurelio , e S. Filippo Ne- 
ri ritoccati dal Sig. Giufeppe Travagli , e di- 
rimpetto un S. Giorgio a Cavallo, a chiaro , 
e feuro dipinto dal Sig. Gio: Battifta Ettori. 
Su la Porta del Rivellino a mezzo giorno in- 
torno V arma di marmo , ed ifcrizione di 
Clemente Vili, S. Michele, e S. G'orgio , dipin- 
ti dal Carpì , ora correli, e guaiti . 

Fuori del Caftello in profpetto della Porta 
fi vede dipinto nel muro della Cafa de' Signori 
Bucci la Morte del Redentore in Croce con S. 
Giovanni , e le Sante Donne all' intorno del- 
la B. V- tramortita, ed alcuni Angioli , con ì 
tefti de' Profeti in Ebraico attinenti alla Morte, 
e Pauìone del Signore, eftefi dall' ottimo Pro- 
fefl'ore di lingua Ebraica, Agofìino Borticini ; 
quefia fu 1' ultima opera a frefeo del divoto 
Fra ncefeo Ferrari . 

Dirimpetto, in poco più di due Anni, vi 

è fi a- 



)( 4» )( 

è ftate erettoli nuovo Monte di Pietà, già 
inftituito per opera del Beato Giacomo On- 
garelli M : n. Oflferv. coli' Architettura del Sig. 
Agapito Pogg*' i ed efeguita per opera dei 
Santini, che fecero a lato il Tempietto, all' 
Altare, di cui v' é una Tela t dip nta da Alef- 
fandro Turchi colla Pietà , e 3 Bernardino 
da Feltre . Le Statue nelle Nicchie de' Santi Evan- 
gdifti , gli Angioli , ed ornati di geffo , ò 
fiucco , fono dello fìefio Pittore, e Scultore, 

Nella Refidenza de' Signori Prendenti vi fo- 
no varie Tele dipinte, con eflratti di fiori , ed 
erbe lavorate in Firenze da Cri Motore Fabro- 
ni ; evvi la Vifione della Sulamite del Cantico de' 
Cantici, ed un' antica Immagine dipìnta da 
Cofmo Turra, detto Gofmè del B. Bernardino 
da Feltre Min. OflTerv., Fondatore de' Monti 
di Pietà; altri dicono di Gregorio Lana Fer- 
rarefe fuo difcepolo . Quefto pio Luogo fu 
inftituito, e fondato I' Anno 1507. dal Beato 
Giacomo fuddetto , di cui parlaremo in oc- 
cafine di difeorrere della Chiela de' Francef- 
cani Min. Con. Egli fu oriunda della Famiglia On- 
garelli , da S. Niccolò nel Ferrarefe ; in Pa- 
dova, Bologna , e ne' circonvicini luoghi diramata. 
Fu quivi rrafportato , ed inalzato 1' Anno 
1760. Vi fono nelle ftanze de' Miniftri altri 
paefi da Giufeppe Zola dipinti. 

Dietro al fuddetto Monte trovati il Quar- 
tiere della Guardia Svizzera, fabbrica, che già 
iervì di Collegio alla giovenrù Comacchiefe , 
rifarcira pofeia , e ridotta a commodo del- 
la fuddetta fquadra Svizzera . Indi in 
un antico PfOcefTìonale, dal noftro Clero an- 
dandoti 



X 49 )( 

dandoli alla vifita delle Chiefe nel giorno 
di S. Marco , vien detta ad Sancia:-» Ma* 
rìam de Guazdùro 

LA ROSA 

La Chiefa di Santa Maria della Rofa fu 
detta anticamente dello Guazzaturo, delle ra- 
gioni della Comitienda di Malta, ove in un 
pulito Convento , vi abitano li Frati E- 
remiti del B. Pietro da Pifa , quivi paf- 
fati dalla Chiefa di Santa Maia di Mife- 
ricordia »el Borgo di S. Giorgio V Ari- 
no 1449. ristorata da loro, ed ampliata col. 
1' architettura di Francefco Guitti Ferrare- 
fé in tre Navi con Crociera, Cadmo, e 
Tribuna , nella quale lì vedono in due 
gran Tele dipinte , la Difputa fra Dot- 
tori , e la Fuga in Egitto, da Giufeppe 
Avanzi Ferrarefe , ficcome la B. V. Annun* 
ziata nel vicino Altare . 

La Statua di S. Girolamo è del Por- 
ro , quella del B. Pietro da Pifa la fur- 
ino Andrea Ferreri . 

La Statua della B. V. fimrlment* de! 
Porri , benché altri dicono di Giovanni Cre«- 
mafco . 

La S. Barbara è opera mirabile di Giu- 
feppe Mazzoli Pittor Ferrarefe, detto il 
Baitarólo, li due Angioli in legno fono di 
Andrea Ferreri , e le figure di Giacoma' 
Parolini . 

La Santa Caterina Martire fu dipinta 
da Gio Battifta Cozza in luògo d' altra , 



X 50 )( 

colorata da Domenico Monio . 

Il S. Onofrio con altri Santi, ed alcu- 
ne Pitture a guazzo per ornato degli Ai- 
chi fono di Scerfano F.gatelli da Cento, gli 
ai tri ornati di Giufeppe Facchinetti Fer- 
rarefe . 

Le più mirabili fono le fette Statue più 
grandi del naturale colorate , che rappre- 
sentano la B, V; le Marie , S. Giovan- 
ni, Giufeppe da Rama, e Nicodemo , che 
piangono fopra il Cadavere del Redentoie , 
opera da' nofiri antichi Tempre ftimata, che 
ufcita fia dalle mani di Alfonfo Lombar- 
di, di cui dille Michel Angelo Buonaro- 
ta , efl'er il Dio della terra ; ben è ve- 
ro , che altri più antichi , e contempora- 
nei ufcirono da quelt' illuftre Famiglia , 
come un Tullio , di cui molte fcultuie 
nella Cappella in Padova di S. Antonio , ed 
Antonio, che nella ftefla fcolpì il miracolo ftu- 
pendo fatto in Ferrara elfo vivente , di far 
parlar il bambino di frefco nato , per le- 
vare i fofpetti al Padre concepiti contro l' onefià 
della buona Confotte, come riferifce il P- 
Angelico da Vicenza nella Vita di S. Antonio 
in Buffano 1748. Lib. 3. taf jx. pag: 749 

Non fi a difearo al Leggitore , che nel ram- 
memorarli la Famiglia Lombardi, lì anno- 
veri Aurelio , il quale nell' ornato in Co- 
io alla Santa Cafa di Loreto infìeme con 
Girolamo Vfanza lavorò alcune Statue , le 
Porte di Bronzo, tanto del Santuario, eie 
la Maggiore della Bafilica , e la Statua 

della 
S. Cu fa Nazarena laurei. via fag, 31., e 34. 



)( 5i )( 

della B. V. Pietro Lombardi fcolpì U 
Statua di S. Apollinare nella Piazza di 
Ravenna , ed in baffo rilievo Dante a? 
fuo fepolcro nella Chiefa de' PP. Conven- 
jrjtuali di Commi filone di Pietro Bembo Po- 
della V Anno 1482.; che erette quel Ma- 
ufoleo al Poeta . Quelli fu antenato d. 1 
Alfonfo , quai Famiglia fi è eflinta in Fer- 
rara T Anno 1745. in perfona d' un al- 
tro Alfonfo . Altre pitture in detta Chie- 
fa , e fua Sagre dia vi fono antiche del 
Celtelini , del Monio, e moderne dell' A» 
vanzi ; quivi giaciono il P. Pier Paolo 
Kenzi da Savignano , morto Generale , ed il 
P. Cefare Rondoni Ferrarefe Ex « Generale 
di quefla Religione Eremitana ; fìccome i 
Letterati Sigifmondo, ed Antonio Barifani in 
grece lettere , Bartoiommeo Riccio, Battifta Sa- 
racco, ed altri, fra quali Giufeppe Lanzo- 
ni Filofofo , Medico, e Poeta, GalaiTo Ar- 
chitetto da Carpi , e Cittadino Ferrarefe, 
tutti amici amorevoli dei nofìri Avi, da' 
quali abbiamo la tradizione, che le Sta- 
tue in quefta Chiefa col Mortorio del Salvatore 
erano fatte da Alfonfo Lombardi. 

S". DOME N I C O 

E' Chiefa amplifìlma con nobil Conven- 
to dell' Ordiae de PP. Predicatori della 
Congregazione di Saura Sabina , fondato in 
in Ferrara, vivendo lo iteiìb Santo loro In- 
ftitutore , avendofene la teflimonianza da un 
D z Com- 

Fabri J^aven. ricè're\ 'pa$ 30. e j£$.- 



)( 5* )( 

Gompròtrièffo tra la BadefTa di S. Silvefìro 
di Ferrara , e quella di S. Andrea di Ra- 
venna , lopra la Valle di Bozaoletto , in 
cui fi concordano di affumere per Giudice 
definitore, e Configgere il Priore de' Frati 
Predicatori di Ferrara 1" Anno 1235. po- 
co tempo dopo la morte del Santo . il 
Popolo di Ferrara ne' Tuoi Statuti dell' An- 
no 1164. determina , che i Frati Predi- 
catoti , Minori , ed Eremiti potettero ri- 
cevere il inai tolto al Pubblico , e forfè 
ciò per ingrandire quella Ghiefa , qua! era 
aperta ali' Occidente, col Santuario all' Ca- 
riente Equinoziale, all' Ufo di tutte le 
Chiefe antiche ; ma poi divenuta ruinofa , 
e cadente fui principio del corrente fecolo 
fu rifabbricata di pianta nell' ambito dell' 
antica, feconda il difegno di Maftro Vin- 
cenzo Santini , che 1' architettò , colla 
nobile Facoata all' Oriente compita 1' An- 
no 171 7 ,• nella quale in quattro Nicchie 
fi vedono quattro grandiofe Statue di Mar- 
mo de' Santi Domenicani fcolpite dal «e- 
leberrimo Andrea Ferreri Feirarefe» 

La Tribuna fu negf angoli , e nella 
fommità col Padre eterno, dipinta da Fran- 
cefco Robbio ; nel fondo del Coro lo 
Srofalizio di Santa Caterina da Siena, da 
Giufeppe Avanzi. 

La prima Cappella a deftra dell' Alta- 
re Maggiore, dove vedcfi un antico ero- 
ceri- 
le male ablaiis Comuni s d*bet fatisfacere fra- 
tribiis Min. Predicai oribus 0" H.rcmitanis fr ai ri bus 
de Sacchi*. 



X 53 X 

cefiffò j con *n'; Immagine di Noftra SU 
gnora, legata dal maro dell' antica Ch'a- 
fa , ha aiti lati due Tele , una con San 
Francefco di Sales , dicono di Giacomi 
Tenaglia da Trento , S. Carlo dall' altro 
lato, dello ScarieUino, fatto per pentimen* 
to d' un Cavalier Ferrarefe , che aveva 
fparlato delle virtù del Santo ; la Voi a 
fa dipinga dal Signor Giufeppe Facch 'neit', 
e le figure dal Signor Francefco Pellegrn-* 

Se^ue la Cappella , ed Altare della in- 
venzione di Santa Croce colla bella Tavoli 
dipinta dal Garofalo , a' lati ne' muri appefa 
evvi la Tela con San Domenico del Sig. 
Francefco Pellegrini , e V altra con San 
Pier Martire di Andrea Gfnrardoni . 

La Cappella del SSmo Rofario è ivi pref- 
fo con Altare di baoni marmi , ed in- 
torno alla Statua di Maria Vergine li 
Mirterj del SSiiio Rofario in baffo rilie- 
vo fcolpiti con altri ornamenti di Scuola 
Veneta, con appetì a muri laterali ha 1$ 
Natività di Noftra Signora di Francefcta 
Vanni Sanefe , e la Morte della medefima, 
che crede fi di Mattia Bortoloni , altri dicono 
del Pontòia Milanefe ; colori la Volta il 
Filippi , ed il Sig. D. Francefco Parolmi la 
Gloria della SS ma Vergine nella fommitk. 

Nella Cappella , che fegue , trovali il bel- 
lo Altare con ornati di marmo intorno 
la Tela di S. Vincenzo Ferrerio , che ri- 
fufcita una Morta , dipinta dai rinomato Sig. 
Giovanni Ognaroli Verone fé ; le due 
.Statue laterali di marmo figurate per le 
D 3 ~ Ze!«, 



)( 54 )( 

Zelo , dal Canali , e la Penitenza dal 
Fratello del Pittor Cignaroli, ambi Vero- 
nesi; dipinfe il Filippi la Volta ; e le fi- 
gure il Sig. Gregori , ed il Sig. Pietro 
Puttini, Veronefe fece 1' Altare . 

L' ultima Cappella da quefta parte tie- 
ne su. 1' Altare con la B. Vergine di- 
verfi Santi dell' Ordine dipinti in Tela da 
Gio. Battifta Bolognini Bolognefe. 

Ritornando dall' altra parte verfo la 
Tribuna , la prima Cappella , che s' in- 
contra ha la Tela dipinta da un Mae- 
itro Romano su 1' Alcare con vari Santi 
Martiri. 

Siccome nella Tegnente fi vede creila Scuo- 
la Romana una Tela su cui v' era un 
S. Vincenzo Ferrerie coli' Ale , che da 
Gio- Battifta Cozza furono coperte , di poi 
Girolamo Gregori, fatto , che fu il nuovo 
beli' Altare di quello Santo , vi fece la 
figura di un S. Pio Quinto , e Santa Ca- 
terina da Siena . 

La Cappella di S. Domenico cofi !' Al- 
tare di marmo ornato di Colorine fpiràìi, 
e Statue di Stucco, tiene l' Immagine di 
S. Domenico di Soriano, dipinta da Curio 
Bononi Ferrartele ; appefe a' m irt laterali 
fi vedono le Immagini del B. A nibrogk» 
Sanfedonio , e B. Giacomo Salomon- , di- 
pinte da Carlo Eononi. 

Si pafìfa a vedere la flu penda* Tavola ài 
Benvenuto Tifio, detto Garofalo col Marti- 
rio di S. Pietro de Rofini dell' Ordine 
de' Predicatori , detto S. Pietro Martire ; 

quefta 



)( 55 X 

quella antica Famiglia era feudataria della 
r.oMia Cattedrale di Ferrara per i molti be- 
ni , che pofledeva nel Territorio di Tre- 
tenta, alle confine delia Badia della Van- 
gadizza, come rilevafì da' documenti di quel 
tempo, eiìftenti ne' Catafìri antichi dell' 
Arcivefcovado ; le due Tele dipinte appefe 
ne' muri laterali di effa , una rapprefenta 
il Santo , che unifce col legno di Croce 
la gamba recifa , ed è di Gio. Battifla Coz- 
za ; T altra, su cui la B- Vergine, che 
gli apparve , venne dipinta dalla Terefa Mu- 
ratori Pittrice Bolognese . 

L' altra Cappella ha su 1' Altare il S. 
Tommafo d' Aquino, opera bella di Cariò 
Borioni . j 

Per la Chiefa vi fono quattro Storie dH 
Vangelo fopra le Portelle laterali , due a' 
effe dipinte da Giufeppe Avanzi , le altra 
da Gio. Batti/la Gagliardi . In quali tutte la 
Cappelle già dette vi lavorò in quadratu-j 
ra il Filippi , ed in figure il Sig. Gregori . 

S- Caterina da Siena é di Baftìanino '; 
S - Rocco , e S. Lodovico Beltrando , S. Lucia 
Vergine, e M. la Madonna di Loreto, tutti fono 
di Scarfellino , che dipinfe ancora la S. Maria 
Maddalena con la Beata Vergine in ara 

S. Luca Evangelica , che dipinge la B„ 
V. è di Camillo Ricci . 

S. Rofa di Lima dì Gio. Battifla Belo* 
gnini . 

A lati della Porta Maggiore , le due 
Tele votive di D. Antonio Varano di Ca- 
merino liberato nel Pò dal pericolo di Tom- 
D 4 mer* 



X $6 )( 

jtiergerfì i dalla B. Vergine , (otto di Giu- 
feppe Zolla . 

Nella Sagreftit tu I' Altare la Tavola 
dell' Annunziata è di Baftianino , tatti gli 
Armar) intagliati , e Medaglioni d' !nser- 
iìatura furono lavorati da Frate Antonio 
Cozzetti Converfo di queiV Ordine. 

In quefta Ch<efa v' è fepolto F. Egidio 
Cartelli Patriarca di Grado, poi d' Aleiì'an- 
dria Ferrarefe del 131;. Tommafo Perendoli 
Arcivefcovo di Ravenna Ferrarefe nel 1445. 
F. Pietro Vefcovo di Comacchio , morto delibo?, 

Vtded in Sdenta in nobile Mauso- 
leo con mezza Statua al natura'e il Card. 
Giulio Canani Ferrarefe , Vefcovo di Mo- 
dena, morto dell' 1591. Su la Porta della 
Libreria in Convento il n>ftro dottifiìmo 
Canonico Cel'o Calcagnini , imrto dell' 1540. 
in Chiefa Paolo Laziofi Fratello di S. 
Pellegrino da Forlì dell' Ordine de' Servi 
morto del 1440. Francefco Mancinelli 
Vefcovo di Comacchio; effendovi fiati infi- 
niti letterati Ferrare!! di quefl* Ordine al- 
trove fepolti ; ed il Padre Maefiro Domenico 
Maria Cortini da Forlì Inquisitore cltre 
gì' Eftetifi Azzo X. Francete» uccifo da' Ca- 
talani , e Bertoldo Tuo Figlio , ed altri nelf 12.0S. 

Nel Refettorio oltre la gran Tela cella 
Cena del Farifeo ilimara , aflai vi fono mei- 
te figure di Santi dell' Ordine , ^'pinre 
dallo Scanavino , e dal Rdo. Signor D. 
Francefco ParcI ni , e Sig. Girolamo Gre- 
gari ; molte altre Pitture veggonfi per il 
Convento di BafUan'no , del Bononi ; e 

ne' 






)( n )( 

nel Dormitorio la B. V. con S. Pio V. 
di Gio, Battifta Cozza ; 

Neil 1 O atorio delia Crocetta della Sacra 
Inquifuione , dove fin del T294. vi erano 
le Scuole pubbliche de' Teologi , Filofofi , e 
Medici , T Altare coli' Esitazione di S. 
Croce , e gii altri Santi intorno , che 1' ador- 
nano, fono di Sgabellino ; in uno degli 
Altari inferiori ewi uà' Immagine antica 
di cera della B. V. tolta ad alcun? Va- 
gabondi queftuanti da quafi ducento Anni fa , 
che però mai mancano . Il Crocenflo col. 
le Immagini di S. Giovanni é del Mez- 
zogori, alcre Pitture della Paffione del Re* 
dentore per L' Oratorio fono di Giacomo 
Bambini , cioè la Flagellazione , la Coronazio- 
ne fino alla Depofizione di Croce . 

L' ultima Cena , la Lavanda de' Piedi , 
V Orazione nel!' Orto fono di Giulio Cro- 
ma , eia Prefa del Signore nell'Orto, è Capi a 
dall' Originale di Benvenuto , ambi Ferrafefi . 

Nella Sagreftia il S. Pietro Martire , é 
di Gio. Andrea Ghirardoni P ttor Ferrare- 
fe , e S. Pio V. di Pietro Sitta Pit- 
tor Centefe , ora nella Cappella privata » 

Nelle Stanze del P. Jnquifitore molte Sa- 
gre Iftorie trovanti con Paefì di Glufeppe 
Zolla , e figure d' Antonio Ga virati . 

Altri Ovati con divzfft Santi Domenica- 
ni di Gio. Battifìa Cozza ; e le quattro 
Stagioni dell' Anno credute di Gofmè antiche. 

S. GIOVANNI. 

3- Giovanni Confraternita detta voIgarmeìV 3 

te S. 



* S. Giovannino, antichifiìma , che velie- 
facco bianco , e conduce gì' Infedeli cate- 
chizzati al S- Battefimo , era già Orato- 
:io a folaro fino del 14S9. » a cui ù àfcqjj- 
deva per alta Scala ; poifto fu poi a terre* 
7)0 V Anno 1585. 

Ka la bella Palla dell' Aliar Maggiore 
coli' Immagini della B. Vergine, S- Gio. 
Battila , ed il S. Gio Evangelica , di Gab 
Capellino , detto il Calzolaio , Pittor 

1' altre Morie 
Predir Tore con 
grande , che V 



di fi- 

la di 

a il or- 



Giudizio L'ni- 



1 aie fé , di cui fono 
«ure minute del S. 
1 li Teda recifa in 
i:ano . 

L' Altare a delira col 
v?rfale è di Baftianino . 

Santa Caterina Martire nel feguente, di 
Sigifmoncto Scarfella, detto il Mondino . 

L' Altare dirimpetto colla B. Vergine 
fri due Angioli è di Ba!ìian : no , ma non 
da lui terminata pittura , peiciò compita 
ca Cefare Croma , col dipingervi altri due 
Angioli al di ibtto . 

L* Aitate della Natività del Signore e 
opera di Gio. Francefco Surclii, detto il 
Iridai Pittar Ftrrarefe col Ritratto del Fa- 
mofo Giuri fconfulto Ippolito Rinvnaldo , vef- 
t !■) del Sacco della Confraternità , quivi 
fer --Ito, Appelì a' muri ma Tavola col Bat- 
I fi no del Signore, creduta di Benvenuto da 
G ••ot'iilo , o almeno una bella copia ,• la 
D. Vergine del Rofario è ài Domenico - 
Ivi • nio Ferrarefe . 



V 



la 



ara del Soffitto 



creduta 
dofe: 



di 



)( 5* )( 

Giofeppe Mezzogori con la figura del San» 
to , di Ccftanzo Catani , altri hanno feri- 
to , che vi lavoraiìero i tre Compagni 
Girolamo Faccini , Ippolito Cafoli , e Gi- 
rolamo Grailaieoni . 

V erano li Santi dodeci Apposoli di- 
pinti in Corame di fcatura ordinaria , che 
paffati dì mano in mano , ora fono preffo 
lo Scrittore della preferite Operetta , lima- 
ti del Ghirardoni sa gli Originali di Raf- 
faello , che fono nella Bàfilica de' SS. Vin- 
cenzo , ed AnarUììo alle tre Fontane fu 
li pilaflri dipinti , benché fi dicano del 
Croma ; vi erano bensì li quadretti della Vi- 
ta del Santo Precurfore, dipinti dal Cre- 
monefe , oggidì ignorali dove fiano andati . 
Un S. Giovanni nel Deferto , dipinto fo- 
pra una lunetta all' ingrefso dell' Orato- 
rio a delira , dicefi di Carlo Bononi . 

Gì' intagli di marmo della Porta fono 
di Girolamo Ferrari Ferrarefe fin del 1530. 
Scolare d' Andrea Contucci , detto il San- 
lovino , per il quale del 1560- lavorò mol- 
ti Profeti intorno la Santa Cafa di Loreto . 
Pattato il Palazzo Bentivoglio di nobilif- 
fima Archittettura con trofei , imprefe guer- 
riere di marmo fatto da Cornelio Benti- 
voglio Generale del Duca AIronfo II , e 
Marchese dì Gualtieri P Anno 1584., di 
rispetto n patta alla Ghiefa Parrocchiale 
di S. Niccolò Vefcavo di Mira de' Pre- 
ti della Congregazione Somafca , col Colle- 
gio dementino , già ìniìituito in Santa Ma- 
ria Bianca , e Scuole per la Gioventù ; 

fu 



)( *e )( 

fu già Priorato de' Monaci B?£*4et,tini , poi 
iècolarizzato , e del 1475. data a' Frati A- 
goftiivani di S. Gerolamo di Fiefole , qual 
Religione fu fopprelTa da Clemente IX. L' 
Anno 1668. eflendo loro G.mer«le F. Mar 7 
cello de Qarida da Fiefole, e F. Celfo di 
Perno Votatore, F. Onofrio de Ceraio Prio- 
re di S. Niccolò r Anno 149Ì, li 15. Set- 
tembre. Nel primo Chioftio di quefto Conven* 
to carri Eremivi, che abitavano in Romito- 
rio nel Polefine in Pò , vicino a Ferra- 
ra , di ragione del Dote. Alberto Tomo 
fi fottopofeio alia loro Unione con fedeci 
Capitoli, per rogito di Tommafo Meleghini 
Notaro , levato dal Notaro Opizio d' Ar- 
quato , e quefìi furono Fra Giovanni da 
Bergamo , e ls Frati Lorenzo , e M.iiire- 
lio da Ferrara, che fi add>mandavano li Romi- 
ti di S. Sebaftiano dal Bofchetto . Venne 
poi data quarta Chiefa a' Preti Somafchi 
1' Anno i6i$; erigendovi colle rendite Un 
Benefìcio femplice fotto il titolo di Abba- 
zia di S. Niccolò , che fi da' conciflorìal- 
mente ad uno degli Emi. Cardinali. 

La foffìtta in ottanta quattro comparti é 
dipinta della Vita del Santo Miracoloso , par- 
te da Camillo Ricci , ed in parte da Cefa- 
re Crema, detto Cromer Tedefco, Pirtor 
Ferrarefe . La Pala in fondo al Coro con 
Ja B. Vergine , S. Niccolò , ed altri San- 
ti Vefcovi, dipinta fu da Baftianino . 

Il quadro in Tela con la Manna nel 
Deferto è di Camillo Berlirighièri ; il Ser- 
pente efahato del Chenda ,• la Tribuna or- 
ticai 



mai eaduta ilei dipinto già fattovi «la 
Gio Battifta Torre, tutti della Scuola di Car- 
lo Borioni , della di cui Scuola parimene 
te fono i Profeti , e gli Apposoli in 
varie Tele dipinti , che adornano queiìo Tem- 
pio fepra la Cornice. 

Al primo Altare nella Crociera a de- 
ftra la B. Vergine col Bambino, dicono di- 
pinta F Anno 1510. da Gio Bartifta Ben- 
venuti detto 1" Ortolano , ed i Santi 
quattro Coronati , da Benvenuto Tifio , det- 
to da Garofolo fuo Scolare . 

Il primo Altare nel grembo della Chiefa 
dedicato fotto il titolo dell' Angelo Cufto- 
de ha una Tela dipinta da un tal Car- 
lo Bianchi . 

Quello , che fegue ha una Tavola dipinta da 
Gofmè di un Santo Francifcano , con un 
giglio in rnanOjfimboIo di S. Antonio di 
Padova , non di S. Giacomo della Mar- 
ca , di cui fece il ritratto lo fteflb Pit- 
tore , del quale altrove . 

Il S. Girolamo Emiliani al vicino Alta- 
re è del Sig. Ercole Graziani Pittor Bo- 
lognefe , fotto di quefto vi é la Tela con 
S. Giuseppe , S. Carlo , Santa Terefa dipin- 
ta dal Cremonefe. 

Segue la B. Vergine di Pveggio con S. 
Carlo , creduto del Cremonefi faddetto , 
febbene altri dicono di Gio Battifta Magna- 
ndo , detto Francia . 

Pattato 1' Altare del Crocefiflb , quello 
de 3 Falegnami dedicato a S. Giufeppe è dì 
Tommafo Cspitanelli Pittor Ferrarese . 

II 



X ti X 

li San Girolamo dall' alkro l$x> < : 
Chiefa full' Altare è del medefìmo Ca- 
pitane!!! - 

L' altro feguente Altare, venne d'pinjo 
dallo Scarfellino coli' Apparizione di Grillo ti» 
Torto alla Maddalena. 

Pattata la Ponella a' Iati dell' Immagi- 
ne della B. V. fui vicino Altare , e Cap- 
pella, li Santi Bernardo , ed Idelfonfo, fo- 
no del Bononi , ed evvi 1' antichifiìma Statua 
di S. Niccolo veftito in Pontificale ali' an- 
tica nella Nicchia a fianco , in di cui ve- 
ce ci venne collocata a' tempi andati la Sta- 
va fopra il ùio Altare, ov'è ora V altra di le- 
gno veilita col Piviale , e Mitra alla mo- 
derna • 

L' Altare fuori di detta Cappella, che 
fegue , è dell' Arte de' Barbieri, cella 
Tela dipinta de' Santi Cofma , e Damia- 
no del Cremonefi. 

L * Altare vicino colla Decollazione di S. 
Gi» Battifta è di Ce fare Croma . 

Nella Sagriftia il Crocefiffò fu fcoloito dal 
Gandolfi Genovefe - 

La Tavola col Redentore deporto di Cro- 
ce , e di Domenico Panetti , che vi fcriffe 
il fuo nome , altro del Salvatore , che 
porta la Ooce , di Francefco Parma de' 
Fantozzi , con diverfe pitture in piccolo 
antiche dei 1517. 

E molto Ragguardevole è quivi la bella 
Statua dell' Angelo Cufiode colorita , e po- 
lla ad oro , che efnongono il giorno del- 
la fua FeiU intagliato dallo Svizzero Caf- 

fiano 



)( H )( 

fiano Oler Seul ter Ferrare fé , e la Sindo- 
ne di Turino. Giace in queir a Ghiefa net 
Coro j Grazio Girardi Vefcovo di Cornacchio , 
morto i' Anno 1617., e Girolamo Giraidi , 
mancato (' Anno 1592. Ebbero pure fepoi- 
tura quivi il P. . Cefare MuiTo Ferrare fé , 
che fu Segretario Ducale , e fatto Reli- 
gioso fu creato Generale di quefìa Con- 
gregazione , il P. D. Antonio Alberghetti ed. 
il P- Gio Grifoftomo Bertazoli Ferrarefe flato 
Generale della Congregazione Somafca csn altri 
degni fogge tri. 

SANTA CROC E. 

La vicina Chiefa di Santa Croce già Par- 
rocchiale della Famiglia Aldigieri , da cui 
per linea materna deriva Daate il famofo Poeta 
Fiorentino , non ha cofa di rimarco , che 
tre figure credute del Baftaroli . Quella 
viene officiata da alcuni Fremiti , affatto 
("calzi , che iì fon® ilabilite certe regole d ! 
aufteriflìma penitenza , che non fono ap- 
provate , per lo che fé vogliono a- 
fcendere ai fagli ordini , conviene , che 
liano proveduti di patrimonio ; fu già 
quella femmbrata dalla Cura delle Anime, ti- 
rata alla Chiefa d' Ogni Santi , fatta Be- 
neficio femplice , unendola al Seminario de' 
Cimici R01T1 , che la concedettero a livel- 
lo ai Lavoranti de Calzolari , dove al 
loro Protettore S: Aniano e re fiero un' Al- 
tare colla Tela del S. Vefcovo d' Alef- 
fandria , e Martire , quale ' trafportarono poi 
nel derelitto Oratori» del Vecchio Monte 

di 



X *4 X 

«ti Pietà, lafeiando quella Ckiefa a' ietti 
Scalzetti . 

OGNI SANTI 

La Parrocchiale ivi vicina d' Ogni Santi 
fu novamennte rifatta nell' àmbito antico 
a fpefe della b. m. del Card. Crefcenzi Ar* 
jeivefcovOj eiTendo già cadente. 

La Pala in Coro all' Aitar Maggiore, 
è di Leonardo Brefcia antico Pittar Fer- 
rarefe , che vi dipinfe la Gloria di tutti 
li Santi , effendo Rettore delfa medefima 
D. Gio Battifta dall' Afte , qual viveva nel 
if8o; e vi fece fcrìvere fotto il fuo nò- 
ine , ancor vivente quel Pittore. 

La Tela di Santa Maria Maddalena , 
coli' aUre Sante Vergini , e Martiri , e 
del Monto . 

Santa Caterina Vegri al fuo Altare , è 
del Sig- Giufeppe Gnedini Ferrarefe- 

La Tela dell' altro Altare colla B. V., San 
Giufeppe i e S. Gio Battifta , è di Gio. 
Battifta Cozza . 

L' Altra Tela pure dipinta fu dal Sig* 
Girolamo Gregori Ferrarefe , gli ornamenti 
tutti colli Stucchi , ed Angioli all' Aita- 
le di Santa Caterina fatti furono dal Sig. 
AleflTandro Turchi , procurati dalia diligenza 
del M. R. Signor D. Giufeppe Brunetti 
Rettore di quella Chiefa. 

S. STEFFANO 

Aritichifìima Parfocchiafe oggidì de' Pre- 
ti 



X *$ ti 

Prèti dell' Oratorio detti Filippini . in que- 
lla vi abitò il Vefcovo Amato di Ferra- 
ra , poiché documenti di lui fatti in que- 
l a Citta, come del 1165. rog. di Bonvi- 
cino Net. dicono in man/ione Epifcopi , de 
ere Canali, in altro : quod Epijcopus jlma- 
ius fecit eum P^èiterum et dum fiabat cum 
eo ad Sdncìum Stephanum ; alerò documento 
elei 1171. 4 Gennaro , nel giorno di S. 
Vincenzo . civitate Ferrarics in Ecclefìa San- 
cii Stepbani , de ora Canalis . col Vefco- 
vo Gabriello d' Adria , decreta per Papa 
A'eflandro III. tra il Vefcovo di Padova, 
e l' Abbate di S. Pietro di Modena f©- 
pra il Mori a Mero di Candiana , prefenti mol- 
ti Canonici, e Preti di Ferrara, Giudici, 
Afiefsori , e Ganfidici per rog. di Domeni* 
co Notaro della Chiefa d' Adria dell' 117S 
in Palaiio Sancii Stepba?ii de ora Canali unì 
xgo Domnus Amatus Ferr burnii: Epifcepus , con- 
cedette a quelli di Bergantino le fue Ter- 
re jure Patti , con Ofìiglia , e Canetulo, 
Porto Clamatore , per rog. di Steftano da 
Ciaibana Notaro . 

Era quella delle ragioni del Capitolo della Cat- 
tedrale dal Secolo X- fino al XVII , in 
cui vi furono introdotti li già detti Sacer- 
doti ; quella maltrattata dal gran Terremoto, 
del 1570. fu, fenza alcun cambiamento dell' 
antica bruttura , rifiorata dal noftra Cano- 
nico Antonio Angiari , che n' era Rettore". 

Li mentovati Preti dell' Oratorio i' a- 
adornarono colla fo fritta dipinga da Francef- 
co Ferrari , che acHa Fasciata in due ri- 
E neilre 



X 66 )( 

p.eCue rotonde murate vi dipitife la B. V. 
Annunziata , e 1' Angiolo per di fuori 
negli antichi Ornati . 

Niella Ti'buna /opra 1' Altare vi è 1' 
Organo colie Portelle dipinte dal Fantostzi 
Parma , ed aiìleime la Sma Veigme An- 
nunziata , ed il Ferrari coleri V Ornato 
in Quadratura. 



F 

O 



VMJUUl ti LUI A « 

Le due Tele in Tribuna , le dipinfe 
'rrsnte Bachiochini Milanefe Laico , o fi a 
oblato di quelli Religiofi , che per la 
Chiefa dipinte diverfi fatti di S. Filippo , 
inficine con Antonio Bonfanti , detto il Tor- 
rìcella , Tommafo Capitanelli , ed Oiazio 
M orna fi . 

Il vS. Giorgio a Cavallo , che uccide il 
Drago , è del Sig. Francefoo Pellegrini ; 
la S. Giovanna di Chantal , in Ovato é 
del Reverendo Sig. Don Francefco Paro- 
lini . 

Dirimpetto ad elfo 1* Altare , di S. Lee- 
ne Papa , S. Francefco di Paola , e S. 
Antonio di Padova , ha la Tela egregia- 
mente dipinta da Giacomo Parolini. 

jL' Altare Riminaldi , con S. Francefco 
d' Aflìfi , fu colorito da Giufeppe Avan- 
zi , ed il Santo Francefco di Sales neh' 
Ovato, dal S;g. Pellegrini. 

L' Aitar dirimpetto della Congregazione 
de' Parrocchi Conventuali colla Statua del- 
la B. Vergine , adornata d' alcuni Santi , 
lavoro del Bambini , e dell! Avanzi all' in- 
torno , e di fopra. 

L' ultimo Altare a iìniflra entrando, ha 

due 



)( *7 )( 

due Immagini di S. Paolo , e S. Giovan- 
ni di Scarfellino , intorno ad un antica Fi- 
fina di terra della B. Vergi me in baffo 
uliev®* 

L' ultimo Altare dirimpetto fra le fer- 
rate colla Tela dipinta da Antonio Ran- 
da Scolare di Guido Reno , rapprefentava 
S. Filippo Neri ; quefì» Altare fu fatto a 
ipefe del Pubblico di Ferrara. 

Sotto 1' Aitar Maggiore , fi venera parw 
te de! Corpo di S. Leone Prete , tras- 
portatovi l' Anno joSj. li 14. Febraro dal 
Ve (covo Graziano da Voghenza , recando 
colà la Tefta coli' altra metà , eflendo 
falfo j che folle Sommo Pontefice , ovvero 
Pontefice , che fempliceménte uiiol dir Vefco- 
vo, credendoli un' impoftura la lamina di piom- 
bo furrogata alla vecchiffima inscrizione im 
Piombo , come fi è dimolìrato in una De- 
fecazione a parte - 

Neil' Oratorio {«parato da quefia Chie- 
fa diretto da 1 Preti fuddetti , vi é fu V 
Altare , la Tela dipinta con S. Filippo 
Neri da Giufeppe Avanzi Fetrarefe , eoa 
altre pitture dello fterlò . 

£ MICHELE 

Parrocchia , Priorato fecolare , già Mo- 
nàftero delle ragioni del nofìro Capitolo , 
un tempo poi de' Ciftercienfi , oppure de' 
Monaci Neri di S. Bartolommeo , del che 
vedali un Documento del 969. 16. Giugno 
iti. Ferrara , in cui Venero Prete , Mo- 
ri 2> nacov 



X 6% X 

naco ed Abbate del Monaftero di S. Ma* 
Va in Aula Regia , iìiveftifcé Bonizio Pre- 
t* ad Ecclefiiam Sancii Micbaelis Jlrczngtli in 
Superiori Burgo Ferrante fin m. fttndo ed An- 
drea detto Angelo ; fatto di poi Gmf. 
Padronato della Cafa Canani dal Cardinale 
Ippolito Efienle il Secondo , quando andò 
Legato Appoflolico di Pio IV. a Carlo 
IX. Rè di Francia l 1 Anno 1561. in per- 
dona di Francefco Maria , Angelo ed A- 
leffandro Canani loro 'Eredi , e Succeflfori , 
che dovevano rifarcirla , ed accrefcerla di 
rendite . L' ultimo di quella nobii Fami- 
glia è fiato Guglielmo , che a Tue fpefe 
1' ha rifarcita facendovi fare la fo frìtta di- 
pinta colla Vittoria di S. Michele dal Sig. 
Girolamo Gregori , avendovi lavorato al- 
cuni Medaglioni , ed Ornati in chiaro , e 
feuro il Sig. Luigi Corni Ferrarefe ancor 
elio ,■ la diligenza del M: R. Sig. Don 
Lodovico Mantovani Priore , ha ridotta 
quella Chiefa in ottimo Stato. 

Su F Altare Maggiore in fondo alla Tri- 
buna l' Immagine di S. Michele , S. Ni» 
cola da Tolentino , e S. Francefco d' Affi- 
fi , e di Michelle Coltellino Ferrarefe ; ali' 
Altare a delira é un' antica Immagine di 
Maria Vergine , col Bambino velina di due 
colori, cioè la velie di color tane , è man to'bi an- 
co ali' Ufo antica degli Ebrei , che vef- 
tivano di Lana naturale ; tolto poi da Car- 
melitani , ed e/Ta Immagine tale lo r.ippre- 
fenta . 

L' altro Altare , con la B. Vergine , 

S. 



)( $9 )( 

S. Giufepps , Si Carli , e S. Filippo NT*. 
r.i , alcuni lo vogliono di G o Francefco 
Barbieri , detto ii Guerrino da Cento, al- 
tri di un tal Giufepp? Bonaccioli ; intor- 
bo alla Chiefa ritolte Storie della Scrittu- 
ra ant.sa con bofcareccie di Giufepne Zol- 
la da B-efeia Pitror Ferrare fé , la B. Ver- 
gine , e S. Carlo fù'dcfétti , fi ha per tra- 
dizione, foiTer dipinti da un Scolare del Bo- 
noni ; S. Giuieppe, e S. Flippo Neri aggiunti 
da' Preti dall' Oratorio , che prima cercarono 
di piantar in quella Chiefa le loro fìanze , e far- 
vi le loro funzioni vennero creduti del Bonaccioìi . 

S. GIOVANNI 

S. Giovanni Garofolimitano detto la Tri- 
nità , antica Commenda dell' Ordine di 
Malta , de' Cavalieri di Rodi , già antico 
Spedale, ha Chiefa , che viene ufficiata dalla 
Confraternita de' Sacchi , fot r o il 'itolo della 
SSma Annunziata, inftiftiita nella Parrocchia- 
le di S. Romano , 1' Anno 157^, e qui- 
vi ricoverata nel rySs'. 

L' antica Immagine di terra cotta del Pa- 
dre. Eterno col Figlio in Croce fra le Brac- 
cia , e lo Soirito Santo in forma di Co- 
lomba , credei! incita dall' Artefice , che la- 
vorò nelle (colture del Duomo , Niccolò da 
Ficarolo ; quella però di S Gio Battila dì 
quali tutto rilievo fu il Cantone della Fab- 
brica della Commenda è della Scuola de' Lom- 
bardi ; ficcome la S. Lucia fopra il fuo Altare . 

La SSma Annunziata all' Altare Maggio* 
re , a' iati della SSma Trinità , è dipin- 
E 3 ta, 



X 7t )( 

ti dal Monto , 1' altro Altare di S. G'u^ 
Ceppe vien detto del Bonfanti o Toricella 
altri fcrifléro copia fatta da Francefco Na- 
felli dall' Orginale del Correggio . 

Sopra la Porta di Sagreftia ervi la Tela 
dipinta dal Borioni , per voto alla SSrìia 
Trinità con due Ritratti d' Vomo , e di 
Donna, per cui convenne farne Glud'ce Giu- 
do Reni , filmando la medefìma j che il 
Pittore T aveffe caricata , il che fu di 
fomma loda del Profeflore. Altri quadret- 
ti in pittura della fua Scola fono appefi 
ai Muri della Chiefa . 

Nella Via di S. Michele y' è il Tea- 
tro Bonacoffi con ottime feerie dipinte da 
Francefco Ferrari , Francefco Scala , Tom- 
mafo RafFanelli , Antonio Ferrari , Giacomo 
Filippi, Ferrarefi , Burfsgnotii , e Tertuliano 
Teroni Bolognefi . 

Nella Strada di S: Paolo vi è I' alno 
Teatro ScrofTa Architettato dal Mazzarf-lìi 
con molte Scene colorite dal Buffagnotti , 
Vincenzo Poppi , Giufeppe Zolla , ed altri . 

Su la Via grande, vi é il gran Ora- 
famente della Teforeria , in cui un rui- 
ito Oratorio con TeJa dipinta da Giacomo 
Bambini , colla B. Vergine , S. Giorgio , 
S. Carlo , e S. Francefco d' Afììfi . 

Di fianco evyi la ruinofa,ma una volta gran- 
diofa Oftena dell' Angelo fatta dal Duca 
Ercole I. col diffegno di Gafparo da Cor- 
te fuo Architetto , in cui alloggiarono Er- 
mes , ed Annibale Bentivogli con Soldati, 
e' quattrocento Cavalli , allorché auuta la 

rotta 



)( 7i X 

rotta da Papa Giulio II. fugirono da Bologna 
elei ijo6. Un* Itinerario fcritto in latino da un 
Teueico per V Italia dice Ho [piti a. pradarifi. 
Ferraris ad JLngthi» , ed in prillici luogo 
Ferrano: si ^Ingslum . 

Altro edificio pubblico trovali ivi poco 
lontano, doue fu un Granaro fatto dai Mar- 
che-fi. Eftenfi a beneficio del Popolo poi da 
Criftoforo Fauretti detto il Sfregiato da Fiu- 
me , facti i Forni , privativa fu a oivenutì 
con fommo danno del Pubblico , e de par- 
ticolari , irufiìrne de* poveri , per Io eh* 
attribuifee M. A. Guarini L. 5. pag. 330. 
a ciò il c'aftigo di Dio a tutta la Cit- 
tà ii gran terremoto nel 1570. , la itefTa 
notte principiato , in cui fi chiufe il Mon- 
te delle Farine per i poveri . Acquietata 
poi della noftra Comunità V Anno i6z$. 
vi fu trafportata la Conciera de' Corami dì 
fua ragione, dove 1' Anno 1645. vi fu fon- 
dato il Bagno delle pelli , coli' indrizzo de- 
gli Architetti Gio Eattifta Barbieri , ed Al» 
tonso Gnoli dopo un' immenfa fpefa ina- 
bilito , come fi trova fcritto , 1' Anno 
1654. pigliando Y acque dal Canale di Cen- 
to , per Cattaratte , e Condotti fotterraneì, 
quali poi parlano alle FofTe del Cartello. 

Ritornando per la Porta del Cortile Du- 
cale su la Via della Rotta , oggidì Mon- 
te Vecchio , da un lato vi è il Monte 
dèlie Farine fotto il titolo di S. Gio Bat- 
tila , inuituito per i poveri dal V. P. F„ 
Lauro da Bergamo Dominicano celebre Pre- 
dicatore de' fuoi tempi fotto la protezio-* 
E 4 aie 



)( 7* X 

ne de Giudici de' Savi , e Priore di S. 
Domenico, in cui fi vendono Farina , e Bia* 
de efenti . 

L' alrro Monte trafportat© , come fcrivem- 
mo , dirimpetto al Cartello , di cui non 
vi retta , che il piccolo Oratorio oggidì di 
S. Ani ano Patriarca d' Alexandria , e Mar- 
tire Protettore de' Lavoranti de' Calzolari , 
che fu 1' unico Altare vi ha la Tela del 
Santo dipinta da Aurelio Ortefchi da Ro- 
v igo . 

S. GIULIANO 

La Chiefa di S. Giuliano era an$ic%- 
mente edirìcata do/' e la l'oda del Cane- 
Io, ed era Parrocchia , come da primi Sta- 
tuti de' Parrocchi fin dell' Anno J278. 
quivi riedificata da Avogaro degli Avoga- 
ri V Anno 1405. oggidì rincorata dal M. 
R. S. D. Antonio Riccioli , che n' è Pri- 
ore , ha la Tavola all' Aitar Maggiore di 
S. Eligio Vescovo , e Protettore, dell' Ar- 
te degli Orefici , ed Argentieri , creduta 
di Paolo Gaz ni Orefice , perche fotto vi 
fece feri vere '1 fuo Nome , non per aver- 
lo dipinta , ma per averla fatta erigere a 
di lui fpefe, (Kmando'fi da più diligenti 'Of- 
fervatori , e/Ter ella Opera del Pordenone , 
contornata poi da varie ifiorielle dello Scar- 
fella , eflendo gì' Angioli dipinti dal Bor.oni. 

La Pal'a di S. Galliano all' Altare de- 
gli OAi Albergatori fu principiata da Gia- 
como Bambini » e terminata da , Cela re Croma. 

Quel- 



){ 73 )( 

Quello dì S. Andrea dell' Arte de' Spro- 
cani , o Pefcivendoli è di Bartolommeo Sola- 
ti Fenàrefe ; 1' altro di S. Luca de' Bec- 
cali del Menagatci . 

S. MARIA NUOVA 

S. Maria Nova Parrocchia già de' Monaci 
di S. Bartolommeo fuor di Ferrara è Chie- 
fa dedicata lotto il titolo del Miracolo del- 
la Nev? detta S. Maria ad Ni-ves , e S. 
Maria in Lacu , et Lacus Maria- , dove vi- 
cino v 1 era una Porrà deMa Città , che 
con la Strana fi chiama ancor la Gofmc- 
ria , quella denominazione però la trovo più 
torto da una antica Famiglia fin del ijS^. 
rog. di Natale Notato in. exeunte Februa- 
rio , coi! elpreiìa Cafamentum unum fofitum in 
legione Ec ci e [ice Sancfce Marie? Nouce in an- 
drena Jobanis de Gufmario , uno cap. jindrona 
Guiìifij de la guatatila , alio capite Jindrona 
nella Gufmaria ex Archivio S. Silve/iri ; det- 
ta Nuova, dall' averla un' Abbate riedifica- 
ta nel!' Anno j 182,. come da una Senten- 
za di Ardizzo Vefcovo di Modena dele- 
gato Ponti fizio ; ad effa fu unita V Anno 
1709. parte della Parrocchia difìrutta di S. 
Biaggio Vefcovo , e Martire, fotto il tito- 
lo di cui dalla Camera Pontificia vi fu 
in effa edificata una Cappella. 

Nella Tribuna fopra J' Aitar Maggiore 
vi è il Miracolo della Neve dello Scar- 
fellino ; le Pitture intorno antichiffime , chi 
le fuma di Lodovico Mazzolino, ma fi credo- 
no 



X 7* )( 

no d' altro più antico , come il Patrizzato, 
o Corta . 

All' Aitar di S. Biaggio la Starna di 
poca confideraziene Ha intorno diverfe Im- 
magini dello Scarfellino , è del Bononi . 

All' Altare della B. Vergine la fcu Sta- 
tua fu intagliata di Filippo Porri . 

All' Aitar di S. Michele il S. Arcan- 
gelo e d' Aledaniro Nàteti! Pittor Fer- 
ra refe. 

L' Aitar dirimpetto ha il Croce fido in- 
tagliato da Tomin 2 fo Gandolft coli' Ornato. 

Nella Cappella de' Sig. Bonlei 1' Al care 
di S. Antonio Abbate , e S. M. Madda- 
lena , ha una Tavola , di cui alcuni vo- 
gliano , che 1' Originale fofTe dell' Orto- 
lano , altri del Garorolo, trafportato a Ro- 
ma, lafciandovi la prefente bella copia del- 
lo Scarfellino . 

La Cappella a finiftra della Tribuna del 
Priorato di S. Giovanni ia Cartel Tedaldo 
di prefente ha iopra V Altare, una Bea- 
ta Vergine con S. Gio. Battila del Sig. 
Giufeppe Travagli Pittor Ferrarefe , dove 
eravi V Ovato colla B. Vergine di Sigis- 
mondo ScaiiTelIa , ora affifo al Muro la- 
terale. S. Giovanni , che predica alle Tur 
be in piccole tìgure , è di Scuola Pvo- 
mana fatto a fpefe dell' Abbate Giufeppe 
Carli , che n' era Priore ; fopra le Volte 
di cuede due Cappelle , da un lato v' e' 
S. Biaggio dip : nto dallo Scarfellino , dall' 



altro 


un S. 


Sebaftiano fatto a 


tempra . 


In 


quefla 


Chiefa crnfervafi 


la Man 
diboia 



X 75 )( 

diboia intiera fenza denti di S. Biagg'o Vef~ 
covo , e Martire , un Braccio di S. Sii* 
veftro Pana , ed un altro di S: Adriamo 
Papa, trafporcati già dell' antica Chiefa , di 
Nonantola . 

S. GIUSTINA 

La Chiefa di S. Gfuftina V- e M. fu già 
antichifTima Parrocchiale con Monaftero anti- 
camente delle ragioni della Badia di Padovg, 
venne dai Vefcovo Paolo Leoni, !' Anno 
J584. liberata dalla Cura d^He Anime, eri- 
gendovi il Seminario de 1 Cherici Rolli , poi 
trafportati nel!' antico Palazzo Colabili , in 
Borgo Nuovo dal Card. RurTo 1' Anno 17*1; 
quivi coli' Eredità , di Carlo Baroni , vi 
fondò un Confervatorio di Zitelle Civili. 

L' antica unica Cappella coli' Aitar Mag- 
giore è Architettura dell' All'otti detto V Ar- 
genta , fìecome la Porta di marmo , su cui 
vederi un' Ovato con una B. Vergine in baffo ri- 
lievo fcolpita della Scuola del Lombardi , al- 
tri dicono di Girolamo di quefta Famiglia ; 
è Hata rimodernata affatto detta Chiefa V An- 
no feorfo 1769. dai Fanani , che avevano 
anche prima fatta la Chiefa interna in for- 
ma ottagona col Campanile . 

L' unico Altare fuddetto ha la pittura del 
■Martirio della Santa fatta dai R. Sig. D. 
Francefco Parolini; 1' altre picciole dipinture 
astiche all' intorno fono dello Scalpellino , e 
le due Statuette d' Andrea Ferreri- 

JUentrati fu la flrada della Retta fuddet> 

ta 



X 1* X 

ta avanti il Palazzo Fiafchi , che g'a fu del- 
la Famiglia dall' Erba donato dal Duca erco- 
le I. a Lodovico Fi a fé hi , riedificato in tor- 
ma moderaa dal Marchefe Aleflandro nel fer- 
colo pattato , e crnaio dì Pitture di cele- 
bri Maéflri , volgendoli dippoi fu la Spianata 
«iella Fortezza a delira trovali. 

S- MARIA BIANCA. 

L* Oratorio di S. Maria B anca d' antica 
Confraternità , cht; vede lacco bianco , fino 
del 1307- era Spedale a folaro per gli inter- 
ini della Città , e Pellegrini paflaggieri ridot- 
ta a terreno circa V Anno 1^67. ivi vicino 
dal Duca Erede li- vi furono alloggiati li 
poveri Orfanelli Torio la cura Spirituale de' 
Preti della Congregazione di Sortì afea 1' An- 
no 1558. già inftiuiìta da S. Girolamo Miani 
Nobile Veneto, Famiglia derivante dall' E- 
miliana Ferrarefe , ora Signorelli , dove col 
governo del Giudice de* Savi , ed una Con- 
gregazione de' Cittadini v' hanno in luogo 
«dell' Antico eretto un pulito Spedale , che fé 
fotte terminato fecondo il difegno, farebbe un 
luogo , ed un' Opera delle più Angolari , 
e neceflarie per la Città , e Cittadini. 

Neil' antica Ch'efa della Confraternità rag- 
guardevole è la Tavola dell' Aitar di mez- 
jo colla Purificazione della B. Vergine , a 
cui detto Oratorio è dedicato, opera di Ni- 
colò Rofelli P(t:or Ferrarefe , benché vi fia 
< hi abbia lafciato fcritto fia di Barto'ommeo 
Rainejjghi da Bagna cavallo. 

Gli 



)( 77 )( 

Cile altri due Altari del Crocefìflb , e B. 
Vergine non hanno cofa fuor della divozione 
di riguardo, ma il Crocefifio è di CarTìano 
Oier . a cui i Confratelli dicono ogni Fella 
un De profundis . 

Hanno un' antico Stendardo dipinto da Ca- 
millo Filippi Ferrare/e , e malaménte ridotto 
dall' antichità i fu finalmente guafiato da Pie- 
tro Sita Centefe . 

!1 Sig. Giufeppe Ghedini Ferrarefe , ne ha 
dipinto un altro a quelli Confratelli da fotto- 
poriì alla Croce , cella B. Vergine, che tiene 
fotto il manto moki Confratelli. 

In qtiefto Spedale I' Anno 1674. da Cle- 
mente X ; che donò per tal effetto il Dazio 
de* Paftori Foraftieri , che vengono a fverna- 
re in quefto Ducato , fu eretto il Collegio 
dementino fotto la Protezione del Cardinal 
Legato, Giurifdizione del M. abiurato , e Reg- 
genza de' Preti Somafchi V Anno 1688. traf- 
portato poi in S. Niccolò, come fcriverr.mo, 
augnandogli Clem. iX. parte del Dazio fopra 
Paftori efteri , che vengono a fvernare i lo- 
ro Armenti . 

Poco dinante vedefi la grsn Fortezza di- 
figura Pentagona , a cui fi va coperti dall' 
^rdor del Sole da quattro file d' Olmi folti f- 
fì-ni, che dalla Strada della Rotta per la 
Spianata guidano alla principal ìortita per il 
lungo Ponte, che traverfa la folla; entran- 
cic lì per magnifica Porta di marmo , che già 
era a quella della Città in capo la Via di 
S. Pietro ; era fotto 1' Architrave adorna 
d' un gran Feftone di Marmo , qual dubi- 

tsndofì 



X >s )( 

ranJofì faceffe per il gran pefo rompere I' Ar- 
chitrave ne tu levaco , e giacque un tem- 
po avanti la Porta del Magazzino del nofìro 
Pubblico , finché ne fu lavorato un Fittone 
su 1' Angolo della Via del Praifolo verfo li 
Battuti Bianchi per andare al Corpus Domini . 
Le due »:raiad' Aquile con li due Draghi di 
bronzo su la medefima , InTegna di Paola 
V- Borghefi , fono fiate fufe da Giorgio 
Alberga . 

Fu quefta Fortezza principiata da Clemente 
Vili 1 Anno 1599. dove gà (correva il Pò, 
interrotto per le torbide del Reno in efiTo in- 
trodotto fin 1' Anno i$iz. Il primo fuo Ar- 
chitetto fu Gio. BattifU Aliotti da) Ferrara t 
«letto 1' Argenta , quale fi fervi d' uno dei 
tre Baluardi fatti fare dal Duca Alfonfo lì. 
1' Anno 1590. quando vidde mancar F ac- 
qua del Pò , che era da quefta parte per 
Ja difefa della Città ; dov' è il Baluardo 
Spinola v' era I' antico Cartel Tedaldo dall' 
Avo della gran Contefsa Matilde DucheiTa 
di Ferrara, onde forti il nome da Tedaldo fuo 
Fondatore noti/lìmo nelle Storie , che aveva 
due Rocche, come F Ariofio nel Canto 43. St. 54. 
Ghianda hntan /coprendo di Tedaldo , 
JLmbe le Rocche il Capo alzò Rinaldo ; 
Pi là dal Pò v' era un Torrione rotondo fatto dal- 
la nominata Conte Isa Matilde , atterrato poi 
dal Duca Alfonfo I. li 15. Febraro 1511. le 
di cui fondamenta fra F acque miranfi nel- 
la gran FofTa ; efeguirono V Opera Pompeo 
Targoni Architetto , Fra Giunipero Cappuc- 
cino vi aflìfìé ; furono accrefciute le mez- 
ze 






)( 19 X 

7e Lime nella profonda Fotta pU-na d' ac- 
qua dal Colonello Floriaiii da Macerata. 

Nel mezzo della Piazza ci' Armi di det- 
ta Fortezza vedefi la Statua di marmo del 
fuddetto Sommo Pontefice Paolo V. col Man- 
to f e Triregno , fcolpita da Gio. Luca 
Genovefe, portavi V Anno 161L 

La Chiefa di detta Fortezza dedicata alla 
SSma Vergine Annunziata dall' Angiolo , con 
Statue di Profeti nelle Nicchie » colonnati, 
ed ardivi vagamente adorni, fu Architettata dal 
già detto Aliotti a proporzione del fito. 

Su l' Aitar Msggiore la Pala colla SSma 
Annunziata è dello Scarfellino , nell' altro 
Altare la S. Barbara di Cerio Borioni . 

Gira la Piazza della medefima contorna- 
ta da' Portici > e Fabbriche per gli Uffi- 
ciali j e Soldatefca aperti ia cinque luo- 
ghi , quante fono le Cortine cofrifpondea- 
ti ad altrettanti Baluardi, la quantità dì 
pertiche di Ferrara 150; che fon patti Geo- 
metrici 315. 

il Giro di tutta la Fortezza, intorno ìe 
Fcfie , è di tre miglia Italiane. 

Tfovafi arricchita di molte Armane j la- 
fciaìido fcritto il Gavalier Lunardo , che 
al tempo d' Vrbsno Vili, v' era un Ar- 
merìa fatta dal Sig. Mario Farnefe > fat- 
to il Pontificato di Clemente Vili, (uffi- 
ciente ad armare venticinque mi Ila Fanti i 
ma quefte Armi ridotte a ; moderno Ufo di 
Guerra fono affai più , ficcome le Artiglia- 
rle difpofìe fopra le Mura , e Baluardi , 
molciffime delle quali furono fufe dal Du* 

ca 



)( So X 

et Affonfo I. molto intendente di tal Arte, 
febbene credlno altri da Alfonfo Borgognoni 
da Ctnto Fonditore del Duca Alfonfo 11; 
ed accrefeiute da Urbano Vi.il. da diverti 
Cardinali Ledati , regnando Clemente XI. con 
Figure , ed Arabefchi di mirabil lavoro . 

Nella Spianata verfo la Città v' erano le 
Parrocchiali di S. Giovanni in Cartel Tedal- 
d© , oppure in Ara C a fi ri T ed aldi , di Santa 
Agat3, atterrate V A»no 1598; come prima 
fuori della Porta, oggidì di S. Benedetto , 
quella di S. Marco fatta demolire dal Duca 
Alfonfo , quella di S. Siro antichiilìma , di 
S. Giacomo di là dal Pò , oltre la Chiefa di 
S. Mantello , e Convento de' Cappuccini ; 
lo Spedale di Santa Maria Maggiore ,• la 
Maddonna della Rotonda; il gran Palazzo di 
Belvedere nell' Ifola del Po ; e nel Borgo di 
S. Luca ; la Chiefa , e Confraternita di S. 
Maria de' Padri Serviti , altra di S. Mad- 
dalena , di ragione del Capitolo , rafe con 
quefV ambi li Borghi , per fare a detta 
Fortezza la nsceffaria feoperta. Dentro la Cit- 
tà furono diroccate le dette Parrochie di S. 
Giovanni, e S. Agata, con tutte le Strade , 
e Cafe ad elle foggette , dove andarono a 
a male tante Famiglie, che vi avevano com- 
mode abitazioni , e la mia pur troppo per- 
dette la Cafa nella Via di Spinello o della 
Rotta col Torrazzo su le Mura; il Palazzo 
Varani , e poi ultimamente il Riminaldi ; il 
Convento , e Chiefa nobilifììma de Servi get- 
tati a terra T Anno 1635. e la Parrocchia 
di S. Biaggio , colia Diaconia Canonicale già 

detta 






X ti )( 

«fetta S: Mark Bianca, e pia anticameate 
S. Marra del Pino, poi S. Giobbe dalla Con- 
fraternità in ella eretta , /radicate V Anno 
170S coi Tuo bello Spedale per gì' Infetti da 
lue venerea ; il Palazzo detta la Cartellina 
fatto erigere dal Duca Alfonfo I. del 1505. 
fu il Canale, che portava 1' acqua del P©, 
tra i Giardini Ducali e la Pefcharia della 
Rofa , che poi pa/Tava alle Folle del 
Cartello , ufcend© per Condotto fotter- 
raneo fotto la Giovecca j una volta aacor 
efla antica FoMa della Città , che col già ri- 
ferito Condotto era denominato il Cavo , ora 
Canal Panfilio , e quello divideva la Città 
Vecchia dalla Nuova, detta 1' Addizion Er- 
culea fatta dal già dett' Ercole l. 1' Anno 
M9 2 -- Quefto Cavo oltre del metter capo nel- 
la Fofia della Città a Porta S. Benedetto , 
dove era una Pefchiera , i pefci della qua- 
le a faono di un Campanello venivano a pig- 
liar T efca a gala d' acqua , che loro fi 
gettava da una bella Loggia su detta Porta, 
altro ramo con detta Cavo girava a pie 
delle Mura , o Terrapieni per di dentro fino 
alla Montagnola di S. Gio. Battifxa , delizie 
tutte defcritte dal Guarini nel Libro fecondo 
• pag. 56. e 77. a cui rimettiamo il Lettore; 
fìccome verfo il Mezzodì , efìendofi atterrate 
tutte !e vecchie Mura con le Porte della 
Gu r mnria , o Lacus Mari or, S. Steffano , S. 
Paolo, S. Romano, e S. Agnefe , dilataron- 
11 cuffie di lì all' Alveo antico del Po in- 
territo , rhe oggidì forma parte della Spia- 
nata , r Gno della Grotta , ed in lungo di 
F efio 



)( Sa X 

offa fu altsta la Cortina di detta Fortezza, 
o Tua foflfa , che prolungali fino a Porta Pa- 
ola, con un Baluardo dalia parte delira, qua- 
le accompagna 1' antico già fatto dal Duca 
Alfonfo li. a fianco la murata Porta, di S. 
Agnefe, e pigliando in mezzo la bella Porta 
della Città di marmo d' Architettura Runica, 
o Tofcana delineata dal Targoni, detta Porta 
Paola, ratta coftruire dal Sorho Pontefice fud- 
detto P.io'10 V. come 1' Iscrizione accenna. 
Pattata la Foffa, per cui le Barche efeono 
ci Città fotto le Mura alla Porta di S. Be- 
nedetto per il Ponte di S. Gabriello, dove 
anticamente era la Porta detta di S. Biag- 
gio, $' entra nell' Addizione Erculea, a man 
finiftra t* è la Chiefa di 

S. GABRIELLO. 

Monafìero eoa Religiofe Carmelitane , ivi 
introdotte dalla Ducheifa. di Ferrara Eleonora 
d 5 Aragona , Moglie del Duca Ercole I. V 
Anno 1*89; fino del 1151. da un Teftamen- 
to della Beatrice Moglie del già Enoc Me- 
dico per rogito di Benvenuto Notaro del Ta- 
magnino della Centra di S. Salvatore , fi ve- 
de a quel tempo effere flato abitato da Re- 
ligiofe , che fi chiamavano di S. Gabriello; 
anzi lo Statuto antico di Ferrara ailegna lo- 
ro un' annuo fuffidio di aj. lire; quod So* 
rorcs Sancii Gabrielli habeant XXV. lib. Fer: 
ammatim a Communi Ferrari* , ut B. Gabriel 
Xfi Nnnciiis intercedat , ut affieni temfeftates , 
et ftftes ; divenne noi Spedale , a cui il 

Vefco- 



X ti X 

Vefcovo Guido di Ferrara I' Anno 1354- $* 
Agofìo per rogito dì Giovanni Vifcome de* 
Piilori Notare unì altri Spedali , efiftenti sì 
dentro , che fuori di Città , che allora fi 
trovava nel Borgo di Mizana, ufeendo dalla 
Porta di S. Biaggio. 

L,' Aitar Maggiore di quefta Chiefa ha la 
bella Tavola culla Vergine SSma Annunziata 
dipinta da Benvenuto da Garofalo . 

L' Aliare con 1' Immagine della B. V. 
che da' lo Scapulare al B. Simone Sto- 
ch , è di Maurelio Scanavini Pittore Fer- 
ra re fé ; vS. Te re fa , e S. Maria Maddelen- 
na de' Pazzi del Reverendo S Don Fran- 
cefeo Parolini rimiratili nelP altro Altare. 

Per Chiefa appefe foaovi, quattro Tele col- 
la B. V- Annunziata di Tommafo Capita- 
nalo , ed un Adorazione de' Magi , con 
la Depofizione della Croce , ed una Pie- 
tà , copie di mani antiche dagli Originali 
del Baftaroli , e Garofalo . 

In Sagreffcia vi è la Caduta di S. Pao- 
lo di Sigifmondo Scarfella . 

Sotto 1' Aitar Maggiore vi fi venera il 
Corpo di S. Efuperanzio Martire , col no- 
me proprio , e Vafo di Sangue eitratto 
dal Cimiterio di Ciriaca 1' Anno 1703. 

S. CROCE. 

In capo a quella Strada evvi la Chie-« 
fa di S. Croce, detta anticamente la Cro- 
cetta , dov' vi era un 'Convento di Mo- 
nache Agoiliniane fino al ia8o, con Chie- 
Fa fa, 



X 8 4 )( 

fa , fott» il titolo di S. Eirnabt Appo- 
solo , edificata fopra Val Marina nel luo- 
go dell' antico Cartel Nivento , o Ti idea- 
to mentovato da Tolomeo , e da Gio Pa- 
nonio Vefcovo delle Cinque Chiefe, rap- 
portato «lai aoftro Piifciano b<^1 Cap. 3. 
lib. primo delle Antichità di Ferrara . 

Quefle Monache per opera del Daca Er- 
cole I. farono 1' Anno i486, iatrodotte ìa 
Città , ed unite a quelle di S. Agoftino, 
e <ìuerlo Convento ru affegnato alli Frati 
Minimi , vivendo il loro miracoiofo Infti- 
tutore F. Francel'co de Martciilli da Paola 
CaJabrefe , detto poi S* Francel'co da Pao- 
la, che pafsò alla gloria V Anno 1507- 

Cambiò il titolo di S. Barnaba in quel- 
lo di S. Croce 1' Anno 1551, quando ef- 
fendo quivi il Duca Alfonfo I. ebbe nu- 
tizi-i del Laudo a Tuo favore dato da Car- 
lo V. Imperatore, il giorno dell' Invenzio- 
ne della Croce , fopra le pretenfioni di Mo- 
dena , e Reggio, per lo che fece riedifi- 
care quefta Chiefa , e Convento folto il 
titolo di S. Croce. Madama Irene , detta 
Reaea di Valois Figlia di Luigi XII. Rè 
ài Francia , e Moglie del Duca Ercole 
li. di Ferrara L' arricchì del Ritratto 
al saturale di S Francefco di Paola , 
che fi vene? a nella fua Cappella alla 
fini fira della Tribuna , adorna di Stuc- 
chi dorati a (pefe di varj Cittadini , 
fatti da Gioan Bologna ; oltre di ciò 
doaò a quelli Religiofi uà Abito coi Cor- 
done 3 mfato da dette Santa ia vita , mi- 

raco- 



ìt ts )e 

fscolofi j*er le grazie , e prodigi * c ^ s ^' 
D. Maeftà ad interceffione di quello Tau- 
Jnàturgo conceda a' dìvoii. Il Card. Glo- 
%anni Patrizi Legato di Ferrara per giti," 
za riceuuta fece fare a Venezia la bella 
mezza Starna à' Argento del Santo , pat- 
tata à& ftioi ReFgiofi in Proceffione la 
Domenica in Àlbis. 

Nella Tribuna vi sono due gran Tela» 
dipinte coli' Invenzione , ed Esaltazione, «ii 
S. Croce, da un loro Laico per fiorite Fra 
Gio Battifìa Torretti . 

Nella Cappella a delira vedefi la B. V. Annun- 
ziata di Firenze, dipinta da Giacoma Bambini . 

S- Francesco di Saies ai ilio Altare è 
di Bartolommeo Solati. 

S. Antonio di Padova è di Gio Braccioli* 

La Vifitazion© di Maria Vergine fu dipiita 
da S:gifmondo Scarfglla . 

5. Febbronia al fuo Altare da Girolamo A» 
guzzi dal Final di Modena. 

La Gloria de 1 Santi appefa a! m*ro dì 
rim petto è del Bononi. 

Per Convento alcuni Santi dell' Ordine fo- 
no di Giufeppe Menegatti . 

Il Chiofìro dipinto tutto della Vita , e 
Miracoli del Santo loro Fondatore in luogo 
ti' alcre antiche pitture cadute, fono Opere 
di Gjufeppe Zolla Brefciano , e di G;o Bamfta 
Cozza , che ne dipinfe tredeci , ed una dei 
§ig. D. Francefeo Parolini ,• altre di Felice Fi- 
netti , e Gio Bonario Padoano , detto Ti&la.- 
no dalle Sguare . 

In quella Strada ritornando addietro a 
F 3 ttian 



)( 8S )( 

man fini (Ira trovafì uno Spedale , fot to il 
titolo di S. Lazaro per ricoverare dodi- 
ci povere Donne initituito , e fondato dal- 
la Lucrezia Pia 1' Anno 1579. 

S. CATERINA DA SIENA 

La Chiefa di S. Caterina da Siena, po- 
co dittante con Monaftero di Monache dell* 
O dine Domenicano fu edificata dal Duca Er- 
co e I. 1' Anno 1495. dove con V autorità 
d Papa Alefì'andro Vi. avendo fatta venire 
da Viterbo Suor Lucia Bnccoleli nativa di Narni 
de' Terz' Odine dì S. Domenico, e ciò con gran 
fpefa , accompagnata da gente d- armi , per 
elitre infignita nel fuo Corpo delle Stimmate 
<li N. S. Gesii Griffo , ve le introduce con 
altre feflantafei Monache , fra le quali lua 
Madre , ed una fua Zia il giorno j. Luglio 
j 501. donando loro moltiiììmi fìabili , e Pofl'ef- 
fioni per il vitto di cento Monache. 

Quefta Serva di Dio volo al Cielo gli io, 
Novembre 1644; il di cu; Corpo incorrotto fi 
conferva in CafTa di Criflallo, da cui fu reci- 
fa una Gamba per ordine di Clemente Xf. e 
mandata a Nar»i fua Patria, dove nella Cat- 
tedrale fi venera in fn.ntuofa Cappella ; ella 
ha r Ufficio proprio si nella Città di Ferra- 
ra, Narni , e Viterbo , che in tutto f Or- 
dine Domenicano. 

La donazione fu fatta dal Duca Ercole I. 

alla B. Lucia , e fue Religiofe fotto il dì a 

Luglio I5o^. in Ferrara nel Monaftero , e 

Cella, o Camera di Suor Lucia inferirà, del- 
io 



X 87 )( 

Ja Chiefa, Monaflero, PofsefTìoni, Decima, Livelli 
Gafe , ed altro per il mantenimento di det- 
te Monache, per rogito di Baitolornmeo Go- 
gi Notaro , e Giurisperito , qual oltre il gran? 
elogio , che fk a quel Principe sì in profa , 
che in veriì latini , feri ve Ducem monafteria, 
[uà in Hsrcule.a ^.ddiiione locavit , quee t e ligie- 
fis vins , as muli e ri bus ita iam r epievi t ut mi- 
rabilius nibil contuerì pojj/t , inter qu<£ unum 
nuper cum perfecifset }{e ligio fiffimus PfinCffis a- 
nimadvertens uulnera lesu Xpi , quee Paulus fuo 
in Corpore patiebatur, et fìigmata, qme Fransi jcur 
in Cor pere babebat. quaiq. forte mirabilìus cfl Mu~ 
lisrem a Deo ij'dem ftig-<r.&nbus injhnitam . 

L' Aitar Maggiore di puliti marmi ha la 
Pala dipinta in Tela da Marc' Antonio Fran- 
cefchini da Bologna coi Salvatore ,che cambia 
il Aio Cuore con quello di S. Caterina da Siena. 
A 1 Iati del medeiit-no appefe vedenfi al Muro due 
Tele , una col Sài'yator morto di Giacomo 
Parolini , l altra in luogo di una B. Lu- 
cia di Giufeppe Zolla , portata altrove , v' é 
collocata 1' antica Tela dipinta y che era 
già all' Aitar Maggiore , credei! de! Bono- 
ni , su 1" antico or ginale di Gosma , al- 
tri dicono della Francia 

La bella Cappella otnagona architettata dal 
Sig. Agapito Poppi , ed efeguita dai San- 
tini , in mezzo della quale fi venera I ! Cor- 
po della B. Lucia , ha nel fondo la Tavo- 
la di S. Caterina da Siena , con li Ritrat- 
ti di Pio II ; del Duca Ercole , ed altri 
genufletti , creduta del Pordenone , e da altri 
d' Ercole Grandi Ferrarefe , da alcuni dì Niccolo 
F * Pi- 



)( n )( 

Pifano; ma quefto era Scultore , e fu due 
fecoli prima quid Vicaria tuum non lo no- 
mina Tito Strozza Niccolò , ma un Pilano 
a' Tuoi tempi Pittor e Scultore. 

Le Statue di ftucco o geflb nelle Nic- 
chie fono di Lorenzo Sarti Bologne fé , con 
gì' altri Ornati di rilievo ; la Quadratura 
fu dipinta dal Sig. Giuseppe Facchinetti ; e 
le figure , ficco/ne nella cima la B. Lucia in 
gloria dal Sig* Giufeppe Ghedini, Pittori Fer- 
rarefi , li due Angioli , che foftentano la Caf- 
fa col Corpo della Beata con gì' altri due 
a' lati dell' ornato di marmo , che abbrac- 
cia la ferrata , e divide la Cippella dalla 
Chiefa , di terra cotta fu lauoro dei Fra- 
telli TafTelli Bolognefi . 

L' Aitar dirimpette , dove già v' era uno 
Spofahzio del Bambino Gesù on S. Caterina 
Martire, ed altri Santi intorno, delio Scarfel- 
lino , ha in fuo luogo collocata una Copia 
•lei Crocefiflo di Guido Reno, che fi trova 
in originale ne' Cappuccini di Bologna . 

La forfitta della Chiefa, in cui vedefi la B. 
Vergine con quattro Saati Domenicani , fu co- 
lorita da Antonio dall' Angelo; ma riguarde- 
voli fono le due Statue di geftò a' lati deli' 
ornato del fuddetto Crocefi/fb full' Altare, del 
famofo no (ho Andrea Ferreri : 

Oltre il Corpo delia fuddetta Beata Fonda- 
trice , quivi fepolte fono morte cos odore 
di Santità , e fue Alunne la Beata Beatrice 
Ventres, morra li 6. Nov. 1 405, la B. Dorotea Peri- 
nati, morta li 16. Decem. 1507 la B Ceclia Beccari, 
mortali 24. Febraio 1507. la B.Euilochia Merca- 

delli 






X *9 )( 

cèlli, morta li 4. Gerì. 1508. la B. Giovanna Mar- 
ciar!, mortali 12. Aprile, delle quali nerapporta- 
10 gli Elogi li P. Pio, Rapi , Bollo, oltre il 
r.ofro Guarini cogli altri Scrittori. 

Conferva!! ancora prafìo di quatte Monache 
una parte della Spalla di S. Caterina da Sie- 
na , ed il Diro di 5. Pietro Martire , con 
cui col proprio Sangue morendo fcritt'e in ter- 
ra il Credo in Deum, donate alla Beata dal 
Duca Ercole I. fuo gran benefattore. 

S. BENEDETTO. 

La Badia di S. Benedetto infigne, e cele- 
bre Monaftero della Congregazione Carline h fé 
di S Ghittina, Regio Monattero, e Badia nel- 
la ttrada paco lungi alla Porta ittelìamente 
detta di S* Benedetto , fu edificato in luogo 
del Priorato di S. Marco , già dal Duca 
Alfonfo II y ivi vicino riedificato in luogo 
dell' antico dittrutto p^r fortificare la Cit- 
tà da g netta parte 1' Anno jjo6 y Quefta 
Chiefa venduta al Noftro Pubblico , e profa- 
nata , fu ridotta in un Magazzino , che fia 
di fianco 'alla Piazza della vada Bafilica di 
S. Benedetto ; in luogo di quella v' e- 
refsero i Monaci la prefente in forma di Cro- 
ce , con tre Navate fui Modello di S. Pie- 
tro in Vaticano , efsendone flati gli Archi- 
tetti Gio Battifìa , ed Alberto Fratelli Trifta- 
ni Ferrarti! , come anche del Monattero 
Gio Antonio , e Guido Pighetto con Maffeo 
Tagliapietra , che intagliarono i marmi della 
Facciata in pietra Ifiriana, le Bafi , e Capi-^ 

talli 



)( ** X 

talli de' Pilaftri , le colonne , ed altri or- 
nati del Monaftero , terminati l' Anno 1555. 
Queftì Monaci furono chiamati dall' Anti- 
chiffimo Monafiero Pompolìano nella Diocefi 
di Cornacchie , Ducato di Ferrara già refo 
inabitabile per la quantità degli Infetti , e 
Zampane , che opprimevano quei Religiofi , 
come dalla detenzione florica civile, e na- 
turale di Comacchio del Dott Bonaveri , 
e Dott. Proli fol. 3». cum monafterium ipjum 
ftum et etdificatum , et potijjìme tempore cefli- 
uo , ubi etiam Mujcdt et Cinifes in tanta multi- 
indine ahunddnt J quod vix Abbas, et Monaci ac 
familiares eorum vivere , A quali Religiofi fu- 
rono dati i Priorati di S. Salvatore in Fica- 
rolo , il Priorato di S- Lorenzo delle Cafel- 
le nella Dioeefì noftra , ed il Priorato di S. 
Marco nella Città di Ferrara , già de' Cano- 
nici Regolari di S. Fridiano di Lucca, ivi in- 
trodotti dal Vefcovo Landolfo , e noftro Ca- 
pitolo, fin dell' Anno 1135. ma pofeia man- 
cata 1' OflTervanza, e fatto da Innocenzo Vili. 
del 1401. dei beni della Pompofa un Benefizio 
femplice fotto il titolo di Prepofìtura , col 
lafciar il titolo di Abbate alla Badia , ed 
antica Chiefa Pompofìana , quefta fu unita a 
S. Benedetto di Ferrara da Aleffandro VI. 
^491. con gli altri beni di ragione di detti 
Priorati , e la Prepofìtura venne fatta Gius- 
padronato della Cafa Eftenfe , confermato 
,-: icora nella celebre Convenzione Faentina . 
Fecero effi Monaci fontuofamente adorna- 
re fecondo V ufo loro di pitture tutta la 
Chic fa nelle Volte , Cupola , e Cadi ni del 

Coro 






)( 9* )( 

Coro , e Cappelloni laterali colle Immagi- 
ni di Santi tra gli Archi , Opere d< Vin- 
cenzo Veronefi , e iuoi Scolari ; Queftp 
dipinfe ancora neJl' Atrio del Refettorio il Pa- 
radifo , in cui vedefi il Ritratto di Lodovi- 
co ArioOo , qual renne dipinto da Leonar- 
do Brefcia . 

Nel Coro poi della Chiefa vi è V Q« 
razione nell' Orto di Coilanzo Cattanio Pit- 
tor Ferrare fé . » 

Il primo Altare a deftra colla Natività 
del Signore , é di Francefco Surchi Pittor 
Ferrare fé , detto il Dielai . 

All' Altare del Cappellóne vicino , la B* 
V- Affunta viene riconofciuta del pennello 
dello Scarfellino ; nel P allotto il Salvatore 
colla Croce in ("palla è di Gio Andrea 
Ghirardoni Ferrarese. 

A* lati la Natività della B. Vergine,© 
la Visitazione in ampie Tele , dipinte furo- 
no dal Sig. Antonio Gavirati Cefenate Pit- 
tor Ferrarefe . 

Neil 5 Alfare della feguente Cappella la 
Refurrezione del Signore è di Camillo Rizzi . 

Segue nell' altra su 1' Altare S Mau- 
ro di Giacomo Parolini , la Tela con ì 
Santi Lorenzo, e SterFano portati dalle Ca- 
felle , flimati fono dì Paolo Cagliari Veronefe. 

La S. Caterina nel feguence Altare è 
dello Scarfellino . 

Li Santi quattro Dottori fono di Giufeppe 
Calletti , detto il Cremonefe . 

Neil' ult'ma Cappella da quefto lato vedefi 
il celebre S. Marco dello f te fio rinomato Pittore, 

Dall' 



X *» X 

Dall' altro lato fcoprefl nella prima Cap- 
pella la bella Tela dipinta da Ca Io Bo- 
ttoni , in cui efpreffe S. Giovanni Eatt'fta, 
the riprende Erode con Erodiade sedenti a 
Menfa, ed in figura di un fervo, che fi af- 
faccia alla Porta egli vi dipinfe Alfonfo Ri- 
varola , detto il Chenda fuo Scolare ,• qual 
Opera venne incifa in rame dal diligente pofiro 
Andrea Bulzoni . 

Nella feconda Cappella il S. Carlo Borromeo 
4 dello fteiìo Scarfellino ritratto effo Santo vi- 
vente V Anno 1580. mentre trovavafì alloggiato 
in quefto Monaftero . 

Nella teraa il Martirio di S. Placido , e 
Compagni, dello fi effo ■ Scarfellino . 

Paffata la Cappella del; Crocefiffo di rilievo, 
nel!' Altare , di Marmo dell' altra vicina , 
il S. Benedetto é dello Scarfellino ; nell* 
ultima poi su 1' Altare, il S. Lorenzo é 
di Aleffandro Tiarini Pittor Bologne le . 

Si entra nella gran Cappella del SSmo 
Sacramento , il di cui Altare ha per Pala 
la bella Tavola della Girooncifìone dipinta 
da Luca Longh' Pittore Ravennate; e quel- 
le dell' ornato da Niccolo Rofelli ; e le due 
gran Tele a' lati della Cappella col Signo- 
re in Emaus fra due Difcepoli , e la Man- 
na nel Deferto con Mosè furono colorite 
dal Slg. Antonio Cabrati . 

Fuori di detta Cappella vedefi il nobil 
Monumento del noftro Lodovico Ariofli con 
Ja fu a mezza Statua coronata d' Alloro, if- 
crizione fotto del celebre Cavalier Gianbba- 
tifta Guerini . e due Statuette indicanti la 

la 



)( fi IC 

la P#efìa Eroica , e la Gloria della Vir- 
tù , fatte di prezicfi marmi fui difegno di 
Gìo Battila Aliotti, detto I* Argenta , ed e- 
fegvito dallo Scultore Ale/Tandro Nani Manto- 
vano , qual è ftaco incifo in rame dal no- 
flro Bulzoni , e Campato nella Storia dello 
Studio di Ferrara , compilata dal Segretario 
Dote Ferrante Borfetti . E' fuperfluo il dire 
da quanti Potentati ila flato vifitato , e nelP 
Anso j 7 3 8 . mentre fi cambiavano li Cavalli 
del numero fo feguito fuor della Porta , 
il Sereniffimo di Baviera , che fu poi Im- 
peratore Carlo VII. volle a piedi entrar in 
Città per venirle a vedere ,• così pur la fa- 
gra Maeftà del Regnante Imperator Giufeppe 
li. in pari occafione li 19. Maggio 1769. paf- 
fando per Ferrara veder lo volle , e compiac- 
^uefi di leggere il fuo non men celebre che 
•legante Epitaffi') frolpitivi fopra i feguenti verfi. 
Nottt s , et Efpenjs iacet bìc JLreofìus , et Indis, 
Cui Mufa ceUrnum nomen Etrufca dedit . 
Seu Satyram in r vitia exacucit, feu Comica lujft . 
Seu cecìnit grandi bella , ducefque tuba, 
Ter fummus Vates, cui docli in vertice Pindi, 
Ter gemina licuit cingere fronde comas . 
Mirar volle ancor il Ritratto dell' im- 
mortai Poeta dipinto nel Paradifo avanti i£ 
Refettorio , come dicemmo . 

L' Altare vicino ha un Crifto morrò fofte- 
mito da due Angioli dipinto da Sebastiano Filip- 
pi, detto Baftianino; e degno d 1 eiTer riguar- 
dato 1' Aitar Maggiore, e per la qualità dfe' 
marmi , e per la fimmetrìa e pulito lavoro. 
Le due Statue a' Iati deilo fte-To fono di 
nuaa ne» eonofeiuta . Nel 



)( 94 )( 

Nel primo Chioftro vi è a deftra il Ca- 
pitolo, in cui fui muro un Crifto morto fra 
due Angioli dipinto a frefco dal Garo- 
falo. 

Nel Refettorio poi la bella Tela colle Noz- 
ze di Cana in Galilea dello Scarlellino . 

Le Stanze Abbaziali fono adornate di mol- 
te rare Pitture di Maefìri infigni in fpe- 
zie del Bononi, Scarfeilino , Cremonefì , ed 
altri . 

Nella Bafilica Pompofiana su i muri fi 
trovano moke Storie dell' antico Tesamen- 
te , con tutta la Vita de' Redentore , ed 
fotto un dittico latino per cadauno indican- 
te il fatto , dipinte dal famofo Giotto , che 
dipi n fé anche 1' antico Refettorio ; le di 
cui tre principali , cioè la Cena del Si- 
gnore , il Salvatore fra la B. Vergine , ed 
il S. Battifìa , e due Santi Abbati con 
Cocolla nera , ed il miracolo ivi feguito del- 
l' acqua cambiata in vino in mano dell' 
Arcivefcovo Gebeardo di Ravenna alla be- 
nedizione dell' Abbate S. Guido Strambia- 
tì , fatte furono da me intagliare in legno per 
stamparle , dal fu Silveftro Neri. Sono /par- 
iti i già detti veifì , fenza che veruno 
iìafi curato di ricopiarli, quando fi poteva- 
no leggere , avendone feoperti alcuni , che e- 
rr.no di quel!' anreo metro detto Leonino. 
Fra gli archi vi fi vedono le figure fim- 
boiiche dell' Apocalifle , e dietro la Por- 
ta Maggiore un' antica Immagine di S. 
Benedetto col Cappuccino in capo , in at- 
to di benedire un Noyizzo genufleflTo vef- 

tito, 



X Ì3 X 

tito , e dipinto a color tanè , o lia di la- 
na naturale ; 

Hanno quelli Monaci Reliquie infigni di 
S. Placido , e Flavia , Fratelli Martiri , un 
Paftorale d s A vorio , ed OMo , che dico- 
no fofle di S. Guido, ma io credo bensì 
dell' Arciv. Gebeardo morto in Pompofa , 
ed ivi fepolto, adoprato poi da S. Guido, 
come ancora un' altro di fìmil antichità , 
e lavoro ufato da quello , ed altri Santi 
Abbati Ultimamente dalla Collegiata di Spi. 
ja , dove fi venerano le Offa di Ssn 
Guido Abbate, il P. D* Mauro Squarzonì 
Ferrarefe , oggidì Priore di Subbiaco, rice- 
vette in dono una Coffa del detto San- 
to Abbate . 

Nella vicina Strada di Mirafole vi fono 
le Abitazioni , dove morì il gran Poeta 
Lodovico Ariofti , già da lui fabbricate , e 
in fondo all' Orto delle quali , Virginio 
fuo Figlio , e noftro Canonico fece alzare 
un pulito Oratorio , fotto il titolo di S. 
Lorenzo 1' Anno 1557- defìderando ivi 
trafportare le Ceneri del Padre e decorarle 
xaccolte in onore voi Tumulo . Ma Cle- 
mente Vili, avendo monrato piacere , 
che rimaneflero in S. Benedetto, un* altro 
Lodovico fuo Pronipote vi erette il magni- 
fico anzidetto Sepolcro 1' Anno i6iz. re- 
cando di poi distrutto V Oratorio fud- 
detto . 



5. Maure- 



X 9* )( 

S. M A U R E L I O. 

Poco diftante dalla Chiefa e Men. fiero 
de* Benedettini trovafi la Chiefa di San 
Maurelio Vefcovo , e M. Comprotettore di 
Ferrara con Convento de' Cappuccini deli' 
Ordine di S. Francejco . 

Il primo Ricetto , che ebbero quefti aufte- 
ridìmi Religiofi fu in. un Ifola nel mezzo del 
Pò di Volano nel Birgo di S. Giorgio, detta 
1' Eremitorio , oggidì per 1' alluvioni inter- 
rito , dicefi il Pentimento; in cui furono allog- 
giati dal Duca Ercole IL in occailone , che 
Fra Bernardino Occhino da Siena fu loro Ge- 
nerale , aveva predicato con gran frutto in 
cueila Città del 1557. dippoi 1' Anno 1550. 
furono introdotti in Città a S. Lucia Yec. 
chia già antico Monastero di Monache ab- 
bandonato , dietro il Serraglio della Certofa ; 
dippoi quella Corata avendo loro fatto un Con- 
vento più comraodo cor Chiefa fotto il ti- 
tolo de' Santi Pietro , e Paolo, dove oggi 
Cannoli Mendicanti, vi parlarono ad abita- 
le T Anno 15^5. 

D. Francefco d' Efte Marchefe di Mafia 
Lombarda con Donna MarEfa Tua Figlia in 
un loro Palazzo di là dal Po nel Borgo di 
S. Luca , quali dirimpetto 1' odierna Porta 
di S. Paolo, fecero fabbricare per loro , il 
Convento , e la Chiefa fotto il titolo dell* 
Afcenfione, cambiato poi in quello di S. Mau- 
rilio , quando il Vefcovo Pao'o Leoni la 
con l'aerò , ivi ed ebbero ricetto, fin che princi- 
piata 



X 97 H 

piata V odierna Fortezza da Clemente Vili ; 
e profeguita da Paolo V. con i due Borghi di S. 
Giacomo di là dal Pò , e S. Luca , fu an- 
cora fpianato il loro Convento, e ritornaro- 
no in Città nell' antico Convento de' Santi 
Pietro, e Paolo; fin che compito il prefen» 
te , fondato da Enzo Benti voglio 1' Anno 1612, 
vi parlarono dipoi ad abitare nel 1614, ef- 
fendo confecrata la Chiefa fotto il Titolo di 
S. Maurelio Vefcovo , e Martire nel itzz. 

In efla all' Aitar Maggiore vi è la Pala 
dipinta da Giacomo Bambini colla Votazione 
della SSma Vergine , S. Maurelio , S. Fran- 
cesco d' Attiri, e S. Chiara; le Sneftre che 
fono dai lati con S. Bonaventura, e S. An- 
tonio di Padova corrifpondenti al Coro, fono 
di Gafpare Venturino, ed il Quadro dal Iato 
del Vangelo col S. Serafino d' Afcoli , ed 
il B. Bernardo da Corleone, del Sig. Cefa- 
re dalla Pellegrina Concittadino Noftro, e di- 
lettante di Pittura; il Padre Eterno , la B. 
Vergine Annunziata fopra la Volta della Cap- 
pella , del Ghirardoni . 

Neil' Altare alla Cappella feguente a de- 
fila vi è la Tela con li Santi Fedele da Sig- 
maringa, e Giufeppe da LeonerTa Cappucci- 
ni, dipinta dal Sig- Giufeppe Ghedini . Nel 
Tabernacolo dell' Altare il Martirio di S. A- 
driano in piccole figure è di Domenico Mo- 
nio ,- appefa al muro sta la Tavola colla B. 
Vergine , che adora il Bambino , già a queft* 
Altare dipinta da Francefco Francia . 

La Cappella , che fegue col Crocefilìo , fcof- 
pito da Marco Beccari d' Armentier , in ve- 

€ €8 



X 9* )( 

ce della bella Pittura di Sigifmondo Scarfella 
Padre di Scarfellino per fulmine caufale incen- 
diata 1' Anno 1701. 6. luglio , e le Statue 
della B. Vergine , e S. Giovanni furono fat- 
te da Antonio Alberti; recarono intatti in tal 
incendio i preziofi Reliquiari , che v' erano 
s' lati ; S. Serafino appefo alle Mura è di 
Gio. Batti fta Cozza , e S. Felice, di Giufep- 
pe Auanzi . 

Neil' ultima Cappella all' Altare del Pub- 
blico di Ferrara il S. Antonio di Padova, è 
di Coftanzo Cattani , e la B. Vergine , del 
Buonconfiglio di Scuola Romana quivi ripo- 
sa dal Maelìrato . 

La Cappella di rimpetto ha la bella pit- 
tura di Carlo Bononi con S. Felice da Can- 
talicio Cappuccino , che riceve dalla SSma 
Vergine il Santo Bambino; fonovi due qua- 
dretti , uno colla fepoltura del Signore d' Ip- 
polito Scarfellino , 1' altro colla B. V ; il 
Bambino , e S. Gio. Battila di Sebastiano Fi- 
lippi , detto Bafìianino . 

Neiia Cappella contigua la Pofata della Sa- 
cra F^m ; g!ia viaggiante in Egitto è dello 
Scarfellino; 1' altro quadretto colla B. V; 
e diverCi Santi Cappuccini , e S* Barbaziano 
Vefcovo, fono del Cavalier Coftanzi Roma- 
no ; ed appefo al muro in Cornu Evangelj 
il S. Carlo è Opera del Cremoneiì . 

A lato dell' Aitar Maggiore , nelli Co- 
retti , ed Andj , che conducono alla Sa- 
greilia , fono di ver fi Quadri , quali non me- 
ritano molta confidei azione. 

Verte 



)( 99 )( 

Verfo la Porta vi è V Afcenfione del 
Signore , del Baftarolo. 

L i Santi Pietro , e Paolo , fi dicono del 
Benvenuti, e da altri di Bartolommeo Ramenghi 
da Bagnacavailo . 

Sono ragguardevoli le fei Statuette di terra 
cotta nelle Nicchie fra le Cappelle, il S. Gior- 
gio, S. Maurelio , S. Francefco d' Affili, S. 
Antonio di Padova , S. Bonaventura, e S. 
Felice da Cantaliccio, Opere di Andrea Fer- 
reri , che fece ancora V Immacolata SSma 
Vergine dietro 1' Altare in Coro, ed altra 
in una Cappellina del Convento , e di mez- 
zo rilievo in Sagreftia, ove vedefì una Mad- 
donna in mezza figura di marmo di mano 
antica. Nel Coretto all' Altare ivi eretto per 
celebrarvi Meda evvi la B, Vergine , e S 
Giufeppe, il Bambino, e S. Giovanni di ma- 
no dell' Ortolano. Molte altre Pitture am- 
miranfì nel Refettorio di non fpregievole 
pennello, rapprefentanti molti degni Soggetti 
della Religione, e fpecialmenre di Patria Fer- 
rarefi ; un S. Francefco in mezza figura, e 
la Cena del Signore ; il Sig. Raimondo Ghel- 
li Ferrarefe, ora in Roma, ha ornato qualche 
flanza con fue Opere. 

Sopra le mura poi nel Convento vi dipin- 
fe Francefco Robbio , ed il Sg. Giufeppe 
Ghedini , e Fra Ferdinando da Bologna loro 
Laico . 

Sorto 1' Aitar Maggiore fi venerano i Cor- 
pi de' Santi Martiri Onorato , e Fortunato , 
trafportati dal Cimiterio ài S. Ponziano , in. 
Cagliari di Sardegna V Anno 1650, 

G z Eà 



X ioo )( 

Ed in Chiefa la Tefta di S Adriano Mar- 
tire donala dilla Ducheiia Margherita Gon- 
zaga ultima Moglie del Duca Aìionfo li. di 
Ferrara . 

Nel Sepolcro de' Religiofì giace il Corpo 
del Ven. Servo di Dìo Fra Gabriele da Mo- 
digliani Cappuccino Laico, morto I* Anno 
j668. in gran concetto preflb del Popolo ; 
ed il Padre Antonio Paulucci Sacerdote Fer- 
rarele , Profeto delio fteilo Ordine , ed in fre- 
fca età, che mancò di vi. ere del 1748. efTendo 
Lettore. In quefta Chiefa fu fepolto Monfi- 
gnor Guido Bentivoglio Vefcovo di Bertino- 
ro ,• ed il Vicelegato Sforza de' Nobili . 
Il Cav. Afcanio , ed il Marche fé D. Gui- 
do Bentivoglio mancato con dispiacere della Cit- 
tà tutta. Hanno querti Religiofi una copiofa, e 
fcielta Libreria . 

Trovali, ritornando addietro per la Strada 
di S. Benedetto , e * vicino al fup Moni- 
fiero , a capo d' una Strada a man liniftra 
volgendoli li 

MENDICANTI. 

La Chiefa de' Santi Pietro, e Paolo, coli* 
Ofpitale sì per i Mafchi, che per le Femmi- 
ne de' poveri Mendicanti. Quivi come dicem- 
mo vi abitarono i Cappuccini di S. Fran- 
cefco prima , che fodero dove prefentemente 
hanno il Convento. A quefto fpedale da Pao- 
lo V. V Anno 1615. fu aggregata F entra- 
ta delT Opera r 1 de' poveri di Crifto e- 
retta già nella Metropolitana di Ferrara da F. 

Guido 



)( ioi K 

Guida di Montebello Domenicano Vefcovo del- 
la fletta , principiata colle rendite di Fra Pia- 
centino del Terz' Ordine di S. Domenico 1' 
Anno 1190. fotto il titolo de' Confrati della 
Congregazione della Regina de' Cieli de' Po- 
veri Vergogno**, e data m governo V Anno 
1314. adi 17. Settembre da Almerighetto Bi- 
avarolo della Conrrà di S. Paolo come Sinda- 
co, e Procuratore dei detti Poveri, al fov- 
raccennato Vefcovo . Catt. D. Arcbiepifcopatus 
Ferrano- 1314- indi 14. dtétyi Septembns Dnus 
Jlymerigstus Blavarolus de Contraici S. finii Civ. 
Terranee Procurator et Sijndicus Frairum Congre- 
gationis Regina Cjclorum Pauperum Verscundcrum 
habitam plenum deliherationem cum Confrafrìbàs 
fuis, et examinato qwd rcs , et beereditas qum 
Fratrìs Piacentini fedffa Confratribus Congregati ani s 
diRcc, qui eonjìierantes [e ipfoì oc^tpatss froprìjs 
negotiis non p&JJe inftfiere ad difìributionem di- 
ftorum bonorum » ce/jit , et tr influiti Domino F. 
Guidoni Epifcopo ta^q. Patri, et legitimo Con- 
ferratori Paupe>>t?n Xpi. Ci-vit : Ferraris omnia 
ìura, quee , et quas Fratres dici& Congregati onis 
Regina: Cctlorum, et Pauperum Verecundorum ha- 
berent in dicìa beereditate . ^JEìum Vicocttice 
Ferreria defsampt. ex rogitihus Valentin! de 
Rubeis Notarij . L' Anno 1507. 19. Novem- 
bre per rogito di Bonavita Notaro . , ave- 
va inftituito il Sindacato de* Poveri in per- 
fona di Nafìmbene Brini Not. , còlla dili- 
genza del quale , e de' Tuoi fucceflbri crebbe 
tanto quefV Opera pia , che da' Statuti dì 
Ferrara L. 9. rub. 50 . e delle Gabelle dì 
detta Città alla Rub. $40. furono fatte Leg- 
G 5 gi> 



)( ioi )( 

gì , e Decreti per la di lei manutenzione, e 
difefa , ravviuata poi dal zelo di Maeftro Ma- 
rino de' Baldi Servita Predicatore , che nell' 
Anno 1491, in Aprile nella noftra Metro- 
politana principiò la Confraternita di S. 
Martino comporta di dodeci Vomini pi j d' 
ogni ordine , che a faccia coperta racco- 
gliendo le limoline per le Chiefe , per I« 
Cafe , con certi ordini le diftribuivano di 
notte tempo a' poveri vergognofi , per la 
Citta col folo dir loro S. Martino ti vi- 
sita ,- avevano per legge di vendere tutti 
li {labili , e mobili loro dati , o legati , 
ed il ricavato difìribuirlo in limofine, fe- 
condo l Appoftolico co fiume della primi- 
tiva Chiefa . Per Statuto anco ordinarono, che 
fé alcuno legato fofle facto alla detta Com- 
pagnia di S. Martino di cofa fìabile, don- 
de annuo reddito , o entrata poteffe perve- 
nire alla detta Compagnia in alcun mo- 
do non fi potefle tenere , ma fra il ter- 
mine di un Anno venderla , il prezzo dar- 
lo à poveri fecondo V arbitrio di tutto il 
Collegio , e de' due terzi delle voci. Ar- 
chiu: Archiep. I Legumi poi da Quarefì- 
ma fi dinribnivano al loro ufficio prefTo 
il Duomo , dove ora è la Spezieria del 
Cervo, al mono della Compieta ; e per- 
ciò chiamava!! tal fegno la Faggiolaia ; 
cefsó queft' Iftituto V Anno 1616. per 1' 
unione di quefti legati , che col prever- 
tir le regole antiche s' erano accumulati, 
e con Breve del mentovato Paolo .V 17, 
Febbraro aggregati allo Spedale de' S. Pie- 
tro , 



K *°5 X 

tro , e Paolo de' Mendicanti ; e perchè 
avelie fuffiftenza , Io ftefTo Smo Pontefice 
1' Anno 162.0. gli donò la privativa dell' 
.Acquavite , che di fette in fette Anni con- 
fermai . Il Cardinal Giufeppe Renato Impe- 
riali Legato l' Anno 1695. accrebbe le fab- 
briche per lo Spedale delle Femmine , che 
al numero di dugento fi mantenevano im- 
piegate in divedi lavori donnefchi , ficco- 
me da quaranta mafchi, nell' antico Con- 
vento de' Cappucini , quali fi mertono a 
uarj efercizj, fecondo la loro abilità > ed 
inclinazione. La Serma Cafa d' Erte per 
un lafcito degli Antichi Duchi addotta tofi 
dalla Comtà fopra la Chiavica di Codrea 
per tanti Velini di Bigello per detti po- 
veri , aiTegnò la Chiavica, e terreno circon- 
vicina , che toglieva V acqua del Pò, e 
la portava per 1* antico fiume Sandalo a 
Belriguardo . oggidì diftrutta, benché la no- 
ftra Comunità s' addoììaffe qnefto pefo . 

Nella parte interiore di q'.iefta Chiefa , 
cantano le loro P Palinodìe le Femmine, nell' 
efteriore i Mafchi preirarfo il loro culto, 
avendo anneffa una Cappella eretta in luo- 
go deila diftrutta Parrocchiale di S. Aga- 
ta, per far la Fortezza ; in q uefta Cap- 
pella il Vefcovo Fontana di flotte tempo 
vi collocò , trafportandola prudentemente per 
sfuggire il tumulto del Popolo accorfo , un 
Immagine di Gefso della SS fri a V'ergine, che 
efTendo nella Via de' Sabbioni a de/tra nell' 
tìfcire in Piazza, oggidì Ghetto degli Ebrei, 
poco lontano dalla Loggia de' Calegari , era 
G 4 fiata 



)( io 4 )( 

ftata la notte «,5. Febbraro 1600. facrilega- 
mente con più ferite in faccia deturpaca , 
fìccojfte ve ne' collocò un' altra dipinta in ta- 
vola , che diceva!! lagrimafse. 

All' Aitar Maggiore fi vede la bella Tela 
dipinta da Carlo J>ononi col Salvatore , e 
Santi Appoftoli Pietro , e Paolo con quan- 
tità dì poveri ftorpj , e mendichi , benché 
altri fcrivono , che fia del Nipote Leonel- 
lo ; i due laterali rappreientanti S. Pietro, 
e S. Paolo , fono del Ghirardoni . 

S. LUCIA. 

Poco di/Unte trovafi la Chiefa di Santa 
Lucia Vergine , e Martire, con Monaite- 
ro di Monache dell' Ordine Agoftinano che 
ufcirono dalla Claufura , e Monaftero di S. A- 
goftino fondato dalia Vittoria Pafcqualetti , e 
Bianca Sardi, per fondar quefto, come fe- 
cero I' Anno 1557. 

L' Aitar Maggiore ha una Pala colla B. 
Vergine, S. Lucia, e S. Matteo, dipinta da 
Balanino , le due Statue di legno a la- 
ti fono di Caflìano Oler Svizzero ,• appefa al 
muro evvi la B. V. Annunziata di Ba- 
lanino , ed altri quadretti di varj Mae- 
flri. L' Altare a deftra coli' Annunziata 
è di Gio. B.'tttifta Cozza , le due Statue la- 
terali fono di Andrea Ferreri ; V altro di 
rimpetto con una S. Lucia veftita ha dai 
Iati due Statue di Santi Agoftiniani di gef- 
f o . fatte da Pietro Turchi . 

La fottuta fu dipinta da Giufeppe Mene- 
gatti. Su 



)( io 5 )( 

Su quefta Strada ri pattato il Ponte , del 
Cavo, deuo il Canal Panfilio navigabile, ii 
vede la gran Fabbrica delle Macine volgar- 
mente detta 4«' Pettrini , Quartieri de' Sol- 
dati Urbani , Sralle , e Fenili de' Caval- 
li della Guardia del Cardinal Legato, tut- 
te di ragione del ri- rito Pubblico di Fer- 
rara, come indica 1! ifcrizione in marmo 
fopra la Porta con gli ornati di loda Ar- 
di vettura. 

S. MARIA DE' SERVI 

Quindi vattì alla Chiefa di S. Maria de* 
Servi, e Convento de' Religiofi, quivi traf- 
portari nella Via detta, la Colombara 1' An. 
no *6*5; quando fu atterrata la grandio- 
fa loro antica Chieda, coli' ampio Mona- 
fiero fabbricato l: Anno i?$9. vicino a 
Cartel Tedaldo da Caco da Lendenara , e 
ciò per i iuriori dtile Guerre di quel tem- 
po , per far fpianata alla vicina Fortezza. 
Ivi era una Grata di ferro , che fer- 
viva per fcolatoio della ftrada in una Fog- 
na , o condotto d' acque foiterraneo , chia- 
mata la Grata de' Servi, e fino a quel fi- 
to li poveri Condannati alla morte po- 
tevano fperar grazia dal Principe , mentre fi 
conducevano al luogo della G uttizia , qua] 
era di là dal Pò , pattato il Ponte di Ca- 
tte! Tedaldo, ne! Borgo di S- Giacomo in 
luogo detto la Trappola , o fia il Prato 
delle Forche , ficche correva in prover- 
bio per dinotare una cosa disperata ha 

^affetta 



X io* )( 

patfata la Grata de Servi. Quella Chìefa , 
della dì cut fontuofita ne feri ve molto il 
noftro Canonico Cefare Ubaldini allora viven- 
te, fu d' ordine del Card. Antonio Bar- 
berini , col Monaftero diftrutta , in luogo 
della quale , col difegno del Cau. Luca 
Danefe Ravennate Architetto della Camera 
Appoftolica in Ferrara , venne quivi princi- 
piata, ed alzata, come fi vede fino a mez- 
zana ftruttura , mancando i fuffidj , per 
lo che lo fletto Architetto 1' Anno 1669, 
la reftrinfe , come fi vede , tralafciando la 
Tribuna , e Cappelloni laterali colle Volte 
apprettò, mercè il difegno de' Maeftri Fran- 
cefeo , ed Angelo de 1 Santini : Coli' Ere- 
dità del P- Felice Donini Ferrarefe Servi- 
ta, così difpofta, per Teftamento avanti la 
Profettìone , ora fi va alzando , e perfe- 
zionando il Convento di tutta nuova bruttura. 

All' Aitar Maggiore appefa alla Cantoria vi 
è una Tela con S. Giuliana Falconieri , Opera di 
Giovanni Braccioli, e a' lati due quadri , che fono 
creduti di Francefico Nafelli; la foffitta con la 
SSrha V. Addolorata di Fran. Ferrari . Ai lati 
della Porta Maggiore li quattro miracoli di S. 
Antonio, fono di Giacomo Parolini - 

Nella Cappella a delira evvi un' Im- 
magine di M. Vergine di rilievo veftita , 
e quivi è il Corpo di S. Felice M. eiìrat- 
to dal Cimiterio di Califfo 1' Anno 1661; 
ed alcune pitture del Cattanio . 

Nella feguente San Pellegrino Laziofì è 
Opera dì una tal Giovanna Durandi Mi-. 
lanese , e le pitture appefe ne' muri ai 

lati 



)( io? )( 

lati , fono di Giufeppe Morgana Pirtoiefe . 

Neil' ultimo Altare della Cappella , che 
fegue , il S. Filippo Benizi , con intorno 
compartite in diverfi ornati , ed alcune o- 
pere di fua Vita , fono di un Fiorenti- 
no; a lati le Pitture appefe furono fatte da Car- 
lo Borfatti , e dal Sig. Antonio Gavirati . 

Neil' ultima Cappella di rimpetto entran- 
do a deftra li quattro Santi Dottori colla 
SSma Trinità al di fopra fono dei Doffi, 
benché creduti del Francia , ed i quadri 
appefi a muri fono d' Orazio Mornafi, l* 
Altare è dell' Arte de' Cimatori . 

In Sagrefiia la Natività del Signore è co- 
pia dall' Originale dell' Ortolano. 

In Convento nel nuovo Refettorio I' In- 
contro dell' Abigaile con Davide é Tela 
dipinta dal Sig. Antonio Gavirati , di cui 
e Opera ancora il Salvatore in braccio al> 
la SSma Vergine Addolorata . 

Evvi ancora 1' Adorazione de' Magi di Baftia- 
nino, e la Statua di Maria Vergine Addolorata 
del Sig Filippo Scandellari Bolognefe. 

Altre Pitture fonovi del Sig. Mafììmino 
Bafeggio Pittor Ferrarefe ; reftò fmarrito , 
e perita coli' antica Chiefa atterrata 1' Angio- 
lo , che Tuonava il Cembalo, dipinto da 
Tiziano, come rapporto il Guarini eflervi ftato. 

Oltre il Corpo già detto di San Feli- 
ce Martire in quefta Chiefa , vi è un 
parte della Cappa di S. Filippo Benizi di 
quella Religione Propagatore, ed una CofU 
di S. Scbaftiano Martire, parte del Cranio di 
S. Sifto Papa, e Mart. due mezze Statue d' Ar- 
gento 



)( io8 )( 

gerito con. Reliquie de' loro Santi di mano in- 
cognita . 

Giacciano quivi le Ola trafportate dalU 
Chiefa antica del P. M. Cefario Contughi 
Ferrarefe Teologo , e Predicatore infigne , 
che fece le pubbliche Carceri per i Po- 
veri nel Palazzo del Comune colle li- 
moline impetrate dai Principe , e dal Popo- 
lo t affinchè potettero colie qu?ftue vivere. 
Giacciano pure le Offa del P. M. Niccolò da 
Perugia Generale dell' Ordine , che fu uno 
de' Teologi del Concilio Ecumenico XVI. 
principiato in Ferrara , feguitato in Fioren- 
za , perciò detto il Fiorentino ; nella Chie- 
fa Vecchia vi fu fepolto Pietro Orfin© 
Vefcovo d' Anuerfa morto dell' 1598. e Re- 
nato Cato celebre lurifconf. le di cui Ce- 
neri ed Ofla in quefta furono trafportate 

S. CATERINA V. e M. 

La Chiefa indi di S. Caterina Vergine, 
e Martire ha il Convento di Monache Domeni- 
cane già fuori di Città nel Borgo di S. 
Leonardo, doue fi diceva la Roverfella del 
1291. Quefte fi trovano con altri Monarterj infti- 
tuite nell' Eredita della Beatrice Moglie di 
Enoc Medico , e I' Anno 1298 con Pri- 
vilegio di Papa Bonifacio Vili, furono in- 
corporate all' Ordine de' Frati Predicatori, 
e raccomandate al Generale Maeftro Nic- 
colo Boccalini da Trevifo , che fu poi S. 
Benedetto XI. Papa, ed a F. B)nifacio Pri- 
or Provinciale di detto Ordine , fatto di 
cai perle /erano . La 



X i©s )( 

La Pala dell' Aitar Maggiore è dipinta 
da Baftianino , con un' ottimo ornato di marmi» 
A lati dell' Altare il Martirio di S. Ca- 
terina , e la Manna nel Deferto fono di 
Carlo Bononi . 

La Flagellazione , e la Coronazione di Spi- 
ne del Redentore , fono di Giovanni Braccioli- 
Neil' Altare a mano delira la B. Ver- 
gine con una Santa Domenicana a piedi, ere* 
deli la B. Giovanna dalla Croce, è dello Scarfellino. 
L' altro Altare ha molti Santi Domenicani t 
La foffitta già dipinta da Cario Borfatti, 
oggidì ha negli angoli quattro Medaglione 
di baffo rilievo con Santi dell' Ordine, del 
Sig. Alessandro Turchi , e nel mezzo la 
SSma Vergine , e S. Domenico dipinti dal 
Sig. Francefco Pellegrini . 

Nel fondo del Coro v' ha una anti- 
ehiflìma Tavola della Morte in Croce del 
Redentore , ehe fi crede de' primi Mae- 
stri della Pittura , o di Niccolò dalla Marna 
di S. Giorgio , uno de' Difcepoli di Giotto. 

Evvi il Corpo di S. Giulia V , e M. 
eftratto dalle Catacombe di S. Sebaftiano 
"fuori di Roma, e trafportató li iS.Febraro 1648. 
Giacciono ancora in quefto Convento le 
infra fccritte Religiofe dell' Ordine, che moriro- 
no in concetto di Santità , delle quali né 
fcrivono il Padre Razzi , il Guarini , ed altri. 
La B. Antonia da Brefcia pattata da quel- 
la Città per riformare quello Mon altero r 
di cui fu Priora , morì li 27. Ottobre, 
S507. in età di cento anni . 

La B- Veronica ,. che riformò il Mona.- 

fiero. 



X no )C 

ftero di S. Caterina di Siena , ritornata 
al fuo primo Monaftero , vi mori li 6. Lu- 
glio 15"- 

La B. Paola Spezzani morì li 18. Ago- 
flo 1509. 

La B. , Cecilia , al fecolo avendo il Ma- 
rito veftito V Abito de' Predicatori , an- 
ch' efia fattali Monaca , fu tre volte Pri- 
ora di quarto Monaftero , e morì del i486. 

La B. Coftanza Converfa fìoiì nello nef- 
fo tempo , 

La B. Angela Serafina Correggiari mori 
li 4; Febbraro 1511. 

Vi giace ancora in Coro in una Cafla 
coperta di velluto roflb il Cadavere d' 
Ifabella Balzi Vedova del fu Re Federico 
d' Aragona di Napoli, morta li 12. Mag- 
gio 1533. d' afflizione d' animo a piedi 
di un Crocefiflo. 

S. ORSOLA 

Da quefto fi viene alla piccola Clvefa 
di S. Orfola con ritiro di divote Zitelle, 
celebri feguaci di quelle , che jnftitui il 
Vefcovo Fontana fotto il Titolo di quella 
Santa Vergine , e M. di cui avevano un' 
Altare nella Chiefa di S. Leonardo fotto 
Ja direzione de' Preti del Gesù , dove pri- 
ma vivevano feparate nelle loro Cafe , qui- 
vi furono V Anno 1684. trasferite in un- 
nione fabbricando il piccol Oratorio , am- 
pliato , ed ornato 1' Anno 1734. coli* e- 
lemofine del pijffimo Sacerdote Con- Gale- 
azzo 



)( III )t 

azzo Eftenfe TafToni , il quale e/Tendo al Seco- 
lo falvó V Infante Re Giacomo di Scozia 
figlio del Cattolico Re Giacomo Stuar- 
do , e Regina Anna d' Elie nelle Rivo- 
luzioni ultime d' Inghilterra , portandolo alla 
Nave in un Baule , dove s 1 erano imbar- 
cati que' Monarchi per fai va di in Francia. 
Gli Atchitetti di quefìa Chiefa furono i 
Maeflri Angiolo , e francefco Santini , la 
Pala dell 1 Altare é di Gio. Battifta Coz- 
za , gli ornati di fìucco del Sig. Pietro 
Turchi . 

Altri Santi per dett' Oratorio, e Sagre- 
ftia vi fono dipinti dal Sig. Francesco Pelle- 
grini . Fra le molte Reliquie confervafi iv 
una Telia , che dicefi di S. Cordula Com 
pagna di S. Orfola . 

Partendoli dalla Piazza , e girando avant 
il Camello, s' entra nella bella Via degli An 
gioii già dal Duca Borfo fatta , come fuo 
ri di Città, piantar di Pioppi , e mattona- 
re fino al Palazzo di Belfiore a fpefe degli 
Ebrei per loro mancamenti nelle Legge Mo- 
faica . Poi al tempo del Duca Ercole II. in 
luogo degli AI beri fu ornata di dodici fuperbi 
Palazzi ; fra quali alla Crociera di S. Bene- 
detto, e S. Gio. Battifta le quattro fingolaritk da 
molti riferite. Bel Canton , Bella Facciata, 
Bella Porta , Bella Entrata . 

II primo per il Cantone di nobili ornati 
di pilaftri di marmo dal piano fino alla cor- 
nice del Palazzi Trotti, edificato dal Cava- 
lier Ercole Turco, e finito il Giugno ijty ► 

Il fecondo per la vaga Facciata fu le due fì ra- 
de 



X ii* )( 

de di marmi a punta di Diamanti del Pai- 
lazzo Villa, già del Principe D. Alfonfo d' 
Erte- 
li terzo per la belliiYima Porta di Marmo con 
Colonne Scannellare d Odine Comporto, no- 
bil Varrone fortenuro da Angioletti , Medaglie 
di Bponzo nelle importe , e Mafcaroni di fì- 
mil metallo nella Porta , di Cafa Sacrati, già 
fatta dal Medico Francefco Cartelli . 

La quarta per la Bella Entrata all' interno 
Palazzo Roderti , edificato dal Conte Bonifa- 
zio Bevilacqua, contornata da un vago qua- 
drato Portico di Colonne di Marmo, ma che 
non fi era compito d' alzarfi su la Via ma- 
eftra per il guiramento fatto dal detto di 
non elevare di poi il Palagio , qualor egli a- 
zata averte tal fabbrica degna di levarfele il 
Capello. Al qual giramento in prova di pre- 
dar fede il fuddetto Cartelli fopra i gradini 
della fua gran Porta, ed in fronte dell' Ora- 
torio fece incidere la parola Credo, anco al pre- 
fente vifìbile ; come altresì il Bevilacqua nel- 
1' angolo del fuo edifizio per afficurare della 
fua preme/la indelebilmente il Cartelli fcolpir 
fece: Credete al Giuramento; ma il Cartelli mer- 
cè una Immagine della B. V. di rilievo po- 
rta di notte tempo in fronte del fuo Palaz- 
zo, a cui il Bevilacqua levortì colla dou- 
uta riverenza il Capello, ottenne 1* intento, 
ed il Cavaliere fedelmente "ferbò il giuramen- 
to . come fcrive il Guarini . 

Ouerto Palazzo comprato dal Sig. Marefcial 
Luca Pallavicino é ftato fatto fabbricare coli* 
Architettura d' un Bolognefe , jdie rerta im- 
perfetto 



X «5 X 

perfetto , pafTato in dominio della Camera 

Appoftoiica . 

Li valenti Architetti de' fontuofi Palazzi 
di quefta Via furono Bartolommeo Triftano, 
Biaggio RorTetti, Giovanni Stancari, ed al- 
rri ; gli Scultori furono Criftofaro da Mi- 
lano, Andrea di Tani , Borfo de' Cam- 
pi , ed Antonio Bofi . 

S. MARIA DEGL' ANGIOLI. 

S. Maria degl' Angioli, una rolta det- 
ta di Belfiore dal vicino Palazzo fatto e- 
dificare dai Marchefe Alberto V Anno 1391, 
e la Chiefa col Convento infigne dell' Ór- 
dine de' Predicatovi a fìniftra verfo il ter- 
mine della detta Strada, accrefeiuta dopo la 
Aia edificazione fatta dal Marchefe Nicco- 
lò 111- delle fei Cappelle , e Coro dal Du- 
ca Ercole I. avendovi il Duca Borfo fat- 
to la bella Torre delle Campane. 

Vi é di fommo riguardo nel primo Al- 
tare a deftra della Tribuna la S. Cateri- 
na da Siena con li Ritratti d' AleflandrO 
Farufini, e Caterina Macchiavelli fua Mo- 
glie, vien fcritto che fia la Santa di Tiziano, 
da Cadore , altri la vogliono del Pordeno- 
ne , che morendo in Ferrara fu quivi fe- 
polto . 

La S. Maria Egiziaca , o Maria Mad- 
dalena , che fia, all' Aitar Morti, da alcuni vien 
detta del Cortellini, da altri del Panetti, 
e da altri del Colta , ma il Deferto pa- 
re del primo * 

H Neil' 



)( IM )( 

Neil' ultimo Altare di Cafa Sacrati li 
Santi Domenicani intorno al Redentore fo- 
ro Opra nimatiffima di Carlo Borioni , S. 
Girolamo con varj Santi di Lorenzo Colta. 
La Vifitazione di S. Elifabetta è del Ca- 
roto Io . 

Vi fono alcune Pitture dell' Avanzi al- 
la Cappella di S. Domenico . 

Le Storie poi, che fono dipinte nella Sof- 
fitta del Coro, rapprefentano il graziofo Pa- 
trocinio della SSrha Vergine verfo de' Re- 
ligiofi in Coro , e de' Laici , che erano 
intorno all' Altare, quando 1' Anno 1664. 
13. Aprile giorno di Pafqua , cadendo, men- 
tre erano per cantar le Ore Canoniche , 
la Volta del Coro d' immenfe pietre , ref- 
tarono illefi ; ficcome rimafe offefo nel 1604. 
li 12. Luglio per un fulmine caduto, men- 
tre recitavano il Mattutino , il quale ruuinò la 
Pala dell* Altare con varie Figure di ter- 
ra cetra , lafciando inofFefo il Tabernacolo 
col SSfho Sagramento, ed i Religioni , che 
fumeggiavano, benché dal fumo puzzolen- 
te, polvere, e fallì ; quali trovati fepolti • 
11 Duca Ercole I. avendo veduto, men- 
tre con la fua Corte fi trovava ivi po- 
co lontano li 4. Marzo J 1 501. cadere una 
Stella Crinita fopra il Cimiterio di quella 
Chiefa , fece svi principiare coli' Architet- 
tura di Giovanni Stancari una gran Chie- 
fa , che il Guarini feri ve folle delle pia 
grandi d' Italia , ma reftata imperfetta per 
la di lui morte, reftó ancora affatto dif* 
truita per il Gran Terromoto dell' Anno 

1570. 



)(»5)( ■ 

s-570; ed i Marmi furono venduti per fa- 
re la fabbrica del Campanile del Duomo. 

In queita Chieia fu fepoJto Fra Gafpa- 
re da S. Giovanni , che fu Vefcovo d' I- 
mo!a , Verno di fanta vita , il quale rinon* 
ziato il Vefcovado, volle quivi venire a ter- 
minare i fuoi giorni fra proprj Rèligiò'fi J 

Oltre moiri Principi Eftenfi , che furono 
Nicolò III. Leonello, Ercole I. Duca II. 
Sigifmondo Fratello, tutti Figli di Nicco- 
lò , e la Rizzarda di Saluzzo terza Mo- 
glie del medefimo ; giace Annibale Bentivo- 
glio , che fu Principe di Bologna , e mol- 
ti di que' Capitani reflati feriti nel gran 
fatto d' Armi fotto Ravenna il giorno dì 
Pafqua i$iz. fra quali Gio. Cardona , e 
Monfignor Sciatigliene , quefli in due Caf- 
fé coperte di nero appel'e alle mura del 
Capitolo recavano fino a' giorni noflri . 

Nel Refettorio nuovo è di gran riguar- 
do V ampia Tela col Miracolo delle Tur- 
be faziate dal Redentore , dipinto dal Sig. 
Giufeppe Ghedini , terminato del 1755. e 
nel Refettorio vecchio le Nozze di Cana 
dipinte da Cefare Mezzogori Comacchiefe . 

S. MARIA DELLA ROSA 

Poco lungi da quefta Chiefa trovaf» V 
Oratorio di S. Maria , e Confervatorio di 
Zittelle inflituite dal Duca Ercole II. V An- 
no 1544. dove aveva abitato prima la 
B. Lucia da Narni, regolate un tempo da 
un Canonico della Cattedrale , ora aven- 
ti a dovi 



X ut X 

dovi la fopraintendenza , e Protezione li 
Cardinali Legati ; Confervatoi io molto bea 
ridotta di fabbriche , e di ornati . 

L' Aitar Maggiore ha una Tela dipin- 
ta dal Sig. Francefco Pellegrini colla 8. 
V-, e Santa Rofa di Lima , e di fotro al- 
cune Zittelle in luogo d' un altra Pittu- 
ra d* Aleliandro Albini Bolognefe ,• Il Sig. 
Francefco Pellegrini , v' ha colorite altre 
Pitture di Santi appefe alle mura , ficco- 
me il Sig. Pietro Turchi tanto la Statua 
della B. V. nel vicino Altare , che gli 
altri Ornati di Stucco vi fcolpì . 

S. CRISTOFORO MART. 

Chiefa ivi vicina amplifiìma con Mona- 
ftero celebratifììmo dell' Ordine Certofìno . 
Era già fuor di Città , edificata dal Du- 
ca Borfo di Modena , e Reggio , Vicario 
per la Santa Sede di Ferrara del 1461. 
Nel giorno della Natività di S- Gio. Bat- 
tifta 14. Giugno il Duca Borfo fuddetto , 
fatta cantare dal Vefcovo Danielo d' Ar- 
funo di Forlì Merla folenne dello Spirite 
Santo , introduce nella medefima i Monaci 
con il Padre Fra Filippo da Milano Prio- 
re della Certofa di Firenze , e Vifiratore 
delf Ordine in Tofcana col Priore della 
Certofa di Bologna, mandati dal gran Priore 
di Granoble loro Generale, La Chiefa an~ 
tica è fotto le Abitazioni de' Frati Conver- 
gi , oggidì ridotta a fervigio per la Canti- 
na . La prefente con i Pilaftri , e Volte 

delle 



X "17 )( 

delle Cappelle in gran Croce , architettu- 
ra del Sanfovino, e fcoltura di Girolamo, 
Ferrari Ferrarefe , fu edificata da 1 Monaci 
principiata V Anno 1498 ,- e terminata del 
155* ; avendovi lavorato , ficcome nel gran 
Chiolìro , Forefteria , Albertino , ed altro 
de' Rufconi da Mantova , e diverfi Sco- 
lari d' Ercole da Ferrara , detti i Duchi 
Tagliapietre . Venne rifarcita poi dopo la 
Scoila del gran Terremoto nella prefentt 
vaga forma . 

Evvi nel fondo del Coro il gran S. Cri- 
stoforo di Badi ani no , e iopra I- Aitar Mag- 
giore il grandiofo Ciborio di legni intrec- 
ciati da Marco Antonio Maldrato , con Pit- 
ture in piccolo d' Agoftino Caracci ; Ci- 
borio Architettato da Niccolò Donati, tut- 
ti Maeftri Bologne!!,- coftó quefto fenza 1* 
Pitture due milla feudi. 

Il Baldacchino pendente foora 1' Altare fu di- 
pinto da Francete© Ferrari ; li quattro An- 
gioli di legno (opra le Portelle del Coro 
fono del Sig Pietro Turchi ; le due gran 
Tele nel Prefbterio di Giufeppe Auanzi ; 
fuori della Cappella Maggiore il B. Stefa- 
na Maconi , e B. Pietro Petroni fono di 
Carlo Bononi . Nel Cor© gli antichi Li- 
bri da Canto Monadico fcritti , e minia- 
ti furono in gran carte Pergamene dal P. Do* 
Matteo d' Alexandria , che fu V ottavo 
Priore di quefto Monaftero 1' Anno 14$?. 

Li Stalli del Coro furono intrecciati , e 
lavorati da Marco , ed, Antonio Provenza* 
zalì da Cento. 

H 3 Sotte 



)( n8 )( 

Sotto T Aitar Maggiore fi yenerano le 
Olla de' Santi Martiri Fortunaziano , e Fio- 
renza Vergine fua Figlia, eftratti dal Cimi- 
terio di Califto in Roma T Amo 1610. Han- 
no pure buona parte di una Spalla di S. 
Criftoforo M. legata in oro , donata loro dal 
Duca Borfo , che 1' aveva ottenuta da Pao- 
lo II ; ed altre molte . 

Nella Crociera le due gran Pale furono 
dipinte da Baftianino con 1' Afcenfione del 
Signore , e G'itdizio Univerfale , idea di 
quello, che più eftefamente dipinfe nel Co- 
io del Duomo ; gli Ornati , e Figure de' 
Profeti , e delle Sibille , fono del Bre- 
fcia. 

Li dodeci Altari nelle Cappelle hanno al- 
trettante Tavole colla Vita , e Morte del 
jicftro Redentore, dipinte da Niccolò Rofel- 
li della Scuola dei Dofìì - 

Appese ai muri della C-ociera vi fono 
il S. Bruno fcoperto da' Cani del Conte 
Ruggiero, dipinto dallo Scarfelliao . 

Il B. Niccolò Albergati , che porta la 
Tetta di S. Anna, dicefi d' un Monaco 
Certofino. La Communione di S. Gioiamo 
di Francefco Nafelli, copiata da quella, che 
dipinfe nella Certofa di Bologna AgofHno 
Caracci ; dall' altro Iato la Decollazione dì 
S. Gio. Battifta dell' Avanzi , li Santi Ugo, 
ed Anfelmo in due altre Tele cred»te del- 
la Scuola de' Caracci, fono d'ignoto Autore, non 
efiendcfi potuto rilevare dalle diligenti ri- 
cerche del fii P. D Rinaldo Virtz ultimo 
defonto Priore Ferrarefe di qua! ma- 
no fof. 



.)( "3 )( 

310 fefsero, (eppure qualche più accurato Scritto» 
re abbia' di -'finamente efpofto,- a' lati della Porta 
della Chiefa due S. Vefcov i, di Maureho Scanavini. 

Quefta Porta nell' Anno lcorfo 1769. fu 
contornata di Marmi lavorati dal Sig. Pie- 
tro Puttini con i due Angioli fopra de' ri- 
minati fcolpiti dal Sig. Franeefco Zoppi , am- 
bi Veronefi , fui difegno , ed architettura 
del Sig. Gaetano Barbieri Ferrarese. 

Nel vicino Oratorio al Coro de' PP- 
ProfefTì evvi la Tela con S. Bruno , e 
fuoi Monaci in Orazione , fotto di quefìo 
Altare fi venerano le QiTa del Corpo di 
S. Clemente M. eftratte dal Cimiterio di Satur- 
nino, donate da Clemente XIII. al P. D. Daniele 
Mazzacara ProfefTo di quefta Certofa . 

Neil' Oratorio contiguo de' Frati Con- 
veifi , e Donati è una S. Caterina di 
Lorenzo Somacchini Bolognefe , donata da 
Monlìgnor Fabio Ghigi , quando era Vice- 
legato di Ferrara , che fu poi Papa A- 
leffandro VII ; e 1' Ornato di Marmo Io fe- 
ce a fue fpefe il Card. Giacomo Franto- 
ne Legato . 

Nella Sagreftia hanno un Palio d* Alta- 
re , e Pianeta di fin (fimo riccamo d' A- 
nimalì , Frutti , e Fiori , Opera delle mani 
di un loro Converfo per nome Fra Bona- 
ventura Cramburi da Ofimo , molte anti- 
che Pianete, e Calici con Patene di gra» 
mole, e lavoro, donate dal Duca Borfo , ed altri 
Principi Eftenfi . 

Nel Refettorio la gran Tela delle Noz* 
ze in Cana di Galilea è del Bononi , che 
H 4 vi 



X "o )( 

vi fi dipinte in figura di Scalco . 

Neil' Oratorio delle Stanze Priorali il bel 
S. Bruno dipinto dal Guerci no su 1' Alta- 
re , e 1' Arca di Noè de' Doffi , fono 
cofe mirabili con altre varie Pitture , di 
Benvenuto da Garofolo , del Tmtoretto , 
di- Benvenuto , detto 1' Ortolano , di Ba- 
lanino , Scarfellino , Bononi , ed altri 
antichi , e moderni Maeftri di queft' am- 
mirabil Arte , e non (blamente nelle fuddette 
Stanze, ma in Sagtefiia, e nella vaftifììma 
Forefteria , che troppo faria lungo l' an- 
darle tutte defcrivendo . Sotto il gran Clauftro 
Gabriello de Rodi da Bologna vi dipinfe 
il San Bruno portato dagli Angioli ; quelli 
fu il Maefiro del colorire a Francefco Fer- 
rari , che divenne poi , e fopravanzó quan- 
ti furono di fua età . II primo Secolare , 
che forte fepolto nel Capìtolo antico della 
Chiefa di S. Criftoforo della Certofa, oggidì 
rimeffo ad ufo di Cantina , fu Taddeo de' Mon- 
tini Cittadino di Bologna con licenza del 
Duca Ercole I. li n Settembre 1481. gran 
Benefattore di quefto Monaftero , e Chie- 
fa, come da una memoria manofcritta in 
un Libro di pergamena della Sagreftia di 
queflo Monaftero ; ma da poi tutti gli altri 
fono flati fepolti in Cimiterio. 

fsjel me?:zo del Cimiterio fi vede la Tom- 
ba coperta da un Padiglione di piombo, fot- 
to la CafTa della quale ripofte furono le 
Offa del Duca Borfo , adornata ultimamen- 
te all' intorno di Marmi con gli antichi 
elogj fcolpiti » che per elfèr folo dipinti, 

fpe/lo 






)( 1" )( 

fpeffo cadevano , e la memoria della foro 
varia traslazione fatta da' Monaci. In que- 
llo Cimiterio ri fu fepolto D. Alberto d* 
Erte Fratello del Duca Borfo , ultimamente 
Andrea Bulzoni Ferra refe , famofo Incisore 
in Rame , tralafciandofi i Relfgiofì , che non 
vogliono effer nomnati per la loro fanta 
Umiltà, fra quali habbiam conofciuto il P. 
D. Daniele Campanini Ferrarefe , flato Pri- 
ore , e Vifitatore , che molte opere fcrifle , 
il P. D. Rina'do Lacupi Danzicano già Uf- 
ficiale delle Guardie del Duca Rinaldo di 
Modena , poi Priore . D. Donigio Manzoni 
da Lugo già Ufficiale nelle Truppe Impe- 
riali , morto in gran concetto : 

Dove è r Orto del Monafiero fuori del 
Chioftro verfo la Strada Maeitra v' era un 
Palazzo fatto dal Duca Borfo , o dal Card. 
Ippolito I ; che vi abitò , poi convertito 
in un Granaro dal Duca Ercole IL, che 
poi fu diftrutto da Miniftri del Duca di 
Modena, vendute le pietre per fare la Chie- 
fa de' Teatini , e le gran travarie, e mar- 
mi mandati a Modena per la fabbrica del 
fuperbo Palazzo ivi principiato dal Duca 
Francefco, e ciò V Anno 1654. Il fuolo fu. 
lafciato ai Monaci , per il quale regalaro- 
no al Duca due belliffimi Cavalli . Per 
fimil effetto fu ancora diftrutto V antico Palaz- 
zo di Belfiore vicino agli Angioli , ma le ma- 
ficcie Colonne non puotero effer rrafporta- 
te , reftando , come molte fé ne vedono, per 
terra nel Giardino del vicino Palazzo del 
Co; Motti . 

S. 



)( I" )( 

S. LUCIA V. , e M. 

La Chiefa di S. Lucia Vergine , e Mart. 
ietta S. Lucia Vecchia a differenza dell' 
altra già riferita; è fituata poco lungi al 
circuirò del detto Monaftero, quella era e- 
dificata con Monaftero di Monache fin pri- 
ma, che fofife eretta la Certofa, chiamava!! 
S. Lucia di Roncagallo in Diocefi di Ferrara 
1' Anno 1*70. per rogito di Matteo da Tre- 
figallo Notaro , come 1» vede nel Proceflò 
«lei famofo Eretiao Armano Pungilouo 1309. 
per rogito di Gio. Bonavita Not. Sancium 
Lucice Monafterium in fundo Roncagballi ; di- 
cefi una volta delle ragioni della Badia di 
Nonantola , e nel fine di quel fecolo non v' 
era più, che la BadefTa , ed una Monaca. 
II Vefcovo Gio. Fontana 1' Anno 1590. unì 
le fue poche Rendite al Seminario di S. 
Giufìina . 

In detto luogo ebbero un tempo recapito 
i Cappuccini, pofcia una Fratellanza di un 
tal Alessandro Gaitarchi Ferrarefe, che non 
ebbe progreffo; di poi la Confraternità delle 
Sagre Stimmate di S. Francefco . Vltimamen- 
te il famofo I. C. Pier Leone Marchioni 
Ferrarefe vi erette un Beneficio femplice Gius- 
padronato di fua Famiglia. 

SuIF Aitar Maggiore v' è un antichiiììma 
Starua di terra catta della Santa. 

E nelP altro Altare S. Antonio Abbate di- 
pinto da Carlo Cozza, Figlio di Gio- Battifta. 
Appefe ai muri fonovi due Tele, una di Giacomo 

Cave» 



)( ih )( 

Cavedoni, e V altra d' Orazio Mornafì ; 
mancaadone altra con aicune S. Vergini di 
Giacomo Bartoli antico Dilettante di Pittura, 
lìccome nell' Muro un' annca Immagine 
di Maria Vergine d' Ercole Grandi Ferra- 
refe da un lato, dell' Altare fmarrita nel 
xiftoramento della Chiefa . 

Appreffo a quarta Chiefa vi è il Cimi- 
terio per i morti nel Magno Siedale di 
S. Anna , efpurgandofi i fepolcri . 

Neila Strada Guirira in una S';anza la- 
terale del Palazzo Gnirini , oggidì Gualen- 
gui , trovafì un Oratorio aperto V Anno 
1748., il qual non gode Y immunità per 
i delitti da chi vi fi rifugiarle ; vi è una 
copia dell' AfTunta fatta dal Cozza di un 
Originale in Cala Montecatini . 

Tra la Via Borfia , e quella di Santa Lu- 
cia Vecchia vi è il Cafamento , in cui da 
fanciullo, e da giovine v' abitò Ippolito Al- 
dobrandino , che fu poi Papa Clemente 
Vili, con Giovanni, che fu Cardinafe, e Tom- 
mafo con Bernardo fuoi Fratelli , Figi j d ; Sii— 
veftro, che efule da Firenze ricoveratoli fot- 
ta la protezione del Duca Ercole li., efTen- 
do Agente dell' Arcivescovo di Ravenna do- 
po alcuni Magiflrati di quefta Città a fervi- 
gio del Principe fu fuo Corfìgliere di Giufti- 
zia , come dalla Oraz. di Gio. Fran. Ter- 
zani Cremona 1591. a Clemente Vili. 

Fiancheggiano la gran Strada i due Pa- 
lazzi Bevilat-qua , quello verfo la Certofa 
edificato dal Conte Orofrio Bevilacqua non 
ancor terminato, con Statue del Sig. An- 
tonio 



)( 1*4 X 

tonio Ferreri nelle Nicchie dell' Àtrio, e 
Pitture delti famofi Scala, e Scanavini nella 
fottuta . 

L' altro piti antico con Portico avanti 
di grofTe Colonne di Marmo , e Corte cir- 
condata da altrettante con ampli (lìmi Corridori 
Superiori di fimili Colonne di Marmo , fa 
edificato da Carlo Strozzi, e Camillo, Fra- 
telli, Figli di Niccolò, pattato mercè, Coftan- 
za , e Contefa uniche Figlie dello ftefTo 
Carlo, mattate, una ne' Co. Alfonfo , e 
Bonifazio Fratelli in cafa Bevilacqua . Su quefta 
Via verfo i Cappuccini vi fono due Magnifi- 
che Abitazioni del Signor Marchefe Luigi 
Canonici . 

Intorno alla Piazza Nuova , vederi il 
Palazzo voltato a Settentrione del fu Sig- 
gnor Marchefe Erco'e, Alfonfo, e Gio. Fran- 
cefco Vefcovo di Comacchio, Marchefi Ron- 
dinelli , in parte da Gio. Stancali Ferrarefe Ar- 
chitetto con bel li (lìmo ampio Portico di Colon- 
ne dij Marmo edificato. 

Quefta Piazza , che dicefi Piazza Nuo- 
va, era un Cafale di un Moggio di Semi- 
natura poflfeduto da Bortolommeo Zermio , che 
fu uno de' primi Riftoratori dell" Opera pia 
de' Vergogno!! fotto nome di S. Martino, 
e Sindaco de' Poveri. 

In quefta vi e il Giuoco della Lizza, 
e del Pallone , circondata nel reftante da 
molti Ili me colonette , o fittoni di Marmo 
incatenati di ferro . Nel mezzo* ergefi un 
gran Bacamento , o Piedeftallo di marmo 
con incifivi fopra trofei guerrieri , e le A* 

quile 



K "s X 

quile Eftenfi, e varie iscrizioni rapporta- 
te da! Guarini , e Baruffaldi , (colpito da 
Antonio di Gregorio Tagliapietra , su cui 
dovevanft alzare due gran Colonne quadra- 
te con un Arco , e Cornice per folìenere 
la Statua Equeftre del Duca Ercole I. ma 
dopo la di lui morte cambiando faccia le 
eofe , refìò quel Bafamento con una dell* 
Colonne portata dal Pò li 4 Marzo 1499. 
per Gio. Pioli Ingegniere, ed Architetto, (te- 
fa in terra, mentre la compagna precipi- 
tò nel Fiume non lontano da Porta San 
Benedetto per la troppa fretta degli Ope- 
rari , che non affettarono 1' Architetto ; 
dice il Guarini , che pefava quella Colon- 
na 50100. pefi , il Baruffaldi 5441, forfè quando 
dalla quadratura fu ridotta alla rotonda circon- 
ferenza , con ramo di quercia fpiralmente 
intorno fcolpita,- ma rertata poi offe fa per 
fuoco artifiziato 1; Anno i6$<* ; e per ciò 
fpezzata , in occafìone della folenne Inco- 
ronazione della B. Vergine del Rofario . Quel- 
lo , che 1' intagliò fu Cefare Mezzogori, 
effendo d' altezza più di venti piedi , e 
fu alzata su il già detto Piedefìallo più, 
della meta riftretto, e pofto in quadratu- 
ra colf affìftenZa degli Architetti Cittadini 
Ferrare!! Carlo Pafetti , Alberto Gnoli , e 
Gio. Battifta Barbieri, che perfezionarono 1' 
Opera li ai. Giugno 1675. alzandovi (opra 
la Statua di bronzo fufa nell' Arfenale di 
Venezia da Francefco Caprioli , rapprefen- 
tante il Pontefice Alelìandro VII. in Sede 
geftatoria col Manto , e Triregno PontiE- 

eia 



)( i*6 )C 

ciò. Statua già dal noftro Pubblico erettagli 
col difegno del Cav. Luca Danefe Archi- 
tetto della Camera fu la Piazza tra il Duo- 
mo, ed il Palazzo deHa Ragione P An- 
no 1660. Il Cardinal Ghigi Nipote di det- 
to Papa , efiendo Legato di Ferrara, pro- 
curò ancora, che il Mercato degli Anima- 
li, che ogni Lunedì fi faceva fu la Piazza di S. 
Giorgio fuori di Città, quivi fi tralportalTe, ma du- 
iò poco per T incomodo de' Mercadanti, per 
lo che dal noftro Pubblico in detta Piaz- 
za furono fatti efcavare due gran Pozzi ; 
da noftri Annali fi ha, che fin del 1556. 
tal Mercato ivi . fi faceva ogni Mercoledì. 

SACRE STIMMATE DI S. FRANCESCO 

D' ASSISI. 

A fianchi di quefta Piazza trovafi la 
Chiefa delle Sacre Stimmate di S. Fran- 
cefco d' AfTjfi , Oratorio di Confraternità , 
li di cui Fratelli vertono facco di lana 
bigia col volto coperto , cinti di fune, con 
Croce rolla al braccio , corona in mano 
piedi ignudi con folette legate di cuoio all' 
Appoftolica , inftituita V Anno 1601. nella 
Chiefa di Santo Spirito de' Frati Minori Of- 
fervanti dal V- F. Bartolommeo de* Cambi 
da Saluzzo Minor Ofìervante Riformato Mif- 
iìonario Appoftolico . Veftirono il facco be- 
nedetto nella Cattedrale I' Anno 1611. an- 
dando fotto una gran Croce adornata de- 
gli Inftrumenti della PaiTione del Redento- 
re 



)( «7 )( 

re a S. Lucia Vecchia, da dove V An~, 
no feguénte fi porcarono in un Oratorio 
fatto nella Strada di San Guglielmo , ed 
ivi erefìero uno Spedale per poveri vecchi 
infermi , nel qual tempo su queft* ango- 
lo innalzarono il prefente grandiofo Orato» 
rio perfezionato 1' Anno i6ti . In elTo e- 
reffero uarie Cappelle le nobiliffime Fami- 
glie de' Principi Pio di Savoia , Conti E- 
flenfi Molli , con officiature ftabili da effe, 
e dal Primicero della Cattedrale Paolo Cor- 
radi Fratello del Card- Giacopo ambi Figli 
di Quirino , che giace fepolto in un an- 
golo della Cappella Maggiore. La Pala di 
quello Altare ha un S. Francefco , che ri- 
ceve le Stimmate, ed é di Gio. Francef- 
co Barbieri , detto il Guerrino da Cento , 
intagliato in Rame dal celebre nofìro An- 
drea Bulzoni . Agli Ornati di legno di dett* 
Altare fonovi due Statue di S. Antonio , 
e S. Chiara da Andrea Ferreri fcolpite . 

Nelle Nicchie delle Fineftre laterali il S. 
Lodovico Arcivefcovo di Tolofa , e S. Eli— 
fabetta fono di Carlo Bononi , com' znche 
eredefi colorirle le piccole Figure de' Santi 
Evangelifti , e Dottori nelle Portelle del Re- 
liquiario, ficcome nelle già , dette Fineftre 
verfo il Coro vi furono dipinte da Gio. 
Battifra Cozza il S. Francefco di Paola, e 
S. Francefco Saverio con altre pur di fua 
mano . 

Nel medefimo Coro le due gran Tele con 
1' Apparizione del Salvatore da un lato , 
e di un Angiolo coli' Ampolla a S Fran- 
cefco 



)( li» )( 

cefco fono di Giufeppe Avanzi. 

Nelle Cappelle agli Altari V Aflunzione , 
di Maria Santiffima , è del Bambini cogli 
altr. Santi a piedi . 

II Crocefiflb colla Maria Maddelena riconofcefi 
di Carlo Bononi . 

La Pietà dello il e fio . 

La Tela di Santa Chiara del Reverendo Sig. 
D. Francefco Parolini. 

S. Giufeppe da Calaffanfio con le tre Virtù 
offerte da S. Francefco del Sig. Giufeppe Trava- 
gli , che ora è riporlo nella Sagreftia. 

Un Crocefiffo con S. Maria Maddalena in Sa- 
grestia del Monio . 

Il Ritratto del V. F. Bartolomineo de Cambi 
riene creduto dello Stello * 

Fra le molte Reliquie infigni hanno quella 
di una S. Vergine , e Martire Compagna di 
Sant' Or fola, e delle Sante Profpera, e Vitto- 
ria , e Genefi . 

Oltre nobili/lìmi Soggetti quivi fepolti , 
fonovi li famofi Pittori Ferrarefi , Alfonfo 
Chenda , Coflanzo Catanio , e Giacomo 
Parolini. 

Dalla Strada di S. Guglielmo, dove da 
un lato fono i Cafamenti in forma di Pa- 
lazzi Rangoni , oggidì Mafi ed altro , e 
già Nigrelli , per la Via rivolta all' Occiden- 
te , che conduce alla Chiefa dello Spirito 
Santo fin prima dell' Addizione Erculea fi 
entra nella Strada del Borgo di S. Leo- 
nardo , e primieramente incontrati h Via 
dello Spirito Santo. 

SPIRI- 



SPIRITO SANTO 

Lo Spirito Santo , Oratorio di Confraternità 
laica, che vefìe Sacco turchino, con Croce di 
S. Spirito in Saflìa, bianca lui petto. 

Quivi era uno Spedale fotto il Titolo della 
Mifericordia fin del 119?. vicino la Chiefa di 
S. Leonardo , dotato da' Compatroni , che 1' 
avevano fondato, e dal Vedovo Vguccione di 
Ferrara fu donato all' Abbate Rolando di San 
Salvatore di Vaiano della Congregazione Va- 
lambrofana, che vi ereffe un Monaftero fotto il 
Titolo di S. Benedetto del 1576., riedificato da 
Riccobono Mazzoni da Modena , Referendario 
del Marchete Niccolò il Zoppo, che ne fu inver- 
tito dal Vefcovo Bernardo di Ferrara, coli' obbli- 
go di pagargli ogn' Anno la FiguraMì una Chie- 
fa fatta di Cera del pefo di quattro libre , ed 
altre quattro libre di Cera al Prore di S. Leo- 
nardo F Arno Ì376; ma forfè non avendo au- 
uto queft' Ordine progrerTo , o fuffiltenza , II 
Canonico della Cattedrale Trotto de Trotti , 
come Priore Commendatario di S. Leonardo , 
diede quefta ChieTa di San Benedetto alla 
prefente Confraternità l'Anno 1525. a cui fi u- 
ni quella dello Spinto Santo di Marrara 1' An- 
no 1586. Venne riedificato nell' ampia e vaga 
forma di Tempio, che fi vede con quattro gran 
Nicchie negli angoli 1' Anno 1625. per comodo 
degli Oratorj in Mufica , che fi facevano ad 
emulazione della Confraternità d<»lla Morte. 

E' ragguardevole la Porrà Maggiore di Mar- 
mo con le due Colonne di Granito Qrientale . 
I Le 



)( no X 

Le quattro Nicchie furono ornate di Stucchi 
da Gioafroi Bologna. La Cànlona l'opra V Aitar 
| giore e ornara nel parapetto di un Davide, 
< : flauto, Opera di Coffanzo Cattani ; 

e io (celio Davide colia Teila di Golia è di Gia- 
como Parolini ; il- mede forno pure, che Tuona 
f Arpa è d' un Romano, e 1' altra dicefi 
d' un Genovefe. 

A Iati dell' Organo appefe al Muro V A- 
dorazione de* Pallori , e quella de' Magi è 
dello Scarfeliiiiò , che dipinfe altra Tela in 
Coro coiia Venuta dello Spirito Santo. 

L' Altare a delira colla Tavola delia Ve- 
nuta dello Spirito Santo fu dipnta da Lodo- 
vico Mazzoli, detto il Baflarolo. 

Quelio dirimpetto coir Annunciazione di Ca- 
millo Ricci. 

Vi Tono altre Pitture di S. Seballiano, e 
S. Andrea, Opere di Francefco Surchi, detto il 
Dielai. 

Contiguo a queiV Oratorio evvi il Luogo 
Pio de' Catecumeni per aiuto de gì' Ebrei, 
ed altri Infedeli , che vengono alla Santa Fe- 
de, inilituito 1' Anno 1584. da Paolo Leoni 
Vefcovo di Ferrara, accrefeiuto coli' Eredità 
del Canonico Bovio della no lira Cattedrale e 
Teologo CoIIegiato 1' Anno 1596. 

S. LEONARDO. 

Trovafi dal!' altro lato della ftrada S. Leo- 
nardo antic! iiTima Chiefa , che dava il no- 
me a quefto Borgo già Parrochiale fin del 
,1178., come il vede dagli antichi Statuti de' 

Parrò- 



ÌParrochi di Ferrara, una volta delle ragioni 
del noftro Capìtolo * In ella vi furono intro- 
dotti li Frati di §. Antonio di Vienna in 
Francia, che nel vicino Spedale ricevevano 
gì' Infanti nati furtivamente, ed abbandonati, 
detti i Baftardini ; fin che fatta Una Conven- 
zione con gli Vomini della Compagnia di S. 
Criitoforo della Cafa di Dio , che in Città 
efercitavano la medefima Pia Opera V Anno 
1493. col rilafciar loro alcune poflèfiìoni 3 dimifero 
1' intiero fanto uffizio di allevare i fuddetti 
Infanti . Quefìà Chiefa 1' Anno 1511. dopo 
1' ultimo Prior Regolare andò in Commenda, 
come tuttavia ritrovafi . Il Cardinal Cornelio 
Bentivoglio, che 1* ottenne la diede alla Con- 
fraternita del Rifcatto de' Schiavi Crifliani, 
già eretta f Anno 1715. dal Dort. Lodovico Sof- 
fermi L C oltre 1' amica Pala, o Tavola dell' 
Aitar Maggiore con S. Leonardo , che libera 
i Schiavi di Niccolò Rofelli , vedonfi appefe 
alle Mura motte facre Immagini, e Paefì in 
Sagreftia del Sig. Giufeppe Ghedini , é Giù- 
feppe Zolla; fìccome fi vedono le Catene con 
le Tabelle^ Nomi, e Patria de* Schiavi Ctiuiani 
liberati da Turchi colla diligenza di quefìa 
Confraternità , e limofine de' Fedeli fino al 
giorno prefente * 

Quella Chiefa allora fuori di Città diede 
il nome al Borgo di S. Leonardo , che poi 
del 1248. fi chiamò quello de' Leoni per la 
cagione altrove indicata. 

Dirimpetto la Piazzetta di S. Leonardo vi 
è il gran Cafamento già fopra un gran Log- 
giato di Colonne di Marmo edificato da quelli 
I * della 



X M* )C 

dalla Sale, poi delli Marchefi Monti , pattata 
■all' Eredità Penna per compra fatta dal Con. 
Ciò. Batti/la Roverella , a fine di rinovai vi il 
Collegio de' Nobili . 

GESÙ* 

Poco dinante incontrai! la Chiefa del Gesù, 
e Collegio de' Preti Regolari detti Padri del. 
la Compagnia di Gesù , fondata da S- Igna- 
zio di Loiola Bifcaino. Ritornando Egli la pri- 
ma volta folo dalla viilta de' Santi Luoghi di 
Gerufalemme, e venendo da Venezia, nel vifi- 
tare la noftra Chiefa Merropolitana , mentre 
faceva Orazione avanti 1' Altare, dove con* 
fervafi il SSmo Sacramento, chienagli da uà 
Povero limofina, a cui la fece, cosi ad al- 
tro, e tutti datili voce, sfornirono di quanto 
aveva accattato ancor etto per Carità; finché 
uicito di Chiefa portoli a quefiuare per vivete, 
e feguito da' poveri fieni , che avevano riceu- 
uto da lui quanto aveva, cominciarono a gri- 
dare il Santo, il Santo, fìsche ibi lecitamente 
ufcì di Città, feguitando i fuoi pericolofi viag- 
gi , come fcrive il Padre Pietro Ribadineira. 
Unita, che ebbe il fuddetto Santo la Com- 
pagnia, dal Duca Ercole II. piegato, mandò 
a Ferrara il P. Claudio Làio Francefe , uno 
de' fuoi primi dieci Compagni , che fu Con- 
feiTore di detto Duca, dimorando nello Spe- 
dale di S. Anna, e quefìi andato poi pretto 
il Card, d' Augufta per cofe importanti alla 
S. Sede, dopo due Anni dal medefimo Sant' I- 
gnazio fu mandato il P. Pafcalio JBroiet, pu- 
re 



X iti X 

te ?rancefe per fucceflbre con fei Compagna 
V Anno 1551 ; e decolli tre Anni il P. Gi- 
rolamo Peletano , che fu il primo Rettore, pre- 
fe foggiorno nelle abitazioni di Giovanni de* 
Scalabrini tenute in affitto dalla Maria Fraf- 
foni Vedova di Lanfranco dal GerTo Rettor 
Jielìo Studio di Ferrara , e Fattor Ducale , me- 
diante il Dott. Gio. Maria Crifpi Conigliere 
fecreto del Duca, come da rogito di Francef- 
co de' Benvenuti Not. del 1570 . ». Marzo 
per totum tempu* 'vitee magnifica D. Mari* de 
Ceffo olim uxoris Magnifici D. Lanfrancbi Favorir 
Generalis Ducali*. Quella FraUoni da S. Ignazio 
venne chiamata la prima Fondatrice fra noi 
del Collegio dipoi aperto nelle Cafe abitate dal- 
le povere Zittelle oggidì dette della Rofa, pref- 
fo il Convento degl* Angioli , che dimorano 
ricino al Borgo del Leone fmo 1' Anne 1554. 
Quando nel 153 7. S. Ignazio fu ore nato Sa- 
cerdote in Venezia, con i r v.o [ Compagni, vo- 
lendo con eflì parlare in Geru^'^mme, il che 
effettuare per le Guerre tra il Turco, e la Re- 
pubblica non potendo, fi diflribuirono per va- 
rie Città d' Italia, ed in Ferrara vernerò il 
fuddetto Claudio Laino , e Simon Bodrigo. 

Or riabiliti quelli Padri , ed ottenuto dal 
noflro Capitolo otto Cafamenti con Orti, de' 
quali ne rinovano 1' In velli tura s= adfinem & 
effe cium , ut in ejs valeant , et poffmt edificare , 
& adificari facere dermi Uri a, cella* , & ft ancia* 
ne ceffona* fro eerum ufu. Nec non & fcolas, & 
gymnafia fro erudiendì* fcolaribu* Ù" fueris ad 
bènefttium'y & utile Comuni* Ferrarla . rog. Al- 
fonfi de Malvetijs Not. 1 $%6. ij. Ottobri* 
I 3 «x 



)( m X 

ex Archìvio Cartulari Catt. B. fot. 87. con 
Breve di Gregorio Xill' del 1575. **• Novem- 
bre, fondarono col difegno d' Alberto Schiat- 
ti noiìro Concittadino, ed Architetto la loro 
Chiefa T Anno 15 70. riducendone V antico 
Oratorio ad ufo di Scuole per la Gioventù , 
La Chiefa fu poi dilatata con fei grandiose 
Cappelle ornate di Stucchi col difegno degli 
Architetti Ferrarefi Carlo Pafetti, e Padre Pal- 
mieri ; il P. Paganini aveva gettate le fon- 
damenta del magnifico Collegio 1' Anno 1676. 
che fé foffe terminato farebbe uno de Mag- 
giori della Religione. 

il P. Ippolito Sivieri Ferrarefe, Lettore di 
Matematica , ed Architetto fondò V Aitar 
Maggiore di preziofi Marmi , ficcome quello 
di S, Ignazio fopra de Riminati, del quale i 
due Angioli fcolpiti furono da' Signori Fratel- 
li Pietro , ed AlefTandro Turchi ; la Tela di 
S. Ignazio è del Bambini . In un Ouato nel- 
la Cappella i tré Santi Martiri Giapponefi fo- 
no di Giacomo Parolini. 

All' Altare di Marmo della feguente Cap- 
pella li due Santi Francefco Borgia, e Regis 
fono del Sig. Giufeppe Ghedini - 

Nella ultima il Crocefiiìò con la B. Vergine, 
e 8. Giovanni è lavoro del Ball aioli . 

Sopra il Coretto eminente alla Porta {' Af- 
funzione di Maria Vergine è di Leonardo 
Brefcia, con un Gesù fra gì' Angioli di Ba- 
itianino. 

Sopra le Portelle il Salvatore col Padre, e 
Io Spirito Santo da un Iato , e V Angelo 
Cufxode, furoner-tUpirui dal Sig. Francefco Pel- 
legrini. L' ulti- 



X ni )( 

Nella ultima Cappella a deftra entrando air 
Altare della Cafa Grifpi^ V Annunziata è del 
BaiUrolo ; il S. Gio. Neopumoceno, Copia trat- 
ta dallo Spagnuolo . 

La Cappella Tegnente con li Santi Luigi 
Gonzaga , e Stanislao Xofìka è Opera di Giu- 
ieppe Grefpi, derto lo Spagnuolo - 

La 'eguente Cappella coli' Altare, ed Ornati 
di Marmo fatti a fpefe di Tomrnafo Ruffini , 
ha la Tela con S. Fianceico Xavier- , che 
relufcita un -Morto,, dei Crefpi fopradetto . 

La. foiritta delia Ghiefà é dipinta nei due 
Ottagoni. La metà delle Sone verfo la Por- 
ta, cioè il Salvatore, che ferocia dal Tem- 
pio i Mercadanti , fra quali un Cefto d° Ova 
rovericiate, fono Pitture del Baftarolo. Le al- 
tre verfo la Tribuna , di G;o. Francefco Sur- 
chi, detto Dielai • 

La Tribuna adornata in fondo al Coro, 
fopra la Gantoria ha il Salvatore di Gio» 
Battila Cozza. S. Ignazio di Giacomo Paro- 
lini , S. Francefco Xavier di Vincenzo. Pifa- 
n e 1 1 i , S. t-uigi Gonzaga di Aleflandro Nafel- 
li, S. Francefco Borgia del S;g. Francefco Pel-. 
legrini ;. La Natività del S.gnore della Scuola 
del Bononi ; Li tre Santi Martiri Giappone!! 
Gè fui ti fono dì Gio. Braccioli ,- Li quattro 
Profeti del Signor Francefco Pellegrini ; fu 
la Porteita del Ogano un Davide è del Ba- 
ftarolo » 

Il Cadino de! Coro fu dipinto da Francef- 
co Ferrari . li Baldachino fopra l' Aitar Mag- 
giore lo colori il S ; g. Giufeppe Ghedini . 

Nei Coro v' é il bel Maufoleo con Statue* 
14 ài' 



X U* X 

gì Virtù , ed il Burlo della defonta Barbara 
ArciduchelTa d' Auftria , Seconda Moglie del 
Duca Alfonfo II, e Figlia dell' Imperatore Ferdi- 
nando di bnona fcoltura con vari genj , fi- 
retto dal Duca predetto. 

In Sagreftra v' hanno molte mezze Statue 
d' Amento con Reliquie de' Santi della Com- 
pagnia di Gesù; tra effe Statue quella di S. Francef- 
co Borgia dell' Algardi, e frale preziofe Reliquie, 
oltre d' un buon pezzo della vera Santa Croce, 
una Spina della Corona del Salvatore; due Tette, 
ed una Gamba del Cimmerio'; di Colonia, det- 
te delle Compagne di S. Or fola ; la Tefra di 
S. Paolina V. e M ; una Gamba di S. Gi- 
rolamo M. un Offo di S. Dionigio Martire , 
ed i Corpi de' Santi Mariano, e Sifinìo Dia- 
coni, e Martiri eftratti dal Cimmerio di Pre- 
terito 1* Anno 1606 . De' Relieiofi della 
Compagnia di Gesù a' noftri tempi furono 
quivi fepolti il P. Mafììmiliano Gonzaga Man- 
tovano morto attuai Provinciale, il P. Giaco- 
po Sanvitali da Parma celebre per la pietà, 
e per li fcritti; più anticamente il Celebre P. 
Antonio PorTevino Mantovano, il P. Ottavio 
Fregulia Ferrarefe d' Anni 97. fra i molti 
Efuli da' Regni di Spapna , e Portogallo il 
P. Pietro R'badineira ultimo di quefta NobiI 
Famiglia di Toledo, il P. Pietro Terufola A- 
tfàgonefe gran Teologo . Il P. Filippo de Lu- 
go Medicano. 

Neil' Oratorio detto della Penitenza all' 
Altare evvi la Purificazione della Beata V. 
dipinta da Gio. Battifta Cozza porla in rame 
dal Bulzoni, i laterali dipinti dal Borfatti, e 

Mez« 



)( i?7 )C 

•Mezzogoro . Intorno all' Oatorio la Conia- 
zione della B. V ; ed Adorazione de' Magi 
fono di Francefco Bovini , la Natività , Pre- 
fentazione, ed Aflunta del Car>ifaniello ; la Vi- 
fitazione dell' Avanzi; la Purificaz ; nne della 
Scuola del Cattan'o ,- il Tranfko di S. Giu- 
feppe dì Carlo Borfatti ; V A funzione di M. 
Vergine 4' Aleflandro Nafelfi . S. Ignazio . e 
S* Francefco Xavier di Giacomo Bambini . 
Francefco Fantozzi, detto il Parma dipinfe 1' 
Oratorio a frefco . 

Nelle Scuole all' Inferiore vi é la Prefen* 
tazione della B. V. del Monio. 

Nella Superiore 1' ArTunzione della B: V. 
dal Bambini è fiata dipinta . 

Nella Filofofia l' Immacolata Concezione è 
del Signor Francefco Pellegrini. 

Nel Refettorio il Convito del Pubblica- 
no Levi al Redentore è copia di Paolo 
Cagl'ari, detto il Veronefe , il di cui O- 
riginale vedefi in San G ovanni , e Paolo de* 
Domenicani di Venezia . La Flagellazione del 
Signore è di Carlo Bononi ; la Coronazio- 
ne di Soine di Giulio Croma , ed altri, 
come pure nella Cappella domenica una 
bella Statua di Terra cotta colorita di S. 
Francefco Xavier , del noto Andrea Ferreri . 

Fu aperta la Piazza avanti di quefto Mae- 
Itofo Tempio , e fp? anate le Cafe fino fo- 
pra la Via degli Angioli V Anno 167$ . 
col pingue lafcito fatto alla Compagnia da Ha 
DucherTa Felicita SaflTatelIi Conti . 

In quefta Strada verfo il Cartello vi è 
la nobil Abitazione edificata alla Romane^ 

ca 



)( i?S )( 

ta coli' Architettura di Gioiamo Carpi Fer- 
rareie, flato in Roma fin, che viflTe Papa Giulio 
III. iv» fondatore delle più celebri fabbriche il 
qiialle , poi ritornato per il Canonico del- 
la Roftra Cattedrale Guliano Nafelli, eref» 
fé quefla beli' abitazione, e V Oratorio del- 
la Rotonda del 1558. fuori del Ponte di 
Caftel Tedaldo di là dal Pò, atterrato per 
far la Fortezza , qual Palazzo palio poi 
alla nobilidìrna Cafa Crifpi, mediante V a- 
cquifto fatto dal Con. Orlando , e dal Con- 
figger Ducale Gio. Maria. 

Su l' angolo di quella Strada volgendo 
alla Giovecca vi è un Cafamento già det- 
to V Otìeria della Campana , che era, fuori 
de'la Porta del Leone. Direttaria n' è la Sa- 
grei!ia della Cattedrale, come apparifee da 
Libri della meJeiìma, fpecialmen'e del 1410 
item die XI* prxdicli Menfis Ocìebrìs recepì a 
lacobo Liza prò ujtt boftarice domus a Cam- 
pania de Porta Leoni* libras quinque Jol: duo- 
decim moneta lib. V. 5. fol. XII. d. 0. Sopra di 
ella lì vedono tre Statue intiere di terra 
cotta della R V., S. Giorgio, e S. L'a- 
urei io vertice alla Greca co)' a Pianeta an- 
tica , con fopra in mezza figura il Pa- 
dre Eterno. Quelle erano attacco ai Palazzo 
Vescovale antico fopra la Porta dell' an- 
tico Foro de' Veneziani , dove dal Vice- 
domno rendeva!! ragione , e giustizia a' Sud- 
diti , privilegio , dicono foro accordato dalla 
Cornelia Matilde Ducheffa di Ferrara ; ma 
più da crederli da Papa Grogorio IX. , e 
da' Ferrarefi , quando in perfona venne il 

Doge 



)( 159 )( 

Doge di Venezia a liberar la Citta dalla Ti* 
rannia di Salinguerra , celiato poi !' Anno 
2509, Allor quando comprò il defo Foro 
dalla nnftra Communità il Card Ruffo , che 
con altre Fabbriche vicine uni nel 1718. 
al grandiofo Palazzo Arcivefcovale , egli do- 
nò dette Statue a Domenico Simonati Fio- 
rentino , che le collocò Copra la Porta di 
quella Abitazione da lui riedificata- 
la CARLO. 

La Chiefa di S. Carlo è un Oratorio 
di Confraternita ,,che verte Sacco bianco dì 
Scoto con Cordone rollo , e Mozzetta rof- 
fa alle f pai le , in vece di una Rofa in 
petto , che portava anticamente , quando da, 
effa veniva uffiziato 1' Oratorio della Cro- 
ce preflb San Domenico dell' Inqulfìzione . 
Quivi era un' Oratorio de' Santi Filippo , 
e Giacomo Appoftoli delle ragioni dello Spe- 
dale Magno di S. Anna s * dopo fa Cano- 
nicazione di quello Santo Cardinale Arci- 
vescovo di Milano , con gli aiuti, contri- 
buiti dal Cardinal Orazio Spinola Arcivef- 
covo di Genova , e Legato di Ferrara , e 
dal Vefcovo Fontana , flato Vicario del Santo 
Cardinale 1' Anno 1515. fu coli' Architet- 
tura di Gio. Battifta All'otti ± detto V Ar- 
genta, fondato queft' Oratorio in forma di 
Tempio di pianta ovale, adornato colle E- 
ie moline di molti Benefattori , maflìmamen- 
te del Cardinal Carlo Emanuele Pio di Sa- 
voia Ferrarefe ; iìcchè riufcì una perfetta 

Fabbri* 



)( 140 )( 

fabbrica fu! Parapetto dell' Organo in fot* 
do al Coro , eminente all' Aitar Maggiore 
lì venera un' antica divota Immagine in mol- 
ta divozione, contemplata fra gli altri ven- 
tisei Luoghi Pi; della Città, lafciati Eredi da 
Gio. Francefco Terzani Cremona. 

A deftra dell' Aitar Maggiore vi è la Pa- 
la colla B. Vergine, S. Gicrgio, S. Maure- 
lio, e S. Domenjco, di Domenico Figlio di 
Giacomo Robufti Veneto, detto il Tintoretto. 
Le quattro Sforie della Vita del Santo 
intorno fono dì Carlo Borfatti . 

La Pittura lopra la Porta di mezzo roton- 
do é della Scuola del Gu2rcino, altri dicono 
«lei Torricella. 

Le Statue ColofTali nelle Nicchie , ed altre 
minori alla Tribuna fono di mano incerta. 

Siccome quelle su la Facciata della Chiefa 
di Marmo tener» fono di Angelo Putti Tre- 
vigiano . 

Fra le altre Reliquie di Santi Martiri pof- 
fiedono quefti Confratelli un Breviario, ed una 
Pianella, già ufati dal Santo Cardinale Arci- 
vefcovo. 

S. ANNA 

Si patta a S- Anna Chiefa antica , con 
Spedale per gli Infermi feriti , e pazzi con 
abitazioni feparate agli Vernini , e Donne. 
La Chiefa col Chiollro fu già de' Frati del 
Terz' Ordine di S. Francefco, dove poi del 
J304. vi furono introdotti li Bafiliani Mona- 
ci venuti dall' Armenia; nel Gatt. G. dell' 

Arci- 



X I4« X 

Arcivefcovado vedefì , che V Anno 1531. $& 
Vefdovo Guido Abafio di Ferrara il primo 3 
conceffe quaranta giorni d' Indulgenza a chi 
per riparazione della Chiefa di S. Anna , e 
per 1' inopia de J Frati Armeni dell' Ordine, 
di S. Bafilio con limoline foccorefle sa cum igi- 
tur Fratres Armeni Ordìnis S. Baftlij in Ecclefea 
Beat ce JLnncc, Mairi s Dei m/hi, & Domini Gè- 
nitrici*. Ferrarla^ commorantes tanta ficut accepimus 
paupertate premantur ut nec ipfius Ecclejiae repard- 
tioni , prout eptant intendere, nec ibidem pojfint 
temode fuftentari. Dat. Ferraris in n&firo Episcopali 
Palatio Anno Domini 13 $2, . Indici. 15. die 19. 
Menfis Maij temp. Pontificati^ SS. P. in Cbriftè Ò* 
Domini D. Ioannis Diu. Prouid. PP. XXII. Egé 
Uitalis fil.frìs quond. Bonaveri] de Forlivio Imperia- 
li aucftritate Noi. atque ludex Qrdinarius } & nunc diete 
Domini Epijcopi Strila* Ex Archivia Illu(ìriJfiméC 
Communitatis Ferrari se Bulla Nicolai PP. de 
Anno 1450. expojito qd. dilecfus filius Criftùfo- 
vus Raynaldi de Aldigerijs Prier Menafteri per 
Prior. fol. gub. Sancite Anme extra portam Le- 
oni* Ferrarien. Fratrum Armenorum Ordìnis San* 
gii Auguftini in quo iam diu illius fratres di/o- 
Iute <ÙT inbone fi e vixerant , nec non borni cidi a, 
adulteria & alia &c. lo iteflb nella Bolla d' 
Eugenio PP. IV. 1442. dall'Archivio di S. 
Anna Catt. primo fol. 93. Li quali Monar- 
ci per le molte ricchezze loro da divotì Ia- 
feiate , datifi ad una vita licenziofa , e fcan- 
dalofa, di tal fatta, che ardirono di uccide- 
re il loro Vifitatore venuto da Genova per 
riformarli , non recandovi , che il Priore AI- 
digieri da Ferrara, che folle eflemplare e di 

viver 



)( *4* X 

vivete corretto; il B. Giovanni da Toffigna* 
jio l'cielfe quello luogo per fondarvi il gran* 
de Ofpedale verfo V Anno 1440. con le fa. 
colta a lui lafciate per i poveri d; Crifto t 
dal Medico Pellegrino dalla Cecca da Arquà 
aie! Pole r :ne di Rovigo; per lo che ottenne 
da Papa Eugenio IV. coli* intervento del 
Marchefe Nicolò III. e Leonello fuo Figli- 
volo non folo di edificare quefto Spedale , 
ina aggregarvi il Monanero de' Bafiliani , e 
fue rendite, conforme ne die il Pap: t 1' in- 
carico a Tommafo Peron^oli Arcvelcovo di 
Ravenna, allora Prefidente in rerrara,come 
dal di lui Decreto it primo di Luglio 1443. 
Il Beato Giovanni Io fteffo Anno donò al 
noft.ro Pubblico quefto Spedale non ancor ter- 
minato, commettendogli la piena amminiftra- 
zione . Nicola V. Papa 1 Anno 1350. con 
fua Bolla, eflèndo morto il Santo Vefcovo, ap- 
provò tal donazione, mettendovi detto Pub- 
blico i Priori , Itati ora Vefcovi in altre Cit- 
tà, dipoi ripatriati ; tal volta Canonici della 
noftra Cattedrale , ed altri Officiali , che lo 
governaflero in Temporale, e nello Spirituale; 
un tempo furono Cappellani del Clero Seco- 
lare , come ancora d' Ordine Regolare ; pei 
vennero introdotti li Preti del ben morire , 
fra quali vi fu S. Camillo de Lellis loro Fon- 
datore, ed ancora li Frati Ofpitalari di San 
Giovanni di Dio. Al prefente affi/tono con 
carità li Padri Cappuccini di San Francef- 
co ; vi abitarc.no ancora li Gefuiti venuti da 
Venezia per V Interdetto di Paolo V. 
Preteftro una volta i Cardinali Legati di 

voler- 



X *43 )( 

volerne if Dominio , ma ce/fero alle ragioni 
del Pubblico , che elegge nel gran Confeglio 
fra li Nobili Cittadini i Priori ,a precedere d' 
Anno # in Anno; venendo nel giorno ferii vo 
di S. Anna il Giudice, e Magiftrato de' Sa- 
vj col loro Corteggio, preceduti da un gran 
Gonfalone con la Santa dipinta dal Bambini, 
e 1' Arma del Pubblico, e da tutte ancora le 
Arti della Cit*à con i loro Gonfaloni , alla 
vifita degli Infermi, dopo aver affluito alla Mq£- 
(a Solenne , che vi fi canta. 

La Chiela è poi adornata delle qui fot- 
tono te te P-itture . 

La Tavola in Coro è di Niccolò Rofelli 
colia Santa Titolare, la B. Vergine, ed il Bam- 
bino , ed a' piedi S. Bafilio genuflefso ; ad 
uno de 5 lati pende da' muri la Tavola di- 
pinta da BafHanino con li Santi Cofma , e 
Damiano, la Beata Vergine, S. Anna, ed il 
Bambino in aria * 

Neil' altro Maria Vergine, ed il Bambino, 
ed altra Santa « 

Le Portelle dell' Organo con S. Antonio 
Abbate, e S. Agoftino, fono del'o fretto Ro- 
felli , qual dipinfe ancora i! San Girolamo 
fopra la Porta , che conduce nel Chiofìro » 

L* Aitate nella Cappella feguente ha u- 
na Beata Vergine con due Angioli dello 
fteflb. 

Del medefimo Pittore è il S. Eligio, detto 
S. Alò, e S. Lodovico in abito Vefcovile ; 
Altare dell' Arte de' Fabri. 

Neil' ultima Cappella la Pala del Altare 
ha un CrocefiiTo con a piedi un S. Eligia 

Vef- 



)( *44 X 

Vefcovo, che tiene una Selh da Cavallo d* 
Argento in mano, del Baitarolo . 

Su la Porta della Chiefa S Girolamo nel 
Deferto è dell' Alberti antico Pittor Fer- 
rare fé . 

La prima Cappella alla delira entrando ha 
su 1* Altare una S. Caterina , che contem- 
pla il Miftero della SSrha Trinità di Giovanni 
tfrancefco Surchi, detto il Dielai. 

Segue 1' Altare nella Cappella , in cui ervi 
il bel S. Sebafìiano, Statua di terra cotta di tut- 
to rilievo, creduta di Aifonfo Lombardi, o 
della fua Scuola, ir>2 alcuni la giudicano di 
Orazio Ghlrlinz»ni da Modena. 

La contingua Cappella ha F Altare dello Sposa- 
lizio della Beata Vergine pure dipinto da Nic- 
colò Rofelli, che altri itimano colorito da Ca- 
millo Filippi . 

In quella Chiefa fi venera un pezzo dì 
Tefìa d' uno de' Santi Quaranta Martiri pò»» 
tatovi dall' Armenia. 

Quivi fu fepolto Fra Girolamo ultimo Ab- 
bate Regolare di Ga vello , Monaftero vicino 
^lla Città d' Adria, che quivi rifiedeva , e 
vedonfi Rogiti di Veitizioni fatte, e Profef- 
fioni de' fuoi Monaci in quella Chiefa, per 
cui da Parrocchi Coaventuali fin del 14M. 
faceva fi 1' .A mi ver/ano li 5, Gennaro - 

La Porta di Marmo fopra la Giovecca di 
buona Scultura creduta del Ferrari Scolare del 
Sanfovino ha nel fondo due Arme , u- 
na é quella dello Spedale , 1' altra dì 
Cafa Riminaldi , e nel!' Architrave in un 
tendo a bailo rilievo fcolpita in Marmo 

una 



X M5 )( 

una Sant' Anna colla B. Vergine , e Bam- 
bino di buona forma. 

Nel Cortile le Sante Immagini già. dipinte, 
dal Dielai , ritoccate poi diligentemente da 
Giacomo Parolinì . 

Entrati nello Spedale fu. la Porta interior- 
mente, vedefi in Statua di terra cotta, fat- 
ta fui naturai Volto del Santo già morto , il 
Beato Giovanni da Toffignano noftro Vefco- 
vo , Opera di Fra Antonio Marefcotti del fuo 
Ordine de' Gefuati , quivi rimeffa ottimamen- 
te da Filippo Suzzi , effèndo nella Fabbrica 
dello Spedale fiata rotta in pezzi. 

La Statua di Maria Vergine fu I' Altare 
è del Sig. Pietro Turchi , che pure fece quel* 
la del B. Giovanni fuddetto full' Altare del- 
la Sala delle Donne - 

Nella Computifteria vi è una Tavola di S. 
Anna, B. Vergine, e Bambino creduta* de* 
Doffi . 

Siccome varj quadretti in Tela di detta 
Santa Famiglia, tutti dipinti dal Bambini fui 
corame » 

S, MARIA DELLA PIET A'., 
DETTI TEATINI. 

Non molto lontana dall' altra parte della 
Giovecca evvi Santa Maria della Pietà, Chie- 
fa con Collegio de' Cherici Regolari, detti li 
Teatini . 

II Duca Alfonfo ultimo di Ferrara, che è- 
ra più volte flato pregato da Perfonaggi gran- 
dinimi ad introdurre nuove Religioni in Ferra- 
K ra, 



)( Itf )( 

ia , come quefta de' Teatini , rifpondeva a 
tutti, ballargli di quelli, che vi erano, bra- 
mando, refhiìero ben proveduti dalla Pietà de* 
fuoi Cittadini, e di lui SceiTo, acciò lodatlero 
Iddio, e coadiuv afferò al Clero Secolare per 
la falute delle Anime , fenza occafione di 
di/turbi fra loro. 

Cedendo a tanti aiTalti, EiTo chiamo da Vicenza 
la nobil Famiglia Treni di S. Gaetano, ma 
dopo la di lui morte , quefta fi eftrinle nella 
terza Generazione, mancando il Conte Ottavio 
di Scandiano • 

Furono introdotti in Ferrara decori! dieciotto 
Anni ad ifìanza della Laura Sighizzi. nata E- 
brea Sanefe, fatta Criftiana, e già ai fervi- 
zio della DucheiTa d 1 Urbino , effóndo Vef- 
covo di Ferrara il Card. Gio. Battifta Leni 
1' Anno 1616. predicando elfi nella Cattedra- 
le, e facendo altre divote opere nel.P Ora- 
torio di S. Criitoforo , detto la Cà di Dio , 
volgarmente de' Bartardini . La ftelTa Laura 
diede loro albergo , ed il Canonico Gafpare 
Levatoio Teologo della Cattedrale, col Card. 
Carlo Emanuel Pio di Savoia , comprarono 
una Cafa su la Giovecca , dove V Anno 1610. 
aprirono un Oratorio , fotto il Titolo della 
Madonna della Pietà, onde nel feguenre Anno 
1616. gettarono le fondamenta del magnifi- 
centiflìmo prefente Tempio col difegno del 
Cav. Luca Panefe Ravennate Architetto in 
Ferrara della Camera Appofìolica , qnale in 
elfo ebbe fepolcro . Quello Tempio fu inal- 
zato con ì materiali delle dette Cafe, e del 
Palazzo Eiìenfe atterrato alla Certofa, e ca- 
rità 



X 147 )( 

rita fpontanee de' nofìri Ferrarefi, terminato 
T Anno 1653. Confacrato venne dal Cardinal 
Cario Cerri Vefcovo la Seconda Domenica di 
Novembre 1678. adornato di magnifici Altari, 
e Pitture , come fi vede , e dietro all' Aitar 
Maggiore di fini Marmi lavorato, portati dall' 
Indie Orientali dal Padre D. Giufeppe Te- 
defchi Ferrarefe Mìffiondrio Appofiolico . 

Sopra quello Altare ne' giorni folenni fi 
colloca una grandiofa Croce d' Ebano col Croce- 
fiifo cavato da un dente intiero d Elefante in- 
tagliato; dono del gran Duca Colmo III. 

Nel Coro in tre gran vani , ficcome die- 
tro le Cantone in due Lunette , vi fono di- 
pinte molte Storie della Vita di S.Gaetano, 
Opere di Clemente Maiola . 

11 S. Gio. Bardita nell' Altare di Marmo 
della Cappella a delira dell' Aitar Maggiore 
è di Andrea Sacchi, Scolaro dell' Albano. 

Nel Cappellone full' Altare ornato di buo- 
ni Marmi la Purificazione della B. Vergine 
fu dipinta dal Guercino da Cento in manie- 
ra più dolce dell' ufato fuo Itile , 

S. Andrea Avellino nella feguente Cappel- 
la é di Camillo Ricci. 

S. Antonio di Padova nell' ultima Cappel- 
la dicefi d' un Bolognefe . 

Sopra la Porta Maggiore il Tranfuo di S. 
Gaetano lo fece Alefiandro Nafelli. 

All' Altare della prina Cappella entrando, 
v* era un S. Gregorio Taumaturgo di Cos- 
tanzo Cattanio , oggidi nella Sala appreso il 
Dormitorio , 
Segue la Cappella col Tranfuo , di San 
K a Giù- 



X M« X 

Ciufeppe dello Scozefc . 

Nel Cappellone fagliente tanto il S. Gae- 
tano in Tela dipinto, come il Tabernacolo su 
cui evvi la Refurrezione , furono lavoro d' 
Aifonfo Rivarola, detto il Chenda . 

Deli' ultima Cappella laterale al Prefbiterio, 
in cui v' ha un' Altare con la B. Vergine 
veftita in Statua, ne fu dipinta la foffitta eoa 
Angioli da Clemente Majoli, ed alcuni Qua- 
dretti dallo Scarfellino. 

Gli altri Quadri fra Colonnati , e Pilaftro 
Tapprefentanti la Vita di S. Gaetano , fono 
di Cefare Mezzogori Comacchiefe; (ìceome li 
due fregi con gli Angioli lumeggiati d 1 oro 
fopra le Volte a chiaro , e feuro . Li Qua- 
dri , che contornano 1' Altare della Purifi- 
cazione, della B. Vergine, fono dello fteffo 
Mezzogori Comacckiefe , e d' un fuo Compa- 
gno per nome Gio. Battifta belletti Pittore . 
In quella Chiefa lotto I 1 Altare di San 
Gio. Baitifta fi conferva il Corpo di S. Se- 
condino Vefcovo, e Martire; fìccome fotto di 
quello della B. Vergine delle Grazie, quello 
di S. Fauftiso Martire , ambidue eflratti con 
li Vafi del loro Sangue di vetro dal Cimi* 
terio di Santa Lucina nella Via Avrelia fuo- 
ri di Roma 1' Anno id66 . 

Hanno ancora delle Reliquie infigni delle 
Compagne di S. Oriola V., e Martire, di S. 
Vincenzo Martire, di S. Margherita Vergine, 
e Martire, S. Eugenia Martire , del B. Ri- 
naldo Arcivescovo di Ravenna, e di S. Bar- 
baziano Prete , e Confeilore , trafportate da 
Ravenna dal P. D. Guido Bentivoglio loro 

Reii- 



X M* X 

Religìofo , . che fu poi Vefcovo eli Èertinoro. 

Nella ultima Cappella fta fepolto fenza 
veruna iscrizione il Corpo di Monfig. Gia- 
como Fantnzzi da Ravenna , morto effendo 
Vicelegato di Ferrara nell' 1670. ed oltre a 
molti altri il Generale Antonio Domenico 
Balbiani , che per Clemente XI. fa alla di- 
fefa di quella Città, gran Priore d' Ar- 
menia , e grande Armiraglio di Malta, il 
fuo Aiutante il Conte Palletta d' Afli ; qui' 
Fepolto venne un Principe di Ualdertem ferito 
nella Battaglia di Luzzara del 170*., in cui mo- 
rì il Capitano Con. Valerio Roverella Fer- 
rarefe del Regimento Nigrelli. 

Ebbero in quella Chiefa Sepolcro tra i molti 
Reìigiofì degni di ricordanza ii Padre Giufep- 
pe Lanzi Ferrarefe celebre facro Oratore ; an- 
cora il Padre Bortolommeo Ferri Scrittore 
delle Storie di Comacchio, il P. Angelo Pe- 
verati - Scrittore pur Ferrarefe. 

Nella Sagreftia la foffitta , e dipinta da 
Alefìandro Nafelli ; il 5. Gaetano, che ri- 
ceve il Bambino da un loro Religioso Lai- 
co per nome GiofefFo Maria Galletti Fio- 
rentino . Nel Dormitorio un' Ovato col Tran- 
fito della SSma Vergine dal Signor Giufeppe 
Ghedini venne colorato . 

ORATORIO DE' TEATINI- 

L' Oratorio vicino , ove convengono Se- 
colari, che 1' ufficiano d' Inverno la fe- 
ra , fotto la direzione d' uno de' Religio- 
fi , dimandavano V Oratorio de' Schiavi della 
Beatiffima fempre Vergine Maria, iftituito dell" 
Anno i6%z. K j Sa- 



)( xyo )( 

Sopra l'unico Altare fi vede la Natività del- 
la Santiffima Vergine di Coftanzo Cattani . 

Intorno ai Muri dell' Oratorio vi fono 
le Tele coli' Annunziazione della B. Ver- 
gine dipinta da Giovanni B/accioli ; la Pu- 
rificazione da Camillo Setti ; li Viaggio in 
Egitto da Aleflandro Nafelli, ed altre da Tom. 
mafo Capi fanelli, dipinte la Soffitta Fran. Ferrari 

ORATORIO DL S. CRISTOFORO . 

Incontrar! ivi vieino 1' Oratorio di San 
Criftoforo, e T.-aogo Pio, ed Ofpitale degli 
Efpofti o Baftardini , detto la Gà di Dio. 
Fu già Spedale de' poveri Infermi vicino 
alle antiche Mura della Città verfo Set- 
tentrione, detto S. Criftoforo dal Ponticel- 
lo , il qiial effendo dirupato , fu dal Can. 
sonico Andrea Figlio di Virginio Silveftri rie- 
dificato l' Anno 1389 di raccogliere i Par- 
ti efpofti fi legitimi , che fpurj o baluar- 
di abandonati dalla crudeltà de' loro Ge- 
nitori ; per Io che fu farta un' Unione di 
Confratelli fotto 1' Invocazione dello Spirito 
Santo fin del 1408. qual aveffe tal cura, 
e perciò furono chiamati quelli della Cà 
di Dio . L' Anno 151 5. col favore della 
Ducheflfa Lucrezia Borgia feconda Moglie del 
Duca Alfonfo I. dal Padre F. Vincenzo Pa- 
fetti Carmelitano , ebbero i Capitoli di Con- 
fraternità col facco di Tela azzurra . Barbara 
d' Auftria feconda Moglie d' A' tonfo li. ul- 
timo Duca di Ferrara, col difegno d' Alber- 
to Schiatti Architetto Ferrarefe , principio la 
Fabbrica P Anno 1570. coli' Oratorio, e Spe- 
dale, 



« M* )( 

dale, fotta la direzione degli Emi Arcivefcc» 
vi; Ivi era il luogo appartato per le nutri- 
ci de' Figli voli ,o di buona volontà, ovvero con- 
dannate , ed ancora per quelle miferabili, che 
non potevano aver aiuto ne' loro Paiti , bi- 
fognofe di fufìldj ; evyi altresì altro luogo fe- 
parato per le Zittelle allevate , alle quali 
vengono fommi mitrate Elemofine dotali , A no- 
ftri giorni da queflo luogo è Hata levata Ja 
Confraternità , quale non aveva altro ritiro, che 
dietro al pubblico Oratorio, in cui rare volte 
ufficiava, ne veitiva più lacco; qual ritirò, o 
fia Coro e fiato aiTegnato alle Zittelle , man- 
dandofì le Donne Parturienti oggidì a Saa 
Salvatore . 

All' Aitar Maggiore la Pala della Pietà 
è copia d' un' Originale, che vi era di Gio. 
Benvenuti , detto 1' Ortolano , mandato a 
Roma . 

A finiftra fi trova P Aliare del Crocefi/To 
con la B- Vergine , S. Giovanni , s la 
Maddelena , dipinto da Leonello Bononi . 

Le Pitture, fui Muro dell' altro Altare 
fono dalli Signori Ghedini , e Corni. 

ORATORIO RIMI N ALDI. 

Neil' angolo cppofto della Strada evvi 
T Oratorio pubblico fotto il Palazzo di Mon* 
fìgnor, Giovan Marida Capitano , Alfonfo , © 
Guizzardo Fratelli Riminaldi, in cui fi venera 
un antichi (lìm a Immagine dipinta fui Muro 
della SSma Vergine molto divota; queft' Orato- 
rio dal prelodato Prelato Uditore delia S 4 « 
K 4 S r a 



K tfe t 

gra Rota è flato molto co» stùcchr , pi- 
ture , e dorature ornato , ed arricchito d' 
Indulgenze . 

Queflo recinto tutto direttario della Fab- 
brica della noftra Cattedrale chiamafì Borgo 
Nuovo; e fin del it\%. fi vedono le an- 
tiche Inveftiture del Noftro Capitolo, che ad- 
ditano - Cabale unum terree pojìtum in Sexto 
Sancii Romani fuper viam , qua. itur ad Sanctum 
Francifeum - dicefi il S^fto di S. Romano , per- 
che fu fnembrato dalla Aia Parrocchia per 
far Parrocchiale la Nuova Cattedrale, in di 
cui vece da' Canonici, e dal Popolo di Fer- 
rara fu ricompenfato quel Monaftero in due 
Manfi in Quartefana, ed Albarea- Petiam unam 
terree iuxta fofsatum Civitatis Terranee per medi- 
um Ecclejier Sancii Romani et unam .... proprietatis 
'veftrec Canonicce Manfos duos pofitos infundo Quarte- 
fanee Jln. \i\6.xz: Jlp. rog. Dominici Not.exJlr- 
e bivio Capitula . Quivi furono in termine d* un An- 
no edificati Cafamenti con obbligo di far Corteg- 
gio ai Canonici per Pafqua, e per il Natale, porger 
!or« aiuto fecondo il piacere, e bi fogno ; leg- 
gendo»* nel Roverfcio delle Pergamene - Cafa- 
ìes in Burgo Novo S. Roman. - quai Cafali fo- 
no le magnifiche Abitazioni , e Palazzi , già 
del Marchefe Leonello donato a Folco Villa- 
fuora , che lo vendette alti Trotti 1' Anno 
1444. e V altro Libanori , ambidue ora in- 
corporati nel Seminario de Cherici Rofìj . 

I»a gran Cafa Sacrati , poi Muzzarel!i , 
dov' é il bel Varrone di Marmo coJla Fac- 
ciata già dipinta dai Doflj , e Carpi . Quel- 
la africamente del Marchefe Alberto d' Ette 

ac- 



)( HI )( 

acquietata in parte da Lodovico Arivieri , det- 
to il Bologna , dove su la Porta fi vedo- 
no le fue Infegne (colpite in Marmo, di 
cui fece acqvifto Dante Sogari da Bologna, 
perciò detti i Bologna . 

E la parte del Palazzo edificato da Criflia 
Francefco Bevilaqua 1' Anno 1430; e quel- 
la dei Palazzo Contrarj , oggidì Pepoli . 

S. MARGHERITA. 

Segue 1' Oratorio di S. Margherita V; 
e Martire , Architettura di Gioanni Battifla 
Allotti , detto 1' Argenta fatto nella fitua- 
zione pofteriore dell' antico Palazzo Pen- 
daglia , in cui ancora coniervafi , colla Por- 
ta Principale murata , 1' antica Infegna in 
marmo di quella nobil Famiglia ; In que- 
ilo Palazzo fin del 145*. coli' occafione delle 
Nozze tra Bartolommeo Pendagli , e la 
Margherita di Conte Còllabi! i , feguite ; ri- 
ceuuta eh' ebbe Federico III. la Corona 
dell' Impero in Roma da N'ccolò V., e 
ritornando in Germania , nel pattar per Fer- 
rara con il Fratello Ladislao Rè d' Un- 
garia, ed il Con. Sigifmondo del Tirolo Tuo 
Cugino , col Duca Borfo , ed altri gran Signo- 
ri , fu, e volle alle fuddette Nozze inter- 
venire , ed accompagnare la Spola con re- 
galarla d' un ricco Gioiello , creando lo Spo- 
fo Cavaliere . Quello Palagio poi, efi'nta la 
detta illuftre Famiglia, fu acqui fiato dal no- 
flro Pubblico per Confervatorio delle pove» 
re Mendicanti , che la pietà della Dnchef- 

fa 



X M4 li 

li T^Iargherita Gonzaga terza Moglie del Du- 
ca Alfonfo II, ed ultimo di Ferrara, a- 
veva fatte raccogliere , a cagione della gran 
Careflia ne' tempi d' allora cioè 1' Anno «593. 
e collocate a Sant' Agata , poi vicino a 
Sant' Agnefe 1' A; no t$$6. dopo di che 
fucceduta la Devoluzione dello Stato reca- 
rono fotto la protezione , e governo del 
Giudice , e Maefba~9 de' Savj , che le pre- 
vidde di quatto gran Palazzo , e di cen- 
to Scudi al Mefe fopra il Dazio dell' O- 
£lio per loro mantenimento . Ornò quefV 
Oratorio dell* belle Pitture , che vi fono;, 
prima V Aitar Maggiore con due Co- 
lonne di Mifchio, ha la Pa'a del Martirio 
di Sant' Margherita dipinta da Scarfellino ,• 
la gloria di fopra è di Carlo Bononi . 

Neil' Altare a deftra la B. V. del Car- 
mine fi riconofce del Fiami^gho. 

All' altro dirimpetto Sebaftiano Filippi , 
detto Baftianino vi dipinfe la Refurrezione 
di Noftro Signore, 

La Soffitta adornata con rofoni dorati , e ri- 
partita con varie diftinte Pitture di Carlo Bo- 
rioni, del Bambini, del Monio, e dello Scarfellino, 
rapprefentanti la Vita, e Martirio della Santa , 
con varie Virtù alluri uè ad efla ; guafle in 
parte fono fiate rimefTe dal Reverendo Sig. 
Pon Fi ancefco Parolini . 

Avanzandofi di nuouo fu la Giovecca tra 
il bel Cafamento Romei , ed il Palazzo Za- 
vaglia , già abitato dal Duca di Carpiono 
Pieno Aldobrandini , dove vi morì V An- 
no i6jo. General dell' Armi in Ferrara, Ni- 
pote 



a M5 X 

.-ote di Clemente Vili, fi volta per ia oz^ 
ia vicina Strada di Santo Spirito ripiena di 
fontuofe abitazioni , BofelH , e Brafavola, Avogli ; 
queft' ultima fondata da Criftofaro Fau- 
retti da Fiume, detto lo Sfrizà crudel Gabellie- 
re al tempo del Duca Alfonfo IL ed tikimò di 
Ferrara, la di lui memoria, come quella del 
Pigna viene malamente notata da' nofìri anti- 
chi Annalifti. 

Cosi anche il Cafamento V'IIafuora , ora 
Varani già de' Cortili; V altro riedificato, ed 
abbellito di Cucchi , e doracure del già Ba- 
ron Forunato Cervelli, fatto da' Cavazzi do- 
ve mori il Vefcovo d> Còmacchio Alfonfo 
Pandoln* V Anno 1630. 

SANTO SPIRITO 

Si pafl"a indi a Santo Spirito, Tempio mae- 
flofo , e Convento de' Frati dell' Qrdme de* 
Minori Oiiervanti di San Francefcn edificato 
in un vacuo nelF Addizione Erculea , dove 
era una Chiefa fotto il Titolo, di S. Girola- 
mo , rinunziata dat' Rettore di eflTa . Aveva- 
no quefti Frati ottenuta da Papa feone X- 
una Cafa contigua, dove è il Coro dì que- 
llo Tempio di ragione di Tommafo Fufchi 
Vefcovo di Còmacchio. V Anno 1516. loro 
venduta per pagare i di lui debiti colla me- 
diazione del Duca Alfonfo IL che doveva 
fborfare quaranta mille feudi d' oro , così 
ftimato da Gìo. Stancari il gran Convento , 
che quefti Religiofì avevano fuori di Fer- 
rara nel Borgo della Piopps , o Ha oggidì 

detto 



detto Quacchio atterrato dal mede fimo Duca 
per fortificare la Citta da quella parte I' An- 
no 1511. per la Guerra , che temeva di Pa- 
pa Giulio II. Convento eh 1 era nel firo ftef- 
fo , in cui odiernamente ftà la, Monta- 
gna Grande fin fotto le -Fotte , e Mura del- 
la Città ; dipendeva quell' antico Convento , 
e Chiefa daìle Monache di San Sdveftro per 
uno Spedale di loro ragione fin dell' Anno 
J2-40; fotto il Titolo di Santo Spirito , in cui 
fi erano ricoverati i Minori Oftervanti , a 
quali Bartolommeo dalla Mela Cittadino Ferra- 
refe, e Referendario del Marchefe Niccolò 
III. V Anno 1407. aveva edificato il ma- 
gnifico Convento . 

Quetto, come fi ditte atterato fi riedificò in 
quello fìto , piantandovi la Croce il loro Vi- 
cario Generale, che fu il Cardinal Numa- 
jo da Forlì ; quello gran Tempio retto fo- 
to alla mezza grandezza del difegno ideata 
dal Duca Alfonfo II. dopo la di cui morte 
colle limoline de' Cittadini fu ridotto allo 
flato prefente . Il Cardinal Francefco Baldrata 
Legato di Romagna , e Collegato di Fer- 
rara colle pietre del demolito Palazzo di 
Belvedere , luoi Marmi , e Colonne ingrandì 
queir o fontuofo Convento , come fi vede dal- 
le Scale, e Gallerie fatte 1' Anno 1601. a- 
vendovi a nottri giorni il P. Expróvinciale 
Tommafo Barberini da Cento farro a Volta 
il gran Dormitorio con gli altri Corridori , e- 
fopra le Porte delle Celle fatto dipingere in 
mezze Figure a ch'aro > e feuro de' Santi > 
Beati Ferrarefi dell' Ordine Serafico, Ope* 

ra 



X M7 X 

ra di Fra Alberto da Bologna Terziario di 
quefV Ordine. 

li Cardinal Carlo Pio Vefcovo di Ferrara 
T Anno 1656. li 15 Ftbraro confecrò quello 
Tempio , in cui erefle 1' Altare di Sani' 
Antonio di Padova, la di cui Statua intie- 
ra di legno fi cuopre con una Tela dipin- 
ta della di lui Immagine con alcuni Angiolet- 
ti fopra da Giacomo Parolini . 

L' Altare dirimpetto del Crocefifib eoa 
San Giovanni , la Beata Vergine ; e Santa 
Maria Maddalena , con % lati li due Santi 
Francefco, e Domenico , fuori della Pittura 
principiale, fono tutte Opere di Gioanni An- 
drea Ghirardoni . 

A' fianchi delTabernacolo dell* Aitar del SSm© 
in chiaro, e feuro Giacomo Parolini colon, come ia 
due Nicchie li S. Pietro <T Alcantara, e Paf 
qual Bailon ; e di fopra nel mezzo una Tefta della 
Beata Vergine ; appefe a* muri della Cappel- 
la vi fono le due Tavole della Annunziazio- 
ne di Maria Vergine , e Natività del Sig- 
nore di Benvenuto da Garofalo , che vi fe- 
ce il fuo nome , benché 1' Annunziazione 
fuddetta fia creduta dell' Ortolano fuo pri- 
mo Maeftro . 

Fuori di detta Cappella il vicino Altare ha 
la Tavola della prima maniera del Garofolo, 
la B. Vergine con Angioli , e di fotto San 
Girolamo , e San Francefco. 

Vi fono a lati nelle Nicchie alcune Pit- 
ture del Monio. 

JL, 5 Altare dopo il Cappellone di Sant' 
Antonio ha la Tela col Martirio di San 

Mat- 



)( JS8 )( 

Matteo Apposolo dipinta da Coftanzo Catta* 
ilio , che nel Puttello caduto fugendo , dipin- 
fe il fanciulli.no Fantozzi Parma , che fu poi 
il Pittore Francefco; Carlo Borfatti vi dipin- 
fe le quattro Storie del Santo Appoftolo , ed 
Evangelica. Le quattro Statue nelle Nicchie 
fono di Filippo Porri . 

Dall' altro lato del Tempio il primo Al- 
tare ha la Sepoltura di Gesù Signor noftro , 
Copia fatta da Carlo Bononi dall' Originale 
di Michel Angiolo da Caravaggio come vo- 
gliono ,• il qual Originale è in Roma nella 
Chiefa Nova de' PP. dell' Oratorio. 

Parlato il Cappellone del SSrho Crocefiflb, 
che già dicemmo al primo Altare , la divota 
Statua di San Francefco è del famofo An- 
drea Ferreri ; le Pitture all' intorno fono 
del Signor Francefco Pellegrini , e Sig. An- 
tonio Gavir*ti viventi Pittori Ferrarefi , e 
nelle Nicchie le Statue furono fatte dal Sig- 
nor Antonio, Figlio d' Andrea Ferreri . 

L' Aitar feguente di San Diego lo dipin- 
fe Domenico JVIonio, e di fopra San Giovan- 
ni Neupomoceno da Carlo Politi Guaftalefe 
fu colorito. 

La Soffitta nel mezzo colla Venuta dello 
Spirito Santo é di Leonello Bononi Nipote 
di Carlo ; le quattro Virtù di Carlo Borfat- 
ti, e Gio Battifla GrarTaleoni dipinfe la Qua- 
dretura , di Giovanni Vengembes il Sant' An- 
tonio .- e le Anime del Purgatorio furono 
dipinte da Aleflandro Cafoli . 

Li quattro Profeti verfo , V Aitar Maggio- 
re; fono d* Ippolito Scarfellino. 

Le 



Le quattro Sibille, che foco fopra la Porta 
Maggiore le colori Carlo Borfattì. 

Nel Refettorio poi fui muro rimirafi dipia- 
ta a gran figure da Benvenuto da Garofalo, 
che vi impiegò 1' Anno 1544 ; la Cena de! 
Signore , Opera veramente mirabile con di 
fopra a chiaro , e fcuro Mese , e Noè . 

Nella nuova Sagreftia fatta di legni di No- 
ce, ben conneffi, fatica corporale di quefti Re- 
lig\ofi intendenti d' Architettura , vi dipinfe 
all' Altarino il Sig. Francefco Pellegrini . 

Nel primo Corridore del Convento il Sig. D. 
Francefco Parolini a tutti colori dipinfe le mezze 
Figure di alcuni Santi dell' Ordine , e la Bea- 
ta Vergme e San Francefco fopra le Porte ; 
Del Signor Giufeppe Facchinetti fono le Qua- 
drature . 

Q.ui Yedonfi dipinti li nomi SSmi di Ge- 
sù a lettere Teutoniche , conforme cofluma- 
vafi al tempo di San Bernardino , altro a 
caratteri Romani , poi 1* Arma colle cinque 
piaghe, altra col Serafino , e quella dell' A- 
gnello colla Croce rolla in bandiera bianca , 
Stemma del noftro Capitolo ; a nofìri giorni 
quella gran Volta era tutta dipinta a lingue 
di fuoco, intorno le dette Armi, che fono 
di poi fiate imbiancate. 

Neli' antica Chiefa fuori delle Mura vi fu 
fepolta la Margherita d' Elie Figlia del Mar- 
chefe Niccolò III. e delia Parifìna Afalatefla 
che fu Spofa del Beato Roberto Malatefìa da 
Rimini, qual morto, tanto alle perfuafive di 
Santa Caterina Vegri, eh' - era fiata in fu a 
Compagnia in Corte da Zittella , che per 

una 



U ito x 

una Vifione auuta dal defonto Tuo Marito , 
qual gli difle, non piacergli, che s' accopiaf- 
fe più ccn altro Verno , vide celibe il ref- 
tante di fua età , e morta fu fepolta nella 
detta antica Chiefa , le di cui Offa furono 
trafportate in quefìo Tempio , ignorandofene 
il fito. 

Di que/to Convento vi furono li feguenti 
Religiofi morti con fama di Santità , i no- 
mi de' quali fono fcritti ne' Martirologi Fran- 
ciicani . 

29. Giugno 1597. f ra Clemente da Ferrara. 
24. Decembre 1580. In Modona Fra Gioaa 

Battifta da Ferrara Cherico. 

30. Settembre 1585. in Calicut dell' Indie 
Orientali Fra Gio. da Ferrara Laico uccifo da' 
Mori con Saette per la Santa Fede . 

34. Giugno in Germania il Beato Niccolò 
da Ferrara , e Fra Paolo da Ferrara Compa- 
gni di San Gio. da Capiftrano. 
11. Ottobre 1574. in Italia un' altro Fra 
Paolo da Ferrara . 

Il Beato Andrea Marchefì Min. Offervante 
da Cottigrola fu fepolto nel Convento fuori 
di quella Terra 1' Anno 1531. Francefco Ge- 
mini da San Geminiano Vefcovo di Bagnare» 
morto li 8. Ottobre 1598. ebbe fepolturain que- 
lla Chiefa. 

Quivi giace ancora il famofo Statuario Fer- 
rarefe Andrea Ferreri. 

Paflato il bel Cafamento del Signor Conte 
dalla Pellegrina , e I' altro di fianco del 
Sig. MaThefe Teofilo Calcagnini , dirimpet- 
to T Orto di Santo Spirito è limata la 

Chiefa 



Ghiefa folto il Titolo di San Matteo. 

S. MATTEO' APPOSTOLO, ED 
EVANGELISTA . 

San Matteo Apposolo , ed Evangelica, Par- 
rocchia nuovamente eretta dalla eh mem. del 
Cardinal Marcello Crefcenzi Aicivefcovo di 
Ferrara a di lui fpefe per riunire i Parroc- 
chiani, e dove era un Oratorio ibtto il Ti- 
tolo dì quello Santo , con Cafa di Dome 
raccolte fin 1' Anno ij8o. dalla Duchefsa 
Lucrezia d' Urbino Sorella del Duca Alfon- 
fo il. e Figlia del Duca Ercole IL a fine 
di collocarvi quelle, che follerò in difeordia 
con i mariti , o pure per ridurre a vita 
Crilìiana quelle proflituite , e farle poi patta- 
re nelle Convertite , perciò chiamate le Don- 
ne del Soccorfo , 

H Cardinal Domenico Taruggi Vefcovo in 
Cafa contigua vi raccolfe le Zittelle abban- 
donate pericolanti feparatamente dalle fuddec- 
te , chiamandole del Confervatorio di Saa 
Matteo 1' Anno 1696- Quelle fono fiate traf- 
portate in Sant' Apollinare, e le Donne in 
San Salvatore 1' Anno 175?. a fine di far 
quella nuova Chiefa Parrocchiale , innalzata 
col difegno de' Maertri Francefco , ed An- 
giolo Fratelli Santini, che e re fiero , e la com- 
pirono, aggregando il Card. Arcivefcovo per 
Congrua del nuovo Parroco le pochiflìme 
Rendite delle due fuppreffe Parrocchie di S. 
Salvatore, e S. Maria di Bocche, nella Par* 
rocchia di cui era San Matteo . 

L In 



)( *6i X 

In quefta Chiefa la Pittura del Santo Ap- 
posolo , ed Evangeli/la dipinta da Carlo Bor. 
fatti già nell' antico Oratorio , fi vede fopra 
1' Aitai Maggiore m fondo al Coro . 

Vi ìì foige un San Francesco d' Affifi in 
Chiefa dipinto dal Reverendo Signor D. Fian- 
cefco Pai'.ifini , e veggonfi altri Ovati con 
Santi a mezze figure dipinte dal Sig. Carlo 
Cozza, e Gu Teppe Rivani. 

Pattata la contigua Cafa MaiTei , dirim- 
petto alla C*fa Savonarola, 

S. MONICA. 

Trovali la Chiefa di Santa Monica , e Con- 
vento di Rel'giofe deil' Ordine Dominicano 
della ftretta Oiìervanza , regolate da' Religiofi 
della Congregazione dì Santa Sabina. 

Quefta Chiefa fu fabbricata colie Doti di 
Suor Barbara Cciiabili già Moglie di Condol- 
miero de' Condolinieri, Profefìa nel Mona- 
fiero di Sant'' Agoltino , da cui ufci con die- 
cifette Compagne , fra le quali tre Conver- 
ge del 1516. e con autorità Pontificia dalla 
Cura degli Agoiliniani a quella de' Domeni- 
cani . 

Al fuo Aitar Maggiore vi é la ReiTurezio- 
xie del Redentore , da alcuni creduta del Bref- 
cia , da altri del Surchi, detto Dielai ,* a la- 
ti vi fono nelle Nicchie le Statue di Santa 
Rofa , e Santa Caterina da Siena d' An- 
drea Ferreri . 

L' Altare a delira tiene una Beata Ver- 
gine del Garofalo ricopiata dallo Scaifellino , 

con 



X i*l )( 

con Angioletti , che 1' ornano, di Gio. Bat- 
tigia Cozza, il quale nell' Altare dipinle la 
Santa Monica . 

L' Ovato nella foffitta è dì Giacomo Pa- 
rolini ; alcune mezze Figure di Santi, e San- 
te Domenicani fono di Maurelio Scanavmi . 

Su ìa Porta della Chiefa vi è una B. 
Vergine per di fuori dipinta a guazzo dal 
Garofalo , ritoccata, o guafta da un tal Au- 
relio Ortefchi dello Stato Veneto. 

S. MARIA MADDALENA. 

Più oltre ritrovali la Chiefa di S. Maria 
Maddalena con Convento di Monache dell' 
Ordine di S. Francefco , dette una volta le 
Convertite. Quella chiamavafi S. Niccolò dal 
Cortile , era Parrocchiale, e fin del 1x04. 11 
legge erTere fiata del Monaftero di S. Gio- 
vanni in Venere di Lanciano , come da li- 
na Bolla d' Innocenzo III. data all' Abbate 
Oddone - in Suburbio Ferraris Ccellam Sancii Ni- 
colai - Muratori Antich. difert. 65. col. 447. 
ne' Cattaltri dell' Arcivefcovado del 1535- &• 
Marzo per rogito di Giufeppe del q. Giacopo 
de 1 Vifconti Not. fi ha . Dopnus Bonfà re- 
nunciat .R. D. Fpifcepo Guidoni Ferrarla? Eccle- 
Jiam Sancii Nicolai de Curtili , quam contulit 
ftatim Nobili yìro Philippo q. Alberti de Baiifio 
Pabuli curam animarum UH ccmmiitendo - Ri- 
dotta in Benefizio femplice coli' occsfìone , 
che Gio. Maria Schiatti Curato di Sant' A^ 
gnefe ridufse a penitenza molte Meretrici , e 
Proflituite , abitanti nella di lui Parrocchia, 
La e nel- 



)( 1*4 )( 

e nelle ftrade già dette dell' Inferno, e Bor- 
delletto recapitate nello Spedale de' Battuti 
Bianchi 1' Anno 1557. 1' Anno feguente di- 
poi veftite di ruvido bigio lotto la direzione 
di Margherita del Magro, e Margherita Ma- 
gnanini Terziarie di S. Francesco , e Donne 
di santi coitomi , colla protezione del Duca 
Ercole li. qu'vi trasferite, avendo Ottaviano 
Vefcovo di Cartello, Suftraganeo del Cardinal 
Salviati Vefcovo di Ferrara , li 17. Marzo 
1538. confecrata quefta Chiefa, la dedicò 
fotto il Titolo antico , benché fé ne folenni- 
zi la Feria il giorno di Santa Maria Mad- 
dalena 1' Anno 1585. Da Annibale Cangili 
Cittadino Ferrarefe fu a fue fpefe rinovata 
quella Chiefa. Dal Duca Alfonfo II. in vece 
dell' antica Battagliola , che faceva la Plebe su 
la Piazza in vicina memoria dello fcacciamento 
totale de' Guafconi , e Catalani , quali per 
il Ré Roberto di Napoli avevano in cuflodia 
!a Città , commettevano rubbarie, ftiapri , o- 
micidj, e mille tiranniche infolenze , vendi- 
cate a furor di Popolo il giorno di Santa 
Maddalena; ma per< he la Plebe non poteva 
tenerli in freno contro 1* onefìà ne impedir 
loro il bagordare, fuccedendo ferite, e qualche 
-volta omicidj; il faggio Principe Duca Al- 
fonfo II. cambiò tal bagordo nell' Offerta di 
tutte le Arti a quella Chiefa , dedicata a 
quella gran Santa Penitente , per aiuto delle 
qui ritirare fue di rote Seguaci . 

Ha su 1' Aitar Maggiore una Tela di Scar- 
fellino con la Beata Vergine , Santa Maria 
Marilena , San Francefco , San Pietro, ed 

alcune 



)( 1*5 )t 

alcune Suore . 

L' Altare della Maddalena 6 opera celebre 
di Giacomo, Parolini . 

Quello dell' Immacolata Concezione di 
Giovanni Braccioli fra due Statue di An- 
drea Ferreri . 

La Soffitta fu dipinta da Carla Borfatti. 

11 Prefepio , che dicefi d' Alfonfo Lombar- 
do , o almeno della Aia Scuola di Figure bea. 
grandi , che era in una gran Nicchia , alla 
deftra dentro, la Chiefa , e ftaro trafportato 
nel Refettorio di quefte Rejigiofe . 

S, GIOVANNI BATTISTA. 

S. Giovanni Bmifta Tempio maeflofo in 
forma di Croce Greca . infigne Badia de' Ca- 
nonici Lateranenfi è fìruato un poco più ol- 
tre fino dell' Anno 1209. quando furono ef- 
fi privilegiati da Ottone IV". Imperatore, che (i 
chiamavano Canonici di Sant' Agofiino della 
Congregazione di Santa Maria di Frifonaria, 
ed abitavano nell* Isola di Volano , dove a- 
vevano una Chiefa' di San Giacomo detta di 
Cella Volana , Diocefi di Comacchio ; quefti 
inperfonadel Priore Tolomeo dal Vefcovo eletto 
di Ferrara Filippo Fontana, e Capitolo della Cat- 
tedrale ebbero V Anno 124*. la Chiefa di S. 
Steffano della Rotta nel Borgo Inferiore, det- 
to Mafia Populare, o Borgo della Pioppa, la 
qual abbandonata per le rotte del Pò, fu poi 
il primo ricovero della Beata Beatrice II. Ef. 
tenfe ,, e fue Compagne ; non ottante ot- 
tennero effi Io Spedale di San tarara », 
L 3 e quello» 



)( iS6 )( 

e quello di San Giorgio fondato in eflfo 
Borgo, in luogo detto Campo Mercato per moti- 
vo della famofa Fiera, che due volte 1' Anno 
vi Ci faceva ) da' alcuni Ferrarefi ; e que- 
lli 1' Anno ii 77. li 29. Aprile nella noftra 
Metropolitana alla prefenza di Papa Alef- 
fandro III. profetarono in mano del Vefco- 
vo dì Ferrara Prefbiterino la Vita Canonica, 
ed intraprelero la cura de' poveri Lebroiì 
in quel luogo , del che dallo fìefifo Papa 
nel Concilio III. Lareranefe ne fece Rego- 
la di difciplina Ecclefiaiìica . Svanito poi 
col tempo quel morbo , che più predò i 
Criftiani non alligna , andò il Priorato in 
Commenda , fin che avendolo il Cardinal 
Gabriele Condulmieri , poi Papa Eugenio 
IV ; ad iftanza del Marchefe Niccolò III. 
d' Efte , v* introduce di nuovo i Cano- 
nici di Cella Volana , togliendoli dalla Dio- 
cefi di Comacchio . Quefti ne II' Addizio- 
ne Erculea edificarono la prefente Chiefa 
col difegno di Francefco Marighella 1' An- 
no 1505. dando principio ad una vafU Ca- 
nonica ; terminata la Chiefa 1' Anno 1058. 
la qual era più longa , ma per la fcoiTa 
del gran Terremoto del 1570. ruinata in 
parte , fu ridotta a non mezzana grandezza 
nel modo, che fi trovava con maeftofa Cu- 
pola , fenza quafi alterare l' antico dife- 
gno. 

In fondo al Coro v' era già la Tela, 
dicefi colorita da Gofmè , con la B. Ver- 
gine in trono , San Girolamo, S. Agofti- 
no, ed altre minute Figure ,- da altri cre- 
duta 



)( i*7 X 

data d 1 Ercole e? Ferrara , che una limile 
ne dipinfe nella Badia di Santa Malia in 
Porto di Ravenna , ove in luogo di San 
Girolamo vi fece il B. Pietro fondatore di 
quella Badia . Quefìa Ancica pittura trovali 
ora a delira entrando in Chiefa , ed in fuo 
luogo vi é un San Gio. Battifta, Opera di 
Giacomo Parolini , contornata di vaghi putti- 
ni , ed ornati di Stucco , 

Nel Prefbiterio la Natività del Signore , e 
1' Anunzio degli Angioli a Pallori , fono 
tolte da Carte Stampate , e dipinte da Zit- 
tella Ravennate. 

il vicino Altare é di mano dello Scarfel- 
lino colia Pietà del Redentore con dì lotta 
in tre Ornati la Flagellazione , Coronazione di 
Spine , ed il Trafporto della Ctoce . 

Neil' Altare del Cappellone vicino , il San 
.Labaro è di Niccolò Rofelli. 

Le fotto polle Immagini di rilievo , cioè 
S Vbaldo , Santa Caterina Vepri , e S. Bri- 
gida in mezza figura fono Opere di un O.n- 
verfo , detto Fra Ubaldo da Bologna. 

Nel feguente Altare la B, Vergine di ri- 
lievo , che vedeil, a lati della quale vi foro 
S- Agollino , e S. Ubaldo, vien creduta O- 
pera di Gafpare Venturina , e da altri del 
Baftarolo. La mezza Statua della Beata Ver- 
gine Addolorata nel Pilaftro vicino fi uuo- 
le lavoro d' Alfonfo Lombardo, o di ma Scuo- 
la , non mai del Bonarota. Pallata la Por- 
ta , e veduta di fianco 1' accennata antica 
Tela del Tura , o fìa Gosmè , o Ercole 
da Ferrara , fegue 1' Altare di San Carla 
L 4 dipia-» 



)( i68 )( 

dipinto fotto la Madonna di Reggio da Gia- 
como Bambini . 

Nel gran Cappellone contiguo evvi un Im- 
magine di rilievo del Croceriffo antica fopra 
P Altare del SSmo Sagramento . 

Dopo evvi V Altare della Decollazione di 
San Gio. Battlfta , Opera fingolare di Scar- 
fellino . 

Il Cadino del Coro, con i laterali del- 
la Volta eminente ali Aitar Maggiore e- 
rano già dipinti col Battefimo del Signore , 
ed un vafto Paefe bofcareccio deferto, col 
fiume Giordano, creduta Opera di Gabrie- 
lotto Bonaccloli , che per fcroftarfi , e fua 
imminente perdita, dal Padre Abbate Giovanni 
Galvani, oggidì Canonico Teforiere , feria di 
gnità nella noftra Metropolitana, in ornati a 
chiaro , e fcuro diverfi Angioli , e arabefchi 
con inftrumenti della Paffione del Reden- 
tore , e Martirio di S. Giovanni vi furono 
fatti dipingere dal Signor Luigi Corbi , Pit- 
tor Ferrarefe. 

Nella Sagreftia il S* Giovanni è di Fran* 
cefco Nafelli « 

In quefto Tempio fono i fepolcri di quat- 
tro Vefcovi , due d' Adria , Tito , e Bia£- 
gio Nodelli, Zio, e Nipote^ Daniele di 
Arlune Vefcovo di Forlì, Defiderio Gilio- 
li Vefcovo di Campagna, morto del 1517; 
i due primi, e V ultimo Ferrarefi , già Ca- 
nonici di S. Lazaro ; V altro Cremonese. 

Avanti quefto Tempio , e Canonica fi 
dilunga per quafi due miglia a rerta linea 
la bella ampia Strada , detta di San Gio. 

Battito 



Battifta da quello Capo , e di S. Bene* 
detto dall' altro , anticamente denominata la 
Via de* Prioni per efler fiata laftrtcata di 
grotti macigni, quali erano alla Porta del 
Borgo de* Leoni , ed altre dell' antica Cit- 
tà , ivi trafportati dalla Via Emilia , che da 
efìfa dilunga vafi , così feldata per la Con- 
dotta de' Carri , ed altri Animali fino al 
Pò , detto poi Confelice , o Caput Silicis 
per la Vettura delle Merci , che tranfitava- 
no per il fiume a commodo de' luoghi fu- 
periori , ed inferiori . Tal forta di Selci Co- 
lamente nel contorno di Roma , e fu il Ma- 
re di Tofcana trovanti ; anzi vi è chi cre- 
de , che fodero li fopracarichi delle Guglie, 
che vanivano dall' Egitto. II noftro Prifcia- 
no Lib. p. delle Antichità di Ferrara ne fcri- 
ve , e conchiuds - ut per vias dulcìffìmce fa* 
trice nofirce hiis filicibus ftratas incedente s an- 
ìiquitate lapidum ip forum , et petrarum etiam 
deleclemur . 

Molti di quefti Masigni , che fpecialmente 
erano su la Via Grande della Dogana gì' 
Anni fcorfi 1753. furono , benché con gran 
fatica fatti in pezzi da alcuni Modonefi col- 
la direzione de' noftri Capiiìrada , che li 
credevano , dopo tanti fecoli , pericolo^ alli 
Oavalli. 

Alla detta gran Strada da' principio da que- 
fìa parte la Porta della Città di San Gio- 
Battifta, mercè quefta vicinanza di Chiefa . 

Viene difefa qaefta Porta da un Rivellino 
in capo d' un longo Ponte su larga Fofla, 
• dal fianco defìro entrando da un' antico 

For- 



)( J70 )( 

Torrione rotondo, o fia Rocca, dalli Scritto- 
ri de fecoli barbari chiamato or Dolione, 
or Girone; dall' altro capo verfo Occidente 
nella gola d' un fortifiìmo Real Balvardo, e- 
fce la Porta della Città dal. a Vicina Chi eia 
detta S. Benedetto , Copra la quale vi fono 
le veftigia delle Loggie, dove da una Rin- 
ghiera di ferro fi dava V efca ai Pefci nell' 
ampia Pefchiera , che era tra quefta Foffa , 
e le Mura, e fi chiamavano al cibo col fuo. 
no d.' una Campanella, il di cui fito anco- 
ra refta. 

Le Mura poi della nuova Città furono per 
tre miglia, e più fabbricate dai famofi Ar- 
chitetti Francesco da Cartello, Biaggio Roletti 
e Bartolommeo Triftano , che alla maniera 
antica fondarono i Torrioni nelle groffe Mu- 
ra , fpalleggiate dopo la Contrafoffa da Ter- 
rapieni, che paiono dorfi di Monte 1' Anno 
1 498 ; ma fucceduto al Duca Ercole I. il Du- 
ca Alfonfo Primo principiò eflb a far alzare 
dette Mura fecondo V Architettura militare 
moderna , come fi vede da Porta S. Bene- 
detto fin all' Angolo di Belfiore; in quefti 
Terrapieni fono piantati più fila d' Olmi altiffìmi 
verfo Settentrione, dove nel mezzo vi è la Porta 
detta degli Angioli , in capo la gran Via, e vicino 
la Chiefa della B. V. degli Angioli, per la 
quale entrò al tempo di Clemente 8. in 
Città la Regina Margherita Auftriaca V An- 
no 1598. quivi fpofata a Filippo III. Monar- 
chia delle Spagne , dallo fteiìo Papa . Refta 
chiufa quefla Porta non perche ne ufcif- 
fe di Ferrara il Duca Cefare Eftenfe, co- 
me 



)( i7i X 

me alcuni van dicendo , poiché fi sa effer 
ufcito per la Porta di San Benedetto , ma 
perchè non era tanto neceffaria per le Con- 
dotte delle merci, e Biade, e per il Prelìdio 
■non (ufficiente , e fuperfiuo, allor che la Casa 
Serma d' Eue fece il cambio del Barco col- 
la Nobiliffima Cafa Bentivoglio . Sono poi 
fpogliate le Mura, e la Montagnola delle de- 
lizie defcritte dal Guarini , e del Palazzo 
detto la Rotonda fatto dal Duca Ercole II. 
jielT angolo delle dette Mura , le di cui 
fondamenta fi trovarono gli Anni fcorfi , quan- 
do da' Miniftri Pontifizj furono rifarcite le 
cadenti Mura da queir angolo fino alla Por- 
ta di S. Gio. Battifta. 

Su quefla Vfa fi vedono le commode Abi- 
tazioni Pifiofoli , Difcalzi, Alvaroti, ed altre 
Famiglie oggidì efiinte , dietro il luogo , o 
fia Orto deftinato dal nofiro Pubblico per 
fepoltura della Nazione Ebrea ,* ficcome un' 
altro da Santa Caterina da Siena , per quelli 
della Nazione Spagnuola , da' quali per ordi- 
ne della Suprema Saera Itì qui fiz ione furono 
efìratti tutti i matmi, e Caffé defcritti con 
memorie onorate di alcuni di loro, o pure 
troppo elevate con proibizione di mai più 
collocarvene per la loro fuperbia . 

Voltando per Piazza Nuova refìa a vedere. 

SAN GUGLIELMO. 

La Chiefa di S. Guglielmo, e Convento di 
Francefcane Religiofe, ebbe per Fondatrice, ed 
Infticutrice la B. Agnefe Sorella di Senta 

Chia- 



X *7> )( 

Chiara d' Affifi venuta a Ferrara , dopo d* 
aver fondato quello di Mantova V Anno 1230 
Ottennero quelle un' Eremitorio nel Subborgo 
di Ferrara dei Leoni , o S- Leonardo , già 
degli Eremiti di S. Agoftino fotto il Titolo 
di Guglielmo Duca di Guafcogna Difcepolo 
di S. Bernardo, che fiorì 1 Anno 11 57. a- 
vendo impetrata elfi licenza da Innocenzo IV. 
Papa nel 1145- di fondar Conventi nella Cit- 
tà, col Titolo d' Eremitani di Sant' Agofti- 
no , dove prima lì chiamavano Guglielmiti, 
e s' unirono poi a S. Andrea con Frate ti- 
gone, Priore già di Sant' Antonio nel Po- 
lefine . Quefto Convento divenuto di dette 
Religiofe Donne fu molto ampliato dalla 
Verde Eftenfe , Figlia del Marchefe Aldobran- 
dino IV , e Nipote del Marchefe Niccolò II; 
detto il Zoppo , Vedova di Giovanni Cor- 
rado Figlio di Federico Duca di Dech , e 
quella prefe V Abito di Santa Chiara con do- 
dici Nobili Aie Compagne 1' Anno 1369. E- 
rano effe regolate nello Spirituale dai Mino- 
ri Conventuali , e pacarono fotto degl' Of- 
fervanti, per la Rolla di Sifto V. prima, che 
folle fatta I' Addizione Erculea . Dava que- 
fto Convento il nome ad una Contrada del 
Borgo fuddetto contemplato nella Città ertene 
dendofi fino al Po, dove fi chiamava avan- 
ti che dal Duca Ercole fofle fatro il gran 
Parco 1' Anno 1475. - Contracia Sancii Gugliel- 
mi Rufìicorum . 

Vedefi adcrnata quella Chiefa efteriormente 
all' Aitar Magiore della bella Tavola di Ben- 
venuto da Garofalo, tolta in mezzo da due 

Statue 



5( '73 X 

Statue di legno di San Francefco , e S.anta 
Chiara fcolpite dal Signor Pietro Turchi . 

L' altro Altare di marmi adornato con 
Angioli fcolpiti dal famofo Andrea Ferreri , 
contiene la Tela dipinta da Scarlelino , che 
dipinfe ancora T altra nell' Altare dirimpet- 
to con le Sante Caterina da Siena , e Sanra 
Chiara, che adorano la SSrha Vergine, a' la- 
ti della quale vi lavoro due Statue il Sig. 
Giufeppe Ferreri Figlio d 1 Andrea . 

La foffitta nella Quadratura fu dipinta da 
Francefco Scala , e le Figure da Maurelio 
Scanavini , ambo Fei rarefi. 

Nella Chiefa interiore evvi un' AiTunzione 
di Lorenzo Coita. 

Nel Reffettorio molte Pitture del Monio , 
del Chenda , del Bononi , e dello Scarfellino; 
ficcome in Oratorj altre di Cofmo Tura, det- 
to Gofmè ; di Camillo Ricci , Ferrarefi ed 
altre Pitture, quali per non efler vifiìvli a 
tutti , fi tralafciano . 

Efpongono in Chiefa il Corpo di Santa A- 
naftaiia Vergine , e Martire eftratta dal Gi- 
miterio di Califto P Anno 1659. che di do- 
deci Anni fu martirizzata , e ne fanno la fe- 
lla il di iz. Maggio. 

Fiorirono in quello Convento la Ven. Suor 
Vrfina da Ferrara, che con undici Compa- 
gne fu chiamata a fondare quello di S. Lo- 
dovico nella Mirandola Y Anno 1479. e la 
Ven, Suor Lucida Novelli, con nove Com- 
pagne paiTata a riformare il Convento di 
Santa Maria della Riva in Forlì . 

Era in quello Convento fino alli Anni 

recenti 



)d74)( 

recenti il Santo pio, e lodevoli (Timo coftume 
di fepellire Monache in terra nel Cimiterio allo 
fcoperto nel loro Chioftro dove giacciano , colle 
prime Sante Difcepole di Santa Chiara , e 
B- Agnefe fua Sorella , le fuddette Principef. 
fe , e Reli-uofe Efìenfì , come la Verde di 
iUdrovandino , Alda, ed Ifotta di Meglio a- 
duce fcftenfi, le quali imitando le antiche 
Beate Beatrici de' Monafteri di Monte Ge- 
mola fui Padovano, e S. Antonio in Ferra- 
ra, animofamente diedero un calcio al Mon- 
do, ed alle fue vanita ( per feguir Cnfto lo. 
ro diletto Spofo CrocefifTo . Oggidì hanno tra- 
lafciato quefto coftume , per aver una loro 
Religiofa nella Chiefa interiore fatto fabbri- 
care i fepolcri in terra, foggetti a gran ibr* 
give . 

Su la Strada nel muro dell' ampia Clau- 
fura di quello Convento, vi é un Capitello 
di pietra , o mattoni con dentro una B. 
Vergine , ha ai lati le Immagini de' San- 
ti Sebafiiano , e Rocco dipinti da Sigif- 
mondo ScarfeJla . 

S. FRANCESCO. 

La Chiefa di S. Francefco é annefìa ad un ce- 
lebre Convento de' Minori Conventuali. 

Vivente S. Francesco d' Affili , che volò 
al Cielo li 4. d' Ottobre 1126. d' Anni 45 . e 
giorni venti dopo la fua Converfìone, i fuoi Re. 
ligicfi avevano luogo in quefto fito, allora 
fuori delle Mura della Città, come fi vede 
dal Tefiamento di Tonfo de' Falzagaloni del- 
la 



)( 175 )C 

la Centra di Santo Apollinare di Ferrara fat- 
to V Anno J227. 11. Luglio , cioè nove 
mefi , e giorni fedeci dopo il di lui Tan- 
to tran Tito , in cui lafcia - Fratri Vadafio Cap- 
pa-m unum de Fanno , et Fratnbus Minonbus tres 
Cappas eiujdem Panni del Ì145. celavo exeun- 
te Novemhns Giacomo Torello , Fglio del 
qm Salinguerra da Ferrara efTendo in Mode- 
na in Caia di Lanfranco de' Pij, dono al 
Convento de' frati Minori dimoranti in Fer-^ 
tara , per la Chiefa , e luogo d' effi Frati il 
fuo terreno così efprelTo - terram illam toiam y 
quee eji inter pradiclum locum Fratrum , et tur- 
rita tommunis, quoe e/I fuper foveam Civitatis fcili- 
ceì a Cruce Santa Matite de Vado ufque ad 
primam turrim ,, eundo juper terralium Civitatis, 
et eji in longitudine tantum , ut tenet locus 
Fratrum . 

San Francefco fu Santificato da Papa Gre- 
gorio IX. li 16 Luglio l^^%. un' Anno, 
nove meli , e quindici giorni dopo il fuò 
felice paffaggio IH ebbe Chiefa in Ferrara a 
Dio dedicata fotto il di lui Titolo nel vi- 
cino fìradello , già detto de' Coramari , nel re- 
cinto del Convento, vedendoli verfo Tra- 
montana la Facciata dell' antica prima' Chie- 
fa con due finefìre di terzo acuto turate, 
come fi vede per Decreto del Pubblico di 
detta Città del 1264. negl' antichi Statuti - 
Quod Ecdefia Fratrum Mmorum debeat am- 
pliari , e quella era - Ecclcfia Sancii Franci- 
fei , in qua rnorantur Fratres Minerei* In. 
quella prima Chiefa furono ferititi gli An- 
gioli a cantare con i Religiofi in Coro le 

divi- 



X 17* X 

divine lodi ; e nell' Orto del Convento , al- 
lora chiufo da profonda Folla non puote en- 
trare il Demonio, che aveva in fembiante d' 
Angiolo di luce per 1' avanti tentato un Gio- 
vine ProfelTo d 1 andar all' Eremo contro il 
voto dell' ubbidienza , promettendogli aiuto ia 
parlare la notte feguente , il che non gli riufci 
adempire, come gli manifefìò per divino vo- 
lere , avendo i Religiofì devotamente detta l' 
Orazione a Compieta - vifita qucefumus Domi- 
ne , habitationem ifiam ; e fé ciò averle egli 
tentato farebbe reftato arrogato in quel pro- 
fondo , tanto narrano Bartolommeo da Pi fa 
Autore delle Confraternita, e Pietro Rodolfi 
TufTignani Vefcovo di Sinigaglia, prefTo Marc'. 
Antonio Guarini L. 4, pag. 131. Fu quella 
Chiefa rifabbricata ed ingrandita del i3 44« 
dalla Famiglia Fontana , ampliata con le fon- 
luofe Cappelle fatte erigere dal Marchefe 
Alberto d' Erte alla Beata Vergine , e San 
Giacopo 1' Anno 1395. eflfendone 1' Archi- 
tetto Bertolino Pioto da Novara , che ancor 
eflb fabbricò altra Cappella , ficcome Alberto 
Konacolla 1' Anno 1435. dotandola fotto il 
Titolo dell' Aflunzione di Maria Vergine , 
vicino al Pulpito, la quale alle di lui fup- 
pliche fu li 15. Agoflo dal Beato Giovanni 
Vefcovo di Ferrara confegrata . 

Sontuofo è il fuo difegno , creduto di Gio. 
Battifta Benvenuti, benché altri dicono dì 
Michel Angiolo Buonarota , il che non é 
probabile , perche effendo nato in Firenze 
1' Anno 1574. e di 14. Anni fi dalle 
al dilegno , fouo Domenico Grilandaio, cam- 
pò 



Il 177 )( 

pò Ann? 90 ; e venne a morte li 1L. Fe- 
brajo 1564. ed effendo fiate gettate le fonda- 
menta di quefta gran Baillìca 1' Anno 155)5; 
non è probabile , che ìoiit Aio quefto dife- 
gno. In un Calendariu manolcritt<j de] Convento 
in pergamena fi ha la tegnente memoria . 
Jlnno Saluti* Mundi Mille/imo quadrigent efimo 
nonagefimo quinto , luce quidem ^Augujìi iet- 
tici . prcefidente Dei Ecclefice ^Ahxaniro Stxto 
Pontile Maximo , Minorum Ordinerà uiriliter 
gubérnante Francifco Sanjone iam JLnais XXL in 
Generalitatis jublimitate buie vero J$mc?i Piagni- 
ficceqnce Civitatis imperante non tam buri .■aniier 
quam legittime Divo Hercule Duce Secundo , ia- 
éla [unt fundamenta. buius novee Sancii F ran- 
ci/ci Ecclefise : quo etiam Jlnni principio Carolus 
Francorum Rex Regnum occupavit , et adeptus 
eft Neapolitanum , annuentibus prcepotentibus qvi- 
bufdam Italia . Quella alzata con fode Co- 
lonne di Marmo d' ordine Ionico in più pez- 
zi per la fmifurata groflezza , ed altezza in 
tre gran Navi , con Nave a Croce , emen- 
do le Navate inferiori da varj Cadi ni di Mat- 
toni a Volta compone, le Arcate delie Cappel- 
le e Cornici di Mattoni stampati vagamen- 
te abbellite , vi applico il detto Duca Ercoie 
la decima parte di tutte le Condanne del 
Fifco di Ferrara , Modena, e Reggio. Dopo 
varie fcorTe di Terremoto, venne riftorata in- 
tieramente dal Padre M aeft.ro Agofìino Ri- 
ghino Ferrarefe , Teologo , e Confefiore del 
Duca Alfonfo II. aggiungendovi il Coro , ed 
ornando la Tribuna il Cardinal Bonifazio Be- 
vilacqna ; fu abbellita di Fogliami tra la Cor- 
M n;ce, 



X I7« )( 

alce , ed Architrave a chiaro , e fcuro eoa 
Puttjni , che abbellifcono intorno la Chiefa, in. 
attitudini diverfe numerati per cento qua- 
rantaotto , lumeggiati d' oro, con mezze Fi- 
gure di Santi fra gli Archi ; e gli quattro 
Santi Evangelisti negli angoli della Vela , di- 
pinta a Cupola nel mezzo della Chiefa, fu- 
rono coloriti da Girolamo Carpi Ferrarefe , ec- 
cettuate alcune mezze figure de' Santi per 
1' ingiurie de' tempi cadute , le quali furo- 
no rimette da Giovanni Battifta Cozza, come 
ben fi conofee . 

Il Coro sì nelP Architettura , che nella 
Volta a figure fu dipinto da Francefco Fer- 
rari Ferrarefe .« 

Le tre Pale nel detto , o fian gran Tele 
con la Depofizione di Criflo della Croce , la 
Refurrezione, ed Afcenfione fua, fono del 
pennello di Domenico Monio ; li tre Santi 
in mezze Figure di fotto le dipinfe Niccolò Ro- 
felli. 

Li due laterali nel Prefbiterio con la Pu- 
rificazione della Beata Vergine , e Difputa 
fra i Dottori, che alcuni dicono di Giulio, altri 
d' Antonio Bonfanti, detto il Torricella Bo- 
lognese della Scuola del Guercino ; di fotto 
yì fono fei Cenotafi d' Vomini illuftri della 
Famiglia Bevilacqua con i loro Ritratti, de* 
quali molti di Scarfellino , e quello del Car- 
dinal Bevilacqua è copia del Signor Giufeppe 
Ghedini , oltre le Figurine, ed Angioli , Ope- 
re d' Andrea Ferreri . 

Nella Cappella a dertra la Statua di Stuc- 
co dell' Immacolata Concezione è lavoro del 

Sig- 



% 119 X 

Signor Angiolo Pio Bolognefe > il Sig. Pie* 
tro Turchi Ferrarefe vi fece li due An- 
gioli , e li due Profeti in legno * 

La Cappella , che fegue colla copia dell' 
Annunziata di Firenze in galante ornato di 
Marmo , è della Famiglia Rosdinelìi . 

L' altra j contigua ha la Tela dipinta 
dell' Immagine del Beato Andrea Conti , 
dal Padre Giufeppe Alemani di queft' Or- 
bine. 

Sotto V Organo V Altare con il bel S. 
Girolamo , della Famiglia Novari , fu di- 
pinto da Tomafo Lauretti detto il Sicilia* 
no , o Panormitano , ed Un San Francef- 
co di fotto nell* Ornato creduto del Ga* 
rofolo. 

Pallata la Porta , che va in Convento 
vedefi 1' Aitate dell' Affunzione della Beata 
Vergine , qual è copia dipinta da Scarfe- 
lino dall' Originale del Carpi portato a 
Roma . 

Appefa al muro vicino vedefi la Tavola 
con San Francefco , e varj Santi di Gabrie- 
le Capellini , detto il Calzolaio * 

La Tavola , che fegue appefa al Muro 
coli' Afcenfione del Redentore venne fatta- 
mente creduta di Galizio Fedi , ma da' Li- 
bri del Convento trovali veramente , che 
fu dipinta da Niccolò Rofelli . 

La Cantorìa fuperiore , ha le fue Por- 
te dell' Organo dipinte coli 1 Annunciazio- 
ne della Beata Vergine , e San Francefco 
nella parte iuerna , e' dell' Ortolano , e 
V Angelo nell' altra con San Antonio di 
M a Padova 



Padova nel roverfio é di Giacomo Griego ; 
nel Parapetto il Davide, e la mezza Fi- 
gura di San Francefco con Sant' Antonio , 
fono del Garofolo ; gli altri Santi del Bo- 
rioni . 

Nella Nave vicina , la prima Cappella 
già dell' antica Famiglia Montachiefi , ha 
una Tauola su I' Altare colla Sepoltura del 
Redentore , creduta di Arrigo Ciccherò Fiam- 
mingo , da altri stimata di Ambrogio Fi- 
ghini Milanefe Scolare di G ; o. Paolo Lo- 
mazzi , ed a' lati evvi un S. Giovanni Evan- 
gelifìa della Scuola de Doffi , ed un San 
Luca , copia del Pordenone fatta da Giu- 
feppe Cremonefi . 

Nella feguente Cappella la Tela colla 
Beata Vergine , Santa Elìfabetta Regina d' 
Ungheria , e Beata Solomea fu dipinta da 
Gio. Braccioli; appefi a' muri 1' Annunziazio ■ 
ne di Maria Vergine è di Francefco Na- 
felli, e 1* Incoronazione dello Scarfellino . 

La Cappella , che fegue , su P Altare 
la Sacra Famiglia è dell' Ortolano ; il Pa- 
dre Eterno nella fommità, del Garofolo, a' 
muri laterali lo Spofalizio della B- Vergi- 
ne di Leonello Bononi , la Sacra Famiglia 
con San Giovanni della Scuola del Nafelli, 
benché fiimata di Giovanni Vengembes Fiam- 
mingo . 

Segue V altra, in cui la Pittura su V 
Altare della Beata Vergine , San Giovan- 
ni Battifta , San Sebaftiano , e S. Bona- 
ventura è del Baflarolo , il cui nome era 
Giufeppe Mazzoli, come altrove fi è (drit- 
to , 



ì( iti X 

to , il Salvatore nella Cimazio è di Carlo Bo- 
noni , ai lati appefi a' muri San Francef- 
co d' Affifi Predicante viene stimato del 
Bambini , e da altri del Monio . La Ce- 
na del Signore fu colorita da Dionigio Cal- 
vari fiammingo , altri vogliano da Giovanni* 
Vengembes . 

La Cappella Ri min al di ha la bella Ta- 
vola di Benvenuto da Garofolo colla Bea- 
ta Vergine , e Bambino giacenti , e San, 
Giufeppe , che dorme . Da un lato nel mu- 
ro in un' antico Ripoftiglio vi ha rino- 
vato il Santo Prefepio in Figure di balTo 
rilievo il Signor Pietro Turchi , in luogo 
d' altre Figure di p«co prezzo . 

Sjegue la Cappella Ronacoili con anti- 
ca Immagine di Maria Vergne all' "ufo 
Greco, detta di S. Luca . 

Nel parapetto, dell" Altare vi è 1* Im- 
magine del B* Giovanni da Tofifignano cre- 
da ta del Garofolo. 

Tra le Colonne della Navata vi è qui- 
vi il bel Pulpito di varj Marmi fatto dalla 
Famigli a Co-iegori V Anno 1625. 

Il San Bruno dietra al medefimo è della 
Scuola del Bononì » 

La Cappella Trotti , che lìngue , ha su 
V Altare la bella Tavola di Benvenuto da 
Garofolo , colla SSma Vergine maeflofamen- 
te fedente col - Bambino in piedi foprs di 
un Marmo , e nel piano li Santi Giovan- 
ni Battifta , e San Bonaventura , o fia S. 
Girolamo veftito da Cardinale , né laterali le 
due antiche Tavole con San Fiorentino, 9 
M | Sant 1 



)( i8» )C 

Sant' Antonino Martiri, 1' altro con San 
Bernardino, fono Opere di Cofmo Tura , det- 
to Cofmè , contemporaneo di quello Santo. 

L' ultima Cappella degli Argenti tiene 
un Aitar di Marmo con fopra 1' Imma- 
gine di quali tutto rilievo del Redentore , 
che fa Orazione nell' Orto, creduta di Gi- 
rolamo Lombardi, il Paefe col Padre Eterno 
è pittura del Garofalo , fìccome- i due Ri- 
tratti degli Argenti, che fono fui Muro, 
a' lati -dell' Ornato , li quali genufleffi fi 
fecero ivi dipingere , col far colorire dallo 
fletto famofo Pittore la Prefa del Signore 
nell' Orto fui muro a finiftra dell' Altare 
a tutti colori , ed i due Profeti a chiaro , 
e fcuro ; facendovi il fuo nome , nell' An- 
no 15*4. Sopra la Cornice di queft' Orna- 
to vi è un Sudario a Mofaico Opera di 
Luigi Anichini . La divozione poi a Sant' 
Margherita di Cortona ha fatto coprire la 
Statua con una di lei Immagine dipinta dal 
Bazola • 

Le dipinture a quadratura tanto delle Na- 
vate , come della Facciata per di den- 
tro fono del Signor Giufeppe Filippi Fer- 
rare fé . 

Le due Statue di San Francefco , e Sant* 
Antonio nelle Nicchie à lati della Porta 
principale , fono d' Antonio Magni fatte per 
fua divozione, e Voto. 

Dall' altra parte nella prima Cappella della 
feconda Nave a deftra entrando v' e un Cro- 
eefiflfo di rilievo fopra 1' Altare . 

Siegue la. Cappella della Famiglia Lombar- 

dini 



)( i8? )( 

di ni colla Statua della Beata Vergine Addo- 
lorata , creduta della Scuola del Lombardi. 

L' altra* Cappella apprefìb ha full' Alta- 
re la Tela dipinta dal Reverendo Signor 
D. Francefco Parolini con la Beata Ver- 
gine diverfi Santi Francefcani , e 5. Carlo, 
ed un' altro Santo Vefcovo. 

La Cappella contigua tiene la mara- 
vìgliofa Tavola della Stragge degl' Inno- 
centi di ftupore al Guerrino, quando che 
la rimirava , e di fotto in tre compartì 
la Vifita de' Santi Re' Magi, la Circon- 
cifione, ed il Ripofo in Egitto , con un 
Ovato fnperiore rapprefentante la Fuga pure in. 
Egitto , tutti dipinti dal famofo Garofolo/ 
le due Statue d' Ofea , e Geremia fono 
d' Andrea Ferreri . 

La Cappella fegvente ha su 1' Altare u* 
San Francefco di Paola di Domenico Mo- 
nio, e di fotto ia un Ovato Sant' Anna, 
Saa Giovachino con la Beata Vergine bam- 
bina, di Gio Battifta Cozza ; ne' muri la- 
terali un San Francefco d' Aflìfi in Ora- 
zione del Monio fopra mentovato, un Sant* 
Antonio , che predica parimenti dello flerTo . 

Nella Cappella appreflb di San Francefco, 
la di cui bella Statua di Terra cotta fat- 
ta fu per fua divozione da Lorenzo Ghe- 
ri Cittadino Ferrarefe, V Ornato é del Sig. 
Giufeppe Facchinetti , appefì ai muri vi 
fono San Francefco dormiente con un An- 
giolo , che fuona una Viola ; nell' altro lo 
IteMo Santo in eftafi , o fvenuto , Opere ài 
Giufeppe Mazzoni Bolognefe. 

M 4 Nella 



X 1*4 )( 

Nella Pilaftrau tra quella e la Cappel- 
la Ogvente vedefi un Salvator di rilievo 
alla Colonna con due Manigoldi dipinti fui 
Muro, creduti del Garofolo . 

Segue la Cappella di Santa Caterina Ve- 
gri , che riceve il Bambino dalla Beata V. 
<ii Gio. Battifta Cozza , in un Ovato l'ot- 
to vi è la fagra Famiglia di Sant' Anna dello 
Aedo ; 1' Ornato dell' Altare è del Sig. 
Giufeppe Filippi . 

La vicina Cappella di Sant' Antonio di 
Padova ha sul muro un Immagine colori- 
ta , e trafportata forfè dalla Chiefa vec- 
chia limile all' Originale, elìdente in Pa- 
dova , vi è chi la giudica dipinta dal B. 
Donato Brafavola Ferrarefe di quello Ordi- 
ne . Sonovi due Tele a' lati dei due mi- 
racoli del Santo , uno rapprefenta il Cuor 
del Avaro trovato nello fcrigno , di Carlo 
Bononi , 1* altro della Mula GenuflefTa a- 
vanti del Santifììmo Sacramento, del Fiam- 
mingo . 

Volgendoli alla Nave Croce , trovali 1' 
onorevole Cenetafio di Marmi bianchi , e 
neri con Statue , ed infcrizioni ideate dal 
Co; D. Emanuel Tefauro in onore del Mar- 
chefe Ghiron Villa, avendo però nell' Ar- 
chitettura gli Operari cambiata la proporzione. 

Segue appefa al muro una Tavola col- 
la Vifitazione della SSrna Vergine a San- 
ta Elifabetta , di Domenico Panetti . 

Il primo Altare a lato la Porta della Chiefa 
ha una Tavola della Beata Vergine in 
aito con molti Santi , e Sante in. piedi ed 

un 



un Ritratto , con Dio Padre nella fora- 
mità , credute di Camillo Filippi. 

La Tela dell' Altare poco dittante co* 
Santi Domenicani , e due Ritratti a pie- 
di , d' Vomo, e Donna, viene creduta del- 
lo fterTo Filippi , eflendovi fotto V Anno 
158?., ma le due lettere N. P. , faranno 
iniziali di chi la fece fare . La Facciata 
interiore da quefta parte é fiata colorirà 
tanto intorno la Porta , che gli Altari, dal 
fu Giufeppe Filippi ; il Sig. Giuleppe Ghe- 
dini vi dipinfe negli Ovati le due Virtù 
Pazienza , ed Umiltà. 

Entrati nella Cappella , che fegue della 
Famiglia Romei, fu 1' Altare Ippolito Scar- 
fellino vi dipinfe il Rippfo della Sagra Fa- 
miglia , che fugge in Egitto . 

Nella Cappella feguente la Tela di San 
Giufeppe da Cojsertino col di lui ratto verfo 
la Croce venne dipinto da Giuieppe Mazzo- 
ni Bolognpfe, e né laterali della fteffa Cap- 
pella altre meraviglie dello fletto Santo, dal 
Sig. Girolamo Gregori Ferrarefe . 

Nella Cappella coli' Altare, fu cui in pre- 
zioso Ciborio di Pietre pellegrine con Or- 
nati dorati fi cu^todifce il SSmo Sacramen- 
to , , donato a quefta Chiefa dal Card. Bo- 
nifazio Bevilacqua , vedefi la bella Tavola 
di Benvenuto Ti fio con la Reflurrezione di 
Lazaro , e due Pitture fotto le fineflre , 
con 1* Orazione neh" Orto, e Difcefa al Lim- 
bo dello flerTo famofo Pittore, quefta fu po- 
fta in rame dal noftro Andrea Bulzoni cam- 
biando nell' Angiolo colla Croce dietro a! 

Salva- 



)( il* X 

Salvatore colla Figura del buon Ladro. Qua! 
venne antepofta nell' erudito Poema del Lim- 
bo del Sig. Gio. Girolamo Agnelli noftro 
Concittadino , e Poeta celebre . 

In quefta Cappella dell' antica Cafa Vi- 
cenzi folevanil appendere quattro gran Tap- 
peti ad ufo degli Arazzi ' di Fiandra, fatti 
in Ferrara certamente fu i Cartoni dei Dof- 
fi , o del Pordenone, ne' quali a colori rap- 
picfentafi la Vita , e Morte del Santo lo- 
ro Patriarca Francefco , colla marca fotto 
del P, Maeftro Agoftino Righini gran Be- 
nefattore di quefta Chiefa , e Convento . 

Nella Sagreftu vedonfi le due gran Tele 
di Domenico Monio , che già erano nella 
prima Cappella in Chiefa , nelle quali di- 
pinfe la Prefentazior.* , e V Annunziazione 
della B. Vergine , ed in profpetto, dello ftef- 
fo Autore un Padre Ete-mo col Salvator 
morto , ed Angioli , con di fotto S. Fran- 
cefco , e S. Bonaventura, nel di cui Vol- 
to fi fervi dell' Originale del fud. P. M. 
A gotti no Righini, da lui ritratto. 

Altre Pitture del Bambini vi fono, fic- 
ccme nella Cappella dei Depofiti di Cafa 
Villa , nel primo Chioftro del Convento a* 
lati d' un CrocefiMò fopra V Altare due 
antiche Immagini di San Francefco , e Sant' 
Antonio con quel!' Abito cenericio , che u- 
fav2G a que' tempi . 

Nel Refettorio il CrocefifTo del Pittor Fer- 
rarefe Coftanzo Cattanio , a' lati del qua- 
le Mosè , che fa fcaturir I' acqua, e le 
Nozze di Cana , volute del Fiammingo , 

Nel 



X 1*7 )( 

Nel bel Noviziato fondato da Niccolò dall' 
Arpa , della Contrà di San Clemente , co- 
me dal fuo Tefìamento rog. da Benedetto 
Silveftri Notaro f Anno ijzB. 9. Maggio , 
e perfezionato dal P* M. Carlo Antonio 
Schiarici Ferrarefe , vedefi a pie della Sca- 
la la Sratua della Vigilanza di terra cot- 
ta , e nel fondo del Dormitorio dei No- 
vizj la Statua di San Giufeppe da Co- 
pertino d' Andrea Ferreri, il quale ancora 
fcolpì in legno V altra bella Statua di S, 
Francefco , che fi porta in Proceffione. 

Tra la Chiefa di San Francefco contiguo 
al Noviziato fu la Strada anticamente det- 
ta di Belvedere , vi è un' Oratorio Offizia- 
to dai Novizj , che ha un' Aitar folo , 
domandafi Santa Maria della Salute , in cui 
è un' antica Immagine della Beata Vergine col 
Figlio Getti di terra, cotta, ed a lato le 
immagini di San Francefco , e Sant' Anto- 
aio dipinte da Sebaftiano Filippi ? detto Ba- 
lanino . 

La Facciata di quefta gran Chiefa , e 
fuo recinto nelle Cornici , e Colonnate e- 
fteriori é tutta lavorata di mattoni cotti fi- 
gurati con diverfe immagini di Santi Fran- 
cefcani' ed è ammirabile , avendo V induftria 
degli Artefici fupplito con la terra alla Scar- 
fezza de' Marmi ; e bensì il recinto di tut- 
ta la bafe di Marmi al di fuori in buo- 
na altezza fatta con le lapidi de' Sepolcri 
già nei primo Chioftro, non tettandovi altro, 
che la gran Catta dell' antica eftinta Fami- 
glia Turca vicino alla Porta , che rerfo la 

Sagre* 



)( x81 )( 

Sagrerà conduce, di Mimo dell' Ifola di Ne- 
groponte d' Eubea, (colpita con gli Agnelli 
e Bandiera fegnata di Croce , come dicem- 
mo eiTerv-i nel gran Batci fiero della Metro- 
politana, [nfegna del noftro Capitolo. Era que- 
lla gran Cafla nell' antico Cimiterio , e di- 
ce vafi V Jlrca Canonicorum, levatofì quefta, quando 
fu fatto il gran Coro , e lì fecero i Sepolcri in 
Ch*efa , e data a quefta antica Famiglia. Le 
altre Caffé , che erano inturno al Cimiterio , 
dove ora fono le Colonelle incatenate, par- 
te per effer rotte, e parte non più in ufo 
per la mancanza delle Famiglie , furono in 
quefta nobil ufo accomodate . 

La Porta poi Maggiore di buoni Marmi 
adorna d' Architettura Comporta , ficcome 
quella a fin; lira uicendo fu cui vi é il 
Depofito dì Gheardo Saraceni famofo I. C. 
Ferrarefe , morto I' Anno 1515- fatta da' 
fuoi figlioli, e compita 1' Anno 1577. 

Nel fecondo Chioftro yerfo il Refettorio 
vedonfi tre Lunette dipinte col principio del- 
la Nafcita , e Vita di S' Francesco fui mu- 
lo dell' infigne Pomarancio. 

Con fervano quelli Religicfì due Corpi di 
Fanciulli Innocenti uccifi da Erode , in uno 
de 1 quelli fi riconofcono le ferite, eiTendo col- 
la Pelle difeccata, e li tengono alla venera- 
zione. Hanno del Legno della Santa Croce, 
della Tefta di San Califfo Papa, e Martire, 
e di Sant' Ippolito Martire , loro donate dal 
Cardinal Bevilacqua fuddetto . 

L' antica Sepoltura della Principerà Fami- 
glia 



-)(il9)( 

glia Eftenfe , in cui furono fepolti que' gran- 
di Eroi dal Marchefe Azzo IX. fino ad Al- 
berto III. con le loro Mogli , che dicevafi. 
1' Arca Roda , voglion fìa quella nella Na- 
ve Croce in terra col contorno di Marmo 
Rotto, attacco alla quale vi è altro fimil Se- 
polcro con fopra lo Scudo coli' Aquila fcof- 
pito , dove giace la Costanza Moglie del Ma- 
latefta del 159*., che come fcrive Giscomo, 
da Marano fu fepoka pretto V Arca Rotta dì 
Cafa d' Erte . L' ultimo fepolto in quefV Ar- 
ca Rotta fu Niccolò di Leonello, detto Véla, 
decapitato per aver voluto inuadere lo Stato 
al Duca Ercole I. legitimo Signore 1' Anno 
1476. 

Si ha per tradizione , che la finettra mu- 
rata nel recinto del Convento su la Vìa, che 
va in Giovecca, folTe della Scanza , dove al- 
bergò Sant' Antonio da Lifbona , detto dì 
Padova , allor che nella ftrada detta Zemo- 
la , fece parlare V Infante per convincere il 
proprio Genitore , che giudicava contro 1' o- 
nore della Conforte Madre, Miracolo a baffi 
rilievi Scolpito intorno V Arca nella Cappella 
del Santo in Padova per il famofo Antonio 
Lombardi detta Scuola , e Cafato d' Alfon- 
fo, e dipinto in Sant' Maria del Vado da 
Girolamo Carpi nella Cappella Obizzi . 

Quivi dimorò ancora San Bernardino da 
Siena , che fu eletto Vefcovo dì Ferrara , 
ma umilmente rifiutandolo colla- fuga dalla Cit- 
tà , vi lafciò la divozione del SS ino No- 
me di Gesù, avendo predicato contto la va- 
nità delle Donne , ed in fpecié contro V ufo 

delle 



)( i9o X 

delle vefti con coda ; per Io che furono 
proibite con Editti rigorofi del Marchefe 
Leonello con penale alle Donne , e Sar- 
tori . 

Altri Religiofi di Santa Vita fiorirono in. 
quefio Convento, le immagini de' quali fi 
vedono con altri Santi della Religione dipin- 
ti da' Scolari del Carpi coi raggi intorno la 
faccia, sì negl' Archi , che ne' fianchi delle 
Cupole delle Navi inferiori; fra quelli del fe- 
condo Cadmo, o Cupoletta entrando a delira 
avanti la Cappella della Beata Vergine Ad- 
dolorata , vedefi il B. Mafseo, che fu Figlio d* 
Andrea de' Natali Ferrarefe con le lettere 
fotto . 

B E Jl T U S M ji S E U S . 

Al fettimo Cadino, avanti la Cappella di 
Santa Caterina Vegri, il Beato Angelo d' Ar- 
genta , nel mezzo Beato Angelo d' Argenta « 

Al piimo Cadino a fìniftra in un Angolo 
il B, Antonio Bonfadini da Ferrara , che mo- 
rì nel ritorno da' Luoghi Santi di Gerufalemme 
in Cottignola , fu fepolto nella Parrocchiale 
di quefta Terra, vifse circa il i»8o; aven- 
do ottenuto li Min. Offervanti poco dittan- 
ti d' efìa Terra , Chiefa, e Convento , ot- 
tennero ancora , come di Santo Francefcano il 
di lui Corpo , che fi venera in Pelle , ed Offa 
fopra un Altare ivi trafportato 1' Anno i4# *; 
GÌ' Iftorici confondano il tempo della fu a 
morve con quello del fuo trafporto : fotto fi 
legge . 

B. 



){ t 9 l X 

M M A T V S A NT N IU S 

B N F A D INI ; 

Dipinto ivi pure nell' altro angolo vederi 
2Ì Beato Giacomo Ungarelli oriundo da San 
Niccolo, già accennato, come dicemmo, e Fon- 
datore in Ferrara del Monte di Pietà a pr» 
de' poverelli . 

B E A T U S J A C BU S 

UNGARELL1. 

Al terzo Cadino avanti la Cappella della 
Beata Vergine delle Grazie in un angolo il 
Ritratto del B. Lorenzo da Bagnacauallo (ot- 
to fi legge . 

B 1 A T U S VA URENTI US DE 

B A G N A C A VALLO. 

AI fettimo Cadino in un angolo il Beata 
Steffano da Cottignola , di cui il Padre M. 
Bonoli nella fua Storia di quella Terra no» 
fa menzione , e vi ftà ferino - 

BEATUS STEFANUS DE 

COTTIGNOLA. 

AH' ottavo, ed ultimo Cadino in un' an- 
golo 



?r>!o il Beato Angelo da Ferrara , che morì 
T Anno 1x72. e nel Calendario antico ma- 
noscritto in pergamena di quefto Convento a 
C. 30. nel giorno 6. Aprile leggeri - .Aprili* 
die jexta Mille/imo ducente/imo Septuagefimo jecun- 
biji Beat us Ange In s de F ■ errati 'a , <vità , et fi- 
gfùi clams , e lotto vi fìà fcritto all' Im- 
magine . 

BEATUS A N G E LU $ DE 

F E R R A RI A. 

Oltre de' fuddetti fi credono quivi fepolti 
altri Santi dell' Ordine , benché in luogo 
ignoto, e per Io più in Cimiterio , come 
coftumavafi anticamente ; cioè il Beato Bi ag- 
gio da Cento , che fiorì nel 1290. 

11 Beato Azzo Eftenfe Terziario, Figlio del 
Vefcovo Aldobrandino del 1380. Fiorirono in 
Santità il Beato Bonavita da Lugo , che mo- 
ri dei 1575. Terziario , e venne fepolto nel- 
la Chiefa de' Conventuali di quella Terra 
ed il Beato Donato Brafavola da Ferrara Teo- 
logo , e Predicatore , morto nel Convento 
di Gaftel Fiorentino in Tofcana 1' Anno 
1555 ,• dove ha pubblico culto , benché s' 
ignori il Iuoco del Sepolcro. 

Il Beato Mariano de' Biondi da Lugo 
del Terz' Ordine ammogliato , che morta la 
Contorte nel Convento dell' Alvernia , pro- 
lerTò i tre voti , dove vifle fino al 1^5. 
morendo d' Anni So. in gran concetta , ivi 
fepolto . 

Beato 



3f m )( 

Beato Marco da Ferrara fepolto nel Con- 
vento dì Sant' Onofrio di Vaftaimone 1' An- 
ao ijoo. I Veicovi morti , che fono fepol- 
ti in quella Bafilica, fono F. Guadagnine de* 
Marcii Ferrareie Vefcovo di Ceruia di quefV 
Oidine JS64. Scipione Manenti Ve.'covo di 
Modena 1446. 

Ercole TombHi Benedettino Vefcovo di Ri- 
vello 1570. Giìlino Climi Vefcovo di Cornac- 
chie 1559. tutti Ferrare!] , Franzino MJchellj 
Vefcovo di Cafale 135». uiiin. amente il Ce- 
lebre I. C. Ercole Graz:adei ed i famofi Poe- 
ti ed Oratori Grazio Brazioli Caufìdico Dott. 
e Ferrante Borfetti Segretario del ncftro Pub- 
blico, ed Autore della Storia dello Studio. 

Vi giace ancora Aleflandro Balbi Fefraref» 
famofo Architetto, che dfegnò la Chiefa della 
Madonna di Reggio de' Serviti in quella Cit- 
tà, ed il celebre incitare Enea Vico da Parma. 

Nel tempo j che fi fece V Addizione Er- 
culea, eflfendo vicino a quello Converto il 
Muro della Città nel principio di Dicembre 
dell' Anno 1494. fu aperto, e fattavi una 
Porta con Ponte fu la Folla , e portovi per 
primo Capitano Pietro Canon da Ferrara ; E 
quelti Religiofì dopo la Devoluzione dello Sta* 
to avendo ottenuto in dono le pietre del 
gran Palazzo di Belvedere col difegno di 
Gio. Battilìa Aliotti, detto V Argenta , alzaro- 
no 1' eminente, e grotta Torre per le Cam- 
pane, in cui andarono in opera pistre cotte 
111757. importando il lavoro del Maeltro Fran- 
cefeo Duolo Muratore lire 1*137. a ragione 
di Scudi. 5. 15. il Migliare, come fi vede 
N dal 



ili conto fotto li 30. Aprile 1*09. a! Lib. 
* e. 350 ; quefV Optra fatta in quattro An- 
ni , eube efno infelice , poiché inclinandoli 
verfo la Sagreftia , convenne incaricarla , ed 
abbaflarla più di un terzo , e tagliar il 
muro per le fine/ire delle Campane, come 
ii vede. 

ORATORIO DELLA CONCEZIONE 

DETTO LA SCALA - 

ApprefTo al fuddetto Tempio v' ha 1' O- 
ratorio dell' Immacolata Concezione di Ma- 
ria Vergine della Scala , Confraternità Seco- 
lare retta in Spirituale da' PP. Min. Con- 
ventuali, e feggetta all' Eminentiflìmo Ar- 
civeicovo; fin da quando S. Bonaventura in- 
flituì le prime Confraternite , dette del Gon- 
falone , lotto 1' invocazione della SSma Ver- 
gine , fi vede , che quefta era in efiere (in 
«dell' Anno ia8j. avendo Oratorio vicino 
all' antica prima Chiefa di San Francefco, 
qual Oratorio nel terzo ampi» edifìcio de- 
molito dal Dura Ercole 1. per far la gran 
Bafilica , che fi vede , ottenne da' PP. 
Conventuali luogo fopra il loro Refettorio 
1' Anno 148$. dove in magnifica Sala i 
Confratelli leccio il loro Oratorio , a cui 
fi afeendeva , e perciò detta la Confra- 
ternità della Scala, quando prima dicevafì 
di S. Maria apprettò SL Francefco . Quetta 
Scala fu gli Arni feorfi J754. rimoderna- 
ti con gradini di Marmo , e balauttrate con 

fopra 



X m X 

/opra alcuni Angioli fcolpiti dal Sig. Pi©» 
tro Turchi , che lavorò anche li Stucehì, 
dipingendo la foffitta , e fopra i muri il 
Signor Gjufeppe Ghedini le Figure , ed il 
Signor Gsufeppe Facchinetti 1' A r chitertura. 

Sopra la Po<ta di Msrmo efìer ore vi eia 
Statua dell' immacolata Vergine à\ tenera 
Marmo di Vicenza, feolpita da Andrea Fer- 
reri ; per rigorofo ghiaccio gF Anni fcorll 
elìendole cadute le mani, qutire le furono 
rimerie da chi non aveva il virtuofo Scal- 
pello del primo Artefice . 

La Pala dell' Aitar Maggiore con la 
SSma Vergine in trono , e li Santi Go« 
vanni , e V'to, ed altro armato è di Fran- 
cefilo Francia Bolognefe , che dipinfe anco- 
ra nell' Ornato le altre figure ; e le due 
Immagini in fcoltura di San Fr&ncefco , e 
San Bonaventura fono di Cefare Crome- 
ri del j£oo. fatte di terra cotta. 
i. La Tela colla Natività della Santiffima 
Vergine con la Sibilla per di fopra, è di Do- 
menico Monio . 

a- La feguente con la Prefentazione al 
Tempio, e la Sibilla di fopra è di Giu- 
lio Cromeri . 

3. La SSma Annunziata con la Sibilla fo- 
pra, che fu pofta in rame , e molte volte ri- 
copiata, dipinta da Ippolito Scarfelli, detto 
Scarfelliuo . 

4.- La Pala dell' Altare con la Vifitazi one 
di Maria Santiffima, e Santa Elifabett a è 
Opera di Francefco Nafelli; la Sibilla di fo- 
pra di Carlo Bononi. 

N a La te- 



)( 19* )( 

La Tela appresa colla Natività def Signo- 
re , e la Sibilla , fmperiormeme collocata fi 
riconofce per Opera di Carlo Borioni fuddetto. 
é. Siccome è Opera di Lodovico Caracci Bo- 
Iognele , la Tela , che fegue colla Circon- 
cifione del Signore, di cui è ancora la Si- 
billa nel fregio Superiore . 

7. L' Adorazione de' Magi , laroro gran- 
aiolo dello Se ar felli no, di cui non fé ne po- 
teva dar pace il Guercino in confronto di 
quella del Caracci , la Sibilla fuperiore è 
pure dello fletto Scarfellino ; 

8. PaiTata la finefìra vedefi la Tela in cui 
Giulio Cromeri ferrarefe , detto Cromer , 
dipinfe la Purificazione di Maria SantiiTmia 
•on la Sibilla , che di fopra collocata alia 
Porta rimirafì. 

5. Il Ritorno , e Ripofo della Sacra Fa- 
miglia dall' Egitto; con la Sibilla da Fran- 
cefeo Nafelli venne dipinta . 
to- La Difputa nel Tempio del Redento- 
re fra i Rabbini , d' Anni dodeci con la 
Sibilla compagna è parto di Carlo Bononi. 
il. Siegue la Pala au 1' Altare , in cui 
1' Apparizione di Crifto Refufcitato alla Sma 
Madre, fatta é da Camillo Ricci Ferrarefe. La 
Sibilla fuperiore fi crede di Scuola Venezia- 
na ; benché altri dicano del Croma . 
12. La Tela colla Venuta dello Spirito San- 
to, ivi a lato dipinta con la Sibilla , il 
riconofce di mano dello Scarfellino. 
j%. Il Tranfìto della SSma Vergine con la 
Sibilla fopr« portavi è del Cromer. 
j 4 . La Tela coir Ailunzicne di M. V. 

afte- 



X 157 )( 

arììeme eolia Sibilla, la dipinfe il Moni©. 

Neil» Sagrefìia la Venuta dello Spirito San» 
to la fece Leonardo Brefcia Ferrarefe . 

L' Adorazione poi de* Magi è di un tal 
Leo , antico Pittore, della Scuola di Niccolò 
Rofelli . 

Il S,. Lodovico Re di Francia , "e S. An- 
tonio di Padova in due Quadretti dipinti 
in Sagreftia fono della Scuola di Rarfael Van- 
ni Senefe .. 

Vi fono tre Palij d* Altare d v intaglj do- 
rati , con Pitture la più celebre e di Carlo 
Bononi ; gli altri due fono di Carlo Bor- 
fa-ti. 

Nello fcender la Scala, a mezzo la Re Tur* 
rezione del Signore con 1' Anime de' Santi 
Padri liberati dal Limbo , è Opeiaz'one noa 
compita di Federico Zuccari da. Urbino. 

L' Ovato iopra la Porta di dentro colla 
Seara Vergine immacolatam?nte Concetta fra 
»n Coro d Angioli la feca Giacomo Paro- 
lini Ferrarefe . 

li fuddettò Oratorio è arricchito di Santa 
Reliquie, che dif?ofte foni nel. contorno d' etto, 
fotto !e già deferi t te Sacre Stori» v ben cufto- 
dite ; Siccome di copiofe facre fupelletili , ed 
Argenti" per g!» A'tari , eilèndo una delle pi& 
confpicue Confraternite della C.ttà, la quale 
però non verte verun abico , o. facco ; ma 
efeguifce copiofì Lafciti Dotali , e di Veft'ti, 
coma ancora di Alberghi a povere Vedove , 
e Donne abbandonate , avendo quantità 
di Cafe, per la Ocra da dirtr'bu're a loro per 
carità. Queui Confratelli recitano nt' giorni 
N j feffcivi 



)( 198 )( 

fedivi I» OfEzia della Vergine SSma. 

S. SEBASTIANO. 

Contiguo vedali V Oratorio , e Confraternita 
di San Sebaftiano Marnie fopra il Cimi- 
terio , o fia Sacrato già detto di S. Fran- 
cefco, a cui fi fai iva, e fcesdeva per due Sca- 
le al di fuori . 

Q.uefti Confratelli neppur eflì vertano Cap- 
pa, né altro abito , ma ufficiano il medesi- 
mo fotto la dirizzone de' P?. Minori 
Conventuali , e foggetti all' Emo Arcivef- 
covo, inftiruita l* Anno 1455. 

Egli è flato abbellito coli' alzamento del- 
la foffitta gli Anni fcorfi , e refo più cof- 
fpicuo colla Gloria, e Martirio del Santo, 
dipinti dal Sig. Giufeppe Gradini Ferra r efe; 
e le belle Quadrature dal Signor Giufeppe 
Facchinetti . 

I.e Tele delli due Altari di San Giorgio 
e San, Maurelio , già dipinti da Cefare Mez- 
zogori Comacchiefe , oggidì fono flate cam- 
biate con altre Tele colorate del loro Mar- 
tirio dal Sig. Franrefco Pellegrini Ferrarefe 

All' Aitar Maggiore eravì la bella Immagine 
di S. Sebafliano animata di colori da Car- 
lo Bononi a fpefe di un Fratello per no- 
me Simone Cicalla , intorno ad eflb le al- 
tre Pitture delia Beata Vergine, sono Co- 
pie del Signor G:u r eppe Travagli , cioè S. 
Francefco ; San. Bernardino di Coftanzo Cat- 
taui Ferrarefi . 

j. Delle Tele della Vita del Santo intorno 

all' 



)( *99 X 

all' Oratorio, diremo che la prima , dove F 
Imperatore dà, 1' Infegne al Santo di Aio 
Capitano, è Opera che alcuni vogliono di Gio. 
Battila Vanni , altri di Vincenzo PifaneUi 
Milaaefe , nato in Bologna , della Scuola di 
Dionifio Calvart Fiammingo ; 
a . Quadro , quando il Santo conforta nel- 
la Fede i Santi Confeflori Marco , e Mar. 
Cellino , che furono poi martirizzati, e del- 
lo ftefìb Pifanelli. 

3. il Santo condotto avanti 1* Imperatore, del 
Mezzogorio , 

4. II medefimp faettato 9 <T Orazio Mor- 
jiafi P'tror Ferrarefe . 

5. Qiando vien medicato dalle piaghe delle 
faette dalla Matrona , pure del Mezzcgorio. 

6. Quando, vien medicato dal Cirurgo del- 
le ferite , è di francete© Catt^nio Pitto* 
Ferrarefe . 

7. Quando rfanato , di nuovo imprigionato a 
è. dipinto dal Marnali * 

8 Allorché fotto le battiture roride Io fp'rl- 
to a Dio 4 di Ce far e Croma , 6 Cicmer. 

9 L' Apparizione dopo la di lui morte alla Ma- 
trona ìua benefattrice, manifestandole dove 
era il fuo Corpo . 

io. Quando a dì lei iftanza viene eftratto 
dalla Fogna, e fepo' v o onorificamente, fi rico- 
nofee per Opera del Mezzogorio . 

In fondo all' Oratorio la Sant'Alma An- 
nunziata è dello fterTo Mezzogorio; fuori del- 
le Scale 1' Ovato fui Muro ornato della 
mezza Figura del Santo è di Francete© 
Ferrari. 

N 4 Sotto. 



)( «• )( 

Sotto le Scale «wi un Capitello co» un' 
antica Immagina della Beata Vergine , e San- 
ti di ver fi . 

CAPITELLO NELLA VIA DI 

BELV EDERE. 

Fuori di Sat Francefco nella Strada chia- 
mata Belvedere, fi trova attacco al muro 
di detta gran Ch ; efa un Capitello fatto con 
Architettura , mezzo Dorica a fpefe dèli' 
Maeftro Agoftino Righini di quefV Odine 
Confettare ed Elemofiniere del Duca Alfon- 
fo II. ad un Im nagine nel fito , dove la 
notte delli 6. Giugno in Martedì 1508 , 
come fcriv» Paolo Zerbinati fu trovate uc- 
cifo con ventidue ferite , e le Canne della 
Solla tagliate il famofo Poeta Ercole, Fi- 
glio di Tito Strozza Giudice de' Xìl. Sa- 
vj di Ferrara , Marito della Barbara To- 
relli, Vedova d' Ercole Bentivoglio, da un 
Anno prima da lui fpofata , e la qua* 
le da quindeci giorni circa gli aveva ^par- 
torito una fanciulla; facce/Te ciò mentre an- 
dava alle Aie Cafe ivi vicine attacco al 
Palazzo già edificato dal Duca Ercole I. 
per Abitazione di D. Ippolito fuo Figlio, 
fatto Arcivefcovo di Milano I' Anno 1497 
ed in cui vedevanfi a' noftri tempi nelle 
Soffitte antiche dipinte le di lui Arme . 
colie lettere HIP. EST. ARCMIEP. 

Creato poi Cardinale , e rifugiatati in 
Ferrara la Zia Regina Ifabella de' Balzi 

Vedo» 



Vedova del Re Federico , ultimo degli A« 
ragonefi , che regnarono nelle due Sicilie , 
infieme con due Figlie, ed un Figlio per 
nome Cefare, morto del 1520. mantenuti 
dalla canta del detto Cardinale , Ippolito 
II. poi dal di lui Nipote Arcivefcovo di Mi- 
lano, come ancora di Capua , colle rendi- 
te della fua Chìefa , allo fcrivere del Mu- 
ratori quale continuò a lafciare fempre fi*, che 
vide a queft' infelice Regina il di lei fof- 
tentamento , che quivi morì 1' Anno 155?. 
ai. Maggio, fepolta nella Chiefa interiore del- 
le Monache Domenicane di Santa Caterina 
Martire . Quefto Palazzo , poi pafTaro in di- 
verfi, finalmente venduto da' Creditori del 
Monte Gualenghi al Marchefe Sigifrnoado Ga» 
varTìni, che lo riedificò nella forma prefea- 
t« , Dulia alterando le anti< he loggie, e co- 
lonnati del Cortile. 

Segue il Palazzo già della Famiglia Stroz- 
zi da loro in perfona del Con, Lorenzo, Figli» 
di Nanne acquiftato dal Cavalier Baldaftare Paga- 
jiellì da Trevigi, Cittadino d; Ferrara abitan- 
te nella Contrada di S. Salvatore, come da! 
rogito de' Notari Giovanni da Loiano , e Gi- 
rolamo Grillino Ferrarefe nel 146$. il. G?n. 
naro ,• cosi efprefTa , Otta farti di una Cafd 
merlata , murata , folarala cum Qurtilibus , JLodiis 
Puteo , Ciflcrna , Salis , et Broilo , Jeu Horto pofit* 
Ferraris in Contraffa Sanati Salvatori* iuxta un* 
capite Vìam pubblisam , alio Teraleum, feu W*~ 
rum Civitaps Ferrano' yit mediani? , Unum Mì- 
cbetelem <$e la Savonarola caufam baiente ab h*- 
redibus $, Qaynaldi Roveri , et èlio late re ma- 

gnijìcif 



)( aoz )( 

g.iificós Fr Aires de Strozijs qui caufam babernnt 
prò tegcte , et terremo a £>, V . ima cutn terre- 
no a fìabu-h prò 'uiginti qttrnqite equoriim ex oppo- 
sto ditti Rroili , fé a Orti dicì^e do-nus tenientem 
'verfus F n>-migH.<i;ia<ft , feti qi*andam ibidem Tur- 

CASA DE' SIGNORI DELLA 

MISSIONE. 

Introdotti poi in Ferrara li Signori delfa 
Mi Urine, Co abnegazione di Preti inftituita da 
San Vincenzo -le* i?4oli in Fràncfa ; , eh 1 eb- 
bero ricatto vu-i/na aeila Caa oggidì del Sig. 
Ca^Io Ruggieri , g ; a com nata di''' Abb*ce 
Giulio Vacca Nobile, G> vefè, nella Contra- 
da de' Baftardinj, e colta protezione del Card. 
Renato Imperlali Legato , e Delegato '"opra la 
Chiefa di Ferrara , vedova del Tuo Paftore I' 
Anno T694. °d aiutati co! pingue Legato de' 
Poderi in fcortichjno , Fatto dalla Marche fa Ca- 
milla Bevilacqua Moglie del tylarchefa GbJron 
Francefco Villa, ficcome d?l Canonico Teolo- 
go Andraa Bertoni , che loro lafciò il luogo del- 
la Fantolina nel Campò del Pero , fotto San 
Giorgio , per fare le Domeniche nel fuo Orato- 
rio la Dottrina Criftiana ai Figli de' Rullici, ed 
altri vicini Borgheggiani , medianti li RR. 
Gio. Battifta Vacca", e Gio. Battifta Lega 
G^novefi , acquiftarono la fopramentovata Ca- 
fa S: rozzi , in cui col difegno di Maftro 
Vincenzo Santini, e V efecuzione de' fuoi Fi- 
gli Angelo, e Francefco, vi fondarono com- 

moda 



moda Cafa di ritiro per dar qui gli Efercizj 
Spirituali agli Ordinandi, a Parrocchi , ed a 
quelli , che ci vogliono andare, maflìme ne' 
tempi della Settimana Santa . Vi è un' O. 
ratorio terreno dedicato a San Giuleppe, in 
cui fi fepellifcono quefti Rehgiofì , i! primo 
'de' quali fu il fuddetto Reverendo Giovanni 
BattifU Vacca , che con commodo Lafcito 
inftituì gli Annui Efercizj per i Parrocchi 
della Diocefì gratis: runno effi ancor acqui- 
fero il vicino Cafamento, che fu del Marehefe 
Bozza . 

ApprelTo alla qual Fabbrica ergerti il Pa- 
lazzo Mirogli , già di Gio. Pellegrino degli 
Arduini , che col Fratello Giovanni incolpati 
d' aver pubblicamente fparlato in Venezia del 
Duca Borfo loro Benefattore, e conflfcate ad 
elfi la Cafa , ed Effetti, andati a pie del 
Principe , da quella Cafa con la fua Centu- 
ra al Collo , chiedendogli perdono benigna- 
mente 1' ottennero, ficcorne la reftituzinne dì 
tu:to il conficcato . Fu quefta Fabbrica dal 
Conte Guglielmo Mirogli riftaurata col difegno 
di Carlo Pafetti Cittadino Ferrarefe, col di 
cui ritrovamento fatta una Scena , e Teatro 
dal Marehefe Federico Mirogli all' ingrefìo , 
che fecero in una ftanza gli Arciduchi Fer- 
dinando Carlo , Sigifmondo. , e Francesco d' 
Auftria, coli' ArciducheiTa Anna di Tofcana, 
fi fece in un tratto profondare il Muro di- 
viforio, reftando aperto il Teatro , in cui da' 
migliori Mufici improvifamente fu cantato 
un Dramma comporlo dal Dottor Francesco 
Berni , intitolato lo Sforzo, o gli Sforzi del 

Defi- 



)( *«4 K 

Defiderlo , l* Anno 16 ji ;; del che ebbere 
tanto piacere , per la Compofizione , come 
per !e fuperbe Maclvne in pìccolo, che porta- 
tane la fama in Germania V Imperatore Leo- 
poldo, fece chiamare a Vienna il Pafetti , dove 
fabbrico il fuperbo TVuro , in cui dipinfe le 
Scene Francefco Ferr<m, ed il Dottor Berni 
colla Aia polenta dall' Imperatore , fu deco- 
rato del Titolo di Conte con fontuofi re- 
gali- 
In eflb Collegio della Miflìone afl' Altare 
dell' Oratorio fi. vede il Tranfito di S. Giu- 
feppe dipinto da Gìo. Batti ria Cozza, di cui 
fono gli Ovati con le mezze Figure intorno I* 
Oratorio; al di dentro fuperiore al'a Porta , 
il Sin Gio. Battila, che predica nel Deferto 
© di Giacoma Paro! ini ; ficcome i Puttini a 
frefeo nell' Ornato, che dipinto venne da! Signor 
Giufeppe Fìchinetti 

Nella Cappella vicina il San Carlo Borromeo 
è d' Ipoolìto Scarfelltno, altri dicono del Guer- 
rino; il Signor MaureJ-o Gotri vi dipinfe intor- 
no l'Ornata di buon gallo. 

Nella Cappella a folaro il Santo Vincerne 
de' Paoli è pure di Giacoma Parolini. 

San Stefano lapidato di Bernardo Caflelli Ge- 
novefe . 

Nella Sagreftia vicina , la B. Vergine del 
Reverendo Sig. D. Francefco Parolini , e nel 
Refettorio il Salvatore in Emaus dello /letto 
Autore . 

Altre Tele dipinte in diverfe Stanze di Pit- 
tori antichi, e moderni, adornano quello pro- 
Éttevol loro ReceiTo, come di Giufeppe Cre- 

monefi 



)( z°S )( 

rnoneG, del Torri, Guercino da Cento, Scar- 
fellìfio dei!; Scuoia di Carlo Borioni , d' Cle- 
mente Ma.oii, d Camillo Rìcci, de' Doffi , 
e Copie di Taziano , fatte dà Paolo Francefe» 
F/ammingo, del K. 0. Cannilo Ricci, dei 
Baftaroii , di Girolamo Catpi, ed altri. 

S. GIROLAMO. 

Dirimpetto vedefi S. Giro'amo, Tempio nu«- 
to dell' Ordine Carmelitano Scalzo di Santa 
Terefa , edificato nel principio di quello Se- 
colo, coli' Architettura di M. Gialio Paniz- 
2a Ferrarefe, ed aperto V Anno 171*. 

Rimane ancora in piedi nell 5 antico Con- 
vento F Oratorio fatto colle fatiche , e li- 
moline raccolte dal Beato Giovanni da Toffi- 
gnano , che fu Priore de' Gefuati , inilituiti 
dal Beato Giovanni Colombino Sanefe 1' An- 
no 1378. e ne fondo, il Convento, ed Ora- 
torio , eiTendo Priore 1' Anno 141!. ma fo- 
preiTa Ja detta Religione de* Gefuati i' Aano 
1658. da Clemente IX., delle rendite ne fu 
fatta una Badìa Cardinalizia , ed il Convento 
da Clemente X alli fuddetti Padri Carmeli- 
tani fcalii aiTegnato; quefti divenuti poi Ere- 
di della Famiglia Confumati , non citante che 
1' avellerò ampliato in longhezza verfo 1' An- 
no 1676. con farci tre Altari , nell' antico 
Oratorio, vi ereiTero quivi da' fondamenti il 
prefente fontmofo Tempio, in cui fotto 1' Al 
tar Maggiore vi fi venera in una Carla do- 
rata, che rachiude \in altra di piombo, fìs;il- 
lata dal Cardinal del Verme Vefcoyo di Fer- 
rara 



)( *o* )( 

rara il Corpo del B, Giovanni eia Toflìgna- 
bo Vefcovo di q uefU Citta, che pafsò alla 
Gloria 1' Anno 1446. li ^4. Luglio , vedurolo 
andarvi da Santa Caterina Vegli nofìra Con- 
cittadina , e moftrato alle fue Conforelle nel 
Monalìero del Corpo di Crifìo ivi vicino t 
dove ella allora dimorava. Venne ivi quefta 
facra Spoglia faJennemente trafportata coli' ac- 
compagnamento di tutto il Clero dalla Cat- 
tedrale 1' Anno 1713. 

In fondo al Coro in graa Tela dipinta da! 
Signor Francefco Pellegrini fi vede un S. Gi- 
rolamo di fìatura gigantefea. 

L 3 Altare di Santa Terefa ha una Tela con 
San Giufeppe , ed altri Santi , Copia di Cefa- 
re Provicini in Milano fatta , altri ferivano 
da Francefco Panfi , e chi ditte da Giovanni 
Francefco Santagoftini , Milanefi . 

San Giovanni dalla Croce al fuo Altare , 
fu dipnto da un Carmelitano Scalzo per fua 
divozione; la Quadratura per Ornato fu di- 
pinta dal Signor Giufeppe Facchinetti, il qua- 
le ancora dipinfe gli Ornati dell' Aitar di. 
rimpstto del Crocefiflb ,- avendo fatte di Stuc- 
co le Statue della Beata Vergine con San 
Giovanni Evangelica , il Signor Pietro Tur- 
chi . 

L' Altare della Beata Vergine del Carmine 
di Cafa Villa fatto di buoni Marmi ha due 
Statue a' lati , che fono dello fcarpelio di 
Pietro Benato Scultor Padoano- 

Sopra la Porta Maggiore vi fono appefe le 
Immagini di S. Girolamo, e del Beato Giovan- 
ni da Toffignano, dipinte da Giovanni Battifìa 

Benvenuti 



X »o 7 )( 

Benvenuti , detto 1' Ortolano , Plttor Ferra- 
refe , Maeflro di Benvenuto da Garofolo , di 
cui vogliano alcuni «fiere delle lue Opere . 

Le altre Tele per Chiefa di Santi, e Sante 
Carmelitane, dipinte furono da Francefco Kob- 
bi Pittur Miianefe. 

l.a Tela efprimente il Beato Giovanni, che 
precetta il Pò, é di Giovanni Bonardi, e 
trovali nella vicina Stanza al Coro, ove fono 
molti, e varj Ritratti di Rehg ofì dell' Ordine, 
che parimenti fono del pennello di Fiancef- 
co Rebbi, tra quali vedefi il Ritratto dei P, 
Dauafeeno di S. Giufeppe della Famiglia Carli 
Ferrarefe , di cui ci piace riportare per effo 
1' ifciizione fotropofia onorevole all' Ordine 
Carmelitano, ed alla di lui Patria ! Veri. P. 
F. Damascenus ti Sanèio lofepb Ferrarien. ex no- 
bili fiirpe de Karolis in fa cute Iur. Cons. con' 
sultius fceculo renunti&ns in omnibus exaclam 
perfecìionis Imagìnem prcttulit . Frovincialis eie- 
tlus in facro Eremo ijfdem loco , et egritudine 
a fé multò ante freeduìh , defuncius ejì , cuius 
Corpus inc&rruptum , in eodem ajfervatur Eremo. 
Obìjt .1647 

Nella vicina Stanza alla Sagreftia trovali un 
San Giovanni Nepumoceno dipinto dal Sig. 
Antonio Gavirati , ed un San Michele di ma- 
no d' un loro Religioso. 

V' era nell' antico Oratorio una bella Ta- 
vola all' Altare Maggiore colla Natività del 
Signore , e molti Angioli in aria , che foften- 
vano gì 7 infirumenti della Pafììone , Opera 
celebre di Benvenuto da Garofolo , quale tro- 
vali nella Galleria del Duca di Saflonia, già 

Rè 



)( »°s )( 

Re di Polonia ; veanero alienati 1' Attua- 
zione al Cielo della Beata Vergine, fatta da Cari© 
Bononi , con altro limile Quadro rapprefen- 
tante la Maddonna SantiUima con li Santi 
noftri Protettori Giorgio , e Maurelio della 
itelfa mano . 

In detta Sagreftia refta appefo un San Gi- 
rolamo di Giovanni Francefco Surchi, detto 
Dielai , ed altra fimil Effige dei Santo me- 
de fimo d mano incognita c< n altra F'gura della 
Vergine Santifììma col Bambino l'opra le Nu- 
bi di pennello non conofeiuto ; ficcome vna 
Saaca Tirefa di Scarfellino. 

Conferva!! in elfo luogo le Suppelletili 
facre del Beato Giovanni da Toflìgnano Vef- 
fcovo di Ferrara. 

Rimiranfi ancora nella Stanza vicina al Co- 
ro d' Inverno entro un' antica Anconetta 
una Tavola colla Beata Vergine, e Bambino 
con li Santi Girolamo , e Caterina Mar- 
tire a lati, Opera di mano antica 

Neil' Oratorio vecchio vi fu fepolto 1' An- 
no 163 o. e .iel giorno 30. Agoilo il Gene- 
rale di Santa Chiefa , Nipote di Clemente 
Vili. Pieiro Aldobrandino, morto nel ritor- 
nare dalla guerra contro i Turchi in On- 
gheria , abitando nel Palazzo Zavaglia fu la 
Giovecca . 

E nella moderna Chiefa V Anno 17??. vi 
fu parimente fepolto il Cardinal Aleilandro 
Aldobrandini morto Legato di quella Città li 
14. Agosto, ove prima aveva ancor avuto 
fepolcro T Abbate Giufeppe Aldobrandini fuo 
Nipote; di cui vedeli il Medaglione fotto la 

Mezza 



mezza Figura del Porporato nel bel Deporto 
di Marmo. 

C A P U S DOMINI. 

Segue la Chiefa del Corpo di Cri fio , e 
Convento di Monache di Santa Chiara dell' 
Ordine Francifcano , governate nello fpiritua- 
le da' PP, Minori Offervanti - 

Quefto Convento una volta d' alcune Di- 
vote regolate dalla Bernardina Sedazzari , Cit- 
tadina Ferrarefe , veftite dell' Abito nero di 5. 
Agoftino , Totto la direzione del loro Parroc- 
co di San Salvatore, che allora era D. Bar- 
tolommeo del q. Zaccaria dell' Anno 1419. ma 
per una peftilenza tutte morirono , eccittuata 
la fuddetta Bernardina, ed una fua Diicepo*- 
la per nome Lucia Mafcheroni , che fu infìi- 
tuita erede dalla fua MaefVa , col farle giu- 
rare, che mai effa, ne quante fi accettaffèro 
in detto Monafte«-o , o Ritiro , mai avereb- 
bero lafciata V OTervanza dell' intraprefa Re- 
gola , e ciò T Anno 1473 ; in cu! con odo- 
re di Santità mori la memorata Bernardina; 
Ad effa fuccedetre la Lucia , che ricevè di 
nuovo Alifa, già prima partitafi dal loro con- 
forzio , la quale nel ritorno feco con dufse due 
Monache dell' Ordine di Santa Paola di Man- 
tova , una detta Taddea , Figlia di Giberto 
Pio, Signor di Carp : , Vedova del S ; gnor d' 
Imola Lodo viso Alidori , e Luchina fua Fi- 
gliola, quali determinarono di cambiar Re- 
gola, ed Abito di S. Agofìino in quello di Santa 
Chiara colla Lucia fuddetta 1 , ed alcune alw 
O Vergi- 



Vergini accettate vi era la Caterina Figlia de! 
Dott, Giovanni de' Vigri Ferra r efe , pattatavi 
dalla Corte di Margherita Efxenfe, Figlia del 
Marchefe Niccolò; fatta fpofa di Galeotto Ro- 
berto Malatefta, riverito in Rimini col Tito- 
lo di Beato . Dopo la Morte del Parrocco ef- 
fendofi porte fotto la fpiritual Reggenza de' 
PP. Minori Oilervanti , che abitavano fuori 
della Città nel Borgo della Pioppa , ove urt 
bel nuovo Convento , con la Chiefa di Santo 
Spirito aveva loro edificato Bartolommeo del- 
la Mella Referendario del Marchefe Niccolò, 
fenza penfare al giuramento , già fuccennatò, 
ma col folo fervore di accettare una Regola 
più auftera , e penitente , deporto T Abito di 
Sant' Agoftino, pigliarono quello di S. Chiara, 
del che : nformato Girolamo Abbate di Ga- 
vello Vifitatore Delegato Apportolico , conven- 
ne, che le divote Compagne foffero pubbli- 
camente profciolte dalle accennate incorfe fcom- 
muniche, onde di commiffione di Papa Euge- 
nio IV. li 6. Ottobre M54- data al B. Gio- 
vanni da Tofllgnano Vefcovo di Ferrara ; 
Giacopo Arciprete di Modena, che ancor ef- 
fo col Titolo di Beato fi venera in quella 
Città, stato Vefcovo Titolare di Sebarte , e 
Bartolommeo Guarnieri Arciprete d' Adria, co- 
me dal feguente rogito di Martino Schivet- 
ti Notaro Ferrarefe , e del detto Vefcovo fi 
vede , in cui è nominata Suor Caterina da 
Ferrara . 

Die 6. OSlobris 1434- fampti Delegati Com- 
?»iffarj , et executores quarundam Ihterarum ,A- 
fofloiicarum Sa?itiJJlmi in Xto Patri s et Do- 
mini 



)(»" )( 

mini D. Eugeni] divina providentìa Papa Quar* 
ti , volentes exequi in diciis Htteris contenta , 
aueloritate jlpoflolica in hac parte conce fs a , ji 
et in quantum »pus fit , et indigeani , in for- 
ma Ecclefia consueta , videlicet , cum virga , et 
pfalmo Mijerere , Religio fas Donai Sorores *Anfe- 
lifìam de Verona , Sororem Bonaventuram de Tri- 
dento , Sororem .Annam de Forhvio , Sororem 
Doroteam de Mutina , Sororem P etram de Ve~ 
rona , Sororem Paììnam de Ferrarla , Soro- 
rem Chatelinam de Ferrarla , Sororem Malgari- 
tam de Mantua , Sororem Philip barn de Ma- 
tua et Sororem Barthohmeam de Furtivi» , 
et qualibet earum commorantes in Fcclefia , sete 
Monafierio Corporis Xti Civitatis Ferrarla ini' 
ancia eis panitentia Salutari ab ,Apoflafia no- 
ta , nec non de quibufeumque exeomunicationum 
fufpenfionum , et interdieli , et alijs Sententijs 9 
et panis, quas occafione adminiftrationis rece- 
ptìonis ad profejjìonem , et cujuslibet alterius 4- 
Bus exercitì , tam per prediefam Sororem ^An- 
felijìam, quam per pradiefas omnes mulìeres oc- 
cafione proceffus habit. per JLbbatem de Gavel- 
lo in diclce F.cclefi<e Corporis Xpi , et de fu— 
pradiBìs omnibus mulieribus vigore quorundam 
litterarum prelibati Domini Eugenij VP : de 
quo procejfu con/lare debet pubblico infìrumento 
manu pubblici Notari] Ferraris , et generalìter 
quandocumque , seu quavis avcloriiate , et cu- 
iufeumque ludici s fulminati one , mulieres pr adi- 
elee et earum qualibet fuptas fententias , vel 
ipfarum ali quam incurri ffeni , pojfquam in diciis 
kabitaiionibus exiiterunt , abftlverunt fupr adi Eli Do- 
mini Exequtores omnem inbabilitatem , et in* 
Q a famig 



)( Ut )( 

fami*? maiuUm , fivc notbant ptf ctr , cut i- 
ffarnm aliyuam f or fan proptcre* antraci am >o- 
gavirunt prxfaCìi Executores . Eg» Martinus de 
Scb/eifètìs Not 

Quelle Kelgiofe di poi ampliarono , ben- 
ché fondate su la povertà , il loro fontuo- 
fo Convento , con j donativi fatti ad ette da 
P 'iicip! Eftenfi , ed ì lafciti, ed offerte da 
altri Nobjli Otradmi , fra quali i' Anno 
1483 . il Con. G ">vanni Romei , che lafció 
loro il Tuo Palazzo , la Porta di cui con 
le fìneftve , ed un V<ìrr.jne , o Poggio fi 
vedon > turate fopra la Va inferiore a San 
F^ncefro , fcià belvedere dirimpetto al Par 
lazzo Garafini ; benché il Guarini fcriuef- 
ie , che gli fofle confifeato , il che fuc- 
cedette per equ voco , avendo forfè letto 
he nofiri antichi Annali, che il Duca Bor- 
fo V Anno 14*8. !i 16. Febraro per far 
cofa grata al Popolo , levò le Gabelle a 
G vanni de 1 Romei per i Sfa'si mali por- 
tamenti , e con fuono di Campane fece 
piegar le legne del mede/imo Govanni, e 
farne fallò in Piazza . Gre iefi però , che 
jn fine di vita ravvedutofi dell' ufure , 
come un altro Zaccheo volere foddiifare al- 
la uà cofeienza , col Iafciare il Palazzo 
a quefte povere Monache . 

S iccederte un incendio V Anno 166^. la 
notte del Santo Natale , a caufa di un 
Prefepio in Coro , per cui reflò la Chie- 
Ja incenerita con le ottime Pitture , che 
v' erano, falvandofi folo le fag^e Reliquie, 
Fra le quali una Scudella di legno , det- 
ta 



X *I3 X 

ta cti San Giufeppe , data da un Pellegrino 
a Santa Caterina , quando era Portinara del 
Convento, con dirgli, che venuto da' San- 
ti Luoghi di Gerufalemme aveva fervilo alla 
Santa Famiglia , con obbligo di refticuzione , 
ma mai più comparve, fi Salvarono le Reli- 
quie de' Santi Martiri Celerino , Florido , De» 
òdato , ed Innocenzo ,- ed un Abito ince- 
ro , che fu ùfato dalla noftra Santa Con* 
cittadina • 

Patirono molto per quefto incendio i Se- 
polcri Ducali , benché a piano terreno , ef- 
fendofi per il foco sfarinati i Marini, è gli 
A/elli; oggidì fi ri farci fce con più magni li- 
cenza la Chiefa efteriore col difegno del Sig. 
Antonio Fulchini Architttto, e Cittadino Fer- 
rarefe , nella qua!' cccafione fi fono ritro- 
vati in uh Muro con i piombi intatti , le 
Bolle mezzo abbracciate di Papa Eugenio IV*. 
concernenti la fopra riferita afTolùzione . 

Là foffitta già dipinta da Francefco Fer- 
rari , oggidì fi prefezio»a dal Signor Giufep* 
pe Ghedini , che fa anche le due Tele al 
due Altari laterali coli' Annunciazione della 
Beata Vergine, ed il Tranfito di San Giu- 
seppe , in luogo della Tela di Cefare Mez- 
zogoro ; il Signor Maurelio Gotti Ferra- 
i-eie vi fa gli Ornati e Macchie in Archi- 
tettura alla Soffitta fuddetta . 

Sopra 1' Aitar Maggiore dove e'ravi la Te» 
la dipinta da Coftanzo Cattanio Ferrarefe 
coli' Addorazione di Santa Chiara , e fue 
Monache , al SSmo Sacramento , v' anderà 
in fuo luogo la bella Gena dei Signore , 
O 5 dipinta 



)( *I4 )( 

dipinta in Verona dal celebre Giovanni Ci- 
gnaioli,a cui mentre dipingerlo 1' Anno 
1769. volle Starvi prefente la Maeftà di Giù- 
feppe II. Imperatore , vedendo alla l'uà pre- 
fenza figurato San Pietro. Hanno le Sud- 
dette Monache un San Francefco di Pao- 
la , dipinto da Carlo Borfatti Ferrarefe , ed 
una Santa Caterina Vegri colorata da Loren- 
zo Garofolì da Bologna. 

Un Anno prima , che Santa Caterina paf- 
faSfe a fondare il Monastero di Bologna , 
andò Suor Francefca con dieciotto Compa- 
gne ad erigere un altro Convento in Cre- 
mona del 1455 . 

Dei 1456. addunque portoli! a Bologna 
per obbligo d' obbedienza , con diecifette 
altre Compagne la noStra Santa Concittadi- 
jia , dove , fondato il Convento del Corpo 
di Criflo , ivi morì li io. Marzo 1463. in 
età d' Anni 49, restando incorrotto , flefiì- 
bile , trattabile , ed odorofo il di lei San- 
to Corpo , Santificata da Clemente XI. V 
Anno 171**-. li il. Maggio , il di cui Uf- 
fizio fi celebra da tutta la Religione Fran- 
cescana, e della Città, e DioceSi di Fer- 
rara , e Bologna Solennemente* 

Le Compagne , che Seco andarono , e che 
avendo profetato in Ferrara , terminarono 
in Bologna Santamente i loro giorni , fu- 
rono . 

», Suor Giovanna Figlia di Rinaldo Lam- 
bertini Bolognefe, morta 1' Anno J476. col 
Titolo di Beata. 

3. Suor Paola del Dottor Mezzavacchi Bo- 
logne- 






X «J )C 

Jognefe , morta del 1452. col Titolo di 
Beata . 

4- Suor Illuminata dì Lorenzo Bembi Sena- 
tor Veneziano, che mori del 1483. con gran fe- 
gni di Santità . 

5. Suor Anna Morandi da '.Ravenna , Vedo- 
va morta del 1484. 

6' Suor Samaritana Superbi da Ferrara , la 
prima, che dopo tre Anni mori in braccio 
a Santa Caterina , allor inferma , la quale in- 
fegno dell' eterna falute, dì quefta fua Difce- 
pola , fubito fpirata rìfanó. 
7. Suor Pacifica dal Uolto Bolognefe , man- 
cata del 1459. 

8. Suor Bernardina Calcina da Bologna , 
fattafi Monaca, ed il Marito Minor Of- 
fervante, defonta del 1466. 
9. Suor Pellegrina dei Leonori da Bologna, 
che refe Io Spirito a Dio del 1490. 
io, Suor Anaftafia Calcina Sorella della fud- 
detta Suor Bernardina, morta V Anno 1482. 

11. Suor Andrea da Cremona , defonta 1' 
Anno 1470. 

12. Suor Eugenia Barbieri da Bologna , paf- 
sata all' altra vita 1* Anno 1470, 

13. Suor Gabriella Mezzavacchi Sorella del- 
la Beata Paola fuddetta , 1' unica reftata al 
Secolo di molti Fratelli , e Sorelle, paMati 
alla Religione , e perciò molto amata dal 
Dott. fuo Padre , Ma lafciata da elfo ve- 
nire a Ferrara per veder la Sorella Mo- 
naca , veftita pompofamente con generofo 
ftrattagemma , non si torio pofe il piede su 
la Porta del Monaftero , che gettate le 
O 4 pom- 



)( *I* )( 

yofe vefti , e vanita, che aveva intorno, fi 
fece Religiofa; morì in Bologna Tantamente 
1' Anno 1495* 

14. Suor Modefta degl' Argenti da Ferrata 
defonta del 1490. 

1$. Suor Innocenza degli Anichini da Fer- 
rara , era Novizza , e feguitò la Santa Ma- 
dre in Bologna di quindeci Anni , profefló in 
efla Città del 1456. mancando poi del J493. 

16. Suor Filippa da Parma Con ver/a . 

17. Suor Margarita da SaiTuolo , Figlia di 
Saulo da Caula Francefe . 

18. Suor Benvenuta dei Mammolini da Bo- 
logna , Vedova del Dott. Giovanni Vegri da 
Ferrara , Madre di Santa Catarina, che paf- 
fata alle feconde Nozze , con un Cittadino 
Ferratele ; di nuovo reftata Vedova, pigliò 
F Abito di penitenza Terziario nel Conven- 
to del Corpo di Crifto in Ferrara , accom- 
pagnò la Figlia , e le Compagne in tale fla- 
to in Bologna , dove mori vecchia, e cie- 
ca , pochi mefi dopo la morte della fua San- 
ta Figliola . 

Suor Iufìina , con Suor Barbara Boiardi da' 
Conti di Scandiano, che aveva in educazio- 
ne la Camilla Figlia del Duca Valentino Bor- 
gia , Nipote della Duchefìa Lucrezia , Fi- 
glia di Aìeffandro VI , e Seconda Moglie 
del Duca Alfonfo l; ufcì con venti altre Mo- 
nache di quello Monaftero V Anno 1516 ; 
ed entrate nel Monafiero di San Bernardo 
fabbricato su la Giovecca 1' Anno ijoj. da 
foppreffi Monaci Cafìlnienfi di San Bartolo , 
vi profeflÒ col nome di Suor Lucrezia 1' An- 
no 






X ài 7 )( 

»o 151$. fuddetto , in cui cambiò il Ti- 
tolo di Sin Bernardino , aggregandovi altre 
Vergini Compagne . 

Nel Convento del Corpo di Crifìo , ri 
ft monacò , e profetò Leonora Figlia d* 
Alfonfo , e Lucrezia Figlia d* Ercole II , 
ambi Duchi di Ferrara , e quefìa morta 1' 
Anno 157*. con odore di Santità ha culto 
di Beata nel Martirologio Francescano , fic- 
come aveva fepolcro appartato ; 1' Anno 
J770; me prefente il dì 26* Maggio , fu- 
rono le di lei Offa , che in fcheietro in- 
tiere erano neli' acqua con un ferro dt 
Cavallo fullo fìomaco marcio, e totalmente 
fracido , intieramente efhatte , atlante Mon- 
fìgno Vicario Capitolare , ed il Cancelliere 
Don Lodovico Seravalli , e feco loro il Sig. 
Dottor Iacopo Agnelli, ripofìe in CafTetta , 
furono di nuovo fepolte, con fìgilli in fof- 
fa a tali' effetto fabbricata vicino 1* an- 
tico Avello delia Ducheffa Eleonora Figlia 
di Alfonfo - 1. col ripcrvi parte dell' anti- 
ca pietra Sepolcrale , già OiTefa di fuoco , 
a cui fu aggionta la memoria del nuovo 
trafporto e ciò a cagione di doverfi fon- 
dare la Cappella , dove era 1' antico Se- 
polcro . 

Giace in quefto Monaitero la già detta 
Taddea de' Pij Vedova di Lodovico degl' 
Alidofì Signor di Imola, che vi fu Badef- 
fa , di cui trovali ne' nollri Annali. 

Jldì primo dì Febraro 1424* ^Angelo della 
Vergola Capitano della Gente de' Mi Un e fi de 
mcje intra in la roeba de Imola con Scale, 

effendi 



tjfendo giaccio , e p»i il giorno prefe la terra, 
et prefe il Sig. Lodovico de ^ilidofi còri la. Mo- 
glie Signori di quella , li quali Signori poi uno 
andò in li Frati de Santo Spirito , et la Mo- 
glie andò nelle Suore del Corpo di Cri/io di 
Ferrara . 

Sono fepolti in quefta Chiefa interiore in 
un fepolcro rinovato per 1' incendio, Alfonfo 
I. ed Alfonfo II quinto , ed ultimo Duca; 
in altro Eleonora d' Aragona Madre d' Al- 
fonfo I. Lucrezia B-rgia fua Moglie , Alef- 
fandrò , ed lfabella fuoi F ; glioli. 

In altro fepolcro Lucrezia Medici prima 
Moglie d' Alfonfo li. ed ultimo Duca di 
Ferrara - 

In altro la Monaca Eleonora profefsa in 
quefto Monandro Figlia del Duca Alfunfo I. e 
della Lucrezia Borgia, che vivente erale fiato 
preparato . 

La Beata Lucrezia primogenita del Du- 
ca Ercole II. , in altro fepolcro feparato 
come fcrivemmo . 

Diana Effenfe Contrari giace in altro fe- 
polcro , ficcome. 

La Camilla Caterina Gonzaga Marchefa di 
Mombarro , che fu fpofata dal Card. Fer- 
dinando Duca di Mantova, dichiarato nullo 
i! Matrimonio , quivi vertì 1' Abito di S. 
Chiara , con le Nèpoti Caterina Adelaida, 
ed Elena Camilla , che le fecero il Sepol- 
cro , ed inscrizione 1' Anno i66z., delle 
cui vicende fi può leggere il Fauftini Lib. 
j. 1616. 

ORA- 






)( m $ 

ORATORIO DEL CORPUS 
DOMINI. 

L' Oratorio di Maria Vergine dirimpetto 
alla Chiefa del Corpo di Crifio , in cui per 
legato di Giovanni Macellari , fatto 1' An- 
no i 57Z. fi celebrava tutte le Domeniche, 
Ferie della SSrfta Vergine , Santi Apposoli , 
ed Evangelifti , San Stefano, e S. Lorenzo, 
venne trafportato nell' Oratorio del vicino Spe- 
dale de Battuti Bianchi, come dalla Vifita 
del Cardinal Ruffo , fu edificato ad un' Im- 
magine della SSma Vergine refafi graziofa 2 
di voti , dalla Famiglia Varrani V Anno 1513. 
egli è chiufo da una ferrata , a gigli di fer- 
ro , ove z lari di detra Immagine , fono di- 
pinte alcune Figure rapprefentanti la SSma 
Annunziazione da Sebaftiano Filippi , detto Ba- 
lanino , e d' elfo Oratorio ne ha la cura 
il Priore de' Battuti Bianchi . 

Ritornati su la Strada di Belvedere parla- 
to il Cafamento della Signora ContefTa Pa- 
ola de' Lazari Efìenfe TafToni , fi vede l' 
altro magnifico Palazzo con la bella Faccia- 
ta, tuttocche non compita , e fontuofa Por- 
ta , Scala , e Colonnate di Marmo d' Ordi- 
ne Ruftico , che foftengono ì' eminente Pog- 
gio di Marmo, come pure di Marmo veg- 
gonfi le Fìneftre contornate del Signor Dot- 
tor Iacopo Agnelli Profeflfore di Filofofia, « 
Medicina , Segretario deli' Accademica de- 
gli Intrepidi Palazzo già edificato da Ma- 
ria 



X **o )( 

ria Contraghi , dàlia di cui Famiglia paffó 
He' Signori Conti Buon , indi [ a' Signori A~ 
gneili • Nelìa Facciata in pietre Inoriate fi 
vedono in Tavole di Marmo {colpiti diver- 
fì leiìi , e fentenze Latine, Greche , E- 
bra'che , mancando 1' Arabo , che dovea 
fcolpiifì su il Quarto della FaSbrica non com- 
pito • G,i Ebrei hanno creduto , che foffe 
quefta una loio Scuola, ma con errore non 
fi trovando di queiìo memoria eerta mentre 
il Tello Ebraico , altro non vuol dire - non, 
figliar le Rondini [otto il tuo fitto , e V al- 
tro ci fa avertiti - cfj.-r Beato quello che im- 
para a fpefe d 1 altrui pazzia \ onde V una 
e T altra fentenza , niente ha di correlati- 
vo circa la fuppofta voce ; che quella fof- 
fe una di loro Scuola , ne dalla ferie Cro- 
nologica , che fi ha de' PofìTelTori d' efTo, 
e del Fondatore halli fondamento di crederi©. 
Venne in elio inftitujta , ed aperta V Anno 
1761* fotro la protezione del Cardinal Arci- 
vefcovo Crefenzi , I' Accademia degli Argo- 
nauti , alle cui litterarie funziuni , ed egli , 
e gli fuccelTìvi noftri Vicelegati intervennero 
ove Monfignor Claudio Tedefchi Prelato or- 
nato d; delta erudizione recitò una dotta , 
ed applaudita Dtflertazione . 

S.-^ucndo più oltre fi vede il gran Cafa- 
meato fatto alla Fiorentina , con Torre al- 
ta merlata fopra la Porta delti Signori Conti 
Pina monte, Borfo, e Giovanni Battifta Bonacotfì 
Arciprete di quefta noftra Cattedrale fab- 
bricato da Dio ti falvi Neroni Fiorentino , ri- 
iuggiatofi fotto 1' ombra degli Eflenfi , il do- 
mini» 



minio <3el quale paflfó in Sigifmondo Canta- 
mi Duca di Sora , di poi di Gurone Ef- 
tenfe . 

Più innanzi v' era il Palazzo ^randìofo fat- 
to a merli nella fommità , da! Duca Bor- 
io , donato a Giovanni Compagno, poi paf- 
fato in Cafa delli S -pncri Marchefi Calca- 
gnini , d' indi in Cifa, Miroli , che duran- 
te r Armamento in Fprraòi > al tempo dì 
Clemente XI; fervi per Spedale delle Mi- 
lizie Rcciefiaftiche , effe blócata la Cit- 
tà 1' Anno 1708 dalle À$£i Imperi?.'.! , e 
Pruffiane ; e dove fi fecero i Forni 1' An« 
no »745« per le Truppe Gallifpane , oggidì de- 
molito affatto . 

C A' BIANCA. 

Trovali poco pili oltre la Clvefa fotto il 
Titolo dell' Immacolata Concezione della SSma 
Vergine con Monaftero di Monache dell* 
Ordine de' Servi della fteflfa Sma Tempre Ver- 
gine detta Santa Maria, di Cà Bianca fin dall' 
Anno 158$. foggette in fpirituale , e tem- 
porale agli Arcivefcovi di Ferrara ; ivi v f 
èra fin del 1466. un Oratorio dedicato a 
Dio , fotto il Titolo della fua Santi I filma 
Madre Immacolata Concetta ,• pretto la Cafa 
dell' Arciprete di quefta Cattedrale Anto- 
nio de' feltrami, che fu fatto Vefcovo di 
Reggio , in cui morto , etto ebbe sepolcro 
nella noftra Cattedrale, quefta d» lui Ca- 
fa, che fi ch'amava la Cafa Bianca abi- 
tata da uaa tal pia Doan» per nome Bref- 



)( «» )( 

da , come fi ha nel Negrologio de' PP, 
Conventuali di San Francefco diede il no- 
me a quel Ri;iro facro, detto di Cabianca : 
nota quid die quinta Maij 1476: Venerabilis 
Dominus jlntonius Tu&M&a Regii Epus moriem 
cbijt in domo Rrefdtf, qit£ quidem domus , Do- 
ntus Alba appellata*'. Quivi fi raddunarono al- 
tre pie Donne venute da Viterbo, fra le 
quali la Beata Lucia da Narni Terziaria 
Domenicana , che paflo poi vicino agli An- 
gioli . E quivi una tal Suor Eugenia, del- 
la fuburbana Villa di S. Niccolò dal Cor- 
tile , oggidì Santa Maria Maddalena delle 
Convertite , atlor fuori di Ferrara , coli' 
aiuto , e favore del Duca Ercole arTunfe 
I' Abito de* Serviti , crefcendo di molto 
colle fue Alunne , morta del 1500. con 
odore di Santità , come fcrive il Padre Bon- 
frigieri , ed ivi fepolta. 

Fattafi numerofa quella Congregazione il 
Duca Ercole IL 1' Anno 15.^5- loro am- 
pliò il Convento , e la Chiefa , in cui 
la foffitta fu dipinta da Cario Borlatti . 

La Pala dell' Aitar Maggiore colla Bea- 
ta Vergine Addolorata , ed i Santi fette 
Fondatori de' Servi fu colorita da Giovan- 
ni Bactifta Cozza Milanefe , l' Annunziaz io- 
ne della Beata Vergine nelF Altare a de- 
ftrz entrando è di Domenico Monio . 

La Concezione della Beata Vergine nell' 
altro Altare di Leonardo Brefc'>a fu accomo- 
data da Giacomo Paroiini . Le Statue di 
legno agli Altari fono di Andrea Fer- 



reri 



II 



)( &>% K 

Il Signor Francefco Pellegrini vi dipinfe S. 
Filippo Benizi , e Santa Giuliana Falco- 
nieri - 

Nella Sagreftia vi é una Copia deila Pie- 
tà , fatta da Ercole Bonacoffi su V inven- 
zione d' Annibale Caracci. 

Proferendo per il Terrapieno delle Mura del- 
la Città, dietro quefto Convento, fi paffa 
fotto T Arco di Mattoni cotti coperto di 
piombo, fatto dal noftro Pubblicò al tempo 
della Legazione del Cardinal Afta Ili, efTendo 
Giudice de' Savi j il Marchefe Cario Fa'chi 
1' Anno iyo3, che fa profpetiva alla re? i 
Strada della Giovecca , ed a delira tro- 
vali • 

S. SILVESTRO- 

La Chiefa di San S)lvefiro con nobife Mo- 
naftero di Monache Benedettine , res ^re dall' 
Abbate Pompofiano di San Bened co di .Fer- 
rara : Erano anticamente fabbricati nella MaiTa 
Popolare, o fia Borgo della Pioppa , fuori 
di Citta nel Borgo di Quaecbic e non mol- 
to difcofti dalle Forte delia Città, quafi fu 
la Ripa del Pò, conforme abbiamo da un. 
Giudicato per delegazione deila S, S a d p ' del 
Marchefe Bonifazio , Padre della gran 
teda Matilde dell' Anno 1033 tra 1' Arci- 
vefcovo di Ravenna, ed alcun» f>tentor' delle 
Terre della fua Chiefa , principiato in nave 
a Codrea , profeguito ne! fogliente giorno in 
Navi re/ìdenttó? dicìo Marcbione prope apifterlum 
Sancii bilveftri , e nel terzo giorno termina- 
to 



)( «4 )( 

to in Munitone yAmbrofii Epifcofi CUrijJimi Ter- 
rarieufs ; Quarto luogo pio era, flato princi- 
piato della Zittella nata Cieca Ferrarefe , a 
cui il Signore «aveva conceduta la Vifta col 
bagnarfi gli Occhi colf Acqua delle mani di 
San Maurelio , allorché celebrava la Santa 
JWeiTa , onde ritiratali in Santa conver fazione 
con altre di/ote Compagne 1' Anno 1688. 
principiò quefV infigne Monaftero fotto la Re- 
genza de' Vefcovi di Ferrara , le quali da 
Aleffandro VI. I' Anno 149S. vennero date 
ai Monaci Caflìnienfi nel modo , che dicem- 
mo. 

Spianata l'. antica. Chìefa , e Monaftero, 
che fu ancora Parrocchiale dal Duca Alfon- 
fo I. 1' Anno ^$l^. per fortificare la Città 
in quella parte, contro i pericoli di guerra 
temuti da G ; uI'o II. ebbero in premura un 
gran Calale avanzato dalla Fabbrica del Con- 
vento di San Bernardino , dove edificarono 
la prefente ampliiTima Chiefa , con un gran 
Monaftero , che fé fotte terminato , fecondo 
il magnifico antico princpiato difegno , r i- 
rebbe uno de' primi d' Italia . V' entrare», 
no T Anno 1520. e fu confacrata la Chie- 
fa dal Vefcovo Gillino di Comacchio V An- 
no 1513. il giorno di Santa Croce 14' Set- 
tembre ; la Facciata di quella Chiefa , t'opra 
la Cornice , una volta era dipinta nel Semi- 
circolo col Giudizio Univerfale ,* da Camillo 
Filippi Pittor , Ferrarefe , ma il tempo e V 
intemperie fecero fparire ogni minimo colore; 
ivi fopra fono tre antiche, e groffolane Sta- 
tue di Marmo di San Silveftro, San Maure- 
lio , 



X «5 X 

lio , e San Benedetto d' Autore incerto. 

La Pala dell' Aitar Maggiore adornata 
di fostuofi Marmi , e Colonne , colle Status 
al naturale de' Santi Benedetto , e Mauro 
Abb?ti , Santa Scolaftica , e Santa Geltrude, 
Badefie , dipinta da Benvenuto Tifi, detto il 
Garofolo . 

Siccome la Pala all' Altare a finiftra colL' 
Orazione nell' Orto , opera beliffima dello 
fletto . 

Dirimpetto, la fela a ^ Altare con li Saa- 
ti Placido , Benedetto , e Mauro, e di Gio- 
vanni Batt'ita Cozza . 

All' Altarino in cornu Epiftolas la Santifìì-^ 
ina Trinità , alcuni Angioli , con li Santi 
Appoiloli Pietro , e Paolo , fono dello Scai> 
fellino. 

Alcuni Ovati , e Quadretti a chiaro , e 
fcuro con Ornati dorati per la Chiefa fono di- 
pinti fono dal Garofolo , ed altre mezze Figure 
di varj Santi da Girolamo Carpi Ferrarefe . 
Sopra la Cantorìa F antica Tavola , con. 
la Beata Vergine, e Santi Giovanni Battifìa, 
Coregono, e Maurelio , e Benedetto è di Fran- 
cèfco Raiboloai Bolognefe, detto il Francia. 

Nella Chiefa interiore, all' Altare ewi ot* 
tintamente dipinta la Pala del Garofolo col- 
la Samaritana al Pozzo , ed altre Figure 
viviffime d' Apposoli, una Pietà a frefco di- 
pinta da Francefco Ferrari , che la Settima- 
na Santa efpongono in Chiefa al Sepolcro. 
Hanno poi due Calle , una grande fotto 
V Altare interno , ed altra picc la con Offa 
tenute in venerazione per effer tra veli di 
P feta , 



)( «« X 

feta, ma eflendofi perdute le memorie, e V 

autentiche nel tumultuofo paiTaggio dall' anti- 
co lur Monaflero in quefto nuovo , perdet- 
tero ancora il culto. Haano una Scheggia di 
Spine della Corona del Redentore in un' an- 
tichiffima Croce di Criftallo , che efpongono 
la feconda Feria di Pafqua alla venerazione 
de Fedeli . 

Quefto Monaftero da tempo antichiilìmo go- 
de alcune Terre in Voghenza loro concedu- 
te da Vefcovi di Ferrara in luogo detto Len- 
tofana, rinovate dall' Vefcovo Presbiteiino al- 
la Bade/fa Donna Giulia 1' Anno 1178. 
3. di Settembre Ind. XI Ferr. in CUuftro Sancii 
Silvejfri per rog. d' Henrico Noe. della S. 
Chiefa di Ferrara, riconfermate dall' Eletto Fi- 
lippo a Donha Rambida Badeila 1* Anno 
1145. Xl. ex afli. per rog. d' Orlandino fer. 
Eeclcc Sacr. Palatii Not. in Palatio Epif. coli' 
obbligo annua/iter in 'vigilia San. ^Andrea de' 
beas tuceque Sorores , et fuceditrices Campanai Ec- 
cleji<t [uà sonare atq. ingilias prò remedio animar 
nofirce nofìrorum peccatorum precesorum [ororum 
facere et in seguenti die anniverfarium noflrum r.8~ 
minijei atJtque diligenter offitium cunei e . 

S. BERNARDINO. 

Contigua e* fituata la Chiefa di San Ber- 
nardino da S^na, Chiefa con Monaftero di 
Monache dell' Ordine di San Francefco fe- 
condo la Regola di Santa Chiara, governa- 
te in Spirituale da' Religioiì Minori Oflfer- 
vanti, detti di Santo Spirito, fondate dalla 

Duchef- 



X "7 )( 

DuchefFa Lucrezia Borgia Figlia di Papa A- 
lefiandro Serto , e feconda Moglie del Du- 
ca Alfonfo 1. 1' Anno 1510. per la Camilla 
fua Nipote Figlia del Duca Valentino Borgia, 
qual era in educazione nel Monaftero del Cor- 
po di Xto, dal qual palio a*i abitarvi quivi, 
fotto la condotta di Suor Barbara Boiardi de* 
Conti di Scandiano, e Suor Giuftina con io. 
altre Monache ; avendo reftito 1' Àbito col 
nome di Suor Lucrezia V Anno 1516; e 
quivi fondarono la prefente nuova Colonia di 
Garitte , dove già avevano i Monaci di S. 
Bartolommeo principiata una Chieta , fotto 11 
Titolo di San Bernardo con un Monaftero 
per il loro Ordine 1' Anno 1505. in fatti il 
primo Chiarirò con Colonnati di Marmo, e 
Capitelli di finittìmo intaglio fanno conofcere, 
qual fotte V Idea. La foffitta di quella Chie- 
fa è dipinta da Fran< efco Ferrar; , 

La Pala dell' Aitar Maggiore con la B. 
Vergine con li Santi Dottori è opera cele- 
bre d' Ippolito Scarfellino . L' Annunziazione 
della Beata Vergine col Padre Eterno in glo- 
ria è di Dottò Dotti, febbene fembri dì Ben- 
venuto della prima maniera. 

Neil' altro Altare vederi un' antichiflìma 
Statua al naturale di San Bernardino da Sie- 
na, veftita da Ottervante, ma nelle folenni- 
tà la vertono da Sacerdote. 

Nel Refettorio del Convento v' anno feel- 

lirtìme Pitture del Garofolo, che vi lavorò 

per venti Anni tutte le Ferte per carità, a- 

vendovi una Sorella, e due Figlie Profelfe . 

Sono le tre gran Tele in profpetto con 

P » le 



)( *>* )( 

\t Nozze di Cana a deftra dorè vi fH fcrit- 
to MDXXXI. bas finxit gratis Benvtus de Ga- 
rofalo . In quella di mezzo fi ha il penfiejé , o 
pur un' abbozzo, ma terminato della g-an di 
lui Pittura fui muro , nel Refettorio di S. 
Andrea, di cui fcriveremo a fuo tempo. Dal 
Salvator Crocefiflò, e fuo coftato nacqve la 
Chiefa, e vedefi riprovata la Sinagoga; nel- 
la fini/tra, il Miracolo dipinto maravigliofa- 
mente delle Turbe faziate nel Deferto, dove 
Egli fi ritratta colla Sorella, e Figlie; altri dico- 
no la BadefTa . 

Per il Convento ewi dello i!e(To Autore 
un* Annunziazione della Beata Vergine con 
intorno altri Santi dell' Ordine , tutti dipin- 
ti dallo ftelTo, che vi fcrifle 1' Anno MDXXV. 
Maij, come pure nn 1 Immacolata Concezione 
della SSma Vergine con i Simboli della Can- 
tica. 

Le Lunette poi del Refettorio a frefco , a 
chiaro, e fcuro con mezze Figure di Santi, 
fono dello freflò . 

Siccome nella Chiefa interiore la Natività 
del Salvatore dipinta il Novembre 155». 

L' Adorazione de' Magi, e il portar del- 
la Croce al Calvario, che efpongono ogn' 
Anno per il Sepolcro neh-a Chiefa efteriore, 
tutte fono originali del medefimo. 

JL' Orazione nell' QrtO credefi copia . 

Hanno una Tavola colla Beata Vergine in 
mezza Figura col Bambino , dipintf da Gio. 
Bellino , che focto vi fcriffè il di lui nome . 

Una Tela con Saa Girolamo dipinta dal 
Guerrino . 

L'Or- 



X "9 )( 

L' Ornata! all' Altare irteriore ha nel mez« 
20 circolo il CrocefifTo, con San Giovanni, 
creduto dello fteflo Garofalo, 

Neil' ufcir di Convento una Beata Vergi- 
ne, che allatti il Bambino , qual lì ferra con 
Portelle dipinte coli* Annunziazione , tutte 
opere del Baftarolo » 

Nella Sagreftia le Tette del Salvatore con 
i dedeci Appoftoli , in altrettanti comparti , 
fono dipinti dal Chenda. 

Nel mezzo del Dormitorio un' antico Cro» 
cefiilo di Stucco, che già trafportarono dal 
Corpus Domini, in cui fi ha traddizione, che 
da elfq il Salvatore parlaffe a Santa Caterina 
Vegri , e che avanti lo fteflb componente la 
fua Canzone ; il quale né primi fecoli fi por- 
tava nella Cattedrale , in occafione di funzió- 
ni frettanti alla Paflìone del Redentore, ed 
alle divozioni, che ordinavano i Santi Pre- 
dicatori , come fi ricava da' libri della Sagre- 
ftia antichi della ftefia Metronolitana . 

Confervano ancora quefte Monache il Cor- 
po di Sant'" Aureliano Martire co! Vafo di 
Sangue, eftratto dal Cimiterio di Pr ; fcilla 1* 
Anno 166$. donatogli dal M&rchefe Federicq 
Mirogji. 

Volgendo dietro il Piazzale di quefta Chie- 
fa , contornato di Colonnate , o Stilli , con- 
forme r altro già detto vicino Mona Mero di 
San SilveMro, fino alle confine di quefto di 
San Bernardin^, facto a loro rifpettive fpefe, 
fi dilunga la Via della Confolazione . 

P 5 % EOO- 



)( *3o )( 

S. ROCCO. 

San Rocco Chiefa con Monaftero di Mo- 
nache Domenicane regolate da' Keligiofi dell' 
OfTervanza di Santa Sabina, detti di San Do- 
menico . 

II Duca Ercole 1 I 1 Anno 1498. diede prin- 
cipio a quefta Chiefa in lu/ go dove fi dice- 
va le Porce Mura nella Contrada di San 
Guglielmo per due Terziaiie, Domenica Ven- 
turini da S rmìdo, Dio<~efi di Mantova, e 
Benedetta dei Bun.im e Ferrarefe Quefte pi- 
giato V Ah'to Giauftrale in San Domenico 1' 
Anno 1506; ed mtruite della Regola delle 
Monache di Sjnta Caterina da Siena, am- 
pliarono il loro Convento colla compra d' una 
pezza di terra arativa, broiliva ed ortiva di 
Srara diec'fette , con (opra un Cafamento nell' 
Addizione Erculea, fatta da Giovanni Lodo- 
vico Nateli i della Contrà di S* Niccolò Supe- 
riore 1' Anno M07. li 11 Giugno per rogi- 
to di Cristoforo Zeni Notaro, ftipolato in ter- 
ra nova , in Eeclefta Monialìum Sancii R.ocbi Or- 
dinis Sancii Dominici ■ Indi con gì' aiuti de' 
Pr ricini , e Cittadini s' avanzarono in fabbri- 
che , ed O 'ervanza ^eligiofa, avendovi 1' An- 
no della Pefte commane per 1' Italia, e da 
cu ; fu m'racolo r ame n r e nrefervata la Citta di 
Ferrara , coli' aflTenfo del Card. Magalotti 1' 
Anno 16x0 . tr-ifportato il Voto pubblico di 
un-» Cappella , ed Altare a quefto Santo e- 
re.ra , ciglia Cattedrale, per cui fu alzato di 
Marmi della nollra Comminuta I' Aitar Mag- 
giore, 



Km» X 

giore, con la bella Tela dipinta da Gìovatì- 
ni Francefco Barbieri da Gento , detto il Guer- 
cino , pofta in luogo di altra dipinta da Leo- 
nardo Eretta. Ma la detta Tela offefa dal 
riverbero del Sole per la finefìra della Fac- 
ciata , guaftandofi affatto, d' erta ne fu fatta 
copia 4>er mano di Benedetto Gennari , Aio 
Scolare, e quivi riporta, ferbandofi qualche 
tempo 1' Originale cadente nelle Stanze del 
Maginiato, che venne rifatto da Giacomo Pa- 
rolini con ogni degenza e vedefi ora collocato 
nell' Oratorio di San Maurclio . o fia Chie- 
fa Nuova al Cortil Ducale del Pubblico i- 
fìefìo,- il qu*le ra ogn' Anno preceduto da 
tutte 'le Arti della Città alla Vifita di que- 
lla Chiefa il giorno del Santo . 

Ale/fandro Cafoli dipinte nella foffitta la 
Sma Trinità , e Giovanni Battila Graflaleo- 
ni il rimanente . 

Neil' Altare a finìftra la Betta Vergine di 
Loreto è dello Scarfellini , li Santi Domeni- 
cani , che fono efpofti nel muro della Chie- 
fa vennero dipinti da MaureHo Scanaviai , 
e due dall' Avanzi. Le due Statue di Gef- 
fo a' lati dell' Aitar Maggiore di Santa Ca- 
terina da S ; ena, e Santa Rofa di Lima, fono 
d' Andrea Ferreri, 

Nella vicina Strada di BMIaria , trovafi la 
Cafa de' Fratelli delle Scuole Pie , o Criftia- 
ne' fondati in Francia V Anno r£8o. dal Ca- 
nonico Giovanni Battifta della Sale , Dottor 
Teologo, e della Metropolitana di Rems in 
faarnpagna Prebendato ; avendo loro compra- 
ta queua Cafa il Card. Raìniero d'Elei, già Ar- 
P 4 civefeov© 



)( m k 

cWefcoro dì Ferrara , poi Legate iella fief- 
fa Città , facendoli un fondo per loro ftabili- 
mento V Anno 1741 ,* ed i primi Operar i 
P») furono Fra Silveftro di Parigi, e Fratelli 
Valerio dd Vhin le Mouner, Diocefi di Re- 
ms, che aprirono die S uole pubbliche gra- 
tuite per i poveri Fanciulli ingegnando loro 
di leggere, e fcrivere l" Abbaco, e la Dottri- 
na Cnfbana . Su quefta Cafa vi é un Bufto 
di Marmo (colpito da Andrea Ferren , rap- 
prefentanre il Cardinal d' Elei , ult ma Ope- 
ra di qaetto Autore . Due altre S-aoIe fimi- 
li aprì loro i< Pubblico dietro il Palazzo del 
Panaro. 11 Carlina! Banchieri Legato aflg- 
gnò a' quefti fopra il ricavato dell' Appalto 
ìel Pane di fiore Scudi 40. ficcome dal Car- 
dinal Grefcenzi iurono contemplati nel fu» 
Te/ti mento , 

SANTA MARIA DI 

M O R T A R A . 

Ritornando! fu T a Via della Confolar'one 
inconrrafi li Ch efa di Santa Maria delle Gra- 
zie con Mo*« • f t»ro di Canonicheflfe Latera- 
nenfi de y V Odine di S Agoftino . 

Il Ou^a E-coIe I. non folo fu defidero- 
fo di fortificare la fua nuova Ferrara Er- 
culea di mura , con amoj ripari , e fof- 
fe contro i Nemici edificando intorno , e 
dentro i ripari , e forti Rocche, dalle quali 
la Divina Omnipotenza fotte pregata ad ef- 
fernfc difenditrice fupiema. 

Edifi- 



X MS ) 

Edificò con gli altri già detti Mon after j 
di Religiofe anche quefto detto di Mortara 
1' Anno 1499. dotandolo ed , introducendo- 
vi T Anno ijoi. li 5. Novembre Suor Per- 
petua da Novara Badeffa, e Suor Raffaella 
da Cafale Priora venute da Mortara in Lom- 
bardia, perciò dette di Mortara, che con al- 
tre sì Lombarde, che Ferrarefi, veftirono quel- 
1' Abito Canonicale, fotro la fpiritual Reg- 
genza di D. Defiderio Gilioli Ferrarefe Cano- 
nico Regolare di Sant' Agoitino, allora Prio- 
re di San Lazaro fuo r di Ferrara , che fu 
poi Vefcovo di Campagna , efTèndo parlato 
nella nuova Canonica d> S. Giovanni Bmi- 
fta in Città, dalla quale, e fuoi Religiofì e- 
raro rete, fin che V Anno 1680. paffarone 
fotto il governo dell' O'dinaro di F^rr ra . 
Due di quefte Canonichefse , Gtntile Areofti 
e Gabriella Aventi f Anno jj33. pattarono ia 
Lugo , Terra del Ferrarefe , Diocefi d' Imola 
ad ìftituire nella loro Regola il Monafrero di 
S; Agofìino 

La Pala dell' Alfa? Maggiore, coli' ATunta 
della SSma Vergine, é opera d' un Oltra- 
montano . qual vi ferirle forto al Ritratto , 
d' un Vecchio venato dì nero con la Cola- 
la d' Oro Lambertus Nortenjts faciebat : quefti 
ftudiò in Venezia nella Scuola di Tiziano, 
e pare del gufto di TibaMo Bolognefe. 

La Santa Brigida Canonichefsa è di Man- 
relio Scanavini . La Vifitazione della Beata 
Vergine a Santa Elifaberta , di G.o. Battifta 
Cozza , porla all' Altare a finifìra in luogo 
di un' antica Tavola d' Andrea Montegna 

ritira- 



)( *3« X 

ventù Lodovico Mazzolini Ferrarefe . 

Santa Margherita è copia del Bambini si 
I' originale di Giovanni Battifta Benvenuti, 
detto 1' Ortolano, parato a Roma. 

La Refurrezione del Signore di Cannili» 
Berlinghieri Ferrarefe , Santa Giuliana di Giu- 
feppe Avanzi f Sin Giovachino di Giovanni 
Battifta Cozza , S Francefco del Baftarolo , 
San Pellegrino Laziofi fu dipinto da Feli- 
ce Torelli. 

San Filippo Benizi di Giovanni Battifta 
Cozza i la Pietà , colla fepoltura del Re- 
dentore di Domenico Monio , la B Vergi- 
ne con alcuni Santi Serbiti , del Nafeili. 

Per la Chiefa molte Tele colle az'>n» di 
San Filippo Benizi dipinte furono da Giacomo 
Mignani Bolognefe , fra le quali molti Ri- 
tratti di Religiofi Serviti illuftri, fatti da 
Francefco N afelli. 

Nella Sagreftia evvi un antica opera di 
BaUaftare Eftenfe , con Maria Vergine , e 
diverr} Santi , Con altre Pitture. 

Confervafi in quefta Chiefa un' Organo fon- 
tuofo , le Porte del quale furono dipinte 
da Gabriele Capellini , detto il Calzolaio 
Ferrarefe, allievo del Dotto . 

EfTa é arrichita d' una parte d' un Chio- 
do, con cui fu Crocefiflfo N. S. G. C ; di 
efla Reliquia ne appari fce un Breve di Pa- 
pa Leone X. del j$\6. 

Quivi fu fepolto il già detto P. F. Mari- 
no Baldi Servita da Venezia Teologo , e 
famofo Predicatore , il quale benché morirle 
in detta Città , fu trafponato a Ferrara il 

fuo 



k m n 

fuo Cadavere , conforme aveva ordinato , e 
dalla Chiefa di San Paolo fino a quefta con 
folenne funerale trasportato , ed accompagna- 
to T Acno j 518 Religlofo in gran ftima 
prefl'o la Città, e la Religione. 

Dietro 1 Aitar Maggiore giacciono le Offa 
di Suor Maria Giuliana Lanfranchi da Car- 
pendolo nel Brefciano, Terziaria dell' Ordi- 
ne de' Servi di Maria, morta li 7. Novem- 
bre 1644. con fama di Santità , 

Su la Porca Maggiore al di fuori fui Mu- 
ro vi è dipinta una Beata Vergine da Se- 
haitiano Filippi T Anno 1581 . 

In quefta Strada dall' altro lato li vedo- 
no alcune Cafette , che fi davano per caritk 
da' Miniftri , ed Ufficiali della Confraternità 
della Immacolata Concezione di Maria Ver- 
gine , detti della Scala già fondata fui Sacrato 
di S. Francefco , fin dal 12,81. a povere Vedo- 
ve , ed altre Donne miferabili , rifabbricate 
per 1' antichità a* noftri tempi» 

S. ROMANO. 

Sulla Piazza trovali la Chiefa di San Ro- 
mano, antichiffima Chiefa Parrocchia/e , già 
fin dell' Anno 990. raccomandata da' Vefco- 
vi di Ferrara ai Monaci di San Benedet- 
to , ed all' Abbate , e Monaftero di San Be- 
nigno di Fruttuaria a quefta di San Romano 
Guglielmo Marchefella figli© dì Adelardo nel 
fuo Teftamento 1' Anno J1S5. lafció 50* lire 
Imperiali in tanto terreno, col divieto di po- 
terlo vendere . Quefta Chiefa dopo la di lui 

morte 



X *l< X 

venta Lodovico Mazzolini Ferraref* . 

Sanca Margherita è copia del Bambini si 
V originale di Giovanni Battifta Benvenuti, 
detto T Ortolano, parato a Roma* 

La Refurrezione del Signore di Camill© 
Berlinghieri Ferrarefe , Santa G ; u!iana di Gni- 
feppe Avanzi , S n Giovachino di Giovanni 
Battifta Cozza , S Francefco del Baftarolo , 
San Pellegrino Laziofi fu dipinto da Feli- 
ce Torelli. 

San Filippo Benizi di Giovanni Battifta 
Cozza i la Pietà , colla fepokura del Re- 
dentore di Domenico Monio , la B Vergi- 
ne con alcuni Santi Serviti , del N^leili. 

Per la Chisfa molte Tele colle az ; on» di 
San Filippo Benizi dipinte furono da Giacomo 
Mignani Bolognefe , fra le quali molti Ri- 
tratti di Religiofì Serviti illuftri, fatti da 
Francefco N a felli. 

Nella Sagreftia evv» un antica opera di 
BaUafTare Eftenfe , con Maria Vergine , e 
diverfi Santi , con alcre Pitture. 

Confervafì in quefta Chiefa un' Organo fon- 
tuofo , le Porte del quale furono dipinte 
da Gabriele Capellini , detto il Calzolaio 
Ferrarefe, allievo del Dotto . 

EfTa é arrichita d' una parte d' un Chio- 
do, con cui fu Crocenflfo N. S. G. C ; di 
eflfa Reliquia ne apparifce un Breve di Pa- 
pa Leone X. del i$i6. 

Quivi fu fepolto il già detto P. F. Mari- 
no Baldi Servita da Venez ; a Teologo , e 
famofo Predicatore , il quale benché morirle 
in detta Città , fu trafportato a Ferrara il 

fuo 



H **7 n 

fuo Cadavere , conforme aveva ordinato , e 
dalla Chiefa di San Paolo fino a quella con 
folenne funerale trafportato , ed accompagna- 
to 1' Anno 15x8 Religfofo in gran ftima 
pretto la Città, e la Religione. 

Dietro 1 Aitar Maggiore giacciono le Oda 
di Suor Maria G>uliana Lanfranchi da Car- 
penedolo nel Brefcìano, Terziaria dell' Ordi- 
ne de* Servi di Maria, morta li 7. Novem- 
bre .1644. con fama di Santità , 

Su la Porta Maggiore al di fuori fui Mu- 
ro vi è dipinta una Beata Vergine da Se-* 
baftiano Filippi T Anno 1581 . 

In quella Strada dall' altro lato fi vedo- 
no alcune Cafette , che fi davano per caritk 
da' Miniftri, ed Ufficiali della Confraternità 
della Immacolata Concezione di Maria Ver- 
gine , detti della Scala già fondata fui Sacrato 
di S. Francefco , fin dal 12,81. a povere Vedo- 
ve , ed altre Donne miferabili , rifabbricate 
per r antichità a' noftri tempi» 

S. ROMANO. 

Sulla Piazza trovali la Chiefa di San Ro- 
mano, antichiffima Chiefa Parrocchia/e , già 
fin dell' Anno 990, raccomandata da' Vefco- 
vi di Ferrara ai Monaci di San Benedet- 
to , ed all' Abbate , e Monaftero di San Be- 
nigno di Fruttuaria a quella di San Romano 
Guglielmo Matchefella figli© dì Adelardo nei 
fuo Tefìamento 1' Anno J183, lafció 50. lire 
Imperiali in tatuo terreno, col divieto di po- 
terlo vendere . Qiiefta Chiefa dopo la di lui 

morte 



)( *3* )( 

morte fu data dal Priore Alemano col con- 
ferita de' ìuoi Monaci, Frate Vi done , Pie- 
tro, Leone, Vigelino, Ventura, e RubaUo in 
avvocando fio. Ihs Padronato, prima al Marchefe 
Obizzo , poi ad A.zz.0 ed Aldobrandino Lften- 
fi T Anno 12^0 in vedendoli col libro e la 
Sfolla di quanto poHedevano li hratelli Gu- 
glielmo, ed Adelardo , per Feudo da S. Ro- 
mano di Donore , e pertinenze di Villa No- 
va , ed elfo Obizzo giurò fedeltà a detto 
Priore, fuo Monaftero , ed all' Abbate di 
Frur maria , contra omnet homines ( excepto 
Imperatore , et Juis anterioribus Uominis ) com- 
mettendo a Pietro da Menai ia fuo Vicecon- 
te , che in fua vece diligentemente faceffe 
tutti i fervigi , che fi dovevano al detto 
Monaftero, del qual Atto fatto in Ferrara 
nella Chiefa di San Romano, avanti il fuo 
Altare, fé ne rogò Bonifacino , Figlio di Ge- 
rardo da Elle Notato . 

Cosi a poco a poco fminuito il numero 
de' Monaci, mafììme dopo di efler fìa a po- 
rta in Commenda, fecefi indecente per 1' an- 
tichità , fin che Folco Eftenfe, che n' era 
Commendatario la riedificò , col farci alli- 
gnare da Innocenzo Vili. 1' Anno 1487. una 
Congrua per un Vicario , che in vece del 
Priore efercitafle la Cura delle Anime , ad 
ella Chiefa foggette , qual s' estendeva an- 
cora molto fuori della Città , avanti 1' Ad- 
dizione Erculea , non ofìante che per V 
edificazione della prefente Cattedrale , ne re- 
ftaile fminuita di un Serto , che fu ade- 
guato per territorio della medeiìma » cioè 

quan- 



% *19 )f 

quanto circonda la Parrocchia del Duomo , 
nel giro della Proceffione del Corpus Domi- 
ni , efìendogli dal noftro Capitolo flati da-* 
ti in premuta due Manli in Quartefana , 
per la terra , o territorio luxta fojfatum Ci- 
'vitatis per aliam commutati onis paginam , come 
da litromento fatto 1 Anno ii$6 n t A-" 
prile , per rogito di Domenico Notaro in 
Ferrara Zipolato tra Manfredi Priore Frut- 
tuarienfe , a nome dell' Abbate Tebaldo de' 
Santi Benigno , e Romano , ed Alberico 
Arciprete della Canonica di San Giorgio col- 
la prefenza , ed aiTenfo del Vefcovo Lan- 
dolfo , e de' Confoli di Ferrara , come dall' 
Archivio Capitolare; laonde è falfo V aderto 
di Marco Antonio Guarino lib. 4. fol. 196. 

Q.uefta Parrocchia parimenti di nuovo è 
fiata rifìorata dal Cardinal Crefcenzi Arci- 
vescovo , quando era Priore della medesi- 
ma V Anno 1754; recandovi tuttavia V an- 
tico Chiofìro de' Monaci , avendovi prima 
di morire fatto V Aitar Maggiore di puli- 
ti Marmi , entro il quale giace il Santo 
Corpo del Martire S. Romano , in Cafla 
di Piombo dorata , con altra dentro di Ci- 
presso , fu le quali fono incife le Infli- 
zioni del trafporto da Roma V Anno 1145. 
autenticando la Donazione fatta da Papa 
Innocenzo II. al Cardinal Griffo creato Vef- 
covo di Ferrara , e fu riconofciuto V An- 
no iz6o. dal Beato Alberto Pandoni , e 
V Anno 1410. dal Vefcovo Pietro Boiardi, 
che ferbò fuori la Tefìa , ripofta in una 
mezza Statua d ( Argento. Non è da por- 
fi 



£ in dubbio , che fi a il Santo Soldato bat* 
tezzato da San Lorenzo nel luo agone , V 
abbiamo dichiarato in verfì intorno , e fot* 
to 1* Immagine a Cavalìo in Marmo (col- 
pita a ballo rilievo , che fi ri'ornò a collo- 
car , come prima su la Porta Maggior» 
Cum jub martirio Detij Laurentius ejfet . 
Sancì us Romanus Xpto Je credere dixit . 
Quo baptizato Detius caput aljlulit ipfi . 
Siccome nel Marmo Greco levato dalla Caf- 
fa, in cu» prima venera vafi , e che rro- 
vavafi nel Chioitro ; la parte anteriore dell' 
antica Ifcrizione vedefi (opra la Porta mi- 
nore fu la Piazza di San Cnfpino. Militi 
Xpi Romano , in Levìtce Laurentij agone lapti- 
zato , tnoxq. Cacjaris injftt capii obtruncat» 
Sacrum . 

In fondo alla Tribuna , o fia Coro vedefi 
il Martirio del Santo , che con gli Ornati 
porti ad Oro, e le Iftorie laterali, Baldacchi- 
no fopra 1' Altare colf Anima del Santo , 
che va in Paradifo colla Palma , ed i Put- 
tini , furono dipinti tutti da Sebastiano Filip- 
pi , detto Baftianino , a fpefe dell' Arte 
de Drappieri , e Metciari , de' quali è Pro- 
iettore quefto Martire. 

Neil' Aitar della Beata Vergine , la Tela 
fu dipinta da Giovanni Braccioli ; vi é un' 
altra Tela di Sant' Antonio di Padova, dico- 
no colorata da un tal Gian Domenico dalle 
Donne Fiorentino, qual anche fece il S. Fran- 
cefco di Sales , e San Francesco Xavier. 
L' Annunziazione della Beata Verginee dello 
Scarfellino; altre Tavole, che erano a diver- 
ti 



)( Mi )( 

iì Altarini per V antica Chiefa, con Cappel- 
late , che fi conferifcono in titolo dall' Or- 
dinano , più non fonovi, come ia Beata Vergi' 
gine di Scarfellino, la Prelentazione di Ma- 
ria Vergine , S. Vittorino Martire, dipinto da 
Niccolò Rofelli . 

Al Quadro di San Nicolò di Bari Vefcovo, 
eh* era in una Cappella , Gus Padronato del- 
la Contrà di San Romano , è flato furrogata 
la Statua del Santo l'addetto . 

A man fìniftra della Porta Maggiore ewi 
il nuovamente eretto vago Altare di Maria 
Santiflìma Addolorata , la cui divota Immagi- 
ne di carta trafportata venne da una pic- 
ciola Strada detta Guaspergua , dove eb- 
be già fua abitazione la nobil Famiglia Co- 
lonna, ed ivi erafi, affitta in un angolo di muro, 
refa graziofa a molti fupi divoti , che infoila 
giornalmente yì concorrevano . Il trafporto 
fegui folenne li 9. Giugno 1771. proceffional- 
mente con gran quantità di lumi, e di Po- 
polo; sì la funzione decorofa , che il nobile 
Altare , fatti vennero delle Elemofine copiola» 
mente a fuo onore rifeofie , 

V è in quella Parrocchiale una Communa 
di Preti , e Cherici iflituita con i Beni di D. 
Bartoiommeo Guarnierì , P Anno 1595. amplia- 
ta dal Vicario di quella Chiefa Battifta Sar- 
ti Dottor Teologo 1' Anno 1619* affinchè na* 
giorni felli vi falmeggiaiTero , e facefTero altre 
funzioni ecclefiaftiche . 

Giace in quefta Chiefa Folco Eftenfe , fi- 
glio di Rinaldo, Abbate di P^mpofa, e Fra- 
tello del Duca Ercole I. naturale , il qualle 
Q. Priore 



)( H z X 

Priore Commendatario della medefima , e la 
faceva uifrzure ogni giorno per fei Cappella- 
ni . 

SANTI CRISPINO, E 

C R I S P 1 N I A N O. 

In facciata alla Piazza vedefi rivolto all' 
Occidente 1' Oratorio a folaio di San Cris- 
pino, e Crifpiniano , che è dell' Arte de' Ca- 
legari , v' ha la fu a Scuola , e vi uffiziano. 
Prima , che il noftro Pubblico facefle 1' a- 
cquiiìo del Palazzo del Paradifo , ad ufo dell' 
Univerfità , ed Accademia de' Studj, era te- 
nuta in condotta quefìa Sala per le pubbli* 
che Scuole della gioventù , che fi applicava 
allo ftudio delle lettere Umane , Rettorica , 
e Poetica; intermeflo quivi per un repentino 
incendio V Anno 1561. fi trasferì co Maefìri , 
e Scolari nel già detto Palazzo del Paradifo: 
allor T Arte de' Calzolai erede [' Orato- 
rio di maggiori ornamenti accrefeiuto 1' An- 
no 1750. avendovi dipinto la foffitta il Sig. 
Giufeppe Fachinetti , e le figure de' Santi 
Crifpino, e Crifpiniano in gloria il Signor 
Francefco Pellegrini . 

L' Aitar Maggiore ha una Beata Vergine 
Afl'ttnta dello Scarfellino. 

L' Aitar a deflra ha un CrocefifYo di rilie- 
vo del Porri . 

L' altio a fìniftra colla Beata Vergine, e 
Santi Crifpino, e Crifpiniano, fu dipinto da 
Gio. Battifta Cozza. 

Intor- 



X M3 )( 

Intorno all' Oratorio vi fono in ottimi re- 
cinti quadrati , e dorati , 

Li Sarai Giorgio , e M aurei o , Santa Ca- 
terina Vegri, Beata Lucia da Narni intorno 
T Aitar Maggiore fono del pennello di Giacomo 
Parolini . La Difputa nel Tempio, e la Pre- 
fentazione pure dello fìeiTo , come ancora in 
due Quadri, il Martirio de' Santi Crifpino , 
e Crifpiniano . 

La Natività delia Santiffima Vergine, e V 
Annunziazione fono dello Scarfeihno. 

La Visitazione é lavoro di Giufeppe Avan- 
zi Ferrarefe. 

GIj altri tre colla Natività del Signore , 
Adorazione de' Magi , e Ripofo nella Fuga 
d* Egitto, furono dipinti da Lodovico Campa- 
laftra Pittore Marchiano. 

La gran Tela in fondo dell' Oratorio col 
Martirio de* Sinti, avanti 1' Armata Roma- 
na con molte F:gure , è opera dell' Avanzi 
fuddetto. 

Nella Sagreftia una Tela con li Santi Crif- 
pino , e Crifpiniano , che lavorano le fcarpe, 
viene dal pennello d' Er<ole BonacolTa Gen- 
tiluomo Ferrarefe . 

San Francefco d' AiTìfi , ed altri Santi fi 
riconofcono d Orazio Mornafi Ferrarefe . 

Sotto gli alti Porticati , che con Colon- 
ne di Marmo verfo la gran Piazza fo {tengo- 
no queft' Oratorio, vi fi è riabilito nell An- 
no 1770. benché altre volte fìatovi in occa- 
fìone di guerre , il Corpo di Guardia Reale 
per le Milizie Pontificie , e della Santa Se- 
de, coi ripari , e (leccati intorno , che gli 
Q. % anti- 



X M4 )( 

antichi dicevano Stellata . 

Qi fopra intorno 1' Oratorio, e Tue fine- 
fìre , era già timo dipinto il Muro con va- 
rj comparti a fiefco , da Francefco Ferrari , 
ed a vivi colon vedevanfi Cavalcate dei Pa- 
ladini di Francia, e Carlo Magno nel mez- 
zo in Trono, confonne 1' invenzioni dell' A- 
riorto ,• iblo fui muro Settentrionale eranovi 
gli avanzi delle Pitture di San Domenico , 
e San Francefco ed altri Santi , che van fmar- 
rendofì affatto per le fabbriche de' focolari 
fatti all' ufo de' Soldati . 

In luogo delle già dette Pitture con gef- 
fo , e miftura verfo la Piazza il Sig. Pie- 
tro Turchi a baffo rilievo vi fece in gran 
Quadrato, Carlo Magno in Trono per man- 
tenere la fama , che corre fra effi , qualmen- 
te Carlo Magno. ( a detta di M. A. Guari- 
rli lib. 4. pag. 104. ) riceuuta la Corona dell' 
Impero da Papa Leone JII ; ritornando in A- 
lemagna, ed in Francia , per di qui panan- 
do , fi faceiTe da un Calzolaio di quefta 
Città lavorare un paio di Stivaletti, o Bor- 
zacchini, che veduti ben attilati , e di pie- 
na iua compiacenza , fi efibì di giovargli , e 
compiacerlo; ma il Maeftro per non abufare 
le grazie di Cefare, e pofpofto il proprio in- 
tereife , gli chiefe la Conferma de' Privilegi 
della fua Arte, ed un Cafale per di lei u- 
tile , lo che gli concedette 1' Imperatore, 
aggiunge rido fi in oltre eh' elTo falito le fca- 
le full' alto della Cafa dell' Arte , ed allac- 
ciatoli ad una fineftra , gli donafTe quanto pi- 

gliava 



X M5 )( 

gliava il gitto di una Forma da Scarpa , che 
Cefare pigliò, e gettò verfo Occidente, e col- 
pire appunto, dove é il termine della Piaz- 
za di San Crefpino, la qual fi congiunge con 
quella del Commune . Per ma!cherar quefte 
favole convien poi dire, che gì* incendj han- 
no levate le Scritture, ed i Diplomi, in fpe- 
cie, a cagione di quello fucceduto li zi. Ot- 
tobre i$5S>- M. A- Guarini va congetturando 
alm'mente ,• ma trovali , che il Foro , o 
Piazza dell2 Città del 998. come vedremo , 
era da San Pietro, ed in quefto fito {blamen- 
te fu fatta dopo ("cacciato Salinguerra da Fer- 
rara la prefente Piazza , di cui ne fu in- 
vertita P Arte de' Calzolai dalla Fabbrica 
della Cattedrale , da rincvarfi ogni 80. Anni 
dice T antico Statuto del 1154. - Statuimus y 
et ordinamus quod fedilia Canonicorum Ferraria? r 
qu£ sunt fuper plaieam novìier facfam , ubi e- 
rat Domus loannis Sogarij defìruantur , et Po- 
teflas dsjìruì facere teneatur , fluendo ipfis Ca- 
nonici* prò ipfis fedilibus prò Communi Ferraris 
iuxta cefiimationem , fecundum quod per duos le- 
gale* bomìnes fuerint extimata , et ubi font di- 
sia fedilia foletur de quadrelli* ujque ad murum 
Epifcopatus . 

Di quefta Piazza fi trova , che fino del 
13^7. li 12. Ottobre per rogito di Niccolò 
da Porto Notaro n' era fata invertita dalia 
Cattedrale, come rilevali dal 1374. per altro 
rogito di Giuliano de' Bonazoli Not. dov' è 
riferita infieme con !a Fabbrica, e Loggia , 
fub qua doma fit forum Cahgariorum col patio 
nullum faiere net alicui concedere ad eficandum 
Q. } fuper 



fuper ditto Casamento a latere piate* , fed femper 
debeat remanere vacuum , et expeditum tifane ad 
Epijiopatitm Ferrano? prò militate dicii Fpifcopa- 
tus , et Civitatis terrari ce. 

Verso la Strada dei Sabbioni , detta il 
Ghetto degli Efarei , oggidì chmfo tra lo Stec- 
cato Militare , trovati un Capitello di ben 
intefa Arch-ttetura fatto ad un Immagine 
di Maria Vergine , dipinta da buou pen- 
nello nel muro del Pilaftro angolare del 
mentovato antico Portico de' Caligari ; fotto 
alla quale in caratteri Gortici incifa vi è la 
feguenre Intenzione MCCXXX1II1. die prima 
Menfis Decembris hoc cajamentum domus Calegario- 
rum Vrbis Ferraris venerandum per Pacem de 
Bonamicis et loannem de du/ceto tunc Majfarios 
fabricce Epifcopatus quidon de Platea , Zambono 
de folis Bonacojfe de Pafaualetis , et Magi/iro Bo- 
no de Capar eli s tunc Mafarìis Calegariorum prò 
I^XXX. JLnnis elapjis , et prò quatuor libris lu- 
cenfium penjìonis debeant ejje omni Marcio duos Lu- 
centes ? et debet reaoz>ià o-luaginta annis ut 
fupra , et it femper babea l ur memoria viventi- 
bus Bonacojfa de Pafaualetis Toma/ìus de Santo 
Nicolao . Petrus Nafeluf de Platea Odo de fu- 
beris , Masarij Calegaritrum facerunt fieri hoc 
opus . 

Su queiìa Piazza il Duca Ercole I. I 1 An- 
no 1481. vi fece edificare una Fontana, ef- 
fendo fiato 1' Architetto , e V Artefice Ho- 
norato de Pomo , come dalle Lettere Duca- 
li del ryi». fi vede, alla quale davafi 1' a- 
cqua del Pò alzata fopra un Torrione vi- 
cino T antica Chiefa di Santa Maria , e co- 
minciò 



)( M7 )( 

minciò a gettare li 30. Luglio, ma ripie- 
ni ì tubi di piombo del limo del Fiume , e 
refa inofficiofa, fu ancora demolita dell' Anno 
1548. lotto Ercole II. 

Dirimpetto la Porta, per cui fi fale all' 
Oratorio di San Crifpino, e Crifpiniano ve- 
deli il Palazzo di Cafa Pepoli , Erede dell' 
antica Famiglia Contrarj , benché la NobilifìL- 
ma Pepoli, più anticamente ave/Te in Ferra- 
ra la Tua permanenza , come fi legge an-. 
cor oggidì dall' antico Sepolcro colf Arma 
fila nel primo Chioftro di San Domenico 
con quefV Infcrizione Iftud Sepulcrum eft il- 
lorum de Pepulis in quo fepulti Andreas , et 
Romeus de Pepolis MCCCXC. Fu edificato que- 
llo Palazzo da Uguccione de' Contrarj il 
grande , che fu Aio del Marchefe Niccolò 
HI. Vicario di Milano , e Gonfaloniere di S. 
Chiefa , i di cui pregj vengono celebrati da 
tutti li Scorici di quel Secolo XV. Si ef- 
tinfe quefta antica gran Famiglia nella perfo- 
ra del Conte Ercole morto , come fu fcrit- 
to improvifamente nel Cartello alla prefenza 
del Duca Alfonfo li. ed ultimo di Ferrara 
il di 4. Agofto 1575. era Marchefe di Vi- 
gnola , Compagno del Duca, e Capitano della 
Guardia dei Cavalli Leggieri; venne fepol- 
to, in San Domenico; la cagione della ili 
lui morte fu creduta repentina , ma feri- 
ta trovali nel feguente modo da chi vi- 
veva in quel tempo. 

*5V5« •Andando una fera V lllufìre Sig. Luige 
Gonzaga da Mantova Gentilvomo di [uà. AUez - 
2* dalla Corte a Cafa fua , gli fu fatto inful* 

CU. t* 



)( m* )( 

to su la firada da un Cane del Conte JErcoJe 
Contray] , // quale fu battuto dalli Se'rvi del 
Sig. Luigi , di che il Conte Ercole ebbe gran 
f degno , ma non ne parlò di Jone [opra que/io, 
ancorché fojfe di natura altiero, ficche 'venne il 
tempo della vendetta. ^Andando dunque il Sig. 
Luigi a Cafa , che abitava nella Via di San. 
Francefco, fu ammazzato da per Jone incognite , 
e non fapendofi , che egli aveffe inimicizia al, 
cuna , fu penjato , che /' autor di tal fatto fojfe 
fiato il Conte Hercole . 

Il Duca ebbe gran /degno del cafo, ma non 
io dimoftrò , fingendo di credere , che ciò fojfe 
accaduto per caufa d' inimicizia , e non ne ra- 
gionò col Conte , per non lo mettere in fofpetto; 
ben fapeva egli, che la cagione non era succe- 
duta altrove , ma secret amente e con gran di- 
iigenza , cercava d? ha ver e i Malfattori nelle ma- 
ni , et avendo intefo quali erano , e come fi trat- 
tenevano nelle Cafìella del Conte, fingendo a" a- 
ver bifogno di loro , impofe al Conte , che li fa- 
ccffe venire a Ferrara per forza fé , non per a- 
vwre ; il che mtefo il Conte , comincio a penfa- 
re, che fé venivano a Ferrara , era la fua total 
ruiita , però prefe partito di farli ammazzare , 
e condurli morti in Ferrara , e cofi fece , e 
diffe al Duca , ehe non fi havevano potuto a- 
ver vivi , perche fi era io difefi in luogo forte , 
dove s' uccifero . Sua ^Altezza li fece mettere 
fu la Piazza, per fapere fé erano i Malfatto- 
ri, e fé da alcuno riufcifse conofcerli , ma per 
cfferli fiata bruciata la Faccia con polvere da 
Schioppo , non fi poteva far fermo giudizio, non- 
dimeno Sua ^Altezza aggionta quefia malìzia al- 
le 



)( »49 )( 

le informazioni , et ìndicj deliberò ( [alvo l 1 ono- 
re della Cafa fua ) far giujìizia di lui alla ma. 
ni era che fece, la qual co [a fu, lodata in Ferra- 
ra , ft in molti altri luoghi . 

Quefta Strada, da quella Nobil Famiglia fi 
chiama ancor oggidì de 1 Contrarj, v' è puranco 
full' angolo il Palazzo de' Signori Conti 
Montecatini di antichiffìma ftruttura , fab- 
bricato dal famofo Giurifconfulto Giovanni 
Francefco Calcagni da Correggio 1' Anno 1514; 
pattato a Ferrara Conigliere del Duca Al- 
fonfo I. come fcrive M. A. Guarini L. 4 
p. 199- 

SANTA MARIA DEL 
SUFFRAGIO. 

L' Oratorio d? Santa Maria del Suffra- 
gio a delira trovali nella ftrada, che dal- 
la furriferita Piazza mette capo alle mu- 
ra predo la Porta di San Paolo , Confra- 
ternita , che vefte facco di lana morella 
col Volto coperto, co' piedi nudi in fan- 
dali aperti, ed Immagine di Maria San- 
tifììma col Salvator morto alla Spalla, in- 
itituita dal Canonico Sopranumerario della 
noftra Cattedrale Giuliano de' Tommafi Co- 
macchiefe , e Vicario di San Romano V 
Anno i6to. nella Chiefa Parrocchiale di S. 
StefTano fotto il Titolo dei Conventuali ; 
ed acqui/rata poi una Cafa da Francefco 
Terzani Cremona per opera di detto Cano- 
nico Giuliano , fu fatto il prefente Orato- 



rio 



)( »50 )( 

rio , dove paflb ad ufficiare veftita nel- 
la fuccennata ferma a fpefe del medefìmo , 
dalla Chiefa di San Romano, 1' Anno »6ij. 

Qjiefto Oratorio 1* Anno 1750. è flato 
totalmente reidificato col difegno del Sig- 
Gaetano Barbieri Architetto Ferrarefe, ador- 
nando la feffitta di Quadratura il Signor 
Giufeppe Facchinetti , e di E-gure il Re- 
verendo Sig. D. Francefco Parolini . 

Sopra 1' Aitar Maggiore fi ven°ra una 
Statua al maturale della Beata Vergine Ad- 
dolorata col Redentor Morto, opera ers- 
duùa d«l Gheri Cittadino Ferrarefe . 

La Tela all' Altare di Santa Aurelia fu 
dipinta dal Reverendo Signor Don Francef- 
co Parolini . 

Lo Spofalizio della Beata Vergine da Leo- 
nello Bononi Nipote di Carlo- 

Per la ftrada di San Romano fi arri- 
va a Porta Paola , che porta a mezzo 
giorno da V Ufcita della Città, cosi detta 
da Paolo V. Borghefi , che la fece edifi- 
care di foda Architettura Ruftica, creduta 
del famofo Giovanni Battifta Aleotti , det- 
to V Argenta l 1 Anno iiiz. eiTendofi de- 
molite le antiche Mura, che cingevano la 
Citta verfo V abitato, e perdendoti le Poi- 
te di San Romano , San Paolo, delle Ga- 
belle , del Lago Maria, e di Caftel Tedal- 
do, con farfi dilatare le odierne Mura di là 
dall' -afeiutto Alveo del Pò. Nel fito detto 
1' Orto della Grotta da' Miniftri di S. Chie- 
fa era fi aperra, in luogo di quefte, una Porta 
denominata dai Cognome del Pontefice Bor- 
ghese 



)( *JI )( 

ghefe T Anno 1610; ma perfezionata quef- 
ta di San Paolo, come troppo vicina alla 
Fortezza , fu demolita la Borghefe , alzan- 
doci in fuo luogo un forte Baftione al fian- 
co Occidentale di Porta Paola , feguitato 
da baila Cortina fino nelle Fofle della For- 
tezza; fra i frantumi delle lapidi fepolcrali 
dell' antica Chiefa di San Domenico tro- 
vai la Memoria di un Architetto Pefare- 
fe , che a quel tempo era impiegato in 
quefte fortificazioni qui morto , ed è la 
feguente D, 0. M. bic iacet Ioannes Baptifta 
JLrcilaccius Pijaurenfit ^Architecfus qui inter Per- 
rarien. Cajlrum munii 'vita. fua<£ cvrfum mi" 
nuit , ac pergit anno saU MDCXV. tertio Cai* 
Octob. aetatis fuae vero XXXIV. 

SAN GIACOMO APPO- 
STOLO. 

Volgendoli a finifìra per piccola ftradyt 
troy a {ì San Giacomo Appoftolo , Chiefa art- 
tichiffima Parrocchiale già delle ragioni del 
noftro Capitolo • 

L' Aitar Maggiore ha la Menfa d' una 
fola pietra roda , intorno la quale a carat- 
teri femigotici fi legge come fiegue. 
MCCCLVlIl. die 1 z Madij Sacraium fuit ^Altare 
et Chmtenum pofìremum Ecclefce Sancii lacobi per 
duos Epifcopos dominum Epifcopum Cervi en. per 
dominum Epif . Comaclenfem , {et per dominion 
Epifcopum Jldrienfem tempore domini Tìomp. Io a» 
«ti de Eugubio - E quelli furono Fra Guada- 
gnino 



X *# X 

gnino de' Maioli , o fia de' Sacrati da Fer- 
rara dell Ordine de' Minori , Vefcovo dì 
Cervia. Fra Remigio da Ferrara degl' Ere- 
mitani di San*' Agoftino, Vefcovo dì Co- 
macchio , e Fra Giovanni dell' Ordine degli 
Umiliati Vefcovo d' Adria. La Che fa già ven- 
ne dal fuo Rettore rimodernata , e riftorata l' 
Anno 1615. Giulio Celare Bignardi pro- 
vidde, che le pitture del Coro intorno ad 
un gran Crocefiflo di rilievo antico, dipìn- 
te al tempo del fuo Antecessore da Gia- 
como Parolini , fi confervallero , vedendoli un 
Dio Padre con tre Angioletti a frefco di 
rara maniera, e li Santi Apportali Filippo, 
e Giacopo a chiaro, e fcuro su le pilastra- 
te, ficcome pur vi dipinfe in due Tele ova* 
te 1' Apparizione della Beata Vergine fui pi- 
lartro in Saragozza, t la Decollazione del S. 
Appo Itolo . 

In quefta Chiefa vi é un' Altare con pit- 
tura dicefi di Niccolò Marchi Trevifano , 
col Padre Eterno, ed il Salvator in Cro- 
ce , tolta dalle ftampe di Alberto Durerò 
Norimbergenfe . 

Q.uefta Chiefa creandoli Cavalieri dell' Or- 
dine di San Giacopo, come da rogiti da me 
veduti nell' Archivio Pubblico , era per tal 
funzione prefcielta . 

Andò ben a pericolo di eflere fradicara 
per fare un pazzale agi* Ebrei , allorché per 
ordine di Vrbàno Vili fu fatto il loro 
Circondario, o Ghetto, fé un animofa Neo- 
fita per nome Laura Seghizzi Sanefe non 
li folle oppolU agi' ordini rigorofi del Card. 

Ceni- 



)ì *55 ){ 

Cenini Salamandra , fino , che fotto pena di 
ribellione, veruno fi oppone/Te di qualunque 
fì-a^o fi fo/T'e a fuoi ordini per far detto Cir- 
condario . Elia era fiata Dairrgeila della Du- 
chefla d' Vrbìno , andò a di lui piedi, e fi 
offerfe di portar la pena , fecondo il delit- 
to , che commetteva , cioè di diffondere , 
che non fofTe fpianata una Chiefa dedicata 
al grande Iddio fotto il titolo del grande 
Apposolo , che in Gerufalemme per man d.' 
Erode, ad inflazione degli Ebrei, fparfe il 
fangue per Gesti Criflo , e che non dovefle 
permetter tal cofa per comodo dei Nemici 
del Figli voi di Dio . Ella , che era nata 
Ebrea, per grazia di Dio , venuta al Santo 
Battefimo defiderava di morire per atteftato 
di quella Fede, che profcfTava: Cambiò il 
Cardinale fentimento, benché altrimenti feriva 
il Fauflini . 

Effa fu , che introduce i Cherici Regolari 
detti li Teatini in Ferra r a col Canonico 
Levaloro Teologo ; e quanto fcriviamo Io 
fappiamo per tradizione dei noflri anti- 
chi , al che fi deve preftar maggior Fede, 
che agli fcritti incongruenti d' alcuni, forfè 
fenza difaminar le cofe fui giufto , ed il 
vero. 

Si vedono in quefla Chiefa due baffi ri- 
lievi di terra cotta , in uno dei quali il 
Salvatore Crocefiffb , e nelJ' altro il Salva- 
tore con a piedi la Maddalena Penitente, 
opere di buon Figulino . 

Quivi vogliono fofle fepolto queir Ug 
Pagani, che diede principio all' Ordine de 

Cava- 



)( *54)( 

Cavalieri Templarj V Anno iiiS , ma io Io 
ftimo Francefe, non Ferrarefe, come pure qui- 
vi é tumulato il Civetta Pittor Ferrarefe .• 

Dirimpetto a quefta Parrocchiale v' è V an- 
tica Abitazione, e Stanza dell' Arte, de' Fa- 
bri col Magazzino , dove fi fa la vendita del 
Carbone, privativa di quefV Arte . 

Siccome in quefta Parrocchia verfo le Mura 
fonovi le Stanze dell' Arte de' Lardatoli , e Ca- 
faroli con quelle dell' Arte de' Brentadori , 
o Mifuracori di vino ; fopra la prima vi è 
dipinto San Giovanni Batnfta , ma benché 
vicina é nella Parrocchia di Santa Agnefe . 

SANTI COSMA, E 
DAMIANO. 

In poca diftanza, mila Via Grande però, ev* 
vi l* Oratorio del Collegio de' Speciali prin- 
cipiato l' Anno 1710. e compito V Anno 175^ 
poi benedetto li zj. Marzo: il difegno fu di 
Francefco Mazzarelli Cittadino , ed Architet- 
to Ferrarefe, efeguito dalli Fratelli Santini . Le 
Statue di geffo innicchiate nel contorno dei 
Muri , e le quattro mezze Statue fopra la 
Cornice, fono d' Andrea Ferreri . La Tela 
all' Altare con la Beata Vergine , ed i Santi 
Martiri Medici , fu dipinta dal Signor Mat- 
teo Hortoloni da San Ballino , il qual dipinfe 
ancora la SantiMìma Trinità con gli Angio- 
li nello sfondato d'tlla Volta ornata d' Ar- 
chitettura da! Signor Giufeppe Facchinetti . 
Pietro Sitta Centefe dipinfe lateralmente con 

poco 



)( »J5)(. 

poco gufìo il Martirio de' Santi - 

S. AGNESE PARROCCHIA 

La Chiefa di Sant' Agnefe antica Parroc- 
chiale , già delia Giuridizione del Monastero 
di Pompofa nella Diocefi di Comacthio fu 
il Mare, per le Commende date ai Monaci, 
ed Abbati delle Parrocchiali da' Vefcovi , 
quando v' era nei tempi delle Guerre Civili 
fcarfezza di Preti , capaci della cura d' ani- 
me . Ella ritnaie di giurifdizione del Prepofì- 
to fecolare di Pompofa , quando i Monaci , 
e 1' Abbate ottennero in cambio il Priorato 
di San Marco , quello delle Cafelle , e di 
S2n Salvatore di Ficarolo , e vennero pofcia 
a fondare il regio Monàftero di San Be- 
nedetto del iyo6. ma oggidì effendo Priora- 
to di Giù/ Padronato della Sereniflìma Caia 
Eftenfe , il Vicario d' effa Chiefa viene per 
concorfo eletto dall' Arcivefcovo di Ferrara 
per la cura d' anime, come Ordinario, fom- 
miniftrandogli una congrua il Priore. II Gua- 
rini wole che fofTe Canonica portando un 
documento del 1159. da lui citato , in cui 
fi fa menzione del luogo - Ferraris fub Ca- 
nonica Sanclce Agnetis , il che, come altrove 
dicemmo fignifica la Cafa da Canonici depu- 
tata per abitazione del Sacerdote, che am- 
miniftrava li Sagramenti agli abitanti nella 
Cura di Sant' Agnefe ,- ben è vero però , che 
un fecolo dopo, e più, trovo ftipulato il fe- 
guente i finimento, per lo che (timo, che nel 
Secolo delle fazioni foffero i Mònaci venuti 
a Sant 1 Agnefe. In 



)( »5« )C 

in Cbrifli nomine Anno eiusd.natìvitatis Mille ducen 

io Octuage(imo quarto indizione duodecima. Ferrati* 

in Ciaufìro Sancì* Agnetis die ottavo exeunte 

Ocìobri perefentibus teflibus rogatis et vocatis Domino 

Almerico Blavarolo de contracia Sancii Pauli , 

Converjìno de Codigoro, Raynaldo qui fuit de 

Verona, et nunc moratur Ferrari* in Sanda 

Agnete , et al: Dominuj Dopnus lacobus Cejìo- 

nus Prior et Cufìos Ecclefice Santi* Agnetis de 

tenaria , et Monackus Monafterij Sancii Mari* 

in Pompo/* fub cu)us Monafterij Pompofiani iurij- 

dicìionis e fi ipfa Ecclefia Sana* Agnetis fatlus 

a Domino dopno Petro Venerabili Abbate ipfius 

Mona/Ieri et Con'ventus ad renovationes , et in- 

novationes faciendas . Ego lobanes Notarius filius 

adam Domini Bonagrati* de Burgo Inferiori - 

Dal che fi vede , che quefta Chiefa aveva 

Chioftro per abitazione de Monaci , che ivi 

rifiedevano . Il Vicariato perpetuo vi fu infli- 

uiito per opera di Francefco Maria Canani, 

che era Medico del Card. Luigi Eflenfe , e 

Canonico Teforiere della noftra Cattedrale , 

Rettore di quefta Chiefa 1' Anno 1574. ne '" 

la quale volle effer feppellito , morendo 1' 

Anno 1588. vedendofi nel Coro della fìef- 

fa il fuo Elogio . 

Quefta fu rifarcita , ed ornata dal fuo Prio- 
re il chiariffimo Lodovico Antonio Mura, 
tori noti (limo al Mondo per le famofe fue 
Opere , coli' affiftenza del Vicario fuo Gio. 
Battifta Bergamini, avendone io auura dallo 
fletto Priore la fouraintendenza , collocando 
infondo alla Tribuna la vaga Tela dipin- 
ta coli' Immagine della Santa Martire bel- 
li/Cina 



X 257 )( 

lima Giovinetta , dipinta da Francefco Stren- 
ghi Modonefe con nobile Ornato doiato fat- 
to da Monfìgnor Scannaroli , con di i'opra 
in piccolo il Martirio della ftefTa Santa. 

All' Altare della Santiffima Verdine di Reg- 
gio quella, con San Benedetto , e S. Apol- 
lonia ai lati, fono creduti dello Scarfelno , 
da altri d' Alfonfo Ri vaiola, detto il Chenda . 

Neil' altro Altare vi è un di voto Oocefif- 
fo . 

Le Due Tele dipinte col Ripofo in Egit- 
to , ed il Sogno di San Giufeppe fono del 
Signor Girolamo Gregori Ferrarefe . 

Nella Tribuna San Sebaftiano, e San Roc- 
co , copie fono della Scuola del Guerzino . 

Si vedeva avanti la Tribuna in terra neli' 
antico pavimento il Sepolcro degli Abbati 
Pompofiani, con la Stella da Otto raggi , 
fra quali le lettere Pompofia , con al di 
fopra V antica arma Pelicioni , da quali i 
Gilioli , foftenuta da due Frati vefìiti da Con- 
verfi, indicavano che quivi dell' Anno n$%. 
vi l'offe fepolto T Abbate Corrado Pompofia- 
no di quefta nobit Famiglia Ferrarefe . 

SANT' AGNESE CON- 
SERVATORIO. 

L' Oratorio di Sant' Agnefe con lo Spe- 
dale delle povere Oi-fanelle; è quivi di fian- 
co della fìrada dall' altra parte. 

In quello Spedale già per i poveri Infer- 
mi della Contrada di Sant' Agnese edifì- 
R cato 



X *58 X 

ficato , nella parte fuperiore fi ricoverava^ 
no le povere Donne inferme , e nell' infe- 
riore difilato in tre Navate, con Colonne 
di larice, e pavimenti tavolati, vi fi gover- 
navano gli Vomini , e nel fondo del mede- 
fimo vi fi radunava una pia, ed anrica LJ- 
nione di Fratelli , che aveva le fue Con- 
ftituzioni fatte del 1191. Veftiva eiTa facco 
nero , li fratelli falmeggiavano nel tempo , 
che non erano impiegati ali' aiuto degl' In- 
ferni fatto Io Spedai Magno di Sant' Anna 
ceffo quefl' Opera , avendole levati i Letti 
del 1498; che le furono di poi redimiti , 
poiché efTendo fucceduto Ma/faro , dopo mol- 
ti Anni di detta Confraternità Giovanni Bat- 
tila Ballarino Cittadino Ferrarefe ( che poi 
entrato nella Compagnia di Gesù, fece gran 
bene alla ma Chiefa , e Collegio ) il qual 
vedendo il gran pericolo di molte fanciul- 
lette fenza Padre, e fenza Madre, che an- 
davano vagando per la Città cenciofe , efor- 
tó i fuoi Confrati a raccogliere nel detto 
Spedale , e governarle ; il che fecero fotto la 
protezione del Duca Ercole II. I' Anno 1554; 
fpogliandofi delle loro cappe, o facchi per 
ricoprirlo ," e furono a pio d' eflè confegnati 
ventifei Letti dal già detto Magno Speda- 
le di Sant' Anna , governandoli tutavia da 
una Congregazione dì Cittadini , e Mercan- 
ti , che con i legati già loro fatti , le man- 
tenevano , e maritano, fecondo V occafione 
più propizie. 

Detto Oratorio in tre Navi diftinto da 
Colonne di Larice, come fi dirle, che fof- 

itenevano 



)( M9 )( 

tenevano diverfi Archi, aveva oltre nel fon» 
do la Capeila coir Altare , su cui una 
Tavola dipinta dal Saftarolo con S. Agne- 
fé , e Sant' Orfola , altri vogliono di Gre- 
gorio Lana Ferrarefe. Anche due altre Ca- 
pelle , con in una un Crocefifìo , nell' al- 
tra la Beata Vergine Addolorata dipinta 
dal Signor Don Francefco Parofini . Si è 
rinovato detto Oratorio, e cambiata faccia 
col difegno di Mafr.ro Ignazio Fanani acp 
crefciuta la Pala dell' Aitar .Maggiore, m 
cui vi aggiunfe il Signor Francefco Pelle- 
grini fopra le già dette Sante, la Beata 
Vergine con un gruppo d Angeli . Contri- 
buì molto per quella Fabbrica il Cardinal 
Crefcenzi Arciveicovo V Anno 1767 ; e la 
Caterina Cafìellazzi Moderatrice di qutfte 
Orfane , come fi vede ai fuo fepolcro nel 
mezzo dell' Oratorio . 

SAN LORENZO CON- 
FRATERNITA'. 

San Lorenzo Oratorio di Confraternità , 
che vefte facco rollo, fotto il titolo .del 
Santiffimo Corpo di Criito. 

L' antica Parrocchiale a quefto gran Mar- 
tire intitolata, che prima era ove di pre- 
fente trovali la Fcifa della Montagna di 
fotto, vicino ai terrapieni della Città , la 
quale come vicina al Monafìero di San 
Sìlveftro delle Monache Benedettine, già Par- 

R % rocchia, 



X **<> )( 

rocchia , per Bolla d* Innocenzo Vili. 1' 
Anno 1491. fopreflfa in efl'a la Cura del- 
le anime, fu unita a qucfta di San Lo- 
renzo , che era commendata da Velcovl di 
Ferrara all' Abbate, e Monaftero di San 
Bartolo mmeo fuori di Ferrara, e fra primi 
Parrocchi , che intervennero alle Conftitu- 
zioni della loro Congregazione 1' Anno 1178. 
vedefi - Dopnus T^uffìnus Ecclefi£ S. Laurenti] 
prima di cui vi era un Prete fecolare , 
come fi ricava da certi teftimonj, a fa- 
vore della Badefla di San Silvestro , nell' 

Anno 1*14; fra quali 

. . . Prejbiter Philipp us de SanBo Laureti- 
tìo , ricavandoli dal titolo , perche a que' 
tempi il titolo di Prete davafi al Sacer- 
dote fecolare , e quello di Dono , o Do- 
pno al Monaco ; di poi fulTeguentemente 
dalle antiche Scritture abbiamo, che vi ri- 
fiedette un Monaco di San Bartolo , come 
del 1397; in cui trovafi - Frater lohannes 
qd. Mag ifiri Vetri Reclor Sancii Laurentij , - 
e dalla Vifita del Beato Giovanni da Tof- 
fignano Vefcovo di Ferrara del Anno J434 
Frater Lancellotus Canonicus Regni ari s ibi iu/h- 
tutus ab Jlbbate Sancii Bartholomei , ad quem 
collatio eiufdem Ecclefice fpeciat- Della dilu- 
zione di quefta Chiefa , cosi feri ve Pao- 
lo Zerbinati ne* fuoi Annali , come tef* 
timonio di veduta - 1518. Mercordi adi r*« 
.Ago/io fu principiato a cavar le Fojfe deUa 
Fortezza nel Borgo di [otto , cominciando al Bar- 
bacano drito P ^Argine del Pò , fino nel Orto 
di Girolamo Bordoccbio , et ivi fini/cono le Fojfs 

a 



)( **i )( 

a funi a del detto O^to , perchè detta Fortezza, 
e in foggia di Triangolo , e dall' altro comin- 
già apprejfo il Naviglio , e va la Fcjfa per 
mezzo la Chieda di Santo Lorenzo , la quale 
•va tutta nella Fojfa, e va a traverfo ove era 
la Cbiefa di Santo Spirito ove al presente fo- 
no le prede della Cbiefa , et del Monafìero , e 
va a riferire detta Fojfa a punta in f Orto 
di Girolamo Botdoccbio , le quali Fojfe vanno 
larghe ajfazate pertiche dieci fette , e mezza , che 
fono piedi cento feti ani acinque et fono fiate 
principiate a cacare quefto di fopra ferino per li 
hommi del Contado cioè per li Contadini , et vi 
fono con le Broze , et con li Bovi a carreza- 
re , et a portar tutto il terreno di dette Foj]<? 
dentro la Fortezza per farla alta di terreno 
e poi fi dimanda un falsane . 

Cofi ebbe termine quella Chiefa , che an- 
cora dagli antichi privilegi di Ferrara in fé 
fletta ebbe Papa Benedetto VII. et Ottone 
li. Imperatore 1' Anno 975* facendo nel fuo 
Monafìero la giufllzia ai collitiganti, fra qua- 
li noveranfi i Comuni di Ravenna, e di Bo- 
logna , che querelandoli dei Ferrarefì fopra il 
patto, e Navigazione del Pò furono i noftri 
confermati negV antichi loro pofleffi, ed nfan- 
ze - Omnes Ferrariam venerimi , et ad Mona- 
flerium Sancii Laureniij hofpitati fuerunt , et per. 
manferunt ibi per dies Ocìo , * come per rog'ito 
di Pietro Confole, e Tabellone fi vede, ben- 
ché M. A. Guarini voglia , che il Monafte- 
ro di San Lorenzo delle Cafelle, fofle quel- 
lo, in cui albergò, il Papa, e V Impera- 
tore di fopra mentovati ma il tefto dice o- 
R 1 mnes 



)( ^6l )( 

•mnef ferrdvìam <venerunt . 

L' ultimo Parroco fu Bartolommeo Pen- 
dali, che fpianata la fua Chiefa, coli' aiuto 
del Duca Alfonfo trafportò il titolo del San. 
to Martire Levita con le di lui Reliquie 
all' Oratorio di Santa Maria di Cartel Nuo* 
vo, che è quello, di cui prefentemente feri— 
viamo. Il Marchefe Niccolò III. I' Anno 
J4ztf. di fianco all' antica Porta di S. A- 
gnefe , la quii dalla Città ufciua fui Pò col 
difegno di Giovanni da Siena fuo Ingegniere, 
ed Architetto, avendo fatto edificare detto 
Cartello, poco difbnte dal quale pafTara la 
fìrada verfo il levar del Sole, in un Muro 
dipinta rtava una pia Immagine di Maria 
Vergine, in cui la Regina de' Cieli a fuoi 
Divoti incominciò ad or-rar grazie , e miraco- 
li ; laonde da Parrocchiani di San Clemen- 
te, e vicini alla nWefima I' Anno 1500, 
venne edificato un' Oratorio , fotto il Titolo 
della Madonna della Neve , di cui ne pigliò 
la Cura il Giudice, e Maeftrato de' dodeci 
Savj,- laonde in erto demolita la Parrocchia- 
le di San Lorenzo, quivi 1' Anno 1512. fa 
trafportato il Titolo coli' erigervi un' Altare 
ad onor di detto Santo , a cui da Leone X. 
venne trasferito il Privilegio , che per le 
Anime del Purgatorio nella antica Chiefa da 
altri fommi Pontefici era rtato conceduto del- 
la Liberazione d' un' Anima del Purgatorio, 
per cui fi pregava ali* Altare del Santo , 
rutti li Mercordì del;' Anno, in capo al qua- 
le fi fuffragavano con due Malie , cofa che 
negli antichi teftamenti vediamo frequente* 

mente 



)( **i )( 

mente, raccomandata da' pietou Fedeli in 
Feirara, rapporto un legato di una tal Do- 
rotea di Niccolò da Treviri , rogato in Fer- 
rara 1' Anno 1461. per Andrea Olivieri No- 
taro . - Item dieta tefìatrix iujjìt mandavi per- 
fonam unam ad 'vifìtandum Ecclejìam Sancii Lati- 
rentij per \Annum quolibet die Mercurij- cum ob- 
latione condecenti incepturum pofi mortem dicìce 
teftatricis prò anima fua expenfis bsereditaùs fuce 
- Simil divozione vi era negli Oratorj della 
Santiffima Trinità , e di Santa Maria del- 
la Rofa, come ricavò dal Legato fatt» 1' An- 
no 1468. per rogito dello fteiTo Not. da un 
tal Giovanni Nevola Sartore della Contrà di 
5. Guglielmo Borgo di Ferrara 1' Anno 1468,, 
16 Aprile - iuxta Porticum Palati] luris Com~ 
munis Ferraris item diclus Tefìator unam per- 
fonam ad uifìtandum Ecclefas Sancii Laurentij , 
Trinitatis, et Sancii Marine a Rofa per Jlnnum 
fecuiurum pofi mortem fuam mitti reliquit olla' 
iionibus debitis prò anima fua - efeguito in 
quefto Oratorio , qua! fu inftitu'to come dal 
mentovato Breve di Leon X.- fotto li 4. 
Settembre 1521. citato dal Guarini , ma per 
la riduzione fatta da Clemente Vili, termi- 
noroRo quefte perdonanze , come fi ha dal 
Gavant. Manual Epifcop. 

Avendo il Cardinal Magalotti noftro Vef- 
covo trovato in queft* Oratorio nella fua Vi- 
fìta un Prete feaza titolo 1' Anno lan- 
che diceva efTer pono dalla Communità, lo 
fofpefe, ed interdisse la Chiefa , qua!' fu in 
trattato di darla ai Frati Eremitani Scalzi di 
Sani' Agoftino, il che non faccette per non 
R 4 eilervi 



)( **4 )( 

eflfervi luogo da dilatarti per farvi Convento. 
Dal Cardinal Giovanni Steffano Donghi noftro 
Vefcovo fu reftituito V Anno 1666. al Pub- 
blico, a norma dei Decreti del Concilio di 
Trento , acciò non reftafte inofficiato . 

Eflendo poi Giudice de' Savij il Marchefe 
Giovanni Villa V Anno 1674., vedendofi an- 
dar in ruina , fu conceduto all' odierna Com- 
pagnia del Santiflìmo Sagramento , venuta in 
difparere col fuo Parroco di San Biaggio , 
dove era nata eretta , e coli' aftenfo del 
Cardinal Carlo Cerri noftro Vefcovo , fu ri- 
farcito 1' Oratorio levandoli da eiTo la quan- 
tità de' voti in figure, che v' erano appe- 
fi , ed un gran Cocodrillo ; adornandolo di 
diverfe pitture , fra quali all' Aitar Maggio- 
re il Martirio del Santo Levita, dipinto da 
Giufeppe Avanzi Ferrarefe . 

L' Altare di San Francefco d' Afììfi ha la 
Tela dipinta da Lodovico Campalaftra Mar- 
chiano, nella di cui fommità vi è 1' Imma- 
gine antica di Maria Vergine, quivi dalla 
primiera erezione dell' Oratorio venerata . 

L' altro Altare ha un Crocefiflo di rilie- 
vo di gran mole . 

La Soffitta fu dipinta, quanto V Architet- 
tura, dal Sig Giufeppe Facchinetti Ferrarefe , 
le Figure della Beata Vergine , San Loren- 
zo , e Santi Giorgio, e Maurelio da Giovan- 
ni Battifta Cozza Milanefe ; le quattro Vinti 
a chiaro , e fcuro furono dipinte negli Angioli 
da un Giovine Greco Veneto , che dimorava 
in Ferrara , con Monfignor Gennadio Stato 
Arcivefcoyo d' Edefla , abitante in quella 

Città . 



ditta. Tutte 1* altre Tele, che cuoprano i 
muri di quefY Oratorio colla Vita di Gesii 
Crifto, Santi Appoftcli , ed Evangelifti, Santi 
Dottori, Giorgio , e Maurelio furono colorite 
dal mentovato Auanzi Ferrarefe , èccetiuati 
li Santi Evangelifti Marco, e Matteo, a la- 
ti del San Lorenzo su la Cantoria , dipinti 
da Giovanni Bonardi Padovano, detto Tizia- 
no dalle fguare . 

La Sagreftia é dipinta nella Soffitta dal Sig. 
Girolamo Gregorì Ferrarefe, e 1' Architettu- 
ra dal Signor~Facchinetti . La Tela del Mar- 
tirio del Santo, qual era in Chiefa , da! gen- 
tilvomo Ercole Bonacofiì , fu fatta per fua di- 
vozione . li Santo Sebaftiano e San Niccolo 
da Bari , dal Guarini detto San Maurelio y 
dipinti dall' Ortolano , fono da altri però fil- 
mati del Baftarolo. Vi é poi in quefta Sa- 
greftia la Tentazione nel Deferto dipinti dal 
Bonardi, ed il Miniftero degli Angioli dell' 
Avanzi . 

Vi fi venera in queiV Oratorio un 1 Am- 
polla del graffo di San Lorenzo , con mol- 
tilTime Sante Relìquie , ben collocate , che 
per non effer parci integrali fi tralasciano. 
Dove è la Pofta della legna , che vi fu 
conftituita fino al tempo del Duca Alfonfo 
II- del 1577. vi era il già detto Oftel Nao- 
vo , come dicemmo fatto erigere dal Mar- 
che fé Niccolò /111; qual fi ftendeva fopra le 
Mura, avendo a Levante 1' antica Porfa di 
Sant' Agnefe turata di poi , il di cui Arco 
con le impofte abbiam veduto fituato nell' an- 
tiche Mura rifarcite 1' Anno 175J. di là 

dal 



)( ^66 )( 

dal Baluardo già fattovi dal detto Duca Al- 
fonfo , in cui apparifcono le fue Infegne , ed 
Armi Ducali in luogo del detto Cartello , fat- 
to da lui demolire 1' Anno i$6t. Il luogo 
fi denominava le Cafe Abbruggiate , da un 
repentino Incendio, che onginoffi li 19. Giu- 
gno igtfi. da San Clemente , che incen- 
diò 400" Cafe fino alla Porta di San Roma- 
no . II fondo di quello Cartello oggidì è del- 
la Camera Appoftolica, avendovi col rimalu- 
glio delle antiche Mura una Cafa con due 
Torricelle , affittata per Orteria con 1' infegna 
delle due Torri , aflegnata per Abitazione al- 
li CommirTarj , benché quelli mai fé uè fer- 
viflero . 

In queflo Caftello , che rtendevaft su le 
Mura per la buona ar ; a del , Pò eiTendo ve- 
duto da Roma infermo il Duca Borfo , vi 
abitò nella fùa ul f ima malattia ; ma inforte 
le fazioni del Diamante, e della Vela, a- 
vanti morifle, il Giudice de Savj Antonio 
Sadeo colla Nobiltà, e Popolo, acclamò Du- 
ca il Marchefe Ercole fuo fratello legitimo 
figlio di Niccolò, è 1' invertì con un Ducato 
d* Oro , facendolo falire a Cavallo vertito 
alla Dacale , e girata la Città , fu con- 
dotto in Duomo, dove gli fu data la Spa- 
da , giurata fedeltà 1* Anno 1471- »& A- 
gotto ; ed il Duca infermo portato in Caf- 
lel Vecchio per prefidiare querto, ed al- 
tre Fortezze contro Niccolò di Leonello , 
detto Vela diede termine a fuoi gloriofi 
giorni . 

Anche il Cardinal Ippolito d 1 Erte il pri- 
mo , 



X »*7 )( 

mo quivf mori li a. Settembre alle ore 7. 
di notte nel 15*0,- di dove il fuo Cadave- 
le portato nel Palazzo Vefcovile , quindi in 
Corte veftito da Cardinale , e con folenni E- 
fequie fu fepolto nella Cattedrale. 

Avanti detta oftrutta Porta v è il gran 
Magazeno del Sale, fabbrica non difprezze- 
vole ; ficcome attacco 1' Oratorio di S. Lo- 
renzo altro gran Magazeno del noftro Pub- 
blico, che fi eftende fin fopra la Via Gran- 
de , con i Granari nella parte fuperiore ; e 
nell' inferiore ì Quartieri per le Milizie del- 
la Santa Sede, fatti 1 Anno 166$; ed il 
Magazeno per I' Appalto dei Cenci. 

Altro Granaro Pucale fatto dal Duca Er- 
cole II. 1' Anno 1548. era ivi poco d'fUnte 
convertito in Teatro 1' Anno i*°o. per V 
Accademia deg!' Intrepidi col difegno dell' 
Argenta, in forma d* Anfiteatro, come il 
Coloffe^ o l'Arena di Verona, a gradi ben- 
ché coperto, di cu» frrtc.fi acquifto dal Mar- 
che fe Pio Enea degli Obizzi , effò Io riduffe 
coli Architettura di Ca^Io Pafetti in forma 
ovata con cinque ordini di palchetti , fron- 
teggiati da viftofe ringhiere 1' Anno 1660 ; 
che riufcito uno de' più maraviglio/? d' Ita- 
lia , concitatafi I' invidia de' foraitieri, ven* 
ne in un tratto incendiato con tutte le fue 
macchine , e fcene la notte delli 11. Giugno 
^67^. refiando pochi muri *er feeno di tan- 
ta ruma , ed il nome del Teatro Obizzi Ab- 
bruggiato . 

^° Stradello, che pafla ' tra San Lorenzo 
« la Porta della Legna , terminando a tra- 

verfo 



X »68 )( 

verfo la ftrada di San Romano al Palazzo 
della Gabella chiamali le Pefcarie Vecchie , 
ed è opinione, che ivi folte fin del 1260; 
in cui furono farti li primi Statuti, le porte 
de' Pefcatori , e Sprocani , eflèndovi dirim- 
petto di là dal Pò la Chiefa di Sani* Am- 
brogio dove prima facevano i loro mercati . 
Statuimus quod Pifcatores qui flint a latere San- 
8i Jlmbroxis ducant pi/ces quos capiunt al? ijla. 
parte Padi in illis quarte r il s indir e cium versus 
quos morantur , et qui contrafecent Jolvat Com- 
muni prò danno 'viginti foldos Ferrar. - Li Dir- 
retti di quefte Cale furono con altri effetti , 
che fi ftendono per la Via Grande permutati 
dal Marchefe Niccolò III. coli' Arciprete di 
Voghiera allora Pietro Boiardi, che fu poi Vef. 
covo di Ferrara in terreni di quella Chiefa 
per efiendere, ed ampliare V Imprefa di Bei- 
riguardo . 

Dietro a San Lorenzo s' entra prima d' ar- 
rivare alla Salara nel principio della gran 
Strada, detta la Giarra , ma prima volgendo- 
fi a delira in un Stradello detto le Chiova- 
re fi arriva . 

BEATA CHIARA DA 

MONTEFALCO. 

Alla pìccola Chiefa dedicata all' AiTunta di 
Maria Vergine, e Beata Chiara da Monte- 
falco Coniervatorio delle Maellre Pie, fotto 
la Regola di Sant' Agoliino, quali P Anno 
1741- il primo di Gennaro ricevettero V A- 

bko 



)( **9 )( 

bito di Terziarie Agostiniane per le mani 
del Padre Fra Adamo Ferrari dalla Malia Su- 
periore , Provinciale degli Agostiniani Scalzi, 
detti- di San Ginfeppe con permeilo di Mon- 
fignor Bonaventura Barberini Arcivefcovo di 
Ferrara, che Je mife lotto la Spiritual reg* 
eenza del Padre Bernardino Arienti Ferrarefe 
della Compagnia di Gefù . 

Quelle erano fui principio dodeci compre- 
fa Suor Vincenza Vili Ferrarefe , che dal 
Padre Mazzaferrata Ferrarefe , Iftorico Agosti- 
niano della Congregazione di Lombardia nel- 
la Chiefa di Sant' Andrea, aveva prima da 
molto tempo velino V abito di Terziaria ; 
elle intraprelero I' istituito di allevar le fi- 
gliole dall' età d' Anni fette nelle Cattoli- 
che inltituzioni , e regole della Dottrina Cri- 
stiana, e nei lavori donnefchi per carità , e 
detto Prelato ebbe in penfiere di diftribuirle 
per i quartieri della Città, a tal fine fpiri- 
tuale, aiutate da pietofi Cittadini, hanno fat- 
to acquisto di Cafe in quefta Strada fabbri- 
candovi la fuddetta Chiefetta ; Vertono efle, 
una tonaca di faia nera , cinta di cuoio al 
lombi, e fu il petto hanno un Cuore di Ge- 
tti di color ceruleo, colle Stimmate, e la Cro^ 
ce; vel bianco intorno alla te Ita , ed al vol- 
to ; Sopra del quale un altro acuto di nero, 
ed ulcendo di Cala portano un mantello fi- 
no alle ginocchia. 

Hanno due altre Cafe loro provedute dagli 
Arcivescovi , una da Santa Lucia, 1' altra da 
Santa Maddalena , dove ajcune dv loro fi por- 
tano in principio d' ogni Settimana per in- 

fegnare 



)( *7<> )( 

fejrEare ne' giorni di lavoro alle Zittelle di 
que' Quartieri. Sono fotto la reggenza fpi- 
r.tuale dell' Arcivefcovo, che deputò loro per 
direttore un Sacerdote del Clero Secolare , 
nella Chefetta d' un Aitar folo, con dipin- 
tura di Giovanni Battifta Cozza Milanefe , 
jrorto in Ferrara sii cui con la Beata Ver- 
gine fìanno effigiati Sant' Agoftino , Santa 
Monica. San Giuleppe , San Lu gi Gonzaga, 
fonovi alrri Santi, con molte Suore Terzia- 
rie fctto in drapello . 

V ; donfi altre Pitture appefe attorno il pie- 
coi Orare, io di poco conto. 
. Le Mura della Città, che dal Baioardo , 
o Baftione di Sant Agnese fi dilungavano fi- 
no alla Porta di San Giorgio furono edifica- 
te dal Popolo di Ferrara nel fito dove già 
correva il Pò, avendo deporta molta belletta, 
e giaia ivi ed alzato il fondo tra la Città 
e T Mola di Ssnt' Antonio, la qual era in mez- 
zo al detto Fiume, perciò chiamato Polefine, 
cioè Ifola del Pò, oppure come vvole il 
Prifciano , derivar facendola dal Greco Ifola 
polita a differenza di quelle del Mare , che 
per lo più fono fa fio fé , e di fcogli compo- 
ne ; - polii as infulas ad dìferentiam Maritimarum 
feopulis ut plurìmum st Jaxis plenaritm jlntiq» 
Férr. Lib. i. cap. 14. 

Furono quefte Mura principiate al tempo 
del Marchete Leonello del 1441. fotto la di« 
rezione di Pietro Buono, e come al lib F. delle 
«jletejminazioni del Commune foL 59. 23- Set- 
tembre, come dal qui ricopiato decreto , il 
«[ual fa conofeere , come fi pagaffero le 0* 

pere 



)( *p )( 

pere de 1 Muratori in que 1 Secoli , fi nel fab- 
bricar in alto, come al bailo, conforme que* 
fte antiche della Città di Ferrara fatte da un, 
faggio Architetto . 

Item deliberaverunt , quod quando Magi fi er Pe~ 
ìrus Bonus Murator laborabit in muris novi* , 
Civitatis et laborabit in loco fublimiori fo Ivan- 
tur eidem prò quohbet mille lapidum in alto pò- 
fitovum Jolidì vigintiduo , quando vero laborabit in 
imo foli babeat jolidof duodecim prò mille - Molte 
Cafe del Polelìne vennero diftrutte per far 1 
quelle Mura direttane dei Monalito di S. 
Antonio; e li 26. Maggio 146$. furono e- 
letti BaldafiTare di Giovanni Macchiavelli , Ma- 
latefta Ariofti, ed Albertino dall' Oglio Sa- 
pienri , che aggiunti ad Antonio Sandeo Giu- 
dice de' XII. Savj affieme efaminalTero e ter- 
minalTero queft' affare, come dal lib* 1. foL 
78. appare. Que fi i pofeia li jo. Decemb. riferiro- 
no , che i luoghi devaftati , ed ufurpati per 
la fabbrica dei Muri novi erano; - inàpien* 
do a €aftro nuovo Civitatis Terranee fituato fu- 
per ripa Padi , et profequendo exclufive fecun- 
dum Padnm ufque ad Portam novam Sancii Pe- 
tri inclufive , et inde ujquè ad Portam Barba- 
cani veteris ultra Portam Sanati Gregori Civi- 
taiis Ferraris includendo portam a ripa Padi s 
et divertendo ufque ad Portam inferisrem fecun- 
dum quod murus nouus illue fabricatur . - Caf- 
tel Nuovo fi vede ancora dipinto ntlla fac- 
ciata boreale a terreno del Palazzo dì Schi- 
vanoglia, verfo 1' Orto , ma languente an- 
cor elTo . 
Fu adunque a tempi di Leonello , e di 

Boriò 



)( ir- X 

Borfo fabbricato quefto Muro, qual nella fom- 
mità era tutto merlato all' antica , e per 
far detto Muro nuovo, fu atterrata la Cafa 
di Niccolò Contugo Drappiere , figlio del 
già Antonio dei Scannabecchi della Centra 
di Boccacanale, dove era una Tintoreria to- 
pi a il Polefine di Sant' Antonio , ed an- 
cora tre Cafe di Giovanni de Diamo topra 
detto Polefine, ccn altre due Cafe ed an- 
che Botteghe da Speciaria su la Strada che 
dal Ponte di San Giorgio veniva alla Città 
e riferendoli delle perdute fabbriche il valore 
dalli lopramentovati Sapienti , come dal lib. 
M. delle determinazioni fol. 26. 

Fu lafciata aperta in quefto Muro la fola 
Porta di San Pietro , che poi dal Duca Al- 
fonfo II. 1' Anno 1582. venne adornata di 
foda Architettura coli' ifcrizione JLlfonfi Ducis 
Anno XXV. Li di cui Marmi vennero tras- 
portati per la Porta della nuova Fortezza 
principiata da Clemente Vili, e terminata da 
Paolo V., come fi feri/Te. Tutto il vacuo 
fino alle vecchie Mura della Città fu in 
poco tempo riempiuto di Cafe, avendovi il 
Marchefe Leonello difegnata la bella Strada 
detta la Giara dalle munite arene , o gia- 
re dal Fiume portate , che avevano alzato 
quel fondo come dicemmo, Fu in efiTa Ad- 
dizione comprefo il Polefine di Sant' An- 
tonio, il qual principia al lato deliro del- 
la Strada di San Pietro, dove fono i Quar- 
tieri del Prefidio , e dov' era V antica Por. 
ta, vicino alla Cafa di Cofmo Tura, det- 
to Cosmè famofo Pittore , vennegli quefta 

donata 



X *73 )( 

donata dal Duca Borfo nel 146». con infic- 
ine il Cafello , ùove flava 1 : Offiziale alla 
guardia dell' antica Porta, come abbiamo dai 
refcritto, o ordine del Duca , fatto al Cav- 
Paolo Colabili Giudice dei dodici Savj per 
mano del Segretario Lodovico Cafella li ix. 
Dicembre in elfo Mllemo 1462. dall' Archivio 
pubblico reg. detro Anno fol. 67. Quello Po- 
lefìne termina fino in capo alla Strada detta 
di Cantarana, traverfando la V<a del Buon 
Amore, comprendendo in fé la Strada del Po- 
lelìne, ed i Vicoli di Squaffagaretto , Canta- 
rana , e della Aflìdrà , o fia della Defidera- 
ta , che principiano dalla Via del Buon A- 
more , delle quali, molte favole fi dicono, 
fra V altre, che nell' angolo di quello Stra- 
dello vi dimorarle una Zitella da moltifTimi 
desiderata, e che fopravenuta la pelle nella 
Città circa 1' Anno 1520. morti tu ti li fuoi 
di Cafa , ella fu ricoverata da un Giovine , 
che d* amor lincerò, e non impuro, 1* ama- 
va, fin che terminato il morbo la conducete 
dal Parroco , e la fpofarTe , fecondo il rito 
di Santa Chiefa , attergando con giuramento 
T onefìà de' loro trattamenti , e con venazio- 
ne , per lo che fu chiamata la Via del Buon 
Amore ; quando che certamente la Porta a» 
pertavi dal Duca Alfonfo, ed il Baftione fat- 
tovi akare per fortezza della Citta V Anno 
J578. dal Duca Alfonfo II. ed ultimo di Fer- 
rara chiamavafi - Statuii belluardum ad deferì- 
fionem Civitatis ad Portarti- amoris - come dalla 
Determinazone del Com. Lib. V> fol. 71. 
Le antiche Mura erano alla finiflra della 
S Giara 



X *74 X 

Giara , andando veifo Occidente , rinovste. da 
'y.no dc-!Ia Tofa l' Anno 1514. Vicario di 
>erto Ré di Napoli , a cui Papa Cle- 
e V. aveva raccomandata la guardia 
a Città , principiando dalla Porta dì S. 
Pietro, fino a San Tornmafo, tra gì Or- 
ti delle Cafe della Via Grande , maffìme 
dietro il Convento di Sant' Agoftino , fi 
vedono ancora molte veiìigia di quelle an- 
tiche Mura . 

Scrive Mario Equicola , che avendo il Pò 
getu te le fue torbide , e giaie d' arena tra 
la Città , ed il Polefine di Sant' Anto» 
ilio , perdendo quel corfo , che tutto a de- 
itra fi dilatò; i Marchefi Rinaldo, ed Obiz.- 
zo El^nfi , cingeilero di fofla , ed Argini 
quello Polefine, attaccandolo alla Città col 
principio della fortificazione verfo la Via dì 
Santa Maria delle Bocche, feguitandola in- 
torno fino al Borgo inferiore 1' Anno 13 7". 
il che refta avtenticato dalla Relazione lat- 
ta in Commune dai già efpofti Sapienti , 
conAituiti alle ftime delie Cafe atterrate nel 
deferitto Polefine, per far le Mura, mentre 
mettono le confina - fuper. diao Pollano Do- 
mus tres job anni s de Stiamo iuxta uno capite 
•viam qua venìtur in burgum Volumi pr adi eli 
per Barbatanum , alio foveam Civitatis , imo la- 
ters foveam , qua Jecundabat a Barbavano ver- 
sus portam inferi or em a latere exteriorc alias 
foveas , qua dicebantiir Pi 'l 'cari a illorum de Za- 
patìno , qua- Domus erant edificata fuper tera- 
leo altiore illic - efTendo flato d" uopo fpianar 
detto ter raglio per far le mura. 

In 



)( *75 )( 

In quello Polefine verfo 1' Occidente v' 
era piantata una Vigna, eh* era dei Vef- 
eovi di Ferrara , e per la di lei vicinanza 
alla Porta di San Pietro , chiamoiTì quefta per 
qualche tempo anticamente la Porta della Vi- 
gna . Li tre Baftioni , o Balioardi eli for- 
ma circolare rei fianchi , che tra quello 
di S-nt' Agnefe, e San Giorgio fi vedo- 
no , furono dal Duca Alfonfo li , ed ultimo 
fabbricati , quando mancava il Pò, che da que- 
fra parte rendeva ficura la Cirtà , eiìer.do- 
ne flato L' Ingegnere , ed Arcbitteto Gio- 
vami Butt fta Allotti Ferrarefe , detto I* Ar- 
genta. Dirimpetto al Monaftero di Sant' An- 
tonio aveva avanti il Duca Ercole li. al- 
zato un Cavalier di terra tra le Poi te di 
San P^tro, e dell' Am re - 

S.ANT' ANTONIO ABATE 

MONASTERO. 

Ivi trovali Sant' Antonio antica Chiefa con 
nobilitino Monaftero , e Barila di Monache 
dell 1 Ordine di San Benedetto . Quefto ter- 
reno , come li di/Te formava un ifòletta nel 
mezzo del Pò dirimpetto alla Città , poco 
lontana , dove quefto real Fiume fi divi- 
deva in due lami, correndo col deftro a 
Gaibana , ad Argenta, e per la fece dì 
Prima ro in Mare, perciò chiamato antica- 
mente di Gaibana, Pò d' Argenta, L' altro ra- 
mo a finiftra correva verfo la Villa di Co- 
drea, e dicefi Pò di Volano , dove fi di- 
S ì. ramava 



X * 7 6 X 

ramava facendo il fiume Sandalo , ed ove 
era V antica Chiavica, dal mal talento da' 
Periti atterrata vic ; no ai Suftegni . Quello 
oig'di quali allatto è perduto ; ed anche del 
fuo letto appena fi fcorgano le veftigia , fic- 
come i molti rami , che faceva del Pò 
Veio , Verginefe , Padiverum , Vergen. recìe 
Partifana , Medelana , ed altri, che fepa- 
ravano in tante Ifolette il gran Polefine di 
San Giorgio , oggidì tra il Volano , e Pri- 
maro colle Valli, e Stagni Cornacchiefi nel 
fondo verfo il Mare. 

A Codrea fi divideva addunque , dóve chi 
fcrive ha il fuo efiivo foggiorno , detta così 
quella Villa dal Caput Eridani , poi Codire- 
ta . Il Volano dilungavafi per Contrapò, Vi- 
conovo, Donore , Mafiafifcaglia , dove a Co- 
digoro , cioè Caput Gauri verfo fini Ara, man- 
dava un' altro ramo , facendo 1' Ifola Pom- 
pofiana , e con le due foci di Goro, o 
dell' Abbate, da un' Abbate di Pompofa, 
che vi edificò la Torre colla Lanterna coli' 
antica denominazione di Volano , o Olana 
indi fi fcaricava in Mare, communemente 
oggidì detto Pò di Volana • 

Su la detta Jfoletta nel mezzo del Pò, 
come dicemmo , v' avevano i Vefcovi una 
Vigna, nella di cui parte Orientale intro- 
du fièro gli Eremiti di Sant' Agoftino , e 
vi fabbricarono una Chiefetta , o Oratorio fotto 
il titolo del Padre degli Anacoreti Sant' 
Antonio Abbate , qual riconofcevano da men- 
tovati Vefiovi, pagando loro ogn' Anno una 
libbra di cera nella Fena di San Giorgio . 

Vendette- 



)( *77 )( 

Vendettero effi querV Eremitono al Mar- 
chefe Azzo Eftenfe chiamato Vii, dal Mu- 
ratori , e IX. dal Pigna , altrimenti detto 
Azzolino, famofo per le fue vittorie fopra il 
Tiranno Ezzelino dalla Marca Trevifana, e 
dell' Imperatore Federico II. Torto Parma, 
Lo comprò il fuccennato Marchefe Azzo per 
mille lire de' Ferrarini , a fine di fabbricarvi 
un Monailèro per la figlia Beatrice, che al- 
le No?ze terrene mancatele Spofo , ucci- 
fo in Battaglia , trovò le celeftì , vedendo 
1* abfto prima Eremitico , poi MonafHco ne- 
ro Totto la Regola di San Benedetto , a/le- 
gnatale dalli Sommi Pontefici Innocenzo IV. 
e confermatale da Aleflandro IV. I' Anno 
1255. nel Monaftero di Santo SterFana dalla 
Rotta di Fuoco Morto, qual' era delle ra- 
gioni del noitro Capitolo , già edificato fui 
Pò nel Borgo della Pioppa , e Malia Popu- 
lare , ogg : iì detto Quacchio , donato a lei 
dal Vefcovo , e Capinolo li 2.7. Marzo 12*4. 
ve J efi quando con le fue Compagne profetarono 
in mano del Veicolo noftro Giovanni Quirino 
quella Rego'a, che loro averebbe prefcritta 
il fommo Pontefi e V Anno 1256. Aveva 
conceduto il nofìro Capitolo la di lui Cap- 
pella , o fia Parrocchia di Sant* Andrea a 
Frate Vgone Priore, mediami le perfone de' 
Frati Gemerne , e Priano , colla fola rico- 
gnizione d' una libbra d' Incenfo nel giorno 
di San Giorgio all' Altare della Cattedrale , 
come tuttavìa pagana; in luogo della cadente 
Chiefa , e Monaftèro troppo minacciato dal 
Pò vicino, 1' Anno 1x57, il Marchefe Az- 
S 3 za 



)( *?s )( 

zo comprato quello di Sant' Antonio, la Bea- 
trice fua figlia, colla Badefla Lieta, e fue 
Compagne , vi pattarono ad abitare , feguite 
dalle forelle Eftenfi Cubitofa, e Cofìanza, le 
quali co' donativi amiti dal Padre , dalla 
Matrigna Mambilia Pellavicmi, dalle Soielle 
già dette anzi, dallo MeflTo Sommo Pontefice, 
Commune di Ferrara, fuo Podefìa , ed altri 
Signori, s* ingrandì quefto Convento, alzan- 
doli la prefente Chiefa , che mantiene anco- 
ra 1' antica Tua ftruttura ideata da Maefìro 
T grino Architetto Ferrarefe di quei tempi , 
avendo nel fondo ad Oriente il Santuario , 
o fia Tribuna fiancheggiata da due altre Cap- 
pelle in profpetto, nella fi ni tira ' delle quali 
s* alza il Campanile , e vi è 1' antica Sca- 
la , per cui fi fale al Dromi torio , credefi , 
che già foflfe in tre Navi , e che pofcia 
dopo la Clausura, riflretta maggiormente dal 
Concilio di Trento, folle Separata dal Muro, 
che divide quefta Chiefa, reftando la prefen- 
te interiore per le Monache, e 1' efteriore 
per li Secolari , a cui un portico in volto 
ìoftenuto da Colonne di mattoni cotti fa or- 
flato alfa Facciata , porta ad Occidente , e per 
terminarla Papa Clemente IV- con fua Bolla 
diretta al Priore de* Predicatori di Bologna 
1' Anno 1*67. permife , che diftrutta la Chie- 
fa di San Staffano fuddetta , fo/Tero i fuoi 
materiali trafportati per V edifìcio della nuo- 
va Chiefa di Sant' Antonio - ut cum ipfe 
in eodem Monafìerio Ecclefìam de novo adificare 
inctfperint deflruendi pr^dicìam Ecclefìam Sancii 
Stephani &c, - Le qualità poi del Monaftero, 
" che 



)( *79 X 

che fervi d' O r p;zio a tre Sommi Pontefici 
cioè Gio ranni XXIL 1' Anno J414. andando 
al Conci:io di Cortanza, do /e fu deporto ; 
ed Eugénie IV. venendo , e partenio dal 
Concilio di Ferrara 1' Anno 1447 , Fio II. 
T Anno 1459, mentre andava a Mantova per 
la Lega , che trattava contro Maom2tto II. 
Imperator dei Turcho, vengono quelle abita- 
zioni d' effo defcritte da Giovanni Matteo 
G<rofolo negli Atti del Concilio Ferrarefe , 
Fiorentino , in Greco; E fattocene tal '^azio- 
ne folita fìa d' amplificare ed ingrandire le 
cofe proprie con det-imenta, fpefse volte, e 
fprezzo delle altrui , pure dal tcfto greco tra- 
dotto in latino abbiamo cosi - Papa egrsjfus 
eft murar Ferraris fegue in Monafterium San- 
cii intoni] contulit ut v^fpertinum kymnum 
ibi cantaret > celelrabatur enim memoria bandi il- 
luct, erat porrò M^nafierium Moni ali um pulcberi- 
mum , et fatis atnplum babens palaifa , H iridi' 
nia ad multorum Prìncipinm bofeiììurft . Fu quef- 
ta Chiefa confecrata dal Velcovo di Ferrara 
Pietro Boiardi V Anno 141?. 1' ultima Do- 
menica di Febbraro, che era li 2.6* di detto 
Mefe « 

Una continuata fitto nata di Colonelle di 
Marmo cclbgate affieme con grotte catene 
piantate l' Anno 1715., e felciata la gran 
Corte, T adornano, e circondano acanti la 
Chiefa a maggior commodo dc4 Popolo con- 
corrente. 

V Aitar Maggiore ha una gran Tavo- 
la di Benvenuto da Garofalo, in cui è il 
Sai/atore deporto di Croce , attorniato da 
S 4 molte 



)( *8o )( 

molte perfone con la Santiffima Vergine fua 
Madre , e nel circolo fuperiore iJ Padre E- 
terno . Quefta viene adornata di nobil inta- 
glio porto ad oro colle Statue dei due San- 
ti Abati Antonio , e Benedetto, (colpite in le- 
gno da Filippo Becci Bolognefe , detto Giovan- 
ni Bologna , e gli Angioletti di Galliano 
Oler. 

La Tela all' Altare a deftra colla Santiffi- 
ma Trinità è d' Antonio Randa Bolognefe. 

La foffitta fu dipinta da Franeefco Fer- 
rari . Hanno quefte Monache tre Parapetti d' 
Altare di legno ad intagli dorati con tre com- 
parti per cadauno , quali a certi giorni dell' 
Anno fanno efporre in Chiefa ; più preziofì 
degli altri molti , che di laftre d' argento 
poffiedono , poiché uno ha in tre comparti la 
Kefurrezione del Signore, la di lui i\fcenfione, 
e la Venuta dello Spirito Santo, dipinte dal 
Garofalo ; 1' altro colla Natività della Beata 
Vergine , 1' Adorazione de' Magi , e 1' Af- 
funzione della Beata Vergine di Baftianino ,- 
il terzo coli' Annunciazione nel mezza, S. 
Antonio Abate , e San Benedetto del Bononi, 
la, quale poi dal Berlinghieri fuo Nipote fu 
terminata. Di prefente fi é fabbricato V Al- 
tare a fini/tra entrando di buoni Marmi va- 
riati col difegno , e lavoro del Signor Pie- 
tro Puttini coli' Immagine della Beata Beatri- 
ce Eftenfe Fondatrice di quefto Monafiero , 
difponendofi di far gli altri due di fimi! 
lavoro Veronefe . 

Nella Chiefa interiore alla giufta natura! 
Statura , che già erano in Chiefa , v' an- 
no 



X *8i )( 

no le due Immagini di Sant' Antonio , e 
San Benedetto veftiti in Pentiscale, che cer- 
to mai non hanno ufato , dipìnti da Costan- 
zo Cattani , Scolare di Carlo Bononi , di cui 
fono creduti . 

II Ritratto in tavola della Beata Beatri- 
ce in abito di Spofa , come a quei tempi 
fi coflumava, detto alla Friulana, o Forlana, 
in mezza figura con li Capelli parte raccol- 
ti , e fparfi , fegno , che non era ancor fpo- 
fata , ma Virgo in Captilo , credefi di Gelarlo 
della Mafnà di San Giorgio , Pittor Ferra- 
refe di que' tempi , fìccome San Contardo 
Pellegrino creduto di lei Fratello, di cui fé 
ne fa 1* ufficio con proprie lezioni nella 
Villa di Broni Diocefi Piacentina, dove è il 
fuo Corpo, il qual ancor etto in mezza fi- 
gura, come 1' altra fi vede nella Chiefa in- 
teriore , 

Nella Cappella di poi a finora dietro V 
Altare , fi vede un Mortorio del Salvatore 
Signor Noftro di Statue al naturale di cotto , 
limili a quelle della Chiefa , detta della Rofa, 
ma fi fiima fiano quelle , che già erano 
nella Cattedrale fotto 1' Aitar Maggiore, fi- 
no dell' Anno 1456 ; Opera di I.odovico 
de' Canelfani Scultore, Figulino, e M peltro 
di Getti , come fi ha dal Lib, A, della Fab- 
brica del Vefcovado fol 134, e 161. 
^ Nella Sagrestia vi è un Annunciazione , e 
1' Adorazione de* Magi , credute, di Scarfel- 
lino, ma copie con altre divote dipinture 
in tela , fra le quali nel Parlatorio grande 
una Beata Vergine col Figlio in braccio, e 

San 



)( *S* )( 

San Giovanni creduto di Gioiamo Carpi , e 
da alcuni tenute dei Correggio . 

Si venerano vicino la Chieia interna nel 
primo Chioiho in una Caffa di ferro contor- 
nata d' argento le Olla della Beata Beatrice, 
già detta Fondatrice di quefto Mcnaflero , 
che per la fua profonda umiltà non volle 
efier Abbadeffa, ma fuddita; volò al Cielo 
li iti. Gen. 1262.. benché ferivano 1270; poiché 
lo rifenfeono li Mlirtirologj Monaftici con mag- 
gior probabilità , riguardo il Tefiamento del 
Marchefe Azzo fuo Padre, qual morì del 12,^4; 
e della Matrigna Mambilia, tatto lo ^eiìo An- 
no 1*64. nel primo del ouale facendofi la 
conferma delle donazioni f*ae al Monafte- 
ro di Sant' Antonio a di lei contempla- 
zione dicefi - Item uolumus quod omnes Con- 
cejfiones per nos faSt<£ Monafierio Sancii Anto- 
ni) de. Ferrarla, "vel fili. -e no lira? Beatrici olim 
Sorori dicìi Ma lafìerij tam de poJfe{;onibus Cal- 
catomele , quam de po[fejfionìbus Oayiana?, vel al- 
te aus cuiuscumque loci prò re>ndio animee n of- 
fra? impofìerum olenam , et illibatam obtineant fir- 
miiatem - E quefto fu ferirò ds ?iètrobu®- 
no de Vitale Notaro di Ferrara 1 Anno 1264. 
li 1% Febraro in detta Città, effendo di poi 
morto il Marchefe li 16. del detto Mefe , 
ed Anno, conforme fcr-vono il Monaco Pa- 
doano contemporaneo, ed il Riccobaldo Fer- 
rarefe Canonico di Ravenna, benché di fa- 
zion Gibellina, nella Cronica Parva. Quindi 
é che Arnoldo VVion nel Martirologio Be- 
nedirrino folto li 18. Gennaro (e ri fle : Ferra- 
rla? in Monajìerio sancii Antoni j Beata* Bcatri- 

cis 



)( 28; )( 

cis Ejìenfis filile Azzonis Duci/ Ferrante huìu:, 
nominis Noni &c. r vitam Monafticam prcfejfa 
efi Anno ^54. die 25. Mariij , ac n6z; cbijt 
Il BucelJino nel Menolcgio è carcere corporis 
ad Palatìa ceterninatis evecìa Anno Chrijii iz€x. 
feguitati tutti dai Boiardi . 

Confervano delle die Reliquie in una Ma- 
no d' Argento interno al polfo MDXXV1I. 
Beahe Beatrias filile Azotiis Marcbionis E ft en- 
ti s - fìccome fotto al primo Chioftro già det- 
to pretto il Muro della Chiefa evvi la Pie- 
tra, ohe già fu fourapofta al di lei fé poi ero, 
da cui featurifee il preziofo , e miracolofo li- 
quore , di erto fcrivono tanti Autori , ed ul- 
timamente il no^ro Signor Dottor Giacopo 
Agnelli, Medico, Fi'o r ofo, e chiariamo Poeta. 

Marc' Antonio Guatini Canonico Ncftro 
Somanumero , ed Iftorco delle Chiefe, e luo- 
ghi Pij di queiìa Otta fu fepolto nell' Atrio 
di quefta Chiefa a deftra entrando . 

Da q lefto Monaftero per ordine d' Inno- 
cenzo Vili. Papa , furono euratte alcune 
Monache , e cond^t e alla Riforma del Mo- 
nandro di San Raffaello di Reggio in Lom- 
bardia , come da Breve diretro al Priore di 
San Paolo, de' Carmelitani di Ferrara. 

BEATA VERGINE DEL BUON 

AMORE. 

Oratorio della Natività della Beuta Vergi- 
ne del Buon Amore con Fratellanza, che 
vene facco bianco cinto con cordoìie ceru- 
leo 



X ^U )( 

leo trovali poco più oltre verfo la Porta 
di San Giorgio , 

Quando foffe fatta la Porta, che ufciva 
dalla Città in quello fito , non lo trovo, 
che dalli Manofcritti di Paolo Zerbinati , fcri- 
vendo effo, che 1' Anno 1520. - II Commuti 
di Ferrara cominciò a far fare le Porte di A- 
rcfe doppie groffe , e ferrate , tutte foderate di 
ferro a tutte le Porte della Città , cioè S Po- 
lo , Santo Romano , la Qnfmqtìa, , Santo Pietro^ 
la Porta dell' Amore , e V Anno pajjato fece» 
ro le Porte Nuove , dove fono li Ponti levatori t 
cioè a San Giovanni Batti fi a , Santo Benedet- 
to , a quella degli Angeli ; di quel!' Anno ad 
dunque eravi quella Porta dela Onà , nel 
vefhbolo della quale effendo , come fi ufa 'n 
Città Criftiane, fla f a dipinta un' Immagi- 
ne di Maria Vergine Santiflìma, vi con- 
correva il Popolo , maffi ne de' vicini luo- 
ghi, eflendofi dalla gran Madre di Dio me- 
diante il culto di quella Tua divota Im- 
magine riceuute diverfe grazie, ma non reftò 
fempre aperta quefta Porta, da alcuni for- 
inofìì una Compagnia veftita della già det- 
ta Cappa , o Sacco 1* Anno 1570. fabbri- 
carono un' Oratorio in capo alla Strada vi- 
cino «Ila mentovata Porta , in cui con le 
debite licenze collocarono la Santa Immagi- 
ne , levandola dal Muro , dono che in luo- 
go della Porta fu pofto il BaUuardo , detto 
dell' Amore ; fu queft Oratorio confecrato 
li ai. Novembre ij8t da Paolo Leoni Ves- 
covo di Ferrara, e di nuovi ornati abbelli- 
to negli Anni (uccellivi. 

Nel 



t *8 5 X 

Nel Coro dietro 1' Aitar Maggiore vi 
e 1' Annunziata di mano di Bafìianino , 
San Francefco d' Aflìfì, e San Lodovico del 
Bafiaroli . 

La foffitta fu dipinta da Giufeppe Me» 
negati Ferrarefe. 

L' Altare, in cui fi conferva V antica Im- 
magine della Beata Vergine dipinta fui Mu- 
ro , ed in una Cuftodia fonovi Capelli del- 
la Santifììma Ve'gine , e adornata di Cuc- 
chi con le due Statue de' Santi Protettori 
Giorgio, e Maurelio del Signor Pietro Tur- 
chi , ha la bella tela della Natività della 
Santina ma Vergine , opera d' Ippolito Scar- 
fellino , di cui fono ancora li quindecc 
Quadretti per la Chiefa diflribuiti , rappre- 
fentanti i Miiìeì>j del Signore , e della San- 
tifììma Vergine . 

Nella Cappella dirimpetto vedefì su V- Al- 
tare la tavola coli' Afiunzione della San- 
tifììma Vergine, di Leonardo Brefcia > di cui 
fono le altre facre dipinture nell* ornato 
del Parapetto alla Cantoria. 

Per la Chiefa vi è una Santifììma Ver- 
gine in una Torre , che rapprefanta la 
Porta del Buon Amore con Angioli , che 
1' adorano , opera di Camillo Ricci , che 
fu pofta, ed incifa in rame dal ncftro An- 
drea Bulzoni . La Sacra Famiglia di Leo- 
nello Bononi , una tela con Gesù , e Ma- 
ria nell' aria , e nel piano li Santi Giu- 
feppe, Domenico, Antonio, Nicola , e Fran- 
cefco di Paola dei Signor Girolamo Gre- 
gori . 

Lo 



' )f zM )( 

Lo Stendardo coli' Immagini di Sant' A- 
gofbno , Santa Geltrude , Santa .Maria Mad- 
dalena de' Pazzi , ed altri Santi fu dipinto 
da Giovanni Braccioli Cittadino Fé; rare fé. 

In Si^reiìia la Santa Dorotea è copia fat- 
ta da francefco Nafelli Ferrarefe dall' Origi- 
nale d' Annibale Caiacci. 

SANTA APOLLONIA. 

Venendo poi verfo la Strada detta la Gia- 
ia vi è la Chiefa di Santa Apollonia con 
C, n vento de' Religiofi del Ttrz' . Ordine di 
S«in Francefco. Furono quelli Frati introdotti 
in Ferrara all' ìftanze fatte dal loro Genera- 
le , il Padre Francefco Guan2milli, edifican- 
do una piccola Chiefetta full' angolo della 
fuddetta Strada della Giaia , ottenuta la li- 
cenza del Giudice, e Mae Arato de' Savj , 
e dalle Religioni Mendicanti , ftccome u.'il 
Cardinal Leni Vefcovo di Ferrara; di y i 
coli' eredità dell' Angela Mondini 'Argenta- 
na, che loro lafciò tutto il fuo 1' Anno i6$i. 
per fabbricar una Chiefa pili capace , fecero 
la qui eretta, ponendovi la prima pietra V An- 
no 1661. poi col difegno di Francefco Mai- 
zarelli noftro Cittadino , ed Architetto V al- 
zarono nella prefente forma ettagona- con lei 
Cappelle, oltre la maggiore, la quale fu be- 
nedetta li 16. Marzo 169%- dal CancrJco 
Domenico Maria Gatti , allora Vicario Capi- 
tolare . Nella Volta alla fonimi tà vedefi una 
Santa Apollonia in gloria dipinta da Giaco- 
mo Parolini. 

Nel 



)( **7-)C 

Nel fondo del Coro ali* Aitar Maggiore 
mirali in una Nicchia la Statua della San- 
ta Martire fcolpita in legno da Tommafo 
Gandolfi Genovefe, colorata al naturale, e 
porla nelle vefti ad oro. 

Intorno al Cero fonovi quattro Tele; due 
delle quali rapfrefentano il Martirio della San- 
ta, e le altre due i miracoli operati da Dio 
per i meriti di Sant' Anionio di Padova, di- 
pinti dai Sig. Girolamo Giegori. 

AI primo Altare entrando ir? Chiefa a def- 
tra la Beata Vergine in gloria, e li Santi 
Luigi, Francesco da Paola , ed altri , che furono 
dipinti da Giufeppe dalla Mirandola. 

Il Quadro di San Liborio è del Reverendo 
Signor Don Francefco Parolini. 

Il Crocefiflo di rilievo venne fatto dal 
Gandolfi . 

All' Altare della . Annunciazione con un 
Ritratto a piedi di Giulio Torricelli Boiogne- 
fe è fiata furrogata una Statua della Vergine 
del Rofario, ed il fuddetto Quadro appefo ai 
Muri del Coro. Ora trovafi Sant' Antonio di 
Padova con ornati di Stucco, opere del Sig. 
Pietro Turchi coli' Architettura del Facchi- 
netti , e Figure del Signor Don Francef- 
co Parolini. 

San Carlo di mediocre pennello . 
Si tralafciano i due Altari colle Statue 
della Beata Vergine di poca .confiderazione. 
Sopra la Porta della Chiefa vi è un' an- 
tica Pala d' Altare colla Santiffima Vergine 
e Bambino e San Giufeppe adorati dal 
Serafico Padre San Francefco d' Aff.fi , 

opera 



)( M )( 

opera di Francefco Nafelli , Cittadino s 
e Pittor Ferrarefe . 

In quefìa Chiefa fi venera il Corpo di San- 
ta Rufina Mart. di proprio nome, con lapi- 
de, e vafo di fangue eftratto 1' Anno 1709. 
dai Cimicerio di Ciriaca. In oltre del Cra- 
nio "di Santa Apollonia Vergine, e Martire; 
il Corpo di San Felice Martire; fonovi pure 
F Olla di San Erafmo M. Oda di San Vito 
M. Braccio di Sant' Ippolito M. Braccio di 
Santa Aurelia M ; ed un Stìncho di Santa 
Vittoria M. 

Su 1' altro angolo della Via detta la Gia- 
ia , vedefì il principio del gran Palazzo, og- 
gidì abitato dalli Signori Marchefi Calcagnini, 
e Conte Scrofa, principiato dal Conte An- 
tonio Colabili coli' oro, e gemme dategli da 
Lodovico Sforza, detto il Moro Duca di 
Milano, penfando di venirvi ad abitare, e 
ricoverarli in Ferrara, per fottrarfì dalle fu- 
rie di Carlo Vili. Re di Francia; ma dopo 
la battaglia al Taro , ed il ritorno del Re 
in Francia, dove mori, fuccedutogli Lodovi- 
co XII. da cui lufìngato ; e colla forza del 
Ttemoglie fatto prigioniere , e condotto al 
Rè, donò 1' incominciato Palazzo al Coda- 
bili , abbellito di fontuofe Colonne di Mar- 
mo nelle Loggie inferiori; ficcome le fupe- 
riori inarcate di Marmi egregiamente fcolpiti, 
vedendoli le Volte delle Stanze a terreno di- 
pinte dai Dofìì , e da altri eccellenti M?.ef- 
tri di quei tempi, ammirabile per V ampiez- 
za, fotterranei, ed ornati, benché non ancor 
terminati, che per una terza parte appena . 

* in 



)( *3 9 )( 

In eflb abitò Muleafe Maometano Re di Tu- 
nefi in Barberìa acciecato dal proprio Figìio,, 
che aveva occupato il Dominio 1' Anno 1548. 
nel ritorno da Carlo V-, a fin d' ottenere 
il fuo aiuto ; e preflò il Come Paolo Cof- 
tabili fi fermò con trenta persone di feguito, . 
e fi fece curare d' un occhio, parendogli di 
veder qualche barlume, ma fenza giovamen- 
to fi partì li 25. Agufto su le Barche del 
Duca per la via di Srcslia. 

In capo alla Via della Giaia , fi vede il 
vaghiiTimo Portone, che vi refta ancora con 
Cornice d' Ordine Dorico, rifarcito pochi An- 
ni fono dal noftro Pubblico, il qual fa prof- 
petto alla medefima, è per cui s' entra al- 
la gran Piazza a' piedi della Montagna , det- 
ta di San Giorgio , che fu alzata dal Duca 
Alfonfo I. di fabbia , e lezzo cavato dalle 
Fofle della Città appreiTo la Porta di fotto , 
che gì' era vicina, benché ruvinafie li 2,6. 
Maggio 1508., pure all' altezza di piedi 46- 
domina tutta la Città , e circolante Campa- 
gna per più miglia, dalla Sommità della qua- 
le T Anno 1709. li Soldati del Papa aven- 
dovi fatto un Forte con alcuni pezzi grciTì 
d' Artiglieria , travagliarono molto i Pruilia- 
ni , che nel Monaftero, e Borgo di S. Gior- 
gio aquartierati bloccavano la Città. Sotto dì 
queita Montagna vi era una Grotta Cuti al- 
quante ftanze fatte a lavoro di Mufaico per 
delizia con Fonte all' ingreflò , che gettava 
acqua in Conca di Marmo quadrato; era la 
Montagna piantata di pergolati coperti di vi- 
te, ed altre verdure, come anco nella fom- 
T runa 



)( *9<> )( 

inità della Piazza, che dava la bella vedu- 
ta d^lla Città , e della Campagna , eìTendo 
ne' durfi , e ne' fianchi piantata, e di Vigne 
bade, e di Piante erotiche . Aveva pure all' 
Occidente un Lago, o Pefchiera con quan- 
tità di pefci, 1' acque della quale, oltre del 
Fonte, eran fomminfftrate dai Bagni , e con 
chiaviche ibtterranee del Pò vicino. L' Anno 
1574. 29. Luglio per la venuta a Ferrara 
di Arrigo di Valois Re di Polonia , che an- 
dava alla Monarchia Francefe, dopo d' aver- 
gli data una lauta Cena il Duca Alfonfo II. 
nel vicino Palazzetto de' Bagni , e volendo 
dar ftneo ad una Macchina piantata in un' 
Ifoletta nel mezzo al già detto luogo di fuo- 
chi artìficati, accefofi un Barile di polvere 
da bombarda, arfe la Macchina, V Ifola, colla 
morte di molti , falvandofi altri col gettarli 
a nuoto nelle acque . 

Sopra de' Terrapieni v* erano fiepi di Ro* 
fé , ed altri fiori , ficcome all' ingreflb un' 
Vccelliera , ed un bofeo di foltifiìme Pian- 
te , con una Fonte nel mezzo; oggidì non 
vi fono, che nei luogo della Pefch;era un 
Orto , e nel luogo del Bofco una piazza , 
o Prato pafcolvvo da beftiami, ed il Ter- 
rapieno dierro le Mura fatte dal Duca Al- 
fonfo fuddetto , dopo la rotta del Pò al 
Barbacane , e una continua piantata d* Olmi 
al ti Mi mi a più doppi , e filare, che ren- 
dono gratifìlma ombra a chi vi palleggia. 

Rimane la fabbrica del Bagno fatta <U:1 
fuddetto Duca col difegno , ed architet- 
tura di Girolamo Carpi d' ordine Toicano 

già 



! 



*5>i )( 

gii dipinto da eflfo , come da Benvenuto, e<! 
altri Eccellenti Pittori Ferrarefi , qual oggidì 
ferve per Quartieri de' Soldati . 

Ivi vicino fono il Baftione, e le Mura quali fatte 
vennero dal Duca Ercole IL 1* Anno 1557* 
chiamato all' ufo di quei tempi il Cavaliere 
di San Giorgio , perchè ferva di riparo alla 
Porta della Città di tal nome , in luogo del 
quale il Duca Alfonfo II. ed ultimo vi fece 
un. Baluardo , che d-ifende detta Porta, qua! 
per una delle fue gole efce dalla Città . Il 
Ponte, che traverfava il Pò era pili di fopra 
di quei, che fia al prefente . 

Li Soldati, che guadavano la Città, dopo 
la morte dei Duca Alfonfo II. V Anno 1598. 
barbaramente tagliarono le viti , e gì' alberi 
di quefte delizie per effer fiati licenziati fen- 
za effer pagati dopo la Convenzion Faentina 
ed in tal occafione reftó atterrata, e devafta- 
ta la longa Pergola di larice fo /tenuta da 
Colonne di Marmo con archi di ferro , che 
dal Portone della Giaja a fini/tra dietro il 
lago a pie dalla Montagna fino alla Chiefa 
della Madonnina dilungava!! , non refrandovi o- 
ra che la ftrada , e le Mura degli Orti del» 
le Cafe vicine, dalle quali fono aperte delle 
ufcite per li rnedefimi, fino alla suddetta Chiefa 

MADONNA DELLA PORTA. 

DI SOTTO. 

La Chiefa e quivi della Vifitazione della Bea- 
tiiììma Vergine , detta della Porta di Sotto , 
T 1 volgar- 



)( *9* )( 

volgarmente la Madore na, con Ca<a de' Sa- 
cerdoti Regolari Min>ftri degl' Infenni . 

Neil' e Arem a parte della Via dande v' e- 
ra una Porta- della Città , che ufciva nel 
Borgo della Piuppa , o Mafia Popolare , e 
quivi nel giorno di San Giorgio fi davano i 
principi dei divertimenti popolarefchi infatuiti 
da' nofìri Maggiori ad onor del Santo Mar- 
tire, che fu ioldato, alla Corfa de' Cavalli, 
oggidì rifervata nella seguente Fella di S. Mar- 
co, in cui a fpefe dell' Vniveifità degli E- 
brei fi corre al palio per la Giovecca, e l'altra 
Via degli Angioli, ftrade foiìituite a quelle ne' 
tempi de' noilri Avi, poiché del j66o. correvafi 
per la Via di S. Benedetto fino alla Porta di 
San Giovanni Battifìa . Dalli Statuti antichi 
adunque di quefta Città abbiamo, che fino 
del 1476. lib. X. rub. 2. come fi legge fiam- 
pato per Severo in Ferrara - Statuimus , et or- 
dinamus ad Glori am , et honorem beati Georgi] 
buius alma' Cii'itatis Ferraris patroni , quod l'iu- 
gulo in die fefio pr ardi eli beati Georgij equi cur- 
rant ad palium attreum , fiue panni aurei , por- 
chetam , et gallum de mane ante prandium fuper 
'via Magna incipiendo in contrada plcp£ in lo- 
co con jui-to , itj'que ad locum confuetum iuxta 
Cajlellum Teaìium ; item eodem die prard. San- 
cii Georgij pofl uefperas Jìjìni currant ad palium 
panni albi quanti tatis , et pretij conjueti : qui 
a/ini currere mc/piant a porta inferiori uj'qtte ad 
portam Gofmaria? - Correvano in tal giorno an- 
che gli Vomini dopo la corfa degli Afini ad 
un palio rolato verzino dal quadrivio di San 
Pietro, fino alla detta Porta della Gofmaria 

e 



)( 195 X 

e, dopo d' eflì le femine ad palio verde, da! 
quadrivio di Santa Maria di Bocche fino 
alla medefima Porta del/a Gofmaria , il che 
ila regifhato nei Statuti riftampati al tem- 
po del Duca Ercole il; ed Àlfonfo ulti- 
mo Duca al detto Lib. X- rub. 41. E per- 
chè nefluno. creda, che foriero femine da 
partito , ne porto 1' autentico , che erano 
giovani onefie de' Borghi , come ricavafi da 
RegUri degli Editti Ducali nelT Archivio dei 
nofìro Illuftnflìmo Pubblico 1476- fol 70. 

Lo lUufiriffimo , et Fxélleniijjìmo N. S. fa 
notificare a qualunque per fona de qualunque bor- 
go della Città Jua de Ferrara che [e le piace 
de mandare Joe pute da Jinni XII.. in fufo a 
correre el palio domane infieme co alile pute 
honefìe , et dabene la {uà Illufirijnma S. farà 
donare alla prima, el palio , et ale 15. prime 
de tutte le altre pignolato no<vo per un guay- 
nello xqj6. 23. Jtpyilìx public ai um fuit per pre- 
cones- comuni s Ferrarice in quolibet buvgo » et 
die 24. Jlpnlis 57. puelle cocurreruni , et fic 
ut fupra prima habuit braccium pani 'viridis , et 
il- kabueritnt pignolaium prò uno guarnello fro 
qualibet Jcilicet brachia 12. fumpiilus Communis 
Ferrarice quantum prò pignolato dumtaxat . - 
Tutto ciò fi è addotto , affinehe fi conof- 
ca quale foffe la (implicita del vivere di quei 
tempi molto diverfa dai nofìri. 

Alla fu mentovata Porta di Sotto fb'-a di- 
pinta un' immagine di Mara Vergine San- 
ti ili ma , e volendo cambiare le antiche in 
moderne f;)rtifjcsz ; oni d-Ha Città , il Puca 
Alfonfo I. , accioche poteflè fuffiftere ai pe- 
T 5 ricoli 



)( *94 )( 

ricoli de!Ia Guerra minacciatagli da Papa 
Giulio li. mettendoli in difefa con le forti 
Mura , ed ampi Bafìioni , edificati da quef- 
ta parte ; atterrò il Borgo della Pioppa , 
con tutto ciò, che v' era, come altrove di- 
cemmo di Chiefe , Monafterj , e Conventi 
T Anno ijio; fece ancora gettare a terra 
un' alta Torre, che fopraftava a quefta Por- 
ta, e nel raccoglierfi le pietre di efTa per 
metterle in opra nei nuovi ripari , fi trovò, 
che quelle, su le quali era dipinta 1' Imma- 
gine di Maria Vergine, non folo non fi fcom- 
pofero , ma efiendo cadute nel Pantano del- 
la FoflTa , il Volto di Lei non fi era im- 
brattato, tanto più, che per la ruina , e 
caduta delle pietre, tutte erano reflate dif- 
giunte fuor che quelle , su le quali era di- 
pinta la Santa Immagine , lo che veduto 
dal Duca , ordinò , che fotte murata in 
un Sperone, o pilaftro del Baluardo vicino, 
dove concorrendo il Popolo, nell' Anno Ar- 
guente 1521. cominciò in efTa a renderfi gra- 
xiofa la Regina de' Cieli , e di quello né 
feri ve, come teflimonio di veduta Paolo Zer- 
binati ne fuoi Annali, come uegue 1511. - 
nel Mefe di Giugno cominciò a far miracolo la 
noflra Donna in un 'Pilafiro di preda fatto no- 
tamente nel Bafiione della Porta di fatto net 
qual Pilafiro era /' Immagine di noftra Donna 
la Te/fa , e Volto fol amente , qual Immagine 
era fopra la Porta di fatto , e quando fu ro- 
vinata , e gettata tutta a terra quella verna- 
ta pajfata , la detta te lì a non fi ruppe niente , 
e fu- ritrovata, così intiera , e moftrata al Duca 

nofiro 



)( *95 X 

nofiro e fua Signoria fece fare un Pilafiro in 
detto , Baftion , e metterla dentro , dove comin- 
ciò a far miracoli affai , poi fu fatta tutta ' la 
figura intiera affetata col fuo Figlio in. piedi per 
un dipintore , il quale difìe , et attefìò che 
volendo fare il Bambino non Japeva come fa- 
re , e poi tornato da de fin are , e tefta del Barn- 
tino, tutto bianco , mojlrollo a più perfone ^ e 
fece il Puttino in piedi in quel loco medemo , 
dove mofirava quella blancbeza , e doppo fece 
infiniti miraceli, e forafiieri affai , // quali ve- 
nivano a vifitar quel loco , e cominciò a fare 
un Capitello jopra d. Pilafìro , e poi fé ne 
fece un maggiore per poter fiare al coperto le 
perfone , concorrendone afjaijjimo , il detenere 
come de forafiieri ; E (fendo grande il concorfo del 
Popolo , e ricche le offerte , che fi facevano . 
Li 24. Luglio 1 53 1. fu dato principio col 
danaro ricavato da effe alla preferite bella, e 
vaga Ch.iefa , che dicefi confecrata del 153^. 
dal Veicovo Gillino di Comacchio fra le 
moltiffime Statue di perfone liberate da qual» 
che pericolo per i meriti dalla Santiffima 
Verg'se a noftri tempi , tre venerano della 
grandezza naturale in ginocchio fopra la 
Portella , che ufeiva a fìniftra di Chiefa , 
Nel mezzo veftita di Cappa Epifcopale con 
beretta chericale in capo eravi quella de! 
funnominato Vefcovo Gillini , fottp cui leg- 
ge v a fi Gi'linus Epifcopus Comaclen ex Panonia 
redax . Quiete levate, il capo d' effa mi fu 
donato dal Padre Corazza de' Miniftri degli 
Infermi Prefetto in quefta Cafa , ©he con- 
ferve nel mio pi ce ior^Mufeo. 

T 4 Vi 



X a9* )C 

Vi era in quefla Chiefa una Confrater- 
nita di Gentiluomini, che vi fi riducevano 
a recitare certe preci alla Santiffima Vergi- 
ne i Sabbati dell' Anno, intitolate la Coro- 
na della Gloriofa Vergine Maria, dal Duca 
Ercole II. comporta. Ma deuoluta la Città 
alla Santa Sede , e rimetti dallo Spedale di 
Sant* Anna li predetti Miniftri degli Infer- 
mi, furono quivi dalla Communità di Fer- 
rara fotto li di lei aufpicj in detta Chiefa 
collocati 1' Anno 1615. con giovamento fpi- 
rituale della Città ,* efìì in tempo di con- 
teggio hanno 1' efpurgo delle lettere , e 
pieghi, che vengono da luoghi o infetti , 
o fcfpetti , avendo fuori del Borgo di 
Quacchio una Cafa per tal ufficio des- 
tinata . 

La Facciata di quefta Chiefa é difegno 
d' Alberto Schiatti Cittadino, ed Architet- 
to Ferrarefe . 

La Sacra antica Immagine fopra 1' Ai- 
tar Maggioie viene coperta da picciolo ten- 
do, che fi leva. Gli Angioli , e Serafi- 
ni ivi dipinti , Opera fono del Signor Gi- 
rolamo Gregori Ferrarefe . 

Li quattro Quadri rapprefentanti la Na- 
tività, Prefentazione , AfTunzione , ed Inco- 
ronazione della Beata Vergine , che fono 
nella Tribuna, e le Pitture, che vedonfi 
nella Cantoria , furono fatte da Gafpare 
Venturini Ferrarefe . 

L' Aitar a finiftra cella Tavola della 
Vifitazione della Santiffima Vergine a San- 
ta Elifabetta viene creduta dipinta da Do- 
menico 



)( *i>7 )( 

inenico Panetti, Opera bella, ma fecca , (eb- 
bene più torto s' ailom'^lia dalla maniera di 
Girolamo terrari , detto Riccarnador , che 
del r 556. altra limile dipinfe nella Pieve di 
Tamara. Sopra la Portella , che va in Sa- 
greftia v' è una copia dell' antica Immagi- 
ne venerata (opra 1' Aitar Maggiore. 

Il Santo Camillo de Lellis Fondatore del- 
la Religione é Opera dell' Abbate Giufeppe 
Perotti Panneggiano. 

Il San Girolamo' appefo al muro vicino e 
di Sebafh'ano Filippi, detto Balanino. 

La Pietà del Salvator morto fu copia di 
Giulio Cromer , detto Croma Ferrarefe dall' 
Originale di Giovanni Battista Benvenuti Fer- 
rarefe, detto F Ortolano, che venne poi traf- 
portato a Roma. 

A finiftra della Tribuna in Tavola per 
traverfo rapprefentante il Salvator morto col- 
la Beata Vergine Addolorata evvi la copia 
tratta dall' originale della Marina di Chioz- 
za di mano del Panetti ; da iati appefi al 
mnro fonovi la Vifione di Sant' Anna , e 
San Gioachino di altro pennello . 

Le Pitture della Gloria degli Angioli, qua- 
li fuperiormente vi fono, provengono dalla 
Scuola del Crefpi Bolognese , detto Io Spa- 
gnuolo . 

Un' antica Tavola appefa al Muro con 
San Giufeppe , e San Francefco d' Affili è 
di Stefano da Ferrara molto ben con- 
ferita . 

L' Aitar di San Carlo é di Carlo Borio- 
ni j il Padre Eterno al di fopra di C'amilo 

Ricci 



)( *98 X 

Rieri, la Beata Vergine adorante il Bam- 
bino , e li quindeci Mifleri , che v' erano 
intorno, altrove trafporttat!, li riconofeono per 
opere dello ScarfeJlmo . 

Dietro 1' Aitar Maggiore in un Sepolcro 
turato, con chlavelle di Ferro, lìà il Cor- 
po del Servo di Dio Niccolò Grana Ferra- 
nfe Sacerdote di queft" Ordine, di cui fu 
Prepofìto Generale, morto 1' Anno 1660. li 
2,4. Novembre d* elio ne ferivono 1' Abbate 
Libanori nella Tua Ferrara d' Oro, il Cano- 
nico Borfetti, Supplemento I(i>nco, il Baru- 
faldù Quivi ebb^ pure fepoltura Giovanni 
Francefco Dianti Pittore efmiio . Profeguendo 
verfo Settentrione fi trova la Chiefa di . 

SAN TOMMASO APPOSTOLO. 

San Tommafo Apposolo antichifuma Par-' 
rocchiale già delie ragioni dell* Abbadia di 
Ga vello nel Fcrrarefe verfo Adria , diceiì 
confecrata dal Vefcovo Viatore di San Gior- 
gio dell' 808. fexto non- Mai/ ,. come da una 
tabella nella ftefla Chiefa affina al muro dal 
Rettor Francesco Soni , che la riftaurò l' 
Anno 1564. V erano antiche Pittare nel 
Santuario o Coro , e Pafìofori laterali , per- 
chè doveva efiere in tre Navi , fatte fui 
muro fin del 1277. del mex de Luto D. 
Irvanascus de tomaft apli ce opus et trula de 
Apojìolis , non potendoli leger di più; con- 
fervava una. Gamba di San Rufino , quale 
ora trovali nella Chiefa di San Martino, 
in luogo di efìa , vi reftò una pane d' 

OiTa 



)( *99 )( 

Offa di cofcia longa circa un palmo in Caf- 
fetta di piombo, fu cui bacca béàùjfwi Rufini 
Martiri s . La Scatola di piombo, che ìu già 
nell' antico Altare confederato dal B. Alber- 
to Pandoni nortro Vefcovo 1' Anno 1260. ha 
fopra la feguen'e incifa memoria S. Lauren- 
za S. Bortolomei de Virga jlaron de meri [a 
domini z. Ibu xpi Jl. 1 D. MDCCLX. die je- 
cundo infrante madi e* dom nis Jllb f ius 
Epe. Ferrarienfis . Le Reliquie fono fiate 
levate; folamente vi fi venera un Olfo dì 
San Profpero Martire. Quivi ebbe origine la 
Confraternità del SanrilThno Sacramento , og- 
gidì trafportata in San Martino , eretta già 
dal Dottor Teologo Alfonfo Mufacchio dì 
quella Chiefa Rettore V Anno 1611. aggre- 
gata alla Minerva. 

Siili' Altare vi è un' antica Immagine 
della Santiiììma Vergine fui muro , trafpor- 
tata a tenor de' Canoni , e decreti - lecita- 
mente , eflendo in divozione al Popolo fopra 
una Via pubblica , fatta poi trafportare dal 
Vefcovo Pafolini Vicario elei Cardinal Leni- 
vi fono a' lati le Figure di San Giovanni 
Battifla, e di San Pietro di Carlo Eononi , 
e nel mezzo San Tommafo, a cui moftra- 
va il Salvatore la Pi2ga del CoPiato, dipin- 
to dal già Reverendo Carlo Ricci Sacerdo- 
te, e Pittor Ferrarefe. 

Neil' Altare a delira vi è una cop : a di 
Giufeppe Avanzi dall' Originale del Bononi , 
venduto al Marchefe Sigifmmondo Gavafini , 
per rifarcir la Chiefa radente . 

V altra Tela dell 1 Altare ormai fparita è 
dello Scarfelliao. Quivi 



X *oo ì( 

Quivi vicino v' era 1' Oratorio di Sant' 
Era. aio con un' Akare,- al Ivi uro dipin- 
ta vederli col GocefiHo !a Beata Verdine, 
e San Giovanni, d'antichità più di Giot- 
to , ed a piedi il Martino di Sant' E- 
raimo d' altro più recante reMieìlo; quef- 
to Oratorio fu governato da' Frati della Pe- 
ndenza dei Terz' Ordine di San Francefco, 
dtitii d< Schuiizolo, fin del i 4 ( t) poi vi a- 
buarono alcune povere Bizoccare veftite di 
bigio, quali morte, vivendo ette di limo- 
Fine, il Cardinal Magalotti Vefcovo V An- 
no 1629. ne erètte un Benefizio femplice 
applicato al Seminario; a cui il Cardinal' 
Ruffo Arcivefcovo aggiunfe il Beneiizio fat- 
te; da Sebaftiano Carelli 1' Anno 1590. di 
alcune Mefle, ed Ufficj , che nell Ora- 
torio del fuddetto Seminario fi fodd sfà- 
110, Ne refta ora ad alcuni laici ufuata 
1 Abitazione, 

SA NT ANDREA. 

St patta d' indi alla poco dittante Chie- 
sa di Sant' Andrea Apposolo antichiffìma 
Parrocchia/e, già delle ragioni del n-ftro 
Capitolo, concetta a' Frati Eremitani di S. 
Agoft.no I Anno u S 6 coli' obbligo annua- 
le d una libbra d' Incenfo nella FYrta di 
San Giorgio, avendo elfi Padri celia la 
Chiefa, ed Eremitorio loro di Sant.' An- 

t ?. n '°T, l l eI Polefine > 'n faccia a Ferrara, 
alla Bade/Ta, e Monache di Santo Stellano 
dalla Rotta . Quella venne ampliata dai 

ReIN 



)( ?oi )( 

Religiofi Eremitani della Congiegazicne Ài 
Lombardia in ti e Navi diftinte , da quadra- 
ti pilaftri di Mattoni con Capitelli, e B.fi 
di Marmo, Cai- pelle a lato nelle Navi mi- 
nori , efìendo amplifììma , e longhifhma , la 
principale d' efie tori un gran Coro. Fu el- 
la confacrata li ±3 Marzo 1338. da Papa 
Eugenio IV. a contempUz>ore di Fa Gerar- 
do da Rimmi famolo Teologo del noli.ro 
Collegio , e Generale dell' Ordine venuto al 
Concilio . 

L' antico coperto fu con albaraccio l'opra 
grifcle ornato nella Nave Maggiore , eilen- 
do T altre voltate a pietre, dipinto da Gi- 
rolamo Graflaleoni Pittor Ferrarefe con varj 
comparti, e mifìeriofe Croci, ed Infegne del 
Santo Dottor Agofìino, fra un Cielo anmio- 
lato, e folgoreggiarne, tanto che eravi il pro- 
verbio in Ferrara, ìempre fereno in Duomo, 
dalle Stelle dorate in tavole d' Azzuro , che 
vi erano anticamente, e fempre nuvolo in 
Sant t Andrea . 

Il Coro ha i Stalli antichiilìmi d' in ter- 
fiatura, Opera dì Pietro Riccardi dalle Lan- 
ze Nativo dalla Mafia. 

Nel fondo del Coro la bella Palla dell' 
Aitar Maggiore in più comparti , che ha 
nel mezzo la Beata Vergine in trono con 
varj Santi, cioè San Giovanni Battila, San 
Giovanni Evangelica , Sant' Andrea , Sant' 
Agoftino, San Giorgio, San Sebastiano , ed 
altre figure, che fono del Dodo. 

CriMo riforto nella parte fuperiore , chi Io 
iruole di Benvenuto da Garofolo , Chi di 

Tinano 



)( i<™ X 

Tiziano. Aopafe ai Muri le Portelle già agi 
Organi in quattro comparti, coli' Annuncia- 
zione, T Angeio , Sant' Andrea, e Sant' A- 
go(iino , uno per tela . Opere fono di Do- 
ir.cnico Panetti . Laterali all' Aitar Maggio- 
re rimiiaiifì due vaghe Tele colla chiama- 
ta del Redentore di Pietro , ed Andrea a 
fegu.rlo , e nell' altro la Predica di Sant' 
Andrea, al G udice, h riconofcono per lavoro 
di Giulio Corner, o Cioma. 

Il beli' Angelo Cuftode all' Aitar fotto 1' 
Organo a fin itra è di Carlo Bononi , flato 
incito in rame da Giovanni Battifta Galli 
Fiorentino . 

La Cappella feguente in fonde alla Na- 
tività é Architettura di Giovanni Battifta 
Alieotii , detto 1' Argenta, fatta a fue fpefe , 
che volle eflervi fepolto nel mezzo con la 
Moglie, come indica 1" ifcrizione. La Tavo- 
la colla Natività del Signore, fìccome il Dio 
Padre, che vi è fopra , fono di Lodovico 
Cernelli MilaneTe, benché voluti di Ercole 
Gennari. La Cuftodia, o Tabernacolo del 
Santilììmo Sacramento è di preziofi marmi, 
al di fopra fuvi porlo un' Ovato coli' Im- 
magine di San Giovanni Buono dipinta dal 
Sig. Girolamo Gregori Ferrarefe. 

Nella Cappella feguente il Sant' Andrea 
in Tavola colla Croce Opera celeberimma 
deìla mano di Domenico Panetti , creduta 
di Tiziano, ornata con Marmi nel contorno 
e nell' Altare , Opere d' Angielo Ringhieri 
Scultor Veronefe . 

II Sant* Agoiiino nell' Aitar vicino in fo- 
la fi- 



l\ figura, in abito Epifcopale , fu dipinta da 
Francefco Nafelli , con Santa Monaca in lon- 
tananza; benché creduto del BafUroIi . San 
Carlo Borromeo nella Cappella, che. fegue , 
é dal Farina, o Magnanino coli' Angelo ài 
iopra del Bononi . 

Neil' altra Cappella la Beata Vergine di 
Reggio già dipinta in un' angolo del Con- 
vento de' Serviti in detta Città da Lelio 
Orfi da Novellata, copiata da Camillo Ricci 
Ferrarefe con i Ritrafti, che fono negli an- 
goli , d' Antonio Areofti , e Tua Moglie. La 
Beata Ritta da Caffia nella Cappella feguen- 
te genufiefia avanti il Crocefiffo con li due 
quartetti della fua Nafcita , e Morte negli 
Ornati è del Croma . 

Segue la Cappella colla Tavola in un va- 
go paefe, dove un folitario mira all' insù S. 
Maria Maddalena portata dagli Angioli in 
Cielo con li due belli Animali Coniglio , e 
Tortora in % erbofo terreno, Opera dilige n ti ffi- 
ma di Michele Cortellini ma notata del Ci- 
cogna - \ 

Neil' altra Cappella una Tavola del Cor* 
tellini predetto . 

Neil' vicina Cappella una Tavola parimenti 
del prelodato Pittore con la Beata Vergine 
in Trono, San Michele , ed altri Santi. 

Segue il San Girolamo nella Cappella con- 
tigua del Mazzola detto Barlarolo . 

L' ultima coi Martirio.. di Santa Caterina é 
di Camillo Ricci, creduta del Croma. A la- 
to della Poita principale entrando, a fmiftra 
evvi un' antichiftìma Immagine della Beata 

Ver- 



)( 3°4 X 

Vergane del Buon Coniìglio, che fi venera 
in Gen zzano, ivi da fecoli collocata. Indi 
la prirrta cappella ha una Tela con S. Tom- 
maio di Villanova del Mornafi . 

La feguente Cappella ha un antichillìmo 
Crocerìfìo . 

La Cappella apprelìo della Cafa Libanori 
ha la Beiìta Vergine immacolatamente con- 
cctca , la Ssntiiì'ma Trinità, vai] Santi, e Sim- 
boli ad ella dalla Scrittura atrribuiti , con 
due Ritratti tutti del pennello dello Scar- 
feiiino. 

S:ccome è dello fte/To la SSrfia Annuncia- 
ta nella Cappella vicina. 

11 San Francefco di Paola all' Aitar, che 
fiegue é del S.gnor Girolamo Gregori - 

Santa Lucia m Tavola fopra P Altare del- 
la Cappella fra due Ritratti in ginocchio è 
riconofciuta per Opera del Cortellini. 

Segue la Cappella della Beata Vergine del- 
la Cintura in Statua veflita , il dipinto a 
guazzo é del Signor Girolamo Gregori iud- 
detto . 

Siccome V altra vicina Tela all' Alta- 
re, la Beata Chiara da Monte Falco è del- 
lo fteiìo. 

A lato della Porta, che va alla Sagrefiia 
vedefi il nobil Depofito del Conte Giovanni 
Muzzarelli, e della Conteffa Ippolita Sanvi- 
tali fra due Colonne di Cipolino , ed altri 
marmi preziofi . 

Adorna la fuddetta Porta il bel contorno di 
Marmi con il fopra pofto mezzo bufto della 
Marchefa Lucrezia Muzzarelli Brufantini d 5 

ottime 



)( 305 X 

ottimo {carpello . 

Siccome dall' altro Iato della Bafilica in 
un pilaftro fra due Cappelle V Ifcrizione fat- 
ta da Bernardo Bembo, Padre dei Cardinale 
allor eh' era Vicedomino in Ferrara per lar 
Serma Repubblica, alla Tomafina Gruamon- 
tana, la di cui Immagine è in un circolo di 
bado rilievo con un Angelo, che fofìenta la 
Tabella fopra del fuo Sepolcro , di cui par- 
la il Guarino per 1' Opera pia da e/la inf- 
tituita , poi negletta, fono Sculture di Luigi 
Montagna, che fotto vi fece il proprio nome . 

Refla da vederli la bella Statua di Mar* 
mo nella fua gran Cappella di San Niccola 
da Tolentino, Opera fìupenda creduta di Al- 
fonfo Lombardi, da altri di Pietro fuo Figlio, 
e da alcuni voluta di Girolamo pine de' 
Lombardi, ma ficuramente della fua Scuola , 
fcolpita al naturale in Marmo delle Cave 
Lune-fi . L' Altare ornato di Marmi col pa- 
vimento di tutta la Cappella e' Opera dei 
Ringhieri, e 1' Architettura poi di Maeftro 
Giufeppe Marefcotti Ferrarefe. 

Delli due Quadri laterali, quello col San- 
to, che celebrando la Merla libera le Anime 
dal Purgatorio, è lavoro di Giufeppe Maz- 
zoli , detto Eazola ," l' altro col CroceflfTo , 
che abbraccia la di luì Statua usci dal pen- 
nello di Giovanni Battifta Cozza . Delle pic- 
cole dipinture nel muro delle azioni del 
Santo , ve ne fono tre dipinte dal Garofa- 
lo , 1' altra del Pane convertito in Rofe , da 
Giacomo Parolini . Le Statue di Marmo de' 
Santi Eremitani, ed il San Michele fopra V 
V Ornato 



X %o6 )( 

Ornato dell* Statua del Taumaturgo , fono 
d' Andrea Ferreri, Statue eccellenti fll me . 

Nella Sagreflìa un' antica fcoltura in Afa- 
baflro , compartita in cinque Iftorie della Paf- 
fione del Redentore, lavorata alla Gottica , 
dicefi folle la Pala dell' Aitar domeftico de- 
gli antichi Marchefi Eftenfi già Signori di 
Ferrara . Alcune Tele ivi fono del Parolini , 
ed altre del Ferrari . 

Nel Refettorio in capo al gran Chiofìro , 
vedefì fui muro, quanto fi eftende la fac- 
ciata del medefjmo, la (ingoiar Opera dipin- 
ta da Benvenuto Tifio, detto il Garofolo Fer- 
rarefe , in cui efprefie, che per la morte in 
"Croce del Redentore viene deprefsa, e de- 
tronizzata la Sinagoga , efaltata la Ghiefa, 
per le mani della quale pattando il Sangue, 
e V Acqua, che eke dal Cofìato , hanno 
valore i Sagramenti, mentre un Sacerdote 
vefìito all' Altare di Pianeta all' antica , 
che ancora ufavafi in quei tempi , confacra 
un' altro afìolve un penitente ; ed un altro; 
battezza un fanciullo levato dal facro Fonte 
da un Vecchio venerando . 

Nel di fopra San Paolo predicante alle gen- 
ti ,• dalP altro Iato finifho la Sinagoga fedente 
fopra un' Afino ferita in più parti, e fi ve- 
de l' Altare degli Olocaufli fp rofondato , da 
un Levita mirandoli il fuoco precipitato, in- 
di il fommo Sacerdote colle mani fopra 1' 
Irco emiiTai-io , poi il Popolo della Circon- 
cifione polio in difiìpamento , e di fopra il 
Tempio col Santuario difperfo, e ruinofo ; al 
di folto una mano, che con una Croce fpez- 

za ' 



1 307 )( 

za le porte dal Limbo, donde efcono i Pa- 
dri , ed un' altra, la quale con una chiave 
chiude 1' Inferno. Superiormente alle brac- 
cia della Croce due mani , una a defìra , 
che corona la Chiefa , e V altra a liniera, 
che ferifce Ja Sinagoga, a cui cade di tefta 
la Corona, e due altre mani ne!!' alto del- 
la Croce (chiudono le Porte del Paradifo 
figurato nella Santa Città, dove fi vede Id- 
dio, e la fua Gloria. V ha fotto , quafi fpa- 
ruto, T Anno 152$. in cui fece queft' Ope- 
ra, da Giovanni Basirla Armonini filmata più 
a propofito per una Libreria , che per un 
Refettorio, col nome dell' Autore; (opra la 
Porta vi è una Tavola rimeria dal Signor 
Paolo Figlio di Giufeppe Bazola , col Marti- 
rio di San Lorenzo del Cortellino, qual era 
in Chiefa; fono pure di queft' Autore le 
Sante AgofHniane in mezza figura dipinte 
nel femicircolo fopra la Vafca da lavarli , a- 
vendovi fotto fcritto il fuo nome , 

In quefta Chiefa giace il Corpo del Reve- 
rendo Giovanni Maria Schiatti Sacerdote in- 
ftitutore dell' Opera pia del'e Convertite ; 
Alberto Schiatti valente Architetto, oltre dell* 
Aleotti già detto, Biaggio Rofetti Architetto 
di Borfo, ed Ercole Duchi di Ferrara, Do- 
menico Panetti, Domenico Antonio Alberti, 
e Giofeppe Mazzoli, detto il Baftarolo celebri 
Pittori Ferrarefi . 

Nella Scala di Marmo fi vede una Sta- 
tua Marmorea della Beata Vergine di valen- 
te fcalpello . Era alla Portarla un' antica 
Statua di Sant' Andrea di forma quafi or- 
V a dinaria , 



>(So8)< 

binaria, che doreva eflere in Clu'efa, e di 
non mal fatto difegno, e/Vendo quefto Con- 
vento uno dei principali di qaeita Congre- 
gazione Agoftiniana di Lombardia , dalla qua- 
le fono inciti molti Vomini infigni Ferrare!! 
per lettere , e dignità , che rammemorati 
da altri fcrittori , ftimafi inutile riferirli . 

S. LIBERA, 

Neil' angolo Settentrionale di quefto Con- 
vento trovali un' antico Oratorio di Santa 
lVIaria delle Grazie, detto di Santa Liberata, 
volgarmente Santa Libera, cuftodico dall' Ar- 
te dei Muratori in capo alla Via detta For- 
mignana, da una Porta della Città di tal 
nome, che ivi era. Si refe graziofa un' Im- 
magine di Maria Vergine Santillìma dipinta 
con Santa Liberata alla fini/tra fui muro 
dell' Orto del Convento, a cui nell' Aprile 
del 1474. a cagione delle molte grazie mira- 
colo fé , e prodigi succedi, Antonio Angelini 
Cittadino Ferrarefe edificò il prefente Orato- 
rio , confegnandolo ai Frati di Sant' Andrea 
con dote congrua per celebrarvi la Meffa , 
V Anno 1489. efli poi la confegnarono alla 
fuddetta Arte 1' Anno 1596. che vi ripofe 
su !' Altare Maggiore la Pala dipinta, e 
copiata da Carlo Borfati dall' Originale di 
Francefco Coftanzo Cattani, benché detto d' 
Antonio Randa, gli Ornati a frefco fono 
del Signor Giufeppe Facchinetti . 

Veggonfi appefe al muro due Pitture, una 
antica della Rìfurrezione del Signore di Ga- 
la fio 



)( bo9 re 

IafTo Galaffi; 1' altra della Beata Vergine del 
Bambino, e San Giovanni del Baftarolo . 

A fìniftra in una Nicchia fi vede una 
gran Statua della Beata Vergine fedente , di 
terra cotta, colorita col Bambino di legno , 
aggiuntovi dallo fcalpello di Cafilano Oller 
Svizzero , la quale era nel Palazzo Epifco- 
pale , fu dal Cardinal Donghi donata a quefV Ora- 

S. NICCOLA DA TOLENTINO. 

San Niccola da Tolentino, Oratorio di 
Confraternità, che verte facco di tela nera 
con mozzetta nera , Isella d' argento nel 
petto, e centura di cuoio ai lombi, trovafì 
fulla medefìma Strada in poca diftanza . 

Quivi fecondo i rogiti di Pietro Pialbene 
Nor. pre/Fo di me fin dell' Anno 1388. 24. 
Giugno leggefi , che il Vefcovo Tommafo 
Marcapefci di Ferrara concedette licenza al- 
l' onefto Vomo Guglielmo quondam Hjgo Fer- 
rarefe Priore dello Spedale di Sant' Antonio 
dì Ferrara , pofìo nella Contrà di Sant' An- 
drea , di concedere in 'vita tantum a Frances- 
co del qm. Bendedei d' Arimino abitante in 
quefìa Città nella Contrà di San Vitale in 
vita ipfius. tantum unum tafaletum , feu terre- 
num z>acuum pofitum Ferraris in contrada San- 
&i Jlndrec£ iuxta dicium hofpitale viam , et 
murum di di bofpitalis Ritornando poi con i 
miglioramenti dopo la di lui morte al detto 
Spedale, duro quefio fin dell' Anno i$99> 
in cui la Confraternità di San Niccola già 
ìnnituiù nella Chiefa di Sant 5 Andrea nelf 
V | HSh 



)C ì*o )( 

1455. pattò aduffiziarvi, fabbricando il pre- 
fente Oratorio con Facciata in vaga Ar- 
chitettura, coli' ottenere da Clemente Vili, 
la grazia di liberare ogn' Anno un Con- 
dannato in pena capitale. 

Oggidì colla liberalità de' Confratelli, af- 
fittita dalle copiofe elemofine di Monfìgnor 
Giovanni Maria Riminaldo Auditore della 
Sacra Rota Romana, e loro Protettore, fi 
riedifica con una bella Tribuna, architet- 
tata da Ignazio Fanani , ed una ben in- 
tefa Torre per le Campane già perfezio- 
nata . 

Su I' Aitar Maggiore v' è la bella Tela 
dipinta dal Monio Ferrarefe , colla B. Vergi- 
ne, il Bambino, Sant' Agoftino S. Niccola 
da Tolentino, ed Angioli» 

La Pala all' Altare della finilìra, entrando 
rapprefentante la Sfha Annunziata, fi riconofce 
per eccellente parto di Baftianino. 

Neil' altro Altare la bella Statua di le- 
gno colorita al naturale , che fi porta in 
procefìfione , la quale con tutta diligenza ven- 
ne fcolpita dallo Svizzero CafiTiano Oler , 
ed intorno varie azioni del Santo , fu di- 
pinta dal Mornàfì. 

V è un San Paolo dello Scarfellino, e 
Sant' Onofrio in Tavola di Cofmè per 
Chiefa . La Tela^ che cuopre V Immagine 
ili dipinta da Francefco Ferrari • 

Varie dipinture fono nel parapetto della 
Cantorìa, ed ai laterali, di poca confide- 
razione . 

Come pur anco un* antica Tavola tW 

era 



X$H )( 

era già all' Aitar Maggiore, ora nel Coro , 
che vogliono dipinta da Alfonfo Lombar- 
di ; ma non è credibile, che tal Opera 
fìa ufcita da quel fìupendo Statuario tan- 
to Iodato da Michel Angelo Buonarota , 
e da moltifììmi aitri « 

SAN VITO. 

All' incontro della ftrada della fuddetta 
Chiefa incontrafi San Vito Martire, Chiefa, 
e Convento di Monache dell' Ordine di 
Sant' Agoftino fotto il governo fpiritua- 
lé , e temporale degli Arcivefcovi noftri 
fin dell' Anno 1600. 

Venne edificato quefto Convento in vi- 
cinanza della Chiefa di San Vito, qual' 
era delle ragioni del nofìro Capìtolo 1* 
Anno 1134. dalle di vote Donne B&nafan- 
te Fornara , e V'Ha . Effe pigliarono V A- 
bito di Sant' Agoftino , e dall' Arciprete , 
Prepofito , e Canonici di Ferrara furono 
invertite della Chiefa coli' obbligo di pi- 
gliar da loro il Confeffore , e la confer- 
mazione della Priora . Era quefto Conven- 
to nel Borgo inferiore , in vicinanza del 
Pò, dal quale diroccato fotto la Priora 
Giulia 1' Anno 1254. fi portarono in Fer- 
rara, dove fondarono la prefente Chiefa , 
e Con verno, regolate un tempo nello fpi- 
rituale da' Frati Eremitani,** poi dai Ca- 
nonici del Salvatore di Santa Maria in 
Vado. 

La foffitta fu dipinta da Giufeppe Me- 
V 4 negarti 



K ?i* )( 

negatti , che fece ancora le mezze figure . 
Ma la Storia de* Santi Martiri nel mezzo 
fu dipinta da Orazio Mornafi ancor effo 
Ferra refe. 

La Pala del Aitar Maggiore da Bernardi- 
no Licinio, detto il Pordenone, Giovanni 
Battifla Cozza Milanefe vi aggiunfe al di 
fopra gì' Angioli, che foftengono il pofterga- 
1$ dietro alla Santiflìma Vergine. 

L' Altare a deftra , entrando in Chiefa 
col S. Vito giovinetto fu dipinto da Gauden- 
zio Ferrari Milanefe , benché creduto di Lu- 
ca Longhi. 

Alcune Tele della Pafììone fono dello Scar- 
fellino , e Mezzogori, appefe alle mura della 
Chiefa. 

Da quefto Monaftero ufcì Suor Coftanza 
de' Coppari a regolare il nuovo Monaftero 
di Santa Caterina eretto V Anno iji8. nel- 
la Terra di Cento, ora Città, e Suor Cof- 
tanza dalla Mafia de' Lombardi, Diocefì d' I- 
mola nella parte di Romagna comprefa nella 
Legazione noftra; quefta Suor Coltanza ritor- 
nata a Ferrara, paflb V Anno J 557» a re- 
golare le Convertite di Santa Maria Mad- 
dalena. 

Giace fepolta nella Chiefa interiore^ An- 
na Sforza Figlia di Galeazzo Duca di- Mila- 
no, che fu uccifo dà congiurati il giorno di 
Santo Stellano del 1477. e prima Moglie de! 
Duca Alfonfo I. di Ferrara, morta del 

JJ97- 

Apprettò il Convento di San Vito, fi ve- 
de il gran Palazzo Ducale, detto di Schi- 

vanoglia 



noglia fabbricato a terreno dal Marchefe Al- 
berto l' Anno 1390. e poi porlo a folaio 
dal Duca Borfo 1' Anno 1469. in cui na- 
cque il Duca Alfonfo I. V Anno 1479. og- 
gidì della Sourana Cafa Cibo , Duchi di 
Malfa di Carrara, in cui abitò la nobil 
Famiglia Tieni , e poi un ramo della Fa- 
miglia TaflToni , oggidì affittato per como- 
do della , Fabbrica del Tabacco . Era quef- 
to nelle ftanze inferiori tutto dipinto da 
valenti ProfefTori , benché antichi, e nella 
gran Sala da Cofmè tutta la grandezza 
del Duca Borfo nelle fue magnifiche azio- 
ni. 

Ora fono fparite tante nobili fatiche per 
la non curanza , e negligenza . In quello 
al tempo del Concilio fatto in Ferrara 1' 
Anno 1458, vi abitò Demetrio Defpote della 
Morea, Fratello deli' Imperatore Giovanni 
Paleologo di Coftantinopoli con la fua Cor- 
te venuto feco al Concilio. Dippoi dell 5 
Anno 1538. vi dimorò per più Anni il 
Cardinal Benedetto Accolti Arcivefcovo di 
Ravenna, e Commendatario della Badia di 
San Bartolo , vicino a Ferrara , eflendo 
con Paolo Papa III. in frangenti di av* 
verfa fortuna . 

SANTA MARIA IN 

VADO. 

Santa Maria in Vado antichiffima Ba- 
filica Parrocchiale Battefimale , e Canonica 

de 5 



5(3i4)( 

de' Regolari di Sant' Agoftino , Abbazia 
del Santifiìmo Salvatore della Congregazio- 
ne Renana , ritrovali dopo la fuddetta di 
San Vito. 

Fu edificata quella venerabil Bafilica pri- 
ma che dal Foro Ario , Vico Magno , 
paflaMero i Ferrareft , dove fi trova V o- 
dierna Ferrara , cioè dal capo dell' Ifola 
di S. Giorgio , in cui era la Cattedrale , 
ed unica Battefimale di tutta la Diocefi, 
e per comodo de' fanciulli, mercè il tran- 
fito del Real Fiume , che doveva farfi , 
che allora tutto /correva fotto la Città, 
pofero la Fonte Battefimale ad fuccurren- 
ttam in quefta , che domandava!! Santa 
Maria anteriore in Borgo Vado . Quefta dal 
Vefcovo Landolfo , e Canonici di Ferrara 
venne conceduta ai Canonici Portuenfi a 
Kavenna su '1 Mare Adriatico infatuiti , 
o riuniti da Pietro degli Onefti Raven- 
nate, e che per umiltà chiamavafi Pie- 
tro Peccatore V Anno 1115; qual vi man- 
dò uno de' fuoi Canonici, chiamato Gual- 
tiero a pigliarne il poflTerTo , ed inftituir- 
vi la Regola loro , qual poi divenuto Ar- 
ci vefcovo di Ravenna loro donò tutto quel- 
lo , che efTa gode di diretto di quella 
Chiefa, nelle Pievi di Tamara , e Cop- 
pa™ , e Villa di Foflalta , avendo lorb il 
Vefcovo Landolfo col Capitolo di Ferrara 
donate le Decime: per quefte donazioni han 
obbligo d' alloggiare 1' Arcivescovo di Ra- 
venna , e fuor Meffi. nobis qttam nofìris ntt- 
totis hofpitalitatent cum 'veflra , et eorum ho.- 

ne flette 



X 515 )( 

Heftate trìhucnies così le comiflioni di Tederico 
Arci vefcovo 1146 rog. di Pietro Noraro , 
confìrmate da altri Arcivefcovi , come Filip- 
po Fontana it$6. ed altri per i Vefcovi di 
Ferrara ùtnnì .Anno in kaL Decemlris anniver- 
farium prcedecejforum nojìrorum fimilitev facictis 
come dalla Conferma del Vefcovo Giovanni 
1x55. delle Conceffìoni di Landolfo, e Filip- 
po eletto per rogito di Pietro Novello Nq- 
taro fottofcritto dal Vefcovo , e dai Canoni- 
ci , mentre li Portuenfì reggevano la mede- 
fima » L' Anno 1171, li 28. Marzo, che fu 
il giorno Santiffimo di Pafqua, volle il Si- 
gnore manifeftare ai Mifcredenti , ed Ereti- 
ci di quel tempo V efìftenza reale del fuo 
Santiffimo Corpo , e Sangue fotto le fpezie 
Sacramentali nel gran Sagrifizio dell' Altare, 
quando Pietro da Verona Priore della me- 
defìma, celebrando coir affilìenza di tre de' 
fuoi Canonici, e d' infinito Popolo, confar- 
sne la folennita richiedeva, venuto all' atto 
di fpezzar V Oftia Sacrofanta nella Meffa , 
che a quei tempi non facevafì fottile col 
ferro , ma come focaccie , che oblate chia- 
jnavanfi , da erta ne' ufci in tal abbondanza 
il vivo , e vero Sangue, che fpruzzando 
in alto fopra 1' Altare a vive goccie , in- 
trife tutta l' Abfide , o fìa Volto di pietre, 
e mattoni della Cappella , fotto di cui 
lì celebrava, allora fituata fotto il quarto 
Arco, entrando: pet la Porta Maggiore, do- 
ve fi trova prefentemente 1' Altare della Bea- 
ta Vergine, detta di San Luca, o di Cos- 
tantinopoli, che in quefìa Chiefa venerali. 

A 



)( 3i«)( 

A tanto Miracolo , accorfe il Vesco- 
vo Amaro di Ferrara, anzi dicono, che in 
quefta Città vi f, trovaiì'e 1' Arcivescovo 
Guido di Ravenna; coma ne fanno tefli- 
monianza le tradizioni, ed una Bolla d' Eu- 
genio IV a Giovanni Aurifpa fuo Segreta- 
rio , che ne fu Priore Commendatario ,* dì 
tutto ciò ne fcriifi un' apologia nella Vita 
di Amato, e di Vguccione Velcovi di Ferrara , 
efcludendo , che non accade per V infedeltà del 
Celebrante. Fu poi fatto dipingere dal Boncni 
nella foffitta della Chiefa a pie del Papa 
per penitenza, ma bensì dell' Erefo , de' 
Gazari Patareni , che erano Ebrei ritornati 
al vomito dopo il Battefimo , e congiunti 
a Manichei, che avevano empiuta F Italia di 
fcredenza , maflìme fopra il gran Sacra- 
mento dell' Altare, fervendomi delle decre- 
tali d' Innocenzo III. al nofl-o Vefcovo V- 
guccione de Presbitero non lavtizato Cap. g. 
veniens ad >Apoflolicam Cap. VÌI. de dtvorths . 
Quanto te nouimus de Celebrati MiJ]arum tit 41, 
Cap- Vili, in quadam no/Ira decretali, e 1* E- 
ditto fatto in Ferrara 1' Anno ilio, dall* 
Imperatore Ottone IV. eontra Gazarci ? et Ptf- 
tarenos Ferraris commorantes , del che he fcri- 
vemmo appieno . 

Ceflata in quefta Chiefa F ofTervanza Ca- 
nonica , ed andata in Commenda , fu con- 
ferita in titolo a molti, fra quali al Beato 
Giovanni da Toflìgnano ; F ultimo , che F 
ottenne fu Leonello de' Trotti Protonotario. 
Appoftolico , e Canonico della noftra Cat- 
tedrale, che ali' iiUnze del Duca Ercole K 

il 



)( 117 K 

la cedette ai Canonici Regolari di Sant' A- 
gofìino, detti del Salvatore, avendo in cam- 
bio ottenuta in Corr.menda la Badìa di Van- 
gadiza nella Dicceli d 1 Adria 1' Anno 1475. 

Quefta fubitamente dal prho Priore dei det- 
ti Canonici , che fu Giacopo de' Giacopì 
Bolognefe , con gli aiuti del Duca venne 
riedihcata in tre magnincentiflìme Navi col 
dilegno di Bi aggio Rofetti , avendo fatto la 
Crociera, e Tribuna Bortolommeo Trillano, 
come trovo da' rogiti di Vgone Cagnazzi 
Not. del 1519. Sono le Navate in Archi 
foftenute da grolle Colonne di Marmo , vol- 
te all' Occafo , dove che prima era at 
Settentrione. Pietro Benvenuti famofo Ar- 
chitetto trafportò il Volto intrifo del mira- 
colofo Sangue nel luogo dove fi venera dì 
preiente 1' Anno 149?. adornato di poi 
dal Duca Alfonfo II. delle Scale, Poggio, 
Colonne di Marmo, ed altri Ornati col 
difegno d' Aleflandro Balbi valente Archi- 
tetto Ferrarefe 1' Anno 1594. avendo com- 
pito gli Ornati della medefima maeflofa Ba- 
ili i e a , che ha la nomina della fuburbana 
Parrocchiale di San Luca, il Padre Abate 
Ferdinando Trotti nella ncbil forma , che 
fi vede . 

Ha quefta Canonica due Chioftri con Co- 
lonne rotonde di Marmo . 

Nel mezzo al primo, che fu Cimìteno, de'fud- 
detti Chioftri fopra un' alto pilaftro vi é una 
Statua della Santiffima Vergine col Bambino , 
Opera del celebre Andrea Ferreri , non fog- 
getto alla claufura ; ivi è un Oratorto fot- 
ta 



X Ji8 X 

to il titolo di San Girolamo eretto da 
Roberto Strozzi , e confacrato dal Vefcovo 
Pietro di Trani Priore di Santa Anna V 
Arno 1495. 

La Facciata, che guarda 1' Occidente di 
loda Architettura ha nella fommita una bea- 
ta Vergine col Bambino di Marmo di 
grande mole, che una volta percoffa da 
un fulmine reftó fenza nocumento , e due 
glandi Angioli a' lati di Marmo colle a- 
li di bronzo tutte dell' Opera di Andrea 
Ferreri Scultor Ferrarefe , nato in Bologna. 
Ragguardevole è la Porta di variati Mar- 
mi ,- ed entrando in Chiefa vedefi 1' Orna- 
to del Prefbiterio con i grandi Angioli di 
Stuccho fopra il cornice , che hanno nel 
mezzo i feudi con le Aquile Eftenfi , e 
nella foffitta V AfTunzione di Maria San- 
tiffima con le due gran Tele laterali fti- 
matiffime della Natività del Signore , e della 
Beata Vergine , tutte di Domenico Monio 
Ferrarefe . 

La Tribuna , e Volta del Coro è di- 
pinta da Carlo Bononi col nome ineffabi- 
le di Dio in Ebraico adorato dai Profeti, 
e Patriarchi dell' antico Teftamento , cosi 
gli Ornati intorno alle fineflre , dov' è it 
Ripofo della Santiffima Vergine nella fu- 
ga in Egitto ,• il gran Quadro delle Noz- 
ze di Cana Gallilea polio in rame dal nof- 
tro egregio Andrea Bulzoni , la Difputa 
fra Dottori intorno V altra fineftra , fono 
del pennello del fuddetto Carlo Bono- 
ni ; Aveva effo anche difegnato , ed ab- 
bozzato 



)( llp )( 

bozzato 1' altro Quadro nel laterale collo 
Spofalizio della Beata Vèrgine con San 
Giufeppe , ma nel Settembre del 1631. 
forprefo dall' ultima infirmila, in cui man- 
co di vita , ne fu pioieguita , e compita 
V Opera da Allenta Ruarola , detto il 
Chenda Ferrarele fuo Scolare.- 

La Pala della SanffLma Annunziata in 
fondo al Coro della Chiefa , nel di cui 
feftivo giorno vi fi fa V Offerta pubblica 
da tutte T Arti della Città, ordinata f 
Anno 1500. é Opera di Profpero Fonta- 
na Pittor Bolognefe ; il San Paolo con gli 
Evangelici al di fotto in mezza figura fono di 
Camillo Filippi . Nel Prefbiterio fei Meda- 
glioni dorati di ballo rilievo fcolpiti furo- 
no dal Signor Pietro Turchi. 

Le fei Tele ne' sfondati della foffitta , 
la prima dentro la Porta Maggiore , che 
rapprefenta la Prefentazione della Santiffima 
Vergine al Tempio , dipinta dal Croma , 
le altre cinque, cioè il Paradiib , la Vi- 
brazione , il Miracolo del Santiilìmo San- 
gue , 1' AflToluzione del Sacerdote a' 1 pie- 
di del Sommo Pontefice , e la Corona- 
zione della Beata Vergine , fono di mano 
di Carlo Bononi , /ebbene quefì' ultima da* 
Profefibri fia creduta dello Scarfellino . 

11 gran Fregio , e Cornice intorno la 
Chiefa, ornati della Soffitta lumeggiati d' 
Oro, le Volte delle Cappelle a fianco dei 
Presbiterio a chiaro, e feuro , fono tutti 
lavori di Girolamo Faccini , Ippolito Cafo- 
li , e Girolamo Graflaleoni , Compagni Pit- 
tori 



)( i*« )( 

tori Ferrarefi . Carlo Borioni dipinfe le mez- 
ze Figure de' Santi fra gli Archi fopra 
le Colonne, avendo nell' Immagine di San 
Gelafìo Papa ritratto il Padre Don Gior- 
gio Fanti Ferrarefe Dottor Teologo noftro 
Collegiato , e Priore di quefta Chiefa, che 
ne procurò i rari Ornamenti, ed un San 
Guirino Cardinale , il Cavalier Battifta Gua« 
rini Autor del Paftor Fido . 

Sopra r Organo, le figure fono dipinte 
dal Signor Giufeppe Ghedini Ferrarefe vi- 
vente- L' Architettura è di Giacomo Fi- 
lippi , ancor elfo Ferrarefe ; ■ ficcome il Da- 
vide, e la Santa Cecilia fono del Reve- 
rendo Signor Don Francefco Parolini Fer- 
rarefe, medefimamente vivente, il qual dipinfe 
fopra la Tribuna , dove fi venera il San- 
tiflìmo Sangue il Dio Padre corteggiato 
dagli Angioli in gloria a frefco. L' ar- 
chitettura del mentovato Filippi , 1' altre 
Figure fopra le Cappelle del Signor Ghe- 
dini fuddetto . 

La prima Cappella a fininra della Tri- 
buna, in cui fi conferva il Santiflìmo Sa- 
gramento , della nobil Famiglia Aventi ha 
efprefso nella Pala il Battefimo del Salva- 
tore, dipinto da Baftian Filippi , le due 
Tele a tempra dai lati con il Sagrifizio 
di Melchifedecco , e la Cena del Re, che 
fcacció colui il quale non aveva la verte 
nuziale, fono del Signor Ghedini mentovato. 

Nella Cappella feguente della Famiglia 
Guarnieri , poi de' Signori Varani di Ca- 
merino , fu r Altare la Pala colla Beata 

Ver- 



X j*i )( 

Vergine, il Salvatore , San Pietro, ed al- 
tri Santi in piano, è Opera delle prime 
di Bonifazio Bembo Veneziano, creduto del- 
la Scuola de' Doffi , e gli Angioli fono 
di Baftianino . Nella Facciata a finiftra fi 
vede una Tela dipinta già di beli' orna- 
to di Colonne confervata, creduta dei Dof- 
fi , ma più certamente di Girolamo Mar- 
chefi da Cottignola , fu cui fu dip'nta con 
la Giuftizia la Fortezza , quali hanno nel 
mezzo un gran Cartello , sii elio ftanno 
fcritti li pregj , e le ynù delia Filippa 
d Antonio Maria Guarnieri Moglie di Er- 
cole Varano , che di quindeci Anni era 
ftato fcacciato dallo flato di Camerino , ri- 
couratofi in Ferrara J* Anno 1475- con Pier 
Gentile fuo Fratello, fotto gli Éftenfi. Tra- 
fe da detta fua Moglie , Donna di (ingo- 
iar bellezza , e virtù , ventitre Figli , de* 
quali Fabrizio , Camillo , Mattias , e Pietro 
Gentile fopravifìero , e propagarono in Fer- 
rara quefta Nobiliffima Famigfla : fotto la 
Tela vi è il feguente Elogio emm-natico 
tra tefchi , e fcheletri dipinto, venne compo- 
flo dal famofo AlefTandro Guarini il vec- 
chio, la fpiegazione di cui non é ancor 
laicità, benché varj ingegni vi abbiano pro- 
curato di dargli il vero fenfo , fra quali 
il Tiraquello , il Maggi, il Remigio , il 
Menadito , il Grefcimbeni , in un Sonet- 
to il Canonico noftro Giulio Cefare Gra- 
dini ; 1' enimma è quefto. 

Qu<£ [uni prò bus , qua non funt , q u<£ fi 
ejfent fro bis, qu<t cum fini non funi, qua 
X <vìden- 



)( 5« X 

vìdentur effe prò bis, qua clam font, ut quod 
ejìis fitis - 

Qual cosi pare, che fi polla volgarizzare, 
ma ne meno s' intende cofa volefle fpiegar L* 
Autore . 

Quelle cofe , che fono per quelle , che non 
fono, che *vi fojfero per quelle , che quando 
•vi fono , non fono quelle , che paiano d s ej- 
sere , per quelle , che Jorio nafcofte fono in 
eaufa , che come fiete re filate . 

L' Altare del Santiffimo Sangue ornato 
del belli filmo Varone al di fopra con Sca- 
le di Marmo , e Cupola , nelle Nicchie del- 
la quale le varie Statue di Santi fono 
credute d' Antonio Magnani, le due la- 
terali dei Profeti fonu del Signor Pietro 
Turchi Ferrarefe . 

La Cappella feguente de' Signori Marchefi 
Calcagnini ha la Pala dell' Altare colla San- 
tiiTìma Annunziata, copia di quella dello Scar- 
fellino nell' Oratorio della Scala, fatta di- 
cefi da Giacomo Bartoli Pittore da Cora- 
mi d' Oro, allora in ufo. Al muro ap- 
pefo é un Quadro di mezze figure , che rap- 
prefentano il Salvatore interrogato da' Fa- 
rilei fopra la moneta del tributo douuto 
a Cefare , Opera di Giacomo Palma il 
Vecchio , Pittor Veneto difcepolo di Ti* 
ziano . 

Entrati fotto la Navata il primo Altare 
ha la Tavola con la Vifitazione della San- 
tiffima Vergine a Santa Elifabetta dipinta 
da Domenico Panetti , che nella tefta fo- 
pra la berretta di Zaccaria a Caratteri e- 

braici 



)( 3*? K 

braici vi fcrifle il primo verfetto del Ma- 
gnificat , cosi indirizzato da Bernardino Ste- 
vio Canonico di quefìa Religione, detto 1* 
Eugubio , celebre Commentatore della Divi- 
na Scrittura , qual viriè , e morì in ques- 
ta Canonica . 

Segue I' Altare del Beato Arcangelo Can- 
iietoli Canonico di queiì' Ordine colla Te- 
la dipinta da Marianno Collina Pittor Bo- 
lognefe » 

L' antica Immagine della Santiflìma Ver» 
glne nel vicino Altare é dipinta alla Gre- 
ca , perciò detta di San Luca , con ii Pre- 
fepio in bario rilievo intagliato dal Porri 
intorno, già porto ad Oro , e più volte 
da fulmini deturpato, ma non abbruciato . 

Segue V Altare di Santa Cecilia, Ope- 
ra di Sebaftiano Filippi , detto Balìianino . 

Nel feguente Santa Geltrude , a cui il 
Salvatore pone un dito in bocca -, con al- 
tri Santi, quale dipinta venne da Giulio Croma - 

L' ultimo Altare di quefta parte ha il 
bel San Giovanni Evangelica in Tavola 
dipinto da Doflb DolTì Ferrarefe, ma guaf- 
to dal Collina Bolognefe, Da' rogiti d' ti- 
gone Cagnazzi Not. del 1519. vederi , che 
la Cappella di San Giovanni Evangelica era; 
vicina alla Porta della Sagreftia • 

Parlato jl Battiftero di lodo Marmo rof- 
fo di Verona, e la Porta Maggiore , s' 
incontra in un' Altarino con fopra Un S. 
Giovanni, che battezza il Salvatore, del Bo- 
ttoni. 

Si entra nella Navata dirimpetto , nel 
X x di 



)( IM )( 

dì cui |>rimo Altare vedeG una Tavola 
colla Belata Vergine , ed il Bambino in tro- 
no , e nel piano San G scarno Apposolo, 
e Sant' Antonio Abate, prima da alcuni 
creduta d' Innocenzo Francucci da Imola ; 
e da altri di StefTano da Ferrara della Fa- 
miglia Falzagaloni . 

L' Aitar contiguo ha la Beata Vergine , 
che adora il Bambino Gesù di mano d' O- 
razio Sommacchini Bologneie , accomodato dal 
Bazola. 

Nel profilino Ahare la Beata Vergine dipinta 
in Tavola con diverfi Santi , e due Ritratti 
d' Uomo, e Donna in ateo d' adorarla, è 
di Bartolornmeo Ramenghi detto il Bagnaca- 
vallo, però nativo di quella ìnfigne Terra 
del Ducato di Ferrara • 

V Altare del Santiiììmo CroceS/To é Ope- 
ra antica di rilievo. 

La Pala dell' Afcenfione del Redentore 
al feguente Altare è copiata dal Bononi 
dall' Originale di Benvenuto da Garofalo , 
trafportato in Roma. 

Altare ultimo di quefìa Navata ha il 
Martirio de' Santi Vitale, ed Agricola porti 
in Croce, dipinto da Domenico Monio. 

Neil' Altare dell' ultima Cappella a (ì- 
niftra della Nave Croce , dove già era San 
Vomobuono dell' Arte de' Sartori , in di lei ve- 
ce vi venne collocata la Tavola con fopra San 
Girolamo dipinta da Andrea Mantegna Man- 
tovano; di prefente ha una efequie degl* 
Appoftoli alla Santiffima Vergine, la di cui 
anima fi vede portata fopra una nube in 

gloria 



)(5*5 K 

gloria in mano del Sigiare , Opera dipia* 
ta da Vittor Carpati Veneziano , che fot- 
ta vi fende il fua nome , e 1' Anno , 
in cui la fece 1508, 

Pacata la Porta su cui forgefì V Orga- 
no , e la Cantorìa , adorna di due mez- 
ze Figure pofte a vernice dorata, fcolpi- 
te dal Signor Pietro Turchi . 

S' entra nella Cappella della nobili ffi ma 
Fawglia degli Obizzi ; full Altare vedefii 
la Tavola collo ftupendo miracolo ope- 
rato da Dio , vivendo Sant' Antonio di 
Padova in Ferrara, nella perfona di un Fan- 
ciullo di irefco nato, che nelle fue brac- 
cia parlò , additando il fuo vero Iegitimo 
Genitore per levare un gelo fa fofpetto da 
lai concepito contro la propria moglie ; 
Viene quefta creduta di Girolamo Carpi , 
da altri penfafi di Raffaella d' Vrbino; 
ma era ridotta in si peffimo (lato , che 
perduro tutto il mezzo della Storia di- 
pinta , e fgroftata affatto la Tavola , Giu- 
seppe Mazzoli, detto Bazola Ferrarefe 1' An- 
no 1739. non fi sa, fé con troppo co- 
raggio, o fovverchio ardimento la rimette/Te. 

La Cappella feguente eretta dalla Signora Li- 
cinia Strozzi, come da rogiti del (.agnazzi, 
aveva la Tavola di San Girolamo , che 
più non efifte già dipinta da Andrea Man- 
tegna Mantovano fuddetto ; oggidi tiene 
quella di Sant' Omobono Protet;ore dell' 
Arte dei Sartori, colorita dai Dodi Fer- 
rarefi , rilìorata da Giovanni Battila Coz- 
xa Milanefe, il qual dipmfe le due Te- 
X z le 



)( ?** X 

le laterali dei Miracoli di detto Santo , 
così ancora il Sepolcro di Cafa Strozzi , 
doue fono le Ceneri dei famofi Cavalieri , 
e Poeti Ercole , e Tito Giudici de' do- 
deci Savj , cancellato Io ile mina loro, e fur- 
rogatovi un Forbicione da Sartore. 

Nella Sagreftia la Lunetta col Padre E- 
terno in mezzo ad un Coro d' Angioli è 
del Bagnacavallo , e fervi di Cimafa alla 
Beata Vergine Annunziata con San Seba- 
stiano , San Rocco , ed altri Santi , che 
componevano la Pala dell' Aitar Maggio- 
re dipinta da Domenico Panetti Ferrare- 
se . La Fuga in Egitto dallo Scarfellino 
tolta venne da Paolo Robufti Veneziano, detto 
il Tintoretto. 

Il Redentore è di mano d* Innocenzo 
da Imola. 

La Santiflìma Vergine col Bambino , ed 
■un 1 altro, che fotto il fuo Marto racco- 
glie Vomini , e Donne, è lavoro del Monio. 

San Francefco d' Affili , e Santa Chia- 
ra , fono del P. Fra Cofmo Piazza Cap- 
puccino Veneto. 

Le Virtù, Giuftizia, Fortezza, Umiltà , 
e Pace in una Tela dipìnte furono da 
un Carmelitano della Congregazione di 
Mantova . 

Nella Cappelletta della ftefla Sagrefìia fopra l* 
Altare il Sant' Agoftino veftito da Cano- 
nico Regolare col fanciullo fui mare, quan- 
do cercava il Miftero della Sma Trinità , 
è del Borioni. 

Nella Volta la Navicella col pafìaegio 

della 



)( 3*7 K 

della. Beata Vergine in Egitto, fu efpref- 
fa da Colmo Tura . 

Nel Refettorio evvi un San Girolamo di- 
pinto dal Monio, ed una Santiilìma An- 
nunziata . 

Nel Reliquiario fopra F Altare del Saa- 
tiffìmo Sangue fi confervano le infrafcritte 
Sante Reliquie , che fono molto rare , e 
quafi parti integrali. Del Legno della San- 
tiffima Croce di Noftro Signore Gesù Crifto; 
del tuo Sudario ; della Pietra del fuo Sepol- 
cro; delle Funi, colle quali fu flagellato; Pietra 
del Monte Calvario; della Terra S. di Geru- 
salemme, della Grotta , detta delia Beata 
Vergine ; delle Vefti della medefima ; del- 
la Croce di San Pietro ; della Croce del 
buon Ladro ; Parte della Tefta di San Sa- 
turnino Martire; Parte della Tefta di San 
Ciriaco Mart. Parte delia Tefta di Santa 
Barbara Vergine, e M.; Parte della Tefta 
di Santa Emar^nziana V; e Martire; Par* 
te della Tefta di Santa Coftanza Regina. 
O'Xa de' Santi Innocenti uccifi da Ero- 
de, dì San Matteo Appoftolo, ed Evange- 
lica ; di San Steffano Protomartire , ed un 
Saffo, con cui fu lapidato. Di San Lo- 
renzo Arcidiacono , e M. di S. Zenone 
Compagni Martir» ; di Sant' Efuperio difce- 
polo di Sant' Anaftafio Martire ; di San 
Criftoforo Martire ; dello fletto. Sant' A- 
naftafio Martire ; di Sant' Qrfola , e fue 
Compagne Mm. Di Santa Margherita Ver- 
gine, e Martire; di Sant* Anaftafia Mar- 
tire; di Santa Cecilia Vergine, e Martire* 
X 4 di 



X S»8 X 

di Santa Caterina Vergine , e Martire ; df 
Santa Petronilla Vergine , e M; di Sant' 
Anfidonia; di più Martiri; Otta di Sant* 
Eliseo Profeta ," Oflk della Beata Angela 
da Foligno . 

In luogo ignoto giace il Corpo del Bea- 
to Giovanni Antonio , detto Balenzone, Ca- 
nonico dì queft' Ordine fepolto in quella 
Chiefa , di cui feri ve il Segni de Reliq- , 
et venerai. Santlor pag. 149. che fofle fo- 
lamente Fratello Commeflo . 

Habet corpus beati F. loannis ^Anton'j Com- 
mijjì nofìri , cuius religio , ac fartela vita fi* 
gnis multis a Deo de dar aia e fi ; Non a ren- 
do certezza del temao , in cui mori Me , cre- 
dei! fo/Te de' primi Religiofi venuti al- 
la riforma di quella Canonica 1' Anno jjoo. 
in circa - 

. Siccome pur anco vi giace il funnomi- 
nato g an letterato , e Dottor Bernardino 
Steuco, detto 1' Epubino da Gubbio fua Pa- 
tria, dotto Commentatore della Sacra Scrittu- 
ra, Canonico di quella Religione; e Tom- 
mafo Gianini Medico, e gran Filofofo Fer- 
rarefe, ed il celebre Daniel Fino, 1' Ar- 
cidiacono Antonio Trotti , e tanti altri 
letterati . 

In quella ebbero pure fepoltura i chia- 
ri Pittori , ed Architetti , Pietro Benvenuti 
del Duca Ercole I, Giovanni Battifta fuo 
Nipote, detto V Ortolano Pittore; Benvenu- 
to Tifio , detto il Garofolo , Giovanni Fran- 
cefilo Surchi , detto il Dielai , Sebaftiano Fi- 
lippi , detto Balanino , eoa Camillo fuo 

Padre , 



)( 3*9 )( 

.Padre , Carlo Bononi , e li due Ferrari 
Francel'co , ed Antonio Padre , e Figlio . 

A quefta Bafilcà per iniìituto del Vef- 
covo Giovanni Fontana di Ferrara, nel di 
17. Novembre giorno di San Gregorio Ta- 
umaturgo, vanno dalla Metropolitana pro- 
ceffìonalmente tutte le Confraternire con il 
Clero Regolare , e Secolare , per render 
grazie a Sua Divina Maeflà della libera- 
zione dal gran Terremoto , che principia- 
to in tal giorno , come altrove feri vern- 
ino V Anno 1570., feguitando due Anni, 
deformò la bella Città di Ferrara . Nel 
Chioftro v' è la bella Profpetiva dipinta 
da Giacomo Filippi Ferrarefe . 

Nella Strada di Santa Maria in Vado 
andando verfo la Giovecca vi fono ma- 
gnifici Cafamenti a deftra fra quali quel- 
lo fabbricato dal Conte Girolamo Fabiani, 
pofleduto del celebre Giurifconmtto Marc' An- 
tonio Fregulia , di poi pattato in altra Fa- 
miglia . 

L' Altro in cui ebbero domicilio gli Ante- 
nati dell' Emo Signor Cardinal Fantuzzi Com- 
mendatario di San Bartolo, prima di ftabilirf; in 
Ravenna ove vedefi il loro flemma . Ewi 
nell' ingreflfo di detta Cafa la Scala con vsga 
Hoggietta dipìnta tanto nei lati, come nei Vol- 
ti a grortefeo con varie Immagini di fa- 
volose Deità, Animali , e Paefi , creduti di 
mano dei Doffi , da altri Mimati del Ca- 
valìer Criftoforo Roncalli , detto il Pcma- 
rancio . Nella medefima ftrada caminando 
verfo la Strada della Giara trovali 

Santa 



)( *3o X 

S. ROCCO. 

San Rocco Chiefa con Monaftero di Mo- 
nache Domenicane regolate da' Keligiofi dell* 
OfTervanza di Santa Sabina, detti di San Do- 
menico . 

Il Duca Ercole 1 V Anno 1498. diede prin- 
cipio a quella Chiefa in lu> go dove fi dice- 
va le Porre Mura nella Contrada di San 
G iglielmo per due Temane, Domenica Ven- 
turini da S rtnìdo, Dioccfi di Mantova, e 
Benedetta dei Bon.tm e Ferrarefe Quefie pi- 
gi »ato 1' Abito Clauftr»le in San Domenico V 
Anno 1506; ed m fruite della Regola delle 
Monache di Sinfa Caterina da Siena, am- 
pliarono il loro Convento colla compra d' una 
pezza di terra arativa, broiliva ed ortiva di 
Srara diec'fecte , con fopra un Cafamento nell' 
Addizione Erculea, fatta da Giovanni Lodo- 
vico Nafelli de.Ia Contrà di S. Niccolò Supe- 
riore V Anno 1*07. li iz Giugno per rogi- 
to di Cristoforo Zeni Notaro, fiipolaro in ter- 
ra nova , in Eeclefta Monialium Sancii Rocbi Or- 
dinis San3i Dominici ■ Indi con gP aiuti de' 
Pr ncipi , e Cittadini s' avanzarono in fabbri- 
che , ed O Wvanza ^eligiofa, avendovi 1' An- 
no della PeMe commine per 1' Italia, e da 
cu ; fu m'racolo r amen r e nrefervata la Cirtà di 
Ferrara , coli' affenfo del C*rd. Magalotti 1' 
Anno r£{0 . trafnortato il Voto pubblico di 
un.j Cappella , ed Altare a quefio Santo e- 
jeita , dalia Cattedrale, per cui fu alzato di 
Marmi della noftra Communita V Aitar Mag- 
giore , 



giore, con la bella Tela dipinta da Giovati- 
ni Francefco Barbieri da Gerito , detto il Guer- 
rino , pofta in luogo di altra dipinta da Leo- 
nardo BreiTa. Ma la detta Tela offefa dal 
riverbero dei Sole per la fineftra della Fac- 
ciata , guafiandofi affatto, d' eflfa ne fu fatta 
copia .per mano di Benedetto Gennari > fuo 
Scolare, e quivi riporta, ferbandofi qualche 
tempo 1' Originale cadente nelle Stanze del 
Magiftiato, che venne rifatto da Giacomo Pa- 
rolini con ogni degenza e vedefi ora collocato 
neir Oratorio di San Maurclio . o fia Chie- 
fa Nuovi al Cortil Ducale del Pubblico i- 
fìefTo; il qu*le va ogn' Anno preceduto da 
tu ite le Arti della Città alla Vifita di que- 
fla Chiefa il giorno dei Santo. 

Ale/fandro Cafoli dipinfe nella foffitta la 
Sma Trinità , e Giovanni Battifta Grafialeo- 
ni il rimanente . 

Neil' Altare a fìniftra la Betta Vergine di 
Loreto è dello Scarfellini > li Santi Domeni- 
cani , che fono efpofti nel muro della Chie- 
fa vennero dipinti da Maurelio Scanaviei , 
e due dall' Avanzi. Le due Statue di Gef- 
fo a' lati dell' Aitar Maggiore di Santa Ca- 
terina da S ; ena, e Santa Rofa di Lima, fono 
d' Andrea Ferreri, 

Nella vicina Strada di Biliari* , trovafi la 
Cafa de' Fratelli delle Scuole Pie , o Criftia- 
ne' fondati in Frjncia 1' Anno r68o. dal Ca- 
nonico Giovanni Bàttifta della Sale , Dottor 
Teologo, e della Metropolitana di Rems in 
fctarnpagns Preb ndato ; avendo loro compra- 
ta quella Cafa il Card. Rainiero d' Elei, già Ar» 
P 4 civefeov© 



X 33* )( 

e San Niccola fu dipinta da Francefco 
Ferrari . 

Quella della Beata Verg : ne con San Ge- 
lalo Papa la dioinfe Giacomo Parolim , la- 
voro ammirato molto dalli Fcraftieri, in ifo 
diligentemente dal celebre noitro Andrea 
Bulzoni. 

Nella Chiefa interiore hanno una funer- 
ba Tavola dipinta dal Doiio col Ci'oteflf- 
f o , San Giovanni , Sant' Agoftino, ed al- 
tri Santi, che fgroftato fu rimeria da' Si- 
gnor Francefco Pellegrini con maritila. 

Sì cuftodi'ce in quefta Chiefa interiore 
il Corpo di San Bonmercato Martire Chie- 
rico Ferrare fé , che 1* Anno i$7# fu HO 
cifo ingiuri a mente da' Birri per non av,-r 
palefato chi avefle derubato , ed tice'fo I 
tuo Prete di Santa Maria del Pipo , Chie- 
fa allor nel Borgo detto di San Biagio; 
era collocato nella Chiefa di San Birnaòa 
fuori di detto Borgo per le caufe , e mi- 
racoli narrati dal Guarino, e che negl' At- 
ti della fua Morte fi leggono confervati , 
tanto riell' Archivio Arci vefcov ale , che 
delle Monache di Sant' Agoft'no. D' eiio 
ne parla in una fua Bolla Innocenzo Vili. 
F Anno 1492. in cui fcommun'ca chi 1* 
avelie rapito, ed occultato. Veggafi ancora 
Morfignor Boldetti nell' Opera de' Santi 
Cimiterj; ma nel trasferirli le Monache di 
San Barnaba da quell' antica Ch'efa in 
queiìo Monaftero di Sant' Agoftino , e met- 
rendofi li Frati Minimi alla riforma di quella, 
lo ritrovarono , e con foienne Proceflìone 

fu 



)( 333 X 

fli portato quivi 1' Anno ftefiTo, o fuffeguen. 
te , nominandolo come Martire nella Vifita 
Appoflolica Giovanni Battifla Maremonti , 
fatta 1' Anno 1574 d ordine di San Pio 
V. e Gregorio X1JI. 

Potria vederfi su ciò quanto fcrive Ce- 
fario Monaco Ciftercienfe della Diocefi di 
Coionia nel fuo Libro Ktorico de Miracu- 
lis Cap. 35. de funplicitate lib. Jextus . 

In Ferrarla Cìvitate Longobardi ce ante annos 
faucos erat homo quidem Marcatellus Nomine 
mire fimpticìtatis , et erga Sancìorum loca maxi- 
m<£ de'votionis y e . combinando la Scoria dell' 
uno, e dell' altro fi può lafc»ar al ret- 
to giudizio de' più faggj , fé fiano due gli 
Innocenti uccìfi per la virtù delia (impli- 
cita, o pur un folo , a cui i' ingiuria 
del tempo, 1' ignoranza degli uomini , il 
Secolo depravato , abbiano involate le più fin- 
cere notizie , benché dei Cherico San Buon- 
mercato abbiano quefte Monache in un an- 
tico Graduale in pergamena , la MeiTa 
propria » 

Hanno la Badefifa > e quefte Monache il 
Gius* padronato della Cappella del Santifìì- 
mo Corpo di Cnfto nella noftra Metropo- 
litana detta Superiore, fondata dal già Mat- 
teo Quercetani Banchiere V Anno 1261, per- 
venuto loro per 1' ti edita della Lucia San- 
dei loro Monaca profefTa , circa 1' Anno 
1590. con Bolla di Clemente Vili. 1' Anno 
1499. unita alla Menfa del loro Mona- 
fiero . 

Vfcirono da quefto Convento Suor Barbara 

Co-ft abili 



)( m X 

Colabili, con Suor Maurelia Lombardi con fé- 
deci Monache loro Compagne, e ne'U Stra- 
da di Santo Spirito, con diipenfa di Papa 
Leone X. V Anno 1515- fondarono il Mo- 
naflero di Santa Monaca , oggidì Domeni- 
cane , come vedemmo, così pure Suor Vit- 
toria Pafqualetti, con Suor Bianca Sardi , 
che T Anno 1537. fondarono il Monafìero 
di Santa Lucia nel terzo Guaito, in Capo 
la Via detta la Colombaia, dove vi fiero , e 
morirono in gran concetto di Santità. 

Dentro la Chiefa di claufura giace la Giu- 
lia Figlia del Duca d' Vrbino Francefco Ma- 
ria della Rovere , che fu prima Moglie d' 
Alfonfo I. terzo Duca di Ferrara V Anno 
1563. ivi fepolta, nel qual lepolcro V Anno 
157?. vi fu collocato il Cadavere di Laura 
Eufìochia Dianti, detta la bella Berettarina , 
che dal fuddetto Alfonfo I. generò 1* accen- 
nato Don Alfonfo, Padre del Duca Cefare 
di Modona, ed Alfonsino 2ncor elTo fepolto 
nella fteffa Tomba, ambi nati da detta Don- 
na . Alfonfino fu primo Marito di Donna 
Marflfa , Figlia di Francefco d' Elie Marchefe 
di Malia Lombarda fua Cugina con difpenfa 
Papale, colla quale ville foli tre Mefi , paf- 
fando poi effa in Cafa Cibo di Malfa Car- 
rara 11 11. Ottobre 1557. Fu fepolto in S. 
Agofìino pure un tal Meffier Bartolommeo 
Fratello della Signora Laura , come fi vede 
dal Libro della Sagrefìia della Cattedrale di 
quel!' Anno . 

Nella Sagreflia di quelle Monache fi vedo- 
no appefi al muro , un Quadro colla Bea- 
ta 



X 335 X 

ta Vergine di Loreto dello Scarfellino . 

Altro col Battefimo del Signore di Fran-» 
cefco Nafelli . 

La Sacra Famiglia è di Giacomo Bambini. 

Una Tavola cella Beata Verdine, e fuo 
Bambino, . la d-pinfe Bortolcn meo Ramenghi 
detto il Bagnacavallo . 

Le Pitture, che accenna Raffaelle Borghini 
di Giotto erano fui muro in S. Andrea, Con- 
vento de' Religiofi dell'Ordine di S. Agorìino, 
e nell' interno del Campanile, che già era a* 
perto verfo la Chiefa , formando una Cap- 
pella, di cui fé ne vedono le veftigia» Neil' 
altra ftrada poco dittante vi è 

SAN VITALE 

San Vitale M. antichifììma Bafilica Par- 
locchiale , ora fmembrata, e foppreffa la Cu- 
ra delle Anime, ridotta ad Oratorio, livella- 
to all' Arte de' Nunzj . Era quefta delle 
ragioni dell' Abbate, e Monaflero di S. Vi- 
tale di Ravenna, che nominava, ed intìi- 
tuiva il Rettore, confermandolo poi il Vef- 
covo di Ferrara, ma per mancanza dei ne- 
ceflario mantenimento , dal Card. Ruffo in oc- 
cafìone di vacanza 1' Anno 1728. 1' ottenne 
dall' Abbate, e Monaci ; donò indi le fabbri- 
che , ed Orto, alla Congregazione de Par- 
rocchi Conventuali della Città colle mie is- 
tanze, ad effetto d' efpurgare in efìo le 
Sepolture delle Parrocchie , come tuttavia 
fi coftuma . 
Scrive il Guarini , che quefta Parrocchiale 

foffe 



forte edificata in fondo Vado, eflendo Signo 
xa di Ferrara la gran Contefla Matilde , Som- 
mo Pomefice Pafquale 11. e Vefcovo della 
Città Landolfo P Anno J174,' donata poi da 
Papa Adriano IV. alla Badia di San Vitale 
di Ravenna, còme da una Bolla del JI57» 
Ivia dall' Anh' vio del noftro Capitolo tro- 
vo, che quefta Chiela chiamata Bafilica , era 
più antica, facendone menzione un lnftrumen- 
to d' Enfiteufi fatto 1' Anno 1 188. 18. Gen- 
naro dalli Arciprete Martino , Giovanni Ar- 
cidiacono , ed altri loro Confratelli della 
Canonica, Chesa di San Giorgio , alla Fer- 
rara , Figlia del già Martino Pelliccaio , fuoi 
Figli , e Nipoti folamente- Cafale unum ter- 
ree cum eedtfiiio Jupér ^edificato pofitum in in- 
feriori burgo terranee qui di ci tur Vadus , et in re- 
gione Ba/ilicce Sancii Vitali s , qu£ noviter fatìa, 
e fi- Se poi quefto termine voglia lignificare 
di nuovo edificata, o riftorata dopo l' incen- 
dio della Città fucceduto in quefti tempi , 
come fi ha da altri certi , ed autentici do- 
cumenti , non lo polliamo giudica r e, giacche 
fi sa, che allora da Notar; fcrivevafi edifi- 
care ciò, che fignificava rifarcirfi. Siccome deve 
avvertirti , che quando troviamo il dominio de' 
Monafterj fu quefte Parrocchiali antiche, non 
eflendo noi certi, fé da effi foriero fondate, 
o dotate, o pur da particolari Concittadini, 
che poi loro perveniflero , o per donazioni 
o per eredità , fé dal Popolo, oppure dal 
Vefcovo , e Clero , che le raccomandaf- 
fero alla fpiritual reggenza de' Monaci, de' 
quali ne avevano fomma neceffità in que' 

fecoli 



X 5J7 X 

fecali ài ferro, e di lutto per il regolamen- 
to dell' Anime, in cui il Clero fecolare 
erafi dato alle diflblutezze a cagione delle 
pretenfioni , portanza, e tirannìa degl' Im- 
peratori della Germania (opra i Sommi Pon- 
tefici , favorendo i ribaldi , e 1' incontinenza 
de' Cherici ■. Laonde per la Quadragenaria 
avendone gì* Abbati , e Cenobio , a' quali e- 
rano confegnate in Commenda, il gius, quefto 
ritennero , mettendo nelle vacanze ì loro Mo- 
naci alla Cura dell' Anime. 

In quefìa Chiefa di San Vitale vi è una 
Cappella fotto il Titolo di San Mjche* 
le in luogo della Parrocchiale dì San 
Michele di Perlo, la quale era dalla parte 
Occidentale tendente a Settentrione della Cit- 
tà in luogo detto Confortino , che fu demo- 
lita dal Duca Ercole I per fare il gran. 
Parco 1' Anno 1472. dalla parte Settentrio- 
nale della Città, coli' autorità del Cardinal 
Ippolito Eftenfe II Legato per Pio IV. a 
Carlo Re di Francia ; furrogàta ne' beni 
delia medefima quefta Cappella V Anno 1501. 
erigendovi un Benefizio femplice per lo più 
conferito ad un Prelato ; oggidì poffeduto- pe-> 
io da un Sacerdote Ferrarefe . 

La Parrocchiale di Perlo era di Guspa- 
dronato della Famiglia Bonfadini , come fi 
vede dai Cattaftri deli 1 Archivio Arcivef- 
covale per rogito di Nerio de' Bernardi V 
Anno 131 6. 17- Marzo, che qui in par- 
te rapportiamo* 

Rdus in Xto Pater , et Domìnus Frat. Gui- 
do Episcopus Ferrar* apprvbavit Eleftionem fa- 
Y 8am 



)( 35* }( 

dant per lacolum q. Bonfadi de Bonfadis , 
et Micbslinum Indicem de Bonfado co?ijanguineos, 
et Patronos Eccleftce Sancii Micbaelis de Perlo 
Ferrarien. Dìof. de D. Gerardo fil. f. Ser. 
Bondi , ut ex iftmmento Eleclionis conferò per 
Petrum Novel'um Noi. aefo Vicoventicc Ferr. 
Dioc. rog: Nerij de Bernardi* Noiarj . 

II San Michele dipinto full' Altare dì 
quella Cappella é di Leonello Bononi Ni- 
pote di Carlo. 

L' Annunziata in Coro é dipinta da Giu- 
seppe Mazzoli , detto Bazota , e li due 
Quadretti di San Giufeppe col Bambino in 
braccio , e Vitale Martire da xAurelio Or- 
tefehi dello Stato Veneto. 

SAN LODOVICO ORATORIO. 

Trovali ivi preflfo San Lodovico ConfefTo- 
re Re di Francia Oratorio de' Confratel- 
li fenza facco , o cappa , che fi radu- 
nano particolarmente le Fefìe , ed in altri des- 
tinati giorni avanti 1' aurora a far i loro 
ufficj di divozione, infatuiti prima in San- 
to Spirito fuor delle Mura nel Borgo della 
Pioppa , oggidì Quacchio 1' Anno 14^4. dal 
Padre Gabriel Guaftavillani Minor Oflervan- 
te da Bologna, Guardiano allora di quel 
Convento; poi dal Beato Giovanni da Tof- 
fignano noftro Vefcovo ridotti in Città , prima 
nella Chiefa di San Giuliano 1' Anno 1436. 
indi dopo due Anni quivi collocati, am- 
pliando il loro recinto coli* acquifto d* un 
Eremuorio, detto di Sant' Onofrio , loro con' 

ceduto 



X Ì19 tt 

ceduto dal Padre Gabriele da Ferrara, della 
Famiglia Bonaeoffi , Generale degli Eremita- 
ni del Beato Pietro da Pifa , o fia dei Frati 
della Rofa V Anno 1480., dove tutta i* IVFrar 
telli perfeveranoj avendo auuto ur» loro Cortfra* 
tello per nome Niccolo Faufiini , che Fu Padre 
dello Storico noftro Dott. Agoifc.no , da cui venne 
ancora inftituita quefta ConfrateriA ita nella 
Chiefa di S. Giovanni di Ce ena . cha tu già V 
antica Cattedrale di quella Città- aggregando- 
la a quefia di Ferrara, ed in ce-ta Chiefa 
leflì, e ricopiai V infrafcritto 1 -colo ìepol- 
crale . 

B. 0. M. Nicolao Fauftino Ferrarìenfi vtto 
ìntegerimo Jiugufìinus I. V. D- Pai ri ftijjtmo , et 
froximee Socìetatis D. Ludovici fundatori oftimo 
M.H,B.M.P.<A.Jl. MDCll Vixit an. LXI. fit 
tibi terra levis P- Piiss, 

Continua tuttavia quefìa pia Unione tra 
quefte due Confraternite , dandofì ragguaglio 
vicendevole tanto delli nuovi aggregai , co- 
me dei Fratelli defonti per fuirTragarli . e 
foccorrere i viventi poveri colle elemofine, 
ed altri aiuti . QuerV Oratorio fenza Cam- 
pane fra du2 vaghi giardini , per li qual? iì 
pafla dalla ftrada ad una ben intela log- 
gia, o porticato, è adorno delle infrafcritte 
pitture . 

La Pala dell' unico Altare col Salvator 
CrocefifTò, la Beata Vergine, San Giovanni 
San Lodovico Re di Francia a pie della 
Croce fu dipinto da Giufeppe Mazzoli , det- 
31 Baftarolo , riftorata da Giacomo Parolini . 

Ai lati della Cappella v§defì San Lodovi- 

y % co 



)( ?4o X 

co Re di Frància dipinto da Maurelio $c* 
navini , San Francefco d' AiTifi da Lodovi- 
co Campala lira Marchiano . 

Nella foffitta in tre comparti 1* Afìan- 
zione di Maria SantiiTima, San Francefco, 
San Lodovico di Giacomo Bartoii Confra- 
tello di quefla Compagnia , che li dipinfe 
per fua divozione. 

Per andar con ordine nella Vita del San- 
to P*e eipreffa in fei gran Tele per 1' O- 
ratorio : nel primo dal lato del Vangelo fi 
vede , quando dal Vefcovo di Parigi riceve 
la Croce per andar contro gì' Infedeli . 
Opera di Camillo Ricci ; la Conquida di 
Damiata di Cefare Croma . 

Quando ferve alla Menfa de' poveri, e di 
Camillo Ricci; nell' ingreffo a finiftra la 
Cuftodia delle Sacre Reliquie della Paffione 
del Redentore , che da a' Sacerdoti , è pure 
Opera del detto Camillo Ricci Ferrarefe, fot- 
to di cui a lettere greche fi legge , che 
fu fatto fotto il Governo di Giacomo Bar- 
toii 1' Anno i6zS . 

II nuovo Imbarco del Santo con tre Fi- 
gi; al conquido di Terra Santa è del Ric- 
ci, che credette s' ufaflero a que' tempi 
T Artiglierie di bronzo da battere le Città. 

L' ultimo rapprefenta la Morte del San- 
to fotto la Tenda , mentre flava all' Af- 
fedio di Tunefi , del Croma ; fopra le ìì- 
neftre alcune mezze Figure fono della Scuo- 
la di Carlo Bononi . 

Il Fregio a frefco , ficcome la Loggia 
efteriore è di Giufeppe Menegatti . 

Il Sant' 



)( *4* )( 

ai Sant' Antonio Abate del Campalaftra ; 
ii Santi Giorgio , e Maurelio ai lati deli* 
Altare diconfl del Maioli, Scolare di Go- 
ff uè . 

Dirimpetto vi hanno aggiunta un' altra 
Cappelletta parlato 1' Atrio dell' Oratorio , 
su F Aitar della quale trovali l'Immagine della 
Santiffima Vergine col Bambino in braccio, 
credei! una delle prime Opere di terra cot- 
ta d' Alfonfo Lombardi celebre Figulino , 
e Scultor Ferrarefe, oggidì trasportata in Sa- 
greftia, ed in fuo luogo polla un Immaco- 
lata del Turchetti . 

Avendo il Cardinal Crefcenzi donato il 
luogo, prima da lui comprato, mentre era 
Legato delia Città , e Ducato, con un Tu- 
gurietto per un tal Fra Lorenzo Eremita 
della Polonia , che dicevafi di gran Ga- 
sato , il qual fu 1' Inftitutore , e Promo- 
tore dell' odierna Compagnia de' Sacchi ia 
Ferrara, benché da centinaia d' anni vi 
folle , oggidì detta dell* Annunziata nella Tri- 
nità , che Tacco di'tela fina, verte e poi palla" 
ta neli' Oratorio del Gesù, detto la Penitenza. 
Quando venne fatto Arci velico vo il fuddetto 
Cardinale , quello Frate fé ne fuggì, non ra- 
pendoli in qual-p^rtc. Venendo verfo Oriente, 
volgendoli 3 delira fi vede la Chiefa di 

S. APOLLINARE, 

Sant' Apollinare fu quella a-ntichìiTImar 
Parrocchiale, riedificata nel fondo Vado l a 
Anno uqj, non so eoa qual fondamenta 

Y 3 die 



X 34* )( 

dice/Te il Guarini , che fofife Canonica, tale 
nominata da Gherardo Arcivefcovo di Ra- 
venna T Anno uS-j. e di poi Parrocchiale, 
quando fi sa , che fecondo le regole della 
Chiefa , fovente con uocabolo Greco Ca- 
non*, fi chiamano a queft' effetto le Cafe , 
ed &hjtaa°j ni dei Parrocchi , che erano vicino 
slie JBafiliche, nelle quali i Sagramenti am- 
rt n'fìr.<r doyevanfì al Popolo , perciò dette 
C «le .0 gannente Canoniche fi nominavano, 
come conltituite ivi vicine per efler pronti 
a 'e ifianze, e neceflìtà dei Fedeli. Quefta 
andata in mina, Lodovico Giocoli fuo Par- 
rocco, e Manfionario della noftra Cattedra- 
le h rifarci , e ne lafciò memoria su la 
Torre delle Campa-e, come ancora fui Se- 
polcro Ludovici^ IochIus Ferrar, buius Bajìli- 
Cde Re 3 or are fuo MDXV- Ludovici loculi di~ 
<vi Jlpolinaris eeditimi cura incrementum hoc 
unno domini MDXXI 

Quefta è su la To-re delle Campane. Fu 
poi 1* Anno 1590 dal Vefcovo Giovanni 
Fontana fme nbrata dalla Cura delf Anime 
fog^ettate alle vicine Parrocchie di S. Mar- 
rano , e San Salvatore, ed eretta in Bene- 
fìzio femplice col Titolo di Priorato da 
conferi-fi al Maefìro delle Sacre Cerimonie. 

Diftrutto !' Oratorio di San Giobbe, già 
Chiefa di Santa Maria Bianca Diaconia Ca- 
nonicale , e più anticamente Santa Maria 
del Pino F Anno 17J8; la Compagnia di 
quel Santo venne quivi ricoverata , ed ap- 
preffo vi fi ereffe Io Spedale per la cura del 
morbo Gallico , fuo antico inftituto , rico- 
noscendola 



X 343 )C 

jiofcendo tutto dal Macero delle Cerimonie; fin 
che 1' Anno i ; 54. pafsò nella Chiefa della 
Parrocchiale di Santa Maria di Bocche, al- 
lora fmernbrata dalla Cura delle anime , e 
le Zittelle di S. Matteo da quel luogo , 
ove fi fabbricò la nuova Parrocchia , come 
fi difTe, furono ridotte in quelto Spedale 
di Sant' Apollinare , ove tuttavia dimorano. 
La Tela nel Coro dipinta col Santo Vef- 
covo , e Martire Apollinare è di Giufeppe 
Mazzoli detto il Baftarolo, benché altri la vo- 
gliano di Francefco Nafellì . 

Sant' Apollonia è dell' Avanzi ; gli altri 
Santi di Giacomo Bambini . 

Sopra la Porta un' antica Tavola colla 
Beata Vergine con diverfi Santi fu dipinta 
da Pier Mari da Venezia . 

Nella Sagre/ti a un San Girolamo in Tela 
col Ritratto di Don G-'o vanni Battifta Ca- 
iani genufletto già Rettore di Santa Maria 
«i? Bocche del 1590. è di Sigifmondo Scar- 
felfa , levato dalla Sagrestia di queir an- 
tichiffima Parrocchiale, e quivi trasferito. 

Io quefta Contrada v" era anticamente 
uno Spedale a San Giovanni Evangelica 
intitolato, che dal Vefcovo Guido fu unito 
con altri a quello di San Gabriele V Anna 
j?j4- per rogito di Giovanni de' Vifcontì 
Notato . In capo alla itrada vi è 



Y 4 SAN- 



)( 344 )( 
SANTA. .MARIA ANNUNZIATA 

DETTA LA MORTE. 

Oratorio di Santa Maria Annunziata, con 
lo Spedale de' Pellegrini, e Conforteria, det- 
ta della Morte , che verte facco di tela nera . 

Fu quefta Confraternita prima inftituita 1' 
Anno 1366. da Niccolò dall' Oro figlio di 
Bartolommeo Zipponaro Cittadino di Ferrara 
dalla parte fuperiore della Città, vicino a 
Cartel Tedaldo, fuori della Porta di là dal 
Pò, dove fi lolevano giuftiziaie i Condannati; 
ottenne ivi un' Oratorio, con i fuoi Compagni 
Confrattelli ed intraprefa la carità dì fovvenire 
ai poveri Carcerati, e fepellire non folo i 
Giudiziari , che per lo più fi lafciavano al- 
lora ammarare appetì alle Forche, ma tutti 
i poveri morti della Città , che per non 
aver chi fi curafle di loio, recavano in ab- 
bandono. Quindi è, che cominciarono ad ef- 
fer chiamati i Battuti della Morte; nome, 
Che fempre pili aquiftarono , quando per il 
fatto d' Armi fucceduto nel Polefine di 
Codréa , e di San Giorgio tra le genti del 
Marchete Azzo da Erte, e quelle dei Mar- 
chefe Niccolò III. Infante, 1' Anno 1595 ; 
fpecialmsnte nelle vicinanze di Porto Mag- 
giore, Taccheggiato il Paete , e fuggiti gli a- 
bitanti delle Ville circonvicine, recando da 
molti giorni infepoki li cadaveri di fei mil- 
la perfone a pafcolo delle b?fHe; ufci que- 
:fta Confraternità incappuzzata dalla Città a 
queft' opera della Mifericordia. PafTó poi del 

1370, 



)C 345 X 

13 70. dal Prato della Trappola , ève fi gin- 
iniziavano i Rei a ftabilirfi nel preferite luogo 
fotto la Parrocchia di Sant' Apollinare ,- ed 
allorché permaneva nel iuddetto Prato della 
Trappola poco dinante efiiìeva una Chiefa in- 
titolata a S- Giacomo Apoftolo, la di cu? e- 
rezione ricavafi dal Teftamemo di Ottolino de 
Mainardi, in cui dell' Anno 1290. 24. G<-n. 
ordina debeat confimi una Ecclefta fuper terri- 
torio , quod ipse pofidet ex oppofito Civitatis 
Ferrari,? ex altera parte Padi in loco qui di- 
citur gratula uno cap. via fublìca, et alio co- 
munta Beccanorum, ad honorem Dei, et Beati la- 
cobi Apofloli de Galitia rog. di Zenio de Za- 
rielli da Saura Noe. Atchiu. S. Dominici Ferr. 
ma di quefta Chiefa altrove fi feri vera 

Quivi il fuddetto Niccolò Zipponari edi- 
ficato 1' Oratorio con lo Spedale per albergo 
de' poveri Pellegrini, e donato a'Ia Confrater- 
nità, che vi palio, esercitando tuttavia i pri- 
mieri uffizj di Mifericordìa verfo i Condr? fi- 
nati , e Carcerati, fu graziata dal Marchete 
Niccolò III. r Anno 1441. a querro fine di 
molti privilegj ed ottenne dal Commune di 
ferrar» le Stanze nel Palazzo Pubb'ico , ed 
il Capitaniato delle Carceri per p< ter eser- 
citare le opere intraprefe , che da Qemen- 
te Vili, coli* unione del Dazio della Chiefot* 
largamente donato aggiunfe, e provJdde ? i fov* 
venimento de' Carcerati . Era quefV Obito- 
rio a folaio dipinto intorno d* v;-r:e (acre 
ìftorie fui muro, che tuttavia fi vedono in 
alto ado-nate di gran cornici ài legno dorate^. 

A fìniftra dell' ingretfo per la Porca Mag- 
giore 



X ltf (( 

^iore fi vede il Salvatore eoa li Croce in 
fpalla , al di cui efempio lo feguono altri 
Vomini caricati di Croci . 

11 fecondo vien ftimato il Battefimo di 
Coftantìno . 

Terzo il Miracolo della Santa Croce , 
per il di cui contatto rifufeita il morto. 

Quanto 1' Invenzione di Santa Croce. 

Quinto la Pietà di Maria Santifììm* , 
che tiene in braccio il Figlio Gesù morto» 

SeMo la Refurrezione del Signore. 

Settimo, viene creduto Giacobbe , che dor- 
me dopo d' aver lottato coli' Angelo ; 
ma per meglio dire é la Tavola dell' Albe- 
ro delia Croce deferitta dagli Autori Greci, 
cioè I che Adamo vicino a morte pregaf- 
fe il fuo figlio Set portarli dall' Angelo 
Cuftode del Paradifo, da cui era flato cac- 
ciato, e chiedergli per carità del frutto del- 
la Vita , e riceuuti dal Cherubino tre femi, 
trovato nel ritorno morto il Padre, li fot- 
terraiìe col fuo Cadavere, da' quali nati, ger- 
mogliati , e crefeiuti in una ibi pianta fu 
poi fatto il legno della Croce, fu cui mori 
il Pedentore. 

Neil' Ottavo vien ftimata Sant' Elena in- 
camminata per rinvenir la Croce ; ma da chi 
ha letti i favolo!! Greci credei! , che fia ef- 
prefsa 1' altra Iftora, che recifo quello le- 
gno , e refo inabile per la fabbrica del Tem- 
pio di Salomone, perche alle mifure non po- 
tevafi adattare, riufeendo or troppo lungo, 
or troppo corto ; e perciò reftaro vicino ali 
Tempio, come inutile, su cui fedevano gli 

Ebrei, 



)( ?47 )( 

Ebrei , vedutolo la Regina Saba profetiz- 
zo , che vi dovette lafciar (opra la vita 
il Salvator del Mondo; Per lo che Salo- 
mone circondato con trenta Croci d' argen- 
to lo faceiì'e fepellire^ dove poi fu fcavata la 
Probatica Pifcina , da cui fcaturendo 1' Acque, 
come ancora quelle, che dal Tempio in ef- 
fa colavano , Iavandofi in efla le vifcere 
degli animali facrificati , venuto a gala, e 
veduto il prodigiofo legno , lo tolfero i Giu- 
dei , e fé no Servirono per ponte fui tor- 
rente Cedron fuori della Città, fopra cui paf- 
só il Salvatore nell' andare all' Orto , ed 
indi levato dalli fiefiì Giudei per fare la 
Croce del fuo fupplicio, su del quale morì, 
compiendoti con etto la profezia di Davide, 
maflime del Salmo 95. diche in gentibus qui* 
Dominus regnavxt a Ugno; tuttoché quefV ul- 
tima parola a Ugno fìa ftàta levata dalla per- 
fidia Ebraica, conferme ottervano tutti i Teo- 
logi su quelto tetto. Quella vecchi narra- 
zione de' Greci in altri fenfì efpcfta viene 
dal Malonio , che riferifee Goffredo Viter- 
bienfe , volendo che folo dono il D ; lnvio 
fotte trovato il Sepolcro d' Adamo da Set 
figlio di Noè , e corrette dal Cherubino 
Cufìode del Paradifo per ottener da lui un* 
ampolla d* Oglio di Mifencordla , con cut 
afpergere il fepolcro del primo Padre , e mon- 
darne le fozzure della colpa , in vece ài 
che ricevette tre bacche d' Alberi dverfi , 
dalle quali fopra il tumulo piantate, nacque 
il Legno della Croce; intorno a ciò fi veda 
anche il Pineda de ijsbm Sahmonìs C 14' 9« 

Certo 



A U* X 

Certo è, che le Pitture M. 7. 8, e 9. contengo- 
no queita favolofa Storia, ed il Decimo la 
Vittoria di Coftantino in virtù della Croce 
contro Maflenzio . Gli Autori di quelle po- 
fitivamente s 1 ignorano, ma furono dipinte 
circa gli Anni iJ4^« *549» *5 50. da alcuni 
Scolari del Doflo , o Rofelli , credefi , che 
una fotte colorita da Pellegrino Pellegrini, 
«ietto Tibaldo Bolognese, 

L' Oratorio fu porto a terreno 1' Anno 
*6ii ; e confactato dal Cardinal Bonifazio 
Bevilacqua Vefcovo di Cervia li z^ Gen- 
naro i6ió. Ficevail 1' Efpotizione, del Ve- 
nerabile neli' antico a l'olaro del Santillimo 
Sacramento per 1' adorazione delie Quaran- 
ta O e principiata V Anno 156$. e iomma- 
menie lodata da Clemente Vili, eflfendo in 
Ferrara 1' Anno 1598 dovendoli in ciò cor- 
reggere il Manfi de Florentinis Inuentis Cap» 
3U. fìampato in Ferrara 1751- per il Poma- 
ielli, dove dice averla V Anno 159*. intro- 
dotta in Roma. Cominciofli perciò chiamare 1% 
Compagnia della Morte, ed Orazione, qual 
fi fa i tre primi giorni di Maggio, compien- 
dofi nel terzo giorno dedicato all' Invenzio- 
ne di Santa Croce , in cui fi efpone il Fram- 
mento del falutifero Legno donatole dalla 
Begina Ifabella d' Aragona, Vedova di Fe- 
derico Re di Napoli, la qaal abitando in 
Ferrara , come altrove fi fcriiTe, frequentava 
incito, queft' Oratorio» e morta volle eiler 
iepolta da' Fratelli della Compagnia nel Con- 
vento di Santa Caterina Martire, accompa- 
gnata dal Duca, dal Clero di tutta la Cit- 
tà con grand' onore . Serba- 



X 349 K 

Serba/i ancora la di lei Arma in taf- 
fettà roffo dbpinta , leg^encufi air intor- 
no a caratteri dorati , qual fu con ahre 
appefa ai gran feretro con queir epìgrafe. 
Isabella de JLrag. Neap. et Sicilia B,eg: ac 
tArckiconf. Mortis Ftrrari<e Sor. ideft Soror , et 
benef, ob. J5?1* 

L' Aitar Maggiore ha la Pala , che rap- 
prefenta I' Ado: azione della Croce dipinta dal 
Filippi, detto Baftianino. 

A deflra in gran Tela la Depofìzione dì 
Crifto Signor Noftro dalla Croce, Opera in- 
fìgne , e degna del pennello di Giufeppe Maz- 
zola, detto il Baftarolo . 

A finiftra la Tela piena di Manigoldi , 
che inchiodano in Croce il Redentore , OP e * 
ra giudicata d 1 un Calabrefe, da altri credu- 
ta del Laureti Panormitano . 

Il Baldacchino è del Signor Giufeppe Ghe- 
dini Ferrarefe . 

L' Ornato all' Ancona dell' Aitar Maggiore 
lavoro del Sig. M affi mino Bafeggio, ideato dall' 
efquifito gufto del Sig. Dott. Giacomo Agneli 
vigilantiffìmo Comiffario dell' Arciconfraternita 
per render pili maeftofo 1' Altare fuddetto. 

La Tavola colla Beata Vergine , con il 
Bambino in braccio , con tre Angioletti , che 
Tuonano ai piedi , San Giacomo Appoftolo 
da un lato , e Sant' Elena colla Croce dall' 
altro , chi uvole, che fia di Niccolo Pifano del 
1511 ,- il che non puoi' eflere , per le ra- 
gioni altrove addotte, effendo più credibile pof- 
fa edere di Francesco Francia Bolognefe, ben- 
ché il Baruffaldi Io accerti di quel Pifano 

fondi- 



fonditor di Medaglie , che vi mette i! 
Aio nome Vijanus Pictor ; coftò tale Opera 
Ducati $o. Di cui pur e la Cimafa di 
«juefla Tavola in mezzo tondo col Salva- 
tor Morto, e due Angioli, qual fi feiba 
nel luogo fuperiore, dove i Fratelli recita- 
no i loro uffizi , quali unite già erano efporte 
fopra 1' Altare anticamente unico nell* antico 
Oratorio . Superiormente alla Porta di Sagre- 
fìia ewi un Quadretto cella Beata Vergine col 
Bambino, San Giovanni Battifta, e San Giu- 
feppe , che fi uuole del Tintoretto ; un S. 
Niccolò da Bari in mezza figura di Gia- 
como Parolini . 

Dall' altro Jato vi fono tre Tele rap- 
prefentanti la Morte di San Giovanni Bat- 
tifta. Quella di mezzo la di lui Decollazione 
dipinta da Giacomo Parolini i in una delle altre 
due la di lui Prefa da Manigoldi, e nella terza 
Erodiade a Menfa ; colla Teita del Santo Pre- 
curfore prefentata a Tiranno Erode fatica di 
Giovanni Battifta Cozza dello Stato di Mi- 
lano; ma da molti anni abitante in quef» 
ta Città, ove finì i di lui giorni. 

Lt Tela del Parolini fu ottimamente lin- 
cila, in rame dal rinomato Bulzoni. 

L' Altare a deftra ha la gran Tela 
dipinta da Scarfeliino, e li Funerali fatti 
alla SantiiTìma Vergine con molti Fratelli 
veftiti del Sacco nero ufato dalla Compa- 
gnia colli Ritratti in difparte di molti Fratelli 
quali dello fteiTo Scarfeliino, di Pellegrino Fre- 
guglia, ed altri viventi a quel tempo, che lo fe- 
eero fare , vedendoli 1* Anima Santiflìma 

riceuata 



riceuuta in gloria dall' Eterno Padre ; Qua- 
dro di molta confiderazione . 

L' altro dirimpetto , dove Sant* Apol- 
linare rifufcita una Giovinetta fu dipinto da 
Gafparo Venturini Pittor Ferratele. Intorno 
alla Chiefa fonovi fei Ottangoii del celebre 
pennello di Carlo Bunoni , ivi fatti trafpor- 
tare dalle Stanze ad ufo de' Confratelli , o- 
ve correvano pericolo di perderfi ; e tutto de- 
veli all' indefeflà attenzione del fuddetto Si- 
gnor Dott. Iacopo Agnelli. 

Hanno un gran Stendardo di velluto nero 
fornito riccamente d' Argento con una gran 
Morte riccamata, o fìa fcheletro al naturale, 
che portano li Confratelli in Proceffione per il 
giorno del Corpus Domini, il quale, come feri» 
ve il Canonico Borfetti pag. 23 a. veniva 
accompagnato da due fopra Cavalli bardati 
fino a terra, vefìiti da Scheletri, che dif- 
tribuivano fra il popolo cartelli con moti 
morali inventati da' primi Accademici di que- 
fia Città, il che fu levato dal Cardinal Ma- 
galotti . 

Gode queft' Arciconfraternità , fra i molti» 
anche il Privilegio, come da' refpettivi Bre- 
vi di Clemente Vili, e Paolo V. Pontefici 
Sommi, di liberare più Rei dalla pena della 
Galera annualmante , ed uno nella celebrazi- 
ne del fuccennato Triduo dalla pena Ca- 
pitale . 

Formafi da qualificata, e fcelta porzione 
de' fuoi Fratelli s\ Ecclefiaftici , che Secolari, 
una particolar Congregazione , detta Scuola 
di Conforteria , che ogni Venerdì fera radu- 
nai , 



)( ?y* 5C 

nafi ; e Opera sì pia con un annuo efer- 
cizio fi mantiene . 

SAN MARTINO CONFRA- 
T E R N I T A. 

Nella contigua ftrada vedefi la Ghie fa di San 
Martino prima antica Parrocchiale , oggidi O- 
rptorio delia Compagnia del SantiiTìmo Sa- 
gramene , e già iìn dell' Anno 1574. e- 
retta nella Chiefa Parrocchiale di San Tom- 
mafo, aggregata alla Confraternita della Mi- 
nerva di Roma 1' Anno 1512; che vefìe facco 
di tela bianco con cingerfi di cordon rodo. 

Quefta come fopra fi di Me Parrocchiale , era 
delle ragioni della Badìa di San Bartolo 
de' Monaci di San Benedetto, fuori di Fer- 
rara fin dell' Anno 1300; e prima della 
Badìa di Santa Maria in Aula Regia fin 
del 954. Fu fopprelTa in e/ìà la Cura del- 
le Anime dal Card. Carlo Pio Vefcovo de 
Ferrara V Anno 1656. dopo la morte del 
Reverendo Marco Bianchi fuo Rettore, per 
le poche fue rendite , ed alla Parrocchia di 
San Pietro raccomandata , qual Rettore s' in- 
titola di San Pietro, e San Martino. 

i.a Confratetnità già detta ottenne quef- 
£a Chiefa dal Parrocco di San Pietro , 
colla ricognizione d' una Torcia di Cera ogn 1 
in no nella feria di San Pietro , 1' An- 
no 1678. Da quefta Confraternita poi fu 
rimodernata la Chiefa, aprendovi la Porta 
ad Oriente, quando aveva V ; ngreflo all' 

Occi- 



3( 353 X 

Occidente, fecondo 1* ufo degli antichi Crif- 
tiani , e con tre archi per parte, fopra pi- 
lafìri quadrati con fua Tribuna è fiata ri- 
dotta in forma più decente di prima. 

La Pala nel Coro dietro V Aitar Maggio- 
re , su la quale è la Santiffima Vergine in 
gloria coronata dalla Santiffima Trinità , e 
di fotto fono li Santi Ruffino, e Colomba, 
altri diflero Beatrice con San Martino a 
Cavallo, che dà limofina ad un povero, è 
Opera di Giulio Croma Ferrarefe ; tuttocch» 
da alcuni fi voglia del Bambini . 

All' altro Altare la Pala coli' Immacolata 
Concezione é del Bafìarolo „ 
Il terzo col Redentore in aria , e la Bea- 
ta Vergine, e nel piano San Ruffino, San 
Francefco d' Affifi con Angioli, viene dall' 
egregio pennello di Giacomo Parolini. 

Quefta Confraternità , che ha tuttavia il 
Giufpadronato , e nomina d' una Cappella- 
nìa in San Tommafo , ebbe dal Card. Cerri 
Vefcovo di Ferrara 1' Anno 1684. il per- 
metto di trafportare da quella Parrocchiale 
in queft' Oratorio la Gamba di San Ruffi- 
no Martire nella fua Theca d' Argento coli' 
Armi del Vefcovo Niccolò Roberti , della 
quale han fatto un moderno Reliquiario , 
diftruggendo quel beli' antico , falvando però 
la memoria di quel Vefcovo . 

Venerali anche, quivi il Cranio di Santa 
Colomba V " e M. 

In quefta, Chiefa fu, allo feri vere del Gua- 
rino, fepolto il celebre Architteto di Papa Paolo 
III., Giacopo Melegino Ferrarefe. 

Z SAN 



X 354 )( 

SAN SALVATORE. 

Della Chiefa di San Salvatore poco dis- 
tante, già antica Parrocchiale, chiamata Mo- 
nafìero delle ragioni del noflro Capitolo, ed 
in un autentico fcritto da Gregorio Diacono 
e Notaro della S. Chiefa di Ferrara, abbia- 
mo , che fin dell' Anno 1000. era edificata 
in Cafìello Ferraris , così fcrivendo egli , quan- 
do Everardo Arciprete , e Leone Arcidiaco- 
no con gli altri Canonici loro Confratelli 
concerterò - in enfiteufim ìohani fuldiacono bonìgru- 
gnii filio , vefiroque confrati cafale unum pofitum 
in Cafiello Ferraris in regione Beati Salvatori*, 
qu<£ e fi de ipfa no fi V a iure iuxta cellam Sancii 
Salvatori* murum Civitatis Feirarict , andrcnam 
percurrenttm in Vado, et Bulgara s Guarnerj fi- 
lius prò iure Canonica • 

Quefta è fiata dal Cardinal Crefcenzi Ar- 
ci vefcovo fmembrata dalla Cura delle Anime 
per la fua povertà, parte alla Parrocchiale 
di San Pietro , a quella di San Gregorio , 
ed a quella di Sanca Maria in Vado 1* 
Anno 1754. unendola, avendovi trafportato 
nella Cafa della Pan occhiale , ridotta ad 
ufo di Conferva torio le Donne del pio Luo- 
go del Soccorfo, che fìavano a San Mat- 
teo, ed in altra Cafa vicina la Mammana 
j? r le Donne pericolate, che già fi chiu- 
devano nell' Ofpitale della Cafa di Dio , 
detto de' Bafiardini ; ivi in penitenza, allevan- 
do i loro Parti , e gli altri, eh' erano 
portati, fecondo la qualità del loro vivere, 
e morigeratezza , detti gì' efpofti . Dietro 



)( ÌS5 X 

Dietro 1' Aitar Maggiore nella Tribuna 
vi è appefa una Tavola antica con San 
Sebastiano , e San Rocco creduta di GilaiTo, 
da altri del Francia, e di fopra una Tef- 
ta del Salvatore antica . 

Vi é V Altare della Beata Vergine , la 
di cui Menfa di marmo rotto intiero fervi 
per Sepolcro all' antico Not. Sante Liba- 
tori , come dalla di lui Arma (colpita con 
le feguenti lettere mutilate, dove fu Scava- 
to il luogo per 1' Aitar portatile, fepul- 
crum Sancii Not. . . . Magìfiri Francifci de, 

Lib conditavi . « . 1400. die n. 

jìprilis . 

Intorno a quefV Immagine antica di ter- 
ra cotta fono alcuni Angioli, e di (ot- 
to le Sante Vergini Lucia , ed Agata , 
chi le crede del Baftarolo , chi di Ca- 
millo Berlinghieri Ferrarefe- 

In altra antica Cappella evvi un' an- 
tico CrocefìrTo con Immagini di vari Santi 
del Secolo XIV*. almeno all' ufo de' Gre- 
ci ; a pie di queito Altare in terra dal 
lato della Epiflola vedefi una Lapide bi- 
slonga bianca , che già fervi per menfa 
d' Altare, fotto d' elfo dicefi per tradi- 
zione, eilervi il Corpo del Beato Bernar- 
dino, già un tempo in molta venerazio- 
ne, fofiè egli o Curato di quefta Chiefa, 
oppure dell' Ordine de' Minori di S. Fran- 
ceico ; morto prima , che aveffero la Chie- 
fa ; certo è, che nel Muro di detta Cap- 
pella v' era un Quadretto di terra cotta, 
fu cui a baffo rilievo fcorgevafil effigiato 
Z a coli 1 



)( 35* )( 

col diadema in capo in abito de' Minori 
in atto di rifufcitare un morto, quale fi 
vede fedente nel Cataletto . Quefto quadretto 
fu a me donato dal Reverendo Giovanni 
Maria Barbini , ultimo Rettore di detta 
Chiefa , acciocché lo confer valli dal peri- 
colo , che nella rivoluzione della medefi- 
ma non perirTe, efTendo appefo con un fof 
legame ad un chiodo . Di poi fattolo 
fcolpire in legno dal diligente Silveftro Ne- 
ri , lo volle reflituire al fuo fito , racco- 
mandandolo al Sig. Don Giorgio Mazzarafa 
Rettore di San Pietro, e Cuftode Priora- 
Ie del luogo , acciocché lo facefle rimettere 
in geffo al fuo fito ; affinchè non ne 
periflè la memoria , benché ne feriva il 
Guarini, nulladimeno quello fi legge nella Sto- 
ria refli colla Scoltura puranche confermato . 

Al Muro laterale vi fono tre Quadri , 
due di Sebaftiano Filippi , e rapprefentano 
due Angioli, ed il San Francefco , Opera 
non finita di Giacomo Parolini. 

11 medefimo Guarini fcrive, che in quef- 
ta Chiefa fofle fepolto Lorenzo Corta Pit- 
tor Ferrarefe , benché dal Vafari , e dal 
BarurTaldì fi feriva, che moriffe in Man- 
tova, fepolto nella Chiefa di San Silvefìro . 

SANT ALESSIO. 

Sant' Alefìlo Diaconia Canonicale della 
Metropolitana, Oratorio nella Strada di San 
Pietro livellato all' Arte de' Piilori ; equi- 
vocò il Guarini , e malamente interpretò 

V la- 



x iti X 

r Infcrizione alla facciata della uécchia 
Chiefa già una volta ancor effa Parrocchia- 
le fino del iz7S. il di cui Rettore Gerar- 
do con ve ine con gli altri Parr occhi a 
itabiMre le loro Regole , e Statuti , indi del 
1351, Bonagrazia Cappellano di Sant' Alef- 
fìo intervenne alle Coftituzìonì fatte dal Vef- 
covo Guido di Ferrara per la fua Diocefi ; 
laonde la pietra con lettere rilevate , che in 
cominciavano in Chrifiì nomine anno D. MCC. 
hoc opus non potendoli oltre leggere per ef- 
fer il refto guaito , e corrofo , non fi puoi 
interpretare per V Anno 700. ciovè fecolo 
Ottavo di Cri fio incominciante, e perciò fi- 
no al i6ai. la faceva antica di 920. arni ; 
ma bensì deve fpiegarfi Anno Domini Millef- 
jìmo Ducente/imo. Ella fu confiderata nel fuo 
Teftamento piimieramente da Guglielmo Bul- 
garo JMarchefelIa Adelardo, che ad ella lafciò 
due manfi di terreno per rogito di Prefbi- 
terino 1' Anno 118$. Aveva wo Spedale 
arineflò , di quelli, che per i Viandanti ai 
Luoghi Santi nel pafiaggio oltre mare erano 
aperti, ed era delle ragioni del Caritolo 
noftro. Nel 1413 . fu darà ai Monaci Bian- 
chi di Monte Oliveto Benedettini , li quali 
avendo ottenuto il Monaftero di San Giorgio 
di là dal Pò , dove fu 1' antica Cattedrale 
1' Anno 1416. con ordine dell' Abbate Ge- 
nerale Lorenzo d' Arezzo , fu rimetta in 
mano al Marchefe Niccolo III. ed al tem- 
po del Duca Borfo fu fatta Prebenda Ca- 
nonicale da Paolo II. Di poi effendo della 
medefima Prebendato il Canonico Alberto 
Z $ Super- 



)( ?*8 )( 

Superbi I' Anno 1595. I a riedificò ne! mo- 
do , che fi vede piefentemente , recando 
1' antica profanata ad altro ufo. La Confra- 
ternita della Beata Vergine di Loreto già 
eietta nella Parrocchiale di San Pietro , 
venuta in difcordia col Parrocco , fi levo 
da quella nell' Anno 161.0; e quivi fi ri- 
coverò , finché, dopo i fofpetti di contag- 
gio , ebbe luogo nell* antica Chiefa di S. 
Antonio Abate , detto Sant' Antonio Vec- 
chio ,• e quella di Sant' Alefiìo fu livella- 
ta con picce la ricognizione dal Canonico 
Prebendato all' Arte de' Pittori . Ha un 
Aitar tVilo , e fa di lui Pala coli' Imma- 
g ; ^e di Sant' Aleflìo , e San Francefco é 
O^era del Bafìarolo , non pero del Nafel- 
h , avendo imitato la maniera del Cor- 
reremo . 

Su h Porta la Morte del Santo fotto 
la fcala è di Francefco Fantocci, detto Par- 
ma Ferrarefe . 

SAN PIETRO. 

Paco oltre trovali San Pietro antichiffìma 
JBaOl ca Parrocchiale una volta delle ragio- 
ni de! nofiro Capitolo, e del 1195, diman- 
da vafi de Cafiro Curialium , e del iìzi. in. 
Campilo, per efTer quella parte di Città cinta 
di Mura , e Fotte con guardie alle Tor- 
ri edificate da Salinsueira Torelli per di- 
fenderli da' fuoi Nemici , come portava la 
barbarie di quel feco/o , avendo nel fuo 
recinto le Chiefe di San Pietro, S. Sal- 
vatore , 



X 359 X 

vatore, e San Gregorio , come fcrive il Gua- 
rirli fui rapporto della Cronica Parva. Ma il 
Cartello de' Curiali reftava ancora a giorni 
noftri , e qualche vestigio fi vede in capo 
alla Strada di San Martino , che mette capo 
fu la Via Grande , vedendoli le mine delle 
grotte mura, e vi era chi fi ricordava de* 
noftri Maggiori una gran Sala colle veftigia 
di Pitture di Ribeili appetì con i piedi in su, 
e volgarmente chiamavafì il Palazzo Vecchio 
della Ragione , la di cui Porta fatta a ter- 
zo acuto fu turata affatto dopo d' efTervì 
fatta una debol fabbrica I' Anno 1710. tutto 
trovali notato nei noftri Annali in un enfit- 
teufi fatta da Gregorio Arciprete, e Lupici- 
no Archidiacono col confenfo di tutto il Cle- 
ro della Chiefa Canonica di S. Giorgio 1' 
Anno quinto del Pontificato di Papa Giovan- 
ni, eflendo vacante 1' Impero per la morte 
d' Ottone li i». Febraro Indizione III. in 
Ferrara, che cade nell' Anno 990. fatta, diffi 
a Gregorio del qm buona memoria di leo- 
ne, e Figlio della Santa Chiefa di Ferrara, di 
una Cafa con fuolo di terra cinta di tavole 
con certe colonne chiufa di parieti , e così 
■vien efprefsa quefta fituazione , e confine. 
Vojita in Cintiate Ferraris in fundum qui vo- 
catur tabe-moli in regione BafiUcce Beati Vetri, 
et Vanii Apoftoli bubi tu [edere , et alitare . 

quod ejì in longitudine fua de uno 
capite pedes plus minus treinta, et de alio ca- 
pite pedes plus minus r vìginti , et novera ad fin- 
gulis lateribus , et fiue a quarto latere defgnd- 
to ab uno latere iuris ipfius Canonica Ecclefia 
Z 4 sancii 



)( *6o )( 

San&i Gregari}, et ab alio laicrc . . . fer~ 
corentem a quarto l&tcre flatbea percorentem 
iujìa. muro aviiaùs . Quello, che ricevette, e 
fi fottofcrifle fu Gregorio Arciprete della Pie- 
ve di S. Sterfano , qui vocatur in Gallico, fcri- 
vendo Giovanni Tàoellione della Città di 
Ferrara . 

Datene fi vede , che a' quei tempi no» 
era ancor fatta la Piazza, dove di preferite 
fi trova, e che quivi era il Palazzo Caf- 
tello de' Curiali , oppure aflòluta mente il 
Ca dello. 

Era anticamente conforme tutte le altre 
la Parrocchiaie di San Pietro aperta all' Oc- 
cidente, e col Santuario, e V Altare all' Ca- 
riente, ma 1 Anno 1530. fu aperta all' Ca- 
riente , e trafportaro dall' Occafo V Altare 
dal fuo Rettore Bernardino Barbulio famofo 
Maeftra di Gram natica, e che allevati ave- 
va nelle Arti , e Scienze un' Ariofto , un 
tiiraldo, e tanti altri Valentuomini di quel 
fecolo, in cui non v' erano ancora Collegj . 
Fece egli dipinger nel maro, dove turò 1* 
antica porta, per Benvenuto da Garofolo le 
beile Immagini, o F.gure de' Santi Pietro, 
e Paolo, quali il Patriarca Crifpi noftro Ar- 
civefeovo comprò dal Rettore Gaetano Pai- 
ita, e tagliato il Muro, furono maravigliola* 
mente trafportate nella Metropolitana, ed & 
lati della Porta interiore nell' Atrio colloca- 
te 1' Anno 174?. con ricompenfa di molti 
denari de' quali il detto Parrocco si fervi 
per fare il Coro, e Soffitta di quefta Chie- 
fa ; in fondo al qua! Coro vi collocò la Fa- 
glila 



gura del Santo Aportolo Principe degli A- 
poftoli dipinta da Giulio Torricelli allievo 
del Guercino . A piedi d' elio fi venera 
un Saffo dei Travertini , che compongono 
il Carcere Mamertino in Roma , dove ì 
Principi della Chiefa prima d andar alla 
morte fletterò rinchiufi , e dove battezza- 
rono li Santi Proceflq, e Martiniano con 
quaranta Soldati nei nove Mefi di Uro 
prigionia , da me portato I' Anno Santo 
1750; e donatogli per venerazione del S. 
Apoftolo , la cui ombra folo pa.Taggiera , 
elio vivente, liberava dalle infermità. 

A' lati dell' Altare in due Medaglioni , 
vi è una Sant' Anna, e S Francefco da 
Paola, dipinti dal Sig. Girolamo Gregorj, con 
gì' Ornati dal Signor Giufeppe Facchinetti. 
La bella Tavola del Grocefiffo all' Altare 
a defila , con à lati li Santi Apoftoli 
Pietro, ed Andrea caricati dalle loro Cro- 
ci, ed il Ritratto di B-rnardino Barbuglio, 
è Opera del pennello del fuddetr© Garofa- 
lo. Il funnominato Barbuglio ereffe, e dot- 
tò T Altare con benefizio , la di cui nomi- 
na é pervenuta al Colleggio de' Notari 
della Città Nortra di Ferrara , come per 
rogito di Benedetto Silveftri 1' Anno 1547. 
La Pala all' Altare della Beata Vergine 
di Loreto è di Camillo Ricci rifforata da! 
Signor Giegori ; quivi V Anno 1617. fu in- 
fiituita la Confraternita della Beata Vergi- 
ne di Loreto coli' aflTunto di fervire sì nel- 
lo Spedai di Sant' Anna , che per tutta 
la Città li poveri infermi temporalmente ; 

e 



)( 5** K 

e fpiritualmente , ma, venuta in difcordia , 
col Parrocco fi ritirò in Sant' AlelTio , da 
dove palio in Sant' Antonio Vecchio, ed 
ivi fi mantiene. 

II San Maurelio è copia del Guercino , . 
che fi trova in San Giorgio , fatta per fao 
divertimene) dal Nobile Ercole BonacoiTa . 

Il San G ; orgio copiato dali ' Originale del- 
lo Scarna vino, ancor erto nella fudddecta fu- 
burbana Chiefa degli Olivetani , e fiato dal 
Signor Gregorio dipinto. 

Vicino a quefta Parrocchiale vi è il Pa- 
lazzo Obizzi una volta di Dan Sigifmondo 
Eftenfe Fratello del Duca Ercole I. fin del 
1594, abitato da Viccolò de' Colabili , Ma- 
rito dell' Elifa Figlia del Marchete Rinaldo 
d' Erte Erede della • Cubitofa Tua Sorella. 

Dalla parte Occidentale di quefta Chiefa , è 
P altra de* 

SANTI SIMONE, E GIUDA. 

Santi Simone , e Giuda, Titolo Canonicale 
già antica Parrocchiale fin dell' Anno 1x95. 
in cui il Beato Alberto Pandoni Vefcovo di 
Ferrara v' inftituì per Rettore il Prete Flo- 
rio , di poi il Prete Rangerio . Quello con 
altri intervenne alfe prime Coftituzioni de' 
Parrocchi di Ferrara fatte l' Anno 1278. A 
lui fuccedette Manfredo Nipote del Vefcovo 
Federico da San Martino , qual Vefcovo vo- 
lendo poi erigere due Prebende Canonicali 
nella Cattedrale i' Anno 1291., a cagione 
della mancanza de' fogge t ti qua, e là man- 
dati 



)( rf; )( 

dati in quei tempi turbati dalle oppreflìoni , 
che provava la Santa Sede, e ne" quali fi. 
foiTriva la pluralità de' Benefìcj refìdenz»ali in. 
una fola pedona , ereffe le due Prebende , 
una detta la Decimara , delle Decime, V al- 
tra de' Santi Simone, e Giuda, alla quale, 
come Sacerdotale, aggi'etò quefta Chiefa con 
le fue Cafe , e Pcfleflìoni, lafciando V ele- 
zione al Capitolo, che tofìo nominò Manfre- 
do in Canonico 1' Anno 1192. 10. Luglio 
per rogito di Boravita Notaro ; Per'ocche er- 
iò il Guarini, quando fcrifìe , che quefta 
Chiefa era fiata edificata, e dotata da Giu- 
lio Abaifio Vefcovo di Ferrara ì' Anno 1295. 
Ella il mantenne nell' antichiflìma forma Gc t- 
tica con Porta di Marmo all' Occafo , /ami- 
le a quella di Sant' Andrea, e fineftre bif- 
longhe di terzo acuto con occhio nella fom- 
mità di pietra tagliata in varie fo me , fin 
che dal Canonico Giufeppe Bottazzi fuo Ti- 
tolare P Anno 17^5. fu livellata per picco* 
la ricognizione coli' autorità del Card Ruf- 
fo Arci vefcovo e Legato all' Arie de' Fale- 
gnami, o Marangoni, che oggidì efpulfa r ul 
pretefto di mancanza del Benepl acito Apof- 
tolìco , colla protezione del Cardinal Crefcen- 
zi Arcivefcovo , V ottenne la nuova Campa» 
gnia de' Sacchi originata da quel Fra I o- 
renzo Polono , di cui fcrivemmo nella narra- 
tiva dell' Oratorio di San Lodovico. Quefta 
avvalorata da più zelanti Sacerdoti , e Citta- 
dini , ha in quefta Chiefa introdotto la di- 
vozione del Cuor di Gesù, della Beata Gia- 
cinta Mareicotti , andando per carità a fepei- 

ire 



)( }«* )( 

lire i defonti , fpeffb ricercata a tale uffizio Poi 
rifarcita la fofHtta ed aggiunte altre fabbriche. 
Neil' Altare unico comporto di grolla pie- 
tra trovoffi I' Anno 1760. li 50. Giugno 
una Scatoletta di piombo con quefta idio- 
ta, ed eqvivoca infcrizione fcolpita nel co- 
perchio - Zuobict de XXVlll. de Ocìobre 
141». [0 fagradct già gefia de sa Simo e iu- 
da dentro la Scatoletta fcritto in un biliet- 
to Currofo di papiro SS. Simone et luda . 

Su r Altare la prelente Pittura é del 
Signor Antonio Gauirati col Cuor di Gesti 
Beata G-acinta ; e S. Rainieri ha occupa- 
to il luogo delle due belle Figure de' S. 
Simone, e Giuda dipinte dallo Scarfellino, 
che oggidì fono dietro a detto Altare in 
Coro. 

Ritornando verfo Settentrione incontrali 

SANTA MARIA NOVELLA 

O BATTUTI BIANCHI. 

Santa Maria Novella Ofpitale della Con- 
fraternita detta Battubianchi . Quefta fu in- 
itìtuita l' Anno 12-4$, e perchè velli va fac- 
co bianco , e li fttoi Confratelli fi flage- 
la'vano , battendoci con fcope i Venerdì dell* 
Anno in memoria della Pafììone del Sal- 
vatore furono detti i Battubianchi , avendo 
uno Spedale eretto fin del i$?4« li 15. Giu- 
gno, accrefciuto in feguito di tempo da li- 
moline , e legati fatti da' Confratelli , d* 
ella come ancora dalli Marchefi Eftenfi » 

con 






con una Sala per Oratorio dedicato alla Pu- 
rificazione della Santiffima Vergine, che ancor 
efifie . L' Anno poi 1585. fu eretto 1' Orato- 
rio a terreno con un folo Altare, dove fi 
conferva il Santiffimo Sagramento per gli In- 
fermi di quefto Spedale , conitituito di due 
Sale una per gli Vomini, 1* altra per le 
Donne con le abitazioni del Cappellano , e 
Miniflri . Fu quefto rifervato fra tutti gli 
altri Ofpitali V Anno 1497. allorcchè furono 
aggregati al Magno Spedale di Sant' Anna. 

Quivi ebbero ricovero primieramente le Don- 
ne Convertite , ed in efio , per mano del 
Reverendo Giovanni Maria Schiatti Parrocco 
di Sant' Agnefe ricevettero F abito di peni- 
tenza, ed accompagnate dalle principali Ma- 
trone, e Gentildonne della Città, portando un 
CrocefilTo alia mano, furono 1' Anno 1557, il 
di 7- Aprile condotte alla Chiefa di S. Nic- 
colò dal Cortile nella Città Nuova , o fia 
Addizione Erculea, detta di poi Santa Maria 
Maddalena . 

Sopra 1' Altare dell' Oratorio a terreno vi 
è un' antica Statua di Maria Vérgine fuma- 
ta d" Alfonfo Lombardi, e di fopra la Puri- 
ficazione dipinta da Giovanni Flancefco Sur- 
chi , detto il Dielai , o Dielaito . 

Appefì ai Muri la Sacra Famiglia viene 
creduta della Scuola di Tiziano , il Ripofo in 
Egitto , e la Vifitazione, di Alfonfo Rivarolr, 
detto il Chenda , da altri di Leonello Bo- 
noni . 

La Soffitta fu dipìnta da Giufeppe Mena- 
gati , ed il Quadro di mezzo dall' Avanzi. 

La 



-)( iee )( 

La Facciata per di dentro ha la Flagella- 
zione di Nofìro Signore, Copia d' Annibale 
Caracci Bologneie , che fi trova nella Certofa 
di Bologna fatta da Francefco Nafelli . 

Per di fuori é fiata dipinta dal Sig. Maf- 
fimìno Bafeggia . 

Sopra le Scale nella Stanza per andar all' 
Oiatorio fuperiore tra le fine/tre a fìniftra v' 
è una TavoJa con il CrocefiiTo , la B. Ver- 
gine, San Giovanni , la Maddalena , una 
delle prime Opere di Domenico Panetti Fer- 
rarefe . 

Nella Sala degli Vomini all' Altare la Pa- 
la con Crifìo Morto, la Santifììma Vergine 
Addolorata , ed Angioli , che lo compaffionano, é 
Opera di Giovanni Antonio fafolo Veneziano 
Scolaie di Tiziano . 

Vedonfì nell' Oratorio poi fuperiore intorno 
la Statua della Santiffima Vergine di rilie- 
vo lopra 1' Altare in venti comparti dipinti 
ad oslio fui muro varie ifiorie della Vita 
del Signore, e Santiffima Vergine fua Ma- 
dre, ed altri Santi, che furono dipinte da va- 
rj antichi Pittori Ferrarefì , come Lorenzo 
Colla, che colorì la Natività, e l'Orazione 
nelì Orto, Ercole Grandi dalla Prefa dell' 
Orto fino al Calvario, ed in uno vedefi in. 
difparte un Fratello in ginocchio incappnzzato 
col facco bianco , volto coperto, come già 
coflumavano. Li rimanenti, parte di Galafìo, 
parte del Panetti, benché rifarciti per le (co- 
ltrature cagionate dal tempo. 



SANT' 



)( 3*7 )( 

S'ANT ANTONIO ABBATE 

CONFRATERNITA. 

Ritornando fulla fhada ad Occidente fi av- 
viene in Sant' Antonio Abbate, detto Sant' 
Antonio Vecchio, a difh'nzione dell' altra Chie- 
fa delle Monache fui Polefine più moderna 
di quefia . 

Non fi trova la di lei fondazione; fi fa che 
li Frati di Sant' Antonio di Vienna in Fran- 
cia la offiziavano, e pofledevano con Titolo 
di Priorato fino del 1410., ottenendo dalli 
Marchefi Niccolò, e Leonello Ellenfi, e Duca 
Borfo col Commuti di Ferrara moltiffime e- 
senzioni conforme fi vede dal Libro delle 
Determinazioni dello fleffo Commune H. fol 
14. an. 1454. in perfona di Fra Giovanni da 
Orliaco, in cui il Duca Borfo inerendo ai 
Decreti del Padre, e del Fratello - Ordini an- 
tedi eli Beati jlntonij Viennen. factum , et imper- 
tiìum Statuerunt qued amedo dicium Monafòrium 
et EccleJÌA , et bona Civitatis Ferraris Sancii 
^Antoni] Civitalis Ferrarice , et dìftriclus prò ut 
fupra fìnt et intelligantur ex empi a iuxta fcrmam, 
et ferieni dicii decreti • 

A quefia Chiefa vanno tutte le Arti con 
i loro Pai] , ali' Offerta il giorno cella fu a 
Fella 17. Gennaro per Decreto delio fi e fio 
Jvlarchefe Leonello.- 

Paffó quefia in Commenda con Tìtolo di 
Priorato , che da Si fio V. Papa fu 1' Anno 
1586, unita al Collegio de' Marche ggiarìi, det- 
to di Montalto. Per i 



K 3«8 )( 

Ne' fofpetti del gran contagio entrato in 
Ferrara 1' Anno i6jo, che fpopolò tu:ta 1' 
Ital'a, fi vidde accefo quefto, ma tofto fpento 
per miracolo del Signore ad interceffione della 
Santi ifima Vergine, e Santi Protettori Giorgio 
e Maurelio . 

Nella Cafa dirimpetto a quefta Ch.efa , 
attacco a Signori Ricci , che volta nello ftra- 
dello verfo San Francefco, effondo venuto un 
certo Veronefe da Oftiglia, paflato ad alloggiare 
preììo un tal Bartolomeo Rolli Portalettere fuo 
Compare, che ivi quello abitava, poftofì in letto 
con febre , e vifitato da' Medici riconoiciuto 
infetto da pefte , per cui in due giorni morì , 
effendo il fuo cadavere fepolto nella Calcina , 
e la famiglia del Compare fopra un Carro 
al Lazarecto condotta, nel Borgo di S. Luca, 
venne murata la Cafa . Fra le altre precauzio- 
ni umane intanto fatte per difefa , e riparo 
contro i pericoli della pefte gradante in 
quell Anno, coli' aiuto cele fte , e la indefef- 
fa cura del Cardinal Magalotti Vefcovo in- 
tento fempre a folli evo de' poveri fu porto, in 
S. Antonio Vecchio un Cherico Regolare Tea- 
tino Sacerdote, che fi efibì con ardentifiìma 
carità ad occorrere, douunque fofTe richie- 
do, in fupplemento de' Parrocchi . 

Quefto dicefi fofTe il Padre Don Ferdi- 
nando Trotti Ferrarefe , il qual con fom- 
mo azzardo della fua vira aveva affittito 
agi' appettati nel gran contagio di Paler- 
mo l' Anno 1614, efìendo Vice Re il Card. 
Doria . 11 fuddetto buon fervo di Dio in 
premio di fua Carità meritò morendo d* 

udire 



)( 3$9 )( 

udire il dolce canto degli Angioli , che ìo 
invitavano alla gloria. 

in quefta antichiffima Chiefa fu di poi pof- 
ta la Compagnia della Beata Vergine di Lo- 
reto , inftituita in San Pietro 1' Anno i6tj; 
ed ìndi rifugglatafi in Sane' Aleffio. 

£ quivi cominciò a proccurarne gli orna- 
menti, principiando dall' Aitar Maggiore , sii 
cai collocò la Statua della Beata Vergine dì 
Loreto con Angioli, e Serafini tutti ' porli adi 
oro , Scoltura di Filippo Porri Scultor Fer- 
rarefe . 

L' Altare a delira entrando ha una Sta- 
tua d' umana grandezza di S. Antonio Abba- 
te , dicefi del Lombardi, oppur del Gheri 
Cittadino Ferrarefe , molto ragguardevole . 

Scorgefi dirimpetto la Scoltura del Crocefif- 
fo molta antica. 

Nella Sagrefìia una Tela con la Beata Ver- 
gine di Loreto, e le Anime del Purgatorio, 
qual è Opera di Fraricefco Nafeili 

Fuori della Chiefa nello Stradello a deftra 
vi è dipinto fui muro un Crocefiffò da Fran- 
cefco Robbi Milanefe . 

Quefta Confraternita negli Anni poco fa 
feorfi ha fatto riftorare la Soffitta con de- 
cenza imbiancata, e polla a geifo . 

S. GREGORIO. 

Alla Chiefa di San Gregorio il Magno po- 
co lungi fi pafìa, antica Parrocchiale con un' 
alta Torre per le Campane, edificata del 
xoja. da una divota Donna della Fanrglia 
* A a de 5 



H 370 )( 

de' Porti Ferrarefe , la quale aveva quivi le 
jfue fepolture , come fcrive il Guarirti; in un 
angolo della Chiefa fi vedono in marmo ìe 
fue 1 Armi con quella dei Boiardi. 1 rovo poi 
in un Teframento, che rei 1146. per rogito 
d' Andrea Notaio Ferrarefe una certa Navi- 
lia Moglie di Turelo fra gli altri legati dif- 
pofe - itemque 'volo ut Jolidi quinque lucenfmm 
dentur in opere turris Ecclefice Sancii Gregorj 
pofìea , et volo ut prejbiter lobanes patrinus me- 
11 s habeat folidos quatuor pariier , et alius prej- 
liter Ecclefia Sanai Gregorij baleat folidos duos: 
fin dell' Anno 1278. il fuo Rettore Buono: 
di nome con altri intervenne alle pr^me Con- 
fiituzioni fatte dai Parrocchi . 

In fondo alla Tribuna fopra V Aitar Mag- 
giore vedefi una Scatua di San Gregorio Papa, 
e da' lati le Statue de' SS. Giovanni Batti/la, 
ed Evangelifìa , che già erano all' Altare 
Maggiore della Chiefa Parrocchiale di San 
Romano, fcolpite in legno, credute d' Anto- 
nio Magnani. 

Alla Cappella a finiftra entrando dell' an- 
tica Cafa Porti su 1' Altare vedefi un' an- 
tichilììma Immagine di terra cotta della B. 
Vergine col Bambino , intorno alla quale fono 
dipinte le Sante Maria Maddalena Penitente, 
e de' Pazzi con Angioli colorite da Giovan- 
ni Andrea Ghirardoni Ferrarefe . 

All' altro Altare fotto il Crocefiflb di rilie- 
vo vi é la Tela dipinta col Crocefiffo, San 
Gregorio, San Carlo, ed altre Sante , una 
delle prime produzioni di Scalpellino, il qual 
dipinfe ancora le Tele colla Vita, della Beata 

Ver- 



3( 37* 5( 

Vergine nella fouracennata Cappella, ed altre 
difpofle in blslonghi quadri perla Chiefa , in 
uno de' quali fi vedono 1' infìdie degli Ebrei 
a S. Simoncino di Trento, ed in lontananza 
il fuo Martirio, qui collocato, perchè i fuoi 
Parenti di Trento folevano 1' Inverno ve- 
nir a Ferrara, ed abitare in quefta Parroc- 
chia da molti Anni, all' uto de' poveri 
Artigiani di quel paefe per lavorare, e gua» 
dagnarfi il Vitto. 

In quefta Parrocchiale ancora fi trovano le 
Reliquie de* Santi Crifpino , e Rolando in 
un' antica Carla foderata di velluto rodo, per 
locche fi filmano Martiri ritrovati al tempo 
del Vefcovo Boiardi Y Anno j^zz. j. Mar- 
zo , a' quali vi erette un Altare , Ma il 
Cardinal Congni Vefcovo nel 1664. trovando» 
le mancanti d' autentica , fofpefe la loro ve- 
nerazione eifendo tuttavia figillate, non orlan- 
te iì confervano. 

Il Dottor Carlo Brunaldi Ferrarefe dell' una 
e 1' altra Legge Dottore Maeftro di Sacra 
Teologia Collegiata Rettore di quefta Chiefa 
1' Anno 1655. v' inftitui la pia Unione del 
Suffragio per le povere Anime Agonizzanti ; 
egli poi pattato alla Arcipretura di Tre- 
centa , la fuddetta Unione fu trafportata in 
San Giufeppe . 

Tra confini di quefta Parrocchia, e di S. 
Maria di Bocche, nella Contrada detta Ge- 
mola , © Zemola , reftavi ancora un picciol 
Tugurio pattata la Volta del Sarafino, ora detto 
delli Baftaroli per andar nella Contrà delle 
Vecchie, dove vedefi dipinta fui muro un' antica 
A a a Ini^ 



)( *7* X 

Immagine di Maria Vergine col Redentore 
fao Figlio morto in braccio, da mano im- 
perita ritoccata in luogo di una più antica , 
che vi era , 1' Anno 1584; d 1 ordine del 
Vefcovo Paolo Leoni di Ferrara furono li 
Mattoni, e, Calce della Pittura portate ne' 
Sacrari di quefìa Parrocchiale, facendoli però 
da Vicini ardere in certi giorni una lampada, 
ed ornare il luogo per memoria del feguen- 
te Miracolo. 

11 Beato Giovanni da Toffignano Vefcovo 
di Ferrara , avendo relazione ficura , che 
una miferabil Donna ftaua per partorire abban- 
donata su nuda paglia, tofìo chiamò un fuo 
Fattore, gli ordinò, che caricato un Facchi- 
no di matterazzo , ed altro , andaile tolto a 
£0 wenire quella miferabile Parturiente , è 
chiello del luogo, di cui o fi era dimenticato, o 
per divina difpofìzione tacciuto da chi ef- 
pofe la povertà della Donna , andate dirle , 
con quello fazzoletto in mano , e dove vi 
caderà , i vi la trovarete , girate verfo San 
Domenico. 11 Fattore prefo 1' ordine con 
forrifo, diffe fra fé, tanto lo terrò ftretto , 
ed avviluppato alla mano , che non mi ca- 
derà , m a fatto un buon giro da Occiden- 
te ad Oriente della Città ,° nel ntomarfene 
per quefto vicolo verfo la Piazza , non fi 
trovò in mano più il fazzoletto, onde tor- 
nato addietro Io rinvenne su la Porta del Tu- 
gurio, dove fìava la miferabile, che prove- 
duta di letto, e dì danaro diede occafione 
al Fattore di riccnofcce la Santità del Pre- 
lato; Per memoria di tal miracolo vi fu 
dipinta la Santa Immagine. Era 



)( Vi K 

Era quefia Cafa «iella Confraternita di S. 
Agnefe, fra gli antichi legati di Cafe da 
fomminiftarfi per carità a povere vedove , 
ed altre miferabili , che non avefTero dove 
ricoverarli. Fu da detta Confraternita 1' An* 
no 1519. li 4. Luglio per rogito di Giovan~ 
ni Battifta Codegoro, livellata a Plinio Cave- 
doni , a cui nell' Ufo fuccedette Antonio 
Belcaro, il quale riedfficando la Cafa laició 
intatto il Tuguriolo contiguo del Miracolo . 

Poco lontano vi è il Palazzo Bonacofla, 
rinovato da' Signori Conti Scipione, ed Af- 
canio Bonacofla 1' Anno 17x0. oggidì ven- 
duto al Signor Conte Borfo Bonacofla d* 
* altro ramo . Quefto fu fabbricato da Alber- 
to Configliere , e Fattor Generale del Mar- 
chefe Niccolò III.- circa 1' Anno 141 5. In, 
un muro di queflo fotto la loggia fi con- 
ferva la Pietra additata dal Guarini a ca- 
ratteri lemigottici , fcolpita V Auno 1323. -in 
verfi , trovata nelle antiche Mura di Mo- 
dena già riedificate da Rinaldo , e Bot- 
tirone Bonacoflì Signori di Mantova , d^F 
Duca Ercole IL- donata a Giovanni Battifta 
Bonacofla fuo Famigliare. 

Ivi dirimpetto fi trova la civile Abita- 
zione del Signor Giovanni Battifta Rizzi , 
che fu già de' Signori Montecatini Conti 
di Foflacana , e Pìandogno nella Diocefi 
di Sarcina, dove abitò Vgolino femofo Me- 
dico, il qual ferirle della proprietà, e vir- 
tù di tutte le acque d' Italia circa V An- 
no 1553. Vedefi la fua Scuola oggidj ri- 
dotta ad altro ufo, in cui reflano gli an* 
A a 3 tieni 



X 374ÌC 

tichi ftucch? , e dorature con altre pitture , 
che 1' adornavano. 

Il Signor Conte Gaetano G lioli fa riedt» 
ficare la l'uà nobile Abitazione ivi vicina , 
ficcome il Sig. Marchefe Aleflandro Rondinelli 
fece la Caia Bendedei, predo a quella già Ma* 
rinetti , Cafa dove fi fabbrica oggidì V Acqua 
vite . 

Sopra la Strada de' Sabbioni verfo S. Pie- 
tro avanti la Beccaria, detta Nuova, ( benché 
più antica di quella dal Cartello, denomina a la 
Grande ma prima , che quefìa folTe edifica- 
ta dal Duca Alfonfo I. era la più antica* 
dell' alfe fuuare in vari luoghi della Città, 
come nella rtrada dell' Inferno, vedefi I' an- 
tichifTimo Palazzo de' S gnori Marchefi O- 
bl?zi edificato da Danielo, che fu pronipo- 
te di Gherardo Cnfìgliere di Roberto Re dì 
Napoli , da lui mandato a Ferrara per fuo 
princ pai M'niiìo, quando fcacciati gli JBftenfì 
da Clemente V. che rifiedeva in Avignone, 
per la Ch'efa , ne teneva il governo. 

Qu ; vi abitò la Nobil Famiglia Cumeni, al« 
lnrrhe V Anno 1546. Giovanni Paolo Man- 
frone Gentilvomo Veneziano, e Capitano dì 
Gc-nte d' armi , Famigliare del Duca Ercole 
II. avenlo fofpetto fopra 1' Angela Manfro- 
iii ma Sorella, e Moglie di Rinaldo Cu- 
meni Gentilvomo Ferra refe , di prattica di- 
fonefta , tentò d' avvelenarla con pere atto- 
ficaie , che non ebbero effetto , conforme 
fcrive Antonio Mufa Brafavola nel fuo Dia- 
logo intitolato E>camen omnium elecìuariorum , 
et CQnfetfiQHHm cath*rciìiQrum ad ornatijjìmum , 

et 



)( S75 X 

et excelleutìff. Ludovicum Panizam Mantaanum 
Venctijs ex Officina Erasmiana 7548. in cui rap- 
porta per efìefo tutto i! Proceflb, ed efame 
con la fentenza contro il fuddetto Giovanni 
Paolo, convinto reo, e condannato ad e£* 
fergli recifo il capo da infilzarli nella fom- 
mità d' una lancia su la Torre di Piaz- 
za, del Commune, detta de* Ribelli, ed il 
Corpo fatto in quarti da appenderti al Pon- 
te di Lagofcuro ; ma la pietà del Duca , 
che Io aveva prigione in Cartello , ed e- 
vagli fiato dato da' Signori Veneziani fu ta- 
le , che gli commutò la morte nella pri- 
gionia perpetva in detto Cafìello , dove 
fu letto il Proceflb , e dovevafì efeguire 
!a Sentenza; morto poi naturalmente li tf. 
Febraro 1551: per queft' occafione , fu da! 
Duca fatto coniare il Ducato d' Oro con la 
propria immagine da una parte armata , 
dall' altra Èrcole, che alza la Clava, men- 
tre tiene una Figura , che fugge armata 
di flocco a lato , e feudo fotto i piedi, 
volgendoli Ercole ad un raggio , rhe vie- 
ne dal Cielo col motto intorno inibì r vìndì- 
cfam et ego retribuam 1546. Altre d' Ar- 
gento se ne vedono , che riposate dal Sig. 
Don Vincenzo Bellini fan conofeere. che le 
ftefle Figure epigrafe vennero coniate in mo- 
nete groflìflìme d' Argento ., Le fuddette E- 
pigrafe, e figure furono pure fufe per or- 
dine del Duca fopra il grotto Cannone det- 
to Caino qual trovafì nella Fortezza sii Is 
Cortina , che guarda verfo la Vìa della 
Rotta, o San Domenico, dal Volgo idio- 
A a 4 to 



X57* )( 

to chiamato Caino, acciò viva a' Poftcri ri. 
manette la memoria del perdono ' d' Ercole 
alla vita del Manfrone nelle fue mani, al 
Criftiano rifleflb del Divino avvertimento. 

In querto Palazzo nella feconda fìanza 
a delira della Sala vedevafi dipinta fui 
Muro la Santiflìma Vergine Annunziata dall' 
Angelo, fatta di due colori bianco , e gial- 
liccio, quafi di flatura naturale, fìimata del fa- 
moto Melozzo , detto da Forlì, qual era Fer- 
rarle , e nomina vafi Marco degP Amhrofi da 
Ferrara , come feri ve Leonardo da Pefaro nel 
fuo Specchio delle Pietre Lib $. ed il noftro 
Borfetti hi fi. Gimn. Ferrar, p. 2. Lib. V. pag. 
431. dicevafi Melozzo, perche pareva colorif- 
fe col Miele , tali fono le Pitture che già 
erano nella Tribuna de' Santi Apposoli in 
Roma , che d' ordine della F. M. di Bene- 
detto XIV. tagliate, e fatte in quadroni furono 
collocate per ornamento della gran Scala del 
Quirinale, per cui fi fale alla Sala della 
Signatura, ed al Concilo ro . Quefla oggidì 
guaita, e levata con colonnati antichi alle 
fineftre interiori fui Cortile , in cui fìk uà 
bel Pozzo di fodo marmo con l'opra 1' Arma 
Obizzi da una parte, e dall' altra un Pitto- 
ne, cioè Piatola con intorno totum peram- 
bulet orbem. 

Nelle Cafe , dette la Volta de' Carri su 
la Via Grande, de' Signori Marcheiì Ron- 
dinelli , dei Cittadini, ed altri, fino dirim- 
petto a San Giufeppe già abitarono Guro- 
ne Maria Eftenfe, che fu Canonico di Fer- 
rara Abbate Commendatàrio di Gavello , e 

dell' 



)( 377 )( 

dell 5 Augufta Badia di Nonantola , in cui 
dopo morte 1' Anno 14&3. uolle efler fe- 
polto ; era Figlio Naturale di Niccolo III, 
Signor di Ferrara," di poi vi abitò Melio- 
aduce Figlio di Scipione Eftenfe . Quefto fu 
Vefcovo di Comacchio, la quà^ Chiefa rinun< ò 
del 1506. Vi abitò Niccolò I\Utia k itenfe , 
che fu Vefcovo d' Adria Figlio del fun- 
nominato Abbate Gurone , qu,al mori del 
JJ07. fepolto in Duomo , 

Giace nella fuddetta Chiefa di San Grego- 
rio il Reverendo fuo Rettore Vittorio M. 
Novi Sacerdote di gtan efemplarirà , e ca- 
rità, fìccome il Reverendo D. Carlo Ca- 
valieri Sacerdote delia Parrocchia morto in 
gran concetto di vero r^eligìofo , 

il Reverendo Francefco Cairantoni fuo Ret- 
tore T ha anicch'ta di, moire Reliquie, ben- 
ché non iìano parti integrali, e di molte 
pie Immagini di terra cotta fatte dal fa- 
mofo Andrea Ferreri . 

ApprelTo di me fi trova un' Immagine 
della Santiffima Ve gine , che allatta il Bam- 
bino, dipinta su una Tela riporrata nella 
Tavola , che venerava!! in quefta Chiefa , 
di maniera infelice, donatami dal Rettore 
Carrantoni . Il Pittore volle fotto me:tervi 
il fuo nome ^ Lelyus de Venetis pnfìt orate 
prò eo MCCCLVl. die primo de lui Maria. Pia 
tota . 

SAN GIUSEPPE. 

Sulla Via Grande redefì San Giufeppe Ghie- 
ra 



)( 17* )( 

fa, e Convento degli Eremitani Sea f zi dell' 
Ordine di Sant* Agoftino. Dal Conte Ca- 
millo Zavaglia Refidente in Koma per Am- 
bafciatore della Città di FeTrara furono l' 
1' Anno 1621. introdotti in quefta Città in 
perfona del Padre Fra Fabiano da S. Maria 
Maddelena , un Compagno , ed un Laico , 
obbligandoli di dar loro perpetuamen e il vit- 
to , e veftito per rogito d' Alberto Al- 
bertini Not . fotto il dì 19. Luglio 162.2. 
puiche venitfero ad abitare in Ferrara, dal 
qual obbligo furono i fuoi Eredi aflòluti da' 
Frati collo fborfo di alquanto denaro. 

Pafiò il fuddetto F. Fabiano a f rdare il 
Convento di Comacchio , prefio la Ch:efa di 
San Mauro , che col terreno contiguo piglia- 
rono a livello dall' Abbate , e Canonici 
Lateranefi di S. Giovanni Battila di Fer- 
rara colla ricognizione di alquante Anguille ; 
frattanto il Padre F. Adriano, venuto col P. 
F. Vittorio dell' Epifania CommilTario Gene- 
rale della Religione T Anno 1626, ottennero 
con refcritto di Giovanni Lodovico Pafolini 
Vefcovo di Segni, Suffraganeo, e Vie- Gene- 
rale del Card. Leni Vefcovo di Ferrara, I2 
licenza d' alzar in quefta Città, Chiefa , e 
Convento, dimorando effi in San Simone , e 
Giuda, ma per le Bolle di Clemente VIIL 
e Gregorio XV. colla protezione del Cardi- 
nal Cenini Legato, V ottennero da' Priori, e 
Guardiani dei Conventi Mendicanti prima in- 
trodotti in Ferrara, e dal Rettore di San- 
ta Maria di Bocche , nella di cui Par- 
rocchia volevano apportarli, iiccome dal Giu- 
dice , 



.)( 379 )( 

dice , e Maeftrato de' SavJ, che Toro àì. 
fegnarono il fito su la Via Grande , non 
erlendo ad effi piacciuto la Chiefa di S. 
Lorenzo offertagli, laonde in parte ccn de- 
naro di queftue in poco tempo radunaro- 
no alcune Cafette di Francefco Agucchia 
Merciario, altra pili grande del Gap. Tom- 
mafo NigrifoM , Iterandola dal diretto de!la 
Chiefa Archipresbiterale di Voghiera , colla 
furrogazione d' altro fondo nella Villa d* 
CXchiobelo, come dai rogiti del No\ Gia- 
como Giauardi 1' Anno 1619. il di 1,1. Giu- 
gno, vi aprirono Chiefa la Notte de' Na- 
tale i6z6. fot O il Titolo di San Giufep- 
pe , lafciando la Chiefa de' Santi S.mone, 
e Giuda; ed ivi vennero ad abitare, dila- 
tandoci di poi colla Compra , e Ledati di 
quattro altre Cafe , una di Giacomo Tef- 
ta , degli Eredi di Girolamo Querci , e due 
di Silvio Montecatini, fi dilonearono fino 
nella Via de' Carri , come appare per ro- 
gito di Pier Paolo Brunetti Nor. e Can- 
celliere Epifcopale li 12. Gen; 1617. 

U Anno poi 1639. 6. Gennaro col di- 
fegno di Carlo Pafetti Cittadino , ed Ar- 
chitetto Ferrarefe , pofero la prima r» ; ?tra li 
6. Gennaro 1659. alla predente Chiefa, uf- 
ficiandola la Notte del Natale 1^4$; e Vi 
17. Aprile terza Domenica don*-. P?^-ua 
1671. fu confecrata da Monfignor Guido Ben- 
tivoglio Vefcovo di Berrinoro fotto il Tto- 
de' Santi G ufeppe , e Tecla V. e M. In oue- 
#a Chiefa fin dell' Anno 1668., e/Tendo G'"u* 
dice de' Savj il Conte Ippolito Strozzi , fu 

traf- 



trafportato i! Voto Pubblico per il terremoto 
feguito l'Anno 162.4. da San Girolamo, eflen- 
do fopprefl'a la Religione de* Gefuati , che V 
ufficiavano, andandovi nel Giorno del Santo 
gloriofo il Mag'ftrato a farvi celebrare la 
Metta, al qual effetto fu nel Coro collocata 
la gran Tela dipinta da Coflanzo Cattanio 
Ferrarefe con la gloria, in cui San Giufeppe 
con la Santiffima Vegine Sant' Agoftino, e 
Santa Monica con altri Santi pregano per 
la Città di Ferrara dipinta dal baffo. 

In un Manufcritto in S. Giufeppe fatto da 
nn tal F. Giovanni Andrea Ciriani Agofti- 
niarto Scalzo fi legge - Quadro del Coro di S. 
Giufeppe col terremoto dipinto da Cofìanzo Cat- 
tanio Ferrarefe del 1655. a fpefe del Signor 
Giufeppe Mazzoline coftò 144. Scudi per legato 
fatto dalla Signora Renea Gualeugbi Mazzolini 
fua Madre » 

Gli ornati a frefco fui muro fono di Fran- 
cefco Scala Pittor Ferrarefe, e gli Angioli 
dello Scanavino. 

Le due laterali Tele nel Coro con li tor- 
menti, e Martirio di Santa Tecla, fono dell' 
Avanzi, che la dipinfe quando fu lapidata , 
poi gettata a Leoni , le altre due nel Pref- 
b;:er'o rapprefentano, quando viene condotta 
avanti 1' Imperatore, ed allorché vien porta su 
la Cataria di legne, Opere di Giulio Troppa 
Romano Scolare di Lazaro de' Baldi . 

L* Aitar Maggiore oggidì di preziofì Marmi 
efeguito col dileguo del Padre Ippolito Sivieri 
Ferrarefe Gefuita Lettor Pubblico di Matemati- 
ca, a fpefe delle yirtuofe fatiche del P^.ìre F. 

Giù- 



Giufeppe Renato Imperiali Ferrarefe di quef- 
ta Religione . 

Sopra detto Altare v' era un grandiofo Ci- 
borio fonenuto dalle Statue dei quattro Dot- 
tori Latini dì Santa Chiefa fcolpiti da Gio- 
vanni Cremate© Scultore , e tutti poni ad 
Oro . 

Nella Cappella a defira la Pala, o Tela è 
dipinta da Paolo de' Francefchi Fiammingo con 
la Beata Vergine , il Bambino , San Giuieppe, 
e Sant' Agofìino ; efpnmefi nella cima deli* 
ornato un San Giufeppe Agonizzante, di Tom- 
mafo Capitanelli . 

La Cappella fu dipinta da Giufeppe, Avanzi, 
fìccome dello fìeflb fono le due Tele con 1' 
Annunziata di Maria Vergine, nel di cui Vol- 
to ricopiò la faccia della ConteiTa Euride 
Crifpi Manfredi Madre di Monfignor Girola- 
mo Patriarca d' Ale/Tandria , Arcivefcovo di 
Ferrara, e del Marchefe Euftachio flato Am- 
bafeiatore più dì vent' Anni per la Città di 
Ferrara in Roma Neil' altra Tela la Vifitazio- 
ne della Beata Vergine -, e S.EIifabetta , 

Le quattro Statue di legno nelli angoli fo» 
no del Cremafco . 

Nella Cappella feguente, fui di cui Altare 
v* era la Tela dipinta da Clemente Maiola 
Romano, con li Santi dell' Ordine Agoftinia- 
no , vi hanno collocato una Statua della B, 
Vergine yeftita , ed oggidì accomodata alla 
Nazarena ; a piedi della quale un Ovato con 
una Sant' Anna di Matteo Brida Pittor Ve- 
rone fé . La Cappella fu dipinta dai Menaga 
ti ; le Tele laterali con gì' Morie della Vi- 
ta di- 



X ?8i )( 

ta ài San Nicola da Tolentino , fono, uno dì 
Giuseppe Avanzi , 1' altro dì Tommafa 
Gapitanelli . 

Dall' altro Iato 1' ultima Cappella ha su l* 
Altare la Tela de' Santi deli' Órdine Agofttnia- 
no, che fu colorita da Mauro Soderini Fioren- 
tino, da un lato ewi 1* altra bella Tela colla 
Limofina A\ San Torhafo da Villanova, che 
prima eia full' Altare dipinta da Maurelio 
Scafarmi ; i' Architettura a frefco é di Fran- 
ce.co Ferrari . 

L' altra Cappella ha sìììY Altare un gran 
Crocefillo di niievo, belliflìma Opera di Gio- 
vanni Cremonefì Veneziano. Le Tele latera- 
li con la Paflìone del Redentore, ficcome V 
Ornato a frefco, fono dell' Avanzi. 

A lati dell' Organo San Sebastiano, e San 
Rocco, fono copie dalli Originali del Guer- 
ci no, altri dicono dagli efemplarì di Guido 
Reno , molte delle quali fi vedono in va- 
ri luoghi . 

La Oifputa fra i Dottori , che già era fo- 
pra la Porta, dove é 1' Organo, fu dipinta da 
F ancefco Siiti ; altre da Giufeppe Menagatti, 
che ora fono per Convento nelle Stanze della 
Forafteria , ficcome molte mezze figure di San- 
ti , ed altri Vomini uenerabili della loro 
Congregazione, tanto nell' Atrio della Sagre- 
rà, che per il Corridore, fono del' Fiammin- 
go , del Nafelli , del Borfati , e dello Sca- 
navino . Le Tele più Moderni del Parolini, 
Braccia H e del Signor Giufeppe Azzi. 

L* Intaglio al Pulpito , e fei Confeffionali 
di Noce, fono Opera di Fra Valentino di S.- 

Perpetua 



)( 3 §3 )( 

Perpetua da Spoleto Laico di quefta Re- 
ligione fatta T Anno i68z. 

Coti gli Àrmarj della Sagreftia li Stalli 
del Coro fono d* intaglio de' Signori Fratelli 
Bafeggia Feirareiì, e di Noce fatti con elemo- 
sine raccolte da un loro Frate Laico, finiti 1' 
Anno 1770; 

Sotto gli Altari, ed in Prefbìterio in varj 
Reliquiari difpofti fono i Corpi , e le Ceneri 
de' S«nti Martiri, quivi portati da Roma dal 
Padre Fra Gabriele Priore di quello Conven- 
to della famiglia Bartoli Ferrarefe, de' quali 
dalli un fuccinto ragguaglio, particolarmente del- 
le più celebri , in un Libretto fiampato ia. 
Ferrara per Giufeppe Rinaldi nel Mefe dì 
Maggio del 1757- 

Sotto 1' Aitar Magiore vi é il Corpo ài 
Sant' Ignazio Martire, ed in Reliquiari dif- 
pofli intorno la Tribuna, e che fi confer- 
vano in Sagreftia, efponendofi nelle Solennità, 
li Corpi, e Ceneri de' Santi Gregorio, Giulia-! 
no , Manfueto , e Coftanza Vergine , e Mart; 
Eufemia Vergine , e Martire , eftrafti dal Ci- 
miterio di Calepodio , riconofciuti da Monfig. 
nor AleiTandro Vitrico Vefcovo Alatrio, Vi- 
cegerente dal Cardinal Marzio Ginetti, Vica- 
rio di Papa Innocenzo X: 1' Anno 1647. 
portati a Ferrara dal fuddetto P. Fra Ga- 
briele Bartoli col Vafo del loro Sangue, ed 
una Lucerna; furono efaminati e riconofciuti 
dal Vicario Generale Giovanni Ciavernella Ar- 
chidiacono , Giulio dei Conti Roverella Arci- 
prete , Giovanni Battifta Scannaroli , e Girola» 
mo Bofchetti Canonici della Cattedrale , de- 
putati 



)( 384 )( 

putati Affé/Tori , e Configlieli dal Cardinal 
Giovanni Stetfano Donghi Vefcovo di Fer- 
rara li *■!• ■ Giugno j*68,- di più il Cor- 
po di Santa Gaudenzia Martire con la Pie- 
tra Marmorea trovata al fuo Avello, Va*» 
fo di Sangue aggrumato con Capelli infan- 
guinati , eftratti dal Cimiterio di San Ca- 
liffo d' ordine di Papa AlefTandro Vili l' 
Anno 1691, 14. Febraro e donato al Padre 
F. Bartolommeo da S. Claudia Agoftiniano 
Scalzo da Monfignor Ottavio Caraffa Ar- 
civefcovo Parracenfe Vicegerente del mede- 
fimo Cardinal Ginetti Vicario , riconofciuto 
li ^^. Giugno 1668. ad iftanza del fud- 
detto Padre Bartoli Priore di quefto Con- 
vento, come appare dagli Atti, e rogiti del 
fuddctto Notaro, e Cancelliere MafTari . 

In quefta Chiefa vi è la Confraternita 
del Suffragio degli Agonizzanti» iftituita co- 
me fi difle, da Don Carlo Brunaldi Ret- 
tore di San Gregorio, e quivi trafportata 
con proprie Conftituzioni approvate dall' Or- 
dinano r Anno 1684- fottofcritte dal Vica- 
rio Bagni del Card. Carlo Cerri Vefcovo 
di Ferrara , la quale non vefte Cappa , ma 
folo fa adempire per quefti Padri gli ob- 
blighi addottagli fecondo le Regole, e Le- 
gati de' Defonti. 

SANTA MARIA DI 

BOCCHE. 

In poca diltania di quefta v' è la Chiefa 

di Santa 



X 38* X 

di Santa Maria di Bocche antichifiìma Par* 
rocchiale e delle prime, che foriero edificate 
nella Città di Ferrara Trafpadana , ed avan- 
ti , che dalla Chiefa dì Voghenza fofìe ve- 
nuto il Vefcovo ad abitare per Decreto di 
Papa Vitaliano a *San Giorgio nel Vico Ma- 
gno, Foro Ario, antica Ferrariola, o Mafia 
Babilonica, effendo col Vefcovado nuovo di 
San Giorgio di Ferrara nella ftefla perfona 
iettato il Titolo antico ancora dal Vefcovado 
di Voghenza diftrutta. Ella era edificata Co- 
pra una ForTa , che fgorgava f acque delle 
baile intorno la nafcente Ferrara Trafpada- 
na nel vicino Pò, e perciò detta, dallo sboc- 
co dell' acqua, de Bucca. La Torre per le 
Campane di antichiffima flruttura, la fìerTa 
Chiefa, che prima era in tre Navi, con i pa r - 
tofori a' lati della Tribuna, con V Altare ifo- 
lato fotto la medefima lo dimolìrano ; anzi 
una Tabella ritrovata nel rifarcir quefxa an- 
tica Chiefa 1' Anno 1757- già rinovata fin 
dell' Anno H8 5« dal Prete Bonadies , o fia 
Buongiorno avanti le None di Febraro , dimof- 
trava , che Coftantino Vefcovo 1' Indizione ot- 
tava, il quarto giorno avanti le None di Feb- 
braro, aveva dedicata quefta Chiefa ad iftan- 
za ài Viatore umile Bafilicario , ed allora 
Arciprete di San Giorgio , già edificata a 
Dio in onore dell' Ippapante della fua Ma- 
dre 1' Anno terzo del nofìro Signore, Mau- 
rizio Tiberio Cefare , e Pelagio Santifììmo 
Papa 1' Anno nono, V Indizion quarta da Vit- 
tore Vefcovo di Voghenza, acciò la pefte an- 
§uinaria non paffaffe i noftri confini , da ciò 
B b fi 



)( ìU k 

fi vede, df efier fiata edificata 1* Anno 
5po; eflendo fiato fatto Imperatore Mail* 
rizio nel 58$ ; e Papa Pelagio 1' Anno 
577., in cui era Vittore Vefcovo di Vo- 
ghenza, in tempo di quella perle , che fpo- 
polò le Città, maiTime per la Marina, co- 
me fcrivono con San Gregorio gli Autori 
di quei tempi , per la quale il Santo Pon- 
tefice inrtiiuì le Litanie Maggiori. Coftan- 
tino poi fu Vefcovo di Ferrara al tempo 
di San Niccolo Papa , ed era nel Conci- 
lio Romano contro Giovanni Arci vefcovo di 
Ravenna , e S. Niccolo fu eletto Papa l' 
Anno 859. Diceva addunque la corrofa Ta- 
bella di legno - D. 0. M. in honorem hipapan- 
tes Theotocus Jlnno ili. D- N. Mauritij liberi] 
Caes. Plagio Sancii/fimo Papa anno non. indioìio* 
ne quarta Vitìor V. B. Èpifcopus ut pefiis in- 
guinaria non perir anfeat fines nojiros aeaific- Cof- 
tantinus Èpifcopus quario nonas Februarij indi- 
zione ocfa'va dedicavit . 

Viator umili s Bafittcarius S. Georg j pofuit .Archi- 
prejbiter Bonadies de veteri tabela in no'vam rifrì- 
ttili anno MCLXXV. Nel fepolcro della Men- 
fa del di lei Altare , che era tutta con- 
facrara , venne trovata in lamina di piom- 
bo la Tegnente inscrizione, che pare rela- 
tiva all' antecedente. 

Conjacratum fuit a Co/fantino Epifcopo Ter» VI. 
non- feb. bic junt reliquia Mari. quor. nomina 
{unt in libro vite?. Dal che pare , che la 
Chiefa foiTe confacrata due g'orni avanti 
la fetfa della Purificazione della SanrifTìma 
Vergine , e V Altare lo fìefio giorno di 

quefta 



quefta fella , fottó il quale Titolo 3 è 
fempre fiata, e co cica V Anno 860., al 
che concorda Marco Antonio Guarini, ed in 
parte il Marena, benché Autore di poco fon- 
damento ,• Gafparo Sardi hb. i. foì *$. all' 
Anno 675; fcrive che il Quartiere di San. 
Romano di quefìa Cutà foflTe partito in due, 
uno , che teneva 1' antico nome di quella 
Chrefa lino a San Clemente, 1* altro da S. 
Maria di Bocca, onde ebbe il nome, fino 
a San Martino» 

Da un' Indumento di compofizìorié tra li 
Canonici di Ferrara, ed il Cleto della fteiTa 
Città, fatto V Anno 11 io. appare, che I* 
Arciprete di San Giorgio, allora Cattedrale , 
dimorarle a Santa Maria di Bocche , e che 
qnefta foiTe la fua Bafilica refidenziale - Jlr- 
cbipreflitero Vetro S. Georgi morants apud San- 
ciam Mariam de Buco . Autentica tutto ciò 
un antico Rituale per la funzione lolita farfi 
da' Vefcovi, che ftavano in San Giorgio , 
li quali nel giorno della Purificazione veni- 
vano à quefla Chiefa per tal funzione } in- 
contrati allo fbarco fu la riva del Po vicino 
e dal Clero , e dai Greci , e dalle Donne , 
qual qui rapportiamo , per erudizione di tanta 
antichità Ecclefiaftica quafi (marma. 

Qffitium in fefio Purificationis Sanclct Marine 
ad procejjìonem jLrcbipbr. Sancii Georg] morans 
apud S. Mariam de Succo cum Clero et Pepi- 
lo occurrat Epijccpo 'venienti in nauim ad ri~ 
pam Padi , mulieribus expeclantibus in E cele fa : 
lbique aut in navi , aut in Pòrta Epifcopus ve* 
nedicat icreos more /olito , et diftribuat , et G?<£* 
B b 2, ci 



)( 3*8 X 

ci qui aderunt dìcant antip. Caire che ha rito- 
meno , rejpondet Populus ave gratta piena . Greci 
Jheotoche partene Vopulus , Dei genetrix virgo , 
et cantera ut in libro Circuii anni ufque ad JLna- 
flafm refureéìionem . ingregendo Eccltfiam occur- 
rant mulieres , et dìcant ^Adorna tbalamum tu- 
um Sion , et fufcipe Chrifìum Regem ampleclere 
Maria , qu<£ e fi cwlefiis Porta ipfe enim portai 
Regem gloria . Clerus autem ingregendo Ecclefiam 
cbtulerunt Domino et ut in Sacramentario^ Nunc 
dimittis et Lue. cap li. fit miffa , ad introitum 
antipb. fufeepimus Pfalm. XLVlll. et fic fit fin- 
gulis annis in fefto Hypapantes in Ecclefia nofira 
frout in Sacramentario per Epifcopum Marinum S. 
Georg) confcriptum oblationes Populi funt prò me- 
die tate Epijcopi . 

Dall' antico Libro delle Proceffionì tri- 
duane, che fi folevano fare per la Città , 
e Borghi , fecondo il rito di que' tempi , 
abbiamo , che nella feria terza delle Ro- 
gaz oni principiava!! dal Clero la Proceftìone 
alla Chiefa di San Pietro dopo d' aver 
in effa recitato il Mattutino , poi vìfìtate 
le Chiefe di San Aleflìo , Santi Simone , 
e Giuda , e San Gregorio; arrivato a S. 
Maria di Bocche recitata, o cantata V an- 
tifona Regali ex progenie , con gli refponfo- 
rj , fi celebrava, e diceva Terza in quef- 
ta ad Sancì am Mariani de Bucbo , et ibi di* 
citur tertiam. 

Era ella delle ragioni del nofìrc Capitolo, 
alla cui Sagrefììa paga 1' annua ricognizio- 
ne di quattro baiocchi in luogo di cinque 
foldi di moneta vecchia . 

Quefta 



)( ?89 X 

'Quella Parrocchiale patì molto per il gran 
terremoto 1' Anno 1570. efTendo caduta buo- 
na parte della fua Torre per le Campane j 
di poi venne riftorata dal Reverendo Giovan- 
ni Battifta Callani da Pontremolo a proprie 
fpefe, avendola adornata dell' Altare della Sma 
Trinità, e Santi Niccola da Tolentino, e 
Francefco da Paola, la di cui Tela e una 
delle belle Opere ufcite dal pennello d 1 Ip- 
polito Scarfella , detto Scarfellino , che di 
fotto nelf Ornato vi dipinfe in graziofa ma- 
niera la Beata Vergine fedente col Figlio in 
braccio, ed in altro lato un San Carlo. 

La mezza Statua, che era nella Nicchia 
di quefta Chiefa , rapprefentante la B. Ver- 
gine, che adora il Figlio, fatta di terra cot- 
ta , e dipinta a colori naturali , é Opera an- 
tica di buon Figulino , ora li venera in Coro 
eminente all' Aitar Maggiore . 

Nel terzo Altare alla Cappella dal lato del 
Vangelo la Santa Caterina Vegri , che adora 
il Crocefiflb £ fu dipinta da Giovanni Batifta 
Cozza dello flato di Milano Pittor Fer- 
rare fé . 

Quefta Chiefa fu rifarcita di nuovo coli* 
aggiunta di un Coro più capace, e delle due 
Cappelle laterali per levar gli Altari , che 
troppo con antichi fcaglioni , e balauftre 1* 
ingombravano ; furono levati i fepolcri com- 
muni de' Parrocchiani , per i quali nel vici- 
no Cimiterio alzato un Portico di tre Ar- 
chi, fotto vi furono fabbricate tre Sepolture, 
e nel mezzo fopra di effe un' Altare con 
un gran Crocefiffo di terra cotta, qua! era 
B'b 5 in. 



in Chiefa , che fervi di modello a quel 
di bronzo, fat&o da Niccolò Baroncellì da 
Fiorenza, detto Niccolò dal Cavallo, il qua- 
le era nella Cattedrale su V Aitar Maggio- 
re , ed oggidì dirimpetto all' ingreflo a def- 
tra, confo: me fi fcrifiè, 

Fu alzata la Torre delle Campane , che poi 
venne fpogliata della (uà buona Campana , 
e portata a San Matteo , ed in qucfta 
Torre le Colonnate di marmo furono per 
donativo auute dal Padre Abbate, e Mona- 
ci di San Benedetto , portate dal ruinofo 
Chioftro della Pompofa con Miracoli fabbri- 
cato dai Santo Abbate Guido. La Statua 
del Soldato collo Scudo fegnato di Croce , 
e Spada imbrandita fcolpita in marmo, che 
fi vede dal lato Meridionale , era una ài 
quelle , che adornavano il veftibolo dell' an- 
t'ca Porta, detta de' Mefi, alla nofUa Metro- 
politana, ficcome le due H uore perforate di 
marmo alle fìneftte, ed il Capitello colla fto- 
m del'a Decollazione di San Giovanni Bat- 
tifta intorno ad erto incifa colla Statuetta a 
cavallo, che tiene la Croce, tutte reliquie 
di detta antica Porta dirupata, donate dalla 
C. M, di Monfignor Arcivefcovo Barbarmi al 
Rertore, il di cui fucceMòre, per la decaden- 
za de' tempi ven'ra in povertà la Chiefa , 
proccurò , che fode fonprefTa la Cura delle 
Annue, tuttoché in cento cinquanta Anni an- 
tecedenti , quando v' erano affai pochi Lega- 
ti , e rendite, furonvi ad efla fette Rettori, o 
Parrocchi morti nel loro governo , fufficien- 
temente prò v visionati, oppure ad altre dignità 

mag- 



X 39i )( 

maggiori im!z&ti . II Cardinal Arcivescovo 
Crefcenzi fece da quella Chiefa trafportare gli 
Arredi, e 1' Ogano per ornare la Chiefa 
di San Romano. 

L' ulf'mo in etfa Rettore vi ha trafporta- 
ta la Confraternita in Cappa re fifa fotto i! Titolo 
della Sina Trinità, e S. Giobbe già eretta nel!' 
•antichiflìma Chiefa di S. Maria del Pino, che 
riedificata dal Marchefe Niccolò II, chamoflì 
Santa Maria Bianca, antica Diaconia Cano- 
nicale, la qual atterrata poi I' Anno 1707. 
con il fuo bellivìimo Spedale famofo detti nato 
per gì' infetti di morbo Gallico , per ingran- 
dir la Spianata, intorno la vicina Fortezza, 
è la fuddetta paflTata nella Chiefa di S. A- 
pollinare, lasciato Io Spedale vicino per le 
Zittelle di S Matteo; e trafportò 1' Anno 1754 
anco le Tue belle Pitture . 

Si vedono adunque rpofle in quefta Chie- 
fa 1' Immagine di San Giobbe del Panetti , 
che già era contornata da vari comparti colla 
di lui vita dipinti dallo S^arfellino; e dif- 
tribuiti nel Muro della Chrefa. 

La Tavola colla Natività' di N^ftro Signo- 
re di Giacomo Panizzsri Pittor Ferraréfe, a 
cui aggiunfe Io Scarfellino la G'ona degli 
Angioletti nella parte fupenore , la qual fla- 
va già all' Altare Maggiore del primo O- 
ratorio , benché fcrivafi efTer di mano dì 
Giovanni Francefco Surcht, detto il Dielai. 

La Tela col Crocefiffj , Beata Vergine, e 
San. Giovanni Evangelica è del Biftarolo , ben- 
ché defo venga di Francefco Nafelli . 
La Tavola colla Beata Vedine, San Pie- 
B'b 4 tro 



X S9» )( 

tro Martire, San Vito Martire, San Giob- 
be , e Sant' Antonio Abbate, da alcuni cre- 
duta di Giovanai Battila Benvenuti, detto 1' 
Ortolano, da altri col Baruffaldi , che difle 
avervi letto sotto Dominicus Panetius 1503, Ka. 
lendis jlprilis con la Santiflìma Trinità, cre- 
duta dello Scarfellino, ma più tofto ricono- 
fciuta d' altro ProfeflTore meno felice. 

Nel Cimiterio di quefta Chiefa, folto ed a 
pie del Campanile nell' efcavarfi i fepolcri , 
che fi vedono , fi trovò una CafTa groffa di 
mattoni con offa, fra quali uno logoro, ma 
{colpito marmo, e fi raccapezzorono quefte pa- 
role Greche, cioè Corpo di Dionifio di Sar- 
dica , creduto 1' Arcivefcovo di quella Me- 
tropoli morto in Ferrara V Anno 1458. al 
tempo del Concilio , il che fu motivo del di 
lui trafporto in Firenze per la pefte avan- 
zatafi in quefta nofìra Città, a merce del 
concorfo della gran gente , e fozzo vivere 
de' Greci . 

Giacciono in quefla Chiefa le Offa di Si- 
gifmondo Scarfella, detto Mondino , e d' Ip- 
polito fuo Figlio, detto Scarfellino ambi Pitto- 
ri ; il loro fepolcro è pollo all' ingreflò in 
detta Chiefa, ma diftrutto, e trafcuratamen- 
te cancellato il loro Epitafio, vi fu chi nel- 
la ftefTa proccurò di erigervi un' onorevol me- 
moria, oltre 1' Iftorìa della Chiefa in verfi 
Eroici, che in due Infcrizioni lì vedono - 

V" era una bella Lapide fepolcrale c'oli' Ar- 
ma Aiiofti', e V infcrizione di Galaflb Fratello 
del famofo Poeta Lodovico , ma con troppo 
condifcendenza fu permeilo da chi poco cura 

le eloriofe 



)( t9ì )( • 

le gloriofe memorie degli oltrepaflat! , e che 
fono flati gran benefattori , il cancellarle . A- 
veva quefta Nobil Famiglia le fue Abitazio- 
ni vicine a quefìa Chiefa, oggidì pofledute 
dal Signor Antonio dalla Pellegrina, e Sig. 
Francesca Duranti , e fu la Porta di Marmo 
ewi lo Stemma della Cafa Ariofti , ficcome su 
la Sala in alto il Modello della Tefta del 
gran Poeta, che di marmo lìà collocata al 
Aio deporto in San Benedetto . 

S AJH CLEMENTE. 

In faccia a Santa Maria di Bocche, e' fi- 
tuata la Chiefa di San Clemente Papa , e 
Martire antica Parrocchiale , che un tempo 
ebbe V ingrefib ad Occidente , ed il Santuario 
ad Oriente, conforme lo fìile delle Chiefe 
antiche, ma l' Anno 13 81. li z-j. Maggio ef- 
fendofì rovinato il di lei Campanile , che era 
ad Oriente, e refìata molto tempo imperfe- 
ta , d' ordine di Giovanni Battifla Maremon- 
ti Vefcovo d' Utica Vifitatore Appoftolico man- 
dato da San Pio V. 1' Anno 1574. fu aperta 
all' Oriente, e fatto il Santuario ad Occi- 
dente, tamo più, che da quella parte era 
ftata affiepata da Cafe d' Ebrei, Marani , e 
Portughefi Giudei -, prima che foHTe fatto il 
Circondario del Ghetto; anzi, che per rogito 
di Giacopo de' Vicenzi Noraro del 1481. in- 
dizione XV. fotto il dì 11. Xre fi ha che 

Sèr Mele de Roma Hebreus quondam Salamo- 
nis prò Bonaiuto Lazaro Leono , et Manuele de 
Nii'rjìa emit a Dee-dato de Nur/ia Ebreo impre- 

/latori 



)( 394 )( 

flatorì ai banchttm f*nerìs vi-c Sabìonorum u- 
natn Dowum in Coltrata Sancii Clementi* iuxta 
uno Capite viam ^ablonorum- altero aliam -viam 
comuni* , uno tatere ber Jlito-iium de Ltgognara 
altero Magtftrum A'itomum BJexe Cailegarw.m , 
in qua ai co^nunent ufum Jh tbre^rum manuten- 
anittr conftrucius locus offit] jui , seu ejjìtiorum 
fuorum, et ipje fer tdelle htfbreus ajjignavit libro* 
et lampadem ac ornamenta deputata prò oifìtio. 

Ma di quella Nazione in fine ne fctivere- 
mo: La Chiefa di S:n Clemente è una di 
quelle, che da Vefcovi antichi fu raccoman- 
data all' Abbate, e Monaftero di S Stella- 
no d< Bologna, detto Gerufalemme reftando al 
medefì no per piefcrizione , il qua! vi met- 
teva un Monaco con Titolo di Priore alla 
Cura delle Anime, tra i! fecolo decimo pri- 
mo, e decimo terzo. F.lfenJoche da'Ie Con- 
ili turioni fatte dal Vefcovo Landolfo V Anno 
jiio, fopra i funerali veniva efla da una 
Corgrega?ione governata, in cui v' era un. 
Prete, che era ancor Arciprete dalla Pieve 
di Copaio, drendo il documento. 

Ubane JLr chi presbitero Coparij de Congrega lione 
Sancii CI ementis . 

Che poi del 1278. nelle Confì'tuzioni de' 
Parrocchi vitn col Titolo di Dopno , folto 
cUrfi fol tarno a Monaci, appellato, e no- 
tato Dopnns Zunia pbr. Ecclejìce Sancii Clemen- 
iis ,. e del 5527. abbi airi'?, che I' Abate An- 
tonio B nacorfo de' Monafìerj di San Staffa- 
no di Bolo ria, e San Bartolommeo di Mu- 
figliano infìeme uniti richiamarono al Ch'offro 
Donum Jacobum suum et diciorum Monaficriroum 

Mona- 



X 195 )( 

Monachini Rectorem Sancii Clementis de Ferra- 
ria, in luogo del quale vi mando Cvroiamo 
Monaco Gauftrale, 1550. Michele Rettore di 
San Clemente di Ferrara, e Monaco di San 
Smerlano di Bologna invertito dall' Arci- 
vefcovo di Ravenna per la detta Ch?efa di 
San Clemente col patto di rinovare 1" Invef- 
titura di 29. in «9. anni d' alcune terre in 
Bozoleto Plebatus Portus Mai ori s in fundo Vii- 
Ite uuncupat ho/pitale Mona e bar um , Queflo in- 
tervenne alle Gonftituzioni fatte dal Vefcovo 
Guido di Ferrara in finodo, ritroviamo dopo 
i$H- Frater Gabriel Prior S. Clemeutis 138». 
Frater JLntonius Vrior S- Clementis 1590. Fra- 
ter Betinus Prior S, Clementis , che morì li 
ji» Xre 1392.. 

Quando poi fofife fecolarizzata , fi fuppone 
accadere al tempo dello Scifma d' Occidente, 
imperocché trovo, che 1' Anno 1405. Indi- 
2ìon XIII per rogito di Giovanna de* Ber- 
nardi Notato, emendo N'ccolò Ariosi Dottor 
dei Decreti fatto Procuratore di D. Barto* 
lommeo da Ferrara Cappellano del Papa , e 
Priore di San Clemente , eletto Canon'co del- 
la Cattedrale esibì li Proceflì del medefimo 
Canonicato, agitati avanti Guglielmo Vefcovo 
d' Ancona coli' Jnftrtìmento di fua propria 
proccura accettato , ed admeflTo in Fratrem 
dai Canonici dando loro un Capitolo , et Sta- 
tura in Coro Don Bartholomeo Priore S. Clemen- 
tis. Fu aperta quefb Ch»efa verfo Oriente da 
Giovanni Batrift:* Grandi Arciprete della Cat- 
tedrale di lei Priore V Anno 1 ?75- e fuc- 
ceffivamente da altri Parrocchi adornata. 

La 



)( 59« X 

La Tela nel mezzo circolo della Tribu- 
na con S, Cernente relegato con i Crif- 
tiani in Cherfona a tagliar marmi fu di- 
pinta da Cefare Mezzogori Comacchiefe. 

II Baldacchino colla Tela dell' Altare 
di Sant' Anna, e Gioachino fono dipin- 
tura di Giufeppe Mazzoli , detto Bazola, non 
dal Baffi. 

Altre Pitture , ed Morie facre appefe ai 
muri fono del Nobile Pittore Ercole Bona- 
cofl>. . 

Nella Sagreftia vi è un' antica Imma- 
gine della Beata Verg ; ne col Bambino di 
terra cotta in piedi di qudche altezza , 
che già era in Chiefa , in luogo della 
quale su 1' Altare a fìniflra fu collocata 
aitra Immagine veftita . 

La Soffitta di geiTo fu fatta dal Reve- 
rendo Domenico Branci Priore a fue fpé- 
fe. A quella Chiefa il Cardinal Crefcenzi 
afTegnò i fepolcri , e Cimiterio apprettò 1' antica 
Parrocchia di S. Maria di Bocche, Qualche or- 
namento ancor alla Chiefa fua Priorale fu fatto 
dai Reverendo Sig. Don OJoardo Piva Priore 
e Dottor Teologo. 

Su la Strada , detta oggidì il Giuoco 
Vecchio del Pallone anticamente di Santa 
Maria di Bocche , vedefi a fìniflra an- 
dando verfo la Piazza V antica Facciata 
del Palazzo nominato del Paradifo , fabbricato 
dal Mar-hefe Alberto Efìenfe 1' Annoi$$>i; 
ed ivi fi vede la gran Porta fatta a vol- 
to acuto, turata, per la quale entrò, ed 
ufcì alloggiando ivi prima V Anno mo*. Il 

Card; 



X 397 X 

Cardinal Diacono di S. Evftachio Baldaffar 
Coffa Napolitano Legato di Bologna , che 
fu poi Papà co! nome di Giovanni XXIII. il 
qual rinunciò il Pontificato nel Concilio di 
Coftanza 1' Anno J417. Egli era venuto a 
Ferrara nell' 1403. come Legato Appoftolico 
di Bonifacio IX. dove fece Confaloniere di S* 
ChJefa il Marchefe Eftenfe Niccolò III. dan- 
dogli in Duomo il Baflone , e Stendardo, pre- 
fenti tutti li Capitani della Lega . 

In quefto Palazzo ricevette dal Giudice de' 
dodoci Savij Niccolò Perondoli le Chiavi 
della Città in un Bacile d' oro per occafio- 
ne di quefta Legazione Appoftolica ■ 

Si trovano li prefenti Atti né Protocoli di 
Domenico Bernardi Notaro. 
140$* ind. XI. die primo m: ^Aprilis Ferrarla 
in Efifeopali palatio fuper fpalto preferite domi- 
no Vetro de educar ano , domino Tboma de Pi* 
rondolis , domino Xpoforo de Trotis Priore S. 
Jignetis D. Simon Jlrvbafiator Domini Legati *vi* 
delicet Domini Baldaffans conftituit, et jubfiituit 
Dominurft Epifcopum Ferrarien. pntem , et fo- 
lentem , et Dominum donum Vhylippum Manfio- 
fiarium ad exigendnm collecìam Legati vigore 
Bulla Apofli>lic<£ » 

Dominicus de Bernardis Notarius 
rogatus . 

1403. ìndici: XI. die ultimo m. Mariij in fa- 
radifo ubi moratut D. Lcgatus Jlptus pr'crfente D. 
Henrico de Lugo , D. Antonio de Montecatino, 
et al. D. Balda]]'. Coffa Lagatus Apojlolicus con- 

jìituit 



)C?9t)( 

eonfììiuit fuos "Procuratore!" V. Thomas» de Piron* 
doli/ D. Mag'/trum Petrum de Santa pntes , 
et volente* , et do>ium PjnUp^uti^M.anjionayium 
Ecclejicù Ferrar, luet atfjentem i^et^jptemlibet 
ip forum in jolidum adr -exigendam coleBam im- 
fofitam prò legatione^ ìpfius D. Cardinali*' et ah* 
Jolvendum , et aa fulminandum contro- \òntu- 
maces ' &c. j 



Si tralafcianJ^ altri Arti non fpettan* 
ti a detto Palazzo. 

In quefto di poi N arrivò li 4. Marzo de! 
1457. Giovanni Palelogo Imperatore di Cos- 
tantinopoli col Patriarca G'ufeppe di quella 
Città, ed altri Metropoliti Vefcovi Sacerdoti, 
ed Abbati Orientali ^ripartiti per le Cafe cir- 
convicine, dove dimorarono tutto il tempo del 
Sacro Concilio Ecumenico XVI. principiato in 
Ferrara» e trafportato a Firenze per il De- 
creto fatto li io. di Gennaro J439. nella 
«olita Chiefa Cattedrale. 

Partì il Papa da Ferrara li 16. di quello 
Mefe per la Strada di Modena , e li z$. 
del medefimo 1' Imperatore, ed i Greci per 
la Strada di Faenza, e Valle del Lamone, 
feguendolo li 30. il Patriarca Giufeppe, che 
abitò nella fila permanenza in Ferrara nel 



Iberni, una vuna 
Eredità Marchefella. 

il Metropolita Dionifio da Sardica abita 



va 



X 199 )( 

va nella Cafa Co/labili vicina a S. Maria 
di Becco , dove mori , r.on fenza fofpetto 
di conraggio, conforme era attaccato il Cava- 
lier Niccolò Ariofìi Dottore , e Giudice de" 
XII. Savj , che vicino abitava nelle proprie 
Cafe, come dicemmo , ora degli Eredi dell' 
Avvocato Federico de* Federici Durante, in 
cui i Greci avevano celebrato nella Cappella 
fecondo il loro rito,- le Immagini in efla dipinte 
furono da Antonio Alberti Ferrarefe quali fi 
feorgono conferiate di fianco alla Scala. 

In quefto Palazzo trovo, che prima del 
1404. vi abitava il Vefcovo d* Andri Giaco- 
po da Roma , come dal feguente documen- 
mento ne' rogiti del fouracennato Bernardi 
Notaio 1404. Ind. XII. die XIII. m. Sept. 
in Domo Faradixi in Cappella pnt. dono Gecr- 
gio Reclore Fcclejìce S. Iaconi de Ferraria , Si~ 
mone de Ferrarla Sartore permanente in Curia 
XX Marchiani* de contracid Ruptce , Rcverendus 
in Xpo Pater et Dominus lacobus de Roma Epus 
^4-drenfis promouìt ad primam tonfuram lohannem- 
filium Gerardi Taffòni de Ferraria Dominicus de 
Bemardis Notarus rog. 

Quefto é un Veicovo ignoto all' Ughelli , 
benché del 141 3- abbia un' altro Giacomo 
non da Roma* 

Reftò quefìo Palazzo nell' Eredità del Card. 
Jppolito Efìenfe il fecondo , che da lui fu 
conceduto V Anno 1567/ in affitto al nof- 
tro Pubblico per unirvi dentro tutte le fcuole 
per ogni forte di Scienze di quefto Studio Ge- 
nerale , ed Univerfità, che poi pienamente' 
comprato dal Cardinal Luigi fuo Erede V 

Anno 



)( 400 )( 

Anno i$86; devoluta poi la Città, e Ducato 
alla Santa Sede fu rifarcito a fpefe della Co- 
munità , e fattagli su la Strada di Sant' A- 
gnefe la bella Facciata, che fi vede 1* Anno 
1610. coli' Architettura di Giovanni Battifta 
Aleotti, detto l' Argenta, conforme dinota di 
tal riedificazione , ed ornato la Lapide fopra 
la gran Porta d' Ordine Tofcano , fotto. le 
Armi di Paolo V; del Card, Borghefe Nipo- 
te , Cardinal Giorgio Spinola Legato, e quel- 
la del Commune di Ferrara. 

Jlpofìolicce Sedis munificentia Paolo V. Pontifico 
"Maximo Sedente }ub aufpicijs Horatij Spinulae Car- 
dinali* Leg. Ferdinando Trotto Indice Sapientum , 
Galeatio Gualengo March: Paolo Coniugo I. C. Gy- 
mnafà Moderatoribus . Jlnno a Par}n Virginis 
MDCX. 

Quello Palazzo era pero nel circondario del- 
la Parrocchiale di Santa Maria di Bocche , 
e fé ne vedeva atteftato negli antichi Libri 
della medefìma , dove appariva, che il Vef- 
covo Paolo Leoni di Ferrara ad iftanza del 
di lei Rettore, che vedeva cainbiarfi la Fac- 
ciata dello fteflb , trafportando la Porta prin- 
cipale dalla Via di Santa Maria di Bocco , 
qual fu turata, ad aprirli V altra su la Via 
di Sant' Agnefe, e con acquietarvi giurifdi- 
zione Spirituale quella Parrocchiale con de- 
trimento dell' antica,- perloche ordinò , che ef- 
traendofi morti dalla Porta dei tre v Scalini 
reìlata in detto Palazzo verfo V Orto , e 
che ufciva nella Strada di Santa Maria di 
Bocco, a' noftri tempi ancor ella chiufa, non 
folle di verun pregiudizio alla nella Matrice, 

cioè 



X 401 % 

cioè fa Chiefa di Santa Maria di Bocche* 

Quivi aperto fu un Oratorio a fpefe pub- 
bliche per il Collegio de' Filofofi, e Medi* 
ci 1' Anno 1668 i effendo loro Priore, o Pro- 
tomedico il Dottor Francefco Giovanelli , e 
vi fu eretto un' Altare dedicato a San Lu- 
ca Evangelica loro Protettore, su cui vi fu 
collocata 1' Immagine d' elfo Santo in Tela 
dipinta dal Nobile Ercole Bonacofsa per fuo 
divertimento ; la quale fu collocata fopra il 
nuovo Altare nell' Oratorio entrando a fi- 
nifira aperto 1' Anno fcorfo 1769. al quale, 
Io come Decano de* Lettori Artifti, celebrai 
la Meffa all' intiero Collegio, oggidì ancor' 
erto e levato. 

- L' antico Oratorio fu profanato 1' Anno 
J748. per farvi la Scuola del Difegno, e le- 
vato T Altare del 1751. nel qual Anno i\ 
Decano de' Medici lafció di vivere. 

In quello Palazzo furono riordinate le Scuo« 
le con ornamenti migliori , e Cattedre de* 
centi , e comode banche alla Sala delle Con- 
clufioni. Fu il Giardino ridotto ad ufo dì 
Scuola Bottanica, con piante efotiche, il tut* 
to con difegno del Signor Agapito Poggi , 
che le Areole, e vafi deli' Orto difpofe ,• fi .co- 
me le due Stanze a terreno, J' una per il 
difegno della Figura fui naturale, I' altra per ì* 
Gioventù applicata all' Architettura. Dall' altro 
lato della gran Corte col difegno del Con- 
cittadino Francefco Mazzarelli Architetto e^a 
fiato furrogato al vecchio con affai poco or- 
dine Teatro Anatomico, un nuovo, e gran- 
àlotoj dove oltre la Cattedra per il Lettore, 
Q e e per 



)( 4<>* )( 

e per il confefso degli uditori; evvi una Tavo- 
la di Marmo nel mezzo per il Cadavere. Nei 
quattro angoli in aimarj fi vedono quat- 
tro Scheletri naturali , ratti dall' Eccellen- 
te Dottor Francesco Giurimi Medico , e Chi- 
rurgo , dal Dottor Paolo Maciga della fìef- 
fa Profeffione , dal Dottor S^nte R avalli Set- 
tore Anatomico celebre, con quattro mozze 
Sratue dorate di quattro ant.chj Lettori Me- 
dici dì quello Collegio. 

N^lla Scuola inferiore a fini/tra entrando 
vede vali V Ifcrzione d' Anton Mufa Bi a favo- 
la , per cui uscì il Commentario Iftórico dell' 
Dottor Girolamo Barurfaldi 1' Anno 1704. in 
Ferrara per Bernardino Pomatelli , ed altro 
di chiariiTiTii Letcorì di queito Studio, co- 
me i Manardi , Leoniceni , Nigrifoli, Fregulia 
To.nafo Zanini, ed altri, ora levate. 

Neil 1 Orto de' Semplici fi vedono due Caf- 
fé di Marmo la più grande di Pario , ed 
altra piccola di Famiglie Romane, trafpor- 
tate dalle Ville di Voghenza, e Voghiera , 
dove furono efcavate 1' Anno 17 15' 

Altre Ifcrizioni fono fotto la gran Log- 
gia , fra le quali quella del Medico Pub- 
blio Pupio ^Mentolo del Magistrato dei Sen- 
virì, che già era in Duomo, donata dal 
Cardinal Ruffo al Segretario di quefto Pub- 
blico Ferrante Borferti , ed altre da me fco- 
perte, date in dono allo Studio con molte, 
cedute da' Padroni per confervarfi in quello 
Atteneo, fra le quali feci collocare quella de- 
dicata a Giove dalla Famiglia Tertuliana . 

Monumenti tutti , che fanno chiara TefÌH 

monianza 



)( 403 X 

monianza efTer il noftro Territorio flato a» 
bitato da Famiglie Romane si libere, che 
Lberte di faldati , ed Vomì ni di toga , pri- 
ma che Ferrara fofle, come Venezia per le 
invafioni d' Attila, al parere delti Storici, 
edificata, effendo coltivate intorno al Pò V 
Ifole , e terreni , cne i fette Vichi compo- 
nevano . 

Verfo T Orto de' Semplici accendendo alla 
Scala con ringhiera di Ferro a deftra fi ar- 
riva nella gran Biblioteca principiata dal nof- 
tro Pubblico, con compra di tutti i Libri, che 
furono del Card. Cornelio Bentivoglio , accre- 
sciuta con li donati da Perfonaggi si £c- 
clefiaftici , che Secolari , fra quali li Tariffimi 
lafciati dall Abbate Giufeppe Carli con la 
bella Tefta di Cicerone fcolpita da Bartolo- 
meo Cavazappi Romano , copia di quella , 
che trovali m Campidoglio; qual Libraria è 
molto ben ordinata dal Sig. Abate Cefare 
Barotti foftituito Bibliotecario al Dortor Gio- 
vanni Andrea fuo Padre, colla diligente af- 
fiftenza del Signor Abbate Domenico Angeli- 
ni foggetto di fomma erudizione, e profon- 
do fapere . Le Stanze del Mufeo, di fotto fono 
in cuftodia del Signor Abbate Vincenzo Bel- 
lini noto per le fue Opere date alle {lam- 
pe in ordine alle notizie delle Zecche Italiane, 
ed in fpecie della antica Lira Marchefana 
di Ferrara, il di cui valore eflendo fpefTo 
difputato, ha dato fine a molti litiggj per 
tal materia. 

Dentro quefte Stanze, fra le altre cofe 
pregievoli vi è la ferie de Marmi pretiofi 
C e z donata 



)( 404 X 

donata da Monfignor Giovanni Maria Rimi- 
naldo Uditore della Sacra Rota, ed una 
gran quantità di Medaglie d' Oro , Argento, 
e Rame , con libri neceflarj per la cognizio- 
ne d' effe . 

E giacché fi amo ricondotti verfo la Piazza , 
convien, che diamo notizia del vicino Ghet- 
to degli Ebrei . 

Su la Via di S. Agnefe , che va a S. Fran- 
cefilo, fui Cantone, detto il Sarafino dall' infe- 
gna di un Saraceno , che aveva al fuo Ne- 
gozio su quell' angolo un Mercante, ovvero 
dall' abitazione de' Saraceni, e propriamente 
sopra 1' antica Via de' Sabbioni, che dal Car- 
tello di San Pietro piulungavafi (ino a Ca- 
ftel Tedaldo, trovali la Porta principale di 
fodi Marmi , con due Portelli a' lato di buo- 
na Architettura , credefi d' Alberto, e Bar- 
-tolommeo Gnoli Cittadini Ferrarefi , ed altra 
con limile Edificio, o pure marmo, verfo la 
Piazza , attacco la Loggia di San Crifpino» 
dove prefentemente vi e il Corpo Reale de' 
Soldati di Noftro Signore. Da quelle chiudenti 
tutte le Famìglie degli Ebrei in un Circon- 
dario, detto con vocabolo di quella Nazione 
Ghetto , che vuol dire Separazione, divorzio, 
e fu fatto al tempo d' Urbano Vili. V An- 
no 162,5. come icrivemmo nella Relazione 
della Chiefa di San Giacopo, e fi legge a 
gran caratteri fopra delle Porte fra 1' Armi 
del Papa, del Cardinal Legato Cenini , del 
Vefcovo Lpni , della Communità di Ferrara , 
del BonacolTi Giudice de' Savj ; 1' Ifcrizione 
è la tegnente . 

Ma. 



X 405 }( 

orbano Tontifice Maximo lubenie ; Francifcus 
Cenìnus Cardinali* Sancii 'Marcelli Ferrarice 
Legatus , et Ioannes Baptifla Cardinali! Leniti* 
eiu\dem Civitatis Epijcopus Hcebrceos per to- 
tani Urbem difperfos bis feptis includi curan- 
runt . JLnno jalutis human* MDCXXV> <Al~ 
berto BonacoJJì* Sapientum ludice . 

Era quefìa Nazione accettata in Ferrara , 
e con privilegj ancora fin dell* Anno 1275, 
efiendo Podeftà d' etta Guglielmo dei Lam- 
bertini . Alla fletta s' unirono i Marani (cac- 
ciati dalle Spagne dal Re Ferdinando il 
Cattolico , ed i Portoglieli , li quali col 
trafficare avevano fatti grandi acquifìi tan- 
to di Cafe , che di poderi , itando difperfi 
per tutta la Citta , e già fé ne die con» 
tezza nella narrativa della Chiefa di San 
Clemente, e di San Giacomo. 

Gli Abrabanelli quivi abitarono difcendenti dal 
famofo Rabino Ifacco, che ancor' etto alquanto 
tempo dimorò in Ferrara pretto della Nazio- 
ne, verfatiflìmo nella Sagra Scritura. Quef- 
to vantavafi della Real Stirpe di Davide , 
la di cui Famiglia vi aveva polio domi- 
cìlio , che poi convenne lafciafle , e ne 
perdette il dominio , fecondo gli ordini giuf- 
tiflìmi Pontine;. Refìarono adunque chiufi 
gli Ebrei in quello Circondario il detto 
Anno, in vicinanza, anzi fopra la Piazza 
della Città ; furono ragguagliate le pi- 
gioni delle Cafe convenute nei Capitoli del 
Ghetto primieramente fatti V Anno 1617. 
Vi hanno in etto quattro Scuole , o Ma- 
no Sinagoghe , una per la Nazione Spa- 
Ce 5 gnuola 



gnuola fituata nella Contrada, detta di Gat- 
tamarcia , su cui v* hanno diretto la Chie- 
fa di San SterTano, ed il Collegio de' Par- 
rocchi Conventuali. L' altre fono in una fo- 
la grande Abitazione su la Via de* Sabbio- 
ni , una per la Nazione Tedefca , 1' altra per 
la Nazione Fané fé , e la principale , detta la 
Scuola Grande per la Nazione Italiana, for- 
nite tutte di Bibbie antiche, e moderne, fcritte, 
e fatte a fpefe di varie Famiglie , che le ador- 
nano di coperte ricche di velluto , e di drap- 
pi ricamati d' Oro, ed Argento, cuftodiri in 
armar] fontuofi. Vno d' effi è fatto con vaga 
fìmmetria , ed architettura con Colonne di 
Marmo Paragone; ed ha nel mezzo i fedi- 
Ij per li Lettori , o Cantori , che, alzati dal 
fuolo della refìante Scuola , chiamano in loro 
lingua Ducan , dove eftendono la Bibbia, 
cioè li cinque libri di Mofé, quando li leg- 
gono il Sabbato , e le giornate delle loro 
ferie . Nella Scuola grande vi è uno di 
quefti lor fedilj fatto di getto d' Ottone, O- 
pera di Mauro Bartolommeo Sarfelli Fioren- 
tino, fiato fonditore del gran Duca di Tof- 
cana , il qual morì in Ferrara in età di 
cento , e tre' Anni. 

Hanno poi Lampadarj, e Ceriofti d' Ar- 
gento antichi, lumiere di buon gii fio , il 
padronato delie quali è di qualche Fam.glia 
comoda, come dei Coen, Vita, Mercanti di 
gran fondo, anzi de' più ricchi d.' Italia ; Co- 
rone per le Bibbie di prezzo, e Mazze, det- 
te Biliconi con Sonagli appefi, Bacini, e Boc- 
cali d' Argento; quali ornamenti efponpono 

nelle 



)( 4°7 )( 

nelle già dette rifpettive Scuole , o Sina- 
goghe per le tre principali folennità dell* 
Anno comandate da Dio, cioè la Pafqua, 
detta da loro Pefach; la Data della Legge, 
da noi detta Pentecofte; cioè cinquanta gior- 
ni , che loro dicono feunod ; e li Taber- 
nacoli , o fian le Frafcate , che chiamano 
Soca, o Socod ; terminate le quali detti ric- 
chi Ornamenti , fuor di quelli , che fono 
in proprietà di comode Famiglie, nel recante 
tempo deli' anno fìanno in pegno nei Sa- 
cro Monte della Pietà colla licenza de' Su- 
periori sì Ecclefiaftici , che del Governo , 
accioche il povero Ebreo , qual vive folo 
col traffico, polla fopra detto valore ap- 
profittarfene , e pagare le rigorofe fpefe , 
alle quali è foggetto . 

E' ben curiofa l* Orazione, e difefa 
fatta da Borrolommeo Riccio a favore d' 
un Giudeo Albravanello, della quale con 
quefte precife parole ne ferrile ad Anto- 
nio Ferraro .• Kunc autem hales Oratìonem 
quam sAbrwvanellum ludceum Capitù reum a- 
pud Vnncipem meum aique adeo cui infidias 
ftmxijfe accu fai atur , de fendi, atque abfol'vi . 
Epifi' L. IV e la medefima fi vede vol- 
gata nel Tomo I. delle fu e Opere Cam- 
pate P Anno 1748. nel Seminario di Pa- 
dova pag. 121. a fpefe del già Monfìg. 
Tommafo Emaldi , vedendofì da eflfa avan- 
ti il Giudice Lanfranco del GeHo, rima- 
ner difefo Ifacco Abravanello accufato di 
fellonia , e tradimento contro il Duca Er. 
cole IL con lettere falfe , dalle quali di- 
C e 4 moftra, 



R 408 X 

„ 

moftra, che per ludibrio dicèvafi Ravanello, 
in vece d' Abbravanello moteggiatto. 

Dij boni num ego fortajfe olhor ex agro 
Clodi ano qui me Rafanellum appellem : multo 
meum genus quam reris , Ccefar eft nobilius, 
Sed quceras ìtem , Princeps in meis fuljcri- 
ftionibus , fi unquam ifìiusmodi reperirej ■ fub- 
Jcriptionem ullam me> meojque liberos quovis 
cruciaìu , necandos do, trado Pamilice me ce Prin* 
ceps nomen eft Jllbrauanellvìs . Sed quoniam 
Cbriftianii omni ludibrio jumus uulgus , et 
arguta Plebs Abrav anelilo B,afanellio [ibi effecit , 
Vogl o qui rapportare uno fquarcio di Compro- 
metto feguito in Ferrara per i rogiti di 
Andrea F'glio del Medico Dottor Giovan- 
ni Lodovico Coccapani Notaro di Ferrara 
del IJ5 1 * indie. 9. di mercoledì tre Giu- 
gno nel Palazzo del Gius Commune dì 
Ferrara, in cui I Tacco del quondam Sa- 
muele Abravanello Ebreo, abitante in Fer- 
rara nella Contrà di Sant' Agnefe nel luo- 
go detto la Via de' Sabbioni , fi compro- 
mette fecondo lo Statuto di Ferrara in 
Samuele Serphati , ed Ifacco di Giufeppe 
Abbravanello , o in qualunque altro effi fti- 
fnaflèro abile per evitar le cavillazoni , e 
calunnie della Benvenuta fua Noverca, già 
Moglie di Samuele, e Madre di Giacobbe, 
e Leone, i quali avendo gran favori, e 
ricchezze , ed egli povero , temea di non po- 
ter per litiggio venir a capo delle fue pre- 
tenfioni ; là protetta è la Tegnente, da cui ve- 
donfi i titoli onorifici , che fi davano da' No- 
tali Crifliani a quefta Nazione . 

Pro- 



X 409 )( 

ProUfidtìo Magnìfici Domini Domini Ifaaeh Ab" 

Ir av anelli . 

In Chrifti Nomine. Anno eìufdem Nativi-tatù 
Millefimo quìngentefimo quinquagefimo primo Indi" 
Bione nona , die "vero Mercuri] tertia. Mtnfis 
lunij Ferrari ce in Palatio Iuris Comunis Ferraris 
pr*\entibus teftibus vocatis , et rogatis Spltbus Vi- 
ris Domino Silvefi/o Omnibono f. q. 
• Maioredomo Illufirium , et Magnificorum Co- 
mitum de Contrarijs habitator Ferrari* in domo 
fior, illufirium Comitum pofita in Contracia San- 
ai Romani , et Domino Ludovico filìo Domini 
Boniannis Marigelli Cive Ferrari* de contracia pia 
Sancii Romani. Confìitutus coram me Notaro in- 
frafcripto , et teflibus fuptìs exifìentibus in di ciò 
loco Magnificuf . et Gnofus Dnus Ifaacb f. q. 
Magnifici Dni Samueìis Abbravanelì h*breus ad 
fns habitator Ferrari* in Contracia Sancì* JL- 
gnetis in loco nuncuyato la Via de' Sabioni fciens 
et cognoscens Magnificos Dnam Dnam Benvenu- 
iam eius Novercam uxorem pr*dicii qudam Ma- 
gnifici Dni Samueìis , et Donos lacob , et Leo 
eius magni fic* Dn* Don* Be.ivenut* filios , et 
ipfius Magnifici Dni Dni Ifaaeh fratres a laterc 
paterno habuiffe , et habere , ac obtinuiffe , et 
cbtinere in pr*[entiarum in hac Civitate Ferra- 
ri* incompar abile : s , et maximes favore*, et fiore 
et effe di vite s , et habuiffe , ac habere fere •- 
mne s facultates , et vires h*reditati$ diali q. 
Magnifici Domini Samueìis eorum patris , et i- 
pfum Mag. Dnum Ifaaeh fiore } et effe inopem 
et expendi ffe totum id parum, quod habuit ex h*- 
reditate dicli q- Dni Samueìis in litibus, quas 
habuit , et habet cum diclis Magnifici* Dna %en°> 

venu- 



X 410 K 

venuta , Dona Jacob, et Leone eìus filli s, fa- 
tilo , et culpa eorum; et ad prefen* alium mo- 
dum non babere profequendi dièias Ines prò 
tonfequenda parte fua integra barreditatts dì- 
Hi fui patri? propter eorum cavillationes, et 
fubterfugia , ac immenfos favore* quos obti- 
Tiuerunt, et in die/ obtinent, nec alrum. mo 
du. babere providendi /ibi de vij*u et ve- 
fiitu prò se , et familis fuce , et penfienes 
domus folvendi ; Dubitanfq. oh favores ptos 

. . . ipfi ius nec lufìitiam con/equi 
fojfe , nec lites preediefaf contra eos D. Benve- 
nutam , et ptos filios per eum motas ob e- 
ius inopiam profequi , et finire non poffet ta 
fropter favores prcediclos, quam piìr. cavillationes , 

calumnias , et futerfugia et quia 

requi/ìtus fuit ut vellet fé compromittere , et 
compromijfum facere de omnibus lìtibus , et 
€ontrover/ìis juis prcediclis in Magcum Dnm 
Samuelem Sarpbato , et Dum Ifaacb tini Io- 
feph JLbbravanelli de iure , et de facto, et 
de iure tantum , et de faBo tantu , et ftu 
mixiim , et fedùm formam Statuti Coìs Ferra- 
ris editi fub J{ub. de Compromijfis faciendis 
inter Coniunclos. Quapp- ptus M"gs Dns Do- 
nus Isaacb sponte , et ex certa feientia , 0- 
mni, mei. modo, via, &c in pr<tfentia mei Not. 
et teftium fupradr'clorum dixit , et protejìatus fuit, 
ac dicit , et ptoteftatur quod in eventum in 
quem 'ipfe Magnifica s Bonus Ifaacb fé com- 
fromitteret et compromitUt inpium Dnum Sa- 
muelem Sarpbatis . et ptum Drmm Ifaacb Do- 
ni \ofepb JLbbra-v anelli j aut in aliquem a- 
liuìti compromijfum facient. , et faciet in quo 

inter- 



X 4" X 

intetvervenidt diciut Donus Ifaach ani lofepb 
AbbrabanelH tanq. arbiter , et arbitrator earum 
partium, fue alterius &e. tralafciato il res- 
tante cornpifce il documento di compromef- 
f o , e protetta ; da me ricavato da una le- 
gatura d' antico libro curiale , corrofa , e 
macchiata, per curiofità delle cofe antiche 
cunfervandone la pergamena, qual termina, e 
da quel fragmento fi vede qual foflTe 1' in- 
gegno, e V aftuzia di Abbrabanello . 

Eo casu non uult ne e intendit quoquo moda 
renuncìare, revocare, nec derrogare pntibus fuis 
proteftationibus nec uult nec intendit talem re* 
vocali onem, derrogationem, et r enuntiationem quam 
faciet valere , aut tenere nifi in ea fit infcripta 
Oratio bcebraica, qua incipit Ve[em Bad Jlffer 
Sarancb de verbo ad verbum ufque in finem t 
ìmmo fore , et effe cajfam, uanam, irritam , et 
nullam , nulliufque valoris roboris , efficatia et 
momenti ; etiam fi in dieta revocatone, derroga- 
tione, et renunciatione contineretur revocatio diclae 
Claujulce derrogatoria , quia non uult, nec in- 
tendit diclam eius revocationem tenere , nec va- 
lere quoquomodo et fic protefiatus fuit et proìefia- 
tur omni meliori modo quo poìuit , et potè fi. In- 
super non recedendo a ptìs p^otefiationibus pri- 
mo eis magiì, et melius adberendo et diclis 
illis addendo , ut magìs ex tot geminatis prò- 
iejlationibus voluntatem eius enixa confìet , qua 
deinceps ab eis non intendit recedere per quam- 
cumq. revocationem genera lem . Ipfe Magnificus Dfis 
Ifaacb dix.t.et protefiatus fuit, dixil, et protefiatur 
et cum iur amento juo et corpcraliter taclis jeripturis 
kx.br ai eis Jup. decsm pfécèptis Moyfis quod iftud 

tura- 



iuràmentum per eum fumptum uult , et intendit 
gfft fumptum ab eo in qualibet . . . tefìatio- 

nibus tam facìis &c - . . rogans 

me Notarium ut de praemiffis omnibus et fin- 
gulis effem rogatus t et publicum conficerem inf- 
trumentum &c L. f B, Ego Andreas f. qnt 
Splìs , et Clangimi Artium , et Medicina- Docloris 
lini Magiftri Itannir Ludovici Ceccbapani publi- 
tus Aplca et Imperiali aucloritat. Not. Ferrartene 
fis permijjis omnibns , et fingulis interfui , eaq. 
rogatus feri bere fcripfi, e e in pr cerni ff or. fidem hic 
me jubfcripfi fignumq: mei tabella*, a capite no* 
minti mei appofui confuetum . 

E* confiderabile , che quefto Documento E- 
feraico comincia coli' epoca degli Anni della 
TsTatirità di Gesù Crifio, che li prefenti E- 
brei praticano in nome del Dio Eterno, cor- 
rendo gli Anni di Crifto . 

SANTA CHIARA 

Chiefa , e Convento delle Cappuccine. Per 
1' Interdetto di Paolo V. vennero da Vene- 
aia tre Monache fuggitive del Serafico Infti- 
tuto , e Regola de' C^p^uccini di San Fran- 
cefeo, qua'i furono Chiara Buonomi , Bona- 
ventura Morandini da Venezia, ed Agnefe 
Beltrami Mllanefe; Quefte avendo inftruitto 
alcune pie donne, dalli Scipione Gualenghi , 
e Marchefe Annibale Turchi ottennero un 
Cafamento nella Parrocchia, ed in vicinan- 
za di San Michele, in luogo detto la Vol- 
ta del Turco, dove prima era una divota 
Immagine di Maria Vergine di terra cotta 

in divo- 



)( 4'3 )( 

!n divozione al Popolo fin del J59S. quale 
fu trafportata in S. Steffano del 1579. <T or- 
dine del Vefcovo Paolo Leoni, come dalla 
feguente Memoria di con effere trovata nel 
rifarci rfi la Chiefa Hate deìfaror Virginìs ima' 
go tran/lata de Volta Dni Vetri Turcarum fa- 
mili a anno 1548. tranfmijfa fuit in hanc jìbi 
crectam Capellam Jlnno 1589. D. Io. ^Angiari» 
Canonico Ferrar. 

Le Cappuccine poi crefciute in numero , 
e con la loro femplice, ed auftera vita re~ 
fefi d' edificazione, venne loro aperta in det- 
to Casamento dal Vefcovo Fontana , Chiefa 
T Anno r6o<). come fcrive il Guarini pag. 
167. a fpefe del Gualenguo ; fino che al ri- 
ferire del Canonico Andrea Borfetti nel dì 
luì Supplemento pag. 41. fu ad effe fopra la 
Giovecca in aria più falubre edificato il pre- 
fente umile, ma pulito Convento con Chie- 
fa architettata dal Cavalier Luca Danefi coli' 
elemofine di D. Afcanio Pio di Savoia, il 
Marchefe Guido di B?gno allora Generale 
delf Armi di Santa Chiefa in Ferrara, o- 
ve paffarono ad abitare conforme deferire il 
prelodato Autore pag. 41. li 14. Maggio 
1^41 trafporrando dalla prima nella nuova 
Chiefa le Offa delle loro Conforelle defonte. 
La detta Chiefa colle fabbriche furono crm- 
prate dalla Famiglia Gandini , Cittadini Fer- 
rarefi , trafportarono ancora le Ofla della 
Marchia Livia Obizzi Turca, e d^Ha Vir- 
gola Borfetti loro gran benefattori . Fu ador- 
nato 1' Aitar Maggiore con la Tela dipinta 
da Ippolito S.arfellini, ed il laterale a def- 

tra 



)( 4M )( 

tra colla Beata Vergine, San Giovanni Bat* 
tifta e Santa Lucia è parimenti opera del- 
lo fleffo S'-affe'lini . Li due Quadretti col 
Battefimo del Signore , e Decollazione d' S. 
Giovanni Batrfla , ferro voluti lavoro di Car- 
lo Bononi* It San Carlo all' Alrare d' in- 
torno è di G'ovanni Bonardi Pittof Vene- 
ziano.' La Sratua di legno dell' Immacolata 
Vergine incominciata venne da Andrea Fer- 
reri , e compita dal Signor Giufeppp di lui 
figlio, colorata dal Sg. Giufeppe Ghedini. 
II Crocefiflo in Cornu Epiftol* e di fcal- 
pello Pàdoano- Molte pitture appefè ai Mu- 
ri della Chiefà , e Sagreftìa fono del Bono- 
ni, dello Scarfellino, di cui anche nel Re- 
fettorio vi è una bellifììma Gloria del Pa- 
radifo, legato del Reverendo Don Giovanni 
Battifta Callani già Rettore di Santa Maria 
di Bocche ; altre del Nafelli , d' Orazio 
Mornafì , e Profeffori diverfi,- eflendofi efle 
pie Relfgiofe fpropriate d' altre immagini 
dipinte, come troppo difdicenti al loro pove- 
ro /tato , quali dal Cardinal Crefenzi furono 
donate alle Scuole Pie , ed altri Conferva- 
torj . Fra Giovanni Andrea Ciriani Agofti- 
niano Scalzo pag» 62$. in un fuo Annate 
manoferitto ci avvertifee - che nel 1657. li 
18- Giugno fu portato il Cadavere della Mar. 
Vitginia Turca Bevilacqua alle Cappuccine, 
e fepolta appretto alle ceneri della Marche- 
fa Livia Obizzì Turca fua Madre. Quefta 
fu Dama di gran pietà verfo i poveri , e 
vergognofi • Élla fece fabbricare a Tue fpefe 
la Santa Cafa Cimile a quella ili Loiete 

sella 



X 4M)C 

fteììa Terra di Crifpino coli' Indulgenze òN 
tenute dal Sommo Pontefice , nella quale fi 
celebra ogni giorno la Santa Meffa lafci'ata 
di Tuo ordine col la provvigione del Sacer- 
dote per comodità di quelle genti . 'Giace 
quivi la Madre Suor Benedetta Gambarini 
da Trevifo morta li x6. Maggio; 1658. del- 
la qua'e ne fu volgata la Vita colle Stam- 
pe fcritta dal Canonico Girolamo Bofchetti . 
Hanno una Treccia di Capelli della Santa 
Madre Chiara donata loro dalla Mar. Cate- 
rina Eftenfe Taffoni , ed il Corpo dì Santa 
Fortunata Martire eftratto dal Cimiterio di 
Ciriaca co! Vafe di Sangue li »y. Maggio 
1647. conceduto dal Card. Corradi allora U- 
ditore della Sacra Rota, con altre Reliquia 
riconofeiute 1* Anno 1649- di poi approva- 
te T Anno del 1690. 19. Luglio dal Vica- 
rio Capitolare Gatti. 

Giaciano in quefta Chiefa li due cele- 
bri Anatomaci Giacinto Agnelli Sacerdote , 
e Francefco Giuftini rinomati nella Medica 
Reppubblica letterària, ed il Dottor Igna- 
zio Vari Medico, ed altri; il Dottor Giu- 
seppe Squarzoni Sacerdote, che a proprie 
fpefe , e colla propria fatica ornò gli Altare 
di quefta Chiefa di ben intefe intreccia- 
ture di variati , e femplici legni archi- 
tettati , con fedii j , e genufìerTori intorno 
con fomma , ed àltrettato umile polizìa» 

SANTA BARBARA. 

Oratorio dì Donzelle edificato dalle Gran- 
de 



X 41* X 

de Arcb ; duchefla Barbara d' Auftria, fecon* 
da Moglie del Duca Alfonfo Secondo, ed 
ult.'mo di Ferrara l' Arno 1572. per la cau- 
fa riferita dal Gu?iini alle pagine 330. 
delle tirannie di Ciftcfaro da Fiume, detto 
il Frsa Conduttore delle Gabelle del Duca 
Alfonfo , di cu' fi dille alla pag. 156. mol- 
ti degli Annali/ri di quei tempi attribuirono 
il gran cafìigo del terr. mcto, che difforme 
Ferrara all' indolenza del Duca, e coniven- 
ze del fuo Segretario Nicolucci, morti am- 
bidue Io fieflo Anno 1575. la rcbba, e ric- 
chezze de' quali accumulate coli* eftorfioni 
andarono in fumo; fapfndrfi, che foltanto la 
pietà, e carità edificano le Cafe. L' efequie 
che il Popolo fece allo Sfregiato quefte furono 
r^arco Savonarola Cancelliere al Tribunale 
da de' Confoli regiftrate. 

Canta il Gallo , e la Gallina 
Li Spioni di Gabella fanno una gran ruìna 
Perche aiti 23. d* Jlgofìo , /' è morto un 
gran gioito . 

L' Orarci io d' S. Barbara rifatte, ed ampliato 
in Chiefa 'ufficente fu dal Vefcovo Gio- 
vanni Fontana confacraro li 23. Marzo i6ji. 
Venne abbell ro cr'la Tela dipinta dal Balla- 
tolo con la Beata Vergine, ^*nt' Orfola, e 
Santa Barbara, e varie [ cnz^lle allora vi 
venti appiedi ritratte da' valente Pittore; vi 
fono fìate apg'unte le Statue di legno di 
dette due S?«-te Vergini fcolpite dall' egre- 
gio Andrea Ferrerì . 

Ne!! 1 altro Altare la Decollazione di San 
Gjo Brttufta è dello fieflo Autore; e nel 

terzo 



Xiy )( 

terzo Altane la Beata Vergine con S. Do- 
menico dipinti furono da Francefco Ferrari , 
a fpefe del Canonico nofìro Domenico Ma- 
lia Gatti, Vicario Capitolare molto tempo 
dopo la morte del Card. Cerri Vefcovo , e 
vi dotò una Cappellanìa a queft' Altare do- 
ve volle elìer iepolto , facendola Giuspadro- 
nato de' fuoi Eredi. Vi giace ancora il Cu- 
ftode della noftra Cattedrale Celare Chicco- 
li , che fcriffe, e j volgo una Scrittura di 
Controverfia Parochiarum uniXamm . 

Quefto Luogo pio fu del 1598. inftituito 
dalla Leonarda Cumeni Forni , Donna di 
Santa vita , fepolta nel Gesù, in una facol- 
tà di Scudi tremille con alcuni legati per 
rog. di Domenico Sguarzoni Not ; come fcrifle 
il Guarini ne' fuoi Annali ; di poi è fiato per 
inftituzione delle Ghine Garuìfì di ricca e- 
redità fovvenuto . 

Su quefta reggia Via della Giovecca da 
quefta parte vedefi la bella Abitazione per 
il CommiMario della Reverenda Camera - 

MADONNA DEL MORARO . 

Da Santa Barbara dilungandofì verfo Mez- 
zo giorno, e pattata la Via Grande , s' en- 
tra nella Strada detta del Moraro , dove in 
un' Orticello livellato da' Signori Bellaia , 
edificò un Oratorio il divoto noftro Cano- 
nico Pietro Conte Bonacoffì ad un Immagi- 
ne della Beata Vergine del Rofario dipinta 
dal Gregori , e venuta in divozione del Po- 
polo, mentre era in un Capitello fu la vi- 
D d cina 



cina Cafa del Fornaro della Ghiaia, o Gia- 
ra avendo adornato la Soffitta con una De- 
posizione del Salvatore dalla Cioce, creduta 
di Pietro Perugino , quale era nella Galle- 
rìa di Monfignor Crifpi . Quefta per 1' ac- 
qua caduta dal tetto andata a ma- 
le e fiata cambiata in alcuni Angioletti di- 
pinti su I' albario dal Cherico Alberto Muc- 
chiati della noftra Sagrerlìa nella Metro- 
politana . 

Neil' Anno 1749. quivi fu principiata la 
nuova Compagnia de' Sacchi , detti lì Di- 
fciplinanti veftiti di Canepaccio, col volto , 
e le mani coperte, cinti di fune, e fcal- 
zi affatto; oggidì parlata nella Chiefa de' 
Santi Simone , Giuda , chiamati Sacconi o- 
ra portano le fuole fotto i piedi. Alla def- 
tra di quefto Oratorio condurle il Cardinal 
Crefcenri Arcivefcovo una Cafa per abitazio. 
ne d' alcuni Eremiti Scalzi del tutto ancor 
nel crudo verno , veftiti di tonaca di ruui- 
do bigiello di lana su la nuda carne con 
mifero cappuccio cinti d' un cordone turchi- 
no ai lombi , detti Frati della Penitenza , o 
di Gesù Nazareno non approvati, che co- 
minciarono a queftuare alle porte fenza di- 
mandare, non potendo portar feco, che quan- 
to bifognava su le mani per il vito quoti- 
diano, ne entrare in veruna Cafa, fé non 
per aflìftere ai Moribondi . Erano in tredici 
tutti Spagnuoli , Francefì , ed un Trentino; 
il loro Capo, ed Jnfti tutore chiamavafi Fra 
Idelfonfo Varela e Loiada Saliruticenfe , qua- 
le dal noflro Seminario ottenne la Chiefa 

di 



X 5*S> )( 

di Santa Croce per volontà del Card. Cre- 
fcenzi Arcivefcovo, eflendo venuti in Fer- 
rara con le Tonache lacere, e fdrufcite li 
27. Novembre 1755. Quelli di nuovo furono 
vediti dal detto Cardinale augnandole la 
Chiefa di Santa Croce, come fcrivemmo . 

In quena Chiefa fu fepolto Fra Idelfonfo 
morto li 25. Maggio 1769. 

Su la bella Via della Ghiaia, pili volgar- 
mente la Giara; fatta dal Marchefe Leonel- 
lo d' Eiìe, verfo Sant' Antonio Abbate ve- 
Idefi la nobil Abitazione de' Signori Cónti 
Oroboni, la di cui Navetta già dipinta dui 
Doffi pili non ne morirà veftigio . Dirimpet- 
to mirafi V altra Abitazione fabbricata da 
Antonio Milefi , di cui ne furono Eredi li 
Signori Conti Nafelli . Sopra V Angolo della 
Via , che va alla Volta di Cafotto, e Chie- 
fa di Sant' Appolinare un curiofo nella 
Navicella della Cafa vi fece dipingere a gran 
caratteri quel folito proverbio . 

Nulla fides Zoppis nec mìnimus credere 

Gobbis . 
Si Sguerzus bonus erit ìnter mìracula 

Jcribe . 

Più avanti da queflo Iato un' antica A- 
bitazione con Varone di Marmo a Coloa- 
nette, che fu delli Arienti antichi; Dirim- 
petto T altra nuova Abitazione del Signor 
Conte Nicola Boari , Jvì vicino full' Angolo 
dove era la Cafa 4i Gofmè , il Sig. Maflì- 
mino Bafeggia Scultore, Pittore, ed Archi- 
D d t> tetto 



)( !»<? X 

tetto ha ideata una fabbrica di capriccìofa, 
bruttura parte Gottica, e parte di loda Ar- 
chitettura ; e parlata la Strada dove è un 
Quartiere per le Milizie Urbane , Giovanni 
Grandi Not. della R. C. A. vi fabbricò co- 
moda Abitazione corredata di buon gu- 
ilo . 

Ivi vicino è il fontuofo Palazzo Talloni 
con Loggie, Giardini, e Teatrino , edificato 
dal valorofo Giulio Condottiere di Genri d' 
Arme del Duca Ercole I ; da cui ottenne 
il cognome Eftenfe , e 1' Aquila bianca in 
Campo Azzuro nel di lui Stemma. 

Jn una Stanza a terreno il Marchefe Fran- 
cesco Maria V Anno J73.0. vi aperfi un pu- 
lito Oratorio pubblico con Cancelli di ferro 
alla Porta , e Copra V Altare vi collocò una 
Tela dipinta da Giacomo Parolini con la 
Beata Vergine , S. Filippo Neri , e S. Fran- 
cefco di Sales, arricchendolo di molte Reli- 
quie . 

Morta la Marchefa Chiara Villa fua Con- 
forte, Cognata del Principe Lambertini Fra- 
tello di Bened. XIV ; e poftoiì in abito 
Ecclefiaftico chiamato a Roma dal Papa Io 
fece fuo Prelato , e Canonico della Bafilica 
Liberiana; Iafciò tre Figli voli , il Marchefe 
Luigi , e due altri Monaci Olivetani , un©. 
de' quali di prefente è Abbate di S. Gior- 
gio fuori le Mura . 

Dirimpetto eravi un' altro antico Palazzo 
Talloni rovinato , di cui non apparirono che 
le grotte Colonne di marmo, cojt Archi dì 
una gran Loggia neli' Orto Piretn . 

Neil* 



)( i^i K 

Nella vicina Cafa Novellini ora de' Signo- 
ri Bellaia , fu i muri della quale poco, o 
nulla appari Ice delle Pitture de' Doflì ac- 
cennate dal Guarini, fp arate per 1' intem- 
perie . 

Pattato il Cantone delle Chiovare verfo 
la Pofìa delle Legne fopra 1' Architrave di 
marmo di una Cafa antica fi leggono (col- 
piti que' due Veri] , che fi Vedono in Ro- 
ma nell' Orto de' Santi Njereo , ed A- 
chilieo. 

Ucec domus hic dcnec fiuBus Formica warinos* 
Ebibat ♦ et Ictum lefiucto ferawbulct or lem » 

Tornando al Quadrivio di San Pietro, do- 
ve già nelle Mura rifarcite da Pino della 
Tola , che guardava la Citta per Roberto 
Rè di Napoli, raccomandatagli da Para Cle- 
mente V., eravi la Porta della Città. 

S. FRANCESCA ROMANA. 

Chiefa Parrocchiale, e Badìa dell' Ordine 
Benedettino della Congregazione Olivetana, 
fono il titolo fuddetto di Santa Francefca 
Romana. Divenuto alto il fondo del Pò, 
che tra il Polefine di Sant' Antonio, e la 
Città fcorreva per la belletta, e giaia con- 
dottavi, e nell' afciuto tondo, al tempo, 
che governavano Leonello, e Eorfo , eilendo 
dilatata la Città, ne volendo i Canonie; di 
San Giorgio di là dal Fiume perdere il lo- 
ro Gius Parrocchiale , per un tempo tennero 
D d 3 i Sa- 



)( 3" X 

i Sagramene nella detta Chiefa di Sant' 
Antonio per li bifogni de' loto Parroc- 
chiani, eflendo Itile del Ferrarefe, come del 
Mantovano, che il poffeflore a delira del 
Fiume fìa Padrone, ed abbia il dominio 
di tutto 1' alveo del medefimo ,- qual al- 
veo afciuto, e riempiuto di abitazioni , e 
di fabbriche ; i Monaci Olivetani fucce- 
duti ai Canonici Regolari in S. Giorgio 
edificarono piccola Chiefa a quello Santo 
full' Angolo già detto della gran Via dei- 
Ghiaia non molto lontano alla demolita 
JPorta di San Pietro, o della Vigna, che 
f\i chiamata S- Giorgino per comodo de- 
gli affluenti abitanti ; fin che ampliata con 
Monaftero da D. Luigi Ariofìi , quale fu 
il primo Abbate 1' Anno 1591. dopo che 
canonizzata da Paolo"* V. 1' Anno 160?. 
Santa Francefca Romana Inftitutrice delle 
Religiofe Oblato del loro Ordine, con gli 
aiuti di Ridolfo Arienti Cittadino Ferra- 
refe, che donò molto terreno , fu edifi- 
cata la prefente Chiefa col difegno d' Al- 
berto Schiatti Cittadino Ferrarefe 1' Anno 
\6^^. trafportandovi dalla vecchia, che or 
feive per Sagreftìa, li Santiflìmi Sacramen- 
ti, e di ciò veggafi il Gaarini L. 4. 
pag. 295. Il Borfetti pag: 69. D. Loren- 
zo Bertazzoli Abbate di San Giorgio ornò 
1' Aitar Maggiore di marmi col bel Crif- 
to fpirante in Croce , ed i Patriarchi fot» 
to, che impazienti afpettano la loro li- 
berazion dal Limbo. La Beata Vergin , e 
San Giovanni in due Comparti a' lati , fic- 

come 



X 3M X 

come un gruppo d' Angioli nella fommiià , fono 
tutti del celeberimo Lodovico Caracci Pittor 
Bolognefe. Il Tabernacolo di pietre preziofe cioè 
Lapis Lazoli , Diaspri, Agate, Onichie artifi- 
ciofamente connette a riporto fono di gran 
valore , *e bellezza. 

L' Altare a delira con Santa Francefca, 
dipinta venne da Camillo Ricci Ferrarefe ; 
quello a fimftra col Beato Bernardo Telo- 
mei, ed altri Beati Sanefi di quefta Con- 
gregazione genuflefTì avanti la Beata Vergi- 
ne , fono di Francefco Ferrari , il di cui 
figlio Antonio colorì gli Ornati a frefeo, e 
le Nicchie , entro le quali le Statue dei 
quattro Evangelici [colpite furono dal Porri, che 
intagliò ancora gli Ornati del grandiofo Or- 
gano fopra la Porta. 

In Sagreflìa fopra V Altare un Prefepe 
creduto copia del Garofolo , fatta dal Bambi- 
ni , e fotto 1' Altare vi è il Corpo di San 
Maffimo Martire riconofeiuto dal Card. Mac- 
chiavalli Vefcovo V Anno 164T. 24. Maggio, 
e confegnato all' Abbate D. Ippolito Maroc- 
celli . Appefa al muro vi é una S. Caterina 
del Bononì . 

Nel Coro vi giacciono fepolti molti degni 
Abbati, e Menaci, cerne Bottoni, Avanzi 
Rafchini , Frefcobaldi , Savonucci, che a pro- 
prie fpefe fece il Parapetto intrefeiato da 
Giufepge Ragazzini Napolitano di pietre rare 
con molti preziofi ornamenti all' Altare 
Maggiore. 

In quefla Chiefa giace il Dott. Giovanni 
Franceico Ferri Comacchiefe , che efercitó 
D d 4 1' &* m 



)( 3*4 )( 

T Avvocatura in Ferrara , fotto il di cui 
nome D. Bartolommeo Ferri Teatino vol- 
go la Storia della Tua Patria. 

Quella Parrocchia termina colle Mura 
della Citta , ed ufcendo dalla Porta di 
San Giorgio s 1 entra ne* Borghi della Cit- 
tà. 



fitte delle Memorie delle Cbiefe 
di Ferrara . 



BOR-i 



X.*l 



BORGHI 

D 1 





Scendo dalla Città per !a Porta 

di San Giorgio , dopo alquanto 

di cammino a finiftra, fi ha il di Quao 

chio con Chiefa Parrocchiale antica fotto 

A il 



)( oc 

il Titolo di San Giovanni Evangelia, retta 
da un Prete fecolare , che fino del in8. 
trovafi enunziato in alcune depofizioni per 
le Monache di San Silvefìro Prefbiter Petrus 
de Sanzio lohane del 1x78. fi vede annovera- 
to fra primi Parrocchi , che fìabilirono le 
Confìituzioni del loro Convento, e Congre- 
gazione, Prete Guizzardo , e del 1354. alle 
Conftituzioni Sinodali del Vefcovo di Ferra- 
>' intervenne Donus Rajnierus prceftiter Eccleft* 
S:lohaìs Burgi inferiori*, ficcome fufleguentemen- 
te fi ha 1424. Donus Fulchus fi. qd. Magi fin 
Nafmleni Marangoni Recìcr Ecclefìae S: lohanis 
de Contrata Plopar Burgi Civitatis ferrarla fin- 
dicus Parocborum, ficche quella Chiefa ha nel 
fuo territorio tutto ciò, che era delle Par- 
rocchie di San Lorenzo, di San Silvefìro, e 
parte di Santa Margherita , del Popolarlo , 
o Pavolaro . 

In ella Chiefa all' Aitar lV^a^giore vi é 
un' antica Tavola di San Giovanni Evange- 
Jjfta dei Dofiì , quale ha molto patito 1' in- 
fortunio dei tempi , originale, tuttocche ere* 
duta copia da alcuni . 

Ad un Altare la Rifurrezione del Salvato- 
re è di Leonardo Brefcia. 

V' era in quella Parrocchia il Priorato 
di San Lazzaro infìituito per i poveri Leb- 
brofi da Guidone de' Opera buona Paganino, 
Cambiatore della Riva del Canale, Ramber- 
to Ragufeo della fìefia, e Durante loro Con- 
fratello, coli' approvazione del Vefcovo Pref- 
biterino Ferrarefe alla prefenza di Papa Alef- 
fandro 111. mentre fi ritrovava in Ferrara , 

e li 



K?1C 

e li %9» Aprile 1177 . flava prefente alla Mef- 
fa nella noftra Cattedrale, come dal Rogito 
d' Arrigo Notaro della Santa Chiefa di Fer- 
rara , conferrato nell' Archivio Capitolare, 
e ne' Cattaftri dell' Arcivefcovado ; qual pia 
Opera fu dallo ftefTo Sommo Pontefice nel 
Concilio III. Lateranenfe nono ecumenico, 
convocato, e celebrato 1' Anno 1139. talmen- 
te approvata, che ne fece Legge universale, 
come dal Canone XIII. 

Quefto Spedale era dell' Anno 1.5 ¥1. feco- 
larizzato , ed il Vefcovo Fra Guido li 20. 
Febbraro per rogito di Valentino Roffi Net. 
Io conferì ad Oliverio del qm Pietro da 
Monfelice Diocefi di Padova, abitante in Fer- 
rara, libero dal lbfpetto d' efier involuto ne* 
Proceffi Appoftolici contro de' rbelli fabbri- 
cati, che uccifero le Guardie de' Cattalant 
cuftodi di quefta Citta, porle dal Rè di 
Napoli , e Legato Appoftolico , efprimendoii 
d' efler in Bologna, ne poter difporre di 
detto Spedale - de aliquo 'vere natione layco 
comode providere , fed nec de Clerico prò eo 
quod /ibi Jecunditm Confiitutionem Con ci li j Vie» 
nie-n. in beneficium conferri non poterai . 

Nulladimeno avendolo in Commenda il Car- 
dinal Gabriele Condulmiero, che fatto Pa- 
pa aflunfe il nome d' Eugenio IV. elio alle 
iftanze del Marchefe Niccolò III. Eftenfe 1* 
Anno 1446. Io concedette alli Canonici di 
Sant' Agoftino venuti dal Monafìero di San 
Giacomo di Cella Volana nella Diocefi di 
Comacchio, e quivi vennero ad abitare, fab- 
bricandovi una nobil Canonica, V abitazio- 
A 1 ne fin 



)( 4 )( 

ne, fio che I* Anno 1504. introdotti nella 
nuova Canonica di San Giovanni Batt/fta 
unici alla Congregazione Lateranenfe, in que- 
/ìo gran Tempio vi trafportarono il Titolo, 
e 1' Altare di San Lazzaro, già detto in 
Campo Mercato . 

Vi era la Chiefa, e Monaftero di S. 
Steffano della Retta di Fuoco Morto , in 
vicinanza del Pò, di cui fi vede la do- 
nazione di alcune Decime fatta dal Vef- 
covo Vgucctone di Feri ara V Anno 1197- 
a Domenico Prete per detta Chiefa San- 
cii Stepham de Rupta , de Fogo Morto; nei 
fóndi di Cafalecchio , Fuoco Morto , Rotta 
e Porto Furo , ed in Popolarlo , come per 
rogito di Arrigo Notaro della Santa Chie- 
fa di Ferrara fi vede . Al governo di 
quefìa da Filippo Fontana eletto noftro Vef- 
covo T Anno 1241. furono chiamati lì 
Canonici di Sant' Ago/lino , dandola a To- 
lomeo Priore di Cella Volana dopiti Tho- 
lomei Priori Ce li ce Vola» ce , et eius Conuentus 
f radiai Ordinis Sancii utugujìini, per rogito di 
Mercàtello Notaio , fouoicritto dall' eletto 
Filippo, il Prenoiìto Uguccione , Gherardo 
Arciprete, Rolando, Giaccbo, e Buonagra- 
zia Canonici . 

Quefta fu abband^nara dai medefitni,ed 
in erta la Beata leatiice IL Figlia del 
Marchefe Azzo IX., der^o il Novello, già 
ricoveratali nel vicino Spedale di San La- 
zaro, il giorno Venerdì quinto , ufceado il 
Mefe di Marzo dell* Anno 1254. con le 
Compagne , nelle mani del Vefcovo Gio- 
vanni 



)( oc 

vanni Quirini di Ferrara profeflò !a viti 
Monadica Reiìgiofa , fecondo quella regola, 
che le fotte aiTegnata , e concetta dal Som- 
mo Pontefice, e Santa Sede Appcftolica , 
come fi fcriffe in Sant' Antonio lori Mo- 
nafterio, in cui pattarono P Anno fe'guen- 
te 1155. ficchè quefla Chiefa abbandonata 
su i vortici del Pò , e ruinofa , per or- 
dine di Papa Clemente IV. dato a! Prio- 
re de' Predicatori di Bologna, fu diftrut- 
ta , ed i materiali , e legnami 1' Anno 
2%6-j. trafportati per la fabbrica del fud- 
detto Monaftero di Sant' Antonio nel Po- 
lefine , allora in faccia a Ferrara , e di 
prefente nella Città . Retta ancora la de- 
nominazione di San Lazzaro, ed il (ito dello 
Spedale di San Steffano della Rotta , e 
molti vogliono, che fotte P Oratorio del Giar- 
dino già lafciato dal Conte Rinaldo Buofi 
a' Carmelitani Scalzi di San Girolamo , nel 
luogo detto le Roveri , mercé due antichif- 
fime . e fmifurate Quercie sii V Argine del 
Pò 'di Volano vicino. 

Quivi ancor v* era P antica Chiefa di 
San Vito di Campo Mercato di ragione 
del noftro Capitolo, nella quale P Anno 12.34 
profetarono la Regola di Sant' Agoftino 
Bonafante Fornara, e Villa li 14. Novem. 
bre Indizion fettima - atìttm in tnaiori Ferra- 
ris Ecclefia Nos in Dei note Rufticus .Archi" 
• t e fi iter Garjendinus Prepofìtus, p v efb'iter Gerzrdus 
frejbiieìt, Rolandus Ugutio Bonacurfus^ Oddo, et 
Petrus Canonici Ferrarien. rifervandofi li con- 
ferma tanto della Priora > che del Sacerdote 
A 5 ed 



una Ubra <T ìncenfo ogni Anno il giorno 
di San Giorgio, colle confuetudìni delle Lita- 
nie , e Fefta di San Vito, il tutto per rogi- 
to di Giacomo Not. Imperiale . 

Poco ebbero ivi di fuflìftenza le dette Mo- 
nache , dal Pò ingoiaco il terreno vicino, fu 
diftrutta la Chiefa, e tràfportato in Città il 
materiale 1* Anno 1154. come fi die Noti- 
zia , ed apparifce dal rogito dì Mercacella 
Notaro Cum Friorifa , et Sorores Eccleji.-e pre- 
nominate Sancii Viti fiti in Livi tate Ferrari* 
Ecclefeam Sancii Viti pofitam extra Civitatem 
Ferrari* , quce nunc de/ir ubi a e fi occafione [eia- 
fec faci* ad defenjtonem aquee Padi in loco , 
qui olim dicebatur Campus Mercati - Quefto 
Campo Mercato era il (Ito di qua, come 
di là dal Pò in San Luca per la gran Fie- 
ra , che due volte ali* Anno nella Quare- 
lima , ed in Novembre per San Martino fi 
faceva , che per patto con i Veneziani in 
cccafìone della ricupera della Città delle ma- 
ni di Salinguera , e Gibellini , fu trafportata a 
Rovigo. 

In quello Borgo vi è il bel Palazzo 
Taifoni fu il Canal Naviglio , o fia di 
B*ura , fatto in luogo, detto Cafalecchio, 
dove alli 15. Settembre i$66. mori il Con- 
te Niccolò Eftenfe Taflfoni Maggiordomo del 
Duca Alfonfo II, ed ultimo di Ferrara, 
portato a feppellire in San Spirito - 

Di quefto luogo fu nativo qual Perrocino 
Monaco in San Bartolo vicino a Ferrara , 
che per le fue rare virtù fatto venne Ab- 
bate di San Cipriano di Torcello , poi Vef- 

coyo 



)(7X 

covo della fteffa Città , e di là trashto all' 
Arcivefcovato di Ravenna , di cui ferirle Pao* 
Io Scordala nella Continuazione della Cto- 
nìca degli Arcivefcovi dì Ravenna . Petro- 
cinus LXXXXll. Ferrarienfis Doclor magnus , et 
frofundus , Orator magnus , et Confiliarìus bonus , 
magnec iufìitice , et verìtatis . Ifie fuit TAonacbus 
in Monajìerio Santi Bartoli prope Ferrariam de 
vili fati s genitus progenie, deinde poftmodum Jìbbas^ 
Sancii Cypriani de Torce Un prope Venetias poft- 
modum ajjumptus in Epifcopum Torcellanum , de* 
inde in Arebiepifcopum Ravennate?» elecfus con- 
fecratus tempore Urbani V. Che fotte da Cafa» 
lecchio lo riabbiamo da molti documenti dell" 
Archivio Arci vefco vale, fra quali il prefente 
adduciamo. 

i$ao. ind* 4. die 18. Maìj Frater Petrocìnus 
de t Cafaleclo Ferr: dioc- Monacbus Mona/ieri] 
Sancii Bartolomei prcpe Ferrariam , vice ac no- 
mine Abbatis , et Monachorum cbtulit Ven. pa- 
tri dna Fratri Guidoni Dei , et Aflìcce sedis 
gratin Ferr. Epifcopo duos denarios Veronenjes 
par vos prò annuali penfìone quarundam Terrarum 
et Pojje/fìonum , feu Vallìum pojìtaru inter Vico- 
ventiam , et Monefteriolur» , et Vallis trenti 
foftt-£ in fundo Sancii Martini Ferr. dioc ; 
de iure , et decreto dominio Epatus Ferraris 
jl^um Bononice in contrata Sancii Dominici in 
domo babitationis pfatì Dni Episcopi Ego Valen- 
tinus de Jlubeis de Monturfio Vicent dioc, 
Not. 

V era la Chiela dello Spedale di San 
Geminiano della Bolzonella , che il Guarinì 

A 4 fcrive 



)( s )( 

fcrive quivi edificato, e donato già fopra il 
Naviglio dal Ponte di Cafalecchio, altre vol- 
te detta la Bucconella da Fra Giovanni Ve- 
rnaccia per ricovero de' poveri Infermi , e 
Pellegrini paffaggieri, come confta per rogi- 
to di Vincenzo SpiapafH Notaro il primo di 
Febraro 1331* dato in Bologna. Ma dalla 
Vifita del Beato Giovanni da Toffignano 
Vefcovo di Ferrara sì ha fotto il di 14. 
Mangio 1434. 

Ecclefia , et ho/pitale S. leminiani della Boi- 
monella depredatum a Rainucio de Brinis Noi. 
de leftis , et bonis ut ajferverunt ^Andreas, Ser. 
Francifci de Padua Vrior ibidem, et lacobus a 
Gradellis ex oppofito vicinus . 

Oggidì quefto luogo fenza Oratorio è ri- 
dotto a Benefizio femplice di Gius Padrona- 
to de' Signori Prandi da Ravenna, coli' ob- 
bligo di alcune Mefle nella Chiefa di San- 
ta Chiara delle Cappuccine , ed all' Altare 
della Beata Vergine della Colonna nella ho- 
■ftra Metropolitana . 

Più oltre vi é un Oratorio a Santa Mar- 
gherita intitolato de' Padri Predicatori del 
Convento degli Angioli, in luogo della Chie- 
fa Parrocchiale di Santa Margherita del Po- 
polano, che il Guarini chiama Pò Voiano in 
fondo di Caldirolo . Quefia per alcuni efami 
fatti per Niccoletto Notaro del Sacro Palaz- 
zo fotto di Zanetto di Valentino Delegato 
dal Vefcovo Rolando di Ferrara l' Anno 
1114. Indizion feconda a favore della Badef- 
fa Gualdrada , o Monaftero di San Silve- 
flro con gli vomini del Popoiaro , imprecò 

dal 



)(9)C 

dal chiariamo Muratori nel Tom. V. delle 
DirTertazioni de' Secoli mezzani alla di 5. 66. 
col. 517. fi vede , che era Hata edificata 
da' Vicini del Popolaro con licenza della 
Badefla Giulita di S. Silveftro, qual loro ave- 
va concettò il terreno, o Vigna col patto, che 
foiTe di pieno Giuf del fuo Monastero, ec- 
co la depofizione - Et dicit quod bene Junt 
triginta anni , et plus quod teftis apud popula- 
rium cum Dona luhta Jlbhatiffa ei ufdem Mo~ 
nafterij fuit , ubi dieta dona jlbbatiffa concefiit 
*vicinis de populario ubi Ecclejia Sancire Malga- 
ritee eft edificata heum prò dieta eeclefia edift- 
canda , et locum ubi eft canonica, et 'vineam 
fimiliter dietee Ecclefiae edificando- concejfit , et 
dixit dicla Dona jlbhatijfia qucji <vohbat quod 
Eeclefia S. Margbaritce edijficanda in dicio loco 
quod ei debat prò ipfa edificauda ita deberet 
effe sub Monafterio Sancii Silvefiri , et effe de 
ilio Monafterio , et eadem omnia fervida facere 
diefo Monafterio , et in omnibus ei fubefie nec 
ut Eeclefia Sancii Gofmédis , et Damiaui de Fo- 
co Morino , et 'vicini qui ibi erant dixerunt 
quod bene eis placebat . 

Quello Gius vien comprovato dalle Bolle di 
Clemente III, 1' Anno H90; di Alettandto 
IV. 1' Anno 1157. a favore della fuddetta 
Badeffa , e Monache di San Silveftro , nelle 
quali viene enunziata Eccleftam Santi* Mar- 
gbarita de povolario , ei Eccleftam Sanclorum , 
Cofmtf et Damiani cum omnibus pertinentijs ea- 
rundem - Quella fu fmembrata dalla Cura 
dell' anime, ed unita a quella de' San ri 
Colma , e Damiano- V Anno 2321. Dal 

Vefco- 



){ io )C 

Vefcovo Aldobrandino Eftenfe V ultimo d' 
Agofto , come accenna la Vifita del Beato 
Giovanni da Toflìgnano fotto li 14. Maggio 
1434. Santa Margarita de Parolario unita 
Ecclefice Si Co /mar, et Damiani de Anno 1381. 
ultimo Augufti rog: Vetri Pialbene . 

Il Duca Ercole I. che edificò il già det- 
to Oratorio donandolo alli Frati degli Angio- 
li 1' Anno 1503. volle, che così fi addi- 
mandafse il luogo della diftrutta Chiefa di 
Santa Margherita per far il Barco i' Anno 
J47*. 

In quefti fiti fu ritrovata fepolta una. Fab- 
brica antica Romana di qualche confiderazio- 
ne, fé fofTe Tempio, o Pa'azzo non sì po- 
tè rilevare , erano i pavimenti d' antichif- 
fimo Mofaico fatto di pietruccie minutiflìme 
a Scachi, e gli ornati di variati marmi bian- 
chi , neri , berettini , e roflx Orientali lo di- 
moftravano. E quefto ne! luogo detto Val 
di Zucche , o fìa Val Cuccola , come fi 
ha dagli antichi documenti del noftro Capi- 
tolo, di cui era tutta la Villa di Coccoma- 
ro , ottenendone invefiitura Salinguerra , di 
poi per fellonìa privato, fubentró Mercatello 
Not. col Gius di Pefche , Pascoli , Moli- 
ni, ed altro, oggidì li Signori Conti Bonacof- 
fi fono polfertori di quefto Feudo . 

Nei beni de' Padri Carmelitani dì S. Pa- 
olo nota il Prifciano al cap. a. che I' An- 
no 1513. fu fcavata una Tavola di Marmo 
infcritta Elutuario Electuarie, et Qjiartoni y/- 
ìio PPP.C. fotto la quale erano molte Urne fe- 
pelcrali con Olla , e Ceneri di Gentili ab- 
bi ugnati. Di 






)(■« )( 

Di quefto Borgo fé ne danno Te coni 
nel Lib, F. delle Determinazioni dei Comu- 
ne di Ferrara fol- $ dell' Anno 1438. e 
vengono accennati i fondi dalla Bolla dì E- 
ugenio IV- data in Ferrara ne 11' Anno fu 
J438. al Vefcovo Lodovico di Forlì , ed A- 
bate di Nomafo , refidenti in quefia Città a 
favore del Vefcovo , e Capitolo , per affig- 
gere i termini del Plebanato de Ja loro Chie- 
fa Cattedrale. Odiernamente ancora 1' Uffi- 
2?ale del Pubblico chiama fi Mafikro della 
Pioppa , ed il fuo Subalterno d;cefi Saltaro , 
quali fotto la loro Guardia hanno le Ville, 
e. Borgo di Quacchio Coccomaro , e Fuoco- 
morta . 

CHIESA DI SAN GIORGIO. 

« Vedefi quefta Chiefa paflato il Pò di Vo- 
lano, le Ripe del quale vengono ora ron- 
gionte da un Ponte di matroni a tre Volti 
col piano di tavole grolle di rovere fopra 
travi di non ordinaria mole fabbricatovi V 
Anno i68z* dal noltro Pubblico, che lo man. 
tiene, conforme manteneva il Ponte di le- 
gno, fopra cui poco avanti fi varcava , in 
qualche diftanza da quefto il gran Hi me , 
quando fcorreva fotto la Città intieramente 
fin dal principio, del di lei trafporto • Ponte 
principiato, e fondato da' Ferrarefi , e che 
nella Devoluzione dello Stato a S. Chiefa 
fu proporlo dagli Ebrei farlo di Marmo a 
loro fpefe , purché reftalfero efenti dal por- 
tare il fegno di color rancio nei Capello , 

beret- 



)( i*)C 

oite, per effer diftinti dalli Criftiani , il 
che loro non ri u Tei. 

Si entra nel Polefine di San Giorgio, co- 
sì detto oggidì per efTer chiufo fra i due foli 
rettati rami del Pò, 1' uno, che va a fca- 
ricaifi in Mare per la Foce di Prlmaro det- 
to perciò Pò M Primaro , o (la Pò d' Ar- 
genta per ppfTare fotto le Mura d quell' 
antichiiììm* Terra, a' noftri tempi fraantella- 
te , Fu chiamato quefto Corfo, o.Ramo an- 
che Gabiana , o Gaibana per tranfitar? ha 
le ragioni , o Territorio di quella antichiili- 
iua Pieve. 

!>' altro Po fuddetto di Volano per fcarfc 
cai fi ancor e(To per quefto Porto nello ftef- 
fo Mare Adriatico , e così vien formala 
quefta grand' Ifola , che dalla Chiefa di S. 
Giorgio in capo alla medefima edificata, Po- 
lehue di San Giorgio fi nomina. Circonda 
egli molto tratto di Paefe , ed è di figura 
triangolare contenendo in fé quattro delle 
j n'mipali Pievi della Diocefi di Ferrara , e 
io,..? Gaibana, Voghiera , Contrapó, e Do- 
nore, Elitta la Diocpfì di Comacchio , sua 
Città, e Valli, la fucMetta Terra d'Argen- 
ta, con la maggior parte del fuo Terri- 
torio, la Pndeflaria dì Filo, la PodefUrìa, e 
Collegiata òi Porto Maggiore, con le Pievi 
di San Vite-, >eio in Spirituale , tutte 

della Diocefi i i \venna , le Podeftarie del 
Migliarino , e A la Fifcaglia con la Colle- 
giata di quefta "ierra, fue Ville, e Parroc- 
chie della Diocefi di Cervia, la Pieve di 
Lago Santo della Diocefi Pompofiana nullità 

rao 



X i? X 

raccomandata al Vefcovo di Cornacchie» . 

!n Capo di quella grand' Ifola già ripar- 
tita in varj altri Poleiifti , fatti da divertì 
Kami del Pò, che fac vano quello di Co- 
drea , cioè Caput Eriaianì col Sandalo , che 
ufeiva neH' altro Po ài Primaro a Confon- 
dolo, quello di Partefana , o Quartefana, che 
faceva il Ramo del Vergen recte, o Vergine- 
lle , ed il Sandalo altrove per le Valli verfo 
Comacchio , Medellana, ed altri affatto in- 
territi col corfo degli Anni; che però non 
è reftata fé non fé quella grand 1 llola man- 
tenuta fra quelli due Rami di Pò , con fpefe 
incredibili, in capo alla quale, fino al tempo 
della Romana Repubblica , eravi un' antico 
Foro , in cui fi rendeva ragione non tanto 
agli Abitanti, che agli Foraftieri; vi fi faceva 
il Mercato delle merci ftraniere, e proprie per 
il gran Fiume d' altrove trafportate, onde Fo- 
ro Alieno denominato. Lorenzo Valla fa de- 
rivare da Forum Aria Ferrara , crefeiuta d' A- 
bitatori, e di Popolo per la diftruzione della 
Città di Spina, dì Voghenza , avendovi edifi- 
cata la Chiefa, fotto il Titolo di San Giorgio 
Marrire, S. Vitaliano Papa circa 1' Anno 647. 
trafportandovi la Sede Epifcopale , folo foggetta 
al Romano Pontefice, facendola Città coli' Im- 
perator Co/cantino III; e dandogli le dodeci 
Mafie, e loro fondi coli' ordinare al Clero, di 
vivere vita Regolare, Canonica con le Decime 
delle rendite de' Cittadini, e delle Mercanzie, 
con altre efenzioni , e prerogative, come li ve- 
de dal Privilegio di detto Papa, e dell' Impe- 
rator fuddetto Cofìantino III. dato 1' Anno 

668 ; ben- 



€6$ ; benché impugnato, come falfo, ma però 
in altri Privilegj fuflèguenti accennato. Fof- 
fe quefto, o altro perduto, tanto accerta an- 
cor? il Petrarca, ed il Cardinale Baronio nel- 
la Storia EcclefiafHca , feri vendo di quello 
Papa, ma pofeia ingannoflTi all' Anno 705: 
e con elfo lui il Mab lon , quando fcriiTe , 
che il prefente Monafìero di San Giorgio 
degli divenni folle edificato da Cunibeito 
Pè dei Longobardi , dove aveva colla pro- 
tezione del Santo ottenuta Vittoria (opra gli 
Alacri!, che gli contrattavano il Regno in 
\;na l'angui ne fa battaglia, accennandone il luo- 
go, che cbiamafi Campo Coronata, ( Luogo 
cemmente di qui difiante ) efìendo querìo 
alle F ; pe del Fiume Adda, dove anche og- 
g'dì 11 ò'ce la Cornata, non su il Pò, con- 
forrr.e altrove più chiaramente col chiariffi- 
mo Muratori abbiamo dimoltrato nella nolìra 
Iltoria Ecclefiaftica di Ferrara . 

Emendo quella Chiefa di San Giorgio ad- 
dunque fiata la prima Cattedrale di Ferrara 
fu arricchita di Podeti, e Tenute dal Mar- 
chefe Almerico di Mantova Rettore di Fer- 
rara, e da Franca fua Moglie 1' Anno 944» 
in rer'ona di Giorgio Arcidiacono fuo fi- 
deiuciario, e di poi da Cono di Calaone , 
fecondo la ceffone fatta dalla gran Contef- 
fa Matilde Ducheffa di Ferrara 1* Anno 1109. 
al Vedovo Landolfo. 

Ouefto Ve r covo fu, che da quella antica 
trasferi la Sede Vescovile nella nuova Chie- 
fa edificata nell' odierna Città di Ferrara 1' 
Anno 11 55. con ordine, e privilegio di Pa- 
pa 



X 15 )( 

pa Innocenzo II. ed in quefta lafciò un 
Collegio di Canonici Regolari fotto la cu- 
ra, e governo di un Priore, dichiarando- 
la Pieve, parimente Cura d' un 5 Aiciprete . 

Il Vefcovo Griffo ancor Cardinale a lui 
fuccedutto l 1 Anno 1141. nel Vescovado , 
donò a quefla Chiefa" tra/padana Sanai Geor~ 
gij Ecclejìce Canonis , in ijta Ferranenjìs Epi» 
fcopatus jedes olim 'viguit i il Tuo Palazzo con 
la Chiefa di San Tommafo Apposolo, e 
Cappella in efìo fituata col Cimiterio Ca- 
fale , il Broilo, la fu a Cafa a folaro, che 
era Ofpizio , la Cafa de' Canonici col Por- 
tico , e Cimiterio intorno la Chiefa la 
Cafa, che era di Pietro Prete, e la Cu- 
cina de' Canonici, confinato il tutto fino il 
Fiume Gaibana, tre Manli in Quartefana, 
due in Quadrea, due in Contrapó, tutte 
le Decime di Cona , Cocomaro , la Chie- 
fa di S. Niccolò col Cimiterio, la Chiefa 
di San Michele in Riva del Pò , loro 
pertinenze , tutto il Pclefine avanti la det- 
ta Chiefa di San Giorgio , eccettuata la 
Tua Vigna ( è quello il Polefine di Sane' 
Antonio ) la Braglia d' Antina con le lue 
Decime , la Braglia di Folla Nuova con la 
Chiefa di San Marco , ed Vomini abitanti 
in efla confinante col Fiume Gabiana •> Deci- 
me , Primizie , ed Oblazioni pertinenti a 
detta Chiefa. 

Guglielmo Marchefella Adelardi Bulgaro 
nel f u o Teftamento fatto 1' Anno 1185 , 
gli lafciò la terza parte di quanto poflè- 
deva in Cona , e Cocomaro . 

V Eletta 



)( I« )( 

U eletto Craflfanderio , o Gravendino con 
li Canonici di Ferrara 1' Anno 12,34. gli 
donò la Decima del Polefine di Gaibana 
spettante alla loro Sagreftia, il che confer- 
mò con fuo Breve Innocenzo IV. V An- 
no 115?- 

Da Simone Arcivefcoro di Ravenna F An- 
no i*x$. fu invertito Arcadio Priore di San 
Giorgio di là dal Pò delle Pofleffioni per 
effo comprate da Pietro Traverfario in Ra- 
venna con Vigne finiate nel Polefine di Re- 
da fondo di Quartefana, lo fquarcio della 
qual Concezione quivi rapportiamo . 
ii2j. tempore Honorij PP., et Federici Im- 
perator. feptimo exeunte Menfe lunij lndicHo* 
ne decima, tertia in Claufìro S. Georgi] de 
ultra Padum Simon permijfione Divina San~ 
elee Ravennatis Eeclefice ^Arcbiepifcopus Vobis 
dono sAfcadio Priori Ecclefite Sanfti Georgij 
de ultra Padum Ulani Bradiam pojfejftonis , 
quam emiflìs a Petro Traverfario iure prò* 
prio in loco y qui nominatur Beverne cum ter- 
ra vincaia /ita in policìno P^ede in fundo 
Qiiartefance confine s ab uno latere pojfidet 
Plovanus , e t filius Pagani prò emptione , quam 
fecerunt a Domino Salinguerra , alio lacere 
eredes qam lacchi de Fontana a tertio la- 
tere heredes Guidonis de jLura , et Petrus 
bonus 11 de prandi, quarto latore Nicoletus Do~ 
mus Dei de Villa Nova a latere vine<e 
Guido Zapulini cr prò penfione trium Fer- 
rariorum . teftibus prcefsntibus D. Prefb. Jll- 
bertus Cardinalis Ravenn, Eeclefice Prefb. Io: 
de Porti* Bernard us Index , et D. lacobi- 

ntts 



X '7 )( 

binus de Sefluta auam 'vero paginata fr<ecé* 
fti. Eg') Nìcolaus Hennci Imperatore, et Fer- 
rari* Motarius , et nunc Sancì* Rav.' Ec* 
clefice Tabe 'ho [rMpfi , atque compievi. Ceief- 
tino H. Papa aveva privilegiato quefto Pri- 
orato ir 4 ^. allorché s' erano feparati li Ca- 
nonici della Cattedrale, il che confirmó Inno- 
cenzo III. I Anno Ja , 5 . \ n per fona del Ca- 
nonico Aicardo. Vi fu pofto un Priore Com- 
mendatario, dal quale li liberò Papa Marti- 

t,n °, IV AJ Anno Ia8 ?> e divenne di tal 
regolar OfTervanza quefta Canonica, che Be- 
nedetto XII. detto X. volendo riformare la 
Congregazione di Frigionara, efTendo in Avi- 
gnone 1 Anno i ?? 8- commife all' Abbate di 
£an Pietro in Calo Aureo di Pavia, ed al 
*T.ore di San Giorgio di Ferrarvola vicino 
a serrani la riforma, indirizzando ad elfi 
! • j g ,?/ a ^ aa o(Terv arfi da' Canonici Rego- 
lari dell Ordine di Sant' Agoftino. 

Andò m Cornenda ficchè 1' an. 1371. li €. 
^ov. la teneva il Card. P^ro Stagno erro- 
neamente creduto Vefcovo di Ferrara per 
efler Legato i n Italia, mentre la Santa Sede 

SIi^'/V ! none ' ed effo efigeva le rendite 
del Vefcovado, in tempo che il Buon Bernardo 
de Duroforte , Monaco di S. Bartolo parlò a 
Gregorio XI. infinuandolo al ritorno in Be- 
rna, e/Tendo nel feguito del Marchete Nic- 
colo IL, detto il Zoppo, già fatto Commen- 
datario del Priorato di San Romano, con- 
itttuendo fuo Mandatario Pietro di Tuffino 
Giudice di Ferrara della Contrada di Sant' 
Agnele, per rogito di Pietro Pincerna Notaro 
Ferrarefe . B L' Oc- 



)( i8 X 

L' ottenne in Commenda Carlo d' Andrea 
T»>macelli in tempo del gran Scifma d' Oc- 
cidente, che efiendone poi Vefcovo di Fer- 
rara Pietro Boiardi 1' Anno 1407. li 7. Giu- 
gno, dlfpenfando fopra 1' età, e gì' Ordini, 
Baldaflare dalla Sale Cherico di Ferrara , gli 
conferì quefio Priorato, dandogli il potfefio 
«elio fìeflò giorno, come dagli Atti feguen- 
ti per rogito di Domenico Bernardi Noraro. 
1405 indici: XIII. die feptimo Menfis In- 
ni j Ferrari a in Epi [copali Palatio Ferraris in 
Camera re/ìdentia? infra/cripti Dni Epijcopi pre- 
dente Duo Antonio de Ugodonìcis Decretorum 
Dottore , Dno Tboma de Pirondolis in Dec- 
reti* licentiato , fer Vetro Manffi de Bononia 
rejìdente cum Orio Episcopo Ferrarien. Dno Ve' 
irò de la Sale Canonico Ecclefice Raven; et 
aliis. Dns Petrus de Boiardis Epus Ferrarien. 
difpensavit fuper aiate , et fuper ordinibus cu 
D. Baldafare de la Sale Clerico Ferrarien ; 
et idem contulit Prioratum Sancii Georgii de 
frope Ferrariam 'vacantem propter privationem fa- 
ciam per dicium Dnum Epifcopum de Carolo fil- 
Dni ^Andrea? Tomacelli , et per annulum fuum 
de dicio Benefttio inve/livit eodem die poft prce- 
dicia in Monafìerio S. Georgi] de prope Ferra- 
riam iuxta Altare maìus pr^fente Dno ^Anto- 
nio de Vgodonicis Dno Tboma de Pirondolis, 
D. Nicolao de Arìoflis decretorum Doclore, Do- 
mino lacobo de Codegorio Canonico Maioris Ec- 
clefiar Ferrarien ; et aliis Dnus Petrus de Bo- 
iardis Epijcópus antedicius induxit in tenutam D. 
Baldaffarem de la Sale de Monafìerio Sancii 
Georgi j de prope Ferrariam t dando in manilus 

de 



X 19 )C 

de comu folio Jlttaris , et aperiendo portas 
et ci audendo ì eundo, (landò per ipfam Eccle- 
fiam <ÙF ; eodem die Vili. Menfis lunij in 
domo D. ^Alberti de la Sale pnte Dìio JLn* 
ionio de Vgodonicis, Dno Petto de la Sale 
Canonico Ecclefice Ravennat , et aliis - Dnus 
Baldajfar de la Sale conftituit f»um Procura* 
torem Raynerium p/cefentem , - et volentem ad 
accipìendum tenutam omnium , et fingulorum Bo* 
norum Mona/ieri] Sancii Georgi] &c. Ego Do» 
minicus de Bernardis Not. 

Non andò molto avanti quefta Commen- 
da, poiché fuffeguentemente dell' Anno 1407 
F Indizione XV. undeci d J Ottobre, nel 
Monaftero di San Giorgio vicino a Ferra- 
ra, prefente Niccolò Calegaro Figlio di Ben- 
venuto del Polecine di Sant' Antonio nel 
Borgo di Ferrara , Fra Pietro Canonico in 
detto Monartero, Bortolommeo Notaro Figlio 
di Maftro Giacomo da Bologna , abitante in 
Bologna nella Porta Nuova , D. Pellegrino 
Cappellano del fuddetto Vefcovo , Pietro e- 
fecutore delle Lettere Appoftoliche , diede il 
pofleflb del Monaftero S- Georgij de prope Ver- 
rariam al provvido vomo Maftro Bernardo de* 
Marfigli da Bologna Procuratore dei Cardina» 
li Giordano del Titolo di San Martino nei 
monti , Antonio del Titolo di San Praffede 
Preti, e Pietro Diacono di Sant' Angelo della 
Santa Romana Chiefa Commendatarj del Prio» 
rato di San Giorgio , come per rogito dello 
iìerTo Domenico Bernardi Notaro appari ice. 
Recarono Giordano Cardinal Vefcovo Alba- 
ne fé , e Pietro Diacono Card, di Sant' An> 
B % gelo 



X 20 )( 

gelo ComrriPndatarì , quando per opera del 
jMarchefe Niccolò ili. Vicario per ia Santa 
Sede della Città di Ferrara, che vedeva an- 
dar in mina quefto Santuario, vi furono da 
G ovanni XXIIl introdotti li Monaci della 
Congregazione di Monte Oliveto , che già 
erano nello Spedale , e Chiefa di Sant' A- 
leffio fino del 1518. fenza Iafciarlo, pattaro- 
no in San Giorgio 1' Anno 141 1. ne dipar- 
tirono da detto luogo, fin che per ordine d'i 
Fra Lorenzo d* Arezzo Abbate Generale dì 
Monte Oliveto , diretto a F. Bartolommeo A- 
dorni Priore di San Giorgio di Ferrara , e 
Viiìtatore dell' Ordine fotto li j8. Agofto 
1936. lo rinunziarono al Marchefe Niccolò 
fuddetto con tutte le fue ragioni , come per 
rogito di Martino Schivetti Notaio appare . 
Quefti Monaci ottenuta che ebbero quella Chiefa 
la riattarono con infinita fpefa, riparandola dall' 
ingiuria del tempo, ed incuria degli Vomi- 
ni , tanto che li 18, Novembre 1476. con 
licenza del Vicario del Vefcovo Bartolomeo 
dalla Rovere Patriarca di Gerufalemme , ef- 
fondo Priore di quefta Chiefa di San Gior- 
gio Niccolò Roverella, il di lui Nipote Fi li a- 
fio Roverella Arcivefcovo di Ravenna , nuo- 
vamente la confacrò fotto il Titolo de' San- 
ti Giorgio, e Maurelio, e Lorenzo; come 
dal rogito di Giovanni Emiliani Notaro di 
Ferrara . 

Col difegno di Biaggio Rofettì famofo Ar* 
chitetto Feirarefe 1' Anno 1485. alzarono la 
bella Torre per le Campane; dipoi fu eret- 
ta in Abbazia, divenuta Madre di tre altre 

Badie 



)( ^l )( 

Badie ài quefV Ordine , cioè di S. Lorenzo 
in Baura , di Santa Francefca Romana in, 
Ferrara, e di San Bartolommeo fuori di Ro- 
vigo , a cui con autorità Appoflolica , e 
Decreto di Lodovico Ariofli Arciprete di Fer- 
rara Giudice CommiiTario di Sirlo IV. L An- 
no J476 . , per rogito di Niccolò No- 
tare Ferrarefe, fu unita la Chiefa di S. Pie- 
tro in Maone Diocefi di Ravenna, firuata 
nel contado di Rovigo, donatale dall' Arci- 
vefeovo Rinaldo con molti beni, e Decime 
approvate da Filiafio Roverella fuo fucceflbre 
1' Anno 1479, come dalle Schede di Giovan- 
ni Emiliani Notaro . 

La noftra Bafilica di S, Giorgio an^ò a 
pericolo di eflere affatto d rtrutta per le Guer- 
re di Papa Giulj IT del ijia; per lo che 
fu duopo poi ristabilirla, come fcrive il Zer- 
binaci fotto il di il, Gennaro detto Anno . 

Jldi ji. detto il Campanile di San Giorgio 
fu cominciato a tagliare dal pie, e meffo su lì 
puntali per dargli il fuoco , e rovinarlo, et io lo 
l'iddi a tagliare, il che non fegui , ma contin- 
vando la guerra fotto Papa Leone X. I' 
Anno 1511- il Priore Girolamo Bendedei dì 
quefto Monaftero fece la feguente pubblica 
Protefta, che fi trova nel Cattaftro B. di 
detto Monderò al fogP 1. 

1511. ind. 9 die 18. Otlobrir in Mona- 
fìerio S- Georgi] pniibus tefiibus Iobe filio q. 
Bernardini c de Ferrarijs de Placentia habi- 
tat or Ferraris cum diclis Fratribus , Bafiiano Va- 
lerio f. q. .Andrea de Contraila Mifericor- 
dite, et aliis. Con'ftitutus Adm. Pr- Fr. Hie~ 
B 3 ronymus 



vonymus de Bendedeo Prior Monafìerìj , et Fra." 
trttm S' Georgi] de Terra ultra Padum Ord. 
Sancii Bene di eli Congregationis Monti s Oli veti 
in Mona fieri o jupto Coram fuptis tefiibus , et 
me Not. inpto expofuit , quod ad aures fuas 
ferx>enit, quod in Civitate Bononice fuit pu~ 
bucata queedam excomunicatio , /rve quodam Mo' 
nitori um con tra lllum Princtpem , et D. N. 
D, >Alfonfum Ducem Ferraris, in quo Mo- 
nitorio intellexit fub feena exeois prjecepti quod 
nuli us prjeftet auxilium , conjìlium , et favo- 
rem ipfi Illuftrijfimo Ji>. <AlfonJo . Verum quia mili- 
tes exi/ìentes Ferrarla exeuntes furfum , et 
deorsum contra voluntatem ipfius Rdi Patris 
Prioris , et caeterorum Monacborum , et Fra. 
trum S" Georgi] unde ad omnem bonum fi' 
nem , et ad tollendam omnem dubitationem 
ne aliquo tempore , et aliqua de caufa pojjìt 
ipfis Fratribus imputari , id sponte fua , et vo- 
luntate fècijfe , et ut fati s fiat confcientijs eorum 
ìpje R, Pater Fra Hierons Prior antedicìus 
noie totius Capituli dielorum Frum Sci Geor- 
gij dixit , et proteftatus fuit , dicit et prò* 
teftatur coram fuptìs te/ìibus, et me Noto /'»- 
frajeripto.. Quod ipfe , et esteri Fratres tamquam 
Alti ebediemitf, et obedientes SSmo Maximoq. 
Pontifici Nojiro , et Sedi eius Jlylicae. Quùd in- 
xta eorum poffe femper objervabunt , et oh ferva- 
ri facient per fuos Monachos contenta in dicìa 
Sententia prò eorum poffe , et pia. dixerunt , et 
frate fiati fuerunt omni meli ori modo Ò"c. Fgo 
Hiers f y qm. Ser Gemìniani a Ponte pub. Jlp* 
fofiolica , et Imperiali ^4uàe Not. Ferranen. 
Terminati queftì torbidi fu nova mente rif- 

tabilita, 
/ 



X n x 

tabilita, ed abbellita, maffime dal Padre Ab- 
bate Giovanni Battifta Pelizino con levare 
il Coro, che era nel di lei mezzo fituato , 
dove fono le Colonne doppie quadrate , ed 
otragone l' Anno 1581. coli' Architettura d' 
Alberto Schiatti Cittadino Ferrarefe; lìtuo il 
Coro , e Tribuna verfo 1' Oriente , come og- 
gidì vedeiì fufTeguemte andò a grave pericolo 
quefìò Monaftero d' efTer ftaro attaccato dalla 
Pefte nel 1650. che invafe 1' Italia, ma ne 
fu efente con eflb la Città per li meriti 
della Santiffima Vergine, e fuoi Santi Pro- 
tettori . 

Le fucceffìve Guerre fra gli Alleati con- 
tro la Santa Sede, molto le pregiudicarono, 
come ne danno notizia le Storie di que' tempi, 
e fé ne vede la Lapide porta nel primo Chioftro 
1' Anno 1644. 

Molto più negli Anni 1708. e 1709 ; che 
venne quafi demolita la Chiefa , a* colpi di 
Cannonate gettate dalla Città, delle quali fé 
ne vedevano le veftigia nella forte antica 
Torre delle Campane per far sloggiare due 
mille Eretici PruiTiani , in detto Monaftero 
aquartierati , bloccando la Città da quatta par- 
te ; ma fatta la Pace , il Padre D. Gi- 
rolamo Bottoni Abbate rifarci la Bafilica , 
accorciandola da dieci piedi, rftorò il Mo- 
naftero, dilatò la gran Piazza del Mercato, 
e tutto ciò col dfegno , ed indirizzo di 
Francefco Mazzarelli, e G'acomo Bottoni fuo 
Fratello , Cittadini , ed Architetti Ferrarefi , 
avendo adornata la Facciata della Chiefa di 
un San Giorgie a Cavallo di baffo rilievo 
B 4 di 



)( M X 

eli marmo , ed il Profpetto del Monaftero 
con le quattro Statue di marmo de' Santi 
Maurelio, e Lorenzo Martiri, San Benedet- 
to, e Beato Bernardo Tolomei , Santa Sco- 
laftica, e Francefca Romana di rilievo, Ope- 
re d' un' Veronefe . 

La memoria di tutto ciò fi vede incifa in 
inarmo 1' Anno 1714. nel primo Chioftro . 
Nella Piazza fopra una Colonna di Granito 
Orientale cinta di colonette di marmo, e 
catene di terrò, mirali dello fteffo Autore 
una Statua della Beata Vergine col Bambino, 
pofìavi 1' Anno 1719. dal P. Abate D. Va- 
levano Bortoni fucceflbre . In divertì tempi 
quefìa Bafilica fu adornata di diverfe pitture, 
ficcome il Monaftero, che traggono 1' ammi- 
razione delli Dilettanti . 

Primieramente la Tribuna, o fia Coro con 
la Chiefa furono dipinti a frefeo da Fran- 
cefeo Ferrari tanto nelle Colonne , che paia- 
mo d' AfFricano fcannellate col fcalpello, che 
nei Medaglioni, e Figure, colorati dopo V 
ultimo rifarcimento della medefìma, da An- 
tonio fuo Figlio . Li due Apposoli a' lati 
dell' Organo ne' Medaglioni fono del Pa- 
lolini . 

La gran Tela col San Giorgio in profpet- 
to del Coro è di Maurelio Scanavini Fer- 
rarefe Scolare di Carlo Cignani . 

\J Aitar Maggiore con quello di S. Ma- 
urelio, loro Tabernacoli di preciofi marmi, 
fono di Giufeppe Ragazzini Scukor Napolita- 
no , e ottimo intrecciatore di pietre 
preziofe. 
r II 



>( M )C 

Il Martirio di San MaureMo nella Cappel- 
la a deftra, cioè la di lui Decollazione é Ca- 
perà ammirabile di Giovanni Francelco Bar- 
bieri, detto il Guercino di Cen-to . 

L' Altare, o Ila Menfa tutta di Bronzo" 
dorato colle due Medaglie a' lati di S. Gior- 
gio, e Maurelìo, fono getto di Giorgio Al- 
benga Statuario, di cui fi credono Te due 
Statue gigantefche de' Santi Protettori fuori 
del Prefbiterio, benché da alcuni dicanlì di 
Francefco Gafella Milanefe. 

Quella Cappella di San Maurelio era tut- 
ta dipinta da Giovanni Battifta Benvenuti , 
detto V Ortolano , che guaita da un Bolo- 
gnefe, fu rifatta in altr' ordine dal fuddet- 
to Francefco Ferrari . In ella vedefi il pa- 
vimento di marmi connetti formando una 
gran ftella , che in un fuo raggio fgroftata 
ferve il fegnale, che nel cannonarli que- 
tìa Chiefa , un colpo d' artiglieria , qual a- 
veva fbuccato il muro, guadando la Tavo- 
la dell' Altare de 1 Roverelli, fcantonata una 
Colonna, palio il muro ancor del Chioftro, 
ove uccife un Soldato, che lì fcaldava al 
fuoco ; e collo ftelfo colpo pure fbuccata la 
muraglia della Cappella di San Maurelio , e 
data nella di luì dipinta Immagine dirimpet- 
to cadde nel fuoio morta , lafciando il poco 
fegnale, che lì dille, fenza minima offefa nel 
Quadro . 

La Tela di Santa Francefca Romana full' 
Altare coli' Angelo è di Francefco Nafelli. 

Li due gran Quadri colla Flagellazione, e 
Coronazione di Spine del Redentore fono di 
Cofìanzo Cattanio . Dall' 



)( *6 )( 

Dall' altro Iato con nobil ornato pofio a 
oro la bella Tavola coli' Adorazione de' Ma- 
gi, ed inanimenti della Paffione da Angio- 
letti tenuti in aria , in un vago Paefe 
con figure, è di Benvenuto Tifio , detto il 
Garofolo, che vi fece il fuo fiore, e V An- 
no 1510. 

Il Beato Bernardo Tolomei al feguente 
Altare è di Francefco Ferrari , tra e/lì le 
due gran Tele con le Offerte a San Bene- 
detto, ed il Demonio Copra un marmo, che 
impedifce agi; Operar j di rimoverlo , fono 
belle Copie di Francefco Nafelli , tolte dagli 
Originali dipinti nel Chioftro ottagono di San 
Michele in Bofco di Bologna, la prima di 
Guido Reni , 1' altra di Lodovico Caracci , 
oggidì fparite per 1' intemperie . 

Sopra T Organo v' è la Fede , e la Pace 
di G'acomo Parolini, 

La Cappella a fini/tra della Tribuna, ha 
la Tela, dov' è dipinto San Benedetto in Coc- 
colla bianca, detta di Domenico Maria Ca- 
nuti , da altri creJuta del Gennari , e 
da alcuni di Luca Bmaveri Bjlognefe . La 
Cappella è tutta iftoriata da Francefco Fer- 
rari. Sotto 1' Altare in antica Calla di mar- 
mo giace il Corpo del B.ato Alberto Pan- 
doni Vefcovo di Piacenza , donde fu fcaccia- 
to da Federico II, trafportato poi alla noMra 
Chiefa di Ferrara, di cui altrove. 

Nella Cappella Maggiore vedefi il nobil 
Depoiìto di Lorenzo Roverella Vefcovo di 
Ferrara con varie Statuette di Santi, ed una 
vaga mezza Figura della Beata Vergine col 

Bambino 



X *7 )( 

Bambino in un Circolo, e la Statua giacen- 
te al naturale del medefimo Vefcovo noftro 
Concittadino, dottifììmo Teologo, Filofofo,e 
Medico; il tutto fcolpito da Ambrogio da 
Milano Scultore del Secolo XV. coli' eru- 
dito Epitafio in verfl di Tito Strozzi nobi- 
le F^rrarefe , e Poeta infigne .- 

Dirinpetto vedonfi le due Tele , Copie di 
Francesco Nafeili dagli Originali di Lodovi- 
co Caracci colla Difputa fra i Dottori, e di 
ScarfelHno coli' Adorazione de' Magi , qu&li 
originalmente erano nelF Oratorio della Sca- 
la a San Francefco. 

11 Capo di San Maurelio fi cufìodifce in 
una mezza figura d' argento al naturale 
colla Mitra in capo, mano alzata in atto di 
benedire, e con la palma del Martirio nell' 
altra . 

Quello del Beato Alberto in altro fim'Ie , 
burlo d' argento mitrato , che tiene il Pa- 
florale . 

San Maurelio Comprotettore della Città , 
fu quivi anche Vefcovo, ritornato in Oriente 
per convertire il Fratello dall' apoftasia, che 
lo fece decapitare ; da Edelfa fu trafportaro 
quivi al tempo delle Crociate 1' iiio. e col* 
locato fotto la ConfefTìone . o fia fantuirio, 
dove fu ritrovato nel rnovarfi la Bafìlica 
r Anno 14» 9. eftratto alla nrefenza del Vef- 
covo Pietro Boiardo, Marrhefe Niccolò HI ; 
ed Vgo Ruberei Patriarca di Geni fa lem me, O- 
bizzo Colabili Arciprete, Pietro Salicelo , 
Giacomo de Mi fotti ; Vgo, e Giacopo de' 
Codegori Canonici di Ferrara, col grande V- 

guccione 



)( *8 )\ 

guccione Contrarj, e riporto in Cada onori- 
fica. Nello ftefifo tempo fu levato da terra 
il Corpo del B^ato Alberto, de' quali San- 
ti Corpi nel'a Vifi't Pettorale del Vefcovo 
Giovanni Fontana fi ha la Tegnente autenti- 
ca - M.iltum lllìs et Rdus Dns Dns Ioan- 
nef Epus Stce. Ferr. Eccla?. die Sabati ^$. 
'Menfis lUnij 1598. quatuor tempor. cejìum ac- 
cejfit ad Ecclefìam Monachorum Sancii Geor- 
gi] Montis oli-veti Ultra Padum , quce Par- 
roccbialis ejì , ubi ante altare maius Mijfu 
celebravit , Jacramque Ordinationem ex prcefcri- 
fto Pontf. habuit , pr^fatis duobus Canonici* 
a/Jilentibus , fcilicet Reverendo D: Ludovico de 
"Mu;ìis , et Alberto de Superbis, Magiflro Ce- 
yemoniorum , Cappellani* , et Clerici* nonnul- 
lis tum Seminari] , tum Eeclefiee Cathedralis 
infervientibus , Mijfa autem abfoluta vifitavit 
&c: Pr^efatus Reverendijjìmus Dnìis po/t vi- 
jitationem prcedicìam , candelis accenjìs fingiti a- 
rique devotione vifitavit Corpus Sancii Mau- 
reli Patroni Ecclc/ìce Caibedralh Terranee^ quod 
decenti ornata cufìuditur in arca jub Altare 
Cape II ce eiujdem San:ìi Marti ri s . Et Corpus 
item Beati Allerti Epifcopi predici* Ecclefice 
Cathedralis , quod in altera Cappella jub Al- 
tare in Arca marmorea bonorifice ajj'ervatur 
apud Monachos buius Monafìerij; adefi memo- 
ria in quodam Litro manuferipto translationis, 
et etiam miraculorum huius Btati Alberti. 

Orazio . Ariofti Cuftode della no/ira Catte- 
drale ti nomato Poeta, e Pronipote del gran 
Lodovico , amiciffiino de' noflri Avi, ancor 
elio giacea fuori di queira Ghiefa avanti V 

odierna 



X»9)( 

odierna Porta, che va nel Chioftro , effetti 
doli trafportata la di lui memoria fepolcra- 
le, col bel mezzo Burlo di marmo bianco 
dall' altro lato della medefima , in occafìone 
della fua riftaurazione* 

Il Marchele Almerigo di Mantova Rettoi* 
«li Ferrara , con Franca fua Moglie , venne- 
ro in queOa Chiefa fepolci , Ja r ciata Erede 
delle loro ricche facoltà 1' Anno 944, come 
lì dille . 

Paolo III. T Anno 154?. vi fu di paleg- 
gio, ficcome Clemente Vili, il giorno 7. 
Maggio 1598. avendovi celebrata la Meda 
prima d' entrare in Città. 

IVtlla Sagreltia vedonfi dive-fé Tavole di- 
pinte da Cofmo Tura , detto Cofmè fepolto 
ancor eilo in quella Chiefa nell' ingreflTo al 
Campanile ; fu difcepolo di Galaflo , efle 
componevano le due Tavole colorite all' Al- 
tare di San Maurelio . QuefV Altane é della 
Famiglia nobile Roverella ; delle furriferite 
Tavole ne fcrive il Baruffaldi noftro chia- 
riffimo Storico, e Poeta , non che Dot- 
tor Teologo , e Filofofo coir atteftato del P. 
Superbi. Nella bafe della feconda^ v c erano 
fcritti quelli due verfì comporti da Lodo- 
vico Bigo Pittorio Poeta Ferrarefe nel Aio 
libro II. Carminum regillrati . 

Surge .Puer poverella fores idra putfat apertura 
fredde aditum pulfat refpice iutus eris . 

Nella Sagreftia medefima vi fono diverfi 
Ovati, con li Santi, e Beati dell' Ordine, 

una 



')( io ;.( 

una Beata Vergine, e Santa Anna, dipinti 
dal Reverendo Signor D. Francefco Parolini . 
Nella Sagreftìa ifìerTa fi conferva un gran 
Vafo di Rame dorato contornato d* argen- 
to con un Sole, e nella Pala fuperiore fi 
legge tetragy amatori intorno i nomi degli Ap- 
poftoli , nella circonferenza in quatrro riparti 
lejus Cbrtflus Soter, Emanuel; nel corpo deU 
la Pifìde quefti quattro ve. fi. 

Clauditur hoc njafe noflrì pia vittima pbafe 
Viva jalutaris fernet in Cruce femper in aris 
Qtiem recreas le su tam ì>acri Corporìs ce fu 
Jl vitijs munda Sacrati Sangumìs tinda . 

E nel piede FF. MDXXXXVilI. che credo 
iìa 1' Anno del nltoramento fatto da' Mo- 
naci Olivetani . 

Scrive il Vafari nella Vita di Francefco 
Primaticcio Bolognefe Abbate di San Martino, 
Pittore ed Architetto pag. 815; che Pellegri- 
no da Bologna dipinfe in Ferrara nel Re- 
fettorio di San Giorgio alli Monaci di Mon- 
te Oliveto una Storia molto bella , fi puoi 
dar che vi fotte, ma nella Facciata di quefio 
bel Refettorio tutto d' antiche Tavole, e 
Spalliere di noce ben intagliate , vedefì in 
profpetto la gran Cena di Baldafìare dipinta 
fui muro da Tommafo Laureti Panormitano, 
contornata da ricca cornice di ftucco, pofta 
ad oro , e fiancheggiata da due belliffime Sta- 
tue al naturale d' Adamo, ed Eva fedenti; 
Opera creduta di Giorgio Albenga di fopra 
nominato a chiaro e fcuro; e d' intorno 

al 



al Refettorio gira una gran faccia compartita, 
da divertì ovati, né quali a tutti colori fu- 
rono dipinti li Titoli , e le Immag ; ni de' 
Santi, a' quali fono dedicate le Badie , e Mo- 
jnaflerj di quefta Congregazione, colorite da 
Benvenuto Tifio , detto il Garofolo, e Giro- 
lamo Carpi fuo Compagno . 

Prefso di me trovali una Lettera Origi- 
nale ferina, o fatta fcrivere dal Duca Er- 
cole II. a Bartolommeo Profperi fuo Segre- 
tario figillata in nizza coir Arma Ducale 
contornata con fafcia, ed intorno vi fi leg- 
ge HERCULES FER. MUT. REGU. ET. 
O DUX. IV. di fuori Magnifico Dno Bar- 
tbolomeo Pro/pero Secretarlo nofiro carijfimo Ferr. 
di dentro - 

Hcercules Dux Ferraris &c. 
M. Barteo fate intendere a Chrophoro 
Cafanova , che trovi Maefiro Benvenuto da 
Garofolo, e gli dica per mia parte che do- 
mattina etto co Maeftro Hieronimo fuo com- 
pagno , fé ne venga a Noi , et cosi voi fa- 
rete dar lor un Cocchio, che li porti, e 
fiate fano . 

Di Belriguardo il XXII. di Luglio 1 5 g <5". 
Del 1531. v' era nella Trinità la Tavolet- 
ta votiva a Santa Lucia fatta da lui, e di- 
pinta con un occhio folo, fu cui vi erano 
le lettere P, G. R. BENV. GAFLO MDXXXI 
E con tal' indifpofizione lavorò di poi 
venti Anni continvi in San Bernardino ne' 
giorni feftivi per carità, come ragionando di 
tal Monaftero, e Chiefa feri vernino. D' anni 
69. perde I* occhio finifìro reftando affatto 

cieco 



X 5* )( 

cieco V Anno 1550. giunto all' età delti 
78 morì li 6. Settembre 1559. avendo fat- 
to il fuo Teftamento per rogito dal Nota- 
to Aurelio Koito Ferrarefe lì 29. Ottobre 
j$jo. fepolto in Santa Malia del Vado, nel 
fu-j Avello fattófì V Anno i5$ 6 «, il qual fi 
vede adorno di alquanti ovati di marmi pre- 
ziofi , porfidi, e Serpentini, per Io che puo- 
te dar fé non pennellate, almeno buon indi- 
rizzo al fuo redel compagno Girolamo in 
quella grani' Opera. Nel medefimo Refetto- 
rio appefi al muro vedonfi le Immagini de' 
Santi Protettori, ed altri Santi, e Beati Be- 
nedettini in piedi, credati del Carpi , ma fi 
considerano di altro più antico Pittore. 

Nel Chioftro vederi vaga Profpettiva dal 
Signor Giufeppe Facchinetti Ferrarefe - 

Scrivemmo già nell' efporre la Chiefa 
dell' Beata Vergine della Porta di fotto V 
ufo del correre al Palio il giorno di S* 
Giorgio , che ne Statuti antichiffimi manofcritti 
in pergamena , così vengono efprefle que- 
fte fefte popolari . 

Rub. CXVll. Item Statuimus quod in fa- 
fio beati Georgij equi currant ad falium , et 
porchetam , et gallum , il che fu cambiato 
ne' Statuti ftampati al tempo del Duca 
Ercole I. effendofi dal Duca Borfo accre- 
fcluti li trattenimenti popolarefchi , col far 
correre li Cavalli , gli Afini , gli Vomi- 
ti:, e le Donne. 



VILLA 



)( 53 X 

VILLA DELLA MISERICORDIA. 

Oggidì chiamafì Borgo di San Giorgio ciòj 
che anticamente denominava!! Contrada della 
Mi feri cordi a , ed ancor oggi dal nofìro Pub- 
blico un Miniftro fi mantiene , che il Maf- 
faro della Mifericordia fi nomina , falariato 
col fuo fubalterno, chiamato il Saltaro della 
Mifericordia, nome antichiflìmo , che fino al 
tempo de' Romani deriva; ed io ho la La- 
pide di Pario colla Figura del Saltaro, che 
ha la falce adunca, il ramo, o fcopa , col 
cane a' piedi, dedicato al Sole Augurio S, 
AUG, S. e di fotto C. INGENYVIVS. 
HELIVS SALTUAR. VIRTUTiS. 
V. M. L. P. 
di cui ne fa menzione il Sardi Lib. I. pag. 
8. Quefìa Contrada aveva la denominazione 
da un Monaftero di Monache, delle quali 
fé ne fa menzione negli antichi Statuti del 200. 
avendo loro il noftro Pubblico per cinque 
Anni aiTegnata un' elemosina di venticinque 
Lire . 

Stat. quody Jorores Sancite Marine de Mi/eri* 
cordi a balere debeant a Comuni de avre Comu- 
ni s Ferrari ce bine ad quinque annos quolibet 
anno 'vigmti quinque Libras , et Potefias tenea- 
tur dare eis in termino quod alijs lotti religiofs 
folviiur , et boc fit ad r voluntatem Confili j . 

Dall' Archivio del nobililììmo Monaflero 
di Sant' Antonio di Ferrara ricavo una Bol- 
la, in cui apparifee , che 1' Anno J402. ven- 
gono unito a quello Monafìerio quello di 
C Santa 



X 34 X 

Santa Maria di Mi Te ricordi a fuor dì Bolo- 
gna , fupponendofi , che per errore fìa ef- 
preflo in vece di fuor di Ferrara , tanto più , 
che di quefto non fé ne fa menzione ; vi 
Tefta bensì il fito della Chiefa nel Borgo di 
San Giorgio, poco lontano dall' Oratorio di 
Santa Maria del Salice, o fia la Schiappa 
con pochi terreni , effendo flato ridotto in 
Benefizio femplice aggregato alla nofìra Me- 
tropolitana , folito conferirli in Titolo ; e 
dai rogiti di Domenico Bernardi Not. dell' 
Anno 1410. li 4. Marzo abbiamo, che D. 
Gregorio Feruccia Rettore della Chiefa di 
Santa Maria della Mifericordia affittò per 
nove anni a Marco de Zemlio dal Ferro 
della Contrà di San Romano una Pezza di 
terra arativa di Stara quaranta, e prativa 
di nove Opere di prato , porta nel fondo di 
JLagofcelIo, dove fono li beni del Monaflero di 
San Bartolommeo , ed altro di due Opere 
in detto fondo, coli' obbligo di pagare ogn' 
Anno nella Fella di San Michele venti Lib- 
bre Marchefane , fpendendole nelle riparazio- 
ni di detta Chiefa, interponendovi la fua 
autorità Tommafo Perondoli Vicario del Vef- 
covo di Ferrara. 

Quam quaniitatem denariorum di'dus donus 
Georgius precfente ibidem me , et dono Vica- 
rio infra/cripto dixit , quod expendet in re~ 
faratione dicice Ecclefice ante feftum Pente- 
cofìes proxime futurum , quod fi non faciet 
ex nunc prò tunc elapfo diclo termino refiitue- 
re fili ipjos denarios , et recipe re dumtaxat 
ajficìum in dicìis terminis Sancii Michaelis - 

aven- 



)C35)C 

avendo Hceuvte quaranta Lire in uno (acculo , 
£ro//f /#*■/* dicliis Donus Gregorius Anticipate, 
quibus omnibus ,. ?£ Jingulis juprafcriptus D. 
Thomas de Virandoli* Vicanus D. Epifetpi 
Ferrarien. interpofuit aucicrttaiem , et confiti* 
Jum . 

Ego Domìnicus de Bernardi* Mot» rog. 
L/ Anno 140;, fotto li 29. Aprile fu da! 
Vefcovo Boiardi ad ifianza del Marchefe 
Niccolò conferita in Titolo a Maeftro Leo- 
nardo Zali da San Miniato , come dal fe- 
guente rogito di Domenico Bernardi Not. 

1402. die •vigefìmo nono menfis aprili* Fé» 
varice in Episcopali Palatio fuper jpah pofito 
fuper plateam pnt. dno Thoma de Pìrondo» 
lis , Ser Vetro Manfi de Bononia , Domino 
Mattheo de Frignanis Lfgum Doclorem de 
Mutina [ugge/io Dno Epifcopo Ferrarien, cum 
Ecclejìa S. Marije de Misericordia Burgi Fer- 
raris i/acet ea propter Dm Fpijcopus Fé*- 
rarien. uolens exequi Commijfonem pbi facto, 
parte Dni Marchiani*, omni modo via* iure, 
forma, quibus melius potuit dictam Ecclefiam 
contulit Magiftro Leonardo Zali de S. Ma» 
nato diclam Ecclefiam pnti , et hnmiltter ac- 
ceptanti , et de ipfa per annulum jum in- 
veftivit, et commixit tenutam dono lokani de 
Parma eius Cappellano - 

oSe folle poi quefta , o altra , di cui fcri- 
ve il Guarini, fiata delle ragioni della Ba- 
dia di San Bartolo , con uno Spedale an- 
netto per rogito di Leonardo Zipponari fot- 
to il di io. Novembre Anno 1590. che fu 
per un tempo iìanza degli Eremitani Fcn- 
C z ' dati 



X 3« )C 

dati dal Beato Pietro Gambacorta da Pifa, 
detti della Rofa, non e certo, poiché dall' 
Eftimo del Clero del 1410. la vedo ef- 
prefla fol tanto Ecclefìa SaneJa? Maria' de Mi- 
jericordia . taflfata in due danari , e tre quat- 
trini ,- dall' Eftimo del 1476. era tafTata li- 
re fettanta di rendita, e pofleduta da Ma- 
rino Pepi Canonico della Cattedrale &c. 

Quefto Borgo nel Libro delle Determina- 
zioni del Commune di Ferrara fegnato F. 
dell' Anno J^jtf. fotto li 26. Giugno, ef- 
fendo Luogotenente di Niccolò Arioiti Giu- 
dice de* XII. Savj infermo , il Dottor Nic- 
colò de' Pirondoli , fu dichiarato dai Sapien- 
ti eletti a far tal dichiarazione , che furono 
Giovanni de* Piateli, Lodovico de' Sardi , 
Francefco dal Sacrato , Buonagrazia de' Pi- 
zabtccari : 

Burgim Mifericordice determinaverunt babe- 
bere confinici a Fotte Sancii Georgij ufque 
ad 'viam , qu e nuncupa'ur 'via Mi fé ri cor di ce 
tranfeundo aggerem , et eundo ad Padum per 
Cafale Dn<£ Diance , includendo dicium Cafa- 
le, et eundo pojìea per diclam r viazzolam 
iuxta tura Mifericord..e , uno latere a de- 
xtris , et Cafale Petri Lipfii a finifiris ad 
trìbum cui dicitur el Trebo dei Sedazzari , te- 
nendo iter verfus Padum iuxta bcrredes Petri 
Lippi a dextns , et Martinum Tri fi ani iuxta 
Cajale Dominici de Benedicìis , et lo. 
annem Ber/anum ad Trìbum nuncupatum el 
Febro da lo loebo Iuxta Nicolaum Valerium 
a d extris } et a finifiris Antoni um Pezeninum , 

H 



X il )( 

et Damianum de Chilo , ubi eft Cafula qucedafà 
et itur ad Padum iuxta Thomam , et Fr ari- 
ci fcum Bononienfem. 
q Ma quefte confine fono oggidì confufe , 
confluendo detto Borgo in quanto è fottopo- 
fto al Malfari ato della Mifericordia, fin tut- 
ta la Villa di Lagofcello , qual Villa fin. 
dell' Anno 990. chiamava!! da Vado ubi fuit 
antiqua Civita*, vicjno alla Bafilica di San 
Michele Arcangelo; il che fi ricevete in u~ 
na Donazione fatta dal Vefcovo Ingone di 
Ferrara alli noftri antichi Canonici l' Anno 
1009. 

Mona/lerum unum integrum , cuius vocabu- 
lum eft Sancii Mi 'chat il s Arcangeli, quod eft 
conftrucìum ultra ripam Padi , unde , fuit an% 
tiqua Civita* in Villa , qu<£ vocatur de Pa~ 
do - Per rogito di Demetrio T^bellione, e 
Giudice di Ferrara . Querla Chiefa fu dal 
Vefcovo Griffo I" Anno 1141. coli, affenfo 
de* Canonici pattati nella Trafpadana di San 
Giorgio Cattedrale in Ferrara, donata alli 
Canonici della Cifpadana di San Giorgio in- 
titolandola Eccleftam S. Michaelis de Ripa Po- 
di per rogito di Angelberto Notaro . 

Da un documento fufTeguente del 1117. 
trovo, che chiamava!! il fondo Cocomaro , e 
Perupto ufque in medio Lagufcello per rogito 
di Bonvicino Notaro; ficchè fino alla Villa 
di Lagufcello fi eftendeva 1' antica Città di 
Ferrarola , come dalle fuddette carte fi rica- 
va , venendo chiamato dall' antico Sratuto 
Sancii Michaelis de Ripa Padi perché, forfè 
doveva effervi un' altro ramo del Pò, che 
C 3 fé- 



X 33 X 

Sparava Feriamola dal Polefine ili Gaiba- 
na di qua, e dalla Matta Polariola , perchè 
Gaibana, chiamavafi Trenta Polefmi fino a 
Marrara per i diverfi rivi, alvei, e corle di^, 
«juefto Fiume non ancora arginato . 

Lo Spedale di San Maurelio fui principio 
della Strada Romana fu inftituito 1' Anno 
*443« per legato di Bertoldo qm Pietro Bo- 
rafone , che nel fuo Teflamento fatto il pri- 
mo Aprile, ordinò, che nelle fue Cafe fi 
facefle un Spedale per i poveri Pellegri- 
ni , il che fu efeguito li i$. Settembre di 
detto Anno dal Priore di San Giorgio, man- 
tenendovi quattro Letti ; ma fucceduto il 
timor di contagio V Anno j6$o. fu que- 
llo luogo deputato per Lazaretto alli fof- 
petti di tal morbo, come infatti feguì; e 
ito di poi in rovina per il Blocco dell* 
Anno 1708. fu di poi dall' Abbate D. Gi- 
rolamo Eottoni novamente, e con cornino- 
di Granari per il Monaftero, riedificato . 

In Capo alla Strada delli Galarafi fitua- 
ta in quefto Borgo fi trova nell' Orto 
delle Signore Marchioni edificato un puli- 
to Oratorio, già portovi da Giovanni Bat- 
tila Vicenzi Notaro, e Caulìiico Ferrare* 
fé r Anno 1580. dove vi (lanciava un E- 
yemita, il di cui Tugurio incendiatoli ab- 
bruciò ancor V Oratorio ; nuovamente fu 
rifabbricato , ed abbellito dall' Uditore di 
Rota Don Girolamo Marchioni Sacerdote , 
e I- C. Ferrarefe , facendo nelf Altare a 
baffo rilievo in geflTo, o ftucco effigiare il 
Miracelo della Beata Vergine , che quivi 

fuccsde 






X 19 >< 

Succedette I* Anno 1579. fecondo 1' eterne de' 
tefiimonj riceuuto dal medemo Giovanni Bat- 
tila Vincenzi Notaro , il cjual ProceflTo fi 
conferva nell* Archivio Arcivefcov ?!e col di- 
fegno dei tatto miracolofo ; e fu, che ufcen* 
do dalla Città per la Porta di San Giorgio 
un Villano per nome Marino della Famiglia 
de' Benini , della Villa di Medelana Stato 
Ferrarefe, ma fotto la Diocefi di Cervia eoa 
un Carro, e poftofi a correre a gara con 
un' altro Villano fenia diferezione ne* poten» 
dolo avanzare, ellendo all' eftremo della Stra- 
da de' Gilafafi, o fiano lavoratori di barche f 
e navi in quefto Borgo, proruppe in orren- 
da beli: mia riguardo la Santi/fima Vergi- 
ne , dicendo verfo le beftie , va là a difpetto 
della Vergine Maria . Proferito ciò lì pofe- 
ro in tal furia i Bovi, che correndo urta- 
rono in un groflfo Salice, a cui era appefa 
un' Immagine della Santifiìma Vergine in ca» 
pò a detta Strada nel terreno del funnota- 
to Vincenzi, e con tal impeto, che trapaf- 
farono da un lato al altro coi Timone del 
Carro il groffo fufto dell* Albero internan- 
doli in elfo, che non fu mai poflìblie di ri- 
cavarlo, e riaverlo, benché i Paefani occor* 
fi con varj inftrn menti il adoperaffero, ed af- 
faticaflfero per levarlo , ma tutto riufeendo 
in damo; fiupefatti per la meraviglia fi po- 
fero ad adorare la detta Santa Immagine , in 
cui la Santiffima Vergine fi refe graziofa a 
molti di voti; ma per 1' incendio già detto , 
eflendo mancata, ne fu furrogata un' altra, 
che di prefente fi venera nel già detto Orà- 
C 4 torio , 



)( 40 )( 

torio , in cui fi celebra, e a divozione delle 
Padrone ultime luperftite 

In quefto Borgo fi vede il bello , ed an- 
tico Oratorio detto della Schiappa , edificato 
fopra di un terreno Schiappivo , e vegro di 
ragione del Monaftero di San Giorgio. Dice- 
li fchiappivo, perchè terreno portato, e con- 
densato dall' aluvione del Pò verfo la ri- 
pa, e quando vi corre 1' acqua chiamato* pia- 
rda. Di quefto ne parla lo Statuto anti- 
co del izoo. De rationibus EccUfia S. Georgij 
wanutenendis . o 

Statuimus quod Poteftas teneatur manutenere 
yationes Ecclefice San di Georgi] de ultra Vado , 
7iec lim et facere pertnittat alieni in fuis f>ia- 
rdis . Jalvo Statuto Dni Salinguerra, et otnnes 
yationes Canonicce Ferrarìce . 

Su quefto terreno fchiappivo v' erano al* 
cuni antichi falici piantati, fra quali uno a 
cui nella ibmmità per divozione di qualche 
perfona borgegiana. era ftata affitta un' Im- 
magine della Santi ffima Vergine imprefta in 
carta, avanti alla quale i Devoti fi raccoman» 
davano alla gran Madre di Dio. Avvenne 
che l' Anno 150*. li 15. Giugno fefta dì 
Sant' Antonio di Padova un tal Giovanni 
Pietro Farolfo Contadino da Villa Nuova 
di Denore ftranamente travagliato dal mal 
di Rottura intefiirale , benché fafeiato fe- 
condo T arre, e per il viaggio quivi forpre- 
fo dal dolore, a cui era per cedere colla vi- 
ta , levati gli occhi a quella Santa Immagi- 
ne, ed il cuore al gran Vergine, difle gran 
Madre di Dio aiutatemi, quando fubito fen- 

titofi 



X 41 )C 

tìtofi difciolta la fafciatura , che portava s 
trovoffi fano fenza verun, dolore, onde appefa la 
fafcia, con cui cufiodito andava ad un ramo 
dell' Albero con lagrime di divozione in fe- 
gno del Miracolo, e grazia riceuuta, v' ac- 
corfero i Popolani , ed altri da lontani Pa- 
efi'per le grazie, che quivi compartiva no- 
flra Signora ; laonde modo Ercole Strozza 
Giudice de' dodeci Savij , ed ottenuto da 
Monaci di San Giorgio con inftrumento ro- 
gato Bartolommeo Codegori Notaio 1' Anno 
1505. ^6. Maggio il flto, vi fece edificare il 
prefente Oratorio , in cui fra il groffo del 
muro , dietro 1' Altare fu chiufo lo ftefTo 
Salice coli' Immagine di Maria Vergine, che 
tuttavia qual' era , benché arido, fi conferva 
coli' Immagine lopiadetta-, come fé foflè fiata 
di recente impreffa . Intorno poi la Volta del 
medefimo Oratorio fu dipinta b Beata Ver- 
gine fra molti Santi con appiedi 1' Immagi- 
ne al vivo del G udice de' S;ivj, coli' Abi- 
to antico, ed ufato a que' tempi fupplicante 
con altre immagini d* Uomini , e Donne 
fupplichevoli p?r voti, e graz e r'ceuute, fra 
le quali 1' Effìgie di un certo Bernardino 
da Cona Villaggio quivi difìante e nque mi- 
glia, qual' era sì naturalmente efpreffo, che 
pafiò in proverbio, verfo di chi non aveva 
mai paffato il Pò, forto le Porte di Ferra- 
ra Non hai mai veduto la Faccia di Bernar- 
dino da Cona , e quelli era un foggetto 
nobile di qualità , che quafi tutto il tempo 
dell' Anno flava in detta Villa, avendo un 
deliziofo Palazzetto y dirimpetto all' Oreria 9 

e Palio 



X 4* X 

e PaiTo di detta Villa , andato in ruma V 
Anno 1709 La maggior parte di quefte Im- 
magini, e Ritratti fu levata , nell' imbian- 
carli le mura, non reftando , che la Volta , 
in cui lavorarono Gabrielotto Bonaccioli , Nic- 
colò da Pifa, e Francefco de' Marfigli, come fi 
vede dal Lib. LLL. ijoj. de' Memoriali 
del Commune di Ferrara al foj. 71. Oratorio 
de nofira Donna dai Salice olirà Pò dal Ponte 
de S- Zorzo in golena V* era in queiì' O a- 
torio una Confraternita di Cappa b anca fin 
al tempo di Sifto V- chiamata della Mad- 
donna del Salice, che al tempo del Patriar- 
ca Crifpi noiìro Arcivefcovo fu ad iftanza 
del Curato di San Giorgio abbollita , come 
mancante de' requifiti necefiarj voluti dalla 
Bolla di Clemente Vili, 

Vi fi conferva una bella Statua intiera del- 
la Beata Vergine col Bambino fra le nubi 
fopra d' un Albero, qual portafi in procef» 
fione fcolpita dal famofo Andrea Ferreri. 

PENTIMENTO. 

Più oltre fi vede un luogo detto il Pen- 
timento , in cui vi furono i primi getti del- 
la Peligion Cappuccina di San Francefco ; 
poiché avendo predicato in Ferrara, come già 
dicemmo in altro luogo con gran zelo , e 
frutto la parola di Dio Fra Bernardino O- 
chino da Siena, che frguiva la Riforma fat- 
ta da F. Matteo de Ballo, ed ottenuta da 
Papa Clemente VII. Y Anno 1526. col già 
detto titolo di Cappuccini di San Francefco, 

dalli 



)( 4* X 

delli quali i! primo Minifiro Generale fu il 
fuddetto Fra Bernardino , che dopo d' aver 
predicato in Ferrara , ottenne dal Cavaliere 
Gerofolimitano Alfonfo Trotti Rettore della 
Santiffima Trinità, e Spedale di San Gio- 
vanni Gerofolimitano in Ferrava ad iftan- 
za del Duca Ercole Ili e del Marchefe 
di Pefcara li 18. Luglio 15? 7- P er abi- 
arvi con i fuoi Frati, un Cafamento in 
riva del Pò , nella Contrada della Mife- 
ricordia , allora detto le Frate, qual ottenu- 
to dopo pochi giorni, dal maligno Nemi- 
co fedotto, paltò in Gineura profetando la 
Setta de' Proteftanti , dove 1' Anno 1544, 
morì uccifo di pugnalate dategli da fuoi 
fìefll Difcepoli , per ordine del Magifìrato 
di quella perduta Citta , poiché vedendoli 
vicino a morte per le ferite riceuute ritrat- 
tò i fuoi errori, e proteftando avanti di ef« 
fi la fua fellonìa, e che veruno fuori dal- 
la Cattolica Religione fi poteva falvare , co- 
me fcrivono accredì tariffimi Autori . 

Poi parlati li Cappuccini ad abitare nei 
Convento , e Chiefa di Santa Lucia Vecchia, 
dietro la Claufura della Certofa , come pure 
fi accennò, reftò quefìo luogo di poi abitato 
da due Romiti , detto 1* Eremiforio acquifta- 
to dalla Luc;e^ia Roverella Pia Sig. tutta da- 
ta alla pietà, che defiderofa d' allontanarli 
dalli difturbi della Corte per attendere con 
quiete agli efercizi di fpirito , poco lontano 
dalla Città, quivi ritiratati; ma non oftante 
veniva di fovvente, e da Dame, e da Ca- 
valieri, anzi dalli fìeilì Principi Eftenfi vi« 

filata, 



X 44 ')( 

fatata, onde il luogo di ritiro , dove a- 
-veva un ornato Oratorio, era divenuto V 
altrui ricreazione , con fuo gran difturbo , e 
difpendio ; Laonde Io chiamò il Pentimen. 
to , nome, che tuttavia conferva; quafi pen- 
tita e d' aver fatto tal acqiufto. Quefta Da- 
ma fu inftitutiice di molte Opere di pie- 
tà, come dal fuo Teftamento rogato An- 
tonio Porti Notaro li ìg, Giugno 1579 ; 
Svendo fondato lo Spedale di San Lazzaro 
ella Strada della Croce delti Minimi, co- 
me già feri verno- Da fondamenti erette la 
Chiefa di Santa Maria Maddalena di Co 
«lei Fiume , sii li confini della noftra Dio- 
cefi con quella di Bologna; lafció un pez- 
zo di terreno alla Compagnia dello Spi- 
rito Santo nella Villa di Marara per fab- 
bricarvi 1' Oratorio per detta Confraternita , 
e V Ofpizio per li Cappuccini ivi contiguo. 
Il luogo poi del Pentimento fu venduto 
da Enea Pio a Cofmo Bielli Fiorentino , 
e Cittadino Ferrarefe , il qual benché vi 
atterrarle V Oratorio, pure que/to fu dal 
Capitano Mazzolini rifabbricato , che pofeia 
paiio in podeftà del Conte Gafpare di Bran- 
dimbergh Capitano della Guardia Svizzera 
del Card. Legato ; ed ultimamente al Sig. 
.Avvocato Benedetti, dal quale é decorofa- 
mcnte confervato. 

Tr^verfando indi verfo mezzo giorno trovafj. 

S. BARTOLOMMEO. 

Antichiffimo Monaiìero dell' Ordine di 

San 



)(4f)C 

San Benedetto, Cifìercienfe al preferite , e che 
porto in -Commenda ha per Abbate uno de- 
gli Eminentiflimi Cardinali, che fi dichiara 
in Concifìoro, il qual volgarmente dal Popo- 
lo incongruamente vien detto 1' Abbate di 
San Niccolò , per efler la maggior parte de' 
fondi di quella Badìa ne/la Villa di S. Nic- 
colò Moneftirolo Pieve di Gaibana In quella 
Ch'efa , e T^-onafìero vi nfìede un' altro 
Abbate Ciftercienfe di quefto Ordine al go~ 
verno delli Claufìrali. 

Era ragguardevole quefìo Monafìerio limato 
nel Borgo della Mifericrrdia per il luogo det- 
to Canale , per uno de' tanti rami del Pò, 
che vagante fcorreva fenza argini, febbene fi 
voglia folte un Canale fatto per fcolo dell' 
antica Ferrarola . Era quefto dato all' Ordi- 
ne di San Benedetto, fo/Te nero 1' abito lo- 
ro, o di color tanè, come diremo; cert' è 
che lafciando da parte quanto fcrifTe 1' Ab- 
bate Antonio Libanori ProfelTo di quella 
Badia nella Storia de' fuoi Vomini illufìri, il 
quale vuole che dalla Conteffa Adda, o Lata 
Moglie d' Ottone I. Efìenfe , fi edificane 
quefta Chiefa in memoria, e per grazia otenu- 
ta da Dio , che nel giorno del Santo Appofìolo 
Bartolommeo in quefto luogo ricevelTe lalvo, 
e fuori d' ogni pericolo il figlio Marino, fot- 
trattoG dall' incendio di Comacchio, da lui 
difefo contro de' Veneziani 1' Anno 854 ; 
che addoffo gli vennero per vendicar la Mor- 
te del Badoado Fratello del Doge Giovanni, 
aflalito su la Marina, mentre andava a Ro- 
ma, del che j apporta il Ferii Hift di Co- 
rnacchie 



X 4« X 

macchio T Infciizione in verfì fottopofta air 
antico Sepolcro della Confetta Lata in San 
Bartolo i e la moderna in queir antico Sti- 
le , che fcorgefì Copra la Porta della Bafili- 
ca, al di dentro dall' Abate Libanori col 
rapporto del Ferri , ed Ughelli, ma fu quefta- 
fi rimettiamo alli Storici di que' tempi, e 
fpecialmente al celeberrimo Ifionco Lodovico 
Muratori in occafione di fcriv^re fopra Co- 
macchio. 

Ciò, che di più certo abbiamo fi é , 
che cinque nobili Ferrare/! Sacerdoti del- 
la Canonica di San Giorgio di Ferrara , 
che vale a dire Canonici , il primo de* 
quali chiamavafi Sabino, e Subino de' Gu- 
ramonti, Vrfone Giocoli, a detta del Li- 
banori , Pietro , e Defìdero , con Urlone 
giovinetto Cherico figlio di Vitale Leuti 
col confenfo di Viatore Vefcovo di Fer- 
rara, fondarono, e dotarono de' loro pro- 
prj beni patrimoniali queffa Badia di là 
dalla riva del Pò in luogo detto Canale 
nel territorio Ferrarefe, e dove già fu 1" 
antica Città. 

Mcnafterium quod ad honorem Dei Omnipj- 
tenti s in nomine Sancii Bartbolomei <ApoftoH 
Jupra fuam terram fuo proprio fiipendio in 
territorio Ferrari enfi ultra ripam Padi ubi quo- 
ndam antiqua eius firuBura fuit iuxta ìocum 
qui dicitur Canale - conforme efprime il Pri- 
vilegio di Lodovico 11. Re di Francia , e à* 
Italia V Anno 869. dato in Ravenna rice- 
vettero li funnominati 1' abito dal Vefcovo 
Viatore, e la Regola delli Cluniacenfi er- 
gendo 



X 47 )C 

gendo per primo Abbate il detto Sabino , o 
Subino; elTendo poi fondata dall' Imperatore 
Ottone III. la famofa Baȓa Pompeiana in 
Comacchio , che drll' antico fuo ilthuto era 
decaduta in un Eremitorio, da queiìa di S, 
Bartolo piglio le Regole dell' OlTervanza Mo- 
naftica* Morto Sabino gli fuccedette Vrfone , 
e fino all' Anno 998* fu quofto Monsftero, 
o Cenob'0 delle ragioni del ncflro Capitolo , 
dal quale 1' efentò il Vefcovo Gregorio di 
Ferrara in detto Anno 9 98. dando in cam- 
bio al medefimo Capitolo le pofeffioni di 
Quartefana nella Pieve di San Martino di 
Scornia . A quello Monaftcro erano {oggetti 
li Monafìerj di Sant' Antonio, di S. Maria 
di Mifericordia collo Spedale in quello Bor- 
go , le Parrocchiali di Santa Maria della 
Neve, e di San Martino in Ferrara , di S. 
Lorenzo nel Borgo di Sotto, de' Santi Vin- 
cenzo, ed Anafìafio di Monefìirolo , di San 
Niccolò dalla Scarfella, di San Giacomo di 
Marrara, di San Giovanni Battifla di Cona , 
San Bafilio di Correggio, Sant' Andrea della 
Villa di Leone , Contado di Ficarolo , tutte 
nella Diocefi di Ferrara, di San Salvatore in 
Bologna , oggidì de' Canonici del Salvatore, 
o Congregaz ione Renana , San Crifìoforo di 
Saragoza, Santi Cofma, e Damiano della Pe- 
gola, Diocefi di Bologna, ed altre* 

Da quefio Monafìero ufciròno Gottifredo fi- 
glio d' Azzone Marchefe d' Elie, che d' Ab- 
bate fu fatto Vefcovo di Lucca , e poi di 
Brefcia, quale morì l'Anno 998. Filippo Fontana 
da quefio Monafìero ufcì, ed in elfo educato, 

e fu 



)C 4« X 

e fu fatto Vefcovo di Ferrara, poi di Firen- 
ze, morto Arcivefcovo di Ravenna 1' Anno 
J274. e fu quivi fepolto ; Era egli flato il 
famofo Legato Appoftolico contro Ezzelino da 
Romano Tiranno di Padova, e del Trevigia- 
no, da cui fu fatto prigione col Vefcovo di 
Brefcia , liberato c<">n grolle fomme di dana- 
io . Petrocino Cafalecchio fu Monaco di 
di quefto Monaftero , poi Abbate di San Ci- 
priano vicino a Venezia , Vefcovo di Tor- 
celio , indi Arcivefcouo di Ravenna, dove 
lini i fuoi giorni 1' Anno 1569. Pietro Aytz, 
detto Francefe , ma fu veramente Svezzefe di 
nazione come V Epitaflo dinota Sancìa de gente not. 
duxere farentes , fu Abbate, di cui vedefi il 
Sepolcro nel Pavimento della Chiefa , ed in 
effo fu trovato il fuo Corpo con la Cocolla 
Monadica di grofTa faglia, color tanè fotto 
degli Abiti Pontificali , ed un Pivial ricco col 
fuo Anello 1' Anno già fcorfo 1755.. Effo fu, 
che da Piacenza ottenne la Reliquia del Capo 
di S. Sifto II. Papa , e Marr're , che Io ripo- 
fe in un Bufto d' argento coronato del Tri- 
regno Pontifizio, nella baie di cui fi vedono le 
fue armi fimili a quelle, che fono incife intor- 
no alla fua Lapide fepolcrale . Niccolò da Fer- 
rara rinomato Teologo fu Abbate di quefto 
Monaftero , e compì il Libro chiamato Po- 
lynftore e comporto da Fra Bartolomeo da Fer- 
rara Inquifìtore dell' Ordine de' Predicatori 
dell' Anno 1^7. Detta Badia era ve- 
nuta di collazione Appoftolica , perché il 
fuddetto Abbate Niccolò fi nomina nelle 
pubbliche fcritture fin dall' Anno 159»' P er 

rogito 



)( 49 )( 

per rogito di PJnaldo 2Tipponari Not. Dei , 
f*i Jlpoflolicce Scdis gratta .Abbas Monaflerìj San- 
cii Bartolomei de prope Ferrariam . L' Anno 1404 
abbiamo da' rogiti di Domenico Bernardi Not. 
che era Abbate Commendatario di quefìo Mo- 
matterò Ugo dei Roberti Patriarca di Gerii*- 
falemme, qual in fua Cafa in Ferrara ordi- 
nò alcuni Cherici. 

1404. indici. XII. die Jecundo Menfis .Aprili s 
in domibus fpeèìabilis Militis Dni Nicolai de Ro- 
berti* , Graffo de Roberti* , Magiftto lohane 
de Sancìo Martino Studente in artibus , et 
Medicina , et aliis : Reverendiffimus in Xpo. 
Pater , et Dns D. Ugo de Rubertis Dei gra- 
tia Patriarca Ierofolimitanus , et Comendataritu 
Monafierij Sancii Bartboli de prope Ferrariam 
promovit ad primam clericalem tonfuram Ci- 
cbinum filium quondam Gratiadei Mcntefio de 
Montecbuculo , et lacobum Notarium filium lo- 
banis B afilli de argenta pmefentes , et ku- 
militer acceptantes ad titulum ip forum patri- 
monij ad primam tonfuram . Ex imlre'vi aturi s 
Dominici de Bernardi* Not. Ottenuta poi 
in Commenda dai Cardinal Angelo di Santa 
Croce in Gerufalemme 1' Anno 1484. li 18. 
Novembre , inftando il Duca Ercole, venne il 
Monaiìero rafìegnaro a Don Bernardo dalla 
Volta Fiorentino Monaco della Congregazio- 
ne di San Bernardo di Tofcana e 1 aggre- 
gò alla Monadica difciplina di Cafìello ; Ac- 
che efiendo queiìo raflegnato a' detti Mona- 
ci il primo Abbate Regolare di querV Ordi- 
ne, ne fece fiorire in quefto Monafìero 1' 
Inftituto , conferendo 1' Àbito a molti Reli- 
D giofi , 



)( so X 

gioii , e nobili Ferrare!! , e foraftieri , che 
con Ja loro fanta vita, e con le loro virtù 
illustrarono nuovamente quefto Monaflero, fra 
quali , e dal Libanori , e dal Baccetti abbiamo 
un tal Paolo di Giacopo Giraldi Nobile Fer- 
rarefe, che giovinetto veftì V Abito Mo- 
nadico fotto la difciplìna dell* Abbate Ber- 
nardo, il qual 1' ammette ancora alla Profef- 
fione, dopo di che 1* Abbate infermatoli , e 
ridotto agli efìremi , mentre il giovinetto 
affifteva alle fue agonìe, e fi rammaricava 
affettuolamente, che lo lafciaffe sì prefìo ; il 
buon vecchio ripigliato lo fpirito , gli dille, 
che non fi perderle d' animo, che da li ad 
un' anno 1' averebbe feguito , il che fi ve- 
rificò, poiché appunto nel giorno anniver- 
fario del vecchio buon fervo dì Dio morì 
il giovine divoto fuo difcepolo. 

Severo Varini Piacentino, di cui cantò V 
Ariofto C. 46. Sta 1$, e il Monaco Seve» 
ro fu profeflb di quefto Monaftero , ficcome 
Bartolommeo Zambeccafi nobile Bolognefe , 
che di Abbate di quefto Monafteró, dal Cle- 
ro di Bologna venne eletto Vefcovo della 
Patria, la quale feguiva la fazione di Cle- 
mente VII. nel gran Scifma contro di Vr- 
bano VI 1' Anno 1570. ond' elfo trovando 
maggior quiete , e fìcurezza ritornò al fuo 
Mocaftero. 

II Monaco Pietro Buoni Ferrarefe fu Vef- 
covo di Comacchìo , morto 1' Anno 1401. 

Giulio II. T Anno 1509. di nuovo pofe in 
Commenda quefto Monafteró , come tuttavia 
iftà , dicefi per aver 1' Abbate, principiato in 

Ferrara 



3( 5i )C 

Ferrara il Convento di San Bernardino eoa 
animo di farvi il Mcnaftero di San Bernar- 
do, ed in luogo più ficuro collocarti nelle 
turbolenze, che pattavano tra quefto Ponte- 
fice, ed il Duca Alfor so I ; che fu fov ve- 
nuto di grano, e vettovaglie da quefìo A- 
bate. 

Pietro Accolti Anconitano Cardinale de! 
Titolo di Sant' Eufebio li 5. Maggio 141 1; 
che fu poi Arcivefcovo di Ravenna, ne 
fu il Commendatario confermato da l ecne 
X. li €. Marzo 1505. a cui fuctefle Bene- 
detto il Nipote ancor erto Arcivefcovo di 
Ravenna, da cui apparifee , il rifacimento fat- 
to delle Campane , leggendoli fu la Minore 
Mentem Sancìam, fpontaneum honorem Deo , 
et Patria liberationi, Petrus Accoltus Carlìs 
Jlncho. perpetuus JLbb. S. B: refundi fecit 
MDXXUI. 

E fu la Maggiore Ita impreflb . 

Benediclus de Jlccoltìs Rom. Ectlefia Pref 
Card. Raven. perpetuus Commendatarius fieri 
fecit Jlnno MDXXX. ult. Mar. procurantibtts 
Pompeo Florido , et lo. Dnico de Rubeis Mag, 
Io. de Rois rtfundit . 

Ne su d' alcuna d' effe Ieggoniì i ver- 
fi in lode della Contefsa Matilde, ne vedefi lo 
Sperone, col prezzo, di cui fcrive il Libanori, V 
Ughelli, il Marci, il Samelli folle fatta ri- 
fondere dall' Abbate Giacopo Vitrico, allorché 
la ContefTa efiendo ivi vicina alia Caccia la 
fentì di fuono rauco , e cattivo . 

Alle iftanze del Monaco Arfenio , Niccolò 
de' Vincenzi Ferrarefe, e Puor Qauftrale di 
D 3 que-fìo 



)( 5* )( 

quefto Monaftero, il Cardinal Dandini Com- 
mendatario i' Anno S55 5- v' afiegnó le ren- 
dite per dieciotto Monaci Ciftercienfi col Prio- 
re , acciò T uffizialTero decentemente, eflen- 
do flato il primo D. Eugenio Claudi Ferra- 
iefe, ed il fecóndo il fuddetto Vincenzi ; u- 
nito quefto Monaftero alla Congregazione 
della Tofcana da Paolo V. qui fi ftabili il 
Noviziato di queft* Ordine, il che confer- 
mò Innocenzo X. fanando ad iftanza del Pub- 
blico di Ferrara le Lettere Appoftoliche d' 
Urbano Vili, fopra le Conftituzioni dell' Or- 
dine li xx. Febiaro 1647. 

Furono Abbati Ciftercienfi Gafpare Gavaz- 
za, Cefare Frefcobaldi , Silvio Vei'covi, Carlo 
Signorili , Edmondo Pennelli , Antonio Li- 
banori , che ftampò la Ferrara d' Oro, ed 
altri Opufcoli rifguardanti V Iftoria della fua 
Religione, ed Vomini illuftrì. Alli predetti ag* 
g'unganfi Angelo Fanti, Steffano Aliprandi , 
che fece nella Bafilica Nonantolana il ce- 
lebre Maufoleo di Marmo , ove giace il Cor- 
po di San Silveftro, e di Sant' Adriano 
Pontefici , quelli de' Santi Martiri Genefio , 
e Teopompo, e delle Sante, Anferide, e Fo- 
fca Vergini. 

Morì in quefto Monaftero Bafilio Molina 
Spagnuolo Ciftercienfe , che fu Dottore, e 
Maeftro di Sacra Teologia nel noftro Colle- 
gio di Ferrara , come dalla Matricola fotto 
li io. Luglio 1595. 

Vi furono Mattia Sarrato da Confandoli , 
e Marco Malfari famofi Scrittori , e Minia- 
tori di Libri da Coro per il Canto, de' qua- 
li ne 



)( »")< 

li ne fa menzione nella Storia Settimiaaa l' 
Abbate Baccetti. 

Antonio Panizzati, Girolamo Fiorini, Gio- 
vanni Lardi, e Lodovico Ferracani , che ot- 
tenne per i fuoi Ciftercienfi nella Città di 
Ferrara la Chiefa di Sant* Antonio Abbate, 
detto Sant* Antonio Vecchio, già Monafterio 
dell Ordine di Sant' Antonio di Vienna , 
foppreffo da Sirio V. colf unir le rendite 
al Collegio di Montalto in Bologna 1' Ann© 
2586- 

Antonio Allegri Abbate , che fece nel mez- 
zo della Chiefa, tra i Sepolcri dell' Abbate 
Aitz , e degli Abbati di San Niccolo di Li- 
do, e di San Cipriano, il Sepolcro per fé, 
Fuoi fucceffori . Dario Faccioli Abbate , che 
principiò la fabbrica della prefente rimoder- 
nata Bafilica col difegno del Signor Giovan- 
ni Battifta Bofchini Architetto , e Cittadino 
Ferrarefe, e di Maflro Angelo Santini . Ella 
era colla foffitta di tavole in Volta dipinte 
d' azzurro con comparti quadrati di rofifo, in 
mezzo a' quali una Stella . Quefta peri* antichi- 
tà rovinofa, convenne -farla a volta, poi perfe- 
zionata, venne la Chiefa dall' odierno P- Ab- 
bate D. Pietro Muzzi , avendo dato qualcha 
fovvenzione di danaro il fu Cardinale Gior- 
gio Doria Abbate Commendatario. 

Il Ghioftro e Monaftero colla Torre del- 
le Campane furono dopo la ruina del gran 
terremoto rimedi, e rimodernati col dife- 
gno di Carlo Pafetti Architetto, e Cit- 
tadino Ferrarefe . Il Noviziato dalla parte 
meridionale della Bafilica fu rihòvato dal 
D 3 fuddetto 



)( 54 )( 

fuddetto Padre Abbate Faccìolì . 

Le Pitture più intigni, che in quefta Chie- 
fa fi trovavano erano ne* muri antica- 
mente dipinti, con un fondo di azzurro ol- 
tramarino , dalle rafure del quale ne' tratte- 
rò gli Operar;, che la imbiancarono, un gran 
valore . 

A' nofiri tempi dietro la Tavola, ed or- 
nato dell* Altare di San Sirio Papa, e M. 
alla finiftra su V ingreflb fu trovata nel mu- 
lo 1' immagine del medefimo S. Sirio Pa- 
pa , e M. veftito in Pontificale , e Trire- 
gno in capo fra i Santi Diaconi Martiri 
iuoi Compagni Feliciffimo , ed Agapito ; 
fopra v' era dipinto. 

Xiflus fec. Pori» Max. quem Decius Qties. 
cayit. damnavit . 

"Hic colìtur Divi numen venerabile Xyfìi 
liane pete fi fanum queeris balere caput 

Li quali verfi furono ancora rapportati fu 
Ip Tavola dipinta fourapofta a detta anti- 
crììffirrfa Pittura, che per efler di due colo- 
ri, conforme coftumava il famofo Melozzo 
da Forlì , di cui ne fcrivemmo alla Chiefa 
di San Gregorio, rammentando il Palazzo 
O li, viene ftimata di Marco degli Am« 
brofi Ferrarefe . 

La Tavola con gli Ornati antichi , eh' 
era porta fopra a quefta Pittura molto dan- 
egiata per la nuova fabbrica, fi vede colla Ri' 
furrezione del Salvatore, e San Sirio Papa, 
e Martire, dipinta da Camillo, fratello di Se- 

baftiano 



X ss )C 

baftiano Filippi Ferrarefe , benché creduta di 
Cefare, con varie piccole Iftorie della Devo- 
luzione del Santo , e mezza Figura dello 
{ietto . La gran Tavola ewi di Benvenuto da 
Garofalo coli* Adorazione de' Magi , ed it 
Santo Bartolommeo. La Aia. Decollazione, e 
Figura fcorticata feparata dagli Ornati della 
medefima , oggidì é nel Coretto d' Inverno, 
intorno F Immagine della Beata Vergine dì 
Annibale Caracci 1752,. dall' odierno Padre 
Abbate Muzzi riportavi. 

La fepoltura del Salvatore é di Sigifmon- 
do Scarsella , detto Mondino, padre di Scar- 
fellino . 

L' Annunziazione di Giovanni Francefco 
Surchi, detto Dielai . 

La Beata Vergine con San Bernardo di 
baffo rilievo in legno all' Altare a deSra è df 
Filippo Porri, come ancora il Compagno. 

Le Tele in Chiefa con i fatti de' Santi 
Roberto, e Bernardo Abbati Cifterdenfi, fo- 
no di Cefare Mezzogori Comacchiefe. 

Nella Sagreflìa molte Figure de' Santi del. 
Y Ordine dipinte furono dal Sig. Girolamo 
Gregorj Ferrarefe , 

Vicino al Refettorio le Nozze di Cana, e 
la Cena del Signore di Francefco Nàfelli , 
ed altre Pitture del fuddetto S gnor Gre- 
gorj. 

Nelle Stanze AbbaziaH la Natività del Si- 
gnore con altri Santi dell' Ordine di San 
Benedetto fono ^di Lodovico Mazzolini Pittor 
Ferrarefe. 

Vi fono li Ritratti del Monaco Severo, e 
D 4 del 



)( s* )( 

Ìel Molina , ed altri illuffri Abbati Cirter- 
c enfi , ficcome molti Santi , e Sante dell' 
O r dine dipinti dal Borfati , dallo Scatiellino, 
e ria alm ragguardevoli autori. 

Fra le Reliquie infigni , oltre la Tefta dì 
San Siflo Papa , e Martire portata a Ferra- 
ra dal Monartero di Piacenza dal mentova- 
to Abbate Pietro Aitz prima del 1500., come 
fi dille, dove in Piacenza con 1' intiero Cor- 
po V aveva collocato V Abbate Gandolfo V 
Anno 1185. li 6. d' Ottobre, al tempo, che 
Urbano III fedeva in Verona, e Teobaldo 
Vefcovo di Piacenza 1' aveva riporto nell' Ai- 
tar Maggiore. Ewi parte delia mano del San- 
to AponVo Bartolomeo, un' Offo dello rteffo ; 
alro di S. Quirino Martire e di Santa Mad- 
dalena . 

CAMPO DEL PERO. 

In querto Borgo vi è un luogo, o Te- 
nuta di Reni chiamato il Campo del Pero, 
Campus Pirri celebre nelle noflre Storie in 
tempo, che il Marchefe Francefco da Erte 
collegato con i Veneziani occupava Cartel 
Tedaldo dalla parte Superiore di Ferrara, a 
che le Genti di Papa Clemente V. con li 
Polentam di Ravenna , erano all' attedio 
della Città accampate, parte nel Borgo di 
fotto alla finirtra del Pò di Volano, e parte 
nel Campo del Pero, a defila di detto ra- 
mo , ed a finirtra di quello di Primaro , e 
d' Argenta fotto la Condotta del Legato Ap- 
portolico Arnaldo Pelagrua Cardinale di Bo- 
logna, per ifcacciare dalla Città il Marchefe 

Azza 



)( 57 )( 

Azzò, e fuoi parziali ufurpatori della" fteffa* 
Vfcito li 18- Gennaro i?otf. da Cartel Te- 
daldo il Marchefe Francefco con li Venezia» 
ni, e varcato il Pò, sfilando per il Borgo 
ài San Luca , e Folla Nuova ben taciturni, 
di nuovo ripagarono il ramo dello ftefTo Fiu- 
me, che va verfo Gaibana, e diedero ad- 
dotto alle genti Ecclefiaftiche, quali ac- 
campate erano nel Campo del Pero. In foc- 
corfo d' effe ufci fuori dalla Citta Bran- 
delifio de' Buonguadagni Capo de' dodeci Con- 
foli, ó Savi] , detto Giudice de' Savj con mol- 
ta gente in foccorfo degli affaliti , e benché 
portaflTe loro aiuto, pur reftò morto, appor- 
tandone i Suoi il Cadavere in Città , in tem- 
po , che morì il Mar. Azzo in Efte, reiiando 
involta la Città fra le mani di più Nazioni . 

BORGO DI SAN LUCA 

Dal Borgo di San Giorgio, e Contrada 
della Mifericordia parlato fui principio della 
fua divifione dal Volano , il Pò d' Argenta, 
e di Primaro per un piccol Ponte pia di 
legno, ora di pietra di ragione de' Sgnori 
Varani, fi entra nell' antico Polefine di Ma- 
rara, e fi trova immediatamente il Borgo 
di San Luca , che fi dilunga a deftra del 
Pò di Ferrara, fino al profpetto della For- 
tezza , avendo quafi dirimpetto al fummen- 
tov2to Ponte la Chiefa fua Parrocchiale fot- 
to il Titolo di quefto Santo Evangelica . 

Hanno Iafciato fcritto li noftri Ifìorici , che 
prima dell' Anno 709. il Pò avefìe il fuo 
retto corfo verfo Codrea, ne fi dirammafle 

alla 



)( 5« X 

alla punta di San Giorgio; ma che quefta 
folle fatta da Felice Arcivefcovo di Raven- 
na T Anno 709. fuddetto per far correre la 
piena dell' acque del gran fiume a deflra 
per la gran Padufa , che vicino a Ravenna 
refìringevafi per cagione degli impedimenti op- 
poni, dalli lidi, ed ifole marittime , dalla 
torbida delli fiumi originate , e che coperti 
dalla foprabbondanza di quelle acque impedif- 
fero co' loro fragni arenofi lo sbarco alla 
grand' Armata dell' lmpera r or Giufliniano co» 
mandata da Teodoro Patrizio, il qual non o- 
ftante Io fece prigioniero , e lo condufse in 
Coftantinopo'i , ove fu acciecato . L' Agnello 
Scrittore delle Vite degli Arcivescovi di quel- 
la Città, più vicino certamente a que' tem- 
pi , perchè del nono Secolo , che non fu- 
rono ne il Biondo, ne il Rolli, fcorta a tut- 
ti gli altri, non fa menzione veruna di que- 
llo taglio, che pure douria efler flato me- 
morabile; per !o che il chiariflìmo Murato- 
li giudica, che i varj rami, e rivi del Pò, 
fi facefìero da fé fletti naturalmente calcinan- 
do, e vagando per le lagune, e bofchi, ca- 
gionando comporli di radici di canne, ed al- 
tr' erbe condenfate con polveri portate da 
venti , che fanno un mafchio fopranatante , 
e con lingua di terra fcoperte dall' acque 
tra le lagune, che poi per la fopravenienza 
delle torbide portate da fiumi, condenfate in- 
terne, divengono ccntiniente, or fgorghi, or fla- 
gni , quefli uniti poi ed inalzati dal- 
le fue fleiTe torbide fecero col tratto del 
tempo il gran continente , che ora abbiamo , 

non 



3C 59 )C 

non effendo ancora a quei tempi arginato quefìo 
tal Fiume, indicandolo, ed il ramo detto Ca- 
nale vicino a San Bartolo, ed ii Pò vicino 
allora a Lagufcello, il Fiume Gaibana , la 
Fotta Ferrarola, /' Amnis Paduf* . Infatti leg- 
geri nell' Agnello fuddetto , che 1' Arcivef- 
covo Felice fu fatto prigione infìdiofamente , 
e con frode dal Cap. Greco, infiema con ì 
nobili Ravennati , li quali fuori della Città 
in verdeggianti prati avevano fieli i f uo i pa- 
diglioni , e fotto fpecie di cortefe invito, li 
fece condurre nelle fue Navi avanzate nelle 
foci del Pò -iufit paruri fediti a Juper -vendi f- 
fimum gramen. E più oltre in tali vero dolo 
funt omnes nobile s capti ibi et Felix Tonti f ex 
illius Urbis deceptus eft. Sicché non fovverfio- 
ni di Paefi per 1' acque, ma bensì per il 
fuoco cacciato in Ravenna dimoftra la guer- 
ra tra Greci, e Ravennati, onde fcrifle il 
dottiamo Muratori il taglio fuppofto non ef- 
iere fatto far da Felice per difenderli , e pre- 
munir la Città di Ravenna contro V attedio 
de Greci; ma o dall' accidente, o per ren- 
dere più forte la Città di Ferrara. II ramo 
del Pò, corrente verfo Gaibana fìumen Gai- 
tana?, corrottamente chiamavafi dalla Torre 
del Volgo attribuita a Galba , su la Padufa 
allorché contro Vitellio combatteva, ma rm 
contamente col Signor Uditor Patteri da me 
creduta, mercè i ruderi in etta trovati , porla 
ne fecoli batti al tempo delle fazioni . Ven- 

3!l P r <J li £ tt0 c ^ iamàt0 Pò d' Argenta 
dal Cartello di quetto nome, fotto di cui 
pattava congionto col Sandalo altro r arno de i 

Pò, 



)( *o X 

Pò, che da Codréa dividevafi , e correua do- 
po aver fatti altri rivi, e rami , come di- 
cemmo Scrivendo del Monaftero di San Gior- 
gio, e fcaricavafi nello fteffo Pò di Prima- 
ro , o d' Argenta a Confandoli , detto Caput 
Sandali, Pò di Primato dalla Foce prima , 
con cui entrava in Mare verfo Ravenna . 
Quefto dall' Agnello communemente con 
vocabolo Greco Eridano chiamavafi , e di cui 
dal Rodi dalla vicina Totre fabbricata da 
Ferrarefi di fotto San Giorgio, su la FofTa, 
che a traverfo della Padufa , conduceva a 
Bologna fu detto - fìumini alueum fiernentes , 
quod uulgo ad turrim foffa? appellatane ad hanc 
diem infiniti Dal Pò fi parlava a Bologna, 
a traverfo della Palude per una fo/ia detta 
FoflTa Nuova., su il confine della quale i 
B 'ognefi 1' Anno i ^43- v' edificarono la 
Fv rtezza , detta la Torre dell' Vccellino , qua! 
eia Papa Niccolò V. fu donata a Galeazzo 
TVIarefcotti Gentil vomo Bolognefe, conforme 
fcrive con Giovanni Garzoni , Fra Leandro 
Alberti pus,. 191 Ma la Torre della foffa 
di cui 1' Arioflo Cant. 4$. la Torre e della 
foffa , e di Gaibana era de' Ferrarefi a deftra 
del Pò fu la fua riva , e che ancor oggidì 
•vi fi trova con una Villa tanto antica , e 
Chiei'a Parrocchiale, col Titolo di San Piag- 
gio Yefcovo , e Mart're , di cui ne ricavo 
documento cerro fin del 1174; il di cui te- 
noie è il feguente. 

11 74. tempore Federici Imprìs. Menfe Ma- 
dij Indie. VII. Ferraris Vreflhsr Martinus de 
Sancfo Blaf.o de foffa nuova concede in en- 

flteufi 



X 61 X 

fiteufi a Deodato , e Veralda Fratello , e 
Sorella loro figlj , e nepoti , tutto Ciò, che 
pòlledeva - Leo filio olim Mar coaldo in Pclla- 
rolo in loco qui diciiur itibo ab uno lette- 
re , et uno capite pojjtdet Varelda . ab alio 
capite fojfa Ferrariola regit. di Vido Ferra- 
rien. not. Ed ecco, che fin da quello lecc- 
io fi chiamava ancor Folla Ferrarola , il 
ramo del Pò , che parimenti chiamava!! 
fiumen Gaibance , il qual fotto 1' antica 
Maria Polarola , che lo ftima dal Genti- 
lefmo dall' Idolo d' Apolline così chia- 
mata, come altrove ho fcritto, tra Gaiba- 
na , e Gabbanella feorreva verfo Argenta, 
detto il Pò d' Argenta; Pò di Primaro 
di prefente, come giova ripetere, e qua- 
fi perduto. Alla di lui riva finiftra di- 
rimpetto a Fofla Nuova di San Biaggio , 
oggidì detta Fofla Novina, eravi 1' altra 
Villa di Folla Nuova di San Marco Par- 
rocchiale , dal Vefcovo Landolfo con or- 
dine di Papa Innocenzo II. foggettata al- 
la Pieve di San Giorgio di la dal Pò , 
quando fu trafportata da quella la Cattedrar 
Vefcovile col Capitolo nella moderna Ba- 
filica di San Giorgio di Ferrara Trafpa- 
dana . 

La qual Chiefa di San Marco fu di 
collazione del noftro Capitolo , vedendoli 
nell' Archivio de' Monaci Olivetani dell' 
infigne Badia di San Giorgio il procedo , 
e fentenza del Vefcovo Grillo data ad 
un Prete V Anno 1149. per rogito di 
Angelberto Notaro Ferrarefe li 22. Febraro. 

In 



Iti Civitate Ferrari* in Ecclefia Sancì* Ma- 
ri* in Domo - leggendoti , che i teftimonj 
deponevano fa ti a translatione Fpifcopatus vi- 
dimiti , et audroimus Epifcopum L. prcedpere 
fbro. Lamentio Fojff* Nov* , ut obedirst Ec- 
clefi* Sancii Georgi] , et <A>cbipbro. Donodeì 
et 'vidimiti obedire ; Quella è ForTa Nuo- 
va di San Marco perchè quel Prete Lo- 
renzo vien in detto procefio dimostrato 
JLaurentium Sancii Marci Fojj* Nov* pbrum 
ad Ecclefiam bandi Georgi] in qua &c. 

Quella Torre chiamali della Pontanara , 
ed ivi vicino qualche miglio vi edificò 
il Vefcovo Federico di Ferrara 1' Anno 
1190. la Chiei'a, e Villa di S^n Marti- 
no de Villa Sancii Martini noviter confimela 
frope Pontonarìam , come dal Cattaitro B. ibi. 
5 dell* Archivio Arcivefcovale lì vede per 
rogito di Bonavita Not- di Ferrara ; da 
ciò ricavai! quanto più antiche forièro le 
Parrocchie di Fofifa Nuova della Pieve di 
San Martino , divenuta di poi la loro 
Matrice, il che avvenne poco prima , che 
ltainpafle il fuo Compendio ifterico il Ca- 
nonico Marc' Antonio Guarini. 

Era allora tutto quefto gran Territorio 
valiivo, e col nome di Valli di Trenta, 
di Brognolo, d' Antignofa, di Campalto , 
Lama di Brille, Grazaleto , di Grotario , 
di Cornilo , o Corniolo, del Dolio, di Pcn- 
tonara tra il Rotolo , ed il Canale dì 
Codognola, fino alle confine del Contado 
di Bologna di ragione del Vescovado di 
Feri ara, godute dà Sahnguerra de' Torel- 



)( *1 X 

li , e dalli Ramberti , delle quali ne furono 
fpoffeflati per decadenza dal feudo , ed altro 
titolo, con cui lo pciledevano , a cagione 
della fellonìa contro la Sede Appoftolica per 
fentenza dell' eletto Filippo di Ferrai a, con- 
firmata dalla Santa Sede, e di poi dal Vef- 
covo Federico Fra Guido ; ed ultimamente 
dal Vefcovo Giudcne 1' Anno 1332. ind. 15. 
27. Ap. In Ferrara nella Capelladel Palazzo Ves- 
covile furono inveititi li Marchefi Efìenfi Rinal- 
do, Obizzo, e Niccolò qm Aldrov andino, ed il 
giorno 28. feguente , il Marchefe Bertoldo 
del qm Francefco Eftenfe per rogito di Vin- 
cenzo Spiapaffi Notaro , e Maio pure No- 
taro ; nei quali rogiti vengono notati nel Catt. 
B; fol. 14. dell' Arciveiccvado tutti i fondi 
e Valli già pofledute da Salinguerra, e fuoi 
parziali, fra quali beni vien descritta una De- 
cima di là dai Pò cosi confinata. 

Item totius decima de Ultra Pado, cuius Xm<£ 
hi) sani confines ab uno latere flurnen perotifiue 
pé/ocfus ab uno capite forcha , fine fovea qu<£ 
dicitur Capiforca . Rinovata poi in peribna 
del Marchefe Alberto figlio d' Obizzo li 22. 
Giugno 1393. Ind. prima, dal Vefcovo Nic- 
colò Ruberti per rogito di Giuliano Gualen- 
ghi Notaro in virtù della nuova Bolla di 
Bonifazio Papa IX- 

Concorro col fentimento di molti , che tal 
denominazione di FofTa fu le confine fofie , 
perchè la gelosìa di Stato trovando gente ar- 
mata all' atto di far qualche tentativo d' 
usurpazione de' confini, o per acque , od al- 
tro fenza veiun proceiTo , ivi la faceffe tof- 

fto im- 



)( *4 X 

flo impiccare tenendo fempre le Forche pian- 
ta'e, perciò detta Fotta dicevafi Capi forca . 
Quefto gran continente di terreno, e lacu- 
ne era in proprietà della Chiefa di Fer- 
rara, in virtù non folo della Vitaliana, che 
per le Bolle d' altri fornirli Pontefici; laon- 
de, come di luoghi di poco, o deb:l fruttato, 
ne invertirono chi potefìe con la ìua ricchez- 
za metterli in bonificazione, così non folo 
il Marchefe Alberto fu.dde.tc , ma molte al- 
tre nobili Famiglie , fra le quali la Lamber- 
tina nobile Bolognefe, nella perfona di Ram- 
berto nominato Gozio, il quale eflèndo po- 
tente, e valorofo, come quello, che ivi vi- 
cino poiTedeva, e poteva porgere fjcuro aiu- 
to ai Pellegrini , ed altri Viandanti contro 
de' Ladroni , e Malviventi imbofeati nelle 
fratte, fpini , bofeaglie, e paludi, dalle quali 
la Chiefa di Ferrara non riceveva verun u- 
tile, dove per lo più fi commettevano rubbarìe 
ed omicidj, il Vefcovo federico di Ferrara , 
concelle ad eflb Gozio, o Ramberto il Dofìo 
della Pontonaria confinante con la Valle, il 
Dorfo , il Gorgo de' Vicedomini, venendo ver- 
fo la Torre di Pontonaria, a livello per ven- 
tinove Anni da rinovaifì, e ciò l 5 Anno 
1291. li 4. Novembre , pagando ogn' Anno 
una libra di Cera il giorno di San Gior- 
gio, e tre libre il giorno della rinevazione, 
come per rogito di Bonaventura Not- appa- 
rile dal Catt. A. fol. 18. dell' Archivio 
Arcivefcovale rifervandofi il detto Vefcovo il 
pafcolo per le fu e befìie, e quelle de' fuoi 

Vòmini 



)( *5 X 

Vòmini della Villa dì San Martino j ed ili 
Vulp^no; Quindi é, che nel Privilegio di 
Clemente Ili- dato al Vefcovo Steffano di 
Ferrara 1' Anno 1189. e confermato in 
fpecificà forma da Nicola V; nel 1447; 
al Vefcovo Fraiicefco Legnamini, vene ef- 
preiTo Camp Ulti dicium Dojfum Pontanariam curri 
iota Vahada [ibi portinerie \ 

Le Portellioni oltre i Diretti, che ave- 
vi il Vefcovo ih quefto Territorio, e Val- 
li erano una detta da San Martino , 1* 
altra la Crofafa; la terza Codegrtola , la 
quarta i Bofchi con le Decime , e perti- 
nenze loro dal Card, di Santa Sufanna 
Giovanni Borgia Arcivefcovo di Monte* 
Reale , Vefcovo di Ferrara , cambiate col 
Duca Ercole 1. V Aano 150Ì. li ±4. Ot«. 
tobre per rogito di Antonio Francefco Ro- 
magnoli Notaro di Ferrara , colle Portef- 
tìoni del Barco alla Boara libere, immu- 
ni , efenti , che mai furono confegnate , 
mi bensì godute promifcuamenre cori gli 
altri effetti della Ducal Carniera, come in- 
corporate ne' Bani della Cafa Eftenfe , per 
éifer flati fucceiiìwamerite tre Vefcovi dì 
Ferrara dì tal Cafato ,* fin che dopo lai 
Devoluzione dello Stato V Arino 1610. 15. À- 
pr?le per rogito di Giacopo Dairiefi , e Sii— 
t'eftro Làmp'e'rlni N f otari in folidum ,• dopò 
contrariato, féguì tra il Dùca Ce fa ré di 
Modena, ed il Vefcovo Giovanni Fontana' 
la Transazione , rilafciando,- e corifegntrido 
al Vefcovo di Ferrara li Beni di Ró ^ 
U Zocca 1 Fotta d' Albero, e la Guàrdia 4 
È il 



X €6 )( 

il Pa'azzo di Contrapó con le pofle filoni in 
detta Villa, altre tre poflèflìoni in Voghen- 
za , un piccol ufo di lei J're in luogo del- 
le Decime della Dumant'na , con riferva 
delle rag'oni fopra le a'tre Decime, e No- 
vali del Barco , e della Chiefa di Brcndolo, 
eflendo Hata da' Coftabili per li Novali del- 
la Santa Martina, data enfìteufi fopra i lo- 
ro Beni , e tenute d' Albarea, e Viconovo, 
con difpenfa di Papa Caliiìo III. V Anno 
3455. concetta ai nobili Paolo , e Rinaldo 
de' Coftabili , che volevano bonificare la San 
Martina dalla Torre dei Fi.-ndo , fino la Tor- 
re della Fotta, andando verfo Bologna , tra 
le fue confini, ed il Pò, efeguita I' Anno 
J547. primo Febbraro , per rogito di Giovanni 
Batti fia Saracco, ettendo pagate al Veicovo 
Fontana feicento libre di Ferrara alla Tran- 
fazione col Duca Cefsre di Modena. 

Su la gronda del Pò , tra li Prati dal 
Vefcovo , affittati alli Beccari della Città , 
che erano di lua ragione, come dallo Sta- 
tuto antico regifìraro rei Catt. M. dell' Ar- 
civescovato di Ferrara rr quod Beccavi] Civitatìs 
Ferrartc? teneaniur Jolvere Drio Epofcopo XXV. 
fot. Tenetos grojforum prò pajcuis de ultra 
Pado - Kimaneva una lingm di terra , dove 
il Marella fcrive vi follerò Giardini, e Pa- 
1? zzi da diporto, che noi crediamo fodero 
Fornaci, e Cafe da Pefcatori , come vedre- 
mo abbatto. 

Certo é . che su le rive del Pò, dove ora è il 
Boigo di San Luca, fi facevano due fiere 
all' Anno, o Mercati, una principiava la 

. Dome- 



)( 61 )( 

Domenica delle Palme, e I' altra per il §• 
Martino, che per quindici giorni duravano 
con gran concorfo de' Foraftieri , tantoché 
da quefie Fiere, vogliano che Ferrara fortif- 
fe il nome dalle Ferie Nundinum , onde alla 
riva del Pò tra la Città, e Borghi fi con- 
tavano le centenaia di Navigli di vàrie Na- 
zioni. Tanto di qua, come di là dal Pò 
erano dipartiti i luoghi per quella Fiera, ììc- 
chè di là nel Borgo, oggidì di San Luca?, 
diceva!! il Prato del Comune; e di qua, 
nel Borgo di Ojiacchio , ò Mafia Populare 
Campo Mercato, perchè quindi, e quinci * 
Negozianti fi distribuivano , fecondo la varie- 
tà deile merci, ed animali* che contrattava- 
no in Campo Mercato. Aveva quivi il nof- 
tro Capitolo alcuni Magazzini , che c hiufì fi 
àddimandavano ; ed uno ne comprarono da 
Rainiero Scornayacca , Bauvid , e Storta 
Fratelli fìglj di Giovanni di Retràda 1' An- 
no noi. 14. Maggio Indizion quarta in Fer- 
rara al tempo d' Innocenzo Papa , niuno im- 
f srado in Italia, così efprefio detto contratto, 
per rogito d' Alberto del facro Palazzo , è 
di Ferrara Not, del qm Nàtale Notare. 

Damus , et vendimus vòbis prdefentibus Dnó 
Mainardo Maiorìs Canonica Prapofito acciaien- 
ti in vice pfat£ Canoniche unfa. Fratrilus , 
et fuccejforibus rem [ci licei nojìtcs proprietatis 
ine/i claufuram ùndm pojìtam in Valle Mer- 
cati ab ambobus lateribus proedibla Canonica .- 
uno capite beeredes de Ruba Zucha , ab a* 
Ho via publica fercurrente cum introita . 

Quindi aon mi maraviglio fé nel Con- 3 ' 
E % vento 



X ez )( 

gerito di Santo Spirito fi trovilo I' Arme 
c el Capitolo in marmo di varie (orti, poi- 
t hè fatto dei ruderi di quello Borgo diftrut- 
yo , come altrove fi dilTe, dal Duca Alfonfo 

; ch3 gli diede il fito , dove fono i Mi- 
nori Oflervanti , con Chiefa, e Convento o- 
dierno di Santo Spirito. Durò quella gran 
Fiera fin che dalia Santa Sede ricuperata 
la Città dalie mani di Salinguerra coir aiu- 
to de Veneziani, ottennero ellì, che più né 
in queiio, ne neir altro Borgo fi faceflero 
queite fiere , concedendo però a' Ferrarefi di 
poter eflraere da Venezia per ufo loro qua- 
lunque forta di mercanzia, fenza pagar ve- 
run dazio, o gabella, come tuttavia ofTervafi; 
cosi dice il Guarino, cert' e, che dalli Pro- 
ceri! di Clemente V. coli* abluzione de' 
Veneti, elfi promettono di mantener le buo- 
ne antiche ufanze, e concordi, che aveva- 
no i Ferrarefi in Venez'a farti, quali ora non 
fono in olfervanza , efigendofi rigorofo da- 
zio reciprocato, per le merci. 

Quefto Borgo, detto di S. Luca di là da! 
Pò, certamente era novifTìmo nel Secolo XII; 
poiché v* è uà documento del J195. iìipolat» 
d' Agofto , nel quale in Ferrara Peregrino da 
Calvello condecorato col Titolo di dns, allora 
di grand' onore, inveflì Arlotto Macellatore. 
ad ufum Civitatis Ferrarla: de feùa una ter' 
ree fofita ab Ma rifa , fromittendo per fé , e P 
fuoi baredes quoi nunquam, faciet fornacem in 
fradicia terra, come per rogito di Lanfranco 
Notaro, da cui fi argomenta, che effendo 

dirimpetto 






dirimpetto afla Città ah Ma ripa padi, ne fa* 
cenci.; menzione del Borgo , o Conerai^ di S. 
Luca, che a' quei tempi ancor non vi foflg/ 
v' era bersi la Ch'eia di Sant' Ambrogio , 
con Cruoltro fio--- a.;; icj8 in Clau/lro SaH- 
Si Ambroyj ds Ferrara rogito di Dome- 

nico Not. ed era verCo la riva -.'eira dei Pò, 
a cui dava il nome, In profpéttp a?!a /Città, 
dimoftrandolo 1' antico Statuto già np-ts.-i-uo, 
allorché feriremmo della fiuizione delle Pef» 
carie Veccrre , v^'ein > a Caftel Nuovo, e 
Satì Lorenzo; ne faià incongruo ripeterne il 
Decreto . 

Qjtod Pifcatorcs , qui fu ti a latere Sancii 
<Am'roJìj ducant pifees ad zundendum quos Ca- 
pitini - Stat. quod ~Pifca:orcs , qui funt a latere 
Sancii Jlmhrojìj ducant pi] cs quos capi uni ab 
ifia parte padi in iliis quarterijs in diretlum 
uerfus quos morantur. Era adunque dirimpetto 
alla Città la Chiefa di Sant' Ambrogio, di 
cui molti antichi monumenti ?bb : amo vedu- 
ti nelle Scritture del Monifìero di S-m Staf- 
fano di Bologna , fra le quali una del iao<>. 
7. Marzo, come 'n Ferrara un tal Bàzellerio 
in nome della Chiefa di Sant' ^rrotogio a- 
cquifta da Gerardo , Zita , e Burgeta coli' 
arTenfo , e permeilo di Ubertino, e Ferrari- 
no loro Mariti , una Vigna in Caprarà nel 
luogo Sala, ed altri terreni in Licgaza, e 
Montirone per il prezzo di tredici Hre di 
denari Ferrarefi , e quarantacinque foldi , e 
mezzo imperiali, per rogito di Annibale Nor. 
del Sacro Palazzo , e di Ferrara . 

Quena Chiefa aveva Ptete, e nelf An* 
E $ no 



)( 70 )( 

ao JÌ14. L' ottavo giorno ufcendo Febbraio 
trovo, che Prejbiter Iobannes Fcclefice Sancii 1 
jlmbros'] de Ferrarla, concede, e rinoma in 
Enfiteufi a Cittadina figlia del già Ubaldo 
Tintore, una pezza di terra in Porìvfuro 
pagando un Veronefe ogni Mi fé di Marzo 
e rinovando ogni vent'nove Anni V Iftveftì- 
tura col pagare trenfadae Imperiali alia Ri- 
novazione JHÌum Ferraris fuper ripa Padi iu- 
xta Ecclefiam Sancii Jtmhrojìj , per rogito di 
Orobono Notaro Imperiale. 

Da quefta parte vi ha la Fabbrica della 
noftra Cattedrale un pezzo di terra diretta* 
rio, dove anticamente v' erano Je fue For- 
naci da Calce, e da cuocere pietre, allorché 
fi fabbricava il Campanile, il gran Coro, a- 
vendone la condotta Lodovico Nafello , 
che quelli materiali faceva traghettale di qua 
dal Pò per diverfi Nocchieri , tra quali no- 
minali un tal Prete Pigozzo, come da Li- 
bri della Fabbrica, e fue fpefe . 

Era quarto Borgo comprefo fra Contrade 
della Città, benché dal Pò feparato, come 
dal feguente eftimo regiftrato nelP Archivio 
A r civefcovale , 

Vaium fr\mum quarterium Urbis iniìtulat. V : 
et habet Jub se Contracìam 5 Jìpolinaris , Con- 
racìam S. Marine de Vaio, Contracìam S. <An- 
idre ce , et S. Vitali > , Contracìam S. Tbom.-e 
Contracìam Plopje, Contracìam Policini S. ^Anto- 
nij , tontracJatn S. Luce. 

Il Vescovo Guido Baifio dal 1357- Catt. 
B. fol. 100. nominando quefìa Conrrada, dice 
tt iatere S. Icuca , ed erano ia quefta le 

Chi e- 



)( li X 

Chiefe di Santa Maria Maddalena , detta 
de Ultra Vado , [o Spedale di Santa Maria 
Maggiore, e la Chiefa di San Luca. 

Che quefta fotte edificata V Anno 4*1. 
da Accarmo Elìenfe, e confecrata dal Vef- 
covo Landolfo 1' Anno jj$ì$. lo rapporta 
un Intenzione porta in detta Chiefa dall' 
Abbate Giuseppe Marfìgli , che ne fu Ret- 
tore di effa , e morì poi Canonico della 
noftra Cattedrale. E' Y efiftenza in dubbio; pro- 
babile la Confegrazione . Rapporta M. A Gua- 
rini, tanto nel Compendio Iftonco delle Chie- 
fe, e luoghi Pij di Ferrara lib, 6. p. 471; 
che nella Vita del Vefcovo Landolfo o TeCK 
dolfo . qualmente al tempo di quafto Vefcovo 
venne dal fiume Pò trafportato a quelle no- 
flre rive un Crifto Salvatore di tutto rilie- 
vo, pili della ftatura naturale, corrètto in 
Croce, al quale, benché molti con navi , e 
battelli vi accorreTsero per levarlo dalle acque, 
a veruno fu permetto ; ne ebbe la forte fé 
non che un Vomo dell' onorata Famiglia 
de' Finotti , che prefolo , il portò in queita 
Chiefa , rifatta al tempo del menti ata 
Autore; riferendo la memoria di una inscri- 
zione perduta , rinovata poi al tempo dell' 
Abbate Marfìgli , quando fatto primo Retto- 
la perpetuo l* Anno 1679. ne rinovò la Cap- 
pella, il tenor della quale ha trafcritto il 
Baruffaldi nell' Iflorie di Ferrara Lib- V. 
P a £> z 79- Altra Infcrizione fatta in verfi Ita* 
liani del 123:4. che contiene un' Atto d' A- 
mor di Dio, e la traduzione dell' Antifona 
fife reminijcaris , tolta dal Cap. 3. del Libro 
E 4 & 



X 7* )( 

di Tobia, e de' quali verfì antichi Italiani 
feneta menzione n AV IntrocHz one della Rac- 
colta delle Rime de' Poeti Ferrarefi antichi, 
e moderni. 

Che folle quella Parrocchiale delle ragioni 
della Canonica avanti, poi del Morafter^ di 
San Giorgio di là dal Pò, non abbiamo al- 
tra notizia, fé non fé quella, che lafcsq 
fcritta lo rteflTo M. A. Guarini per rogito 
di Giovanni Lotti li io. Novembre i$66. Lq 
conferma la Vinta del B.ato G ovanni da 
Toilignano li 8« Setembre i4gj. fervendo 
JMattino Schivetti Not. Tuo Cancelliere S. 
Lucam collata ab Ecclefia S. Georgi j ultra , 
et Unum .Anton'ium Recìorem j di poi e/Tendo 
Rettore Bonifazio Galiberri all' iftanze del 
Duca Ercole 1. 1* Anno 1504. fu da Papa 
Gulio il approvata la Ceflìone del detto 
Rettore, e la Donazione fatta dal Monafxe- 
10 d' San Giorgio al Priore, e Convento 
de' Canonici del Saldatore di Santa Maria 
del Vado in Ferrara di detta Pa;roc? 
chiale , coli' obbligo , che un Canonico di 
detta S^nta Maria in Vado JLd ipfum Mu- 
nafìerium Sancii Georgi) prò accipiendis a'-jua Ba- 
ptifmatrs, et Sacramenti s in dici a Ecclefia mini- 
ftrandis fub pcena centum lìbrarum ceree albee- 
Sacrici* ipfius Monafierij Sancii Georgi) applican- 
do mittere , dicl^eq. Sacri/lice unum aurttm bo- 
ni , et in/li ponderis nomine Cenfus prò di'eia 
Ecclefia perfolvcre teneatur fir\gulis annis in die 
Sabbati Maio.ris Hebdomaije ; riiervandofi in ol- 
tJe detti Monaci il gius di cantarvi la Mef- 
fa nella Fella di San Luca,, come per rog. 

di 



x n X 

eli Paolo Gafpzre dalle Anguille Not, fptt© 
il di primo Maggio «504. lì vede, e chi 
tuttavia s offerva. 

E poi in moita venera7<one 11 fuddettp 
Crocefilfo , malli me i Venerdì di Quarefirna , 
correndo tra il Volgo la fama, che fia una 
di quelle Immagini feci p' te dì San Luca , 
oppure da. un antico Scultore «ài ianta vita 
per nome luca . 

La Chiefa rifarcita, e riedificata con quat- 
tro Cappelle» due per Iato, ha una maefte»* 
fa Tribuna ideata, ed efe-guita dall' odier- 
no Rettore il Reverendo Signor Don Luca 
Bonetti, in fondo alla quale 1' Anno feorfit 
1769. nel giorno di San Maurelio 7. Mag- 
gio, vi trafportq in fito elevato, ed ornata 
la Sacra Irrimagine del CrocefifTo ; e collocò 
la Tela con San Luca , che dipinge la Bea- 
ta Vergine in una Tavola, Opera del già 
fuo Rettore Marfigli, iìatq nel difegno Scola- 
re di Giacopo Paroljnj , Cittadino Ferrarefe, 
Celebre Pittore, nella Cappella a delira, do- 
ve già era il CrocefifTo Dirimpetto il Sai» 
vatore Coronato di Spine è Opera del Na- 
. felli, copiata dal Carazzi, Sant* Antonio di 
Padova dell' Abbate Marfigli ; La Soffitta del 
Signor Antonio Gavirati; e nel Coro i fìuc- 
chi , e Pitture del Signor Pietro Turchi . 

Vi è un Immagine di Maria Vergine di 
terra cotta col Bambino colorita ti dell' antica 
Scuola dei Lombardi , 

Alle efortgzioni , e premure del fuddetto 
Signor Rettpr Bonetti fi è incominciato da 
quefta Chiefa un ben lungo Perticato , o, 

Via 



X 74 K 

Via coperta ad arcate di pietre v che dourà 
eftenderfi fino a! Ponte di San Pao!o cog 
buona maeftrìa, quali terminati farà ino com- 
moda Strada alli divoti Fedeli per aniar all' 
vifita di quella Santa Immagine , 

Ne* fecoli a noi più vicini, ed al tempo 
delli noftri Avi era quefto Bor^o sdorio dì 
varie fabbriche facre ; anzi che trovo dall' E- 
(timo , ed adequazioni del Clero fatte 1' An- 
no 1410. primo Novembre al tempo del Mar- 
chefe N;cioló III. efìfendo Giudice de S.avj 
Niccolò Perondoli , che in quefto Borgo v' 
erano le infraferitre Chìe f e . 

Ecole fi a Sancire Mance Magdalence de ul- 
tra. Pado . 

Eccle/ia Santi* Mari* Maioris de ultra 
Pado . 

Ecdejìa Sancii Lue* de ultra Pado . 

L' Ofpitale di Santa Maria era irato infti- 
t;uito per legato fatto I' Anno 12,08. dal 
Marchefe Azzo Ertenfe detto il X. che per 
Decreto del Duca Borfo dato in Safluolo li 
zi. Maggio 1462. fu unito allo Spedai Mag- 
giore di Sant' Anna . 

Dopo il fuddetto Eftimo fu inftituita in 
detta Chiefa di San Luca, la Confraternità 
dì Santa Maria con facco bianco, che ave- 
va proprio Oratorio fotto il titolo parimenti 
di Santa Maria , fondato , e dotato da Gu- 
glielmo degl' Aldrovandi da Crefpino , ceden- 
done la proprietà , e confegnandolo nelle ma- 
is i proprie di Maeftro Niccolò da Perugia 
Generale dell' Ordine de' Servi Culla permif- 
non.e del B^ato Giovanni da ToiTignano Vef- 

covo 



)(75 .)( 

covo di Ferrara , predandovi V aftenfo Pa- 
pa Eugen.o IV. V Anno 1439. come, dalli 
rogiti di Libanor da Corlo, e Lodovico E- 
miliani Nbtari . 

V" era la Chiefa di Santa Maria Madda- 
lena delle ragioni del Capitolo, come dalle 
Bolle di Gregorio Vili. 11 89 Innocenzo III^ 
.1198. Aleflfandro IV. 1*54. ceduta poi alla 
Famiglia Zerbinari , che la dotò per rogito 
di Luca Cagnazzi Notaro li 4. Ottobre 1585. 
Vi era ancora il gran Convento , e Chie- 
fa di San Maurelio delli Cappuccini fonda- 
to già fotto il Titolo dell' Afcenfione di 
Noftro Signore 1' Anno 1585. in un gran 
Palagio , e terreno , loro donato da D. Fran- 
eefco d' Erte , Marchefe di Mafia Lombar- 
da , e Donna Marfifa fua figlia , quali di- 
rimpetto la Porta della Citta, oggidì detta 
di San Paolo dall' altro lato del Pò , aven- 
dovi pofta la pietra angolare benedetta il 
Vefcovo di ferrara Paolo Leoni il primo 
Dicembre 1587- coli' ifcrizione riportata dal 
Guarini , qual Vefcovo il di 7. Maggio 1589 
la benedì , dedicandola fotto il titolo di S, 
Maurelio Vefcovo di Ferrara, e Mart. Com- 
protettore di quefla Città , facendoli per tal 
folenne funzione un gran Ponte su la bar- 
che, fu il qua'e varcavafi il Pò, per dar comodo 
a' Cittadini d' accorrere a tal folennità per 
1' acquifta delle Indulgenze. Piantandoli poi 
da' Mini Uri di Santa Chiefa la prefente For- 
tezza , che più di cento palli di là dal Pò 
dilungavafi , colf unirvi le Fortificazioni prin- 
cipiate dal Duca Alfonfo li. ed ultimo di 

Ferrara 



)( 7* )C 

Ferrara, fu duopo non Colo demolire tutto 
il Borgo, e- Chiefa Parrocchiale di S- Gia- 
copo, ma ancora quefto Convento, e Chiefa 
de' Cappuccini con le altre di Copra mento- 
vate, divertendo 1' alveo del Pò, che (cor- 
reva, dove è 1' Orto detto della Grotta in 
Città, qual faceva Fotta alla vicina Mura 
antica con Torri , che guardavano la C t a , 
molte delle quali erano fiate da' Principi a 
particolari Cittadini donate. 

Di Una con Torrazzo , che avevano li 
miei Antenati nel ! a Contrà della Rotta, de- 
molita per far la Spianata alla Fortezza fud- 
detta, colle Mura vecchie , la trovo così de- 
scritta per li rogiti di Pietro Maria dall' 
Anguille Not. fratello del CaufiJico Mirca- 
bruno, e Filippo di Giacopo de' Sivieri , fat- 
to il dj **♦ Marzo 1529. in una Div.fione 
tra li fratelli Lodovico, e Luca de' Scala- 
brini dell' Eredita di Aenftino altro loro Fra- 
tello, tutti figli quondam Dni jln'enoris de 
Scalabrinis Civis Ferrari* de qtu Sancii Gu- 
lielmi . 

Item la Cafa dieta da li proli co [ne perti- 
nente pofìa in Ferrara in la Contrà della Rot- 
ta con lo fuo torazzo direto le mure della 
terra deputato per Stalla della dita Cafa apjfo 
da tutti dui capi di dita Cafa le vie pu~ 
lltche , da un lato li beredi de Maftro Zoan. 
li e ^Andrea detto Gajparino fìrazarolo , e t da 
1" altro lato , . . , . d ptìc , et comuna 
e " ima d'Eia Cafz , ed le dito Torrazzo da cor- 
do Scudi 400. Moneta. 

Ma di tutto quello ne accennammo nella 

Defcrizie» 



)( 77 X 

Detrazione della preferite Fortezza, bacan- 
do Colo if dire , che dove efìendévàG il 
Borgo , interrito il vario Alveo del Pò 
dalle torbide riceuure dai Reno Bolognefe 
in pochifllmo tempo , per dar ricetto alle 
acque fuperiori, che per il Canalino di 
Cento venivano chiare, e limpide dalli Fon- 
tanazzi fotto Forte Urbano; fgorgavano ivi 
dalia terra, come vogliono per -un impel- 
lente fotterrarìeo , che parla fotto la Cit- 
ta di Modona, venendo dalle Vifcere dèli* 
Alpi , qual condotto oggidì detto il Poa- 
tello , fu i (cavato a forza di braccia d* 
Vomini F Anno 1604. in cui altre acque 
del Bologneie , come la Samoggia , vi ft 
fono con le loro torbide introdotte, e con- 
venne arginarlo verfo la San Martina 1' 
Anno 1670. per parlare alla quale, e<f af 
Borgo di San Luca vi fu cofìruito un 
Ponte di legno dirimpetto alla Porrà dì 
San Paolo fopra forti pilaftri dr Pietra, 
e pili in su quali nel luogo , dove era 
F atterrato Convento de' Cappuccini vi fu 
fatto uno Stramazzo d' acque V Anno 1674 
per un Follo da Lana , arte rinovata da 
Luca Damino, ma incendiateli le fabbri- 
che F Anno 1705-. vi furono di poi fab- 
bricati alcuni Molini F' Anna 1708. allor- 
ché veniva angufliato lo Scato dalle Ar- 
mi Germane;- laonde fu vopo^ mettere quello 
fito per fortificazione auanzata con la vici- 
ma Chiefa di San a Niccolò de' Parerti , cin- 
gendolo con folle y argini, e fleccati, o fia- 
ae» palizzate ,, che attaccato da' Tedefch* 



)( 7» )C 

per una gran Neve, mentre dalla parte te£ 
tentrionale per 1' altiflìmo giaccio , tentavano 
dar la (calata , la notte aeili 14. Gennaro 
1709- dopo forte refiftenza, fu di nuovo in- 
cendiato colla morre del Gap. Riviera , e 
molti de' fuoi faldati, eh* lo difendevano, 
lanciandovi la vita moltifiimi degli Aflalitori 
Tedefchi, parte ucc fi deli.i brauura delli di- 
fenfori, e parte da le Cannonate della For* 
tezza , che roverfeiarono affatto la fabbrica , 
riftorata di poi nel modo , che di prefente 
fi vede . 

SAN NICCOLO' DE' PARONt 

La vicina Chiefa dell' Arte de' Paro* 
ni di Nave, e Nocchieri è dedicata a San 
Niccolò ,* d' effa ritrovo negli Atti di Bene- 
detto Travaglini Ndrt. e Cancelliere Epifco* 
pale, fotto il di $. Agofto jtió. la fe- 
guente giuridica iftanza. 

Jlnno 1616. Ind. XlV. die %. Augujii 1. 
hora. Pro Hominibus et JLrte Nauta-rum Civit. 
Ferraris Comparverunt D.D. Maarelius Fai' 
garitus , et Cejdr de' UrctHefis uii Maffa^ij Jlr- 
iis preedicl t et fhfièìe/Hnt fibi ipfis impartir i li- 
centiam tcedifiùàtidl eorurt Ecclifiam extra m.tnia. 
Civit. FtXrrari* in loco ubi diùìtur fuori di Porta 
Paola in loco eorundem honinum , et artis prcedi- 
ftae ajfignat . >A tema vero inveterata confuetudine, 
qua ufi fuerunt ditti homi cs , et prced. cura dote 
eìd. deftinata ab ipfis honinibus artis prcediclce in 
ratione Jolld. 20. prò quoiibet nauta ./iugulo anno 
prò celebrandis Mijjis , ac alijs divwis in diefà 

Ecclefi* 



)( 75> X 

Fede fa ut patri ex decretis aytis fredì&a miìA 
Not. exbìbitis, nsc non et libros Mafjariorum , qui 
retroaciis temporibus exìgerunt dotem fupra recen* 
fiiam a didis bomìnibus ariii pra diete? cum expref* 
fa propri et aie prò ut omnia, et prout ita omni&* 

E' fiata amphata, ed adornata queita Chiefa 
fotto il titolo di San Niccolò Vefcovo di Mira, 
detto da Bai i , dove dipinfero la Soffitta Cari© 
Borfatti, ed il Mezzogori . 

Su la Facciata vi fono tre Statuette di Mar- 
mo col Santo loro Protettore Niccolò, e la B- 
Vergine da un lato , coli' Angelo Gabriele 
Nunziatore dall' altro, di Scalpello Veronefe . 

Ali' Altare vi è una Tela colla Beata Ver- 
gine,, Santo Titolare, Sititi Protettori della 
Città , ed altri, dipinta dal Signor Frarcefco 
Pellegrini ; 

Neil' antico Borgo di San Giacomo di là dal 
Pò , andava unito il Borgo di San Luca pu- 
re di là dal Pò, come fi vede dal Libro 
delle Determinazioni del Comune - S. Luces- 
si Sancii lacoli ultra Padnm , e fecondo V an- 
tica divifione de' Quartieri della Città tro- 
vati quffìo Borgo, e fua Contrada compre- 
fo rei Quartiere di Caftel Tedaldo, o Te< 
aldo , come fi vede dall' Archivio Arci- 
ve r covale nel Codice in pergamena dell' 
Éflimo j 448. prima, che fofle "fatta V Ad- 
dizione* Erculea, così deferitto. 

Quarterium Tedaldi habet fub fé Contra- 
Barn Gofrnarics ., Sancii Maria? Nova , Contra- 
Bam Mucina? , et Petri Saiae , Comractam 
&i'ptce ., et Burgì Superioris , Contratìam Mi- 
zana 1 ,, et Cajjana? , C&ntrafiam Sancii face* 

hi ultra 



§< *o )( 

ti ultra Padttm \> Contrattar» Maf* Tìfcalì* * 
Quello per privilegio denorh n vafi Borgo di 
San Giacomo dalla Chiefa Parrocchiale del 
titolo di San Giacomo Appofiolo il Mag- 
giore j in efTo edificata , il di cui Ret- 
tore era unito fra gli altri Parrocchi Con- 
ventuali della Città* come dalla Bolla di 
Paolo V. dell' Anno 1616* che approva 
li Scattiti della loro Congregazione , ve- 
dendoli ennurziate le Parrocchiali al Cap; 
64. in tal modo S. lacoli extra, et S. 
lacobi intra Mcenid di eia? Cfantatis > ma ne' 
primi Statuti fatti, ed approvati dal Vef- 
covo Guglielmo di Ferrara 1* Anno 1178 
iìon fi trova defcritta } befisi daila Vifita 
de! Beato Giovanni da Tofi-gnano* dell' 
Rettore di Mizzana per il Priorato con- 
trol crtto pél* 1' Anno preiente 1661. irì 
quefto ai e. jjw Inrenfo li 1 ritrovo. 

1654* adi 14 Decembre da Don Pietro 
Calanutò Rettore di Mizrana, come A- 
jr^nte dell' illuftrìflìmo Magalotti Priore di 
Sari Mattia per tutto il San Giorgio paf- 
fato 1654. a e- jfJ 11- il, 

E prima di tal Epoca fi vede notato 
Co\ titolo di Ofpitale ; poi dell* Anno 
ì 5 5 9. Chiefa di San Matteo, e per lei 
da Frate Ippolito ftettor di quella del 
1476. Orpitale di San Mattia di Beìleirt- 
tne Fra Galiazo Priore di detto - 

1444, Ho /pitale Sancii Màttbei Ordinis Cro- 
ciferorum dicìi Ordinis librar» Unant incen* 
fi albi* 

«410. in fumptò Mille kimo , et die <Àf* 

fenfionis 



' )( 79 )( 

Bccìéfa ut patet ex decretis Jlrtìs predirà miti 
Noi. exbibitis, nec non et libros Majjariorum , qui 
retroaciis temporibus exigerunt dotem fupra reoen- 
fitam a dictis heminilus Jlrth prcediclce cum expref- 
fa proprietate prout omnia, et prout ita cmniÙ* . 

E' fiata ampliata, ed adornata quella Chiefa 
fotto il titoit di San Niccolò Ve/covo di Mira, 
detto da Bari, dove dipinfero la Soffitta Carlo 
Borfatti , ed il JVJezzogori . 

Su la Facciata vi fono tre Statuette dì Mar- 
mo col Santo loro Protettore Niccolò, e. la B- 
Vergine da un Iato , coli' Angelo Gabriele 
Nunziatcre dall' altro, dì Scalpello Verenefe . 

All' Altare vi è una Tela colla Beata Ver- 
gine, Santo Titolare, Santi Protettori della 
Città , ed altri, dipinta dal Signor Francete© 
Pellegrini ; 

Anno 1435 lì 4. Settembre , che y* era 
per Rettore D. Giacomo- Albanefe , Zop» 
po . S. Jacobì ultra Vadum D. lacobi Jll* 
lanenjem claudum Retlorem , e del »5 eo > vi 
era pur Rettore un Nobile Lorenele , 
Cantore dei Duca Ercole 1. cerne da ro- 
giti di Filippo delli Pinizzati Notaro vien 
ennunziato. 

1500. Indizione tertìa die 30. Januarij 
Doris Sachetus de "kiarvilla ex noli li bus prò- 
•vintice Lotk arir, già cantor Illufìrif. Doni Noflrì 
Ducis Terrarice Recìcr , & legitimus admini- 
Jìrator Ecclef.ce Sancii Jacobi 'ultra Vadum . Pa- 
re dal Guirini , che quefìa fotte bensì Ret- 
torale , ma non Parrocchiale , a tal giurif- 
dizione avanzata dal Vefcovo Giovanni Fon- 
tana , qual poco durò , perchè atterrata 

venne 



)( 8o jf 

-venne a cagione della vicina Fortezza , ed 
sì Tito reilò alla Chieda di S Giaecmo dì 
Porotto , tre miglia più forra la Città 
edificata , fi tuata dove il Reno entrava 
in Pò , e fu motivo dello interrimento di 
queiìo Real Fiume , e la rovina dell' anti» 
ca Chiefa di Porotto , o Perupto dell' ?cqre 
diroccata. Fu in altro (ito, dagl' Uon ni 
del luego riedificata la C hefa nell' Arno 
1587 , ed ora dalla vigilanza de' fuoi Ret- 
tori fuburbani più bella , ampia , e magni- 
iìca fi feorge , col difegro delli Maefìn ian- 
tini Aichitett? , e dai!' indefeflo zelo , dif- 
pendìo del di lei Rettore il Rev. Sig. D. 
Antonio dall' Orto al quale è fucceduto il 
Sig. D. Domenico Saller . Il Rettore è inti- 
gnilo del difìintivo della Mezzetta come gli 
altri Parrocthz della Città . e Borghi . 

Che poi la mentovata antica Chiefa di S. 
Giacomo di là dal Pò, foflTe eretta blamen- 
te del 1298. Io indica la feguente Lapide 
inferita forto l' imprefa di tre Mani aperte, 
quale fi rawifa fopra un' antico fepolcro in 
S. Giacomo di Ferrara , benché quafi dal 
calptfììo cancellate, per Io che vi fu opinio- 
ne, che quefìe due Chiefe del Santo Apo- 
jtolo , Fratello dell'Evangelica S. Giovanni, 
avefiero ira d' loro connefiu ne . La Pietra flava 
appretto li Sig Bamfteldi ora pel Io Studio Pub. 
ed il eh ar'ffmo Arciprete di Cento, nel Com- 
mentano al Rituale Remano tit. 72. Col. 291. 
feri ve : extalatque in Pomario Arcis Terranee^ 
uhi talis injcrifìio fuit effofia, ed è la feguen- 
te . MCCLXXXXVIIL ICAE. K. ECCLA. P. 

AIA. 






)( 81 )( 

jtXA. Ti. OTOLINL DE MATNARDlS. i*S3 3 
.t:.da e(i bcec Ecdejìa prò anima DoHi Otolini de 
Maina? di s 

Neil' Archivio di S Domenico dell' Ordi- 
ne de' Predicatori v' è, benché corrofo ; il 
Teftam^nto di quello Ottolino Maliardi, fac- 
to ii 24. Genraro 1296. per rogito di Zeno de 
Zanetli di Baura Notaro , in cui elegge la fua 
Sepoltura in detta Ch ef A nella Cappella de* - 
Santi Pietro , e Paolo , e che fìa edificata 
una Chiefa al Prato della Trappola con al- 
tri legati in caule pie ; efecutori lafciando 
il VjTcovo di Ferrara , il Guardiano de' 
Frati M.nori , ed il Priore de' Predicato- 
ri ; ficchè non fi può dubitare , che 
deità Cu efa fjfl'e edificata per 1' anima fua, 
e che foife ancor Beneiìz.o femplice antica- 
mente , primi che ii Veicovo Fontana la fa- 
celle Parrocchiale; Io che dinota V eflerne Ita- 
ti fuoi titoJan col nome di Rettore dover- 
li Cantari Ducili, di carattere Ecclefi artico, 
cosi del 15 21. per rogito di Andrea Succi 
Notaro, v'era Tommafo Luppi Cantore Fran- 
cefe; di p n fa:ta Parrocchia , trovali l'An- 
no 1013. Vincenzo Gobbi s Reclor S* Jacobi 
extra =3 Tra Parrocchi Conventuali , e del 
J&§8* Giulio Gefare Eellabarba , al di cui 
tempo fu diftrutta. Vicino a quella Chiefa 
vi era lo Spedale di Santa Maria per li po- 
veri Pellegrini per legato del Marchefe Àz- 
zo Eilenfe , detto il Decimo rogito di Gu- 
glielmo da Sarzana li 14. Gennaro 1308. , 
qua! chiara a vali Io Spedale di Santa Maria 
Maggiore , che rinuziato a' Religiofi Carme- 
la litsni 



X 8* X 

litani di S. Paolo V Anno 14*1. 1$. Febbra- 
io Io cedsrono , e venne annetto poi allo 
Spedai Magno di S. Anna , e chiamavafi =3 
Hnfpitalem S. Mari* Majoris pofìtum in Cantra* 
Sa S. Jacobi ultra Padum^z differenza d'al- 
tro nella Contrada di S. Luca, eh amato 3 
Hofpitaleium fofitum ultra Pai (m in Contraffa, 
Sancii Luca* ~ unito, quanto alle rendite 
alle Spedai Magno fuddetto con gì' altri del 
nortro Pubblico , e la fabbrica con Ufi , 
cambiata 1' Anno 14^9. col Sig', Alberto d' 
Erte per fabbricarli ; còme dalle determina- 
zioni- del Gommane lib. N. (otto li is. Mar- 
zo detto Amo , eflTeido Giudice de' Dodici 
Savj Galeazzo Trotti- 

Da tempo antichi (Ti no in quella Contrada , 
e Borgo, palato il Ponte di Cartel Tedaldo, 
di là dal Pò , in luogo detto il Prà della 
Trappola, dov'erano continuamente piantate le 
Forche , ed i fupplicj , per i Rei che ìì giù- 
"ftiz'avano cs Prato deputato jam ai decapitane 
dum malefaclores , & fures fufpendendu/n , rs 
dove la Confraternita di' Battuti Meri , det- 
ti della Morte , ebbero la loro Origine, aven- 
dovi eretto un' Oratorio per ajuto fpirituale 
di que' nvferabili . Poi non efeguendoo" U 
giustizia più in quel liogo , mi nella Puz- 
za alla fineftra del Palalo della Ragione rr 
attento quod so in loco n9ii fufpgniztntur ampli- 
us fures , & mxlefxfiwes , & in plateis ad fé- 
neflras Palati) . Mmacrianio ancora rovina 
T Oratorio , ivi edificato ; ed avendo in con- 
fina d' e.lo comprato un Cafale il G ud>ce de' 
XII. Savj Galeazzo Trotti del 1420. li 8. 

Luglio , 



X *3 X 

Luglio , ottenne dal noftro Pubblico , che 
foffe demolito queft' orrido luogo per edifi- 
carvi un Palazzo di ricreazione , e fpaflTo 
ivi vicino per la Tua famiglia , acciò non 
fofl'e funeftata da viltà sì fpaventofa , e per- 
ciò fu determinato , che le pietre , e legna, 
ed altri materiali foriero dati allo Spedai 
Grande di S. Anna , per fare fotto il Por- 
tichetto del medefìmo , verfo la Folla della 
Città una Cappella, e fepolcro per fepellir- 
vi i Gìuftiziati , facendo per V anime loro 
un' Anniverfatio : =: fieri debere ex lapidi bus, 
hgnaminibus , ér ferramentis acceptis a dicìa Ec- 
clejìa , & (tdifiùo imam Capelìam fub pertiche- 
io Ecciefirt S Jlnnce verfus foveam claudendo eum 
foriicbsium expenf. dicii Hojpitalis , qu<e Capello. 
fit deputata prò ipfis mij'erabilibus perfonìs , & 
quod ili fuper facraio in uno Carnerio deputan. 
do prò eis reponaniur Cadavera earum perfo- 
narum tz E qucfìo era 1' Oratorio de' Striti 
Filippo , e Giacomo di ragione dello Speda- 
le di S. Anna , dove poi del j6ì%. fu fab- 
bricata la Chiefa , ed Oratorio della Con- 
fraternità di S. Carlo. 

Leggefi ne' Libri di Conforterìa di un ca- 
fo fucceduto nel già detto Prato l'An- 
no 1441. li zf. di Luglio del feguente tenore. 

1441. z6. Luglio fu impiccato olirà Po Benà 
fpavolador da lino , bomicidrale , e ladro , e 
leggndojeli la condannaggione dìjfe il detto J5o- 
nà , fé io feci -mai tal cofa il Diavolo mi por- 
ti -via in corpo , & in anima} detto quefio fi udì 
per F aere tal_ ftrepito , che pareva che tutte 
le Carrette della Città fojfero per l' aere , alla 
F z qual 



X 84 )( 

qual co/a le] perfone impaurite fi dieitro * fu- 
ghe j di modo che il Malfattore rinkafe co* 
pochi fpettatori , e di quelli , che fuggirono al- 
cuni perfero li Mantelli , aiui le berette, e mol- 
ti i cofpt , e le pianelle . 

lui poco diflinte il Canonico della no- 
Ara Cattedrale Giuliano Nafelli Protonota- 
rio Appofiolico edificò ad una d'vota l:n- 
iru»ine di Maria fempre Vergine Santi Anna, 
un' Oratorio di figura rotonda , che perno 
la Roronda di Cartel Tealdo chiamava!! , per 
efler dirimpetto a detto Cartello, mo'to 
frequentato dal Popolo, per le grazie , che 
ivi contribuiva la Regina dì* Celi , e per 
1' Indulgenze , che s' aquiftavano; ma man* 
cando V acqua del Pò per le torbide poe- 
tate nel fuo Ietto dal Reno , e voltandoli 
tutto il corfo nel ramo , che va verfo Ve- 
nezia , reftando poco guardata la Città , di 
Ferrara , il Duca Alfonfo II , ed ultimo , 
atterrò queft Oratorio l'Anno 15K9 per pun- 
tarvi , come fece , una fo- tificazk>ne di tre 
Baluardi a ditela della Città , uno de' qua- 
li anco rerta n Ila nuova Fortezza da' Mi- 
nirtri di Santa Chiefa alzata , come abbiam 
detto. Venne ancora detra Immagfne craf- 
fetita entro de' derti ripari , fibbrcandovi 
una nuova fontuofa Chiefa con un' alta Tor- 
re per le Campane, quafi di im-etto al 'Pon- 
te di Cartel Tedaldo , anch' elfa di figura 
rotonda , detta Santa Maria Novella , fui 
piazzai della quale avanti 1' i^greTo del Pon- 
te nel giorno 19 Gennaro 1 59^. fu le 2$ ore 
fv. incontrato il Card. Aldobrandino Nipote 

dì 



5( »5 )( 

dì Clemente Vili , e Legato , il qual all' av- 
vicinarti del Vefcovo Giovanni Fontana, Capi- 
tolo, Clero Secolare , e Regolare, conia Con- 
fraternita di S. Giobbe , fcefo da Cavallo , 
e datagli da baciar la Croce , coli' Acqua 
benedetta afperfo , e fpoaliarofi degli Abiti 
Morelli , e Capei Cardinalizio , fi vedi la 
Cappa roTa, col Capello Pontificale , falen- 
do la Mila bardita di bianco , riceuette dal 
Conte Camillo Rond nelli Giudice de Dodici 
Savj , e Mag'ftrato delia Città, a noni? di 
tutto il Commune , cotteli complimenti, Ice- 
fi da Cavillo , e genufletti gli furono pre- 
fentate le Cavavi della Città , del Causilo, 
e delie Carceri in tre bacili d' Argento , 
quali fatteli portare avanti da tre Palafre- 
nieri , le diede in cuftodia a Clemente Sam- 
iiefio Cap'tam de' fuoi Alabardieri , entran- 
do cosi in C'ttà , al poflfeflfo di quefto Ducato . 
Nella Parrocchia di S. Giaco no d : là dal 
Pò , vi eri la fa nofa Ifola di Belvedere cir- 
condata dall'acque di detto Fium? . Quella; 
fu acqulftata V Amo i?t4 dil Duca Alfon* 
fo I. , dilla Famiglia Pincari ; eTa fi dilun- 
gava da un miglio , reftring-^nlou* in prin- 
cipio , ed in fiie , contornata di Mura con 
fue Porte , e fcalinate , che difendevano 
nel Fiume , piantata all' intorno d' altiffìmi 
Pioppi con le Rive foftenute da forti , e ver- 
deggianti Quercie ; col difegno di Girolamo 
Carpi vi piantò un Regio Palazzo con 
.Loggie fuperbiflìme , l'ottenute da Colonne 
di marmo ; v' erano Tjrri , ed Uccelliere , 
Statue, Fontane, Giardini , e Bofchetti, Pra> 
F 5 ti , © 



ti , e Vigne » diverfe fpezie d' Animali qua- 
drupedi , fino 1' Elefame., Pefchicre con Ta- 
riffimi Pefci , Profpettive dipinte dalli va- 
ienti ncflri Maeflri di quel tempo ; in forn- 
irla un compie (Io di tutte le immaginabili 
nobili delizie . Tanto che a fé chiamava li 
maggiori Potentati , Nobili , che capitavano 
in quefta Città , e quanti han voluto loda- 
re qualche amenilììmo Giardino , V Anno 
paragonato al Belvedere di Ferrara , ed a/fa- 
migliarlo ailo fìeflo con quella mutazione, che 
P'ù conveniva al foggetto . Papa Giulio IH. 
coli' indirizzo d^I Carpi , principiò quello di 
Roma al Vaticano . Il noftro Ferrarefe fu 
defcritco in verfi Eroici da Scipione Balbi 
Fiaalefe , dedicati a Bonaventura Piftofcl; , 
che fi trovano ftampati fino a quei tempi 
folto quello titolo . Puleber Vifus Locus lllujt. 
Ducis Ferraris per Scipionem Balbum Finalenfem. 
Celio Caicsgn'ni do tiflìmo ncftro Canonico 
lo deferire nel fecondo Libro de' fuoì Verfi 
latini ; Lodovico Ariofto nel Canto 43. dei 
fuo impareggiabile Poema , oltre li noitri 
Storici , e Fra Leandro Albeni . Ne fcrif- 
fe il Canonico della Congregazione del Sal- 
vatore , Agofì no Sieuco da Gubbio nella fua 
Cofmopeia fopra del Capo II. della Genefi , 
dove lo eguaglia al Paradifo terrefire pianta- 
to da Dio al principio dal Mondo , deferitto 
da Mosè , con quefte parole, 

Eram Ferrari* cupidns difendi locnm extra 
m seni a am<£nijjlmum Pomeri um Ducis epa Urbis. 
Facia e/i potefiàt . Huc primum introgrejfus , 
«\<iue %mma contemplanti ì o'Aurrìr Par/idiji Me- 

Jaici 



)( *7 )C 

'felici defcrìpiio Lqcus efi msdius inter dti&s ctmnes\ 
quos Padus , uhi ad eum fltUm appulifjet ejfìcit . 

Trovavafi queft' liola con le Tue delizie di- 
pinta fatto il primo Chioftro del Convento 
de' Carmelitani di San Paolo per mano del- 
lo fteffo Architetto , e Pittore Girolamo 
Carpi, ma il Baruftaldi Lib. 6. pag. 511. 
delle fue Storie compiange con tutta la Cit- 
tà l' inavvedutezza di chi P Anno 1699. 
la fece imbiancare , levando con ella la bel- 
la memoria di Ganel Tealdo , o Tedaldo \ 
e del Palazzo di Belfiore, ed altri Luoghi 
<T amenità, de' quali ora ne va fpoglìata 
la noftra Citta . 

Alloggiò in Belvedere l' Anno 1545. li 
ai. Aprile fplendldilììmamente riceuuto , e 
banchettato da Ercole II. e Qiarto Duca 
di Ferrara , Papa Paolo I(L Farnefe, ed il 
giorno feguente fcefo da queft' Ifola nel 
gran Buccentorio Ducale a feconda del Pò , 
fu condotto fino a San Giorgio, dove Pon- 
tificalmente in fedia geftatoria preceduto da 
diecifette Cardinali per il gran Ponte di 
San Giorgie , varcando il gran Fiume , a 
mezzo del quale ebbe all' incontro il Prin- 
cipe Infante Don Luigi d' Efte alla tetta 
di fefTanta Scolari Nobili della Città , 
offerendo le Chiave della nella , che toc- 
cate , e benedette dal Pontefice , gliele ref- 
ti.tui , dicendogli , che le cuftodiffe con dili- 
genza, cos\ entrò per la Porta di San Gior- 
gio in Fetrara, feguitato dalli Ambafciatori 
Kegi , e de' Principi , da' Prelati della Cor- 
te "Romana, porundofi alla Cattedrale, dove 
F 4. li 14. 



)( 88 )( 

li *4. Aprile Fetta folenne di San G ; or- 
gìo, afTiué alla Menfa Maggiore co' Car- 
dinali, e col noftro Capitolo, condecor.m- 
do il Pontefice in tal occalior.e li Ca- 
nonici col titolo di Monfignori - Archiv: 
Oapit. Lib. Sacrifr'# Anni JJ4?- fcrìvendo 
Giovanni Battifta Pigna , ne!T Orazione fu- 
nebre di detto Duca Ercole, che in tal 
congiuntura vidit Juam Roma.-n in batte Ur- 
bem converfam . In quello Regio Palazzo , 
dopo la morte del Duca Ercole II. al 
Principe Don Alfonfo Tuo Primogenito r 
furono dal Giudice , e Maefirato de' Do. 
deci Savj, prefentate la Spada , e Io Scet- 
tro , infegne del Ducato . 

Deferiva poi il Dott. Fauftini nel Lib. 
5. pag. 11, della Continuazione al Sardi, 
delle Storie di Ferrara, la diitruzione di 
quello Palazzo, e Giardino fatta P An- 
1599, dalli Gualcatori de 1 Miniftri Eccle- 
iialtici per far la vicina Fortezza , tanto 
eh? i Ferrare!! piangendo lì rammentava- 
no quanto cantò il Taffo . 

Giace /' altra Cariago , è appena ì "Jégni 
Dell' alte fue grandezze il lido feria . 
Muoiono le Città , muoiono ì J^tgni. 
Cu opre il faflo la pompa , arena , ed erba . 

Il irò viene oggidì pofleduto parte da 
Preti della Congregazione Sommafca , pr>r- 
te dalli Manierami per le ragion. !• .fi- 
làrie do' Parrocchi Conventuali, 1 A rei* 
tante uà' Signori Conti dalla Pelleer: 



X $9 )( 

SAN MATTEO DI MIZZANA 

Fa eretta quefta Chiefa in Parrocchiale 
dal Vefcovo Giovanni Fontana di qua dal 
Pò nel Polefine di Ferrara neli' antica 
Chiefa di S. Maria Annunzia di Be^ 
liemme, o ha. Betieme, in kogo d' altra 
Chiefa col titolo di quefto S<mto Appo- 
•ftclo dirupata dal Pò . vicino , qual' era 
del.'e ragioni dei Canonici di San Salva- 
tore di ficarolo, fin dell' Anno 1243/ 
come dal Privilegio dell' eletto Filippo Fon- 
tana , officiata poi dai Crociferi, Ordine 
riftabilito da Papa Urbano II. per alber- 
gale i Pellegrini, che andavano a Luoghi 
Santi di Gerufalemme , ed avevano Don- 
ne Converfe per raccogl.ere, e fervire fé 
Donne. Pagava queito Monaftero per la 
Fonte Battelimale , e per la Cura delle 
Anime alla S^greftia della noftra Catte- 
drale il giorno dì San Giorgio una li- 
bra d' Incenfo per ricognizione, e conti- 
nuò a pagare, finché polio in Commenda, 
come 11 vede da' Libri della Sagreftìa . D. 
Antonio Magalotti Nipote del Cardinal Lo** 5 
renzo Vefcovo di Ferrara Io godeva col 
titolo di Priore Commendatario , e fé ne 
vedono i pagamenti fatti dall' Anno 1541 
fino al 1600. e di poi per il medemo Prior 
Magalotti fatti per mano dì D.Pietro Calamu- 
ti Rettore di Mizzana per il Priorato cofl* 
troferitto per 1' Anno prefente 1661, in 
quefto a e. 33. Incenfo li i, ritrovo. 

1^4 



3C 9° )( 

iSf4* adi t4 Decembre da Don Pietro 
Calammo Rettore di Miztana, come A- 
gente dell' 11! ufi ri (lìmo Magalotti Priore di 
San Mattia per tutto il San Giorgio paf- 
fato 1654. a e- 37- ,l ' "» 

E prima di tal Epoca fi vede no'aro 
col titolo di Ofpita'e ; poi dell' Anno 
J559. Chiefa di San Matteo, e per lei 
da Frate Ippolito Rettor di quella >' 1 
1476 Ofpitale di San Mattia di Betlem- 
me Fra Gaiazo Priore di detto- 

1444. Hofpitale Sancii Mattb^i Ordtnìs Cr$~ 
eiferorum dicti Ordinis libram unum inetn- 
fi albi- 

1410. in Jupto Millesimo , et die „<« 
feenfionis Domìni Recepi a Dona lobata Con* 
•ver/a Sancii VLatheei de Mizana folcente 1*0* 
mine Priori* loci libr. una*n incenfi albi 

1404. die 27. JLprilis recepi a Fratre Qui- 
etone Sindico Monaflerij Fratrttm Crocifigerom n , 
& hoc nomine dicìi Mona/lenj lib' 1. ince -,ì- 
Quelli Frati avevano la Cura dell' es- 
purgo dei luoghi appellati , come trov^fì 
ne' Libri Capitolari della Fabrica. 

Jlnno 150?. fol. LXXVllll. fpifi in fare 
defmorbare la Sagriflia del Vefcoado nofiro , 
e le ftancie del Sagri/} a , la quale fon 
njidelicet joldi 19. per profumi , e pana- 
rteli joldi 4. pagati a un M:fo de' Signori 
della pejìe , che andete a menare Monachi de 
Bieleme in Vefcoaìò per eh' avejfe caufa de 
fonare le Cbampane . 

La già detta Parrocchia fu dal Vefco- 
▼o Fontana trafportata alla vicina Chiefa 
di 5anta Maria , detta la Nunziata di 

Bela- 



X 91 X 

I 

Bell'ielle , V Anno 1603. P er rogito di Mat* 
teo FiVchì Notare , emendo ella delle ra- 
gioni della Commenda di San Giovanni Gè* 
rofolimitano , ed unita alla Chlela della Sma 
Trinità in Ferrara, fondate dal Magnanima 
Guglielmo di Bulgaro Marchefella Adelardoj 
il fecondo, ed ultimo di quefta gran Famiglia, 
dopo il ritorno dalla Guerra Sacra 1* Anno 
1194. li di cui gioriofì fatti fono deferi tti 
dal Sardi 3 dal Guarini, dalla Cronica Parva 
dal Baronio , ed altri ciarlici Autori , morta 
I' Anno 1196. Vogliano alcuni, che quivi- 
fede egli feppellito, benché altri credino in 
Duomo colla Nipote Marchefella dall' Epi- 
tafio portogli , quale par più calzante al Fra- 
tello Adelardo, che a lui. 

Allorché era Priore di quella Commenda 
il Cavalier Avanzo de' Rodolfi noftxo Ca- 
nonico 1' Anno 1461. per opera del Duca 
Borfo, la ricuperò dalle mani della Commu- 
nità , che F aveva desinata per Spedale 
degli Appettati, per la quàl refìituzione fri 
determinato d' erigere il Lazzeretto in un' 
lfola, detta di San Sebafìiano, in Pò, in 
un Cafale d* Alberto Trotti , e volendo il 
medefimo Commendatario dare quefta Chie- 
fa ai Frati di Santo Spirito, ciò non ebbe 
effetto , vedendofi le determinazioni del Com- 
mune nel Lib. L. fol. 43. 45; e 70; e 
del 1468. efiendo Giudice de' Dodeci Savj 
il Conte Niccolò Ariofìi, venne determinato 
d' edificare lo Spedale per gP infetti . 

Qual Spedale coli' Eredità di Maftro Pel- 
legrino Ponzinella Marangone V Anno 1466. 

lafciata 



tafciata a tal effetto Copra il Polefir.e , o 
• Bonello di Dioniiìo Specia dirimpetto la Vil- 
la della Catana , circondato dalle acque de! 
Pò , emendo Giudice de' Oodeci Savj An- 
tonio Sandeo, fu principiato 1' edifìcio con 
cento cellette, ed un lungo portico foftenu- 
to da' Tuoi colonnati, defcritto da Marco 
Antonio Guarini , che rapporta 1' Inferito- 
ne già ivi efiftente ; n marmo fi~>o a' Tuoi 
giorni durata . Di quello fi vedono , e pro- 
clami Ducali, e dererminaz<oni del Com nu- 
li e nel Lib. M. fol. 54 65. 64. 66. e 6j. 
nel qual giorno. 

Die lovis z6- lunij pr ce di di <Anni 1466. 
Pr eterea ut principium detur laudabili fartela 
o^erce hofpitalis dicìi Sebailiani novitcr con'ìra- 
Cndi fuper policino Cajjìance prò psjhferatis, dsiì- 
beraverunt quod die luna prox fut. accedere 
debeant fuper loco ipfo di eli D. Index , et Sa- 
piente* ad exa<niriandum et defigìumdum locum, 
ubi incipere debeant ipfum opus . 
Dal Libro N. fol 69. però trovali, che Co- 
lo dell' Anno i486, fu principiata que- 
fta fabbrica , effendo Giudice de' Dodici 
Savj il Conte Niccolò Ariofti , che col. 
Magiflrato vi depurò per Copraintendente 
Francefco Arienti . 

Se in quefto, o in altro Polefine del Pò 
di Ferrara folle fi>uato l' Eremitorio, ed 
Oratorio de' Santi Sebafiiano , e Rocco da 
alcuni Eremiti , che vivevano di quefrue a- 
bitato, e che 1' Anno 1492. 15. Settem- 
bre per rogito di Tommafo Melegh'mi \ T or. 
riferendoli ai rogiti di Obizzo ci' Arquato, e- 

fidenti 



)( 95 )C 

Mentì nelle Scritture antiche de' Fratelli 
Baruffaldi , non fé ne poflono addurre ficure 
prove; fi ha bensì, che li fuddetti Eremi- 
ti iì afioggettarono a Fra Marcello dei 
Chiari dell' Ordine di San Girolamo da Fie- 
fole, Fra Celfo de Berno Vilìtatore, e Fra 
Onofrio de Cerato Priore di S;,n Niccolò 
di Ferrara , gì 1 Eremiti Fra Giovanni dà Ber- 
gamo , Fra Lorenzo , e Fra Maurelio da 
Ferrara • heremiics viventes , et dtgentes in 
'vita bcremìtica in quodam Oratorio [ito super 
quodam polìcino in Pado iuxia Ferrariam iaris, 
ut dicitur domini ^Alberti Trotto Libro N. fol. 
€t. delle Determinazioni del Commune An- 
no 1485. Si rileva per altro, che effettiva- 
mente quel Bofchecto era del famofo Dot- 
tor Alberto Trotti in proprietà , 
* Magnifìcus, et infìgnis Eques, et Comes 
Dominus Bonitanus Bevilacqua Iudex XII, 
Sapientu.n, et Dm;alii Confiliarius una eum 
iftis Sap- Gvitat. Ferr. collegi abiliter congre- 
gatis in oiHtio ipfo Sap. au iita , et inrelle- 
&a pernione Eximi Duifto*-"s Domini Alber- 
ti de Trott'S prò in te re Me O10 quod perije 
prò fuo Cafali nuncupato il Brachetto polito 
in med.o Padi , audita etiam rélatiótie fpe- 
érabilium viroum Antonio de S iperb's Ser. 
Pauli de Albertino Magiftro Computum ge- 
neralis ipiìus Civitatis &c. Antoni) de Ago- 
lanr s EuUtnator eleclorum prò intereflfe 
d .eli C'afaiis nuncupati il Bofchetto prsefatì 
Domìni Alberti de Trott'S prò arboribus in- 
cifis, et prò ca.dwerbus fepuUis in ipfo tem- 
pore peftis . Vifis diiigenter , et confiderà- 



X 94 )( 

tìs qua» videnda , et confi lerania fueruat ; 
fanxerunt , et deliberaveiunt unanimiter , et 
.concordici - nemine ipforum ditcrepante p~x- 
fatum D. Albertuna de Trottis fieri debere 
creditorem ad LibrosCìnrs Ferr. de librìs ceri- 
tum m prò omni damno , et intere/Te , quod 
ipfe perere poiìet ex dicla de caufa , cum 
hoc, quod per ipfum Comune teneatur, ec 
debeat fodi facere fumptibus ipfius Comunis 
omnia corpora i'epuha in ipfo loco, et alio 
portari , et iepelire facere* 

Fu il fuddetto Dottor Trotti preferite alli 
Capitoli pra: lente ibidem eximio Iurium Do- 
ttore Doni' no Alberto Tiotto Ci ve Ferraris, 
et prò omni fuo interesse prseJittis omnibus 
intelletti confentiente , ita tamen quod ei- 
dem propter hu.ic confettiti ni non caufetuT 
fibi praeiuditium aliq.iod in contratta , et 
convencione fatta per ipfum , et Ioannern 
Scotum de ultra Paùu-n fu per dicium poh- 
cinum, et ita dicente , et prò te fi ante (alvo 
omni Iure Eccleliae Sancii loannis Baptiil» 
Civitatis Ferrariaj cu'us proprietas dixit ipfe 
dominus Albertus elle totum dittum poiici- 
rum &c. * 

Capitula funt infrafcripta vid. 
In Nome de Dio, e d^lla Vergine Ma*» 
ria , e del gloriofo padre noftro Miller S. 
Hierooimo chi de folto le detergerà le or- 
dinacione le quale totalmente debano efler 
obiervate da li romiti , che al prefente fla- 
no > e in futurum daranno in Io romitorio 
de Sanclo Sebafhano del Bofchetto in su Io 
Polefene aprefTo a Ferrara lo titillo de la 
Chiefa. * in 



)( 95 )C 

* In primis, et ante «mnia Io Oratorio del 
diclo Remitorio fii inntulato ilo Oratorio 
de Sanerò Rocho_ del Bofchetto, et ii Re- 
miti , che daranno cercheranno per quello 
loco dimandin per San&o Sebastiano del Bof- 
chetto* Fin a quanto durarle quefV Eremito- 
rio, non è noto, perchè anche la Religio- 
ne de' Fiefulani dell Ordine di Sant* Agof- 
tiao, che fhvano in San Niccolò «ii Ferra- 
ra, a cui eran foggetti, fu fopprelTa da Papa 
Clemente IX. del 1668. . 

L' Anno 1499. fu dato quatto Bofchetto 
ìa governo , deputato per fopraintendente al 
Medico Francefco Cartelli per tutto il tem- 
po di fua vita dal Magiftrato , offendo Giu- 
dice de' Savj il Conce Niccolò Ariofti fot- 
to li 15. Settembre per rogito di Niccolò 
Zerbinati Not. de' Dodici Savj , come dal 
Lib. O. fol, 41. bonum effet dìcJum bofebetum 
eincedere in r vitam tantum [uh gubematione 
Magnifici et excelentìjfimi jLrtium , et Medicina 
Docioris Dnum Magum Francifcum de Cafiello , 
Qui ut dixerunt fé obtulit repar&re domos 
dicìi bofchsii , et expendere in earum fabrieam 
bonam fumivi denariorum . 

Dovette dunque aver poca fuftìftenza la 
Religione Eremitana , poiché vedo fufseguen- 
teiiientè del 1516, depurato Prefidente Me- 
zarj , feu Bofcbeti deputati prò infeclis , et 
f'efte fufpeais Bellino Morandi , e del 1516. 
Lodovico , detto il Tofo Verrato , col fala- 
rio di cinquanta lire all' Anno . Anche 
dell' 1521. trovo efTervi pubbliche Gride 
contro coloro , che da detto Bofchetto, co- 
me 



)( 9* ){ 

me dal Regifìr^ ì6o6. fino al 1515. dell' 
Archivio del Magi Arato fol. 158. 

ijia. Per paite del Magnifico , et 
generofo Cabalerò, et Conte M. Antonio di 
Colmabili Ducale Coniìgliere Secr. et In- 
dice digmo di XII. Savj deila Citta <ii 
Ferrara Per la prefente Crida fé fa ex- 
pieflo commandamento a ciafcaduna perfo- 
na di quakmcha conditione fé voglia eflF. 
on fìa , che per fi on per altri in 
fuo nome non ardifcha ne perfuma an- 
darvi nave d' alcuna forte fuxo el po- 
lexene de li smorbati porto in mezo el 
Pò de fotto de Porroto a tor fab one , 
et terra de forte alcuna ne in fue ri- 
ve , ne in giare aplecacfe a dìcto polexe- 
ne focto pena de lire venticinque d. 
ni. per cadauno , et cadauna volta (tra. 
aretrovato da erT. applicado per un te r zo 
alo inventor, e per li altri dui terzi ala 
fabrica de d/dlo polexene , e perder la 
nave, et chi non havera il modo di 
pagar li fera dato trati tri di corda et 
non li fera, habuto remiflìon alcuna * 
* D ; e XXL Augufti Rlit. mihi jacobo d. 
A vento Not. XII. S ip. Comunis Ferrarias N. 
Boninus fubftitutus a Georgio a Cornu pnb. 
banitor Comunis Ferraris pubblicarle fu- 
ptum proclama pub. et alia voce fup. 
portam S^ncbi Pauli * 

Fu poi venduto quefto Territorio retta- 
lo uno alla riva per edeifi interrito il 
Pò, che lo circondava a cauta delle torbide , 
o arene portate dal Reno, e Aelli pericoli della 

pefte 



X 37 )( 

pefte, cha travagliò 1' Italia 1' Anno iSi), 
la quale giunfe fino al Ponte di Lagofcu* 
ro, ma reitó la Città efente da quefio fla- 
gello, benché per più volte s' introduceiTe- 
ro appartati , come altrove fi fcriiTe , laonde 
eflendo Legato di Ferrara il Cardinal Giu- 
lio Sacchetci , e Giudice de Savj il Mar» 
chefe Niccolò Talloni fi determinò di ven- 
dere quefio luogo, che più non ferviva a 
tal bi fogno , e del ricavato erigere nella 
Cattedrale un' Aitare con perpetua Gap* 
pellanìa fotto il titolo di San Rocco , il 
che colle douute difpenfe fu effettuato , e 
trafportato nella Chiefa titolare di quefio 
Santo , (ingoiar Protettore fopra di quefio 
morbo , delle Monache Domenicane , come 
feguì , facendovi la bella Pala il Quercino 
da Cento, che andando a male li cam- 
bio nella Copia, che vi fufiifte 3 ornata 
dell' Altare , e belli Colonnati di marmo . 

In quefio Borgo v' era 1' Oratorio del- 
la Beata Vergine , edificato dalla Giovan- 
na dell' Arelle 1' Anno 155*. 

V" e anche in quel contorno I' Ora- 
torio di S. Giovanni Battifia della Fami- 
glia Brefciani , intitolato di poi a Santa 
Margherita l' Anno 1603 ; della quale ne 
furono Eredi li Padri della Compagnia di 
Gesù, col pefo d' una Gafiellata di Vi- 
no alle Orfane di Sant' Agnefe , ed a? 
poveri O fanelli della Mifericordia il gior- 
no di S. Matteo, o, fuflfeguente, lafciando la li- 
bertà d' andare ogn' Anno su dette terre 
a raccogliere, mangiare queir Uva, e fru- 
G ta, 



)(9* )( 

ta , che potettero colle loro mani fiaccare , e 
ritornando in Città la fera, trafportare al loro 
Ofpitale , come fin due anni fono han coftu- 
mato, cambiato pofcia in altro equivalente. 

Lo Spedale della Rotta di Pietro Storto, 
era fituato con gli altri predo l' Oratorio 
di San Matteo, edificato . in luogo dell' an- 
tica atterrata Parrocchiale , oggidì come fi 
dille Commenda Prelatizia. 

Nel Borgo di Mizana v' era più antica- 
mente una Chiefa Pairocchiale , intitolata 
a San Siro Confeflbre mentovata nel Privi- 
legio dato dal Vefcovo Griffo di Ferrara 
alla Canonica di San Salvatore di Ficarolo , 
alla quale era foggetta tanto la Cura d' a- 
nime di quefla, come ancora la porzione 
già fottopoiìa a San Marco , ed a S Biag- 
gio in Città , allorché fu fatto 1' Anno 
1403. un nuovo recinto di FofTe , e Mura 
della Città . 

V efifteva un' altro Spedale per ricovero 
de' Poveri coperto di Canna con Orto, la- 
tciato dalla Margherira Moglie del qm Bar- 
ba Drapiero da Ferrara , che per la fua 
povertà, venne con altri fimili Spedali V 
Anno 1334. vnito al luogo di San Gabrie- 
le, dicendo Giovanni de' Vifconti da Pifto- 
ia Notaro - in domo de Caria cum orto in 
mezano quos reìiquìt prò anima fua Dna Mar- 
garita Vsior quondam Barb* Draperij de Ferra. 

Fuori della Porta di San Benedetto tro- 
vali un piccol Oratorio della Beata Vergine 
Voltato al mezzo giorno fopra le fponde d' 
un' Argine, dove già correva V antico Pò 

oggi- 



X 99 )( 

oggidì Prati Camerali infeudati a* Signori 
Conti dalla Pellegrina ; ivi la Santiffima 
Madre Vergine fi refe graziofa nell' ultima. 
Epidemìa degli Animali Bovini falvati al 
Conduttore Francefco Pulzati, che per ciò, 
in rendimento di grazie , vi fece una Fefta 
folenne; Querto loco dimanda fi la Rotta Sga- 
uarda fatta nell' Argine del Fiume da Vene- 
ziani alle perfuafìve, ed infegnamenti di un 
tal Ferrarefe loro fpione , e parziale, allora 
che venuti in favore del Marchefe Frifco d* 
Erte Figlio di Azzo VII. occupato il vici- 
no Cartel Tedaldo, contro Arnaldo Cardi- 
nal Diacono Pelagrua Legato Apportolico , 
li Marchefi Aldrov andino , e Franceftro Ef- 
tenfi collegati colla Chiefa tagliarono in 
quel fito 1' Argine del Pò, che era gonfio 
d' acque fopra la Città per innondarla col 
Territorio V Anno 1509, ma fconfìtti da Fer- 
rarefi , e fcacciati dal Cartello , il giorno 
di Sant' Agoftino colla perdita delie loro 
Navi , ed attrezzi nel Pò vicino fotto il 
Cartello, i cadaveri degli Vccifi al Numero 
di mille, ed ottocento, furono gettati nella 
Rotta , mentre abbacatali V acqua del Pò 
diede loro comoda fepoltura. E perchè il 
fetore non appettale, il Legato concedette In- 
dulgenza a chi fopra vi portava il terreno, 
qual fu in tanta copia, che baftò ad erge- 
re una gran motta, conforme fcrivono Gia- 
como da Marano, ed il Pigna Lib. 4. pag. 
2-95' <I ua l dice , che in tal fatto perirono 
de' Ferrare!! fepolti nella Rotta , come par- 
ziali di Frifco, Rinaldo di Marcaria, Galva- 
G a no Gaffa" 



H ioo )( 

iio GarTari, e Marchefmo de' Mainardi coti 
gli altri loro feguaci . L* ultimo di tutti 
ad effer portato nella Rotta, e gittato i'o« 
pra gii altri Cadaveri coma il capo , tu Sga- 
vardo . 

Neil' Archivio del MagilVato al foglio €t» 
del Libro infcritto 1506. fino al 1510. rilie- 
vo la feguente Conceffione di Piarda in 
Mizzana dell' Anno 1513- regiftrando quivi 
e la fupplica, e V informazione, dalla quale 
vedefì , che a quel tempo ancora v' era il 
Capitello su la Motta di Sguardo fai. a. 

* A Voftra Illma Signoria con grande de- 
vozione el fuo fedeliffimo Servitore Lodovi- 
go de le arelle Galafafe, et di gran adi- 
manda la fé degni concederli una p >lìa da 
Mollino in la piarda di Mizzana a feneitra 
degli heredi de Domenego Brefcha per quel- 
lo mò comandano li Statuti di quella vo- 
ftra Magnifica Gittade di Ferrara per lui , 
et foi heredi on chi havera caufa da lui 
E quefto fi per poter andar per fecho d' 
acqua dove sera dell' acq'ia per fubvenir a 
quella fua fideliflìma Comunitade et Popu- 
lo pagan.lo ogn anno per Ignoranza, et 
recognizione d' epfa porta alla Ducale Ca- 
mera una bona Chiepa , et queta d" fura 
del Mollino de ditti d. Brefcha, et hoc 
iter d. gra. * 

* Iudex XII. fap. vocat's vocandis , etre 
bene intelletti Dominimi. 

* Hieron'm' Mignaninas 17- Ma ; j * 

* Illme Princeps. Oax Exmae , ac Dom'ne 
Domine mi obìerume &c. Vidi fiìppié.n 

Ludo/ici 



)( ioi )( 

Ludovici ab Arelis galafasij cum R. Du- 
cali OD. ueftrae eidem annerato paren- 
ti relation! annexam ; et quidein vifo loco 
de quo in precibus ac vocatis vocandis, et 
re ben incelicela per Guidonem Pafqaaletum 
Iudicem Aggerum Poi. Cafaleaì mandato , et 
nomine meo, habitaque ab eo opportuna in- 
formatione, ac relatione, et fup. conten- 
tis in precibus matura , ac diligenti confi- 
deratione , inherendo Mandato Cacali Do. 
Vrae , eidem refero poflè Extìam Uram 
ad fui beneplacitum Supplicantis defiderio 
fatisfacere infra hos confines tantum V. a 
parte Superiori dieta; piardx iux. haeredes il- 
lor. de Pochaterris , et a parte inferiori 
ìuxta puntam froldi ubi extat quoddam Ca- 
pitellum et ubi dicitur la Mota el Sgavar» 
da. Attamen Exma Ducalis D. Uram dif- 
ponat j et mandet circa prajdi&a prout ei- 
dem magis, et melius videbkur et piacue- 
lit . Cui Ego referens omni quo pofifum 
iìudio me comendo . Ferraris XXIIII. No* 
vembris. ijiz. 

* Ilimce et Eccmse Due. D. \Jvx Suus 
Antonius Goft. ììs * 

illuftriffimus Dominus Nofter Dux &c. con- 
cedit diclam poftam fupp. ad mum bene- 
placitum, et cum modis, et condiclionibus 
fuperne fcriptis , attenta pr adenti Relatione . * 
Hieronym. Magnaninus ì X. Junij j yj 3. 

Altre Chiefe Parrocchiali v' erano in 
quefte vicinanze come nel luogo di Confor- 
tino su la ftrada, cha va al Ponte di La- 
go (curo, quella detta di San Michele in, 
G 5 Perle 



X io* )( 

Perle , della quale nel Catt. D. dell' Archi- 
vio Arcivefcovale trovali dell' Anno i^J}. 
li 4. Novembre, che il Vefcoyo Guido di 
Ferrara approva la permuta tra Don Pie- 
tro da Parma Rettore. 

* Ecclefia: San£ti Michaelis de Perlo Ferr. 
Dioc. et Nicolaum natum Magiftri Bartolo- 
mei de Bononia , qui habitat in Vigoventia 
Canonicuin Plebis S. Mariae de Mellaria * 
commettendo il po/Teffo a D. Azzone Ret- 
tore della Chiefa di Lagofcuro per rogito di 
Ottorino dei Grill-i da Varino Not. 

Del 14*4. Dalla Vifita del B. Giovanni 
<la Toffignano vedefi , che quefta Chiefa a- 
veva per Rettore D. Bartolommeo Zacheldi, 
eh' era Sacrifta della Cattedrale, e per luì 
vi flava per Cappellano D. Battifta de Ser- 
\is , qui interrogati^ fatis competenter ref- 
pondit li 4. Maggio rog. di Martino Schi- 
vetti Notaro e Cancelliere. 

Dalli rogiti dello rteiTo Schivetti efiftenti 
nell' Archivio de' Signori dalla Pellegrina 
fi ha la Collazione fatta dal B. Giovanni 
di detta Chiefa, ficcome 1' Inventario del- 
le mobilia si facre, che profane. Dell' uno 
e dell' altro ho ftimato bene di qui addur- 
re il testimonio in prova del cambio in al- 
tro benefizio oggidì Santa Maria Maddallena 
delle Monache già San Niccolò dal Cortile.» 

* x 436. eifdem millesimo , Indiét. . . . die 
quinto Decembris Ferraris in Epifcopali pa- 
lano, in Studio viridi novo Superiori prae- 
fentibus Domino Graffia de Ifpania utriufque 
Iuris Dottore de gratia S. Pauli Civ. Fra 

Dono 



y io} x 

Dono Antonio de Mellaria Archipresbltero 
Mellarize. Dono Antonio de' Steffanellis Re- 
dorè S. Agatae Villi? Sablunceli Inferions 
Dioc. F. et al. Coram Reverendo in X. Pa- 
tre Domino Iohane de Tofignano Epifcopo F. 
perfonaliter conftitutus D, Bartholomeus de 
Zacheldis. Recìor Ecclefla: S. Michaelis Vil- 
la; Perii Curata: , et EccleCix Sandi Petrì 
Villse Rontonduli fine Cura Dioc. Ferrar, 
et Donus Iohanes de Mutina Red. Ecclefiae 
S. Niccolai de Curtili Civir. F. volentes in- 
vicem permutare D. Bartholomeus renuntia- 
vit didas Ecclefias Perii , et Rontonduli , 
et dictus D. Iohanes renuntiavit didam Ec« 
clefiam Sandi Nicolai a Curtili in manibus 
prsefati Domini Epifcopi § Qui Dominus E» 
pifcopus admifìt ex causa permutationis pra> 
did# § Et inveftivit d, D- Bartholomeum 
de Ecclefia praedida S. Nicolai a Curtili , 
fada praefentatione per Francifcum de Liba- 
norio Cancellarium ex parte D. March ionis 
Patroni didas Ecclefiae § Item impofuit D. 
Antonio de SterFanellis tenutam . Praefentibus 
ibidem D. Uguljno de Vrbeveteri Archipre- 
sbitero F. Aio et noie. D. Anthonij Eften; 
D. Antonio de Salla fuo, et nomine D. 
Petri de Saliceto . D, lacobo de Miforis , 
D. Alberto de Ipocratibus , D. Petro de Ta- 
bofis, D. Nicolao de Baffo , et Domino loa- 
chino de Cancélerijs omnibus Canon. Fer. 
refFidentibus , excepto D. Nicolao de Mar- 
teilis, qui repentur . . . . Dioc. F. tamen 
citacus non acceffit reprefentantes totum Ca* 
pituluin F. et confentientibus permutacioni 
C 4 huìufc 



)( io 4 X 

huiufmsdi , et omnibus in profetiti inftro 
contentls prò hac vice dumtaxat, refervan- 
do omtie ius quod habet Sacriftia in ditta 
Eccle.Ga SarnTci Nicolai vigore unìonis de 
cadevi alias di&ae Sacriftize fa<5l2s contra quof- 
cumque alios fuccefsores dicli D. Bartholo'.n fi 
§ Item prcefàtus dominus Epifcopus inveftTHt 
D. Iohanem de diotìs Ecclefi js Perii , et Ro- 
tondali § Item impofuit ditto D. Anthonio 
de Stefanellis tenutam § Qui D. Bartholo- 
meus iuravit fidelitatem § Et dittus D. Io- 
hanès fnniliter iuravit fidelitatem . Ego Mar- 
tinus de Schivettis Not. Prajfatus D. loha* 
nes Rettor elicla Ecclefix S. Michaelis de 
Perlo fecit inyeiitarium de bonis mobilibus 
ditta: Ecclefie videlicet§ Uam Planetam de Sin- 
done More'o cun frixo rubeo antiqiiam ful- 
citam, unam Crucem de Ugno vetuftiflìmam, 
duo Candeiabra ferrea cum pedibus ligneis, 
unam anchonetam prò pace danda , unum 
cufinetum de tela prò MifiTali, unum lapide. n 
facraturn , unum palium de pano rubeo cum 
Arma iiiorum a Caris, duo mantilia , et unam 
tobaleam virgatam fuper Altari, unum turi- 
bulum prò incenfo, duo alia candeiabra ferrea 
cum pedibus de ligno, unam anchonam magnain 
pofitam fuper altari, unum Mifsaìe fecundum 
Curiam Romanam , unum Calicem cum 
cupa de argento, et patena, et pede de ramo, 
unum librum predicabile in cartis bombaci- 
n& antiquiiTimum, unum catacumenum nou- 
um, unum tintinabulum prò corpore Chrifti, u- 
num librum cum Òmilijs vatuftiflìmum , , u- 
num liberculum in quo eft notat. Khirie , 

unum 



X *°; )( 

unum palium de p'gnoJato albo cum cruce 
rubea cum anni.s illorum a Caris, unam 
planetam de findone lacerata ; unum manipu- 
lum de findone rubeo; unum mantile virga- 
tum . 

In Dómibus Ecclefise 

9 Duas Culcidras de tela cum puMnis, u- 
num Gaplzale de tela cum plumis , unum 
par linteaminum quaiuor telorum prò quolì- 
bet ; Unam fclavinam , unum fpetum prò car- 
nibus , unam patellam , unum bancum Sca- 
ranatum, unum difcum paruum y unam ca- 
pfam de nuce , unam aliam capfam foratam, 
duas capfas veteres, unum palium prò rrior- 
tuis , unam càtenam prò igne parvam , duo 
vafa antiqui Mima , duo alia v afa desfondata, 
unum tinacium de Salice, duos baptifìnos 
prò vino; unum Iabe^em de cupro, unum 
paroletum mediae fi tuia:. * 
* Ego Martinus de Schivettis Not. * 

H titolo della Parrocchiale di San Mi- 
chele di Perlo, qual efifteva ancora dell' An- 
no I476- efTendo Vefcovo di Ferrara il Pa- 
triarca Battolommeo dalla Rovere , venne 
notato nelT Eftimo del Clero, - Avere Gie- 
xia de Perlo 1. 60. D- Mauro Sarto. Ven- 
ne di poi difìrutta per fare il gran Parco , 
e delle fue rendite coli' autorità del Card. 
Ippolito il. d' Efte 1' Anno 1560. quando 
andò Legato di Papa Pio a Carlo Rè di 
Francia, riè fu trafportato il Titolo, ed. e- 
retta una Cappella nella Chiefa già Parroc- 
chiale 



X io6 )( 

chiale di San Vitale M. in Ferrara > che 
fi conferifce in titolo. 

Fatto il Parco dal Duca Ercole I, eiifte- 
vano ancora le Ville di Longoia , e di Per- 
lo , come dalla feguente Grida tolta dal 
Reg. Pub- n. 76. /vnn. 1470. fol. 66. 

* Proclama pio Barcho Domini Per obvia- 
re ai dani, et Scandali che ogni giorno fi 
tra vano facli nel barco di belfiore del noftro 
Illrho, et £\mo Prencipe cui nò picola 
difplicentìa de fua Illma S. se fu com man- 
damento per parte del perefato Sgnote , che 
nò fu alcuna perfona de che condizione 
voglia efler on fia eh offi on vero pfumi 
da qui inanti inrrare nel diclo Barcho ne 
di fopra via dale Muraglie ni per li buxi 
ni per porte di quella per tuore, et expor- 
ta r e frucìi ni alcuna altra coda fenza licentia 
del Caftaldo fopra epfo barcho deputato a la 
pena d' 1. diexe m. et de tre flrapade de 
Corda per cadauno, et per cadauna fiada 
che fera contrafa&o applicanda per le doe 
parte alla MaiTaria Ducale , et per 1' altra 
terza parte alo accufatore ò vero inventore 
el qualle Accufatore fera tenuto fecreto , et 
pagato incontinente et fé Io accufatore fofìfe 
flato in compagnia di quelli che fodero accu- 
fati per lui li fera perdonato liberamente. 

* Die jj. Julij de mane hora tertiarium 
148». 

* Retulit mini Petro Capellino Not. ai 
offitium Xlf Sap. Francifeus a Cornu pub. 
Banì'or Comùnis Ferraris fé cridaffe , et pu- 
jblicailè ftiim proclama ad Feneftras fy? ld; 

Palati; 



X 107 )( 

Palati; Juris Comunis Ferrarla ut efl de 
more &c. 

Die dicìa de fero Relit Francifcus preco 
pub'icalTe di&um procUma fuper angulo do- 
mus M- Zili aucupis in Burgo Leonis alta 
voce, ut eft de more, ac in loco di&o 
la Tavernella. 

Die m. Julij de mane hora tertìarum 
retulit Francifcus a Cornu iterum publi- 
cafie flùm* proclama ad Feneftras Spaldi 
Palati; &. 

Eodem die in vefperis Retulit Francifcus 
a cornu publicaiTe fuptum proclama in Villa 
Longulze , et in Villa Perii . 

Altro Proclama trovafì in detto Libro 
al fol. i2. contro gì' incifori delli Piop- 
pi piantati nella Via degl' Angeli , non 
ancora comprefa nella Addizione Erculea. 

Perche nov amente la è ita commetto 
un novo excelìo , et ribalderia nella via 
de Madona Santa Maria dalli Anzoli , 
fpaflTo bello , ameno , e delectevole per ef- 
fer fià tagliato alcune piope ne !a via 
eh' va alla certofa, et re la via eh' va 
dal ponte del Barcho alla giefa de la nof- 
tra Donna , coffa eh* e fom amente def- 
piaciuta alla UIuRriflìma N. S. la Exa del 
quale fa ad fa per a qualunch' par che 
fapefle li Malfafluri on uno on più lì 
deba denunciare al Magnifico Meffier 
Iacomo Trotto Iudice di XII. Savj de la 
Cita d' Ferrara; et guadagnarà fubito da lui 
lire diece m. et fel fufse uno d. quelli me- 
definii eh' hayeile commefiò tal mancamen- 
to 



)( io* }( 

to Infieme cu altri et accufi li Compa- 
gne delinquenti guadagnar» le di&e lir X. 
m. et ferali perdonato la fua pena, et 
anche fera tenuto fecreto fa li piacerà , 
la quale pena hark ad aggravare , et mo- 
dificare lo prelibato lIIuflrifTìmo Noftro S. 
fìcoiTio parerà, et piacerà a fua liluflrif- 
fi ma S. 

* 1476". 7. Mai}' publicat. fuit fuprafptum 
proclama per Francifcum a Cornu publi- 
cum Banitorem 1478. prim. Maj iterum 
publicat. 

Il Duca Ercole volendo fare il Parca 
per fuo divertimento alla maniera antica 
dell' aucupio collo Sparaviere, e Caccia 
con ì Cani , fece collocare fopra la gran 
Porta del medefimo 1' Anno 1475. princi- 
piato , ne' due anni antecedenti , i fe- 
guenti quattro Verfi comporti dall' egre- 
gio latino Poeta Ercole Strozza, incili in 
marmo, che poi furono levati quando fi 
dilatò la Città; e le pietre fcolpite con 
li medefimi andarono ne' bancaletti degli 
antichi Feneftroni del Palazzo fatto per V 
Arcivefcovo di Milano D. Ippolito fuo fi- 
glio, che fu poi Cardinale, nel rimoder- 
nar il quale ritrovati , furono a me do- 
nati dal Sig. Marchefe Francefco Gavaflì- 
ni oggidì Giudice de' Savj , quali ho rat* 
to collocare in un mio Giardinetto a Co- 
drea, col farci incidere fotto olìm ad Par* 
fum MCCCGIaXXV. e fono ♦ 



Qhó 



)( i°9 X 

Qua fpatìofa bofpes mirarìs clauftra Ferarum 
Harculis bete magni funi monumenta Vucis 
Vofi cbitas Regni curas , urlìjque lalores 
Venatu , et placidi* bìc *vat,at aucupijs 

Oggidì al luogo del Confortano del Sig. 
Conte F ancefeo Greco dalla Mirandola, o- 

riundo Ferrarese, dove già fu Perlo, e fua 
Chiefa , trovafi un Oratorio dedicato fotto 
il titolo della Beata Vergine; fìccome al- 
tro trovafi dedicato fotto il titolo di S. 
Giufeppe eretto dai già Agoftìno Scutella- 
ri in un fuo podere, dove il Marchefe 
D. Guido Bentivoplio d* Aragona Glande 
di Spagna, Nobile Veneto, Remano, e Fer> 
rarefe vi piantò con vaga Abitazione di 
trattenimento un belliilmo Giardino. 

V erano nell' detto Parco le Chiefe 

Parrocchiali di Santa Maria in Cattinara , 
e Santi Filippo, e Giacomo di Longola 
fin dell' Anno 1153. ragioni del noiìro 
Capitolo, vedendoli lotto il di 5. Aprile il 
feguente documento di Prefentazione degli 
Vomini di Cattinara fatta al noftro Ca- 
pitolo , come dal fuo Archivio * L. f B„ 
1155. Anno domini milles'mo dficetn trigefimo 
tettiodie quinto Men. Apr. tempore G;eg. ppas. 
Federici impr. Indie, fexta in Canonica Ferr. 
pfént. preibiteio Vbto Demino lóhe de 
Bagno Marfionario, et Rinabno, et Boma- 
rtin. eft Ret. Petrus Cavarzellanus Cati- 
nanae dicebat , et Bomartinus de eodem 
loco noie univerfitatis Gatinanse, et ex par- 
te UBJ7 



)( no X 

te univerfitatis iam diftaz prefentavit Domi 
. no Ruftico, et Domino Preposto Prebitero Ge- 
rardo, et Domino Ugucione Can. Ferr. et- 
pro ipfo Capitolo Pbrijm Petrum, qui fuit de 
Pad. petendo ipfutn deberì invertire de Eo 
clxfia. Catinar. et Dominus Rufticus Archi- 
presbiter Ferrarla; de confenfu fratrum fuorum 
ibi adftantium vifis litteris teìtimzmialibus de 
Sacerdotio ditti Petri cum libra inveitivit 
dittum Presbitenim Petrum de Ecclefia Sanila; 
Maria; de Catinaria tam in fpiritualibus qua 
in temporalibus . Et pali h xc ditt. Presbiter 
Petrus iuravit fidelitatem ditto Archipresbi- 
rero prò Gapitulo Ferrar, fecundum formam fi- 
delitatis in Evangeliftario fcriptam . 

Ego lacobus Imperiali autt. Slot. pra»fens ac 
fiiptum mandato Domini Archipresbiteri fcripfi. 

La Chiefa di Catinara con quella di Lon: 
gola, unite ragioni del Capitolo al tempo 
del B. Giovanni da Toffignano , furono con- 
ferite nel feguente rrodo, coma fi ha dst 
rogiti dello Sjhivetti l'oprano mi nato . 
* Eifdetn milleximo 14$;. et Inditt. 15. die 
fecundo Aprilis Ferr. in Ecclefia Gathedralì 
in Sacrifta eiufdem Ecclefis pntibus Oona 
lohane de Bsnintendis Rettore Ecclefìas San- 
cii lacobi Villa; Manforum Sanili lacobi Dioc- 
Ferr. et Iacobo Tempefta filio qm Criftofo- 
ri de Contratta S. Ro/nani Civit. &c. et aliis 
Ven; et Egregi; Viri D. Ugolinus de Urbe 
Veteri Archipresbiter Ecclefia; Cathedralis Fer. 
D. Antonius de Salla, D. lacobus de Mifo- 
tis, D. Nicolaus de Malchiavelis Decretoru.n 
Poftor ^ Petrus <X$ T&ofiis , et D. Iona* 

chinus 



X in K 

chlnus de Cancelerijs orrmes Canonici Ferr; et 
rapraefentantes totum Cap'um ipfius Fcc. Ferr. 
Vacante Ecclefìa Sancii jMar'a; de Catinaria, 
et S. lacobi ce Lune o^ a Dioces. Ferr. u« 
nit. per acceptaticnem faclam per dormiri Ja- 
cobum de Au<:ufìinis olim Ke&orem ipfarum 
de Ecclefìa S. Petri de la Frata quar. Col- 
latio ad dicium Capitolum de iure , et an- 
tiqua confetudine vigore Priviltgiorum ipfius 
Capituli fpecìat, et pertinet inveftiyerunt per 
defponfat'onem Anuli D. Archipresbiteri do. 
num /acobum qm Jchanis de bonafata de 
Leate praefentem § infuper commiferunt Dono 
Bartholomeo de Zacheldis Carellano et Sa- 
crificano Epifcopatus Fr. quatenus rcnat in 
tenutam § item comifeiunt dicìo drno Ja- 
cobo Becìori novello quatenus fé prefentet 
D. Epifcopo F. prò Cura in friialibus obti» 
nenda. Qui D. lacobus Reftor novellus iu- 
ravit fidelitatera, et facere duo inventaria- 

Ego Martinus de Schivettis Nota 

* Eifdem milleximo, et Indict'one die quin- 
to Aprilis Ferrari» in Epifcopali Palatio in 
Camera prajfenti Domini Vicari D. Deotefal- 
vi de Fulgineo Vicarius in Spiri tualibus et 
temporalibus K. D- Jo. de To/iìgnan,o Epif- 
copi F. corr.mifìt curam animarum Ecclar. 
Lungulse , et Cannraris dono Jacobo qm 
Johanis de Bonafata de' Luca Ecclefarù novi- 
ter in ve Miri per Caplum Ferraris Ego Mar- 
tinus de Schivetix. 

V 1 era ancora un Priorato de' Menaci 

Cifter- 



X "* X 

Cifterc'enfì di Brondolo , luogo poco dittan- 
te da Venezia, nella Viìla di Cattma>a, 
dedicato a Sin Michele, e fondato da Ot- 
tonello Cuiom V Anno 1192. coli aiie- 
gnar li proprj beni in Cactmara , Brad.a , 
Longopola, iJoiTj buono, e Perlo, coti' ob- 
bligo all' Aaace di Brondolo di mantenervi 
continuamente , quanti Monaci follerò futfi* 
denti, e neceflfarj ai officiarlo . Sin d:ll' 
Anno 157J. li eh a:n5 il Priorato di Bron- 
dolo, Cattinara dalla Vdla, ove era edifica- 
to; ma il Vafcovo Bernardo di Ferrara ai 
ifìanza de' Fratelli Pietro , ed Andriolo 
de' Cnrioni pij Cittadini Ferrarefi , aven- 
do citati li Ciltern'enfi , che lafciato ave- 
vano deferto qu^l luogo, ed inoffiziata la 
Chiefa, ne fece un Qias Padronato di Be- 
nefizio femplice di loro famiglia , che oggi- 
di è aggregato alla v!»cropolitana di Fé. ra- 
ra per la metà delle rendite , e 1' altra 
metà difpoìa a foHievo de' poveri di 
Criflo , cne di poi ron autorità A- 
poftolica di Pipa Pio II- V Anno 14,(1. fu 
annetta alia IVI via Gommane de ; Cap > dilani 
del Collegio .itili Cattedrale per rogito di 
Lodovico Em.liani Notaro . \ieft* Chiefe fo- 
no nell* e III n > d 1 ! Clero tatto I' Anno 1410. 
cosi efpreiie. * Eeclefia Perii fold. o. de- 
li, quatuor quatriai tres Ecclesìa Lun^ulae , 
et Catinatiae Col. o. l?n anus quatr. unu* 
Prioratus Bondul; To', unus . * 

Nella V'ita del Beato Giovanni da Tof- 
Cgnano Vefcovo di Ferrara dell' Anno 14)4. 
per i rogiti di MfeKìaoj /Sebi tetti Notaro , 

•he 



X "? )( 

che fi confervano nell' Archivio pubblico de! 
Palazzo della Ragion Civile; vengono effe 
Chiefe de fc ritte nel feguente modo- 
* 1434. Dominica z. Maij Ecclefia Sancii 
Mathei in Burgis Ferrari» cum hofpirali D. 
Antonius de S. Severino Prior in ditto hofpi- 
tali , qui dixit fuum hofpitale effe exemptus 
3. Maij Sanali Jacobi , et Ph'lippi Longulas, 
et S. Mariae Cattinariar ipettantes ad coU 
lationem Capituli Ferraris derelitta a D. 
Iacobo qm Auguftini de Becharijs ohm Re- 
ttore, qui Rettores non pofTunt ilare ibi ni- 
fi per otto menfas , propter tenvitatem re- 
dituum ; homines Camnaris promiferunt prò 
reparatione dittae Ecclefia; deflruttse . 

* Prioratum Bronduli in fondo Cattinanze 
non curatum D. Andreas de la Mela Prior 
interrogatus a D. £pifcopo fuper capituli» 
rude rei pò n di t. 

4, Maij S. Michaelis Perii D. Barthofome- 
us de Zacheldis Rettor, et prò eo D. Ba- 
ptifìa de Servis Capellanus, qui iorerrogatua 
fatis competencer refpondit, S. Matiae de Fon- 
te Lacuscuro ad hofpitale non curatam Io- 
haninus de Zonta de Ferrarla, qua? fcola, et 
Maflarius funt miniftri ditta» Ecclefa?, et 
hofpitalis, letti 13. Cavezali 36. un Caval- 
lo vecchio che nò pò andare fé vvj voli- 
fi ( ita ; 5. Maij Ecclefia Franculini D. Bon- 
zonus Rettor ignoranter refpondit . Hofp'tale 
S. Antoni] in ditta Villa Barrolomeus Gal- 
ganus de Franculino ibi Prior fine titulo 
letti duo funt in ditto hofpitali . * 

* Sancii Ioannis Boari* D. Tura de F*ef- 

H coliate 

\ • 



X «4 X 

colina Redìor, fatìs ignoranter refpondit , et 

dtxit fé in Gramaticalibus modicum inftitutus 
quod nunquam ìvit ad fcolas , et illud quod 
fot, fcit per praclicam ; monuit D. Epìfcopus 
ut fé debeat dare ftudio legefidi , et cum 
peritis converfari, et difcere , et intelligere 
quod legit . * 

Quefte erano le Chiefe , che nel gran Bar- 
co lì trovavano, fiate diftrutte, eccettuate 
quelle di Francolino , nella quale fi fepelli- 
vano i morci di tutte le altre Cure , come 
dà un. elame di teftimonj per il Capitolo 
contro Pietro della Mella, che godeva il 
fondo di (Villa Mana direttario del Mar- 
chete . 

* Vilentinus iuratus dicit quod policinum , 
quein Petrus de la Mella habet a Domino 
Marchiane elt de fundo Villa; Mana; , et de 
plebatu Epifcopatus Ferrariae, et ciedit Do- 
minum Marchionern habere ilium policinum 
per hemphiteufin ab Jbpifcopatu Ferrai ix , et 
dicit quod ille qui manet in policino Bau- 
ci de SegnoreHis , qui eft conna front e m 
policini Petri de la Mella pergit cum illis 
de Villa Manna ad agperes, et veniunt ad 
Epifcopatum ad Baptifinum , et illi qui ma-- 
nent in policino Petri veniunt ad Ecclefìam 
Francolini ad audiendum .Miriam, et dicit 
quod ipfe habuit quartefmm decima: a filijs 
Storci Muraroris de policino Avolefi , qui eft 
ab altera parte Ganalis versus Ecclefìam S. 
Donati prò Canonica, et omnes qui funt i- 
bi veniunt ad Ecdefiam Francolini, et ac- 
cipiunt Oleum , et ea qua: funt necetfaria ad 

salutem 



K"5)C 

falutc-m aaimarum , et veniunt ad Epifcopatu 
ad Baptifmum et ad Ecelefiam Francolini (e- 
pelliuntur , et dicit quod ipfe prò Canonica 
petijt quartefìum decima illius policir i Petro 
de la Mella a tempore quo fruam cepit de 
eo habere hucufque , et ipfe Petrus fìbi tef- 
ti dicebat policinus coftat rn-hi C. lib. irli— 
ples Solvant Canonici mihi XXV. l'ib. ipfi 
et eis ego dabo q. debuero - * 

Motivi , cr>É fi deducano da' Laici per 
non pagar le Decime aouute alle Chifefe , 
ed Ecclelìaftici per ragion Divina; venga- 
li la Geneiì C. 14. 18. Lévit. 27. r>. 1$. 
Deuter. 12. 14. 26. Reg. 8. Para' $1. fc-<ir. 
io. tì&b. 7. ed i! Concilio Lateisnefe IV. 
Gen. o Ecum. Xll. Cap. 12. 15. Can* 53. C. 
Cum non fit anzicche fn Configli a to il Duca 
Ercole I. ad erigere la Dignità del Primi- 
eierato in qutiìa Chieù de propri) fuoi 
Beni, che già fino ab antiquo v' era, e 
ciò in foddisfazione di quài.to Bell- Addizió- 
ne Erculea occupava delle rendite dei Capi- 
tolo , ciò riguarda al Quartefimo . L' A: no 
1506. li ii. Novembre per rogito di Gen- 
tile, de' Sardi Not. > e Cancellar Ducale ref- 
tó^ ancora fuori del Bai co la Parrocchiale 
della Boara; e dove era la mentovata Chie- 
fa, ed Oratorio collo Spedale della Compa- 
gnia di San Giovanni di Ferrara, fu eretta 
la Parrocchiale di qua dal Vefcovo Giovan- 
ni Fontana del 1594. con tutto ciò, che 
deferive M- A. Guarini fucceduto a fuoi 
tempi. Qui folo per dimoftrare qna! fofle 
ìi Plebanato della noftra Cattedrale , ed il 
H 2 luoghi 



)( n6 )( 

luoghi , che al nofìro Capitolo pagavano il 
Quartese delle Decime , che tutte li dove- 
vano al Vefcovo ; regifìraremo la Bolla di 
Papa Eugenio IV. data in Ferrara 1' Anno 
1458. da cui fi ricava quali follerò i luo^ 
ghi allora coltivati , ora dentro, e quali 
fuori di Ferrara; ma prima convien dire, 
che la Chiefa del Ponte di qua ha una 
Tela con li Santi Rocco, Sebafìiano, e Te- 
refa di Carlo Bononi ; un' altra con S- Car- 
lo delio ftéffd ; il Battefirno nel Coro del 
Salvatore del Sig- Francesco Pellegrini; uno 
Stendardo colia Beata Vergine, San, Dome- 
nico ; e Santa Rofa del S.g. Giuleppe Ghe- 
dini . 

La Confraternita di San Giovanni BattifU 
ha fatto ornare il tuo Aitale, e Cappella 
coli' antica Immagine della Santiffima Ver- 
gine prima elìdente nelT Oratorio , ed Of- 
ptal luo con Stucchi , e Figure del Signor 
Pietro Turchi. 

Ha un buoniffimo Organo fatto da un 
eccellente Artefice - 

Dalla Vifita del Cardinal Lorenzo Maga- 
lotti , Vefcovo di Ferrara 1651. z6. Aprilis 
fol. 778. dell' Archivio Arci vefco vale . 

* Ecclefìx S. Ioannis B^ptifìa: Pontus Cif- 
padani . 

* Exftat in Ecclefìa fepulcrum Sacerdotum 
in quod cum primum per temporis, et ae« 
ris qualitates licuerit transferri , mandavit 
fcilicet intra fepta Altaris Maioris offa per- 
empti Rev. Vincentij Zerbini Sacerdotis de 
de q. Ecclefìa Recìoris, qui grattante in diclo 

loco 



X H7 )( 

/ 
*i3Co pefte , cantata fervens animam fuam 

prò ovibus pofuitj fummaque laude dignii 
apud eos fé fec:t , et in translatione de- 
cani ••fTìmum funus , ut eius in popuiutn 
merita, et populi in illum dile&io exigunt 
duci, qxiod utique , et illius Populi pietate 
praeitandum erga hanc probum Sacerdotem 
plunmum in Domino confìdir. , et enixé 
cohortatus eft* 

Jn quefto B-rgo v' è 1' Oratorio , ed 
Ofpizio de' Cappuccini fatto 1' Anno 1617 
a di Ior comodo. Veggafì il Dott. Ago- 
stino Fauftini Lib. 6. pag. 98. nelle Sto- 
rie di Ferrara annette a quelle del Sardi. 

Quivi vedonfi li belli Granari con Via 
coperta, quale dal Canale Panfilio ,che vten da 
Ferrara il dilunga fino al Pò , fatti a 
proprie fpefe dal Cardinal Giovanni SterTano 
Donghi, mentre era Legato , e fitto Vef- 
covo di Ferrara, donati al Sacro Monte 
di Pietà r Anno 1666. 

Bolla di Papa Eugenio TV. in cui dr- 
ch : arafì, qual fia il Plebanato della Cat- 
tedrale di Ferrara, al di cui Capitolo ap- 
partengono la quarta parte de' frutti de- 
cimagli, che fpettano al Vefcovo, ora Ar- 
civescovo di detta Chiefi . 
* Eugenius Epifcopus S?ruus Servorum Dei 
Venerabili Frati Lodovico Epifcopo Forlivi- 
nenfi , et diledo Blo M. Abati Mon afte- 
ri j San&aì Maria? de Nomato V . r .-■ ■ -n. 
Dioc. in Civitate noftra Ferrariea. ; refidéa 
falutem , et Apoftolicam bened'3, Ai hoc 
Divina nos Miferatio, licet immerito, Cu- 
li ? viger* 



)( *M )( 

viveri fedem confcendere volu't , tìt noftri 
per adm nicula m ni fieri j fua quibusiicet Ec- 
clefijs, ac pérfonis Eccefiaftic's iura fervenrur , 
et quib s lite d fpetìdijs subijci poflfint con- 
tent.une. eciam !i r iu n feponantur anfraclus . 
Exhbìta fìqu'deftg n^Hs nuper prò parte Ven. 
JFrK noflri ioannis Epiicopi F*rr,- ac diletto- 
ru il fili'iram V ;:b.!p r es'->iteri, P-xpofiti , et Ca- 
potili Ecc'efiae Fsrrarien. petitio continebat , 
qu>l licer cmìn^s Plebanatus Epifcopij Fer- 
rara ab Eccìefìa ipfa incipien. et verftts Q- 
r ; enté tranfeundo per Policinum Ferrarla; 
ac medium P*di, ibidem ufque ad Villam Scornij, 
et ab 'ila etiam verfus Oientem, partiopando 
cum Septentrione ufque in parte Villa: Boaria:, 
u.qae ad vìa, qua ad Biurios tranfitur nec non 
ad ea gradiendi verfus feptentrione ufque ad 
F'Mncolinum Villae Manas ai medium Padum 
ibidem, et inde verfus Occidentem, etiam 
partecipando cum Septentrione , ufqwe ad Du- 
cias veteres Crifpanze Pontus Lacus Obfcuri , 
et ab inde per Canalinum proflcifcendo ver- 
fus Occidentem, participando cum Meridie 
u.qae ad Ducias Crifpanx de CafTana , et 
hic tranfeundo Padum ferraria; verfus Oc- 
cidentem', ufque ad turriti Porupto , et ab 
illa defcendendo verfus C'cidentem, et par- 
tecipando cum Meridie, ufque ad turrrm fo- 
vea:, et ultra penziam Magnifìcor. de Pepo 
fé extendant , ac pars VUIas Boaria?, nec 
Francolinum , et inibì medius Padus , a Du- 
cx Turres ac Pareti a huiufmodi nec non Pio- 
pa? Sancii Ioannis de Cova lunga inferioris, 
ac Sancii Gulielmi , ac Sancii Leonardi Leo- 
ni*, 



X »9 )( 

nis, nec non Santi Blafij Portamm , et to- 
tius San&i Luca;, ac San&i Iacobi Burgoru 
Ci vitatis Ferraris cum tota Villa ultra Pa- 
do, confinando cum fovea territori)' Ferrarien. 
ac territorio Bononien- divLien., nec non S. 
Lazati Porti Fari , Faci Mortili, Vigofecli , 
Villze Coghomarij, Pontis Malpafi , Cafalechi 3 
Bo'zonella?, Santa! Malgaritas Pavolarij, Fulli , 
Zudechae Turrefinorum , S. Agnetìs , Cildiroli 
Corregi , Curii Neapolionis , Vallis Ferrarti 
Valifella?, Longula?, Vili* Catenaria:, Fulcri fio-» 
Vis , Roncalea; , Vallis Fufchas, Roncagalli Pon- 
ticelorum , Perii j Rraidae, Brondu'J. , Do^oboni, 
ac terrarum, et vinearum iuxta Cr'fpana ri 
Duciarum, Pontus Lacus Gòfcuri , et CarTana; 
pofitarum, nec non Pomicellorum totius Miz» 
zana; ufque ad Caffanam fundi , five loca 
infra dictos limltes fore d'gnofcantur , ipfì tam 
Epus Archlpr Przept&s et Capitùm fuper huìuf- 
modi limìbus gefiituri q. videntur tempore for... 
defuper haberi certiiudinem propenfius affé- 
clantes. Nos itaque di&orum Epifcopi Ar- 
crrprsesbiteri , Prsepofifis, et Capituli in hac 
parte fupplicationibus inclinati, difcretioni vef- 
tra» per Apoftolica fcripta mindamus, quate- 
nus Vos , vel alter Veftrum, vocatis omni- 
bus, et fingulis quorum intereft, nec non 
alijs , qui Tua puca^erint kitereflTe . . (s 
vo'uerìnt, et probandis ex àdver/b leghi- 
mi s , qux defuper ipOs fuifrapari pofHnt ra- 
tionibus, et caufis terminum peremptonum 
aucloritate nnftra proferatis, et nifi intenm 
ranones , et causas huiufmod? fufficienter 
prosaverint , elapfo termino praedi&o Iimì«« 
H 4 tes fé 



)( **> X 

tes fé ut fiora praermctitur estendere , ned 
n r >n infra ipfos, et de illis fundus, five lo- 
ca ha'ufmodi exiftere center i q. debere au- 
clontate pravità declar^cis. Teìles autem qui 
fuernc nominati, fi fé gratia, odio, vel ti- 
more fubtraxerint per cenluram Ecclefiafticam, 
ap>eilatione poftpofita compefcendo , rurfus o- 
mnia alia, et lìngula facietis , et exequami- 
ni, quae in praemtilìs, et etiam ea quomodo 
libet neceffaria fuerint , et opportuna non 
obftante fi aliquibus coniunttim, vel divifim, 
a Sede Appoftohca indultum fuerit, quod 
interdici, fufpendi , vel excomunicari poffint 
per litteras Appoftolicas non facientes piena 
et expreffam , et de verbo ad verbum de 
indulco hu ufmodi mentionem . * 
* Damai Ferrarias Anno Incarnationis Do- 
jnirìicae ivlillefuno quadringentefimo trigefìmo 
ottavo fexro idus lanuarij Pontificatus no- 
sflri Anno Ottavo . * 

Furono dal Vefcovo di Forlì , ed Abbate 
eli Nomafo Co mmiflàrj Apoftolici , che per 
AlTeill re dettero il Dott. Grazia di Spagna, 
fatti gli Atti giuridici, e neceflfari, col ci- 
tar li Pievani , ed Arcipreti confinanti , efa- 
irfnar i teftimonj; alla per fine * Sedendo 
prò tribunali Ferrari ae fuper quadam Bancha 
polita in introitu Palati) Epifcopalis a parte 
inferiori * fecero la loro dichiaracene , e Sen- 
tenza per gli Atti di Lodovico Emiliani No- 
taro F Anno 1440. il di 1 y. Luglio Indi- 
tione III. dopo il Vefpero neli' ora giuridi- 
ca , prefenti i teiVmonj D. Giovanni del qm 
Ale/landro da Durazzo Rettore delie Chiefe 



}< 131 X 

di Longola. e Cattinara Diocefi di Ferrara, 
infieme unite , Sante de' Libanori quondam 
Francefco Sindaco de' Poverz di Crirlo della 
Città di Ferrara, Francefco de' Nafelli Not. 
fil. qra Gìacopo della Contrà di S. Nicco- 
lò Superiore delia Città di Ferrara , ed al- 
tri prelente Bartolommeo de' Mezzanti Giù* 
rifperito, e Procuratore del Vefcovo, Arci- 
prete, Proporlo , e Capitolo di Ferrara, che 
in tutto accettò , ed approvò la medema 
fentenza . 

Da' Libri antichi della noflra SagrifFia 11 
ricava qual folìe la fpefa per venir a capo 
di quefto interefle , e fpedir detta Bolla . 

* 1437* fol ?*• Capitulum extraordinariorum 
Maioris Ecclefia?. * 

* ltern die ditto XXVIV. M. Iulij expen- 
di, quos fol vi Joanni de Fi e fio Not. D. E- 
pilcopi, et Rubeo Praecone Cleri caufa fa- 
ciendi fieri proclamata, feu cridas prò Sa- 
crifliae decima, quod nullus audeat levare 
Bladas , et alios recollettos fine licenza Petrì 
Cavalli Collecluris decimae Sacriftia*, et quar- 
tefiorum Capituli fol. VI. 

* ltern die ditto expendi prò uno equo ac- 
cepto ad veturam a Barone Barbero caufa 
videndi , et eundi ad deci mas Sacriti as , et 
ad quartefios Capituli in Villa Catenaria, 
et Longulas , et Perii, et in penditi js fu- 
is cum Donno Alberto de Ipocratibus Cano- 
nico Ferrarla , et hoc de mandato Capituli 
ìib. O. fol. VI. d. O. Lib. infcripto 1439. Ego 
Etol. Sacrifla R. fol. 3 a. 1439- 

* 5439. Capitulum Xm. expenfarum flraor» 

dinariarum 



)! i" )( 

dinarium di&s Sacriftiae Maior's Ecclefiac . 

* Item de Vi. lanuarij expeadi de volun- 
tate ton us Capituli caufa facieadi fieri qua- 
tiior fupplicationes Domini Johanis de Lava- 
gna a fol. ic. prò qualibet prò Plebanatu 
Epifcopatus li. o. fol. X. d, o. 

* Item die u. M, Januarij expendi caufa 
faciendi fieri copiam duarum fupplicationum 
di&i Plebanatus, quas di&avit Dominus An- 
femus correftor Bullarum li. o. fol. V. d. o. 

* Item die di&o expendi prefente d, propo- 
sto eam emendi unum capretum in carta 
Membrana caufa faciendi fieri bulla plebana- 
tus I. o. fol. iti. d. o' 

* Item die ditto expendi de voluntate to- 
tius Capituli quos dedi d. Praepofito ut da- 
ret domino Anfelmo eo quia fecit minuta 
dittae bulla: unum florenum de Camera I. oh. 
fol. uquor d. o. 

* Item die ditto expendi prefente d. Pra> 
pofito caufam faciendi regiftrari dittarci bullam 
in reg'ftro 1- o f. in d. o. 

I| Duca Ercole I. dopo la Guerra con li 
Veneziani rivoltovi tutto alla Vita pacifica 
col de fidano dell' onor di Dio , e bene del 
y»ro Hi /no, màflìme de' fuoi C : ttadini , come 
dalla narrazione abbiamo veduto per le gran 
fabbriche di Chiede, e Conventi , volle an- 
cora dilatar la Città , penfando prima di 
allargarla , togliendo dentro a quella i Bor- 
ghi di San Luca , e di San Giacomo , 
mettendo il Pò nel mezzo , che vi naf- 
fava dal Iato Meridionale, volendo farvi Pon- 
ti di pietra , e che le Mura circondaf- 

sero 



X ni )( 

fero duecento Stadj , che fono ventiquatro 
Miglia allo fcrivere di Celio Calcagnino no» 
ftro Canonico , nella di lui Vita fotto il ti- 
tolo , o Capitolo * Studia Herculis in Ar- 
chitettura, et Subftruftionibus quem ems am- 
bitus segre prius ftadia ocìuag nta comple&e- 
retur, nunc paulo minus ducente cenfetur , 
coftituerat eam mteramnam facere , ut Padus 
mediam interflueret , reliqua pars in diver- 
fam ripam abiret ^Emiliaeque accedere tum 
Ponte lateritio- et e . - . . Zeugmate coniu- 
geretur . * 

Ma le belle idee rimangono Tempre o tron- 
che , o confufe da Dio per abballare, l* al- 
teriggia umana , permettendo , che nulla vi 
fia di ftabile , e di perfetto qua giù nef 
Mondoi contentar dovendoti Noi, che del nul- 
la iiam qualche cofa, e che da una Valle, 
e da luoghi paluftri fi a forca una Città , 
che forfè poche ne ha d s eguali s\ V I- 
talia, come 1' Europa, di cui con ragione 
cantò il fuo gran figlio Lodovico Arono 
Cant. 3f. Stanza 61. facendo parlar S. Gio- 
vanni Evangelica, 

Dal Ré di Fiumi tra l* alte corna, 
Or fìede umil ( dicea ) e piccol borgo 
Dinanzi il Pò di dietro li foggiornna 
V alia palude un nebulose gorgo 

Che 'voìgendofi gV JLnni la più adorna 
Di tutte le Città d' Italia fcorgo 
N®n pur di Mura, e d" ampi tetti regi 
Ma di bei ftnd] , e di cojiumi egregi. 

Sì 



)( i»4 )( 

Si fpecchrno i noftri Concittadini adunque 
fn quarti fentimenù , e fi rammentino i 
JFerrarcfì antichi . 




AG* 



X «$ K 

AGGIUNTE. 

Alla pag. 6. Li due Marmi di Pano elì- 
centi nella Cappella del Battiiìero (colpi ti con 
Pavoni, che mangiane Grappoli d' Ova , e 
Croci con Pigne, lìmboii uella Divina Pa- 
rola, ed infegnamento a Fedeli, che gufUr 
devono della medtfima , quale aeri va dalla 
Croce, e patimenti del Redentore fìmboleg- 
giati nelle Pigne, frutto che tiene àlcofo il 
fuo fuccofo nutrimento. Qnefti er^Ro nella 
Canonical Cala dell' Arciprete di Vo^hiera , 
che air iflanza mia vennero trafportati per 
ordine del Card. Rutto nel fuo Palagio dì 
Belpoggioj di poi dal Patriarca Cnfpi Ar- 
civefeovo fatti collocare avanti la Facciata 
dì quefta Bafilica, defignando flabilirli in più 
decente luogo , poiché elfi Marmi compone- 
vano il Pulpito all' antico Ambione della 
Cattedral di Voghenza fatto al tempo del Vefco- 
vo Giorgio Vicobentino il giorno fecondo della 
prima Indizione , che veniva a cadere circa 
1' Anno 554. eretto co* i doni dati da Dìo, 
S Maria, e Santo SterTano a que* divoti 
primi Fedeli . Sopra quefto Pulpito predica- 
rono Vefcovi di Santa Vita finche fu atter- 
rata detta Chiefa, su ciò leggafi il Mura- 
tori Antiq. Medij ^vi dife. 64. 

Il Padre Mabilion nel Iter Italicum Mon- 
signor Ciampini Bafiliche antiche , Sarnelli 
ìpafilografìa , Fabri Memorie Sacre di Rave- 
na . il Dott. Ferrante Borfetti {opra fi raro 
antico Monumento d' antichità cempofe il 
feguente verfo . Non 



Nonfuit hie Divi Jed Vrafuiis Jtmbù Georgi « 

Nella fletta Cafa Canonicale di Voglvera 
efiflè ancora un antico Vafe Battefimale , 
che I' Arciprete D- Ulifle Ungarelli fi efi- 
b\ di cedere al P.ubbl'co Smdio, quale non 
fu curato ; e ha all' intorno del Labbro la 
feguente ifcrizione,. 

TEMPORIBUS DN. ENRICI REGIS 
ET INGHONfS , EPISCOPI EGO 
QU1DEM ED1FICAB1T ECCLESIA 
SANCTI STEFANI, ET SANCTI 
GEORGtJ OMNES IN HAC EC- 
CLESIA GOMBENÌSTI ORATE 
PRO ME MISERO PECCA- 
TORE . 

Pag. 48. Ewi ìn quella Chiefa il Ceno- 
tafio del famofo M. Aurelio Galvani I. C. 
che lafció la di lui copiofa Libreria, e que- 
fìi Padri Teatini . 

Pag. 57, AH' Aitar Maggiore in S. Do- 
menico fono li Ccrpi di Santa Leonzia M. 
Nomine proprio eftratta dal Cimiterio ; il Corpo 
di San Fortunato Martire eftratto dal Cimi- 
terio di Califìo,- II Corpo di S. Fortunato 
Martire dal Cimiterio di Sant' Agnefe , col- 
le Offe de'' Santi Martiri Severino, Colom- 
bo, Donato, e Placido; Teodoro, e Pio ; 
e delie Tefle delle SS. Cortanza, ed Illu- 
minata parimenti Martiri. 

Ebbe in quefta Chiefa fepolcro il P' Sa- 
cerdote 



X **7 )C 

cerdote Bartolommeo Borfetti Poeta, e Scrit- 
tore di Opere aloetiche * V Inquiiìtore An- 
drea Cortini da Forlì, e rr.olti degni ag- 
getti* Le gran Calle di marmo, che erano 
nell' antica Chiefa fai vaie in p^rre, di 
prefente fono fiate collocate nell' antico Chio- 
itro , e fra elle quella del famolo Pellegri- 
no Prilciani Antiquario della Patria, e le 
rimalìe Memorie, e mezze Statue in altro 
Claulìro fono ftae efpoiìe alla villa de ; Di- 
lettanti . 

Pag. $'j. in Santa Maria Nuova la Cappella 
Bonlei fu demolita fbujdu in peritol di cadere. 
Pag. 139. Queiii Beligofi per il Breve di 
Nolìro Signore Clemente XiV. *i. Lug. 1775. 
fono flati Secolarizzati , reiUndo foggetti all' 
Emo Ord n&rio &c- 

Pag. 194; e 199. Le due Confraternite 
antichiflìme della Scala, e S, Sebaftiano per 
ordine Pontifìzio fono fiate fopprefie , e le 
loro rendite applicate al Luogo pio degli 
Efpolìi . Venne ancora atterrato il Capitello 
nella Via di Belvedere . i 

Pag. 257. II CrccefifTo dirimpetto all' Al- 
tare di Santa Giuftina è lavoro del Reve- 
rendo Sig. Don Cefare Cittadella dilettante 
Statuario , di cui in San Giufeppe la Statuì 
di S, Niccola, e ne' Mendicanti le Statua 
laterali all' Aitar Maggiore. 

Pag. ii 3- Ne' Sepolcri de' Sereniffimi Ef- 
tenfi giacciono Alionfo primo, Duca Ili. , e 
Lucrezia Borgia fua feconda Moglie, ed Er- 
cole IL Duca 1111 ; Eleonora , di lui Figlia 
nubile , e Lucrezia, che fu DuchetTa d' Ur- 
bino . Pag. 



r Pag. 179- Li due Angioli all' Altare del- 
la Concezione fono del Figlio d' Angelo Fio 
Bolognefe. 

Pag. i&6. La Santa Dorotea in Sagrefììa 
cella Chiefa del Buon Amore fu dono del 
Cap. Domenico Vendeghini Poeta non vol- 
gare, Je di cui Oda con onorevol memoria 
fono fuori di detta Chiefa ,• fu egli uno 
degli Accademici della Se ! va aperta nella 
Cafa dell' Avv. Pari* Favali, di cui non 
fi è fatta ricordanza, eflendo abballarla no- 
to alla Reppubblica Letterari , e giace ia 
Santo Spirito. 

Pag, 300. Ebbero nelle Chiefa di Sane 1 
Andrea fepolcro dopo folenni efequie il Pa- 
dre Pecorari Ferrarefi Vicarj Generali della 
loro Congregazione, di quella Congregazione 
fu il Padre Mazzaferrata Scrittore accurato 
delle Morie Ferrarefe, che non fono Hate 
date alle Stampe . 

Pag. 384. Il Padre Gabriele Bartoli ; il 
Padre Giufeppe Renato Imperiali il Padre 
Bonaventura Mellotri , ed altri Soggetti Fer- 
rarefi fiorirono in quella Religione, de' qua- 
li degna ricordanza fi ha nell' Archivio 
del Convento. 

In quella Chiefa ebbe fepolcro Monf. Ri- 
naldo Con. Mafi, che per quaranta , e più 
Anni fu Arciprete di quella noftra Metro- 
politana fucceiìore d' Orazio Scalabrini . 

Nel Chi olirò corrifpondente all' Ingre/To 
di quello Convento vedéfì il Sepolcro dell* 
ingenuo Niccolò BarmTaldi , celebre Antiqua* 
rio, Padre dell' Arciprete di Cento Girola- 
mo 



mo notiflìmo al Mondo per ©gni genere di 
Scienze , quale meritò d' efiere dichiarato 
dalla S. M. di Btned. XiV. Prelato Dcme- 
il.co , ed in di lui riguardo la Terra di Cen- 
to dichiarata venne Città. 

Li Marmi eruditi , che erano in Tua Ca- 
fa , con Statuette fatte dal famcfo Alfonfo 
Lombardi , una volta al Sepolcro di France- 
fco Sacrati in San Domenico , fono fiati 
comprati da Monfignor do. Maria Riminaldi 
Uditore della baerà Rota Romana, e da efTo da- 
ti in dono alla pubblica Umverfità. Saranno col- 
locati nell' Atrio del Palazzo con la Cafìa di 
marmo Pano d' Arma faufìina , già in S. 
Sterrano, e facendoli V A ''are fer le Reliquie di 
S. Leo, o Leone già in effa ripofìe, tutto a fpefe 
ài detta Univerfità . 

Per Coronide della piefente Opera convie- 
ne aggiungere l- incornine iato Ingrandimento dall' 
Emo e Rfho S'g. Card. Scipione Boi g he il Legato 
eli qui fra Città , e Durato, nelT Entrata del Palaz- 
zo, ideato, e quaficchè ndotto a compimento fu il 
Rivellino, fatto alla leg a Fabbrica Efienfe di 
qu.fto Cartello fotto la Legazione del fu Fmo 
Card. Pallotta V Anno 1634. dal quale formali 
il principale ingrefìo a quefio maeftofo Edi- 
lìzio in profpetto della bella Via degli An- 
geli. La fua pr : ma ftiuttura riusciva alquan- 
to balla, e perciò il piano in aria, per cui 
f comunicava alle interne Stanze era afìai 
interiore al Pavimento delle medefrre , e 
mediante un arguito trapalo a quefìo s' u- 
uiva. Ora, rialzato efTo Piano ad egual mi- 
fura, ha fatto 1' Eminenza fua rialzar anche 
1 il 



)( 1*9 X 

il Coperto a proporzionata magnifica altezza . 
Del fecondo Piano , che Tuoi fervire al 
Principe, e Nobiltà in occafune di pubblici 
Spettacoli ha fatto ornare le fineftre,- ed al 
muro, porto , come dicemmo, in Profpetto al- 
la detta Via degli Angeli, un grandiolb Pog- 
gio dicefi ergere con decevole Parapetto; 
recando poi coperta la Ved-ita fuperiore 
del Tetto, qual finge un Terrazzo in aria. 
in buon fìftema. fi vedono difpofti ftem- 
mi , ed ìfcrizion. ; onde con lieti aufpicj , che 
i Ferrarefi coli' umile Autor di queft' 0,e- 
ra temono icolpiti nell' animo per efiere 
fotto il governa d' un Principe giudo, e 
benefico , Tetterà il nuovo Edifìdo ad Edi 
perpetuo Monumento deil* amor Paterno, col 
quale fon riguardati. 

Atesini potens Gens magnar» condìdit Avcem^ 
Aìria BurghefiuS') Profpeftum , auxitq. decorem 

PF,1TESTATI0 AUCTORIS , 

Qiiaeeunque ir, hoc TJbello de Viris Sanciitatìs t 
et Beatuiinis n;*Hius illiitjratis funt /cripta; Au- 
Bor non interi Ut nifi bijìorice ea exbibete qu* ab 
alijs scripta fu 'tt, nec ulta alia rations , cum omnia 
non ta-itun dicrstis S, M. Urbani Pape Vili ; et 
Sacris Confìit. A?licis aitJi or itati fubijciat, et eoritnd. 
legibits umiiijf. ac devotiff- in oìbas p%do S. R. h\ 
Catbolice, et Sedi Apo'ìolir-e {e obfeiuentijftme in 
omnibus, et per omnia [ubi j derido % 

TA- 



TAVOLE DELLE CHIESE , E 
LUOGHI PIJ, CHE SI CON- 
TENGONO IN QUESTO LI- 
BRO. 

C* Ant 9 Agata Priorato , già Parrocchia , 

*-J ora Cappella ne' Santi Pietro , e Pa- 
olo de* Mendicanti pag, toi. 

Sant' Agncje Priorato , e Parrocchia p. 255. 

Sant' Agne/e Conjcrvatorio d' Crjanelle 

p. 257. 

'Sant* Alejjìo Diaconia Canonicale ufficia- 
ta dall' Arte de' Pomari p. 356. 

Sant' Andrea Parrocchia , e Convento degl' 
Agofliniani di Lombardia . p. 300. 

Sant' Ago/lina Monache del fuo Ordine 

h 33*. 

Sant 9 Anna Ofpit al grande p. 140. 

Sant Antonio Aliate Monache Benedet- 
tine, p. 275. 

Sant Antonio Aliate^ detto S. Antonio Vec- 
chio Confraternita . p. 367. 

Sant' Apollinare già Parrocchia , ora Prio- 
rato + 



rato 9 e Conservatorio dì Zitelle p. 341 
Santa Apollonia Frati del Terz Ordine 

p. 286. 
Santa Barbara Conjervatorio di Zitelle p. 4 1 5 
San Bartolomeo detto San Bartolo fuori 
delle Mura Badia de' Monaci Ciftercienft 
Borgo. p. 45. 

San Benedetto Badia de' Monaci CaJJì- 
nenft Pomfojìani p. 89. 

San Bernardino Monache Cìarijfe p 116» 
San Biaggio , già Parrocchia oggidì Cap- 
pella annejfa alla Parrocchia di S. Ma- 
ria Nuova , con C$nfraternità p. 73. 
Cafa de' Signori della MiJJìone p. 202 

San Carlo Confraternita p. 139. 

Santa Caterina Martire Monache Domeni- 
cane . p. 108. 
Santa Caterina da Siena Monache Do- 
menicane . p. 85. 
Santa Chiara delle Cappuccine p. 412. 
San Clemente Priorato , e Parrocchia p. 3 93 
Sanùfjìmo Corpo di Cri/lo Monache Cla- 
tifa- p. 20 9. 
Santi Cofma , e Damiano Oratorio de' 
Speziali, p. 254.. 

S. Crifpi- 



San Cri/pino Oratorio deìT Arte de' Cai- 
kg ari. p. 242. 
San Crijioforo Mona/fero de' C erto/mi p. 116 
San Crijìojoro Spedale degV Efpofti p. 150 
Capitello nella Via di Belvedere p< 200. 
Santa Croce Oratorio della Santa Inquifi- 
zione p. 5 7. 
Santa Croce dove gf Eremiti f calze ti p. 63 
Santa Croce de' Frati Minimi p. 8 3 
San Domenico Tempio dell' Ordine de' 
Predicatori della Congregazione di S. Sa- 
bina p. 51 
San Filippo Neri Oratorio de* Preti 
della fua Congregazione p. 6j. 
San Francefco Bajìlica dell* Ordine de? 
Minori Conventuali p. 174 
Santa Francefca Romana Parrochia , e Ba- 
dia dell* Ordine Benedittino Olivetano 

p. 321 
San Gabriele Monache Carmelitane p. 82 
Gesù Tempio , e Collegio p* 132. 

San Giacomo Parrocchia p. 251 

San Gregorio Parrocchia p* 369 

San Guglielmo Monache dell* Ordine di 
Santa Chiara p. 171 

San Giorgio Metropolitana p* 1 

San. 






Santa Maria la Natività , detta della Ro- 
fa , Convento degl' Eremitani di San 
Girolamo p. 49. 

Santa Maria Addolorata detta del Suf- 
fragio Confraternita p. 249 

Santa Maria de' Servi Convento di queft* 
Ordine p. 105 

Santa Maria della Rofa, Oratorio , e Con- 
fervatorio di Zitelle p. 115 

Santa Maria la Purificazione-, detta Santa 
Maria di Bocche, già Parrocchia , ora Con- 
fraternita di S. Giobbe p> 38$ 

Santa Maria Nuova fa della Neve 
Parrocchia P- 73 

Santa Maria Annunziata detta di Balicme, 
Parrocchia nel Borgo fuperiore di Mizzana 
Borghi p. 8 9 

Santa Maria Oratorio pubblico nel Palazzo 
Riminaldi p- 151 

Santa Maria della Salute al Noviziato de 
Minori Conventuali p> 187 

Santa Maria della Confolazione dell' Ordine 
de 1 Servi p> 234 

Santa Maria Oratorio dirimpetto la Chieja 
del Corpo di Criflo p. 219 

Santa Maria in Vado Parrocchia , e Bat- 

tefimale , 



ti fìttale , Badìa de 3 Canonici Regolari del 
Salvatore p. 313 

Santa Maria del Timone Oratorio in Bor- 
go P- 3 8 

Santa Maria , e Santi Filippo jSerj*, e 

Franeefco di Saks Oratorio pubblico nel 
Palazzo T a/foni alla Ghiaia p. 42.0 

Santa Maria Affunta Oratorio nel Palaz- 
zo Guarinij ora Guahnguo , che non go- 
de immunità, ahbenchè pubblico p. 123 

Santa Maria Ajfunta Oratorio nelle C bio- 
vare , con Cafe di Maefìre, Suore della 
B. Chiara di Monte Falco Agoft tritane 

p. 269 

Santa Maria del E far io Oratorio nella 
b tracia del Moraro di Cafa Bonacojì, già 
primo ricetto degf Eremiti, poi dei Sacchi 

p. 417 

Santa Maria la Natività Oratorio della 
Confraternità del Buon Amore p. 283 

Santa Maria la Natività Oratorio nel Bor- 
go di S. Giorgio 5 detta la Schiappa 
Borgo 40 

Santa Maria di Mtfcricordia in detto Bor~ 
go Borgho p. 33 

Santa Maria Immacolatamente Concetta 5 

detta 



detta della Scala Confraternita oggidì fop- 
prejfa p. i 94 

Santa Maria della Vifitazìone alla, Porta 
dì [otto del Pubblico , Cafa de* Preti 
Mini/hi degl' Infermi p. 291 

Monte di Pietà Vecchio o?a Oratorio di 
Sani Aniano de' Lavoranti Calzolai 

p. 71 
Monte di Pietà di San Giovanni Batti/la 
delle Farine p. 71 

San Matteo Appoflolo Parrocchia p. 16 1 
San Matteo di Mizzana Parrocchia in 
Borgo p, 89 

San Michele Priorato, e Parrocchia p. 6j 
Santa Monica Monache Domenicane p. 162 
San Martino già Parrocchia ora Orato- 
rio , e Confraternita p. 352 
San Maurilio Chic fa , e Convento de' Fra- 
ti Cappuccini dì San Franccfco p- 96 
Santa NI ar far ita Oratorio, et OJ pitale del 
noftro Pubblico per le povere Mendicanti 
San Maurelio detto la Chiefa Nova 0- 
ratorio del noilro Pubblico già Cappella 
Ducale p. 3 9 
San Maurelio Spedale in Borgo Borghi 

' . p. 38 
S. Orjola 



Santa Òr fola Collegio di Vergini ritirate 

p.. no 
San Paolo Parrocchia , e Convento eie 3 
Carmelitani della Congregazione di Man- 
tova p. 32 
San Pietro Parrocchia p. 358 
Santi Pietro , e Paolo Cfpitale de' po- 
veri Mendicanti Mafchi , e F emine del 
Pubblico /. 100 
Pentimento già Oratorio nel Tergo p. 42 
San Atmano M. Priorato 3 e Parrocchia 

P> i-li 
San Rocco Monache Domenicane p. 230 

San Salvatore già Parroehia ora ricetto 
delle Donne del Soicorjo Penitenti , e 
Partorienti p. 354. 

San Sebafliano Oratorio di Confraternita 
sopprejfa p. 198 

San Smeflìo utili a dia di Monache Te- 
nedettìne C affnevfi p. 223 

Santi Simone , e Giuda titolo Canonie ah 
Prejhterale cjfziato dalla Compagnia de 
Sacconi p- 362 

San Spirito tempio , e Convento de' 
Frati Minori Cjjervanti di S, Franco feo 
detti i Zoccolanti p. 155 

Spirito 



Spirito Santo Oratorio 3 e Confraternita 
già Mraaffcro p. 129 

San Stefano Parrocchia , e Caja de' 
Preti di San Filippo Neri p. 64 

Stimmate di S. Francefco Oratorio della 
Confraternità p. 1 26 

Scuole Pie de' Fr ance fi per gT lgno* 
rame Ili p. 231 

San Tomafo Parrocchia p. 298 

Santìffima Trinità Co n nenda della Religio- 
ne di S. Giovanni Gerosolimitano di Mal- 
ta , e Confraternita p. 6g. 

Tutti li Santi Parrocchia p. 6\ 

Santa Fere fa Oratorie > y £s Ritiro di Oh late 

T enfine ^t ffffi P \ 33 ° 
San Vitale già Parrocchia oggidì dell 1 Ar- 
te de* Nunci P- 33 5 
San Vito Chiefa , :&y]Mpna[lero di Mo- 
nache Agoflinkne p. 311 



Fine del Indice* 






ERRO- 



S. Niccolò Parrocchia de Chierici Regolari 



\ orna j chi 



P' 59 



i~ vi ti «/ivi x * 3 y 

S. Ni e co la da Tolentino Confraternita 

P- 3°9 
S. Niccolò de' Paroni Borghi f. 78 




ERRORI CORREZIONI 

Pag. 5. Polonia Colonia 

6- Aniglfo Arnolfo 

34. Guidi Abate Abaìiì 

25. Clemente Vili. VII. 

27. che confenfcono fi conferiscono 

dal Vicario Arcivefcovale per 1' Arci- 
vescovo gran Cancelliere dei Collegj. 
56. nelP 1208, 1308. 

€0. Teonto Trotti 

87. della Francia del Francia 

8$. Beatrice Ventres Ventref 

$8. ai Cappuccini al fettimo Altare, vi e 
un S. Francesco voluto del Cattanio . 
J04. per fondar quefto come fecero , la- 

fcia tutto, e fegui 1" Anno 1537. 
150. S. Leonardo 1' An. J376. *?7$. 

igi. Claudio Laino Laio 

i\6. P. Pietro Terufola Ferufola 

141. Prendente Reiìdente 

j 4 8. Pilartro Pilaftri 

J49. e dipinta or imbiancata 

ijz. archivio Capituli Capituli 

155* Al tonfo II. primo, e terzo Duca 
.157. S. Girolamo S. Bonaventura 

16 1. forge fcorge 

164. in vicina memoria in vece della memoria 
166. T anno i;oj. 1508. 

168. Arlune Arluno 

174. S. Francefco nz6. jaz5. 

cioè venti Anni 

170. Confraternita Conformità 

I' anno J474. 

177. 1' anno 1595. 149J. 

484. Cenetafio Cenotafio 



jji. Terziario figlio de! Vefcovo Aldobran* 
dmo ; leggi tiglio del Marchefe Rinal- 
do , e fratello del Vefcovo Aldobrandino 
J93. Fra Guadagnino de' Marolt Maioli 
Manenti Mainenti 

Vefcovo di Cafale ijjir 1532. 



1$4- 


Duofo 


Buofo 


19». 


MU- 


1445. 


205. 


eigerfi 


ergefi 


218. 


fua Moglie 


fua feconda Moglie 


220. 


Irtoriate 


ìftnane 


211. 


efle 


efferdo 


223. 


refident'é 


re fi dente 




prope apifterium 


afiflerium 


216. 


latofana 


lantolana 




Giulia 


Giulna 




Rambina 


Ramolda 


23 f. 


Cozza 


Gregor; 


2$rf. 


in avocazia fia 


ius Padronato can- 




cella ili us Padronato ch'era differen- 




te dall' avocazia 






di Donore n 


el fondo di Doncre 


142. 


il qual Priore 


il qual era Priore 


*J». 


per duos Epilcopos per Dnos Ept. 


*54- 


Matteo 


M*ttio 


»55. 


Canonici 


Canoni deputata 


268. 


anìbroxis 


Ambroxi 


*77- 


mancatale fpofo 


mancato lo fpofo 




e Mafia 


MafTa 




e Priano 


Pi ria no 


25S. 


foni 


Toni 




Montagna 


Montagnana 




noftris nutis 


noltris nuntijs 


VS- 


comiflìoni 


conceffoni 


313. 


Stevio Eugubio 


Steuchio Eugubino 

3*J» 



336. 

&9> 

360. 

361. 

375. 
4P1S- 
413. 
4*4- 



CarpaS Carpazi 

Maggio Marzo 

1188- io83« 

Bonacofla Medici 

Saniti Gregorij Sancì:! Georgij 

Santo Apoftolo Principe Santo Princi. 



8i. 
330. 

Pag. 
7- 

io. 
14. 

47- 
48. 

49. 

54- 
59- 
70. 
8r. 
96. 

42,2. 

II*. 
H4. 

II 5, 

Jl8. 

119. 
fa$. 



Evali 

1351- 

. 1498. 
. intorno 
delle Sante Lucia 
S. Gabriello 
S. Te re la 

B O R 
1 fi ha il di 
decreto 
Aubeis 
de Parolarìo 
li Alachi 
contrariavano 
S. Antonio 
Sanila 
Cartello 
hanc 

tal fiume 
fra Contrade 
dei 
uno 

Straordinarium 
Longogola 
eccettuate quelle 
ilium 
di qua 
con. tea t ione 

quera 



ed 



Eragli 

*55' t 

1548. 1x89. 

incontro 
Apollonia 



GHI. 

il Borgo di Quacchio 

Di recto 

Rubeis 

Povolaro 

di Alachi 

contrariava 

S. Antonino 

San latta 

Ceflello , o Cifìello 

hunfi 

re al fumé 

fra le Contrade 

dal 

unito 

-Straordinariarum 

Longola 

eccettuata quella 

illum 

del Ponte di qua 

contentionem 

prò obijcendis 

quom 

IZf. 



jij. M?bilion Mabìlon 

accedere accedei et 

ji6. Padri Teatini Chie- ci 

Cimiterio Cimiterio di Cai fi i 

1*8; Aw. Paris Aw. Cefare P„rs 

Letterari Letteraria 
11 P. Pecorari Li PP. Giannini, Pecorari 

Jiìorie Ferraiefe Jftorie JFeirarefi 



Die 4. Setembrìs 17 7 J- 

IMPRIMATUR 

F. Alcyf. M. Ceruti 0. J>- 

Vicarius Generali* S. Q. Fecrarict 

Tiìe DiSfa- r 

IMPRIMATUR 

Tyrjus Can* Palliarmi V, G. 



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